IL SEGRETO DI EVA di Amy Harmon (Newton Compton)

Autrice:  Amy Harmon
Titolo originale: Fron Sand and Ash
Traduttrice:  Marialuisa Amodio
Genere: Storico/ Contemporaneo
Ambientazione:  Italia
Pubbl.originale: LakeUnion Publishing, 2016, pp.372
Pubbl.italiana:  Newton Compton, marzo 2018, pp.380, €10
Livello sensualità: MEDIO
Parte di una serie:  No
Disponibile in ebook a  € 5,99

TRAMA: 1943. La Germania occupa gran parte dell’Italia e le deportazioni degli ebrei aumentano di giorno in giorno. Fin da bambini Eva Rosselli e Angelo Bianco sono cresciuti come una famiglia, divisi solo dalla religione. Con il passare degli anni si sono innamorati, ma per Angelo è arrivata la vocazione e, nonostante i suoi profondi sentimenti per Eva, ha preso i voti. Adesso, più di dieci anni dopo, Angelo è un prete cattolico ed Eva è una donna ebrea che rischia la deportazione. Con la minaccia della Gestapo in avvicinamento, Angelo nasconde Eva tra le mura di un convento, dove Eva scopre di essere solo una dei tanti ebrei protetti dalla Chiesa. Ma la ragazza non riesce proprio a stare nascosta, in attesa della liberazione, mentre Angelo rischia la vita per salvarla. Con il mondo in guerra e le persone ridotte allo stremo, Angelo ed Eva affrontano sfida dopo sfida, scelta dopo scelta, fino a che il destino e la fortuna non decideranno di incontrarsi, lasciandoli stremati davanti alla decisione più difficile di tutte.Una storia d'amore nascosta sotto le macerie della seconda guerra mondiale


Angelo Bianco è cattolico, con una protesi alla gamba, nato in America e mandato in Italia all'età di 11 anni a vivere coi nonni che sono a servizio della famiglia Rosselli di religione ebraica.
Eva Rosselli, 9 anni, bella, brava e vissuta in una famiglia benestante in cui tutti i componenti si danno sempre da fare per stare insieme ed essere il più possibile sereni.
Il destino di Angelo è segnato: dovrà farsi prete e nonostante i due ragazzi crescano come fratello e sorella, sanno che quello che provano, una volta diventati adulti, è un sentimento profondo che il protagonista combatterà in ogni modo.
Sopraggiunge la guerra, l'occupazione tedesca, le deportazioni degli ebrei e tutto ciò di terribile che la storia ci ha insegnato e che moltissimi hanno vissuto.
A dir la verità quando ho capito che il libro verteva sull'amore di questa coppia in un periodo così tragico e pericoloso, mi era balenato per la mente di non proseguire. Leggere fatti veri mi faceva intristire e riflettere sull'incapacità umana di coloro che ambiscono solo al potere e alla loro bestialità, (non voglio offendere gli animali) arroganza, cattiveria e frustrazione che esercitavano su esseri indifesi, ma non ho potuto fare a meno di proseguire, perché anche se c'erano rabbia, tristezza, impotenza per i fatti veramente accaduti, l'esposizione è stata tale che ho voluto andare fino in fondo.
L'epilogo roseo c'è, ma la bravura dell'autrice, secondo me, non sta tanto nell'aver inventato una storia d'amore tra Angelo ed Eva, quanto la capacità di amalgamare la vicenda nella Storia e nei personaggi reali.
É chiaro che le brutture, come le Fosse Ardeatine, o la caccia all'oro che i tedeschi hanno perpetrato casa per casa ti lasciano sgomenta, non per questo si deve ignorare ciò che è capitato davvero.
Un libro che ho iniziato a leggere un po' restia, ma che poi mi ha conquistato del tutto.








COME INIZIA IL ROMANZO...
24 marzo 1944
Angelo dormiva già da un po’ sull’erba bagnata accanto alla strada, ma quella notte faceva freddo e lui indossava solo una tonaca leggera, perciò si svegliò scosso dai
brividi. Bastò quel piccolo movimento a strappargli un gemito, ma almeno il dolore al fianco destro servì a rianimarlo. Non vedeva niente e aveva la bocca così secca che leccò la rugiada sull’erba accanto al viso. Doveva muoversi per scaldarsi e doveva muoversi per trovare dell’acqua. Doveva muoversi per trovare Eva.Si sforzò di alzarsi e mosse un passo, poi un altro, cercando di convincersi che camminando avrebbe sentito meno dolore che restando sdraiato. Ogni respiro bruciava ed era sicuro di avere qualche costola rotta. Il buio e la gamba ferita rendevano ogni passo precario, ma trovò la postura meno dolorosa e si diede un ritmo, zoppicando sulla via Ardeatina verso Roma. Per lo meno sperava di essere diretto a Roma. Che Dio l’aiutasse, se stava tornando indietro. Riusciva a malapena a vedere con l’occhio destro, il sinistro era chiuso da tanto era gonfio e il naso era rotto. Non la riteneva una gran perdita. Dopotutto, non era mai stata la sua parte migliore. Gli mancavano tre unghie della mano destra e il mignolo della sinistra era spezzato. A un certo punto inciampò e cadde, appoggiandosi sul mignolo storto per riprendere l’equilibrio. Il dolore atroce gli fece girare la testa e lottò per rimanere cosciente. Si mise in ginocchio, con cautela, per gemere una preghiera alla Madonna, implorandola di aiutarlo ancora. Fu accontentato e si rimise in marcia.
Non doveva essere molto lontano dalla chiesa di Santa Cecilia in Trastevere. Otto chilometri, forse? Ma procedeva così lentamente che ci avrebbe messo ore ad arrivarci e non sapeva quanto mancasse all’alba. Le tenebre erano benvenute, se lo tenevano nascosto. Tutti lo davano per morto ed era più sicuro se avessero continuato a crederlo. Pensò all’aspetto che doveva avere: i capelli impiastricciati di sangue e sporcizia, la tonaca sudicia e puzzolente di sudore e morte. La indossava da tre giorni. Sembrava un messaggero dell’inferno anziché un soldato dell’esercito di Dio.
Sapeva che c’era un’altra chiesa lungo la strada. Tutte le strade di Roma ne avevano almeno una. Cercò di ricordare il nome del prete, ma non ci riuscì. Nei pressi c’era anche un monastero, e una scuola. Vi aveva sistemato alcuni profughi. Bambini. Ebrei. Ma la strada era tranquilla. Non aveva visto un’anima da quando erano passate rombando le camionette cariche di soldati tedeschi, armi ancora calde e casse di cognac vuote, lasciandosi alle spalle le antiche cave e le catacombe. Ospitavano nuovi morti adesso. I vecchi fantasmi erano stati sfrattati dalle Fosse Ardeatine.
Ci mise una dolorosa eternità a raggiungere la chiesa, ma affrettò il passo quando vide la fontana. Ci cadde praticamente dentro, di faccia, rischiando di affogare quando emise un rantolo di dolore e inalò l’acqua anziché inghiottirla. Era salmastra e probabilmente l’avrebbe fatto ammalare, ma era la cosa migliore che avesse mai assaggiato. Bevve a
sazietà e si rialzò, cercando di non urlare quando sfiorò la superficie ghiacciata con le dita massacrate. Si lavò meglio che poté, pulendo il sangue e il fango dai capelli e dalla pelle. Se non fosse arrivato a destinazione prima dell’alba, voleva almeno rendersi presentabile; inoltre l’acqua gli diede una sferzata di vita.
Trasalì per lo spavento quando scorse un’ombra incombere su di lui, ma si accorse subito che era solo un uomo di pietra. Una statua. La statua lo guardava con raggelata compassione, tendeva le mani, ma non poteva aiutarlo. Angelo non conosceva il nome del santo né il significato di quella statua – gli sfuggiva anche il nome della chiesa – ma qualcosa in essa, la solennità dell’espressione, la malinconica accettazione espressa dalla postura, gli ricordarono il San Giorgio di Donatello e il giorno in cui aveva ricevuto la vocazione.
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USCITE RECENTI DI AMY HARMON IN ITALIANO

Hai cambiato la mia vita (2017)
Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

Sei il mio sole anche di notte (2015)
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Leggi QUI la ns recensione. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE

Amy Harmon sapeva già da piccola che scrivere era qualcosa che avrebbe voluto fare nella vita e crescendo si è dedicata alla scrittura di canzoni e racconti. Essendo cresciuta in campagna senza televisione, con solo i suoi libri e i suoi fratelli con cui intrattenersi, Amy ha sviluppato un sesto senso per ciò che rende buona una storia. Nella sua vita l'autrice è stata speaker motivazionale, insegnate di scuola media, mamma/insegnate a casa e membro del coro Saints Unified Voices, diretto da Gladys Knight, vincitore di un Grammy Award. Nel 2007 ha pubblicato un CD intotolato What I Know e ha scritto cinque romanzi.

VISITA IL SUO SITO: http://authoramyharmon.com/



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BOOK LOVERS - LE VIE DEI SOGNI SONO INFINITE di Giulia Rizzi


Autore: Giulia Rizzi
Genere: Contemporaneo, Chick-Lit
Ambientazione: Verona,Italia
Pubb. Italiana: Giulia Rizzi,  marzo 2018, pp.232
Parte di una serie: No,
Livello di sensualità: MEDIO
Disponibile solo in e-book a € 0,99

TRAMA: La vita di Celeste, libraia veronese un po' più che trentenne, sembra essere finalmente a una svolta. Dopo essersi lasciata alle spalle un'esistenza monotona e un fidanzato fedifrago non deve fare altro che rimboccare le maniche e darsi da fare. Nei suoi piani c'è posto per cambiamenti radicali, nuovi progetti, avventure, la ricerca della vera se stessa...Sì, ma come? 
Trascinata suo malgrado nei rocamboleschi preparativi per le nozze del fratello Alessandro, costretta ad avere a che fare con Matteo, il suo insopportabile testimone, si ritrova a un passo dal diventare la damigella del disonore. Celeste preferirebbe di gran lunga rimanere al sicuro, all'interno della fidata libreria nella quale vive in attesa di una sistemazione definitiva, trascorrendo le giornate a annusare libri e consigliare i romanzi perfetti ai suoi affezionati clienti. Il destino, però, ha qualcosa di diverso in serbo per lei, come l'incontro con un bel ragazzo biondo, un po' troppo giovane...
Chi avrebbe mai immaginato che le vie dei sogni fossero tanto complicate?


Celeste, una donna di 33 anni, deve decidere cosa fare della sua vita monotona e senza grandi prospettive. Avviene qualcosa che finalmente la scuote. Ritrovare, dopo tanti anni, Matteo, amico per la pelle di suo fratello che gli farà da testimone al matrimonio, riaccende quel rapporto fastidioso e acido che li distingueva quando erano ragazzini. Ma le battute cattive e i continui incontri fanno riflettere Celeste e così…
Devo dire che la protagonista non mi è piaciuta per tre quarti del libro. Una lagna continua, una persona immatura, che non sa far altro che punzecchiare il prossimo. Ha una qualità: ama i libri e si da anima e corpo nella libreria dove lavora da dieci anni.
Il protagonista, invece, è un uomo di 30 anni, che di professione fa il cuoco, e che da quando era ragazzino era infatuato di Celeste.
É quando capitano grossi problemi che il romanzo si è rivelato, per me, avvincente. Se gli ultimi capitoli non fossero stati così accattivanti, la mia opinione sarebbe stata molto bassa. E così Celeste, ripeto, per me, ha acquistato dei punti sul suo carattere solitamente isterico.
Le peculiarità di questa donna mi hanno ricordato un altro personaggio di un libro che non ho amato (Trent'anni e li dimostro, vedi qui), ma che ha invece riscontrato successo, ecco perché la mia diffidenza nei confronti della protagonista, ma per fortuna la storia si è evoluta in modo da poter essere diventata più piacevole.







COME INIZIA IL ROMANZO...
Capitolo 1
Nemmeno le campane della chiesa di San Fermo Maggiore riescono a tenermi sveglia. Reprimo a fatica uno sbadiglio mentre mi stropiccio gli occhi stanchi e arrossati. Sono le nove passate e a quest'ora dovrei cenare, preferibilmente indossando pigiama e pantofole. Il solo pensiero mi fa sbadigliare di nuovo: ho sonno, ho fame e sono davvero stanca di 
aspettare.
Il parroco mi rivolge un'occhiata rassegnata da dietro la scrivania e scuote appena la testa.
«Celeste» cantilena «tuo fratello e il suo testimone sono in ritardo di quasi mezz'ora.»
«Lo so, Don Carlo.» mi volto verso la mia futura cognata che, per l'ennesima volta, tenta di rintracciare Alessandro al cellulare «Porti pazienza, la prego. Mia mamma le preparerà la torta di mele domani, giusto per scusarci.»
«Se tua madre mi portasse una torta per ogni pasticcio che combina quel ragazzo, a quest'ora avrei il diabete.» rimbrotta lui.
Mi sistemo a disagio sulla sedia che scricchiola rumorosamente. Temo che il mio tentativo di mediazione sia in realtà un'istigazione al peccato di gola.
La stanza della sagrestia dove ci siamo dati appuntamento è piccola, fin troppo in effetti, e il profumo di cera calda impregna l'aria, mescolandosi all'aroma dell'amarissimo caffè che abbiamo trangugiato durante la lunga attesa. Dalla finestra sbircio il Ponte delle Navi, quello che fu lo storico porto della nostra bella Verona ai tempi di Giulietta e Romeo. È affollato di turisti a passeggio, intenti a scattare foto del panorama, e automobilisti alla disperata ricerca di un parcheggio a pochi passi dal centro.
«Ale sta arrivando.» ci assicura Veronica annuendo esageratamente.
Don Carlo solleva le sopracciglia in un'espressione scettica e inizia a sfogliare, senza molta convinzione, le scartoffie davanti a lui.
«Non ti preoccupare.» bisbiglio stringendole la mano che sta sfregando nervosamente sui jeans.
Un timido sorriso le incurva appena le labbra carnose, velate di lucidalabbra rosato.
Fatico ancora a credere che un impiastro come mio fratello stia per sposare una ragazza così in gamba. A essere sincera, sono molte le cose di cui, al momento, non riesco a capacitarmi. Ho sempre pensato che, in fondo, non fosse raro avere due figli con caratteri tanto differenti da sembrare uno la nemesi dell'altro. Può capitare. Ci può essere la figlia quasi perfetta, brava negli studi, diligente e assennata, con una relazione sentimentale stabile. Quella per la quale i genitori non hanno mai trascorso una notte insonne. Ecco, 
quella sono io, modestamente. Poi, per un capriccio del karma, giusto per compensare l'eccessiva tranquillità, c'è il figlio minore. Il maschietto tanto desiderato, viziato e coccolato, che si trasforma in un ragazzino pestifero e infine in un teppistello che
terrorizza le vecchiette del paese con tatuaggi e piercing, oltretutto fasulli, dato che ha il terrore degli aghi. A volte, però, la vita ci riserva strane sorprese, così la situazione si trova all'improvviso ribaltata. Il fratellino cresce, conosce una ragazza abbastanza tosta da metterlo in riga, e si sposa. La figlia perfetta, nel frattempo, si scopre single, tradita dal fidanzato che all'improvviso avverte il bisogno di provare “nuove esperienze”. A questa figlia-fidanzata, non più perfetta, viene il dubbio che possa c'entrare, forse - ma proprio forse - la di lui collega ventenne, bionda naturale, magra-ma-formosa, tuttavia, in fin dei conti poco importa. Il nocciolo della situazione non cambia: a trentatré anni, io, la figlia modello con un futuro che sembrava ormai scritto con inchiostro indelebile, mi ritrovo a fare da testimone alle nozze del mio fratellino e ad essere terribilmente, inesorabilmente, improvvisamente zitella . 
*****
DA LEGGERE DI GIULIA RIZZI

UN AMORE FIRMATO LOUBOUTIN (Rizzoli, solo ebook)
Rebecca ha trent’anni suonati, vive ancora a Verona nell’appartamento che condivide con le amiche fin dai tempi dell’università, e si barcamena fra un lavoro poco redditizio e la passione per la scrittura. È una donna indipendente e non ha alcun bisogno di un uomo, soprattutto ora che il sogno di una vita è incredibilmente vicino e la possibilità di pubblicare il suo romanzo si fa sempre più concreta. Rebecca è talmente convinta delle proprie idee che è pronta a dichiararle alla trasmissione televisiva alla quale è stata invitata per presentare il suo Lit-blog “Lib(e)raMente”. Ha tutto sotto controllo: domande concordate e risposte accattivanti, essenza di fiori di Bach e scarpe griffate tacco dodici. Il destino, però, decide di metterla alla prova, facendo finire le sue Louboutin, dalla suola rossa fiammante, dritte nelle mani di Leonardo Davies. Per fortuna Reby è una tipa tosta, immune allo sguardo magnetico e al sorriso disarmante del bel modello inglese.. oppure no? Fra sketch tragicomici e odissee familiari, una commedia romantica che fa sorridere e sognare, ma con i tacchi ben radicati a terra. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

L'AUTRICE
Giulia Rizzi, classe '84, vive in un bel paesino in provincia di Verona. Laureata in Scienze dell'educazione e specializzata in Pedagogia, lavora da anni nel campo dell'istruzione e della prima infanzia. Lettrice compulsiva, aspirante scrittrice e gattofila per vocazione, non esce mai senza avere carta e penna nella borsa. Ha esordito nel 2014 con un romanzo fantasy per poi cedere al romanticismo delle favole moderne. 

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IN MILLE PICCOLI PEZZI di Nicole Edwards (Newton Compton)

Autrice: Nicole Edwards
Titolo originale: A Million Tiny Pieces
Traduttrice: Mariacristina Cesa
Genere:  Contemporaneo, erotico, M/M
Ambientazione: Austin, Texas USA
Edizione originale: Nicole Edwards, gennaio 2015, pp.458
Edizione italiana: Newton Compton,  marzo 2018, pp.439,€ 5,90
Parte di una serie: No
Livello di sensualità: ALTISSIMO
Disponibile in ebook a € 5,99

TRAMA: Mia Cantrell è felice di essersi sbarazzata di un marito bugiardo e traditore. Una volta concluse le pratiche del divorzio, ha ripreso in mano le redini della sua vita. Phoenix Pierce ha un’azienda multimilionaria, una squadra di hockey e una schiera di donne disposte a passare una notte con lui, ma dopo la morte del padre sembra aver perso interesse per tutto. Finché non incontra Mia. Il suo cuore però è diviso: non riesce a smettere di pensare a Tarik, da sempre il suo desiderio proibito. Tarik Marx crede che nessuno, se non Phoenix, potrà mai riempire il vuoto che sente nella propria vita. Finché non incontra Mia. Ora Tarik deve cercare di capire come avere entrambi. Sarà possibile ricomporre i mille frammenti delle loro esistenze? E creare dei legami capaci di sopravvivere?«Protagonisti perfetti per una storia perfetta. Un grande romanzo che bisogna assolutamente leggere.»


Tre persone, due uomini e una donna,  stanno cercando di dare un senso alle loro vite dopo che sono andate “IN MILLE PICCOLI PEZZI”,  titolo del romanzo di Nicole Edwards.
Siamo a Austin e le persone di cui parlo e che abitano nello stesso palazzo,  sono Mia Cantrell, Phoenix Pierce e Tarik  Marx .
Mia ha solo ventiquattro anni ma ha alle spalle un divorzio da Damien Landry, uomo ricchissimo ma traditore e ora che si è ripresa la sua vita, è ritornata al college che frequenta pur con fatica e sempre sentendosi spiata dai media. Dopo un incontro in ascensore con i due uomini, Mia è attratta immediatamente  e sviluppa quasi una dipendenza da loro,  sentendosi priva di qualcosa quando non sono insieme: potremmo dire che si innamora da subito!
…”Chiuse la porta dell’appartamento e si avviò all’ascensore, premendo il pulsante di chiamata..
Il trillo attutito riecheggiò sul pianerottolo, segnalando l’arrivo della cabina e Mia trattenne il fiato mentre le porte si aprivano. Niente da fare. Non era vuoto.
Oh. Cavolo!
Proprio come aveva temuto, di fronte a lei c’era lo stesso tipo elegante dai capelli neri di qualche giorno prima, solo che stavolta non indossava semplicemente un abito costoso. Era in uno strepitoso smoking Armani, se non sbagliava.
E non era neanche solo.
Per lo scherzo crudele che le giocava il destino,  evidentemente un solo uomo sexy non era abbastanza, perché accanto a lui c’era Alto, Scuro e Intimidatorio con indosso uno smoking  ugualmente strepitoso -Calvin Klein- dedusse- e dall’ aspetto in tutto e per tutto molto sexy. La stavano entrambi osservando attentamente  e Mia fece un profondo respiro cercando di muovere i piedi in  avanti.”
Phoenix ha ereditato le imprese del padre tra cui una squadra di Hockey e diversi palazzi tra cui quello in cui abita,  ma non sa nemmeno lui come andare avanti con la sua vita perché , dopo il dolore per la scomparsa del genitore, deve finalmente affrontare la sua ambiguità sessuale che lo porta a desiderare, sia le donne, ma anche e soprattutto il suo responsabile per le relazioni e guardia del corpo, Tarik.
Tarik ha un passato tragico ma ha potuto risalire la china grazie alla lungimiranza del padre di Phoenix e ora, dopo sei anni, è stanco di aspettare che l’amico si decida a confessargli i suoi sentimenti che lui ricambia in toto.
E’ proprio l’incontro con Mia che porterà i due giovani a dare finalmente voce alle proprie inclinazioni e a scoprire che una convivenza a tre è il loro desiderio perché l’amore per Mia è il completamento del loro.
…”Nessun altro uomo ti deve toccare, Mia. Lo capisci questo? Nessuno.
Mia si protese in avanti, riflettendo la postura di Phoenix e il tono che non ammetteva repliche di Tarik. – E nessun’altra donna toccherà nessuno di voi due.- Disse quelle  parole inizialmente  con l’intenzione di scherzare, ma presto si rese conto che non stava scherzando affatto.”
C’è una piccola nota gialla, con il rientro in scena dell’ex marito che tenta un ricatto per motivi economici, ma è quasi ininfluente ai fini della storia dei tre.
Il tessuto che tiene in piedi il romanzo è tutto qui: la gran parte della narrazione è infatti dedicata ai rapporti di sesso e alla presa di coscienza , soprattutto da parte di Phoenix , di come si senta libero ora che ha capito cosa vuole per il suo futuro.
Le scene intime sono ben descritte e sebbene molto forti, non sono mai volgari ma intense specie tra i due uomini. L’atmosfera, molto molto calda, tiene concentrati sulla narrazione ma coinvolge anche nelle parti più leggere e romantiche.
L’inizio è un poco lento e ci mette qualche pagina ad accendere la miccia… poi è un crescendo di emozioni. Solo il finale mi ha lasciato qualche perplessità, ma è un'opinione personale.
Concludo dicendo che, non amando particolarmente né gli MM né le situazioni di ménage, mi sono avvicinata a questo romanzo con i piedi di piombo, visto che altri di questo genere mi avevano delusa, è stata invece una piacevole sorpresa che non mi ha fatto pentire di averlo letto!










COME INIZIA IL ROMANZO...
Prologo
Fine agosto


«Dopo l’improvvisa morte di suo padre tre mesi fa, il magnate Phoenix Pierce è diventato il più giovane patron di una squadra nella storia della National Hockey League. Siamo qui per annunciare che, con l’approvazione ufficiale del consiglio di amministrazione della Federazione, la quota di minoranza del 
ventinovenne Phoenix, combinata con quella di maggioranza di suo padre, lo mette al timone degli Austin Arrows.

Di recente, alla domanda se la squadra avrebbe visto dei cambiamenti nella stagione a venire, Phoenix aveva reso noto che erano già in programma prima della morte di Sidney Pierce. Sid è mancato lo scorso maggio a seguito di un infarto.

Da quello che abbiamo appreso da Tarik Marx, portavoce e responsabile delle pubbliche relazioni degli Arrows, Phoenix intende apportare i cambiamenti e andare avanti. Ci ha assicurato che la squadra è forte e sana e pronta per un anno proficuo.
Phoenix non ha rilasciato commenti circa la causa intentata dal magnate immobiliare Damien Landry. Secondo le nostre fonti, prima della morte di Sid, girava la voce che la squadra dovesse essere venduta a Landry per duecentottanta milioni di dollari. Forbes.com ne ha recentemente stimato il valore a due centocinque milioni, nonostante una perdita stimata in dieci milioni annui per via della costante discesa in classifica.
Una fonte vicina a Landry ci ha riferito che Sid si è ritirato dall’accordo un paio di mesi prima della sua morte; tuttavia non esiste documentazione a supporto di quanto sostiene Landry. Eppure quest’ultimo rifiuta di farsi da parte in silenzio».

Quando Tarik entrò nella stanza, Phoenix premette il pulsante del telecomando per spegnere il televisore, facendo piombare nel silenzio la stanza buia.
Lasciandosi cadere sul bracciolo della poltrona, Tarik si sforzò di sorridere mentre guardava il suo datore di lavoro che fissava lo schermo spento. Era ancora mattina presto, troppo presto per bere ma, dal momento che nessuno dei due era andato a dormire, ci stava.
Girandosi per guardare Phoenix in viso, sollevò la bottiglia. «Hai tutto in mano tu, ora. Può avere un sapore agrodolce, ma è pur sempre una vittoria».
«Agrodolce», fece eco Phoenix, senza degnarsi di alzare gli occhi, dal divano in cui era sprofondato, sollevando automaticamente la bottiglia di birra per urtare quella di Tarik. «Cazzo se è agrodolce».
***
Mia Cantrell si appoggiò con la spalla alla parete, fissando fuori da una delle finestre cielo-terra dell’appartamento che aveva recentemente acquistato all’interno di un grattacielo, e dove si era trasferita con l’intenzione di stabilizzare il cuore in agitazione. I Kings of Leon cantavano dolcemente dagli altoparlanti nel soggiorno, ma facevano ben poco per allentare la tensione che si era accumulata negli ultimi giorni.Con la seconda tazza di caffè a scaldarle le mani, guardava il sole spuntare dallo skyline di Austin che si apriva davanti a lei, e cercava di riprendersi. Sarebbe stato molto più facile se non fosse stata lì a rimuginare sulla direzione sbagliata che aveva preso la sua vita.

Sbagliata? No, aspetta. Provò a pronunciare ancora una volta quella parola, ma la sensazione era un’altra. Forse sbagliata non era il termine più appropriato.

Toccandosi le labbra con le punte delle dita, si rese conto che stava sorridendo. E, a pensarci bene, era propensa a dire che, per la prima volta da tantissimo tempo, si sentiva abbastanza contenta, perfino eccitata dalle nuove possibilità. Quindi forse la parola più consona da usare era diversa.
Sì… adesso era tutto molto diverso.
Portandosi una mano al petto, notò che il battito accelerato del cuore si era finalmente tranquillizzato, sebbene percepisse ancora l’ansia sfarfallarle nel ventre.
Non appena si era messa a letto la sera prima, si era resa conto che non vedeva l’ora che iniziasse quella giornata. Naturalmente tutta quell’eccitazione si era riversata nei suoi sogni. Due ore prima, proprio come quando andava alle elementari e sua madre la svegliava il primo giorno di scuola, era letteralmente saltata giù dal letto. Ma non per le sue dolci parole o per la sua mano che l’accarezzava cercando di scuoterla. La sua sveglia aveva emesso un tale suono – che avrebbe dovuto essere illegale per lo meno in mezzo Paese – che l’aveva spinta a muoversi. Aveva avuto lo stesso effetto di un allarme antincendio. Si era tolta di dosso le coperte ed era schizzata in piedi prima ancora di rendersi conto di essere effettivamente sveglia.
Come aveva imparato quella mattina, prepararsi era diventata una cosa diversa rispetto agli ultimi anni. Quando non c’era bisogno di essere perfettamente pettinate, laccate e tirate a lucido, tutto era indubbiamente più semplice. Dopo essersi asciugata i lunghi capelli biondi, Mia si era resa conto che non c’era bisogno di fare i boccoli. E quando era andata a truccarsi, aveva realizzato che non era necessario neanche mettere in risalto l’azzurro brillante dei suoi occhi con tonnellate di eye-liner e mascara. Non era più quel tipo di ragazza.
Quindi, invece di impiegare un’altra ora a sistemarsi alla perfezione, aveva raccolto i capelli in una coda di cavallo, stringendoli in un elastico dal colore acceso, aveva applicato un po’ di lucidalabbra e indossato gli abiti preferiti in 
quei giorni: un paio di jeans e una comoda felpa oversize.
Il risultato era stata una donna molto più giovane che la guardava dallo specchio e quella sua nuova immagine finì per piacerle. Quella nuova versione… be’, sembrava meno costretta, meno legata.
Notevolmente più sicura di sé.
Per quanto la riguardava, era esattamente dove avrebbe dovuto essere. E nel giro di qualche minuto, avrebbe fatto il passo successivo, iniziando di slancio il resto della vita.
Il suo primo giorno di college.

 *****
L'AUTRICE 
Nicole Edwards è un’autrice bestseller del «New York Times» e «USA Today». Ha pubblicato più di quaranta libri. Nata e cresciuta in Texas, è sposata e ha tre bambini. Quando non scrive o non pensa al suo prossimo libro, le piace leggere e passare del tempo in compagnia della sua famiglia e dei suoi cani.
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MAI PIU' INNAMORATA di Cecile Bertod ( Newton Compton)


Autrice: Cecile Bertod
Genere: Contemporaneo/Chick-Lit
Ambientazione: USA/Canada
Pubblic. italiana: 
Newton Compton, marzo 2018, pp.352, €10
Parte di una serie: No
Livello sensualità: BASSO
Disponibile in ebook a € 6,99

TRAMA: Daphne è una famosissima autrice di romanzi erotici e per il suo ultimo libro ha appena firmato un contratto con un anticipo da capogiro. Però, dopo aver incassato l’assegno, la sua ispirazione si è come bloccata. Non risponde alle numerose email del suo editore e si barrica dentro casa, fino a quando non decide di ascoltare il consiglio del suo commercialista, che le propone di tornare nel paesino in cui è nata e trascorrere lì qualche giorno in totale relax. Sperando di trovare la giusta concentrazione, Daphne va quindi a Banff, ma le cose non migliorano affatto. Tutt’altro. A renderle la vita impossibile ci pensa Edward, un architetto che ha un conto in sospeso con lei, perché uno dei suoi libri gli ha causato non pochi problemi… Eppure, anche se è difficile da ammettere, Daphne si rende ben presto conto che riesce a scrivere solo quando vede Ed. E lei non intende in alcun modo rinunciare alla possibilità di terminare il suo romanzo…


Sinceramente spero che questo non sia l’ultimo romanzo di Cecile Bertod…ma se lo fosse è certo che ha chiuso in bellezza con “Mai più innamorata”.
Che dire di una giovane donna che si isola da tutto per scrivere un altro dei suoi romanzi erotici, per cui ha già avuto un anticipo da capogiro, e viene attaccata da un morbo gravissimo : il blocco dell’ispirazione?
Questo e altro è ciò che affligge la nostra Daphne che davanti alla pagina aperta del suo pc in realtà pensa alle sue pene d’amore tanto che ”Se becco Cupido, giuro che gli fracasso l’arco delle gengive!” perché a ventinove anni ha dimenticato quando ha fatto sesso l’ultima volta e non ha nemmeno più la voglia di innamorarsi. Però purtroppo deve scrivere qualcosa…o almeno iniziare.
Daphne vive a Los Angeles, da sola, in una villetta a schiera. Da sola si fa per dire, perché dall’altra parte della strada, ci vive la sua famiglia con una madre che le rompe le scatole in continuazione (e provare per credere ma è una cosa che ti fa saltare i nervi), un padre iperteso e una sorella, Melanie, che si sposa proprio  quella mattina. Cosa ancor più grave lei se ne è scordata così come ha dimenticato le fedi e il suo vestito, da prima damigella della sposa!
Quanto sopra rende l’idea della persona che ci tiene compagnia per trecentocinquantadue pagine!
Superato in qualche modo il matrimonio della sorella, mentre gli sposi sono in luna di miele, lei accetta, obtorto collo, di recarsi a Banff per sistemare la villa in cui abiteranno e di cui lei paga la ristrutturazione!
Da Los Angeles, ventiquattro gradi al mattino, sale su un aereo e giunge a Banff,  Ontario, Canada, otto gradi, scendendo dall’aereo in  jeans e maglietta. Qui, con fatica, riesce a farsi ricevere dall’architetto che dirige i lavori, tale Edward Ashford da tutti chiamato Ed.
Naturalmente la maledetta iella la perseguita: oltre al rincaro dei prezzi per la costruzione di una piscina di cui lei non era al corrente, Ed l’aveva vista al matrimonio e l’impressione non era stata poi così positiva.
…”-Ehi, aspetta. Sei quello del matrimonio!- esclamo, quando finalmente riesco a collegare. Era il ragazzo che mi aveva indicato Angeline. Quello senza cravatta e le scarpe da ginnastica sotto i jeans.
-Il che?-
Non credo , però, che mi abbia  ancora riconosciuta. Continua a fissarmi con la fronte aggrottata.
-Ma certo- insisto. –Eri accanto a Paul in giardino, poi sei sparito. Io sono Daphne, Daphne Hayes- mi presento.
-No aspetta, sei la sorella di Mel?- mi domanda, incredulo.
-Esatto!- confermo. Temo però di essere l’unica a trovare la casualità del nostro incontro esilarante.
-Non ti avevo riconosciuta vestita da persona normale- confessa, osservando i miei jeans.
E mi guarda con la stessa espressione  con cui per anni ho fissato il polpettone di mia madre: rammarico e disgusto.”
 E c’è di più: la sua ragazza, con cui stava da ben quindici anni, l’ha lasciato alle soglie dell’altare perché , avendo letto il libro di Daphne o meglio di Melody Soyer, nom de plume, ha realizzato che nella loro storia mancava qualcosa!
…”-Vorrei che mi ascoltassi con attenzione, perché non te lo ripeterò più-mi sussurra gelido. –Non voglio più vederti..
…-Vuoi sapere davvero cosa hai fatto?- mi domanda lui incredulo. -Mi hai rovinato la vita-esplode rosso in viso.
- E come accidenti avrei fatto?- sbotto anch’io ,allargando le braccia- neanche sapevo chi fossi. A stento parlo con mia cugina. Passo la vita scrivendo erotici chiusa in salotto-
-E si dà il caso che uno di questi maledettissimi erotici sia finito tra le mani della mia fidanzata- mi interrompe, ritenendo opportuno continuare al mio posto. –Una persona normale ,hai presente? No-scrolla il capo. –Dubito-
-.. E dopo averlo letto sai cosa ha fatto?- Ed mi ignora.
-Ovviamente no! -  Ammetto, con le mani sui fianchi.
-Mi ha lasciato!-
…-Ora non esagerare, io ho solo scritto una storia. Non è colpa mia se ti ha lasciato.-
-Ah no?.ma sei tu che le hai riempito la testa di scempiaggini. Sono giorni che provo a parlarle, è sparita. Non fa che parlare di magliette strappate e milionari ninfomani con la passione per il bondage-“
Tra un tira e molla, una litigata e qualche insulto, una minaccia di querela e rate da pagare, Ed scopre l’identità della nostra scrittrice e la ricatta: accordo su un prezzo stracciato ma lei dovrà aiutarlo a riconquistare la sua bella Candy (odiosa e svenevolmente furba).
Il resto lo lascio alla vostra lettura !
I due protagonisti sono irresistibili e insieme formano una coppia talmente strana da essere quasi normale.
Lei è completamente fuori di testa, si chiude in bagno per parlare con la cugina Angie  e si fa venire crisi di panico fino a dover respirare in un sacchetto, mentre lui si fa prendere ben bene in giro dalla   altrimenti detta Suor Maria Claretta da Compostela, senza smettere di sperare in un romantico rifidanzamento con matrimonio annesso.
"tutta in coordinato” Candy,
E’ un po’ l’inversione dei ruoli: l’uomo piange (anche per le rate della cucina da nove metri di acciaio che deve pagare dopo la fuga della dolce quasi metà), e la donna pare insensibile agli innamoramenti.  Il leit motiv è proprio questo e l’autrice l’ha sfruttato fino in fondo con la belle idea di iniziare i vari capitoli con frasi celebri e di inserire nel romanzo, IL ROMANZO che Daphne finalmente riesce a terminare. L’altra idea notevole è stata di averle affiancato, ogni tanto, il  nerd seienne Ben, innamorato perso della sua compagna più grande, come un angelo custode che la sostiene e la capisce:
…”-I suoi vestiti sono sempre disordinati, i suoi capelli sono sempre arruffati, ma quando sono giù so che posso venire da lei e che per magia passa tutto. Lei è magica, signorina Hayes. “
Anche il romanzo è magico perché al termine della lettura lascia una sensazione di benessere e un sorriso a trentadue denti!










COME INIZIA IL ROMANZO...
Tanto tempo fa, in un quartiere lontano, lontano…
Lamore non esiste.
Non è un modo di dire, non è la rielaborazione razionale del lutto, non sono una volpe e l’uva l’ho scartata da un pezzo come prodotto ogm non necessario. Non è una storiella che si raccontano i single per superare San Valentino senza tuffarsi negli antidepressivi.
No. L’amore non esiste davvero. Io ne ho le prove. Perché, siamo seri, può mai scaturire un sentimento più profondo della tolleranza verso qualcuno con cui al massimo condividi la definizione di specie? Esistono creature meno compatibili di quanto possano esserlo un uomo e una donna? E non si tratta solo di prospettive di vita, di disparità culturali. La nostra assoluta incapacità di coesistere nello stesso ecosistema risulta evidente dalla conformazione genetica. Abbiamo cover, imballaggi e finalità diametralmente opposte. È già un miracolo incastrare le giunzioni anatomiche senza ricorrere all’immaginazione. Come non si sia ancora sfiorata l’estinzione è tra le perplessità che continueranno a tormentarmi finché avrò vita. Perché è facile inneggiare alla monogamia applicata dopo aver letto trecento pagine di Margaret Mitchell. Non è altrettanto immediato invece, se al posto di Rhett Butler ti trovi a letto con il cugino scemo di Ace Ventura: trentacinque anni, assuefazione da videogame e credo religioso nell’evaporazione come unica forma possibile di pulizia dei sanitari. E non vale a nulla neanche il dialogo, perché parliamo lingue differenti. Anzi, no, peggio. La lingua è la stessa, sono le sinapsi a essere invertite.
Non sono ancora riuscita a identificare il momento esatto di riconversione arbitraria dei dati, ma vi assicuro che c’è. Esiste una sorta di bug nel centro di recezione e decodificazione dei messaggi nel cervello umano, alla base della maggior parte delle incomprensioni di genere. L’unica spiegazione che abbia trovato per quell’inspiegabile fenomeno per cui tu dici a e loro capiscono irrimediabilmente b, c, d o, frase jolly, “facciamo sesso”.
Insomma, l’amore non ha senso, non ha logica, non è neanche divertente. Sprechi energie, fiato e tutto per ritrovarti comunque sola, che ci sia o meno un orso che ti russa di fianco, con i tuoi problemi, le tue insoddisfazioni, le paure, le bollette da pagare e i panni, che per qualche assurda ragione non si stirano da soli.
E allora basta. A cosa? A tutto. Indistintamente. Se tocchi il fondo puoi sempre iniziare a scavare. Solo, non è detto che si debba scavare all’infinito. Magari non hai forza, voglia, interesse a risalire. Ciò non vuol dire che non puoi buttare giù un paio di pareti e arredare il piccolo anfratto terroso in cui sei precipitata per renderlo quantomeno confortevole. Coltivare la tua apatia, arredare il subconscio di cinismo e lasciare
semplicemente che siano altre le cose a cui pensare. C’è tanto, tanto di più oltre i sentimenti. C’è… Be’, c’è… Il… C’è… O santo cielo, ci sarà pur qualcosa! Non lo so, l’uncinetto? Il tennis? Il golf sembra funzionare così bene per gli over quaranta. Vuoi che non riesca a trovare un passatempo per tenere occupato il mio orologio biologico per i dieci o quindici anni di deprecabile giovinezza che mi restano?
 Clic. Clic.
 Ecco. Questo sarà il mio nuovo scopo nella vita. Evadere. Evadere da tutto ciò che può ricordarmi l’amore in ogni sua melensa forma di ritorsione. Da oggi inizia una nuova vita.
E, se becco Cupido, giuro che gli fracasso l’arco sulle gengive!
**** 


 ULTIME USCITE DI CECILE BERTOD

DOPO DI TE NESSUNO MAI (2017)
Duane è appena stato assunto alla Fusion, una importante società di Los Angeles, e ha intenzione di concentrarsi sulla carriera, di dimostrare che può farcela. Finché la sua vita non è stravolta da un imprevisto: Karen, uno dei pezzi grossi della Fusion. La intravede in uno dei corridoi e da quel momento non riesce più a togliersela dalla testa. Nessuno sa niente sul suo conto, se non che si è fatta strada da sola e che rimane in ufficio sempre ben oltre l’orario di lavoro. Escluso il giovedì. All’una stacca e non è più raggiungibile. Duane non resiste: deve scoprire cosa accade quel giorno. Quando un giovedì sera va a trovarla nel suo appartamento, Karen lo lascia entrare, pensando si tratti dell’uomo con cui di solito trascorre due ore ogni settimana. Da quel momento, lentamente, Duane s’insinua nella vita di Karen. Una vita che nasconde però molti segreti. E un passato di dolore che ha lasciato segni indelebili…
Si può rinunciare ad amare e a essere amati?
La sua vita nasconde un segreto
La trasgressione è la sua arma di difesa.
L’amore sarà la sua salvezza.
Hanno scritto dei suoi libri:
«Se cominciate questo romanzo affamate della sua grande ironia, le sue battute acute e irriverenti, i sospiri, le risate, l’irritazione... insomma tutta la gamma di emozioni assicurate dal marchio Bertod, allora avete trovato pane per i vostri denti.» 
«Cinque stelle sono troppo poche per un libro che è un vero gioiellino. Intelligente, ironico, divertente, per nulla banale, scritto benissimo e molto, molto spassoso.» Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

C'ERA UNA VOLTA A NEW YORK (2017)
L'amore può nascondersi ovunque, anche su una nave che salpa per New York
Parigi. Fin da bambina Sophie ha sognato di sposare un nobiluomo con una rendita sufficiente a garantirle il tipo di vita a cui è stata abituata: circoli esclusivi, vestiti d’alta moda, serate di gala. Ma, malgrado l’indiscutibile fascino, non è ancora riuscita a realizzare il suo proposito e, alla soglia dei ventotto anni, sa di non avere più molto tempo a disposizione. Alric, per quanto vecchio e terribilmente noioso, potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per sistemarsi e così, una mattina, Sophie indossa il suo abito migliore e lo raggiunge, decisa ad accettare la sua proposta. C’è però una cosa che Sophie non ha previsto: il suo nome è Xavier. Un piccolo-borghese mai visto prima che irrompe nel salotto di rue d’Orsel deciso a infangare il suo buon nome. Xavier sostiene che Sophie non sia affatto la donna che vuol far credere, ma anzi, che un tempo sia stata la sua amante e ora gli nasconda suo figlio. Xavier non intende lasciarla andare prima di averlo ritrovato. Sotto lo sguardo sgomento di Alric, Sophie viene trascinata via e condotta su una nave che salpa per New York. E da quel momento inizia la sua sorprendente avventura… Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

*****
L'AUTRICE

Dietro Cecile Bertod, anche se il nome e l'ambientazione dei suoi romanzi potrebbero far pensare diversamente, si nasconde un'autrice italianissima che ha preso a prestito questo nome dal personaggio di un suo racconto che le piaceva molto. Ha trent’anni, è una restauratrice archeologica e vive a Napoli. Tra un restauro e l’altro, ama leggere. Ha iniziato a scrivere con un fantasy, poi ha proseguito con il rosa. Nutre una certa avversione per i nerd, le cene alla romana e la piastra per i capelli. La Newton Compton ha già pubblicato, con notevole successo, Non mi piaci ma ti amo. Tutto ma non il mio tailleur, nella sua versione autopubblicata, è stato per mesi in vetta alle classifiche degli store online.
VISITA LA SUA PAGINA FB
https://www.facebook.com/mycecilebertod/


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