TUTTO BRIVIDO di Tess Gerritsen (eLit)

Autrice: Tess Gerritsten
Titolo originaleCall After Midnight
Traduttore: Alessandro Ossola
Genere: Romantic Suspense/Rosacrime
Ambientazione: Berlino/Amsterdam
Pubb. Italiana: 1^ ed. Harlequin Mondadori, 1988; 2^ pubbl. coll. ELit Harper Collins, 29 settembre 2017,  pp.193
Parte di una serie: No
Livello di sensualitàBASSO
Disponibile solo in e-book a € 2,99 

TRAMA: A Berlino, tutto lascia intendere che Geoffrey Fontaine sia morto. A Washington, sua moglie Sarah non riesce a crederci. Decide per questo di andare in Europa a cercarlo, ma intrighi e pericoli la sorprendono a ogni angolo. Qui Geoffrey aveva un'altra casa e un'altra donna e Sarah non sa più cosa pensare. Le sembra di essere finita dritta in un covo di spie e assassini senza scrupoli. A causa di un raggiro viene addirittura accusata di omicidio. A tirarla fuori dai guai ci pensa però Nick O'Hara, ex impiegato del Dipartimento di Stato. Il suo primo scopo è proteggerla ed evitare che venga uccisa, il secondo è farla innamorare.


Il telefono squilla nella notte e Sarah Fontaine pensando sia il marito Geoffrey di cui aspetta la chiamata seppur in ritardo, risponde. L’uomo all’altro capo dell’apparecchio dice di chiamarsi Nicholas O’Hara, di far parte del dipartimento di stato USA e le annuncia la morte del marito.
Sarah è sconvolta e non riesce a credergli anche perché lui l’avvisa che a breve il corpo verrà rimandato a Washington da Berlino…
….”Ma questo è impossibile!
O’Hara si costrinse a essere paziente. “Mi dispiace signora Fontaine, la sua identità è stata confermata”
“Geoffrey era a Londra” gridò lei.
Ci fu un lungo silenzio “Signora Fontaine, disse alla fine O’Hara in tono esageratamente calmo,”l’incidente è avvenuto a Berlino.
“Allora ci deve essere un errore! Geoffrey era a Londra. non poteva essere in Germania”
Sarah però deve prendere atto che il marito aveva dei segreti di cui lei non era a conoscenza anche dato il breve periodo in cui sono stati sposati. Ma un’altra telefonata la spinge ad imbarcarsi urgentemente su un volo diretto a Londra e a cercare un indizio sul marito che lei non crede morto. Scoprirà che Geoffrey aveva una vita molto diversa da quella che viveva con lei. Purtroppo, smuovendo troppo le acque, Sarah diventa anche lei un bersaglio e la sua vita è in pericolo.
Nick, dopo averla faticosamente raggiunta, cerca di proteggerla come può anche perché nel frattempo comincia a provare dei sentimenti per lei che mettono a rischio la sua carriera.
I due raggiungono Berlino e poi Amsterdam, sempre alla ricerca della verità, e la situazione diventa ancora più ingarbugliata e pericolosa.
Qualche persona che avrebbe dovuto essere un amico si rivela molto diverso, e chi non dovrebbe esserci ricompare per poi sparire. 
Sia Sarah che Nick vogliono solo iniziare una nuova vita senza più pensare ai fantasmi del passato.
….”L’ho visto Nick…ne sono sicura”
“Non importa Sarah…
“Sì che importa, importa a me”
….”Quando si ha paura la mente fa brutti scherzi.
“Può darsi.
“Io non credo ai fantasmi.
“ Nemmeno io ci credevo fino a oggi.
Le baciò la mano. Se era un fantasma gli sono debitore”.
Questo romanzo ha un impianto giallo discreto e si svolge con un buon ritmo. Ci sono parecchi personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti e che arricchiscono la narrazione (forse anche troppi). Ci sarebbe voluta qualche pagina in più per spiegare meglio la vita precedente di Geoffrey e ciò che ha comportato la sua scomparsa.
C’è parecchio sangue e un bel po’ di violenza ma non è né eccessiva né troppo esasperata nei toni.
Mi è piaciuto il girare per l’Europa della coppia anche se qualche scena era troppo costruita per essere pienamente credibile. 
Ho trovato un po’forzato il subitaneo innamoramento tra i due protagonisti, giustificato forse dal fatto che la donna era stata veramente trattata superficialmente dal marito che non si era nemmeno curato di proteggerla adeguatamente.
Quello che non mi ha però pienamente soddisfatta è stata la conclusione e non parlo della storia d’amore. Sono rimasta con la sensazione di aver letto quasi duecento pagine ma di non aver trovato il piacere che dà un buon giallo con la risoluzione della vicenda.
L’inizio mi era piaciuto e mi aveva ricordato un bellissimo romanzo della Rice…la fine non è stata all’altezza della storia, soprattutto quando sono CIA e servizi segreti dei vari paesi hanno preso il sopravvento mescolandosi con altri moventi del giallo.
Tirando le somme, un’occasione non completamente sfruttata anche se resta una discreta lettura.





COME INIZIA IL ROMANZO...
PrologoBerlino
Occorrono venti secondi di pressione sulla carotide per mettere un uomo in stato d'incoscienza. Altri due minuti e la morte diventa inevitabile. Simon Dance non aveva bisogno di una laurea in medicina per saperlo: gli bastava l'esperienza. Sapeva anche che il laccio non deve mai allentarsi. Se non è ben teso, se permette che anche un solo prezioso fiotto di sangue raggiunga il cervello della vittima, la lotta si può prolungare. E questo rende l'intera operazione seccante, forse anche pericolosa. Non c'è niente di più vitale di un uomo che sta morendo.
Acquattato nel buio, Dance avvolse il laccio intorno alle mani e guardò l'orologio. Erano passate due ore da quando aveva spento la luce. Evidentemente il suo assassino era un tipo prudente e voleva essere sicuro che la preda fosse profondamente addormentata. Se era un professionista, doveva sapere che le prime due ore di sonno sono le più profonde. Quello era il momento giusto per colpire.
Dal corridoio giunse uno scricchiolio. Dance s'irrigidì, poi si alzò lentamente e si mise in attesa accanto alla porta. Sentì la familiare sensazione dell'adrenalina che acuiva i suoi riflessi. Tese il laccio tra le mani.
Una chiave s'introdusse nella serratura. Dance sentì il suono metallico dei dentelli nell'ingranaggio. La chiave girò e la serratura scattò con un sordo cloc. La porta si aprì lentamente e la luce del corridoio si riversò nella stanza. Un'ombra varcò la soglia e si diresse verso il letto, dove giaceva qualcosa che sembrava un uomo. Tre colpi attutiti dal silenziatore si piantarono nei cuscini. Contemporaneamente al terzo colpo, Dance scattò.
Il laccio si avvolse intorno alla gola dell'uomo e Dance tirò i capi verso l'esterno e verso l'alto. Il laccio affondò esattamente dove la carotide era più esposta, sotto l'articolazione della mascella. La pistola cadde sul pavimento. L'uomo si dibatté come un pesce all'amo e tentò freneticamente d'infilare le dita tra il laccio e la gola, poi portò le mani dietro la nuca tentando di afferrare la faccia di Dance. Le braccia e le gambe persero coordinazione, si contorsero e si agitarono in tutte le direzioni. Poi pian piano le gambe cedettero e le braccia si tesero un'ultima volta prima di ricadere inerti. Mentre contava i secondi, Dance sentì gli ultimi spasmi di quel corpo, l'estremo tentativo delle cellule cerebrali assetate e morenti. Tenne salda la stretta.
Passati tre minuti lasciò andare il laccio e il corpo si afflosciò sul pavimento. Dance accese la luce e guardò l'uomo che aveva appena ucciso.
Il viso cianotico gli era vagamente familiare. Forse lo aveva visto per la strada, o da qualche parte, su un treno, ma il nome non lo conosceva. Frugò rapidamente le tasche del morto, ma trovò solo dei soldi, le chiavi di un'auto e alcuni arnesi del mestiere: caricatori di scorta, un serramanico, un grimaldello. Un professionista senza nome, pensò. Si chiese distrattamente quanto lo avessero pagato.
Trascinò il corpo sul letto e gettò per terra i tre cuscini che aveva sistemato sotto le coltri. Stimò che il morto doveva essere alto più o meno un metro e ottanta. La sua stessa altezza. Bene. Scambiò i propri indumenti con quelli del cadavere. Forse non era necessario, ma Dance era un uomo preciso. Si sfilò la fede e tentò d'infilarla sull'anulare dell'uomo, ma non riuscì a farle superare la nocca. Andò in bagno, insaponò l'anello e alla fine riuscì a raggiungere lo scopo. Poi si sedette e fumò qualche sigaretta. Si sforzò di scoprire quale dettaglio poteva aver trascurato.
I tre proiettili, naturalmente. Tastando i cuscini riuscì a trovarne due. Il terzo doveva essere sepolto in qualche parte del materasso. Prima che potesse cercarlo, udì dei passi nel corridoio. Un complice? Raccolse la pistola, la puntò contro la porta e aspettò. I passi superarono la porta e svanirono in fondo al corridoio. Falso allarme. Però doveva andarsene subito, era sciocco restare più a lungo.
Prese dall'armadio una bottiglia di metanolo. Bruciava in fretta e non lasciava tracce. La versò sul cadavere, sul letto e sui tappeti. La stanza non aveva un dispositivo antincendio automatico: proprio per questo, Dance aveva scelto quel vecchio albergo. Mise il portacenere accanto al letto, raccolse gli effetti personali dell'uomo e li mise in un sacchetto di plastica insieme alla bottiglia vuota di metanolo. Poi accese il rogo.
Il fuoco divampò con un ruggito e in pochi secondi il corpo ne fu avvolto. Attese un po' per essere sicuro che non sarebbe rimasto nulla di identificabile. Portando con sé il sacchetto di plastica, uscì nel corridoio, chiuse la porta con la chiave e andò verso l'allarme antincendio. Non c'era motivo di uccidere degli innocenti. Ruppe il vetro e tirò la maniglia dell'allarme, poi scese le scale fino al piano terra.
Da un vicolo rimase a guardare le fiamme che danzavano dietro la finestra della stanza. L'albergo fu evacuato e la strada si riempì di gente dagli occhi gonfi di sonno avvolta nelle coperte. In capo a tre minuti arrivarono tre camion dei pompieri. A quel punto la stanza doveva essere una fornace.
Ci volle un'ora per spegnere l'incendio. Una folla di curiosi aveva raggiunto gli infreddoliti ospiti dell'albergo. Dance ne studiò le fisionomie e le archiviò nella memoria. Se mai ne avesse rivisto uno, sarebbe scattato immediatamente in allarme.
Poi, al di là della folla, scorse una limousine nera che strisciava lentamente lungo il marciapiede. E così c'era anche la CIA. Interessante.
Aveva visto abbastanza. Era tardi, doveva rimettersi in viaggio e tornare ad Amsterdam.
Tre isolati più in là gettò il sacchetto di plastica in un cestino della spazzatura. E con quell'ultimo particolare aveva finito. Quel che doveva fare a Berlino era fatto. Geoffrey Fontaine era morto. S'inoltrò nell'oscurità fischiettando.
ULTIME USCITE DI TERRI GERRITSEN
 IN ITALIANO

"Sparizione: Un caso per Jane Rizzoli e Maura Isles"

È la fine di un’altra dura giornata di lavoro per l’anatomopatologa Maura Isles, quando un rumore improvviso nella cella frigorifera attira la sua attenzione. Uno scherzo della stanchezza o tra i corpi in attesa di essere sottoposti ad autopsia qualcosa si è mosso? Si sa, la realtà è quasi sempre peggiore dell’incubo: una giovane e bellissima donna, il cui cadavere era stato ritrovato in mare non lontano da uno yacht club, ha ripreso a respirare. La ragazza viene trasportata d’urgenza in ospedale, dove fin da subito ha un comportamento inspiegabile: chiaramente terrorizzata – ma da cosa? –, si sottrae con violenza alle cure, si rifiuta di rispondere alle domande e di rivelare il proprio nome. Mentre medici e poliziotti le si accalcano intorno, la situazione precipita: la giovane ruba una pistola a un agente e prende in ostaggio sei persone. E per quanto possa risultare incredibile, tra loro c’è la detective Jane Rizzoli, al nono mese di gravidanza e in procinto di partorire. Chi è quella sconosciuta? Qual è la sua storia? Perché è così disperata? Domande alle quali Maura dovrà dare risposta, unendo le sue forze a quelle del marito di Jane, l’agente dell’FBI Gabriel Dean, in una disperata corsa contro il tempo. Perché il conto alla rovescia dettato dalla sequestratrice è iniziato. E la verità spalancherà le porte all’orrore… Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

"La gazza ladra" (eLit)

Nel suo azzimato smoking, Jordan Tavistock è il più improbabile dei ladri, tuttavia ha un'importante missione da compiere e niente deve ostacolarlo. Non ha fatto però i conti con Diana Lamb, misteriosa e affascinante fanciulla, di cui lui non si fida assolutamente e che sembra interessata al suo stesso bottino. Quando si incontrano per la seconda volta, la diffidenza reciproca inizia a celare un sentimento più intenso, una profonda passione che acceca entrambi, finché una morte sospetta costringe Diana a rivelare tutto, a partire dalla propria identità segreta... Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

*****
L'AUTRICE
Tess Gerritsennata Terry Tom, dopo essere stata un medico con la passione per la scrittura, è diventata un'affermata scrittrice con la passione per il medical thriller, genere che ha rinnovato con personaggi indimenticabili, soprattutto nella serie dedicata alla detective Jane Rizzoli e all'anatomopatologa Maura Isles, serie della quale fanno parte Il chirurgo, Lezioni di morte, Corpi senza volto, Il sangue dell'altra, Sparizione e Muori ancora. Da questa fortunata serie di romanzi è stata tratta un'altrettanto fortunata serie TV. I suoi libri sono stati tradotti in 35 lingue, con più di 25 milioni di copie vendute in 40 nazioni.
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MIRACOLO NELLA 5ª STRADA di Sarah Morgan (Harper Collins)


Autrice: Sarah Morgan
Titolo originale: Miracle on Fifith Avenue
Traduttore: Fabio Pacini
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: New York
Pubblicazione: Harper Collins Italia, pp. 299, 16  settembre 2017, € 14,90
Livello sensualità: MEDIO
Parte di una serie: 3°  Da Manhattan con amore 
Disponibile in ebook a 6,99 euro

TRAMA: Delle tre socie di Urban Genie, Eva Jordan è la più romantica e il Natale, con le sue luci e l'atmosfera magica è in assoluto il periodo dell'anno che preferisce. Certo, l'idea di passare le vacanze da sola non è il massimo, ma non ha intenzione di abbandonarsi all'auto-commiserazione visto che ha la possibilità di trascorrere qualche giorno a lavorare in uno spettacolare attico nella 5a Strada: Manhattan è senz'altro il posto più bello per godersi lo spettacolo della città addobbata a festa, e una spruzzata di neve non farà che rendere più suggestivo il panorama. Quando arriva, però, scopre che il lussuoso appartamento è ancora occupato dal suo affascinante - e molto misterioso - proprietario, Lucas Blade. Quello che il celebre giallista sta vivendo, più che un miracolo di Natale è un incubo: con la consegna del nuovo romanzo minacciosamente vicina e l'anniversario della defunta moglie che incombe, si è tappato in casa, solo, in compagnia del proprio dolore. Non vuole interruzioni né decori natalizi, e soprattutto non ha intenzione di lasciarsi distrarre dall'intrusa che sostiene di essere stata mandata lì da sua nonna per addobbargli la casa. Ma quando la nevicata assume proporzioni epiche ed Eva si ritrova bloccata nell'attico insieme a lui, Lucas a poco a poco si apre alla magia che quella donna bellissima ed effervescente ha portato con sé. E scopre di essere finalmente pronto a credere che a Natale tutto è possibile... anche trovare l'amore.


Già il titolo che Sarah Morgan ha dato a questo terzo romanzo della serie Da Manhattan con amore, “Miracolo nella 5° strada”, ci introduce al tema natalizio. Chi infatti non ricorda il bel film “Miracolo nella 34° strada” che ogni anno o quasi viene trasmesso a Natale?
Qui siamo ancora a New York, qualche giorno prima delle festività, e la nostra protagonista è Eva la quale trascorrerà il primo Natale senza la nonna che l’ha cresciuta. Il dolore che la giovane avverte fa sì che le amiche , Paige e Frankie , siano in ansia e vengono tranquillizzate quando Eva le rassicura, dicendo loro che ha un impegno di lavoro .
Deve addobbare l’appartamento di Lucas Blade, nipote della signora Mitzi, di cui la giovane è diventata amica, mentre l'uomo, scrittore di successo di libri gialli,  è nel  Vermont in cerca di pace per terminare un nuovo romanzo.
In realtà Lucas non si è mai mosso da casa e sta tentando disperatamente di iniziare almeno il primo capitolo…
“Si massaggiò il collo.Non aveva il primo capitolo, non aveva nemmeno la prima riga. Finora l’unica vittima era stata la sua ispirazione”
In realtà Lucas aveva altri pensieri: ricorreva infatti il terzo anniversario della morte della moglie
e il  pensiero di ciò che le era accaduto non lo lasciava mai.
Eva non sapendo che l’uomo è in casa, entra, e Lucas non sapendo che la nonna ha mandato qualcuno da lui, pensa sia un ladro e lo immobilizza in un attimo, mentre la ragazza, spaventata sta chiamando il 911. Quando, in presenza dei poliziotti tutto si chiarisce, i due giovani capiscono di essere stati manovrati dalla simpatica Mitzi.
Mentre la coabitazione forzata, causa un nevicata copiosa, procede tra alti e bassi, Lucas riesce a trovare l’ispirazione  e sfrutta la persona che lo ha disturbato facendola diventare la  protagonista del suo romanzo . Inutile dire che Eva lo scopre e la cosa non solo non la soddisfa ma le dà molto fastidio essere descritta come una truce assassina.
Tra un litigio, una presa in giro, dei pasti abbondanti e gustosi, degli addobbi che non erano previsti, i due imparano a conoscersi e…Il finale è in puro stile Sarah Morgan!
Il libro mi è piaciuto sia per il pov alternato che per i dialoghi effervescenti e ironici tra i due.
Si parla di avere ancora fiducia nella cose buone della vita, nell’amicizia, nei piccoli gesti, nell’amore che vuole nascere nonostante tutto e nella capacità di uscire dai propri schemi per rendere felici gli altri.
Ho adorato l’ambientazione, forse perché il Natale è un periodo che amo, forse per la neve che purtroppo, qui da me, si vede ormai raramente, sia per i protagonisti che sono irritanti al punto giusto, sia per le amiche che fanno ancora da corona alla storia.
A tratti il romanzo mi è sembrato un po’lento e il ribadire concetti già esplicitati, ha tolto un po’ di vivacità al racconto, che comunque è leggibilissimo e in carattere con questo periodo dell’anno pieno di luci e di speranza .
Vorrei concludere con le parole di Lucas:
“…Ho vissuto nelle tenebre per tre anni e poi sei arrivata tu, con la tua natura solare e il tuo -com’era- sorriso da mille watt…mi hai fatto tornare la voglia di amare, con te potrei perfino cominciare a credere alle favole!”
 

*****



Non ho letto i romanzi precedenti di questa serie ambientata a New York, ma direi che il libro regge bene da solo, non c'è bisogno di aver letto i precedenti per apprezzarlo. Il fatto è che se la storia in sè aveva le potenzialità per essere molto nelle mie corde... la location newyorkese a Natale, la nevicata che blocca la città, due sconosciuti costretti a coabitare per un certo periodo di tempo, ecc....alla fine mi ha un po' delusa. Una favoletta di Natale con un' eroina cenerentola che sembra Pollyanna, senza famiglia dopo la morte dell'amatissima nonna, se non fosse per le amiche con cui condivide l'agenzia di servizi vari in città, e un eroe vedovo di una donna che ha amato ma da cui forse non è stato altrettanto riamato. Lei, Eva, è anche una maghella in cucina e lo conquista con la sua natura solare e i suoi manicaretti, in una New York in atmosfera pre natalizia e colpita da un'inattesa bufera.
La scrittura della Morgan è discreta, con alcune belle battute, ma l'eroina mi ha annoiato e Lucas, descritto come gnokkissimo,  a sua volta non mi ha colpito più di tanto.
Questo romanzo ha vinto il  Premio RITA 2017 per il migliore contemporaneo del 2016. Non condivido la scelta. Per me MIRACOLO SULLA QUINTA STRADA è una storia carina ma non indimenticabile, con personaggi un po' stereotipati, che si legge velocemente ma si dimentica appena si arriva alla parola fine: niente di più niente di meno. Per vincere un premio del genere mi aspettavo ben altro...in ogni caso come favoletta di Natale si fa leggere e immagino potrà piacere a molte lettrici. A me non ha detto più di tanto. 









COME INIZIA IL ROMANZO...
1
«No, non possiamo mandare due colombe! So che lui le vuole chiedere di sposarlo a Natale perché pensa che sia romantico, ma cambierà idea quando la sala si riempirà di escrementi di uccello. La direzione dell’albergo ci metterà sulla lista nera e l’amore della sua vita gli dirà di no, rovinando il lieto fine in cui tutti speriamo.» Sistemandosi meglio il cellulare contro l’orecchio, Eva Jordan si strinse nel cappotto. Oltre i finestrini del taxi la neve continuava a cadere, mettendo a dura prova la pazienza degli spalatori. Più ne toglievano, più si accumulava. Nell’eterna battaglia fra l’uomo e gli elementi della natura, l’uomo stava avendo la peggio. La fitta nevicata aveva quasi oscurato la visuale della Quinta Strada, le vetrine dei negozi un chiarore indistinto in mezzo al vorticare dei fiocchi. «Lo aiuterò a ripensare la sua idea di “romanticismo”, senza uccelli di qualsiasi genere, incluse oche e galline. E visto che siamo in argomento, un anello d’oro è più che sufficiente. Che se ne fa di cinque? Vuole essere eccezionale, non eccessivo: sono due cose ben diverse.» Come sempre, Paige si mostrò pratica. «Laura sogna questo momento da quando era bambina e lui è sotto pressione perché vuole che sia perfetto.»
«Sono sicura che il sogno di Laura non comprenda le voliere. Mi farò venire in mente qualcosa e sarà spettacolare. Quando si tratta di coronare una storia d’amore, non mi batte nessuno.»
«Le storie d’amore degli altri, intendi.»
«Grazie per avermi ricordato che la mia vita sentimentale si è estinta anni fa.»
«Non c’è di che. E visto che concordiamo sull’analisi della situazione, saresti così gentile da dirmi cosa hai intenzione di fare a riguardo?»
«Assolutamente niente. E questa è l’ultima volta che tocchiamo l’argomento.» Eva recuperò il bloc-notes dalla borsa. «Concentriamoci sul lavoro. Manca un mese a Natale.»
«Non abbiamo tempo di organizzare qualcosa di elaborato.»
«Non è necessario che sia elaborato. L’importante è che sia emozionante. Laura dovrà commuoversi. Aspetta…» Eva picchiettò la penna sul foglio. «Si sono incontrati a Central Park, giusto? Portando a spasso il cane?»
«Sì, a, Eva, il parco è sotto mezzo metro di neve e non accenna a smettere. Una proposta lì si concluderebbe con un assideramento. Sarebbe ugualmente memorabile, ma per le ragioni sbagliate.»
«Lascia fare a me. Avrò tempo di pensarci nei prossimi giorni, mentre finisco di decorare quel famoso appartamento in attesa che il proprietario ritorni dalla montagna.» Eva prese un appunto e rimise il blocco nella borsa.
«Lavori troppo, Ev.»
«Da che pulpito…»
«Perfino io ogni tanto mi prendo una pausa.»
«Be’, non so se te ne sei accorta, ma la Urban Genie sta crescendo molto in fretta.» 

«Prenderti una sera libera per uscire con un tipo sexy non arresterà la sua crescita.»
«Ti ringrazio, ma c’è un piccolissimo problema. Non ho un tipo sexy con cui uscire. Anzi, non ne ho nemmeno uno passabile.»
«Potresti provare di nuovo con quel sito di incontri online.»
«Odio gli incontri online. Preferisco conoscere le persone in altri modi.»
«Ma non hai mai occasioni per conoscere nessuno! Lavori tutto il giorno e poi te ne vai a letto con il tuo orsacchiotto.»
«È un canguro di peluche. Me l’ha regalato nonna per il mio quinto compleanno.»
«Il che spiega come mai è così spelacchiato. È ora che tu lo sostituisca con un uomo in carne e ossa, Eva.»
«Adoro quel canguro. Non mi delude mai.»
«Tesoro, hai bisogno di uscire con qualcuno. Che fine ha fatto quel bancario? Ti piaceva.»
«Ha detto che mi avrebbe richiamato e non l’ha mai fatto. La vita è già abbastanza stressante anche senza stare lì ad aspettare che un tizio, a cui forse non sei nemmeno interessata, telefoni per invitarti a un appuntamento al quale non sei nemmeno sicura di voler andare.»
«Avresti potuto chiamarlo tu.»
***** 
LA SERIE FROM MANHATTAN WITH LOVE
0.5. Midnight At Tiffany's (2015) - novella - ED.ITALIANA: A MEZZANOTTE DA TIFFANY, Harper Collins, maggio 2017 - Matilda e Chase Adams
1. Sleepless In Manhattan (2016)  - ED.ITALIANA: SU E GIU' PER MANHATTAN,  Harper Collins, giugno 2017 - Paige Walker e Jake Romano - Leggi QUI la ns recesione
2. Sunset in Central Park (2016) - ED.ITALIANA: TRAMONTO A CENTRAL PARK,  Harper Collins, settembre  2017 - Frakie Cole e Matt Walker - Leggi QUI la ns recesione
3. Miracle on 5th Avenue (2016) - ED.ITALIANA: MIRACOLO NELLA 5 STRADA Harper Collins, novembre  2017 - Eva Jordan e Lucas Blade
4. New York, Actually (2017) 
5. Holiday in the Hamptons (2017) 
6. Moonlight Over Manhattan (2017) 

****
L'AUTRICE

Sarah Morgan è tra le autrici più amate da USA Today, due volte vincitrice del RITA Award. Si è fatta conoscere grazie ai suoi romanzi vivaci e sensuali, di cui ha venduto oltre 11 milioni di copie. Inglese, ama la vita all'aria aperta, sciare e fare trekking, ma soprattutto adora rimanere in contatto con le proprie fan, tramite Facebook facebook.com/AuthorSarahMorgan, Twitter @SarahMorgan_ e il suo sito web www.sarahmorgan.com. 


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QUANTE VOLTE TI HO ODIATO di Kelly Siskind (Newton Compton)

QUANTE VOLTE TI HO ODIATO
Autrice:  Kelly Siskind
Titolo originale:  My Perfect  Mistake
Traduttrice: Sofia Buccaro
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Aspen (USA) - Toronto (Canada)
Pubblicazione:  Newton Compton , novembre 2017,
 pp. 250, € 10,00
Parte di una serie: 1° serie Over the Top 
Livello di sensualità:  ALTO
Disponibile in ebook a 4,99

TRAMA: Un viaggio con le amiche nel paradiso sciistico di Aspen: è proprio quello di cui Shay ha bisogno per dimenticare la rottura con il suo ex. E il fatto che, oltre alle piste da sci meravigliose e all’affetto delle amiche, ci siano bei ragazzi praticamente ovunque, di sicuro non guasta. Ma il sogno viene interrotto quando uno spericolato sciatore la mette al tappeto, travolgendola. La guerra è iniziata. 
Kolton non ha esattamente idea di cosa in Shay lo faccia infuriare. Non solo fa fatica a rimanere lucido in sua presenza, ma la ragazza sembra avere la particolare capacità di fargli perdere la calma. Quando la rabbia si trasforma in una chimica esplosiva, i due verranno travolti dall’intensità di un’avventura che lascia a entrambi dubbi e insicurezze. Ma c’è qualcosa che va oltre l’odio e la passione, e Kolton e Shay, tra le scaramucce e i litigi, potrebbero scoprire di provare qualcosa di importante… Se solo riuscissero a smettere di detestarsi.


Una vacanza per sole donne ad Aspen, questo è quello di cui ha bisogno Shay per dimenticare la sua rottura con Richard ; cinque anni di relazione in cui ha sacrificato tutto, le sue ambizioni lavorative, le sue passioni e i suoi desideri, tutto, pur di assecondare il suo uomo. Una relazione nata in un
periodo di cambiamenti, con il trasferimento in una grande città e la mancanza delle sue amiche, Richard era presto diventato il suo unico punto fermo e l’aveva plasmata a suo piacimento. Adesso, tradita e abbandonata, Shay ha deciso di fare i conti con la realtà e tornare ad essere la ragazza di un tempo, solare spregiudicata e sicura di sé, basta con il lavoro che odia, basta rinunce, basta centrifugati depurativi, non intende mai più sottomettersi al volere di un’altra persona. 
Con questo spirito Shay parte per Aspen con le sue amiche storiche, Raven e Lily, decisa più che mai a divertirsi e a lasciarsi  andare. Sulle piste da sci incontreranno tre bellissimi ragazzi con cui trascorrere il week end e qui entriamo nel vivo del romanzo, per spiegare il mio punto di vista devo necessariamente fare qualche spoiler. Dopo una serata fuori, le tre amiche - di ritorno a casa - intravedono dalla finestra i ragazzi che hanno conosciuto sulle piste quella mattina e decidono di suonare il campanello e presentarsi alla porta. Dopo un primo momento di stupore, Shay si accorge che uno dei ragazzi è il tipo con il quale si è scontrata sulle piste quel mattino, da lei soprannominato “il Coglione”. Il coglione, al secolo Kolton, si ritrova a sua volta sull’uscio la pazza delle piste da lui soprannominata “la Stronza”. Dopo una serie di botta e risposta degni della scuola d'infanzia,  i due si ritrovano nel giro di mezz’ora a fare sesso sfrenato sul lavandino del bagno. Sinceramente non ho colto il momento in cui l’antipatia e le frecciatine al vetriolo – per non parlare dei nomignoli poco edificanti – si sono trasformate in attrazione. Forse sono stata poco attenta... Continuo a leggere, pensando che tutto diventerà più chiaro, invece ritrovo Shay e Kolton che dopo un amplesso mozzafiato, cominciano a discutere perché hanno fatto sesso non protetto. Come se questo non bastasse ecco che arriva la ciliegina sulla torta. Shay:
“Ragazzi!”
“Che cazzo fai?”. Kolton si china su di me per chiudere la porta, ma lo paro via. Quando dal soggiorno provengono un paio di “Cosa?”, sporgo la testa. “ Se andassi a letto con il vostro amico Kolton, dovrei preoccuparmi di dove ha inzuppato il biscotto?”
“Questa sì che è discrezione”, dice lui alle mie spalle.
Forse è colpa mia, ma davvero non riesco a cogliere la vena umoristica della situazione, ai miei occhi appare solo patetica, per non dire altro. Avrei potuto chiudere il libro in quell’istante e mi sarei risparmiata pagine e pagine di lettura per me noiosa – avendo letto parei davvero entusiasti su questo libro - ho voluto insistere e ahimè le cose non sono migliorate. 
Oltre allo stile dell’autrice, non proprio affine ai miei gusti, la pecca principale del romanzo sono i personaggi, non mi hanno assolutamente convinta, tutto è forzato all’inverosimile tanto da risultare ridicolo ( sarà per questo che la serie è chiamata 'over the top' che in inglese indica qualcosa di esagerato?)  L’esempio lampante è il modo in cui l’autrice ha voluto caratterizzare Jackson, il figlio di Kolton. Un bambino di sei anni con tante di quelle fisse e ossessioni che è andato oltre il messaggio del “ essere diverso spesso è difficile ma bisogna custodire l’unicità di ogni persona”. Come per i protagonisti, l’autrice ha esagerato tanto da trasformare Jackson in una caricatura. Altra nota stonata, Shay definisce il suo capo : "Crudelia De Sticazzi"! Dubito che sia un’espressione molto diffusa in Canada. Potrei continuare, ma mi fermo qui. Per me è un romanzo da bocciare. Da leggere a vostro rischio e pericolo.








COME INIZIA IL ROMANZO...


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Shay
Si capisce molto di una donna dal reggiseno che indossa. Per esempio, quello di seta nera che stringo in mano mentre dondolo gli sci sulla seggiovia, quello che fa sembrare le mie bimbe una specie di meraviglia, questo qui dice: chic ma all’antica.«Quanto manca?», chiede Lily, i capelli biondo platino quasi mimetizzati tra i fiocchi di neve che imbiancano la sua giacca lilla.In marzo ad Aspen nevica più che in pieno inverno, le conifere a lato delle piste piegate sotto le falde candide. Ogni volta che sbatto le palpebre, le punte congelate delle ciglia mi graffiano le guance. «È vicino alla fine della seggiovia. Non puoi mancarlo, fidati».«Sicura che sia una buona idea? Magari torniamo domani, questo te lo porti dietro e ne metti un altro, così non devi per forza scendere senza…».Gli occhi grigio chiaro si soffermano sulla mia giacca ad altezza del seno. La zona in cui si trovano le mie tette libere.
Raven si china in avanti appoggiando i gomiti sulla sbarra di protezione e dà a Lily un colpetto sul fianco. «Cosa vuoi che capiti? Che le tette le si incastrino sotto gli sci e poi ruzzoli giù dalla montagna?».Il tipo con lo snowboard seduto in fondo alla seggiola sbuffa tra sé, mentre Lily sprofonda sul sedile e torna muta come un pesce. Di fronte al sarcasmo di Raven parecchi uomini adulti e vaccinati sono battuti in ritirata, la spina dorsale di Lily invece finisce da qualche parte sotto l’osso sacro.Lecco i fiocchi di neve sulle labbra, consapevole che o la va o la spacca. Quando poche ore fa abbiamo visto dalla seggiovia l’albero dei reggiseni, con i rami piegati sotto il peso della biancheria intima, ho capito cosa dovevo fare. È stata un’illuminazione. Una sensazione di pancia. Devo sbarazzarmi di questo reggiseno e di tutto ciò che rappresenta: non posso aspettare un secondo di più. Dopo una sciata e una capatina alla toilette, ci siamo messe in coda per la salita fatidica.«Grazie del pensiero, Lil, ma sono abbastanza sicura che le mie abilità sciistiche non verranno compromesse dall’assenza di biancheria intima. Tra poco su quell’albero ci sarà un altro reggiseno. Punto».«Vuoi proprio andare fino in fondo», risponde lei, mentre il tipo con lo snowboard allunga il collo per sbirciare la seta nera stretta nel mio guanto. «Insomma, è il reggiseno!».Ha ragione. Non è che capiti tutti i giorni di trovare l’equilibrio perfetto tra coppa e modello, sostegno e sensualità, da cui non strabordano rotolini di grasso. Da quando l’ho comprato, questo è stato il mio reggiseno preferito. Lo indossavo il giorno in cui Richard ha superato l’esame per diventare avvocato. Avevo comprato un provocante vestito rosso, attillato nei punti giusti, e lui se n’è uscito con il suo classico complimento al contrario: «Metti quello nero che ti ho preso il mese scorso. Quello con le maniche in pizzo. Mi piace come ti snellisce i fianchi». Al che ho risposto con il mio solito: «Certo, va bene».Quando avevo a che fare con Richard la mia spina dorsale scivolava ancora più in basso di quella di Lily.Dondolo gli sci avanti e indietro, al ricordo di un altro vestito snellente che mi aveva comprato: uno nero con lo spacco e ricoperto di paillettes che ho indossato con questo reggiseno per festeggiare la sua assunzione in uno degli studi legali più importanti di Toronto. Quel giorno mi era stata offerta una promozione: lo studio di architettura nel quale avevo fatto lo stage aveva chiuso baracca e burattini per concentrarsi sulla sede di Montreal, e mi avevano chiesto di contribuire a renderla un fiore all’occhiello del design canadese. Per accontentare Richard quella sera avevo messo il reggiseno all’antica e il vestito che non mi ingigantiva i fianchi, e lui mi aveva snocciolato tutti i motivi per i quali dovevo restare a Toronto per sostenere la sua carriera.In pratica la mia spina dorsale si era volatilizzata.Ma il mio evento preferito, ciò che ha ispirato la situazione zione attuale, questa presa di coscienza, è stata la serata in cui ho indossato il reggiseno e un tubino nero convinta che Richard volesse chiedermi di sposarlo. L’avevo dato per scontato perché avevo trovato per caso uno scontrino di Tiffany con una cifra da capogiro. Era arrivato il momento. Io e Richard stavamo per fare il grande passo: diventare coniugi che si supportano. Le sue promesse si sarebbero realizzate e io avrei finalmente smesso di progettare deprimenti case per pensionati e spiegato le ali. Con la sua benedizione, ovvio. Invece mi sono sentita dire: «Secondo me ci siamo allontanati».
Più che altro il suo pisello si era allontanato verso Deena Wanger.Per cinque anni avevo messo al primo posto Richard. I suoi desideri. Le sue esigenze. E io non venivo nemmeno al secondo. Al massimo al terzo, forse. Mi vestivo come voleva lui, arredavo l’appartamento come piaceva a lui. Quell’uomo mi costringeva a bere centrifughe depurative, per la miseria! La ragazza di paese spregiudicata e sicura di sé era stata risucchiata dalla città. E da Richard, altrimenti detto Dick.Nomen omen. I suoi hanno capito che sarebbe diventato uno stronzo appena è nato.Sbuffo, esalando una nuvoletta di vapore che vortica nell’aria fredda. «Oh, sicurissima. Questo reggiseno disonorevole raggiungerà quell’albero. Diventerà il pezzo forte». 
***** 
L'AUTRICE
Kelly Siskind si è trasferita nella regione Nord dell’Ontario, abbandonando la grande città, per aprire un negozietto di formaggi con suo marito. Quando non è impegnata ad aiutare in negozio o a camminare, passa il tempo scrivendo. È un’inguaribile romantica e divora qualunque libro con una storia d’amore. Quante volte ti ho odiato è il suo primo libro pubblicato in Italia.
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IL DIAVOLO IN PRIMAVERA di Lisa Kleypas (Mondadori)


Autrice: Lisa Kleypas
Titolo originale: Devil in Spring
Traduttrice: Maria Grazia Bossetti
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra vittoriana (1876)
Ediz. italiana: Mondadori, Oscar bestsellers, 28 novembre 2017, pp. 350, € 13
Ediz. originale: Avon, febbraio 2017, pp.387
Parte di una serie: 3° serie The Ravenels
Livello sensualità: ALTO
Disponibile in ebook a € 7,99


TRAMA: Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto.


Con questo nuovo romanzo Lisa Kleypass  ci porta a Londra nel 1876 quindi ben trent’anni dopo il matrimonio tra  Evangeline e Sebastian i genitori di Gabriel St. Vincent il protagonista di “Il diavolo in primavera”( per la loro storia andate qui). 
Forse mi è sfuggito qualcosa nella storia ma non mi sembra che il titolo sia troppo azzeccato dal momento che il protagonista fa di tutto tranne che comportarsi come un “diavolo”.
Gabriel, odierno Lord St. Vincent, dopo che il padre Sebastian è diventato duca di Kingston, cade ingenuamente nella trappola matrimoniale. Come? In maniera banalissima e senza alcuna colpa salvo quella di voler salvare una donzella da una spiacevole situazione.
Così la Kleypas immagina la scena in cui Sebastian racconta alla moglie l’accaduto:
Con l’età Sebastian era diventato un uomo splendido, una presenza abbagliante…..ma era impossibile guardare quei meravigliosi occhi azzurri, animati da riflessi di ghiaccio e di fuoco senza ricordare che era stato il più perverso libertino d’Inghilterrra e lo era ancora: Evie poteva testimoniarlo.
"Perché sei venuto da me?"
 "Ho appena avuto notizie di tuo figlio."
"Quale?"
"Gabriel . C’è stato uno scandalo."
"Perchè quando sei soddisfatto di lui è tuo figlio e quando fa qualcosa di immorale è il mio?"
"E' riuscito a compromettere  la figlia di un conte. Una Ravenel.”
Quello che ancora  nessuno sa è che la giovane compromessa,  Lady Pandora Ravenel,  non ha nessuna intenzione di accettare la norma del “ton” che la vuole subito maritata per evitare alla sua famiglia di essere sulla bocca di tutti. Pandora ama la libertà, non ha mai avuto vincoli, poiché i suoi genitori spesso dimenticavano per mesi di avere anche delle figlie ed quindi è cresciuta desiderando di continuare a vivere autonomamente e addirittura di lavorare. La ragazza ha in effetti un buon fiuto per gli affari e per l’invenzione di giochi da tavolo. Così, Pandora rifiuta immediatamente la proposta di matrimonio che Gabriel fa, come d'uso, al cugino, suo tutore, ma accetta di andare con tutta la famiglia, nella residenza di campagna di Heron’s Point nel Sussex, per trascorrere una settimana in compagnia dei duchi di Kingston “con la loro schiera di altezzosi rampolli che l’avrebbero senz’altro guardata dall’ alto in basso, mascherando il loro sdegno con una debole parvenza di cortesia.”
Invece all’arrivo trova una situazione molto alla mano, dove nessuno si dà arie o tratta gli ospiti con sussiego.
Pandora vide un uomo alto che si avvicinava a loro con andatura elegante e arretrò di scatto.
Doveva essere il padre di Lord St. Vincent: la somiglianza era sconvolgente.
La pelle del viso era abbronzata ma lievemente segnata  dal tempo, con rughe d’espressione agli angoli esterni degli occhi azzurri.   Aveva folti capelli di un biondo rossiccio, con gradevoli sfumature argentee ai lati e sulle tempie.
Conoscendo la sua reputazione di ex libertino, Pandora si era aspettata un anziano debosciato dai lineamenti volgari e dallo sguardo malizioso…non quell’uomo splendido  che sfoggiava la sua formidabile presenza come un completo elegante.
Pandora è subito conquistata da St.Vincent senior e si lascia condurre a conoscere la duchessa.
Scintillava come  una fiamma nel candido ambiente circostante, con la sua carnagione lentigginosa e la folta chioma color rame raccolta in un’acconciatura intrecciata….Aveva un’aria cordiale, disponibile, dolce.
Il duca raggiunse sua moglie e le posò una mano alla base della schiena. sembrava bearsi della sua presenza, come un grosso gatto
“Mia cara, mormorò, ti presento Lady Pandora.”
In questa splendida residenza la giovane ha modo di apprezzare il futuro sposo e di rendersi conto che tanti clichè sono proprio solo tali. Entrambi svelano pian piano i loro segreti e si accorgono di avere tanti desideri in comune.
Non mi addentrerò oltre nella trama ma vi anticipo che ci sono tanti siparietti divertenti che fanno anche  riflettere. E vi ricordo di fare attenzione alle parole nonsense, alle carote, alla malattia cosiddetta “francese", alle pantofole,  ai cani non addestrati,  alle cipriote e al biancomangiare!
Il romanzo mi è piaciuto quasi fino alla fine, ho solo trovato  un po’ fuori luogo aver introdotto le rivendicazioni politiche del gruppo radicale, un po' come se l’autrice avesse voluto allungare la storia. Mi ha gratificato, invece, che abbia dato giusta importanze alla volontà di emanciparsi delle donne dell'epoca, con le loro lotte contro una società ancora con le pezze sugli occhi.
Entrambi i protagonisti sono descritti e approfonditi egregiamente e l’ambientazione è curata nei minimi dettagli e fa da sfondo perfetto ai battibecchi dei due giovani. Mi è piaciuto come la Kleypass ha messo in evidenza alcune caratteristiche particolari di Pandora dandole, come già aveva fatto con Evie, una vena ironica senza calcare troppo la mano.
Gabriel è il degno erede di cotanto padre e insieme tengono il romanzo su un livello tra sensualità e bonaria presa in giro, che viene resa più dolce, quando la duchessa interagisce con loro. Anche gli altri personaggi sono simpaticissimi e creano delle scene riuscitissime.
E’ una storia bonariamente sorridente, solare, con belle scene d’amore ma anche di erotismo ben descritto. Ma è l’amore, che nessuno dei due giovani si aspettava di trovare, a condurre il romanzo...da Evie e Sebastian a Pandora e Gabriel!







cartaceo                 ebook


COME INIZIA IL ROMANZO...
(Prologo delizioso con Evangeline e Sebastian, ora duchessa e duca di Kingston...se li avete amati in Peccati d'inverno non potete perderlo!)
Prologo
Evangeline, la duchessa di Kingston, sollevò il nipotino dalla vasca, se lo mise in grembo e lo avvolse comodamente in un morbido asciugamano bianco. Con una risatina, il piccolo fece forza sulle gambe robuste e cercò di alzarsi in piedi. Quindi, agitando le manine bagnate, iniziò a esplorare il suo volto e i suoi capelli. «Piano, Stephen» disse Evie, ridendo per quelle goffe espressioni di affetto. Ma trasalì quando lo vide afferrare il doppio filo di perle che portava al collo. «Oh, sapevo che non avrei dovuto indossarle durante il bagnetto. Sono una t-tentazione troppo forte.» Evie era affetta dalla balbuzie da sempre, anche se ormai il problema era molto più lieve che in gioventù.La bambinaia, Ona, arrivò di corsa. «Vostra Grazia!» esclamò. «Avrei pensato io a tirare fuori dalla vasca il padroncino Stephen. È un bel peso da sollevare. È massiccio come un mattone.»
«Non è affatto un disturbo» le garantì Evie, baciando le guance rosee del bambino e aprendogli le dita per fargli allentare la presa sulla collana.
«È molto cortese da parte di Vostra Grazia dare una mano quando la tata ha il giorno libero» aggiunse la bambinaia, prendendo delicatamente Stephen dalle braccia di Evie. «Ma qualsiasi cameriera sarebbe ben lieta di farlo. Voi avete cose più importanti di cui occuparvi.»
«N-nulla è più importante dei miei nipoti. E mi piace trascorrere il tempo nella nursery: mi ricorda quando i miei figli erano piccoli.»
Ona ridacchiò mentre Stephen cercava di afferrare la sua crestina bianca. «Adesso gli metto il talco e lo vesto.»
«Qui sistemo tutto io» disse Evie. «Vostra Grazia, non dovete!» Evidentemente la bambinaia stava cercando la giusta via di mezzo tra il tono deciso e la supplica. «Non con l’elegante vestito di seta che portate. Dovreste sedervi in salotto a leggere un libro o a ricamare.» Quando Evie aprì la bocca per ribattere, Ona aggiunse in tono eloquente: «Avete già fatto anche troppo, la tata mi ucciderebbe se sapesse che ve l’ho permesso».Touché.
Sapendo che la tata avrebbe ucciso entrambe, Evie rispose con un rassegnato cenno del capo, ma non poté fare a meno di borbottare: «Indosso il grembiule».
La bambinaia uscì dal bagno con un sorriso soddisfatto e portò Stephen nella nursery.
Ancora inginocchiata sul tappeto di fronte alla vasca, Evie allungò le mani dietro la schiena per slacciarsi il grembiule. Per una duchessa non era facile adeguare il proprio comportamento alle aspettative della servitù. Il lavoro più faticoso che le concedevano era quello di mescolare il tè con un cucchiaino d’argento. Certo, era già diventata nonna due volte, ma era ancora snella e in forma, assolutamente in grado di sollevare un bambino bagnato dalla vasca o di giocare con i suoi nipoti nel frutteto. Proprio la settimana precedente, si era arrampicata su un muretto a secco per  recuperare qualche freccia giocattolo e il capogiardiniere le aveva fatto una ramanzina.Mentre trafficava con il nodo del grembiule, avvertì un rumore di passi alle sue spalle. Il visitatore non tradì in alcun modo la propria identità, ma Evie lo riconobbe prima ancora che si inginocchiasse dietro di lei. Dita forti le sfiorarono le mani, allontanandole, per poi sciogliere il nodo con un abile strattone.
Un mormorio basso e suadente le accarezzò la pelle sensibile dietro la nuca. «Vedo che abbiamo assunto una nuova tata. Splendido.» Sapienti mani maschili scivolarono sotto il grembiule allentato, per poi salire con un tocco carezzevole dalla vita fino al seno. «Sei una fanciulla prosperosa. Ho la sensazione che farai un buon lavoro qui.»
Evie chiuse gli occhi e si piegò all’indietro fra le gambe aperte di lui. Quelle labbra delicate, peccaminose, nate per dare piacere, le sfiorarono il collo con delicatezza.
«Forse dovrei metterti in guardia dal padrone» continuò la voce seducente. «È un vero sporcaccione.»
Le labbra di Evie si aprirono in un sorriso. «L’ho saputo. È proprio la canaglia che dicono?»
«No, è molto peggio. Soprattutto quando si tratta di donne con i capelli rossi.» Sfilò qualche forcina dalla sua acconciatura e una lunga treccia le ricadde sulle spalle. «Poveretta… temo che non ti lascerà in pace.»
Evie tremò di piacere mentre le labbra di lui le scorrevano su un lato del collo. «E c-cosa dovrei fare?»
«Dargli quello che vuole» rispose lui, mentre la baciava. «E spesso.»
Lasciandosi sfuggire una risatina, Evie si voltò.
Dopo trent’anni di matrimonio provava ancora un tuffo al cuore alla vista di suo marito, già Lord St Vincent e oggi duca di Kingston. Con l’età, Sebastian era diventato un uomo splendido, una presenza abbagliante, capace di intimidire. Era duca da dieci anni e il titolo gli aveva conferito una patina di dignità che ben si addiceva a una personalità tanto potente. Ma era impossibile guardare quei meravigliosi occhi azzurri, animati da riflessi di ghiaccio e di fuoco, senza ricordare che era stato il più perverso libertino d’Inghilterra. E lo era ancora: Evie poteva testimoniarlo.
Il tempo era stato generoso con Sebastian e avrebbe continuato a esserlo. Era un bell’uomo, snello ed elegante, con i capelli ramati lievemente striati d’argento sulle tempie. Un vecchio leone, che nessuno avrebbe contrariato se non a proprio rischio e pericolo. Con la maturità aveva assunto un’aria spavalda e autoritaria e la consapevolezza dell’esperienza. Raggirarlo era tutt’altro che semplice, se non impossibile. Ma quando qualcosa lo divertiva o faceva colpo su di lui, il suo volto si apriva in un sorriso smagliante e irresistibile.
«Ah, sei tu» disse in tono sorpreso, fingendo di non capire come avesse fatto a ritrovarsi in ginocchio sul tappeto del bagno con sua moglie tra le braccia. «Mi aspettavo di dover sedurre una servetta reticente, ma con te sarà più difficile.»«Hai il permesso di sedurmi» ribatté Evie allegramente.
Sebastian sorrise, scrutando il suo viso con occhi ardenti. Scostò qualche ciocca ribelle che, da rossa, era diventata color albicocca. «Amore mio, ci provo da trent’anni. Ma nonostante tutti i miei sforzi…» le sfiorò le labbra con un bacio dolcemente erotico «… hai ancora lo sguardo innocente della ragazza con cui sono fuggito, quella che faceva sempre tappezzeria. Non puoi almeno fingerti un po’ più smaliziata? Un po’ più disincantata?» Ridacchiò davanti ai suoi tentativi, quindi la baciò di nuovo – con sensualità, questa volta – e il cuore di Evie iniziò a battere più forte.
«Perché sei venuto da me?» gli domandò languidamente, chinando il capo all’indietro quando le sue labbra le scivolarono sulla gola.
«Ho appena avuto notizie di tuo figlio.»
«Quale?»
«Gabriel. C’è stato uno scandalo.»
«Perché quando sei soddisfatto di lui è tuo figlio e quando fa qualcosa di immorale è il mio?» chiese lei, mentre Sebastian le toglieva il grembiule e iniziava a slacciarle il corpetto.
«Perché il genitore virtuoso sono io» rispose. «Quindi è ovvio che per il resto deve aver preso da te.»
«È esattamente il c-contrario.»
«Davvero?» L’accarezzò lentamente, riflettendo sulle sue parole. «Sono io quello immorale? No, tesoro mio, è impossibile. Sei senz’altro tu.»
«No, tu» ribadì con decisione, ansimando mentre le sue carezze diventavano sempre più intime.
«Mmm. Questa questione va risolta immediatamente. Adesso ti porto a letto.»
«Aspetta, dimmi di Gabriel. Lo scandalo ha qualcosa a che fare con… quella donna?» La relazione di Gabriel con la moglie dell’ambasciatore era più o meno di pubblico dominio. Evie si era opposta strenuamente fin dal principio, ovviamente, sperando che finisse presto. Erano trascorsi due anni.
Sebastian alzò la testa e la guardò con un lieve cipiglio, quindi sospirò. «È riuscito a compromettere la figlia di un conte. Una Ravenel.»
Evie aggrottò le sopracciglia: quel nome le suonava familiare. «Conosciamo la famiglia?»
«Ero amico del vecchio conte, Lord Trenear. Sua moglie era un tipo frivolo e capriccioso. L’hai conosciuta a una mostra di giardinaggio e avete parlato delle sue orchidee.»
«Sì, mi ricordo.» Quella donna non le era piaciuta. «Avevano una figlia?»
«Due gemelle. Sono alla loro prima Stagione. Pare che quell’idiota di tuo figlio sia stato colto in flagranza di reato con una di loro.»
«Tutto suo padre» osservò Evie.
Sebastian si alzò con movimenti aggraziati e l’aiutò a fare lo stesso. «Suo padre non si è mai fatto acciuffare» puntualizzò, mostrandosi profondamente offeso.
«Tranne che da me» replicò Evie in tono compiaciuto.
«Vero» ammise lui con una risata.
«Cosa significa esattamente “in flagranza di reato”?»
«Letteralmente? Che il reato è lampante.» Quindi la prese in braccio con scioltezza e aggiunse: «Credo che sia d’obbligo una dimostrazione».
«Ma che mi d-dici dello scandalo? Di Gabriel e della ragazza Ravenel e…»
«Il resto del mondo può aspettare» rispose lui con decisione. «Sto per sedurti per la milionesima volta, Evie, e una volta tanto dovrai prestarmi attenzione.»
«Sissignore» acconsentì lei pudicamente, mettendogli le braccia intorno al collo mentre la portava in camera da letto.
*****
LA SERIE RAVENELS
1. Cold-Hearted Rake (2015) - ed. italiana: "Un libertino dal cuore di ghiaccio", ed. Mondadori, coll.Oscar, giugno 2016 - Devon Ravenel e Lady Cathleen Trenear  - 
Leggi QUI la ns recensione
2. Marrying Winterborne (2016)- ed. italiana: "Una moglie per Winterborne", ed. Mondadori, coll.Oscar, maggio 2017 - Rhys Winterbourne e Lady Helen Ravenel  - 
Leggi QUI la ns recensione
3. Devil in Spring (2017)- ed. italiana: "Il diavolo in primavera", ed. Mondadori, coll.Oscar, dicembre 2017 - Gabriel Lord St.Vincent e Lady Pandora Ravenel - questo libro collegherà la serie Wallflowers(audaci zitelle) il protagonista è figlio di Sebastian (Devil in Winter/Peccati d'inverno)
4. Hello Stranger ( febbraio 2018) - Ethan Ransom e dottoressa Garrett Gibson

*****
L'AUTRICE
LISA KLEYPAS ha sempre amato leggere,specialmente storie romantiche ed iniziò a scrivere romance durante le vacanze estive del suo primo anno di università. Circa due mesi dopo, a 21 anni, aveva già venduto il suo primo romanzo. Più o meno nello stesso periodo fu eletta Miss Massachusetts, titolo che le diede accesso alle finali per Miss America. Sin dalla stesura del suo primo libro, la Kleypas si è dedicata alla scrittura a tempo pieno e i suoi romanzi hanno venduto milioni di copie e sono stati tradotti in 14 lingue, oltre a farle guadagnare diversi premi letterari , come i Rita Awards. Dopo diversi anni dedicati al romance storico, nel 2006 la Kleypas ha annunciato di volersi dedicare per un po' alle storie contemporanee, anche se in futuro ha intenzione di tornare a scrivere storici.
In Italia la Kleypas è una delle autrici romance più amate, famosa per le sue serie e saghe familiari, fra le quali ricordiamo le serie storiche: Gamblers of Craven, Capitol Theatre, Bow-Street Runners, Wallflower e The Hathaways e le serie contemporanee: Travis e Friday Harbor. Nel 2012 dal suo romanzo Christmas at Friday Harbor è stato tratto il film Hallmark Christmas With Holly. Lisa Kleypas vive a Washington con il marito Gregory e i loro due figli.


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