VELENO, ASSASSINO SILENZIOSO..

ADELE VIERI CASTELLANO, DA  SCRITTRICE ATTENTA AL DETTAGLIO QUALE E', HA SPESSO BISOGNO DI FARE INDAGINI PER I SUOI ROMANZI. IL LIBRO CHE STA SCRIVENDO AL MOMENTO E CHE SPERIAMO DI POTER LEGGERE MOLTO PRESTO, L'HA PORTATA AD INVESTIGARE SU UN ARGOMENTO INUSUALE E PIUTTOSTO AFFASCINANTE: I VELENI. ECCO COS'HA SCOPERTO...

Efficace anche in quantità impercettibili, traditore per eccellenza, nemico invisibile, spietato, sia nel bicchiere di vino che nella mela avvelenata di Biancaneve. Sappiatelo: senza veleno i supereroi dei fumetti e i cattivi sarebbero decisamente più… pallidi. Spiderman, creato dal morso di ragno radioattivo, le Tartarughe Ninja diventate ninja cadendo nella fogna con un contenitore di materiali tossici. La bella Cleopatra che pone fine alla vita tra le spire di un aspide, Laerte che uccide Amleto con una spada intinta nel veleno. Fu Ercole a inventare la prima arma biologica: uccise Hydra, il mitico serpente a più teste e poi immerse le frecce nel suo veleno, per assicurarsi che fossero letali. La sua eredità perdura nella parola tossico, che deriva dal greco toxicon, ovvero freccia avvelenata. Con le frecce Ercole uccise nemici, amici e vittime innocenti e alla fine, ingannato, commise l'errore fatale di indossare un mantello intriso di veleno di… Hydra! Chi la fa, l’aspetti. Ma prima di morire, passò le sue frecce a Filottete, abile arciere che uccise molti soldati durante la guerra di Troia e poi fondò un tempio, in cui lasciò le frecce come voto, dedicandolo ad Apollo, dio della medicina. Socrate, condannato a morte da una giuria ateniese nel 399 a.C., con l'accusa di corrompere i giovani della città, bevve la cicuta, pianta rimasta da allora nella memoria collettiva.

Nel 199 d.C. i romani attaccarono Hatra, attuale città irachena, i cittadini si vendicarono dell’assedio lanciando contro gli aggressori vasi di terracotta pieni di scorpioni velenosiAnnibale mise a punto una strategia simile, ma quattrocento anni prima: pentole piene di serpenti velenosi sui ponti della flotta avversaria. Quella romana, ovviamente.
Mitridate re del Ponto, acerrimo nemico di Roma, testò sui prigionieri (romani) gli antidoti per i suoi veleni poi tracannò un beverone di cinquanta ingredienti, per proteggersi dall'avvelenamentoNerone comandò agli schiavi di distinguere i funghi commestibili da quelli velenosi, questi ubbidirono ma fu una strage. I sovrani medievali testavano le vivande con calici di cristallo e pietre, che si diceva avessero il potere di individuare il veleno al loro contatto. Ma il metodo principale era l’assaggiatore, ovvero l'impiego di un poveraccio a cui il cibo da testare, prima di essere servito al sovrano, veniva posto su una credenza. Da qui deriva il termine credenza, dal latino crēdĕre che significa prestar fede.
Paracelsofisico e alchimista svizzero-tedesco vissuto nel XVI secolo scrisse: "Nulla è di per sé veleno, tutto è di per sé veleno, è la dose che fa il veleno." Insomma, il veleno è nella dose e tossicologia e farmacologia sono indissolubili, una dualità alla Jekyll-Hyde. Ricordiamoci che il serpente attorcigliato intorno al bastone, simboleggia Asclepio, dio greco della medicina.

L'arsenico, il re dei veleni, si lega alle proteine e crea nel nostro corpo il caos molecolare. Piccole quantità assunte per un lungo periodo portano debolezza, confusione mentale e paralisi. Se ne prendete meno di tre grammi in una volta però, avrete tutti i sintomi classici: nausea, vomito, diarrea, pressione bassa e… morte. Incolore, insapore, inodore, fu il veleno preferito dai Borgia e da Giulia Tofana, imprenditrice romana del XVII secolo che gestiva una scuola per insegnare alle giovani mantenute come fare fuori i propri mariti e diventare vedove benestanti. Bella idea, vero? Era detto dai francesi anche poudre de succession, polvere di successione, nel senso che fu il lasciapassare di molti per arrivare diritti al trono senza passare dal via, come al Monopoli.
Ippocrate, medico del V secolo, lo utilizzò per curare l'ulcera, qualche millennio dopo divenne un ingrediente della Soluzione di Fowler, intruglio creato nel 1786 e prescritto per oltre centocinquant’anni per trattare numerosi disturbi e malattie. Nel 1910, un composto di arsenico divenne il primo rimedio efficace per la sifilide, poi sostituito dalla penicillina. Oggi molti derivati dell'arsenico sono usati per trattare la malattia del sonno africana, quella della mosca con un nome simpatico: tse-tse. Nel 1890 William Osier, fondatore della moderna istruzione medica, definì l'arsenico il miglior farmaco per curare la leucemia e oggi questa sostanza continua ad essere un efficace agente chemioterapeutico per le forme acute della malattia.
Siamo circondati da veleni, perché l'eccesso rende qualsiasi sostanza pericolosa: la troppa vitamina A causa danni al fegato; troppa D danneggia i reni e se bevete troppa acqua, potreste soffrire di iponatriemia, una eccessiva diluizione del contenuto di sale nel sangue, che distrugge il cervello e la funzione muscolare. Alla faccia del moderno consiglio «Bevete tanto che fa bene!». Anche l'ossigeno è “la tossina ultima”: si combina col cibo per produrre energia ma nel nostro corpo produce radicali dell'ossigeno, ovvero atomi con un elettrone di troppo che danneggiano biomolecole, DNA, proteine e lipidi. In pratica, il nostro corpo si ossida e noi… arrugginiamo. Occhio poi al mondo là fuori, è una giungla: 1.200 specie di organismi marini velenosi tra cui 700 pesci, qualcosa come 400 serpenti, 60 schifosissime zecche, 75 scorpioni, 200 ragni, 750 veleni distribuiti equamente in più di 1.000 specie di piante e svariati uccelli dalle piume tossiche se toccate o ingerite.
Parlando di veleni, ecco il curioso caso di Napoleone Bonaparte morto il 5 maggio 1821 a Sant'Elena, in esilio sull’isola atlantica dopo la sconfitta a Waterloo. L'autopsia eseguita il mattino seguente diede come risultato la perforazione dello stomaco causata da un'ulcera, forse cancerosa. Ma Ben Weider, fondatore della Società Internazionale Napoleonica, ha idee diverse. A suo parere, venne avvelenato per motivi politici dagli inglesi e dai monarchici francesi, che lo volevano fuori dai piedi una volta per tutte. Su cosa fonda la sua ipotesi Weider? L'analisi dei capelli fatta da Pascal Kintz, dell'Istituto di medicina legale di Strasburgo. Kintz ha sottoposto campioni di capelli di Napoleone alla spettrometria, che ha confermato la presenza di arsenico. David Jones, immunologo presso l'Università di Newcastle in Inghilterra invece dà la colpa alla carta da parati della residenza di Longwood House, dove Napoleone passò gli ultimi anni. Era colorata con il verde di Scheele, un composto dell'arsenico altrimenti detto arsenito di rame. Una volta attaccato dalla muffa, portata dal clima umido di Sant'Elena, l'arsenico si sarebbe diffuso nell'aria.
Napoleone ora riposa in pace, ma c’è una tossina che fa dormire sonni agitati a molta gente perchè, con un solo grammo, può uccidere circa venti milioni di persone. E’ quella botulinica, prodotta dal quel simpaticone del Clostridium botulinum, un batterio. Produce una proteina che inibisce il rilascio di acetilcolina, un trasmettitore che comanda ai muscoli di contrarsi. Ne hanno fatto un farmaco, il  Botox, che contiene il veleno in forma estremamente diluita (ci mancherebbe!). Si è rivelato efficace nella distensione delle rughe, nella cura dell'emicrania, nella correzione dello strabismo e nelle contrazioni spastiche della sclerosi multipla.
La segale infettata da ergot, un fungo tossico, ha causato epidemie devastanti nel corso della storia. Tremori e allucinazioni sono alcuni sintomi e forse l'isterismo delle persone accusate di stregoneria nel XVII secolo potrebbe essere stato, in realtà, avvelenamento dalla cosiddetta segale cornuta. E che ne dite del fugu (Takifugu rubripes), pesce dalle labbra spesse e dallo sguardo simile al peggior gangster di Chicago? Noto anche come pesce palla, in Giappone è una prelibatezza ma mangiandone alcune parti si ingerisce tetrodotossina, potente neurotossina che congestiona il flusso di ioni di sodio nelle cellule nervose, paralizzando gli impulsi nervosi. Occhio, correte il rischio di fare la stessa fine del famoso attore di kabuki Mitsugoro
Bando che nel 1975, si abbandonò a una lunga cena a base di fegato di fugu. Gli piaceva sentire il formicolio che gli provocava sulle labbra e sulla lingua, ma al formicolio seguirono la totale paralisi degli arti, problemi respiratori e dopo otto ore, era defunto. Peccato per il formicolio perché al fugu, non esiste alcun antidoto. Pensate che gli chef che lo preparano devono seguire corsi durissimi e, per poter preparare un sashimi di fugu da cinquecento dollari a porzione, impiegano venti minuti a sezionare il pesce, separare i pezzi commestibili da quelli velenosi, contrassegnare i primi con etichette nere e quelli tossici con etichette rosse. Agli ultimi esami, in Giappone, hanno partecipato novecento aspiranti cuochi, ma solo il 63% lo ha superato.

Torniamo ai nostri lidi. Nell'Italia rinascimentale, il veleno era la soluzione a questioni politiche delicate, era considerato arte alla stregua della pittura, dell'architettura o della sculturaL'aggiunta di un tocco di arsenico, cicuta o elleboro al vino era cosa discreta. Alessandro VI Borgia sceglieva uomini benestanti, li nominava vescovi o cardinali poi li invitava a cena. Il vino della casa, asciutto con sentori di arsenico, congedava subito gli ospiti le cui ricchezze, secondo il diritto ecclesiastico, passavano nelle mani dei padroni di casa. Tutti dicevano «Stasera vado a cena dai Borgia», nessuno poteva dire «Ieri sera sono stato a cena dai Borgia.» Attente, la forma verbale cambia tutto…
Ma la capitale italiana della cospirazione era la Serenissima Repubblica di Venezia e, gli architetti del male, erano i membri del Consiglio dei Dieci, tribunale creato per scongiurare complotti e crimini contro lo stato. Il Consiglio contattava un assassino, di solito proveniente da un'altra città che, portato a termine il misfatto, veniva ricompensato con un intermediario. Le procedure cappa e… spada avvelenata venivano registrate ufficialmente nel volume Secreto Secretissima e oggi il libro mastro si trova negli archivi di stato di Venezia.
E la vedova? Quella nera, intendo. Ragno dal veleno potente, il suo morso causa forti dolori e spasmi muscolari, fino alla paralisi e degrada i tessuti producendo una ferita simile a una cancrena. Sua cugina, l’affascinante tarantola, con le sue tossine, provoca alta pressione sanguigna, aritmia cardiaca o epilessia. Aracnide è femmina, e ricordiamolo sempre: il veleno è mezzo femminile di morte per eccellenza...









AVEVATE MAI PENSATO AL VELENO IN QUESTO MODO? CE NE RICORDEREMO QUANDO LEGGEREMO IL PROSSIMO ROMANCE STORICO DI ADELE AMBIENTATO IN EGITTO NEGLI ULTIMI DECENNI DELL'800...ANCORA POCHI MESI DI ATTESA E POTREMO FINALMENTE LEGGERLO!


MAI PER AMORE di Penelope Douglas (1° Fall Away - Newton Compton) - Recensione

Autrice: Penelope Douglas 
Titolo originale: Bully
Traduttore: Silvia Selleri
Genere: New Adult /contemporaneo 

 Ambientazione: USA
Pubblic. originale: Intermix (Penguin Group (USA) LLC) June 17th 2013
Pubblic. italiana: Newton Compton, 28/08/2014 
Parte di una serie: 1° della serie Fall Away
Livello sensualità: MEDIA
Disponibile in ebook? Si 

TRAMA: Un tempo Jared e Tate erano grandi amici: sono cresciuti insieme, si sono aiutati a vicenda nei momenti difficili. Ma, dopo un’estate che hanno trascorso lontani, Jared è cambiato. Il bambino dolce di una volta si è trasformato in un ragazzo difficile e astioso, sempre pronto a offendere e deridere Tate, a schernirla e a farla oggetto dei propri soprusi. A scuola le ha reso la vita un inferno, e Tate non sa più come difendersi: vorrebbe odiarlo eppure non ci riesce, perché sente che il suo vecchio amico ha sofferto, che questa sua prepotenza nasconde una profonda ferita. Deve scoprire il motivo della sua rabbia, raggiungere il suo cuore e carpire il segreto da cui lui ha deciso di tenerla all’oscuro…

         
 “Tu mi facevi venire le vertigini, come la sinfonia di un temporale. Eri la tempesta in un giorno di sole, il lampo in un noioso cielo senza nuvole”.
“Mai per amore” di Penelope Douglas è una storia perennemente in bilico fra odio e amore, passione e
repulsione, saggezza e follia . Le schermaglie verbali  fra i due protagonisti non sono altro che un lungo ed eccitante preliminare, capace di alimentare l’attrazione che lega questi due giovani che lottano strenuamente per difendersi dall’assillante bisogno di amarsi. 
In questo romanzo di stampo new adult, Penelope Douglas affronta temi delicati e controversi come il bullismo e l’abuso minorile e lo fa attraverso uno stile delicato ma pungente, serrato ma estremamente fluido. Avete presente quei rapporti che nascono agli albori della vita e che creano legami così profondi che neanche il tempo e le incomprensioni possono scalfire? Tate e Jared avevano una relazione quasi simbiotica, condividevano gioie e dolori, paure e illusioni finché un’estate, una maledetta estate, ha cambiato tutto fra loro, rendendoli nemici acerrimi. Jared da allora non evita occasione per torturare la povera Tate, non stiamo parlando di maltrattamenti fisici ma psicologici che si possono riassumere un’unica terribile parola: bullismo. Il bullismo è, in parole povere, quando uno o più individui esercitano un potere su una persona, mettendola metaforicamente all’angolo fino ad annientarla. Nonostante le premesse, questa storia è pur sempre un romanzo d’amore con tanto di scene sensuali e romanticismo, quindi il tema del bullismo viene solo sfiorato, non si racconta la crudeltà che esso può infliggere nelle persone più deboli. Anche perché Tate non è una ragazza debole, non lo è perché dimostra di saper reagire alle provocazioni sia a parole che con i gesti, certamente non condivisibili ma umanamente comprensibili e comunque mai troppo estremi. Come vi dicevo, la storia che la Douglas narra con tanta bravura ed empatia parla innanzitutto di un amore, un amore fatto di passione sfrenata e di momenti di intimità intellettuale e spirituale. Tate non riesce a capacitarsi di come sia diventato Jared  e lotta disperatamente per ritrovare il suo compagno di infanzia,
il ragazzo bravo e gentile che l’ha aiutata a superare il trauma della morte della madre, l’amico fidato dal quale sgattaiolava quasi ogni sera per condividere una notte di sonno sereno fra le sue braccia. Per quasi tutta la durata del romanzo mi sono chiesta cosa fosse successo a questo ragazzo per trasformarlo in un cumulo di rabbia esplosiva e quando la rivelazione è  finalmente arrivata, francamente, l’ho trovata un po’ debole anche se mi rendo conto che la mente umana reagisce nei modi che più ritiene opportuno quando subisce un trauma, specialmente in tenera età. Tate e Jared insieme sprigionano scintille di elettricità, sono come i temporali che entrambi amano osservare e proprio come i fulmini che squarciano il cielo, il loro rapporto rompe tutti gli argini per riversarsi nell’unicità. Questo libro fa parte di una serie di romanzi tutti autoconclusivi e ancora in corso di scrittura, che arriveranno in Italia prossimamente. Mi auguro di poter presto leggere la storia di “Mai per amore” dal punto di vista di Jared, per entrare meglio nella mente di questo giovane uomo, vittima di una famiglia disfunzionale che lo ha reso succube delle sue stesse azioni. Consigliato a coloro che credono nel destino e nella redenzione dei cattivi ragazzi!









DA LEGGERE NELLA SERIE FALL AWAY
1. Bully (2013) - ed.italiana: MAI PER AMORE, agosto 2014,Newton Compton

1.5. Until You (2013) - Jared's story: La storia di Mai per amore, racconta da Jarod 

2. Rival (2014) - Maddoc e Fallon
3. Falling Away (2015) - Jaxon e K.C.



GUARDA IL BOOKTRAILER


L'AUTRICE
Penelope Douglas, scrittrice e insegnate, vive a Las Vegas. Nata a Dubuque, Iowa, è l'ultima di cinque figli. Ha preso una laurea breve in  Amministrazione Pubblica per accontentare il padre (che la tampinava perchè si decidesse a prendere il pezzo di carta), ma poi ha seguito un master in Scienze dell'Educazione alla  Loyola University di New Orleans, percxhè l'amministrazione pubblica non l' è mai piaciuta. E' sposata e ha una figlia di nome Aydan. Le piacciono i dolci, gli spettacoli dei Sons of Anarchy e ha un debole per Target, ci compra qualcosa quasi tutti i giorni.


VI INTRIGA QUESTO TIPO DI STORIA E VI PIACEREBBE LEGGERLA? L'AVETE GIA' LETTA? COSA NE PENSATE? VI PIACE IL GENERE NEW ADULT? PERCHE'?

INTRIGO DELIZIOSO di Tara Sivec (Leggereditore) - Recensione

Autrice: Tara Sivec 
Titolo originale: Futures and Frosting
Traduttrice: L. Liucci
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Usa
Pubblic. originale: Published September 13th 2012 by CreateSpace Independent Publishing Platform
Pubblic. italiana: Leggereditore , 28 agosto 2014, pp.236, € 10,20
Parte di una serie: 2° della serie Chocolate Lovers
Livello sensualità: ALTA
Disponibile in ebook? Sì dal 2/9/14
TRAMA: Carter, Claire e Gavin ora sono una piccola famiglia perfetta. Attorno a loro gli amici si sposano, crescono, maturano, si preparano ad affrontare il futuro. Be', non esattamente... In effetti, dal giorno in cui Claire ha afferrato il bouquet di nozze della sua amica Liz, le cose hanno cominciato a precipitare: tra sbornie imbarazzanti, disastrose proposte di matrimonio, manette di peluche e chili di biscotti al cioccolato, Claire e Carter non riescono più a parlarsi con sincerità. E se a questo si aggiunge l'intervento non richiesto di una comitiva di amici più pazzi di loro, gli equivoci non possono che aumentare! Ma per fortuna il più dolce dei finali può arrivare anche dopo una storia d'amore a dir poco non convenzionale...
  

Leggere un libro di Tara Sivec è come visitare un esclusivo Luna Park, dove la fantasia non ha limiti e si sposa con il buon umore, creando un prelibato dessert tutto da gustare. Vi ricordate dove eravamo rimaste? Carter e Claire, dopo anni passati a rincorrersi, si  erano finalmente ritrovati grazie al destino e la loro routine domestica era segnata da focosi amplessi ed esaltanti parodie messe in atto dal
piccolo e scapestrato Gavin, il loro non sempre amabile figlioletto di quattro anni, senza contare i numerosi e rumorosi amici di famiglia che con il loro modo sboccato di esprimersi mettevano in scena delle vere e proprie gag degne di un commediografo hollywoodiano di successo. Ebbene, in questo secondo esplosivo volume li ritroviamo più innamorati e folli che mai, Claire continua a portare avanti con passione e  successo il suo negozio di pasticceria “Seduzione deliziosa” mentre Cater, con il suo lavoro di (udite, udite) operaio in fabbrica, sbarca felicemente il lunario. Evviva! commenterete voi, finalmente un lavoro normale, dopo esserci quasi assuefatte di multimilionari ribelli e spocchiosi imprenditori ci voleva proprio una “boccata di normalità”. Peccato che a questo romanzo l’aggettivo “normale” stia decisamente stretto, perché nulla che viene descritto fra queste scorrevoli pagine avverrebbe in una comune famiglia, sia americana che non. Infatti, mi preme avvertirvi che alcune scenette vi causeranno confusione, altre vi faranno storcere il naso e altre ancora semplicemente vi lasceranno a bocca aperta, trattasi di comicità demenziale, un brutto termine ma molto esplicativo. Ma infondo è per questo che mi piace tanto questa scrittrice, perché ha la capacità di rendere credibile l’incredibile e con il suo buon umore contagioso è riuscita a trasformare una cupa giornata di fine estate, in un piacevole momento di relax, dove la mia fantasia ha potuto viaggiare a briglia sciolta, dimenticando il confine, talvolta sottile, tra lecito e immorale. Il rapporto fra Claire e Carter si alimenta come un incendio estivo scoppiato in mezzo ai boschi  e la profondità dei loro sentimenti spinge entrambi a prendere una delicata decisione riguardante il loro futuro insieme. Ovviamente non mancheranno divertenti equivoci, momenti imbarazzanti e intromissioni non gradite da parte di amici e familiari hippy ma, come prevedibile, tutto si risolverà nel modo più romantico possibile regalandoci commozione, speranza, sensualità e tante genuine risate, che non guastano mai. Se avete amato, o quantomeno apprezzato il primo volume, non potete assolutamente perdervi il finale di storia fra questi due divertenti e sconvolgenti protagonisti che, sono sicura, ricorderete sempre con affetto e un sorriso sulle labbra!








DA LEGGERE NELLA SERIE CHOCOLATE LOVERS
1. Seduction and Snacks (2012) - ed.italiana: SEDUZIONE DELIZIOSA, Leggereditore, gennaio 2014 - LEGGI QUI la ns recensione
2. Futures and Frosting (2012) - ed.italiana: INTRIGO DELIZIOSO, Leggereditore, agosto 2014 
3. Troubles and Treats (2012)
3.5 Hearts and Llamas: (2013)- NOVELLA

L'AUTRICE

Tara Sivec si definisce moglie, mamma, autista, allenatore di calcio, baby-sitter, cuoca e la persona più divertente e geniale che abbia mai incontrato. Vive in Ohio con il marito e due figli. La maggior parte del suo materiale viene dalle esperienze con famiglia e amici. Fortunatamente per loro, i nomi sono stati cambiati. Seduzione deliziosa è il suo primo romanzo. (*Fonte:sito editore)
VISITA IL SUO SITO:  http://www.tarasivec.com/



ADESSO LA PAROLA PASSA A VOI! VI INTERESSA QUESTO LIBRO? L'AVETE GIA' LETTO ? COSA NE PENSATE? VI PIACE LO STILE DI TARA SIVEC?

Racconto: TORMENTO D'ESTATE di Velo Nero

INIZIAMO IN BELLEZZA QUESTO WEEKEND DI FINE AGOSTO CON UN APPASSIONANTE RACCONTO DI VELO NERO, LA SCRITTRICE RIVELAZIONE DELLA RETE, CHE CON IL SUO ROMANCE STORICO AUTOPUBBLICATO CARTA BIANCA (VEDI QUI) HA RISCOSSO UN NOTEVOLE SUCCESSO DI PASSAPAROLA CHE GLI ADDETTI AI LAVORI NON HANNO POTUTO NON NOTARE. SENTIREMO ANCORA PARLARE DI LEI. PER IL MOMENTO, GODIAMOCI IL SUO RACCONTO. BUONA LETTURA!


 Beatrice stava guardando fuori dalla finestra in cerca dell’illuminazione.
  La data della consegna si stava avvicinando e non aveva che degli abbozzi. Uno degli editori con cui collaborava le aveva commissionato la copertina per un romance storico, “Tormento d’estate”, che avrebbe dovuto uscire a giorni.
  Doveva leggere qualcosa, oltre al riassunto, giusto per farsi un’idea e cogliere qualche elemento che evocasse i punti salienti della trama, ma non era dell’umore adatto per immedesimarsi in quella roba sdolcinata, di sicuro non dopo la lieta novella che le era stata riferita con perfida solerzia.
  Edo, il giorno prima, era diventato padre felice di un florido maschietto di tre chili e quattrocentoquaranta grammi.
  Camilla si era premurata di telefonarle per riportare ogni più piccolo particolare e, oltre al peso, conosceva il nome, Giovanni come il nonno paterno, gli indici di Apgar e la descrizione minuziosa del cesareo pianificato da mesi per salvare la giovane puerpera da dolori devastanti.
  Doveva distrarsi e anche se non era per nulla ispirata, prese a sfogliare le fotocopie rilegate a spirale. Cominciò a leggere in un punto qualsiasi delle prime pagine... ...

... ... Arthur Reddish uscì dalla chiesetta di campagna seguendo la piccola folla che si sarebbe riunita sul sagrato per spettegolare sulla predica del nuovo curato.
  Questa volta era molto interessato ai vari commenti perché aveva affidato il beneficio della parrocchia al suo più caro amico, George Innes, suo compagno a Eton e poi a Cambridge.
  Desiderava sul serio che il suo amico facesse buona impressione sul vicinato perché, da che suo padre era morto e lui aveva preso in mano la gestone della tenuta, nulla sembrava andare bene alla gente del posto.
  Si aggiustò il cilindro sulla fronte e inavvertitamente incespicò contro la donna davanti a sé che si era fermata di scatto, sorpresa da una folata di vento. La ventata improvvisa le aveva strappato la cuffietta, evidentemente non assicurata dal nastro.
  Arthur afferrò il copricapo svolazzante e lo porse alla signora che si stava voltando. Per un attimo gli mancò il respiro: due grandi e luminosi occhi nocciola lo stavano fissando allegri e divertiti. La proprietaria del cappello stava ridendo, il nasino arricciato e la bocca spalancata. Era incantevole, così carina da togliere il fiato e la parola.
  «Grazie, signore» cinguettò allegra e imbrigliò i ricci nella cuffia, prima che il vento le distruggesse definitivamente l’acconciatura.
 “Anche la voce è melodiosa” si disse Arthur, che la stava ammirando ancora inebetito. «È stato un piacere, signorina. Signorina...?» Era stato più forte di lui e anche se era molto sconveniente, sperava ugualmente che lei si presentasse.
  «Aline?!» Una signora elegante stava richiamando quella giovane. Chi era? La conosceva? Sembrava... Sì, era proprio Lady Rutherford, la moglie di Sir John. Che cosa ci faceva a Twyford?... ...

... ...Beatrice voltò due, tre pagine per trovare il punto e sapere in anteprima che cosa ci facesse a Twyford Lady Rutherford e soprattutto per sapere chi fosse la misteriosa ragazza dal cappellino svolazzante. Dopo aver capito che Aline era la figlia minore della signora in questione nonché la fidanzata del reverendo George Innes, amico di vecchia data del protagonista, riprese a leggere... ...

... ... Arthur continuava a guardare incantato la giovane seduta sul divano grande del suo salotto, non poteva avere più di vent’anni, pensò, ed era di una bellezza... una bellezza... non aveva paragoni per descriverla. Inoltre non era timida e impacciata come le giovinette di quell’età, anzi era spigliata e la sua conversazione brillante.
  Non le aveva staccato gli occhi di dosso.
  In quel momento stava pensando con disappunto alla fortuna del suo amico.
  E alla sua stupidità.
  George era venuto a fargli visita a Ruscombe Manor dopo pranzo espressamente per presentargli la fidanzata. Ovviamente c’erano anche i futuri suoceri.
  Conosceva da sempre Sir John con cui aveva frequenti contatti per via di alcune proprietà confinati. In verità Rutherford gli aveva parlato di sua figlia, probabilmente con l’intento di trovare un possibile pretendente, ma lui, nonostante conoscesse l’importo della dote e i possibili benefici derivanti da un’unione tra proprietari di poderi limitrofi, aveva sempre evitato di incontrare la ragazza.
  Ora se ne stava pentendo amaramente.
  Anche Sir John non sembrava entusiasta di quell’unione, ma Lady Rutherford, di forte fede e simpatie metodiste, era felice all’idea che la figlia si sistemasse con un ecclesiastico per giunta dalle prediche progressiste.
  E Lady Rutherford aveva sempre l’ultima parola a Woodley House... ...

... ... «Come si fa a leggere ancora questa roba? Ma chi è: Liala?» A Beatrice uscì un commento a voce alta, fortuna che viveva da sola e suo padre, dalla casa accanto, non poteva sentirla. «Anche il titolo fa schifo! Ma che cos’è: una telenovela brasiliana?» continuava a borbottare. «Non lo sa, questa, che Regno di Sardegna e il Granducato non esistono più? L’hanno informata che hanno unito l’Italia? Ma come parla, come scrive? E io che mi lamentavo del Manzoni» biascicò e saltò ancora qualche pagina, giusto per evitarsi tutto il corteggiamento di Mr Arthur Reddish a Miss Aline Rutherford all’insaputa dell’amico George Innes... ...

... ... «Vi prego, Aline, sistemerò ogni cosa, ma dovete accettare la mia proposta. Parlerò io con George. Accettate, vi prego. Vi amo, desidero che diventiate mia moglie. Io vi imploro».
  «Ho dato la mia parola, Mr Reddish. Non ha valore, per voi, la parola di una donna?» domandò Aline tremante.
  «Posso paragonare il valore di una promessa a una vita d’infelicità?» ribatté lui, inginocchiato ai piedi della ragazza, al centro del salone di Woodley House.
  «E l’amicizia? Non ha significato, per voi, un tale sentimento? Come potremmo calpestarla in questo modo?»
  «Ha un immenso valore, l’amicizia, ma niente, niente vale più di voi. Sono disposto a calpestare tutto: onore, famiglia, denaro, prestigio e sì, anche l’amicizia. Per voi tutto, perché so, io lo so, che anche voi mi amate. Amate me, non lui! Lo so dai vostri sguardi, dai vostri sorrisi. I vostri rossori non m’ingannano».
  «Non posso, signore, non posso... Il buon nome della mia famiglia... L’onore... Mia madre...» balbettò tremante. Aveva le lacrime agli occhi.
  «Avete fatto uno sbaglio ad accettarlo, avete commesso un errore dettato dalla gioventù e dall’inesperienza» insistette Arthur. Si levò in piedi e l’afferrò per le braccia. «Nessuno vi condannerà per questo».
  «‘Io’ mi condanno, signore».
  «Aline, porrò rimedio al vostro errore, ma non obbligate entrambi a una vita d’infelicità, vi prego» continuò incalzante e la avvicinò a sé, lasciando ancora un po’ di distanza fra loro.
  «Errore? Perché  parlate di errore?» Ormai le lacrime le scendevano copiose lungo le gote.
  «Allora dimmi che non mi ami, che ami lui e non me. Dillo, Aline!... Dillo!» Lui la stava scuotendo, voleva una risposta. Doveva a tutti i costi avere la sua confessione.  
  Aline voltò il capo per non guardarlo ed evitare di rispondere ma Arthur le prese il viso tra le mani e coprì la bocca umida di lacrime con la sua. La strinse forte, in un abbraccio infinito, senza staccare le labbra da quelle di lei, cucendole insieme in un bacio che avrebbe tanto voluto divenisse eterno.
  Aline non resistette e si lasciò andare. Si abbandonò al suo abbraccio, anzi sollevò una mano per accarezzargli il viso.
  Lo amava, certo che lo amava. Avrebbe calpestato onore e decoro per lui, per loro.
  Aveva ragione Arthur, pensò Aline, molto meglio affrontare il biasimo di tutti e apparire agli occhi del mondo come una stupida civetta volubile e frivola piuttosto che vivere una vita d’infelicità lontano da lui.
  «Va bene» concesse, quando finalmente si staccarono da loro bacio. «Accetto, diventerò vostra moglie, ma sarò io a parlare con George. Almeno questo, glielo devo»... ...

... ... “Ma... non capisco” si disse Beatrice, che stava continuando a leggere il racconto a spizzichi e bocconi. “Alla fine Aline ha sposato il reverendo. Probabilmente ho saltato troppe pagine, però mi sembra proprio che non spieghi il perché abbia scelto George invece di Arthur: sarà meglio che stia più attenta, altrimenti capisco poco e niente”. Lesse ancora qualche pagina, riafferrò il senso del discorso; aveva intuito che Arthur Reddish se ne era andato a Londra per smaltire la rabbia e non assistere al matrimonio della sua bella con l’amico. “Bell’amico, comunque” pensò Beatrice disgustata. “La donna di una amico è sacra, non si tocca e George è arrivato per primo, quindi è giusto così”. Lesse distrattamente di feste, balli e ricevimenti che la Stagione londinese aveva offerto all’affrantissimo Mr Reddish. Beatrice aveva prestato solo un po’ più di attenzione a tutti i piani più o meno diabolici ideati dalle signorine del bel mondo per accaparrarsi le fortune dell’aitante scapolo e gli escamotage pensati da Arthur per sventarli. Finita la Stagione, all’inizio dell’estate, Mr Reddish era tornato a Twyford per dedicarsi alla gestione delle sue vaste proprietà e aveva rivisto l’indimenticata Aline... ...

... ...Aline bussò alla porta del piccolo cottage. La signora Maddox abitava fuori dal paese, in un luogo isolato al limitare del bosco. La ragazza andava a farle visita quasi tutti i giorni con la scusa di portare una fetta di torta, qualche mestolo di minestra o un po’ di frutta per accertarsi così che la donna, troppo anziana per vivere sola, stesse bene. Le visite facevano parte delle incombenze della moglie del pastore, ma lei aveva una simpatia particolare nei confronti di quell’attempata signora.
 La porta si aprì, Aline sussultò quando riconobbe chi le avesse aperto. Fece per voltarsi e scappare ma lui la afferrò per il bracciò e la tirò dentro.
  «Devo parlarti, non puoi continuare a evitarmi» le mormorò Arthur concitato, sempre tenendola per il gomito.
  «Dov’è la signora Maddox?» domandò lei, volgendo intorno gli occhi spaventati alla ricerca di una figura amica.
  «Non è qui, non preoccuparti per lei, guarda me. Siamo soli. Stai tranquilla, nessuno sa che sono qui, dobbiamo parlare». Arthur le prese dalle mani il cesto con le vivande, lo depositò sul pavimento dell’ingresso e la condusse nel minuscolo salotto.
  «La signora Maddox sarà qui a momenti...»
  «Non preoccuparti per lei, sta bene e tornerà quando io vorrò che faccia ritorno. Era la mia balia» disse, a spiegare in una sola parola la compiacenza di quell’incontro.
 «Io...»
 «Vieni qua» e la fece sedere accanto a sé su un vecchio divano consunto che portava il ricordo di un’eleganza passata. «Non ti chiederò ora il perché della tua scelta: non voglio sapere». Arthur chiuse gli occhi per scacciare quel ricordo spiacevole. «Hai detto di amarmi. Io voglio sapere se quel sentimento è ancora vivo o se era solo una pietosa bugia per ingannarmi... se era uno scherzo infame per torturarmi.»
 «Scherzo infame!» sbottò Aline risentita.
 «Certo: infame. Infame! Non si possono dire certe cose a un uomo. Non è giusto illudere un cuore innamorato, prospettargli un tal miraggio di felicità per poi farlo precipitare nell’inferno di un’infinita solitudine. Quindi sì, infame! E non ti perdonerò quest’ignominia solo perché possiedi il cuore volubile di una donna...»
  «Cuore volubile?» lo interruppe. «Che cosa sapete voi di quanto volubile sia il mio cuore?» Aline aveva le lacrime agli occhi. «Voi, piuttosto, che avete anteposto le vostre passioni all’amicizia, voi che mi avete attirato qui, proprio voi siete imperdonab...» Non riuscì a finire, le sue parole furono inghiottite dalla bocca avida di quell’uomo che invadeva la sua, con un’urgenza, una smania che la lasciarono senza fiato. Non riusciva a respirare, serrata fra le braccia possenti che la stavano abbracciando, avviluppata in spire sempre più fitte.
  «Lasciatemi, vi prego» riuscì a mormorare quando le labbra di lui cercarono avide la pelle di seta del suo collo. Aline continuava a fare resistenza anche se il ricordo dei baci passati si stava facendo largo a minare la volontà di resistergli.
  «Lasciarti?» le ruggì all’orecchio e addentò il lobo con forza, per farle male. «Mai! Mai! Hai capito? Mai!» e le fece sentire la pressione del proprio corpo sdraiandosi su di lei. La sua mano si insinuò tra le gambe, facendosi largo tra la stoffa leggera del suo abito estivo. Aline serrò le cosce, non aveva indossato neppure i tubi della decenza ed era scoperta ai suoi assalti. A nulla valsero i suoi sforzi e i baci sempre più umidi, le carezze sempre più insinuanti, i morsi e gli ansiti stavano pian piano privando Aline di ogni capacità di contrastarlo.
  «Io non ti lascio, tu sei mia, mia» le abbaiava all’orecchio in una litania continua. «Ora lo capirai che sei mia... mia...»
  Aline cercava di combattere, ma non contro di lui, contro se stessa, contro la tentazione di infilare la dita tra i suoi capelli, stringerlo a sé, forte, come lui stava stringendo lei. Stava lottando strenuamente per non rispondere a quel bacio di cui ricordava così bene il sapore. Sapeva quali effetti devastanti avrebbe procurato sul suo animo in tormenta rispondere a quel bacio: brividi, tremori, morsi al ventre che mai, mai una volta, era riuscita a placare, neppure con il contatto intimo e frequente che la notte suo marito pretendeva da lei. Con George rimaneva ferma ad aspettare che lui finisse, sperando che non insinuasse le mani ad accarezzarle i fianchi, e poi il seno, perché quel fastidio misto a piacere accendeva in lei desideri che immancabilmente la lasciavano delusa. Non riuscì a trattenere i tremori del proprio corpo che, traditore, vibrava a ogni tocco.
  Dischiuse le labbra a ricevere la sua bocca, come un tempo.
  Non aveva dimenticato proprio niente di lui, né le carezze né i baci e tanto meno il suo cuore aveva dimenticato la promessa... ma aveva obbedito alla sua coscienza, facendo ciò che era giusto.
  Non c’era niente di giusto in quello che stavano facendo in quel momento, ma lo voleva troppo, con tutta se stessa... Voltò il capo di lato, chiuse gli occhi e aprì un poco le gambe, per offrirsi, arresa.
 Arthur emise un gemito profondo quando finalmente prese possesso di lei, quando affondò nelle sue carni. Non si era neppure tolto la giacca, accecato da un desiderio così feroce che lo stava consumando dal giorno che l’aveva veduta, sul sagrato della chiesa.
  Avevano scoperto solo quelle parti dei loro corpi indispensabili a ottenere il loro magico contatto.
  Il possesso... Arthur sentì il sangue irrorargli le tempie, invadergli la nuca e prese a muoversi con un ritmo forsennato, dettato dall’urgenza. Scese con la bocca a cercare i seni, coperti da strati e strati di cotone, l’abito, il corsetto, anche la camiciola riusciva a ostacolarlo. Usò le dita e la bocca per arrivare ad esporle un  capezzolo per poi succhiarlo con tutto il suo vigore, mentre continuava a muovere i fianchi per raggiungere il piacere.
  «Dimmi ora che non mi ami, dimmelo adesso!» gridò invasato al suo orecchio. «Dimmi che mi ami, dimmelo. Dimmelo, mia signora, dimmelo... dimmi cosa provi» continuava a ripetere ossessivo, «...dimmi cosa senti...dimmelo!»
  «Brucio, mio signore, brucio...»
  «Non lo hai mai provato con lui?»
  «Cosa?» gemette Aline.
  «Il piacere! Hai mai raggiunto il piacere insieme a lui?» Arthur stava gridando come un ossesso, travolto dalla gelosia. L’immagine di lei e di lui insieme era l’incubo che popolava i suoi sogni e ora era lì, vivo, a dargli il tormento, proprio qualche attimo prima di raggiungere l’estasi. «Ti ho chiesto se hai mai provato questo, insieme a lui!»
  «Io non lo so» mormorava Aline, sbattendo il capo da una parte all’altra, in preda a un godimento mai provato. «Che cos’è? Che cos’è che sto sentendo? Ditemelo voi, io non lo so! Non lo so!»
 «Stai per godere, amore mio, insieme a me.» Le ansimò consigli lascivi all’orecchio, senza smettere neppure per un attimo il suo assalto. «Brava, così, muovi i tuoi fianchi, ancora... ancora... ecco: lo senti?»
  «Sì, lo sento, mio signore, sto... sto... ma che cos’è?» gemette e Arthur smorzò il suo grido con un bacio, un lunghissimo bacio... ...
... Il racconto si stava facendo interessate, notò Beatrice, che si era accomodata meglio allo schienale e aveva sollevato i piedi per posarli sulla scrivania. “Mi sa tanto che pioverà”. Diede uno sguardo fuori dalla finestra ai nuvoloni neri che minacciavano tempesta. “Per la cena di stasera sarà meglio apparecchiare dentro” si disse e tornò a dedicarsi alla lettura. ....

PER CONTINUARE A LEGGERE QUESTO RACCONTO 



SEDUTTORE DALLA NASCITA ( 7° Chicago Stars) di Susan Elizabeth Philiips in libreria !

ESCE OGGI IN LIBRERIA PER LEGGEREDITORE SEDUTTORE DALLA NASCITA (Natural Born Charmer), SETTIMO E ULTIMO ROMANZO DELLA BELLISSIMA SERIE CHICAGO STARS DI SUSAN ELIZABETH PHILLIPS CHE TANTE DI NOI HANNO IMPARATO AD AMARE. PER L'EBOOK DOVREMO ASPETTARE FINO AL 4 SETTEMBRE...MA SE VI PIACE IL CARTACEO, NON FATEVI SFUGGIRE L'OPPORTUNITA' DI LEGGERE SUBITO UN'ALTRA BELLA STORIA FIRMATA SEP! 

QUI L'EROE E' DEAN ROBILLARD L'AFFASCINANTE E SFRONTATO QUATERBACK DEI CHICAGO STARS CHE, COM'E' ABITUDINE PER LA PHILLIPS, IN AMORE TROVERA' PANE PER I SUOI DENTI!

Autrice: Susan ELizabeth Phillips
Traduttrice: C. Inciardi
Genere: Contemporaneo
Editore: Leggereditore
Data uscita: 28/8/14  il cartaceo, 4/9/14 l'ebook 
Pagine: 443
Prezzo: cartaceo €14; ebook 6,99
Parte di una serie: 7° e ultimo Chicago Stars

TRAMA : Blue e Dean: possono esistere due persone più diverse? Lei è una pittrice nomade e svagata, che non cura troppo il suo aspetto, lui una stella del football, ricchissimo e aitante. Non potevano pensare a un momento peggiore per incontrarsi: lei è stata appena lasciata dal suo ex, che se l’è svignata portandole via tutti i suoi soldi, lui si sta concedendo una vacanza per riprendersi dopo un infortunio che ha messo a serio rischio la sua carriera. Eppure, quando Dean si imbatte in Blue offrendole un passaggio in auto, non sa che sta facendo salire a bordo il suo destino. L’attrazione è da subito innegabile, e nonostante le perplessità Blue travolgerà la vita di Dean, mettendo allegramente sottosopra tutto il suo mondo. Ma la loro relazione saprà sopravvivere al fatto che l’unica cosa che hanno in comune è la diffidenza nei confronti dell’amore? 

NATURALMENTE CI SPIACE CHE QUESTO SIA L'ULTIMO LIBRO DEI CHICAGO STARS ( MA NON L'ULTIMO DEI LIBRI DI SEP IN ITALIANO...ABBIATE FEDE!).  NE SCRIVERA' MAI ALTRI? A CHI LE HA FATTO QUESTA DOMANDA  ECCO COS'HA RISPOSTO 
L'AUTRICE 
SUL SUO SITO 
...

Susan Elizabeth Phillips
SEDUTTORE DALLA NASCITA (NATURAL BORN CHARMER) SARA' VERAMENTE L'ULTIMO LIBRO DELLA SERIE CHICAGO STARS? 
Questa è una domanda più difficile di quanto sembri. So quanto amate i romanzi dei Chicago Stars e che vorreste continuassero, ma tengo troppo a voi per non offrirvi il meglio che posso, e a questo punto, non ho più nulla di nuovo da aggiungere al personaggio del giocatore di football. Detto questo, durante il tour promozionale per SEDUTTORE DALLA NASCITA, mi sono accorta che la vera fine della serie dei Chicago Stars è stato IL LAGO DEI DESIDERI ( THIS HEART OF MINE) , il libro che ha rimesso insieme tutti i pezzi e fatto tornare in scena per l'applauso finale  tutti i personaggi dei romanzi precedenti.  Sì, i personaggi dei Chicago Stars sono di nuovo presenti
in  LADY CUPIDO ( MATCH ME IF YOU CAN) e in SEDUTTORE DALLA NASCITA, e  April Robillard ha fatto una piccola comparsa in WHAT I DID FOR LOVE, che decisamente non è un romanzo legato ai Chicago Stars, ma questo perchè tutti i miei personaggi convivono nello stesso universo creativo. Per esempio,  Bobby Tom Denton di UN POSTO NEL TUO CUORE (HEAVEN, TEXAS), fa un'apparizione fuori scena in LADY BE GOOD. In SEDUTTORE DALLA NASCITA c'è un riferimento a Fleur Savagar di GLITTER BABY (l'avete notato?) 
Ci saranno personaggi già conosciuti nei mieii nuovi romanzi? Sicuramente. Ma non prevedo che ci sarà  ancora qualcosa di quello che le lettrici identificano con i CHICAGO STARS.

VA BE' CONSOLIAMOCI CON IL FATTO CHE CI SONO ANCORA MOLTI SPLENDIDI LIBRI FIRMATI SEP DA LEGGERE CHE SPERIAMO DI VEDERE PRIMA O POI TRADOTTI. INTANTO GODIAMOCI LA LETTURA DI QUESTO!



PICCOLO REWIND SUI  ROMANZI PRECEDENTI DELLA SERIE CHICAGO STARS
Nel malaugurato caso vi foste perse qualcosa...
1. IL GIOCO DELLA SEDUZIONE : Quando gli opposti non solo si attraggono, ma diventano inseparabili... Chicago non è pronta per l’affascinante e capricciosa Phoebe Somerville, ma quando il padre le consegna le redini della squadra di football della famiglia,tutti, lei compresa, dovranno ricredersi. Nessuno pensa che Phoebe riuscirà a risollevare le sorti della squadra, né tantomeno a far capitolare Dan Calebow, il fascinoso allenatore... Ma si sa che spesso la prima impressione è quella che inganna. Lavorando fianco a fianco, i due comprenderanno che gli opposti si attraggono irresistibilmente. E che forse vale la pena cogliere le sorprese che l’amore ci riserva, anche se non si è pronti a riceverle... Per la prima volta in Italia, una delle voci più esilaranti, fresche e sensuali del panorama internazionale. LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.

2. HEAVEN,TEXAS: UN POSTO NEL TUO CUORE: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi...Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film. Così Gracie entra in contatto con un mondo fatto di party selvaggi, donne mozzafiato, jet privati e alberghi lussuosi. Dopo qualche fraintendimento e un buffo spogliarello improvvisato, riesce a convincere Bobby a farsi accompagnare nella sua città natale, Telarosa, dove avranno luogo le riprese del film; ma lì tutti cercano in qualche modo di ottenere qualcosa da lui. Tra loro c’è Wayland Sawyer, ex cattivo ragazzo diventato uno degli uomini più ricchi della città, che minaccia di chiudere gli stabilimenti di un’importante azienda e trasformare Telarosa in una città fantasma... Un pericolo da scongiurare e un’occasione per Gracie di capire dove si trova il vero amore. LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.

3. E SE FOSSE LUI QUELLO GIUSTO? : La geniale professoressa di Fisica Jane Darlington passa il suo trentaquattresimo compleanno in lacrime. Vorrebbe un figlio, ma non un marito; da sempre infatti la sua grande intelligenza spaventa gli uomini e trovare un candidato adatto al compito non è semplice. Cal Bonner, leggendario seduttore e giocatore di football dei Chicago Stars, non particolarmente acuto, le sembra la scelta perfetta. Jane allora entra in azione, ma rimarrà molto sorpresa: il generoso Cal non assomiglia per nulla all’individuo superficiale che si aspettava, e soprattutto non è affatto disposto a farsi usare e poi scaricare. Come potrà un determinato campione di football interferire nella vita e nei piani di una professoressa un po’ speciale che non si è mai, ma proprio mai, innamorata? Con un sacco di onestà, comprensione e molto, molto umorismo... Divertente, delicato e al tempo stesso toccante, questo romance sorprende per i suoi personaggi, stravaganti e imprevedibili, e per una storia che rimarrà a lungo nei vostri cuori.  LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.

4. UN PICCOLO SOGNO : Rachel Stone è appena arrivata a Salvation, una città che non ama e da cui è ricambiata con altrettanta cordiale ostilità. Ha la macchina in panne, il portafoglio vuoto e suo figlio di cinque anni che dorme sul sedile tra gli scatoloni del trasloco. Ma Rachel è una giovane vedova molto determinata, pronta a fare qualsiasi cosa pur di lasciarsi alle spalle un passato scandaloso. Qualsiasi cosa, tranne innamorarsi di nuovo. Eppure quando la sua vitalità invade i confini dello schivo Gabe Bonner, un uomo ostaggio dei suoi ricordi, la passione tra i due si accende contro ogni previsione, attirando le critiche dei soliti benpensanti. Benvenuti a Salvation, in Carolina del Nord, dove un uomo che ha smarrito la propria tenerezza incontra una donna con niente da perdere. Un luogo in cui i sogni potrebbero anche avverarsi.  LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.

5. IL LAGO DEI DESIDERI : Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. Eppure Kevin tornerà nella sua vita quasi perfetta per una vacanza sul lago, dove Molly sarà costretta a vedersela con artisti ipocondriaci, giovanissimi sposi e vecchie pantere hollywoodiane, ma prima di tutto con sé stessa. Perché l’amore può far soffrire, sì, ma a volte può anche, a sorpresa, far bene come una risata.  LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.


6. LADY CUPIDO : Annabelle ha perso il lavoro, ha rotto col fidanzato e anche i suoi capelli sono fuori controllo. Perdente in una famiglia di vincenti, questa volta ha l'occasione di rifarsi: ha appena ereditato l'agenzia matrimoniale di sua nonna e ha la fortuna di avere come cliente un vero e proprio scapolo d'oro. L'agente delle star sportive, il ricchissimo, fascinoso e arrogante Heath Champion, non a caso soprannominato Python. Lui desidera solo il coronamento di una vita di successi, e cioè una moglie perfetta.
Ma l'impresa sembra impossibile, così impossibile da far sospettare che il rapporto di Annabelle col cliente stia diventando un po' troppo stretto... Fino a quando Heath non incontrerà la donna dei suoi sogni: un successo professionale per Annabelle, ma cosa ne dirà il suo cuore?  LEGGI QUI LA NS.RECENSIONE.


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