Recensione: IL MONACO di Carrie Lofty ( I Romanzi Mondadori)


Autore:    Carrie Lofty
Titolo originale:  Scoundrel's Kiss
Genere:     Storico/Medievale
Ambientazione:  
  Spagna,1201

Pubblic. originale: ZebraDell (dicembre 2009), pagg. 320
Pubblicato in Italia:  ed. Mondadori, I Romanzi, collana  Passione,marzo 2012, nr.63
Parte di una serie:  Sequel di 'In fuga con te' , IRM Passione nr.43
Livello sensualità:  MEDIO-ALTO
Disponibile in ebook:  prossimamente
LA STORIA
 Per redimersi da un passato di violenza e sangue, Gabriel de Marqueda è entrato in un ordine monastico in Spagna ed ha fatto voto di castità. Prima di diventare monaco, tuttavia, deve superare la prova più ardua: aiutare una donna che ha perduto la retta via.  Ada di Keyworth è la sua missione, ma si rivela anche la tentazione più grande. Fuggita dall’Inghilterra e consumata dalla dipendenza dell’oppio, Ada è rimasta sola e non ha altra scelta  che accettare l’aiuto di Gabriel Ben presto, però, si accorge che sotto il saio c’è un uomo virile, tormentato dai demoni, nel cui sguardo brucia  un desiderio pari al suo….

Quando penso ai PASSION Mondadori  ho bene in mente un certo tipo di storia, con certi canoni di intrattenimento, trame specifiche, a volte leggere, altre più Hot, insomma so, in genere, cosa aspettarmi. Invece, con il “MONACO”, mi sono trovata davanti ad un romanzo storico molto curato nelle ambientazioni( anche se con qualche imprecisione voluta dalla stessa scrittrice) sono entrata in una storia cupa, dove il peccato, l’amore e la violenza vanno di pari passo insieme all’attenta introspezione dei personaggi, al loro dolore autentico, alla disperazione. E’ una storia sulla redenzione….
La Spagna medioevale, terra di passioni, di guerre, intrisa di una  pesante e quasi tetra religiosità, a volte fanatica, ma comunque profonda , teatro di scontri culturali tra il cattolicesimo e l’Islam che ne aveva conquistata una buona parte e dalla quale verrà scacciato  due secoli dopo.
Due protagonisti assoluti: Gabriel,  figlio illegittimo di un duca spagnolo ed una schiava araba, cresciuto come un “killer”, diremmo oggi, un soldato super addestrato del  Medioevo.  Un uomo nato cresciuto ed alimentato  a “violenza”  e che cerca, nel silenzio del chiostro e nell’obbedienza, di dimenticare odio , sangue e violenza  e poi  c’è Ada , inglese, figlia di un’alchimista, una donna affascinante, coraggiosa , intelligente e colta che ha perso la speranza, vive cercando di annullare il dolore e gli incubi di un passato che la perseguita , attraverso l’oblio che le dà l’oppio. Due anime che sono costrette dalle circostanze a vivere a stretto contatto:lui per prendere i voti definitivi di monaco deve aiutarla a vincere la dipendenza dall’oppio, lei naturalmente, come una tigre ferita, resiste con tutte le sue forze, si ribella .Molto  toccanti, nella loro cruda  sofferenza , le descrizioni delle ore terribili dell’astinenza , è palpabile, tra le pagine , il dolore di Ada e l’inflessibile rigore di Gabriel che la obbliga a curarsi, ma con una pazienza e dedicazione profonde.
Attraverso la lenta guarigione ecco che fanno capolino sentimenti più profondi,  un’attrazione, combattuta strenuamente da entrambi, e la timida speranza  di un amore, davvero nato tra le macerie e miserie umane, gracile , ma che piano piano attecchisce. Prima esile e poi sempre più forte e profondo.
La parte “PASSION” del romanzo è  resa veramente con  stile e sobrietà, abbastanza grafica, se vogliamo, ma che si incastra perfettamente nella storia , che è davvero un percorso  di crescita e di redenzione per entrambi.
Poteva risultare pesante e macchinoso, ma è  stato invece una piacevolissima sorpresa questo romanzo.
Si nota perfettamente la minuziosità e l’attenzione della scrittrice  anche nella conoscenza di molti termini correttissimi  in spagnolo, nel ricreare  le città come Toledo, nella descrizione accurata degli avvenimenti storici.
La parte iniziale e centrale del romanzo sono scorrevoli ed intense e veramente catturano l’attenzione; il finale è un poco frettoloso, ma non sminuisce il mio giudizio senz’altro positivo.
Ve lo consiglio. Buona lettura.




DA LEGGERE DELLA STESSA AUTRICE
SCOUNDREL-  Medievale
1. What A Scoundrel Wants (2008) - ed. italiana: IN FUGA CON TE - IRM Collana Passione, nr. 43, settembre 2010
2. Scoundrel's Kiss (2010)
- ed. italiana: IL MONACO - IRM Collana Passione, nr. 63,marzo 2011. 
What A Scoundrel WantsScoundrel's Kiss
 
SEDUCTION
1. Song of Seduction (2010)
2. Portrait of Seduction (2011)
Portrait of SeductionSong of Seduction
 
FlawlessCHRISTIES
1. Flawless (2011)
2. Starlight (2012)


 L'AUTRICE
CARRIE LOFTY è nata in California, in un sobborgo di Los Angeles, ma è cresciuta in una piccola comunità dell'Indiana.Laureata in storia e letteratura inglese ha passato un anno in Inghilterra dove ha conosciutoil suo futuro marito. Da sempre amante della ricerca storica e della scrittura, ha debuttato nel romance nel 2008 con un romanzo medievale e nel 2010 ha iniziato per la Pockett una serie Vittoriana. Nel 2013 pubblicherà con lo stesso  editore una serie ambienatta durante la Seconda Guerra Mondiale. Carrie Lofty scrive anche, con lo pseudonimo di Ellen Connor, romance apocalittici piuttosto hot che pubblica con Berkley Sensation e con il suo altro nom de plume, Katie Porter, ha scritto una serie di romantic erotica per la Samhain (Vegas Top Guns).


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TRE60, UNA NUOVA CASA (EDITRICE) PER IL ROMANCE



BUONE NOTIZIE! Esordisce oggi, 15 marzo, in libreria TRE60, un nuovo marchio di TEA, casa editrice che fa capo alla GeMS, il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol. Non cercatelo ancora, il sito della nuova casa editrice - che di certo interesserà le amanti del romance - è ancora in costruzione. Buone notizie, dicevo, per le lettrici (e anche per le scrittrici, e qui io sono in conflitto di interesse, yes!) perché più elevato è il numero delle case editrici che si occupano del nostro genere preferito, più si allarga la concorrenza e quindi la speranza di veder ampliato il mercato (leggi titoli disponibili anche in italiano). 

Le caratteristiche  di questo nuovo marchio sono camaleontiche, come suggerisce proprio il piccolo camaleonte rappresentato sul logo, a cominciare dall'offerta dei titoli che spazia a 360°tra thriller, romanzi sentimentali, gialli, romance, storici, urban fantasy e avventura. Insomma, la TRE60 proporrà storie ed emozioni per il gusto di ogni lettore. Gli autori proposti saranno sia italiani che stranieri, mentre i titoli saranno tutti delle novità, solo  prime edizioni inedite in Italia. E ad un prezzo decisamente interessante di € 9.90  in brossura. Sarà disponibile anche la versione in ebook 
Uno dei primi romanzi ad uscire sotto il marchio del camaleonte, sarà LA RICAMATRICE DI SEGRETI di Kate Alcott (300 pagine, brossura, uscita 15 marzo), che verrà distribuito contemporaneamente in 15 paesi, compresi gli States, in occasione del centenario del naufragio del Titanic. Il libro ripercorre la storia di una giovane donna, Tess, sopravvissuta al naufragio e del suo difficile amore. (il titolo originale è The Dressmaker)Ecco una breve presentazione del romanzo che promette, già dalla copertina, molto bene. Come noi bibliotecarie amiamo fare, riportiamo anche la cover originale, che pure ci pare molto bella. 


Oceano Atlantico, 14 aprile 1912È stata una bugia il biglietto che ha permesso a Tess di salire sulla nave più lussuosa del mondo, diretta in America: stanca di passare le giornate a cucire per pochi spiccioli e dotata di uno straordinario talento come ricamatrice, la ragazza ha trovato il coraggio di avvicinare Lady Lucile Duff Gordon e, mentendo sulla propria identità e sul proprio passato, ha convinto la celebre stilista ad assumerla come cameriera personale. Adesso, davanti a lei, si apre un mondo che sembra uscito da una fiaba: saloni maestosi, tavole imbandite, cabine sfarzose e, soprattutto, sontuosi abiti di velluto cangiante, pizzi raffinati, sete pregiate... Eppure, in quei pochi giorni di viaggio, non sono soltanto la magnificenza e la ricchezza a stupire Tess; ben più sconvolgenti, infatti, sono gli sguardi e le parole di Jim, l'umile mozzo che ha fatto breccia nel suo cuore. Proprio come, di lì a poco, un iceberg farà breccia nell'«inaffondabile» Titanic...

New York, 18 aprile 1912. Giunti negli Stati Uniti, i sopravvissuti al naufragio del Titanic vengono accolti come eroi. Presto, però, l'ombra del sospetto oscura proprio la stella di Lady Duff Gordon, accusata da un giornale scandalistico di aver corrotto gli ufficiali di bordo pur di salire su una delle poche scialuppe di salvataggio. E, quando scoprirà chi è la fonte di quella notizia, Tess sarà costretta a una scelta drammatica: proteggere la sua benefattrice o combattere al fianco del suo grande amore...  
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Altro titolo interessante, rivolto soprattutto alle appassionate di paranormal, è IL BACIO DELLA SIRENA di Tera Lynn Childs, dove le eroine sono le sirene, le nuove (be' in realtà sono molto vecchie, ne sa qualcosa Ulisse) protagoniste del fantasy. Anche questo romanzo esce il 15 marzo. Ecco qualche giudizio: 
«Una storia coinvolgente raccontata in modo magistrale.»
School Library Journal 
«La sirenetta di Hans Christian Andersen incontra Il ladro di fulmini di Rick Riordan
in un romanzo spumeggiante e romantico.»
Booklist 
«Il bacio della sirena mi ha rapita fin dalla prima pagina.
L’ho letteralmente adorato!»
Alyson Noël, autrice di Nevermore

LA STORIA

Lily Sanderson ha diciassette anni e vive con la zia nella piccola città di Seaview. Adora trascorrere il tempo libero con le amiche e parlare al telefono mentre si rilassa nella vasca da bagno ma, ogni volta che si trova di fronte a Brody Bennett, il bellissimo capitano della squadra di nuoto della scuola, lei entra nel panico. Il motivo è molto semplice: Lily è perdutamente innamorata di lui. Da sempre. Come da sempre, invece, odia il suo incubo quotidiano, Quince Fletcher, l’invadente vicino di casa che sembra non avere niente di meglio da fare che renderle la vita impossibile. Lily, però, custodisce un «piccolo» segreto: è una sirena, nata dalla relazione tra la madre umana – morta quando lei era ancora una bambina – e il re di Thalassinia, meraviglioso mondo sottomarino dove la ragazza potrà tornare al compimento dei diciotto anni. Con il giorno del suo compleanno alle porte, Lily decide quindi di fare il grande passo, e il Ballo di Primavera organizzato dalla scuola è l’occasione perfetta per mettere in pratica il suo piano: baciare Brody per legarsi indissolubilmente a lui con un incantesimo. Tuttavia la situazione le sfugge ben presto di mano: per una serie di sfortunate coincidenze, infatti, quella sera la sirena bacia il ragazzo sbagliato…
L’AUTRICE

Tera Lynn Childs è nata a Minneapolis (Minnesota), ma fin da bambina ha girovagato coi genitori per gli Stati Uniti, vivendo in Colorado, Indiana, Ohio, California e Missouri. Indecisa su quale strada intraprendere nella vita, e da sempre appassionata lettrice, ha iniziato a scrivere per gioco, per poi scoprire di avere un grande talento, apprezzato da editori, librai e lettori. Il bacio della sirena è il suo romanzo d'esordio.

Il panorama degli editori che si interessano di romance, nelle sue varie sfaccettature, si allarga. Che ne pensate? Il romance sta finalmente per essere promosso in serie A?

Dite la vostra, che io ho detto la mia. 



KAREN ROSE UGUALE ROSA-CRIME

Prendi tre fratelli, due maschi e una femmina. Mettici una mela marcia, molto marcia. Una vittima troppo orgogliosa per apparire come tale. E un ramo sano che può rimanere tale solo se si stacca dall’albero di origine, ma che di quell’albero porterà sempre l’impronta.
Sono i tre fratelli Vartanian, protagonisti della trilogia omonima dell’autrice americana KAREN ROSE.

Simon, Susannah e Daniel Vartanian solo i figli di un giudice corrotto e di una donna troppo debole per voler sapere, o forse solo una madre incapace di accettare che il male possa esserle nato e cresciuto in seno. Simon, che nemmeno la morte sembra volere, è il protagonista “al negativo” (leggi: il cattivo di turno) del primo romanzo della trilogia, MUORI PER ME (Leggereditore,2010,pp.576) , l’unico in cui i tre fratelli coesistono - banalmente perché l’unico in cui sono ancora tutti e tre vivi. Il romanzo parte proprio con la scomparsa dei coniugi Vartanian e con il ritorno di Daniel, ora agente speciale dell’Ufficio Investigativo della Georgia, nella casa da cui è fuggito anni prima.
Il cuore della storia del primo romanzo è però a Philadelphia e le indagini sono nelle mani del detective Vito Ciccotelli – un nome che fa sorridere noi italiani, ma sono convinta che alle orecchie di un’autrice americana sia difficile distinguere tra il verace e il ridicolo, parlando di suoni di una lingua sconosciuta. A corto di risorse, Vito chiede l’aiuto di Sophie Johansen, un’archeologa amica del suo medico legale, per venire a capo di una raccapricciante serie di tombe rinvenute per puro caso, un “cimitero privato” le cui vittime sembrano essere state uccise con armi e mezzi medievali. Il caso di Philadelphia e la storia familiare della famiglia Vartanian proseguono in parallelo senza punti di contatto fino a quando l’intreccio non diventa apparente. E alla fine del romanzo Daniel e Susannah seppelliranno, per la seconda volta, quel fratello malvagio che, in modi diversi e non tutti ancora palesi, li ha segnati per sempre. GIUDIZIO: 4*
Così, all’inizio di GRIDA PER ME (Leggereditore, 2011, pp.576) troviamo un Daniel Vartanian ancora oppresso dai ricordi e dai sensi di colpa. Daniel avrebbe sempre voluto fare la cosa giusta, ma non sempre ci è riuscito, e vive con il peso di un passato che mina la sua posizione come investigatore capo di una nuova indagine che ha forti legami con Dutton, la città dove i tre fratelli sono cresciuti, ma non arriva a intaccare la fiducia in se stesso e la sua statura morale. Anche Vito Ciccotelli aveva il suo bello scheletro nell’armadio ma, forse perché quella dei Vartanian è una storia che conosciamo meglio perché l’abbiamo seguita già durante il primo romanzo, la complessità e la sofferenza di Daniel “arriva” di più. Come nel primo volume, inizialmente l’indagine segue due binari paralleli che questa volta non hanno in comune il punto di arrivo ma il punto di partenza: un omicidio compiuto a 11 anni di distanza con movente diverso ma con stesso modus operandi. Presto archiviata l’ipotesi copycat, quello che rimane è un complesso piano di vendetta che lascerà dietro di sé uno stuolo, letteralmente, di vittime.


E alla fine del romanzo entra di nuovo in scena Susannah, che insieme al collega di Daniel, Luke Papadopoulos, sarà la protagonista del terzo e ultimo volume della trilogia, KILL FOR ME (Uccidi per me) – che Leggereditore ha già annunciato di voler pubblicare, stampando l’incipit in fondo al secondo. Susannah nasconde dietro a un’algida facciata le sue profonde ferite e ricordi troppo brucianti per essere confessati, soprattutto all’unico elemento sano – e rimastole – della famiglia. Ma è spinta dallo stesso senso della giustizia che muove Daniel – fungendo da scudo e contrappeso a quelli che il suo capo chiama “i suoi demoni” – , e già alla fine di Grida per me il lettore (e Luke) scoprono molti dei suoi segreti. GIUDIZIO: 4,5*
La trilogia è l’unico nucleo compatto nella produzione - quasi interamente virata al romantic suspense e tutta con una media superiore a 4 stelle su 5 su Goodreads - dell’autrice in un mondo che, come potete vedere in quest’immagine tratta dal suo sito, assomiglia a una ragnatela in cui diversi personaggi già visti ritornano, cambiando magari il loro ruolo da protagonisti a co-primari o viceversa. Per esempio, la sorella di Vito Ciccotelli, Tess, è la protagonista del quinto romanzo della Rose, You can’t hide, i cui personaggi sono, a vario titolo, già apparsi nel terzo e nel quarto. Ma ogni romanzo, a eccezione di questa trilogia, può essere letto come stand-alone.

Link dove consultare i collegamenti tra i romanzi:
E sebbene in America la Rose venga etichettata, letta e premiata come “autrice di romantic suspense”, per come percepiamo noi questo genere in Italia credo che nel suo caso si possa parlare soprattutto di rosa-crime. Una differenza sottile e italianissima, visto che questa seconda è un’espressione nostrana, ma, correggetemi se sbaglio, nel romantic suspense la trama romance e la trama suspense sono intrecciate e inestricabili e procedono di pari passo, mentre il rosa-crime è un crime novel, un giallo, in cui c’è un subplot romance spesso importante ma non portante. In altre parole, togliendolo non crolla la struttura, come invece avverrebbe in quello che intendiamo noi per romantic suspense.
Come giudico dunque io questi due romanzi nelle loro due componenti, rosa e crime? Per entrambi, posso dire che, stranamente, quello che considero il loro maggior difetto è anche un merito che va riconosciuto all’autrice: 600 pagine (per tutti e tre) di giallo! Parte di me si ribella dicendo “troppo lungo!”, un’altra parte si inchina al coraggio e al grandissimo, meticoloso, faticoso lavoro di costruzione del puzzle. Si tratta senz’altro di gialli molto solidi e non semplici – il che appunto può essere un punto di forza ma anche un punto debole, per certi versi. Per il mio gusto personale, con cento pagine e qualche vittima in meno (sono entrambi pluri-pluri-pluri-omicidi) il giallo sarebbe stato già molto intrigante e forse meno “barocco”, meno affollato e complesso. Per la sottoscritta, il giallo ha ancora bisogno di ritmi abbastanza veloci, per stupire, travolgere e colpire dritto al cuore.
Per quanto riguarda la componente rosa, ho percepito i due volumi in modo diverso. Mentre la storia tra Vito e Sophie non mi ha coinvolto più di tanto, dandomi l’impressione che tutto procedesse senza scosse, “come da copione”, Daniel Vartanian e Alex Fallon fanno decisamente più scintille. Soprattutto, Daniel Vartanian “buca” di più la pagina e rimane più impresso una volta chiuso il libro del bel Vito con lo sfortunato cognome. Anche nella storia d’amore tra questa seconda coppia, però, nonostante la maggiore capacità di emozionare e coinvolgere, si avverte che l’attenzione, la concentrazione dell’autrice è altrove. Anche in un rosa-crime, nonostante il peso del rosa possa essere minore in termini di “portanza” e numero di pagine, la storia d’amore può essere l’anima della storia. Ma qui, a mio sentire, non vuole o non riesce a esserlo.

In conclusione, due solidi gialli sicuramente unisex in grado di soddisfare palati esigenti nella componente mystery e che hanno abbastanza sentimento per accontentare, anche se non travolgere, il nostro lato romantico. Con il valore (e il fascino) aggiunto di una storia, familiare e non, che si dipana e ci accompagna per tre romanzi.

MONICA LOMBARDI


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DA LEGGERE DI KAREN ROSE
2003 - Don't Tell
2004 - Have You Seen Her?
2004 - I'm Watching You (RITA award for Best romantic suspense)
2005 - Nothing to Fear
2006 - You Can't Hide
2007 - Count to Ten
2007 - Die for Me - ed.it.: Muori per me, ed.Leggereditore, 2010
2009 - Scream for Me - ed.it.: Grida per me, ed.Leggereditore, 2011
2009 - Kill for Me - di prossima pubblicazione in italiano
2009 - I Can See You
2010 - Silent Scream   (RITA award for Best Romantic Suspense)
2011 - You Belong to Me
2012 - No One Left to Tell (in uscita nel giugno 2012)



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L'AUTRICE
Laureata in ingegneria chimica, Karen Rose firma il suo romanzo di debutto, Don’t tell, nel 2003. Da allora, ha scritto 11 romanzi e una novella. Il suo dodicesimo, No one left to tell, è previsto per il giugno di quest’anno.Ex insegnante di chimica e fisica, Karen vive in Florida con il marito, le due figlie, un cane e due gatti.



CONOSCETE QUESTA AUTRICE? AVETE LETTO I SUOI LIBRI? VI PIACE IL ROSACRIME COME GENERE O PREFERITE ROMANZI DOVE L'ASPETTO ROMANCE SIA PIU' DOMINANTE RISPETTO AL LATO THRILLER/ INVESTIGATIVO? 


DI GHIACCIO E D'ORO di Angela White ( I Romanzi Mondadori)


Autrice: Angela White
Genere: Storico
Ambientazione: Inghilterra 1152
Pubblicazione: ed. Mondadori,collana Classic, nr 994, febbraio 2012
Parte di una serie: 2° romanzo serie 'le profezie della strega scalza'
Disponibile in ebook : non ancora

LA STORIA

Rimasta orfana, Arabelle viene mandata al castello di sua zia, lady Megan. Qui conosce Bryan, figlio illegittimo del lord, di poco più grande di lei. L’incontro suscita in entrambi i giovani un profondo turbamento, ma la fanciulla viene destinata al monastero. Cinque anni dopo, Arabelle è ormai pronta a prendere i voti: prima di entrare per sempre in convento le rimane solo un’estate, durante la quale incontra di nuovo Bryan. Ma il ragazzo di un tempo è divenuto un uomo d’arme duro e sprezzante, che però non l’ha mai dimenticata. Ed è ora disposto a tutto pur di averla…
Quando penso al Medioevo immagino una scena senza sole in cui predominano i grigi. Sarà tutta colpa del cinema? Le strade sono ridotte a sentieri di terra fangosi, battuti da cavalieri che con fierezza cavalcano tirandosi appresso l’asta di una bandiera, che si muove elegante nel vento prodotto dall’andatura dei loro cavalli. Sulla scia dei cavalieri il pensiero arriva a un castello, pesante, massiccio, turrito, merlato, una fortezza e non un palazzo gentilizio, all’interno del quale si agita un microcosmo. Il nobile signore e la sua famiglia abitano le stanze migliori, che sono piccole, essenziali, riscaldate dal fuoco e comunque restano fredde. Le scale sono strette, il pavimento di pietra è freddo, i cunicoli sono bui. Vedo scorrere adrenalina a fiumi nei tornei, sento pulsare il coraggio e la paura in battaglia, avverto la presenza di amori caldi come una serata a bere bevande speziate al canto di un menestrello, mentre la dama e il cavaliere si corteggiano durante una danza promettendo a se stessi una notte rovente al chiaro di luna.
Romantica? Sì.  Con questo Medioevo in testa mi sono preparata a leggere il romanzo di Angela White Di ghiaccio e d’oro.  
Inghilterra XII secolo. Arabelle Moore, rimasta orfana, è destinata alla vita monastica. Alla morte della madre badessa di St. Mary on the Lake, la novizia Arabelle eredita con soddisfazione l’orto delle erbe officinali e si prepara a un’esistenza di reclusione. Ma il periodo che trascorre fuori del monastero, prima di prendere i voti, le fa rincontrare Bryan Fitzlance, il figlio che il signore di Torquil Manor ha avuto fuori del matrimonio con lady Megan, la sorella gemella della madre di Arabelle.
Arabelle e Bryan sono cresciuti dall’ultima volta che si sono visti. La cotta adolescenziale di Arabelle si è trasformata in un’attrazione a cui cerca in tutti i modi di resistere. E Bryan è diventato un guerriero ed è abituato a prendersi tutto.   
La storia d’amore tra Arabelle e Bryan è il fulcro del romanzo. Il ghiaccio e l’oro vivono negli sguardi dei protagonisti, chiaro quello di Arabelle, insolito e scintillante quello di Bryan. Arabelle è titubante, timorosa e appassionata al tempo. Bryan è scattante, sicuro e spavaldo, un bravo cattivo ragazzo che l’attira e la respinge in un susseguirsi di emozioni.
Sono dolci e autentiche le righe in cui l’autrice descrive i sintomi dell’innamoramento di Arabelle e l’irruenza giovanile di Bryan.
Ed è evocativo il passo che racconta la fuga di Arabelle verso la casa del vischio, dove abita Delyth, colei che chiamano strega poiché conosce il potere delle erbe. Un potere che Arabelle porterà con sé quando Delyth sparirà e che le permetterà di ottenere un dono importante. Il suo incedere grazioso e svelto nella foresta ricorda la trama di certe leggende, lo stesso bosco appare al lettore come un luogo incantato. 
Nel romanzo non mancano nozze celebrate secondo gli usi dell’epoca, con tanto di giostre e di comitato eletto ad assistere al compimento della prima notte degli sposi. E neppure mancano nozze frettolose senza festeggiamenti e grazie al cielo senza alcuno che presieda alla consumazione. Ci sono le risse, le taverne affollate, la luna, il fuoco, il re in persona, la paura di perdersi per sempre, la gelosia, la pace aleatoria, la pioggia e il sole, un anello che vale una roccaforte, e il lieto fine.
Per questo il romanzo non delude, perché non manca nulla e ogni tassello si inserisce nella storia con naturalezza.


GUARDA L'INTERVISTA CON L'AUTRICE



DA LEGGERE DELLA STESSA AUTRICE

Il Castello dei sogni - 1° libro serie 'le profezie della strega scalza  ed. Mondadori, I Romanzi, coll. Classic, n. 945, febbraio 2011

AVETE LETTO QUESTO ROMANZO? COSA NE PENSATE? VI PIACE IL MEDIOEVO COME SFONDO DEI ROMANCE STORICI?

LE STAGIONI DEL CUORE presenta...FINO ALLA FINE di Emma Bianchi

Nuovo appuntamento del secondo lunedì del mese con i racconti de LE STAGIONI DEL CUORE - RACCONTI PER UN ANNO. Questa volta si tratta di un racconto/frammento dell'esordiente EMMA BIANCHI intitolato FINO ALLA FINE, un romantic suspense intenso, un po' cupo, con un finale aperto che fa venir voglia di sapere di più di questi personaggi e del loro destino. Buona lettura.
NOTA: Vi accorgerete questo più che un racconto è un 'frammento' di storia, che per certi versi può lasciare spiazzati perchè implica riferimenti a situazioni che non conosciamo e che quindi possono risultare poco chiare. Ho deciso di pubblicarlo in questa rassegna perchè in Italia ultimamente sta crescendo l'interesse per il  romantic suspense e ci sono diverse nuove autrici hanno voglia di cimentarsi con questo genere. A mio parere Emma Bianchi lo fa nel modo giusto e in futuro a questo frammento si aggiungerà, si spera,  molto altro (  l'autrice sta lavorando a un romanzo vero e proprio). Vi anticipo l'idea di trama che Emma avrebbe per il romanzo: 
Può l’amore donarle il coraggio necessario? Noreen Hudson è una donna come tante: un carattere mite, occhi e capelli castani, un lavoro monotono e senza prospettive, un passato doloroso alle spalle e soltanto un gatto con tre zampe a farle compagnia la sera. Ha perso da anni qualsiasi speranza di essere felice e vive le giornate secondo schemi prestabiliti che la aiutano a contenere l’ansia e la paura che di rado l’abbandonano.
Josh Nicholls era un poliziotto prima che qualcuno l’incastrasse per un crimine che non ha commesso, gettando all’aria quel poco di buono che rimaneva della sua esistenza.Tormentato da scelte sbagliate e perseguitato dai ricordi, Josh annega sofferenza e rimpianto nell’alcool, cercando in solitudine quella vendetta che la giustizia non è riuscita a soddisfare.Finché una sera il destino gli fa rincontrare la donna che, tanti anni prima, aveva abbandonato e che adesso costituisce l’ unica possibilità di dimostrare la sua innocenza: Noreen Hudson.
Noreen non ha mai dimenticato Josh ma non è disposta a gettarsi di nuovo ai suoi piedi, come ha già fatto tante altre volte in passato e senza mai ricevere nulla in cambio.A dispetto degli ostacoli, i pericoli e le incomprensioni che anni di silenzio e rancore li separano, il sentimento che legava Josh e Noreen non si è mai spento.
L’attrazione fra i due esplode in una passione che riaccende ben presto l’amore e che li conduce ogni giorno di più verso una strada disperata e senza via di fuga.
Toccherà allora a Noreen capire quanto è disposta ad affrontare, e perdonare, per difendere quello che per lei è davvero importante, senza esitazioni e fino alla fine.
Era buio lo spazio attorno a lei. Dannatamente buio.
Solamente le scale apparivano illuminate dalla sporca luce di alcune lampadine tremolanti. Appese al soffitto, frammenti di polvere vi aleggiavano attorno e un impercettibile ronzio sembrava propagarsi da esse, costante, quasi ipnotico.
Nell’androne del palazzo non si vedeva anima viva. Ad eccezione di qualche scarafaggio che, svelto, aveva visto sbucare da una delle crepe nel muro. Eppure la cosa non la consolava affatto.
Aveva sperato di passare inosservata, di non attirare l’attenzione. Per questo aveva deciso di venire a quell’ora, dopo la fine del turno. Ma da quando aveva lasciato il locale, fino a pochi secondi prima, non era riuscita a scacciarsi di dosso una strana sensazione di disagio.
Stava cominciando a pensare che forse avrebbe dovuto insistere di più. 
Noreen però non era mai stata il tipo di donna capace di imporsi senza dover accettare compromessi che raramente finivano per rivelarsi in qualche modo vantaggiosi per lei. Era debole, codarda ed aveva smesso da tempo di cercare una soluzione diversa ai suoi problemi che non fosse quella che aveva sempre usato: lasciare che tutto seguisse il suo corso e aspettare.
Lei non aveva mai combattuto per niente.
Da qualche parte, non molto lontano, una radio accesa suonava una vecchia canzone degli stones, impregnando l’aria e la mente di Noreen di ruvide note e amari ricordi.
Un tempo aveva amato quella canzone. E aveva amato tutto quello che quella canzone significava. Adesso era solo un peso in più sulla sua già malconcia anima, spiegazzata come un vestito poco usato, di quelli che si conservano negli armadi e non si tirano più fuori.
Stringendo i denti, fece qualche passo in avanti e si costrinse a superare almeno i primi gradini.
Non c’era ascensore ma comunque, anche se ci fosse stato, lei non l’avrebbe mai preso.
Dovette salire tre rampe di scale prima di arrivare ad un lungo corridoio dalla consumata moquette beige e percorrerlo quasi fino in fondo prima di trovare quello che stava cercando.
4503. Era questo il numero della camera che si era appuntata sul polso. L’inchiostro della biro si era un po’ scolorito ma Noreen aveva ripetuto l’indirizzo tra sé e sé ossessivamente durante le ultime cinque ore. Un espediente che, in modo incomprensibile, aveva contribuito a calmarla e le aveva permesso di continuare a svolgere il suo lavoro con la solita efficienza .
La porta era socchiusa.
Nervosa, Noreen rimase immobile, stringendo la tracolla della borsa come se questa si fosse appena trasformata in un’improbabile ancora di salvezza. Ma era solo una borsa, vecchia e brutta.
Non riuscendo ad emettere alcun suono a causa del groppo che le serrava la gola, si decise a spingere cautamente la maniglia.
Entrò. 
La stanza era completamente in ombra.
Allungando un braccio si sposò a tentoni lungo il muro, alla ricerca del interruttore. La liscia e fredda superficie della parete le strappò un brivido che le percorse la schiena come un fulmine.
Dall’angolo est della camera, l’improvviso bagliore del filtro di una sigaretta catturò il suo sguardo e Noreen, sussultando, si volse di scatto.
Allora, strizzando gli occhi, riconobbe la figura di un uomo. Non uno qualsiasi. Lui.
E non poteva essere altrimenti.
- Era aperta – mormorò sommessamente.
L’uomo espirò una lunga boccata di fumo.
- Se mi vogliono non sarà certo una porta chiusa a fermarli. –
Noreen alzò lentamente lo sguardo
Nella penombra poteva scorgerne a malapena il profilo. Ma anche così  non ebbe alcuna difficoltà nel ricostruirne i precisi lineamenti. Avrebbe potuto riconoscerlo ovunque.
Il naso affilato, la mascella decisa, le lunghe ciglia che sapeva ombreggiavano occhi di un blu intenso, senza sfumature dorate. Semplicemente blu.
La donna trattenne il respiro. Ogni volta che lo vedeva tratteneva il respiro, ogni volta che sentiva il suo nome tratteneva il respiro. Con lui persino il semplice atto di respirare normalmente si trasformava in una sfida. Sfida che Noreen non aveva mai vinto.
Fissò allora di nuovo l’uomo a pochi passi da lei. Con lo sguardo inghiottito dal panorama notturno stava mollemente appoggiato vicino ad una finestra aperta.
Le tende non erano tirate ma nessuna luna si affacciava ad illuminarne il viso quella sera.
Trascorsero alcuni secondi, durante i quali Noreen tentò inutilmente di assumere un’espressione indecifrabile.
Sforzi che furono immediatamente delusi dalle successive parole di lui:
- Ti stavo aspettando –
Noreen avrebbe davvero voluto crederci.
- Non hai rispettato i patti – si costrinse a dire fissando la lunga figura in ombra.
L’uomo non si voltò: - Sapevo che saresti venuta –
Noreen chiuse gli occhi e contò fino a dieci.
- Non hai rispettato i patti – ripeté.
Il tono della sua voce era sommesso e sebbene si fosse imposta di non lasciar trapelare per nessun motivo l’angoscia che la tormentava dentro, non poté comunque impedire ad un lieve tremolio metallico di svelare la sua agitazione.
Agitazione che l’uomo sembrava aver fiutato fin dal primo momento in cui era entrata. Come il predatore fiuta l’odore della sua vittima quando questa ancora non sa che è stata scelta e che deve prepararsi a scappare. Ricordava bene il brivido provato quando, attraversata la strada, fuori, aveva percepito il suo sguardo su di sé. Alzando la testa tutto quello che aveva potuto vedere era stata una finestra scura, in un vecchio palazzo, nel nero della sera.
Ma Noreen lo sentiva, non aveva bisogno di vedere.
L’uomo rimase immobile mentre il fumo della sigaretta viaggiava sinuoso fino alle sue narici.
- Non c’era alcun patto – rispose infine dopo alcuni minuti di interminabile silenzio, rotto soltanto dal lontano rumore di un treno.
La donna, a quelle parole, trasalì. Ma subito si riprese. 
- Non ti conviene giocare con me – minacciò, questa volta con voce ferma.
Era un venerdì sera.  
Noreen era riuscita con difficoltà a farsi concedere un permesso straordinario e ad uscire in anticipo.
Era sfinita, senza la minima idea di cosa fare e sola nel più  squallido quartiere della città.
Avrebbe solo voluto mettersi ad urlare.
L’uomo, allora, si voltò.
- Non ho alcuna voglia di giocare con te, ragazzina – disse lentamente, scandendo ogni sillaba di ogni parola come se il tempo per lui fosse soltanto una convenzione umana, una parola senza senso. - E ti assicuro – continuò – che se non porti via quel tuo sedere del cazzo, non ne avrai più voglia neppure tu. –
Non fa male, si disse Noreen, non ti fa più male. Ricordi?
- Avevamo un accordo – ripeté meccanicamente lei, quasi come non fossero sue quelle battute, ma di un’altra donna, un’attrice magari, che forse un pochino le assomigliava ma che non poteva essere sicuramente lei. Lui la ignorò.
- Josh – supplicò infine lei. Ed il suo nome le si spezzò sulla labbra. Era passato tanto tempo dall’ultima volta che l’aveva chiamato così.
Dov’era finito il ragazzo di un tempo? Il suo ragazzo? Quello che guardava incantata giocare a football ore intere, che quando la scorgeva sugli spalti correva più veloce e colpiva più forte perché  sapeva che lei lo stava guardando.
Quello che le aveva spezzato il cuore, tirandole in faccia i cocci.
- Hai avuto la tua parte – replicò lui voltandole le spalle. – Adesso esci e fai in modo che non debba più rivedere la tua faccia. –
- La mia parte? – domandò sarcastica lei, impedendosi di urlare. Poi trafficò nella borsetta per qualche istante fino a quando non ne trasse fuori un rotolo di banconote che scagliò  contro il letto. - Questa era solo una minima parte di quello che mi spettava –
L’uomo non si prese la briga di risponderle subito ma avvicinandosi, si protese lentamente verso di lei, accostando le labbra al suo orecchio. - E cosa pensi che ti spetti ancora? – sussurrò allora con voce bassa ma dura. Fredda e implacabile come le sue parole.
- Non sei più un poliziotto, dovresti stare più attento a quello che dici – lo schernì Noreen, senza tuttavia provare alcuna soddisfazione concreta nell’infierire su qualcuno che non aveva più nulla da perdere. Anche se quel qualcuno era lui.
Joshua si allontanò di scatto.
I suoi occhi però non si spostarono un istante da lei. L’intenzione era quella di lasciar trasparire il disprezzo per quello che vedevano, per la logora divisa da cameriera, per la treccia sfatta e il viso stanco e magro. Accarezzavano la sua figura con intensità crescente e il blu delle iridi sembrava quasi splendere nella buia atmosfera della camera.
Tuttavia, riuscirono solo a rivelarle un desiderio fumoso, quasi impalpabile, che sembrava penetrare in ogni poro della sua pelle. Come una malattia.
Improvvisamente l’aria si fece più soffocante, imbevuta com’era dell’odore della nicotina e dell’inesorabile ticchettio dell’orologio.
Più di quanto Noreen potesse sopportare.
L’uomo si avvicinò al letto, chinandosi per recuperare il rotolo di banconote e poi fece per rialzarsi.
Inaspettatamente Noreen sussultò, mentre una tensione incontrollabile prendeva possesso del suo ventre. Incontrò il suo sguardo, distante e al tempo stesso così concentrato, quando le porse i soldi.
- Vattene – ringhiò in un unico respiro.
Noreen sollevò la testa e slegando lentamente l’elastico che teneva ferme le banconote gliele gettò in faccia.
Lui rimase immobile.
Il frusciare della banconote attorno a loro si mischiava alla sublime euforia che entrambi percepivano, e alla rabbia sorda che Noreen sentiva crescere minuto dopo minuto dentro di sé.
Joshua le voltò le spalle e raggiungendo il tavolo afferrò una bottiglia versandosi qualcosa in un bicchiere . Se Noreen fosse stata più attenta, avrebbe di certo notato un lieve tremore nelle sue mani.
Ma Noreen capiva soltanto il proprio dolore. Ogni essere umano faceva così.
- Guardati - disse invece, sprezzante – Non avevi posto limiti a ciò che avresti voluto essere, dicevi sempre che dovevi raggiungere la cima più alta, ad ogni costo. Invece sei diventato solo uno squallido ubriacone da bar, occupato soltanto a bere e a scoparsi prostitute. Neanche il tuo penoso lavoro sei riuscito a tenerti -
Joshua scagliò il bicchiere sul pavimento e con un'occhiata furiosa, la raggiunse in pochi passi.
- Credi di essere migliore? No, ti assicuro che non lo sei. Continui ad essere sempre la solita ingenua ragazzetta di provincia, senza ambizioni e destinata a spaccarti la schiena e fare la cameriera per il resto dei tuoi giorni. Ti sei sempre accontentata perché sapevi di non poter aspirare a niente di meglio di quello che avevi  –
Un secondo dopo aver pronunciato quelle parole Joshua si stava già maledicendo per averle dette.
Perché riusciva soltanto a trasmetterle rancore e sofferenza, quando l’unica cosa che voleva era chiederle perdono? Niente di quello che aveva detto era vero, mentre invece Noreen aveva descritto la sua misera esistenza alla lettera.
Nella sua vita aveva sbagliato tutto. Aveva imboccato strade senza uscita, preso decisioni terribili e provocato tormenti alle persone che amava di più: sua madre, Noreen.
La sua adorata Noreen, la compagna di giochi, l’amica sincera, il suo primo amore, la donna della sua vita. Idiota, gridò dentro di sé, idiota. Non riusciva a sopportarlo.
Noreen lo fissò con occhi lucidi e gli rispose in un tono di voce rotto dalle lacrime - Ambizione - sussurrò - E' sempre stato questo il nostro problema. Tu hai sempre voluto tutto perchè eri convinto di non avere niente. Mentre io non ho mai osato chiedere di più. E lo sai perchè Joshua? Riesci ad immaginarlo? Perché io sapevo già di avere tutto, tutto quel che di bello avrei potuto mai avere: te. Eri tu la mia cima più alta. –
Allora, immagini credute ormai perse ripresero vita e cominciarono a bombardarla di ricordi. Ricordi che Noreen non voleva.
Lei e Joshua ragazzi in una calda e sonnolenta cittadina del sud, sempre insieme perché ognuno aveva trovato nell’altro la propria via di fuga dalla solitudine che li perseguitava; i progetti per quando avrebbero finito il liceo, i baci, i sogni, le carezze. Poi la sera di quella importante partita, la vittoria e il talent scout che aveva notato Joshua offrendogli una borsa di studio per il college. La felicità dei primi giorni e poi una lenta ma inesorabile discesa all’inferno. Il trasferimento di Joshua subito dopo il diploma, le lettere, le telefonate sempre meno frequenti fino al giorno in cui, andando a trovarlo, l’aveva visto in compagnia di una aspirante modella mozzafiato e il momento in cui aveva capito che era finita.
L’aveva chiamato agitando le braccia e lui, pur udendo la sua voce, non aveva risposto.
Era finita già dieci anni prima e lei, lei era soltanto una stupida.
In quel buio neppure lui poteva vedere le sue lacrime.
Si voltò, preparandosi a scappare via, ma quando fece per allontanarsi qualcosa di rigido la trattenne. Il braccio di lui serrava il suo come una morsa e il suo sguardo sembrava, adesso, quello di un condannato.
Si avvicinò e d’improvviso, con uno slancio quasi feroce, la baciò. Labbra dure, quasi cattive.
Noreen si lasciò trascinare verso di lui e senza opporre resistenza dischiuse la bocca. Le loro lingue si incontrarono e si scontrarono, sfidandosi a vicenda come lame di spade incandescenti, entrambe disposte a tutto meno che a cedere.
Dimenticando ogni cosa, lei chiuse gli occhi e gli si strinse contro.
Sentiva il suo respiro ansimante mentre le mani di lui vagavano impulsive e avide lungo tutto il suo corpo. Sensazioni a lungo sopite si risvegliarono e parve che fossero trascorsi solamente pochi istanti dall’ultima volta in cui si erano baciati. Erano stati solo dei ragazzini.
Fu troppo. Di scatto Joshua la spinse via. Non meritava niente di tutto quello. Né i baci, né il calore di Noreen. Ma fu solo un momento.
Non poteva rinunciare a lei, non più.
Tese le braccia e Noreen di nuovo ci finì dentro. Potevano ucciderlo anche quella notte stessa ma a Joshua non sarebbe importato meno. Aveva Noreen stretta a sé e quello era tutto.
Si avventò sui bottoni delle sua camicetta e liberati i seni dalla loro costrizione vi si immerse disperatamente. Le mani li ricoprirono possessive mentre la bocca divorava ogni lembo di pelle. Con il pollice le sfiorava un capezzolo e con le labbra succhiava l’altro. Poi le mani scivolarono sui fianchi. Cadde in ginocchio. Noreen gli si aggrappò.
Sentì la sua lingua bollente infilarsi nell’ ombelico e poi tracciare una serie di voluttuose spirali giù fino al bordo della gonna.
Joshua sollevò lo sguardo ed incontrò quello di lei.
Socchiuse gli occhi. Come aveva potuto essere così stupido?
Noreen si chinò a baciargli le palpebre dolcemente mentre con le dita lo afferrava per i capelli trascinandolo di nuovo su, in direzione della sua bocca.
Con languidi movimenti la lingua di lui percorse a ritroso la pallida pelle fino allo spazio fra i seni. Disegnando vortici di umidi baci lungo il collo fino alla clavicola dell’uomo, Noreen gli conficcò le unghia sui solidi muscoli della schiena.
In meno di un secondo fu gettata contro il letto e imprigionata dal peso di Joshua su di sé.
Non poteva essere reale e le parole che a lungo aveva trattenuto sgorgarono finalmente libere dal suo petto.
- Non ti ho mai lasciato andare – disse.
- Sono sempre stato con te – le rispose lui.
Fissandosi, come se da ciò dipendesse tutto, si baciarono ancora.
Joshua si fermò di colpo. Rimettendosi in piedi puntò lo sguardo verso la porta e i muscoli del viso si contrassero in un espressione concentrata. Prima che Noreen potesse fare o chiedere qualcosa, lui la sollevò di peso dal letto. – Non parlare – le sussurrò – C’e qualcuno –
Noreen si irrigidì e istintivamente afferrò Joshua per un braccio.
Le strinse una mano e poi tirò fuori una pistola dal giubbotto togliendo la sicura.
Non aver paura, dissero i suoi occhi, non permetterò che ti succeda niente.
Ed era vero, già una volta Noreen aveva sofferto per causa sua. Non sarebbe successo di nuovo.
Accostandosi alla porta sbirciò nel corridoio.
Il rumore di passi arrivò anche alle orecchie di Noreen.
Passi lenti, pesanti, di qualcuno che non sembrava avere nessuna fretta.
Joshua le fece cenno d’avvicinarsi.
- Vedi quella porta laggiù? – disse indicando l’uscita d’emergenza..
Noreen annuì, pallidissima. I passi erano sempre più vicini.
- Conduce fino al locale caldaie. Raggiungilo ed esci dall’ingresso che dà nel vicolo e poi corri più che puoi. Non ti fermare. -
Noreen non capiva nulla di quello che le stava dicendo, sapeva solo che di lì a poco avrebbe dovuto lasciarlo. No, non ora che l’aveva appena ritrovato.
- Vai! – e la spinse fuori.
Avrebbe perso tutto di nuovo e per sempre.
Ma questa volta le cose sarebbero andate in modo diverso. No, si disse Noreen. No.
Perché lei non era più la stessa donna che era entrata nella stanza e lui invece era ancora l’uomo che aveva amato più di qualunque altra cosa al mondo.
Questa volta non l’avrebbe lasciato andare.
Mentre Noreen correva precipitandosi di nuovo nella camera, due uomini sbucarono dalla tromba delle scale. La donna fece appena in tempo a scorgerne i lucidi completi neri prima che uno sparo, rimbombando nell’aria, la costrinse a chiudere gli occhi. ...
 
CHI E' L'AUTRICE
EMMA BIANCHI è lo pseudonimo sotto cui si nasconde una giovane scrittrice siciliana. Studentessa universitaria a pieno ritmo, coltiva la passione per la lettura e i libri fin da quando le fu regalato il primo romanzo. Da allora non si è più fermata e alla naturale propensione alle lettura ha visto subentrare l’inevitabile conseguente passione per la scrittura.
Nel tempo libero si diverte a scrivere recensioni per il blog Sognando Leggendo, del quale è una felicissima collaboratrice. Non ha un genere preferito, anche se il romance costituisce uno dei suoi interessi principali.

 
VI E' PIACIUTO FINO ALLA FINE ? ROMANCE E SUSPENSE SONO UN CONNUBBIO CHE VI INTRIGA?  VI PIACEREBBE LEGGERE UN ROMANZO CON QUESTI PROTAGONISTI? ASPETTIAMO I VOSTRI COMMENTI.

AL CINEMA CON LADY M: 'THE ARTIST' E 'POSTI IN PIEDI IN PARADISO'

AVETE VOGLIA DI VEDERE UN BEL FILM?  

  LADY M VI CONSIGLIA...

THE ARTIST, di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin e Bérénice Bejo





Hollywood, 1927: George Valentin, affermato attore di film muti e stella indiscussa del genere romantico/avventuroso, incontra casualmente Peppy Miller, una ragazza che aspira a diventare attrice. Sull'onda dell'irrompere della nuova tecnologia sonora, Peppy vedrà realizzato il proprio sogno, mentre George, non al passo con i tempi e ormai percepito come "antiquato" dai produttori e dal pubblico, assisterà impotente al proprio inesorabile declino, rischiando di perdersi completamente.
Quest'anno è tutto un fiorire di film che parlano di film e di cinema in generale, uno dei miei generi preferiti. In particolare, in questo film è divertente scovare citazioni, rimandi e richiami al bel tempo che fu attraverso inquadrature, attori noti e atmosfere del passato.
La vicenda prende avvio in un anno cruciale per la settima arte, il 1927, un punto di svolta perché esce il film Il cantante di jazz 
diretto da Alan Crosland e con Al Joson, una pietra miliare che contrassegna l'inizio dell'era del cinema sonoro, la prima importante innovazione tecnica dell'allora ancora nuova e vagamente misteriosa espressione artistica. Il cinema, sia inteso come arte che come edificio, era ancora chiamato cinematografo; Hollywood si chiamava ancora Hollywoodland; i produttori erano corpulenti, vestivano completi gessati con panciotto e fumavano sigari Avana grossi come missili terra-aria; gli attori recitavano enfaticamente, gesticolando e sbarrando gli occhi. Un altro mondo, insomma.
Guardando questo film, in alcuni momenti si rivivono le stesse sensazioni provate durante la visione di pellicole mitiche e memorabili di Buster Keaton e Charlie Chaplin, Murnau e Fritz Lang; gli splendidi numeri di danza dei protagonisti ricordano gli intramontabili Fred Astaire e Ginger Rogers dei tempi d'oro e il protagonista stesso, a partire dal nome, è una citazione vivente della prima star riconosciuta del firmamento hollywoodiano: Rodolfo Valentino.
Quasi commoventi le scene in cui noi spettatori odierni guardiamo altri spettatori di allora emozionarsi, spaventarsi, divertirsi, ridere e piangere.
Meravigliosa la fotografia che rende luminoso il bianco e nero.

Nonostante la mia preferenza personale vada ad un modello attoriale meno ammiccante e più sottotono, rendo onore al merito della notevolissima interpretazione dell'attore francese Jean Dujardin, giustamente premiato con l'Oscar, che sfoggia anche sorprendenti doti di ballerino.   
Infine, ci si può dilettare con tutto comodo nella ricerca di volti noti e notissimi in piccole parti di contorno: John Goodman, il produttore; James Cromwell, l'autista di George Valentin (era il Duca di Edimburgo in La regina); Penelope Ann Miller, Doris, la moglie di George (era la ragazza di Al Pacino in Carlito's Way); Malcolm McDowell, il maggiordomo (era Alex DeLarge in Arancia Meccanica).
Piccola nota estemporanea: sono sicura che questa sia stata la prima volta in vita mia in cui mi sia capitato di vedere un film muto e in bianco e nero al cinema, non in televisione ad orari da denuncia; se non siete nate l'anno in cui è andato giù il Titanic, sarà un'esperienza nuova anche per voi, solo per questo vale il prezzo del biglietto.   
Questo film è stato  Vincitore del Premio per il miglior attore (Jean Dujardin) al Festival di Cannes 2011, del Golden Globe 2012 come miglior film, migliore attore e migliore colonna sonora e ha vinto il Premio Oscar 2012 per miglior film, regia, attore, costumi e colonna sonora.
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POSTI IN PIEDI IN PARADISO, di Carlo Verdone, con Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti
Roma. Tre estranei neodivorziati (un ex produttore musicale che sbarca il lunario gestendo un negozio di memorabilia musicali, un critico cinematografico in disgrazia ridotto a seguire la cronaca gossipara più becera, un agente immobiliare inaffidabile e cialtrone) sono costretti alla convivenza per far fronte alle spese.
Riso amaro. Come nella miglior tradizione della buona commedia all'italiana, quella vera dei vari Monicelli, Risi, Germi, ci si diverte, ma subito il sorriso si congela in una smorfia acida, nella consapevolezza che non ci sia mica tanto da ridere.
I protagonisti sono tre perdenti, tre tizi che riassumono in sé i vizi e le virtù (più o meno andiamo via in pari) del carattere nazionale; il produttore musicale di Verdone è fallito dopo aver fatto un buco nell'acqua producendo un disco della mediocre cantante francese diventata sua moglie (allora diciottenne, però!), il critico cinematografico di Favino pensa bene di affrontare la depressione post-partum della moglie trovandosi un'amante (che originale!) e l'immobiliarista di Giallini è un cialtrone contaballe col vizio del gioco e delle sottane. Insomma, come direbbe Totò, «Siamo uomini o caporali?».
La situazione non concede niente all'illusione, ci troviamo in un periodo di recessione da paura e la sceneggiatura non manca di ricordarcelo, anche i personaggi di contorno sono un po' delle mezze tacche, gli unici che si salvano (speriamo!) sono i ggiòvani, come si dice adesso e il personaggio di Micaela Ramazzotti, la più improbabile delle cardiologhe che possiate immaginare.
Non posso trattenermi dal farvi notare la deliziosa citazione di una delle colonne portanti della commedia all'italiana, I soliti ignoti dell'ottimo e abbondante Monicelli, con i nostri eroi che mettono in atto un patetico tentativo di furto nell'appartamento sbagliato.
Tutti bravi e in parte gli attori e poi, volete mettere, finalmente Carlo Verdone, erede ed emulo di Alberto Sordi (avete ragione, più bonario e meno cinico dell'Albertone), ha qui incontrato la sua Monica Vitti, infatti Micaela Ramazzotti è bravissima nell'interpretare un personaggio parecchio sgarruppato, è dotata della grazia di tempi comici perfetti e ha persino una voce particolare che evoca i fasti della grande attrice.
GUARDA IL TRAILER 




 
Young Adult, di Jason Reitman, con Charlize Theron
Una ex reginetta di bellezza del liceo, ritorna in provincia per tentare di riconquistare il ragazzo delle superiori.






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