L'UOMO DEI SOGNI di Estelle Hunt


OGGI LA NOSTRA BIBLIOTECA ROMANTICA È LIETA DI OSPITARE UNA TAPPA DEL REVIEW TOUR DEL NUOVO ROMANCE CONTEMPORANEO DI ESTELLE HUNT, L'UOMO DEI SOGNI.

Autrice: ESTELLE HUNT
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Italia
Pubblicazione: E. Hunt, 12 gennaio 2019, pp. 300
Parte di una serie: 3° serie “Haverston Family” 
Livello di sensualitàMEDIO
Disponibile in e-book a € 2,99 ( Kindle Unlimited) 

TRAMA: Quanto fa male sotterrare un sogno con le proprie mani?
Manuel vive alla giornata. Ha tagliato i ponti con il passato e seppellito ogni ambizione. Non ha una casa, non cerca una relazione stabile, non ha progetti per il domani.
Linda ha rinunciato a tutto, pur di rimanere accanto alla famiglia e sostenerla in un momento di difficoltà. Tuttavia, quanto potrà resistere, a soli venticinque anni, costretta in una vita di sacrifici?
L’incontro con Manuel risveglierà il suo cuore intorpidito, alimentando fantasie e timori, ma un ostacolo insormontabile si erge tra loro: è Giulia, la bellissima, effervescente e indomabile sorella minore di Linda. Mille incomprensioni le dividono e non potrebbero essere più diverse, ma per una volta hanno poggiato gli occhi sul medesimo obiettivo: lui.
Cosa succederà se una donna che ha perso la speranza, un uomo disilluso, una passione dirompente si ritrovano in un luogo sospeso nel tempo dove anche i sogni più nascosti possono avverarsi?


Estelle Hunt ci ha abituato a personaggi incredibili e anche in questo romanzo non si è smentita: Manuel è “L'uomo dei sogni”che non si può certo non amare e desiderare. Ma a me è piaciuta tanto la protagonista femminile, Linda, che pur a fatica, sboccia e prende la sua rivincita sulla sorte che non l'ha certo favorita.
Cinque anni prima, nel piccolo paese di Colle Sant'Angelo, il fornaio muore improvvisamente e l'eredità del lavoro ricade sulle spalle della giovane figlia ventenne, Linda, e del fratello Luigi. La madre e la sorella minore non sono in grado di dare una mano, anzi, la madre per cinque anni è quasi assente come figura genitoriale e la sorella di Linda, Giulia, ormai diciottenne, cresce come una sbandata senza fare nulla, irrispettosa verso tutti con un odio profondo per la sorella maggiore e con solo il desiderio di trovare qualche uomo con cui passare del tempo in intimità.
Linda aveva un sogno: diventare pasticcera e si era già iscritta ad un corso a Vicenza a cui purtroppo aveva dovuto rinunciare per mandare avanti l'attività di famiglia. Per non perdere del tutto la sua identità e scivolare nel tran tran quotidiano, ha aperto un blog in cui propone dolci e tante piccole curiosità culinarie completate da fotografie che lei stessa scatta. 
L'arrivo in paese del forestiero Manuel, provoca nelle donne, giovano e meno giovani, la corsa a cercarne i favori anche solo per breve tempo. Casualità vuole che il piccolo appartamento che lui riesce ad affittare si trovi di fronte a quello della nostra panettiera. 
Linda, timida, insicura ma con desideri che nessuno consce, lo guarda senza mostrarsi da dietro le finestre e Manuel, incuriosito dal balcone colorato di piccole piante e fiori che vede davanti, desidera sapere chi vi abita. 
Linda è schiva, innalza un muro tra sé e gli altri ma la sorte ci si mette in mezzo e , mentre si trova nel bosco vede un cagnolino e per soccorrerlo viene aiutata da Manuel. 
Questo incontro tocca entrambi, lei ne è affascinata ma diventa subito gelida per paura di mostrare i suoi sentimenti e Manuel non capisce cosa l'abbia così colpito di questa ragazza che fa di tutto per sembrare invisibile. 
...”Vorrei esserti amico ecco.- terminai con dolcezza ...
Corrugò la fronte. - Amici io e te?
-Sì, ti sembra una cosa cosi strana?
-C'è chi dice che l'amicizia tra uomo e donna non esiste.
Si afferrò un braccio all'altezza del gomito fissandomi titubante.
-Non capisco perchè lo fai.
– Abbiamo qualcosa in comune, entrambi non abbiamo realizzato i nostri sogni. Sembra un buon punto di partenza, non trovi?”
Infatti il giovane ha abbandonato da tre anni la casa di Castelvecchio nelle Langhe, per una lite violenta con il padre e vive da ramingo, facendo i lavori più disparati per mantenersi senza dover ricorrere alla ricchezza di famiglia. 
Manuel si rammarica di questa situazione, ma non riesce a ritornare sebbene la madre lo inciti a farlo con telefonate continue. Si accontenta di una vita qua e là, di avventure di una notte, di tanto sesso senza impegno e di chiacchiere vuote con i compagni di lavoro. Non aspira a legami e si stupisce quando in lui nasce un affetto che non ha mai conosciuto e che però lo intriga,perchè non capisce cosa lo abbia generato, vista la scontrosità della ragazza a cui pensa continuamente.



Con una che sfugge e uno che insegue la storia si sviluppa pian piano e l'amore cerca di riuscire là dove la sorte ha creato tanti ostacoli, ma il destino non ha finito di essere un nemico. Non voglio fare nessuna anticipazione...ma solo rassicurare le lettrici che amano il lieto fine, che questo ci sarà. Se no che romance sarebbe?
Quello su cui vorrei soffermarmi sono i vari personaggi del romanzo che l'autrice ha saputo ben delineare. Diciamo che sono le donne a muovere la storia in questo libro, e non sono poche. C'è, ad esempio, la madre di Manuel, che soffre per la rottura che si è creata in famiglia e che ricorre ad un'altra donna per cercare di chiudere questo buco che fa male a tutti. Ma chi mi ha veramente fatto arrabbiare sono state la madre di Linda e la sorella. 
Il rifiuto da parte della prima di riprendere una vita normale dopo il lutto, mi ha fatto pensare che si crogiolasse in un dolore ormai diventato una routine e che lo usasse per farsi compatire. Ha lasciato ogni responsabilità alla figlia maggiore ma non l'ha mai sostenuta, anzi, mi sembra quasi che provi fastidio quando questa la richiama alle sue responsabilità. Inoltre, giustifica la figlia minore, sebbene tutti sappiano che è diventata una ragazza leggera, e non fa nulla per ricondurla ad un comportamento più serio, invitando anzi la figlia maggiore ad avere pazienza. 
...”Mamma , parlaci tu, è tua figlia. Lo sai che non mi sopporta-
-Ma non è vero- obiettò debolmente.
Giulia mi odiava, non sapevo per quale motivo 3e se un tempo me ne ero sentita ferita, ora non sopportavo più i suoi insulti.
Afferrai la borsa abbandonata in un angolo del divano.
-Minaccia di toglierle la paga settimanale- proposi, mentre rovistavo per cercare le chiavi di casa
Mia madre increspò le sopracciglia e scosse la testa. -Ha solo diciott'anni..-
-Ha già diciott'anni vorrai dire .Eleonora sospirò per l'ennesima volta e non potei fare a meno di notare la teatralità del gesto, come se volesse fare un ultimo tentativo per convincermi.
Mi domandai se le importasse ancora qualcosa di noi figli o se il dolore e la solitudine l'avessero del tutto estraniata dal presente.”
Giulia odia la sorella e la giustificazione che ne dà alla fine mi sembra labile,  come se si arrampicasse sugli specchi. E ' un sentimento di antipatia profonda, che la spinge a farle male e goderne, criticandola senza pietà, quasi a volerla distruggere. Fortunatamente Linda ha un minimo di appoggio dalla nonna e Manuel non si dà per vinto nonostante i tanti ostacoli, reali o immaginari, che la giovane si pone davanti. 
..”Giulia entrò con la solita andatura superba e l'espressione sprezzante di chi si sente superiore.
-Cosi te ne vai- esordì chiudendosi dietro la porta
- Già. -E pensi che lui ti stia aspettando?
Buttai l'aria fuori e mi imposi di non lanciarle addosso il mio prezioso Mac
-Che cazzo sei venuta a fare Giulia?
-A salutarti
-Ciao, ora puoi andare .Le diedi le spalle e mi diressi in camera, dove mi aspettavano le valigie aperte e borsoni da riempire. I suoi passi mi seguirono
-Non credevo avresti avuto il coraggio di farlo
Mi girai e appoggiai le mani sui fianchi.
- Giulia si può sapere che vuoi. Sono anni che ci parliamo a malapena, che mi denigri alle spalle, che mi eviti come la peste. Non credevi che ne ne sarei andata , perchè, dato che non mi conosci affatto.
-Sollevò il mento..
-Giulia mi spieghi perchè ce l'hai con me
-Sei cambiata dopo la morte di papà
- Lo siamo tutti
-Tu di più . Hai smesso di ridere, ti comportavi come se il negozio fosse solo tuo
-Ti sei mai chiesta cosa sarebbe stato del forno se io mi fossi pianta addosso come la mamma?
-Era sua moglie e aveva tutto il diritto di farlo. Ti sei sempre nascosta dietro questa famiglia, meglio dire che hai fallito per colpa nostra, piuttosto che accusare te stessa
Sbottai in una risata amara e hai aspettato che me ne andassi per dirmelo?
-Non avrei avuto più l'occasione altrimenti
-Spero che starai meglio adesso
Il silenzio mi obbligò a voltarmi: il volto paonazzo, i pugni serrati e appena tremanti, tutto in lei mi fece intuire quanto si stava trattenendo.
-Non ho un solo ricordo di me e papà .Tu da lui hai avuto tutto, eri tu la figlia preferita.
-Giulia vuoi incolparmi anche della sua morte?
Socchiuse gli occhi fino a trasformarli in due scaglie di ghiaccio .-Se potessi lo farei. Ti odio!”

Ho cercato di immaginare cosa voglia dire morire spiritualmente, come sta capitando alla nostra protagonista, sia per la monotonia della vita che sta portando avanti, sia per non avere nessuna prospettiva di cambiamento e di soddisfazione personale: solo lavoro dalla mattina alla sera per sei giorni alla settimana senza un divertimento: angosciante! 
Estelle Hunt ha saputo esprimere tutti i drammi di queste vite con un linguaggio tagliente e incisivo tanto che ho letto con molta partecipazione la storia dei protagonisti. Ha scavato nel loro intimo fino al dolore fisico oltre che di cuore e mente...li ha scomposti e poi ricomposti per dare loro una seconda possibilità cosa che, con i due pov alternati, è perfettamente riuscita. 
Ha reso benissimo l'ambientazione selvaggia, solitaria, ma anche piena di varia umanità dove ogni abitante sa tutto degli altri e le battute, anche pesanti, non sono mai offensive ma quasi velate di una sorta di predestinazione: insomma la classica vita di un piccolo paese. 
Vorrei concludere, con un piccolo episodio del romanzo, di una delicatezza speciale: il primo bacio tra i due protagonisti:
.. “Era troppo vicina...mi bastò sporgermi di poco per annullare la distanza e la baciai come se quello fosse il primo bacio della mia vita, un tocco goffo e impacciato che stupì me per primo. Sfiorai le sue labbra che odoravano di vino, premetti appena per sentirne la morbidezza e Linda ricambiò...l'avevo appena assaggiata, era stato solo un bacio innocente, nulla a che vedere con le abbuffate di sesso cui ero abituato. Eppure il suo desiderio spaventato era così autentico che ne fui stordito al punto da dovermi allontanare in fretta...”




****
CHI È L'AUTRICE
Estelle Hunt ha esordito nel 2015 con Emmeline, un romance storico, per poi pubblicare un contemporary romance nell'aprile del 2016, Ritrovarti ancora. La reciproca stima professionale e umana ha spinto l'autrice ad avviare un progetto a quattro mani con Lidia Calvano, che le ha portate a pubblicare nell'ottobre 2016 Rehab, e a settembre 2017 Devotion, entrambi contemporary romance. Sono stati inoltre pubblicati tre spin off di Rehab: Farewell, Rebirth e Mine.
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1 commento:

  1. un'autrice che acquisto a scatola chiusa, i suoi romanzi sono solitamente molto forti, ma ti toccano il cuore. non vedo l'ora di leggere anche questo che è già in lista da quando l'ho trovato tra i preferiti!!

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