VITA DA CORTIGIANE: Veronica Franco...'Padrona del suo Destino'


Il post precedente sulle cortigiane veneziane del '500 ha sollevato commenti che hanno fatto riferimento a PADRONA DEL SUO DESTINO (A Dangerous Beauty), un film del 1998, regia Marshall Herskovitz, basato su The Honest Courtesan, biografia della famosa cortigiana Veronica Franco, scritta da Margaret Rosenthal ( qualche pagina dell'originale si può leggere qui). Ringrazio le amiche che hanno fatto questo riferimento, perchè si tratta di un film affascinate, che sono sicura desterà l'interesse di chi ancora non l'ha visto ...enjoy!


TRAMA
A Venezia, nel 1583, Veronica Franco, giovane e molto bella, è innamorata di Marco, ma la relazione tra i due non può andare avanti: lui è di famiglia aristocratica ed è destinato ad alti incarichi, lei non ha titoli nobiliari, anzi è circondata da fama discutibile a motivo del ruolo di cortigiana a lungo esercitato dalla mamma Paola. Vista impossibile ogni alternativa, proprio Paola avvia la figlia alla professione di cortigiana. Intelligente e capace di mettere a frutto la propria istruzione ed educazione artistica, Veronica diventa in breve la cortigiana più famosa e corteggiata di Venezia. Ma tutto ciò va a scapito della possibilità di rimanere con l'uomo che ama. Marco diventa senatore della Repubblica, mentre Veronica entra a contatto con uomini potenti e viene a conoscenza di segreti importanti. Venezia è in guerra, e le mogli devono rivolgersi a Veronica per avere notizie sui mariti e sugli sviluppi delle azioni belliche. Ma la minaccia turca incombe, Venezia ha bisogno di navi e bisogna chiederle al Re di Francia. Veronica riesce ad essere l'intermediaria decisiva per convincere il sovrano. Il tribunale dell'Inquisizione però accusa Veronica di stregoneria. La ragazza viene portata in giudizio ed è invitata ad ammettere le proprie colpe, pena la condanna a morte. Marco è presente e prende le difese di Veronica. A poco a poco, la situazione si ribalta. Tutti i nobiluomini che sono stati in compagnia di Veronica vengono alla scoperto e la donna riesce a salvarsi. Anche la storia d'amore con Marco può riprendere alla luce del sole.








Ma chi era veramente Veronica Franco?

In 1565, quando aveva circa vent'anni, Veronica Franco era citata così nel Catalogo de tutte le principal et più honorate cortigiane di Venetia :“Veronica Franco, a Santa Maria Formosa, pieza so mare, scudi 2”, con tanto di tariffa, indirizzo e mezzana (“so mare”, cioè sua madre) . Nata a Venezia nel 1546, Veronica Franco fu avviata giovanissima alla professione di cortigiana dalla madre, Paola Fracassa, che aveva esercitato la stessa attività. Dai documenti rimasti risulta che la Franco si sposò per un breve perido e diede alla luce il suo primo figlio. In tutto ebbe sei figli, tre dei quali però morirono in età infantile.

La sua fama si accrebbe enormemente quando nel 1574 il re di Francia Enrico III di Valois, facendo tappa a Venezia, volle passare una notte con lei, forse consigliato dal patrizio Andrea Tron, uno dei protettori di Veronica. L’episodio la elevò agli occhi dei suoi concittadini, e non solo. A ricordo dell’incontro, Veronica donò al re la miniatura di un proprio ritratto e due sonetti, accompagnati da una lettera che, come altre della Franco, è un piccolo capolavoro di arguzia: “All’altissimo favor che la Vostra Maestà s’è degnata di farmi, venendo all’umile abitazione mia, di portarne seco il mio ritratto, in cambio di quella viva imagine che nel mezzo del mio cuore Ella ha lasciato delle sue virtù eroiche e del suo divino valore... io non sono bastevole di corrispondere”, laddove è evidente a quali virtù e valore la Franco si riferisse, a compiacimento del focoso monarca.

Le doti intellettuali della Franco, valente scrittrice e poetessa, erano ben note ai suoi contemporanei. Cosa rara per una donna, aveva accesso agli ambienti culturali, in particolare al circolo di Cà Venier, animato da Domenico Venier e frequentato da alcuni dei più illustri letterati veneziani del tempo. Al fascino di Veronica non erano insensibili neppure i rappresentanti dell’illustre casato veneziano: “Se io v’amo al par de la mia propria vita, / donna crudel, e voi perché non date / in tanto amor al mio tormento aita?”, così le scriveva in versi l’appassionato Marco Venier.
Veronica, che pure lo riamava, non era però certa dei suoi reali sentimenti poiché, a suo giudizio, alle parole del gentiluomo non facevano seguito fatti concreti. Così gli rispondeva, sempre in forma poetica: “S’esser del vostro amor potessi certa / per quel che mostran le parole e ’l volto / che spesso tengon varia alma coperta... E se invero m’amate, assai mi duole / che con effetti non vi discopriate, / come chi veramente ama, far suole”. Nonostante i dubbi espressi, non mancava però di prospettare un’adeguata ricompensa se l’innamorato si fosse dimostrato sincero: “Aperto il cor vi mostrerò nel petto, / allor che ’l vostro non mi celerete, / e sarà di piacervi il mio diletto… ne l’opere amorose grata a Venere più mi troverete... con questo, che mi diate la certezza / del vostro amor con altro che con lodi, / ch’esser da tai delusa io sono avvezza: / più mi giovi con fatti, e men mi lodi”.
Ad un minimo impegno da parte del Venier, sarebbe corrisposto un premio assai prezioso: “Così dolce e gustevole divento, / quando mi trovo con persona in letto / da cui amata e gradita mi sento / che quel mio piacer vince ogni diletto”. E per quanto potessero esser grandi le sue celebri doti intellettuali, queste sarebbero scomparse a confronto delle virtù amorose conosciute solo da chi aveva saputo meritarsele: “E ’l mio cantar e ’l mio scriver in carte / s’oblia da chi mi prova in quella guisa, / ch’a’ suoi seguaci Venere comparte”.

Per quanto fiera della sua professione di onesta cortigiana, la Franco era tuttavia consapevole dei rischi che correva chi avesse voluto dedicarsi a quella attività senza le necessarie doti. A una madre, che desiderava avviare la figlia alla “carriera”, scrisse una lettera sincera, in cui la avvertiva che la ragazza è così poco bella... ed ha così poca grazia e poco spirito nel conversar, che le romperete il collo credendola far beata nella profession delle cortegiane, nella quale ha gran fatica di riuscir chi sia bella ed abbia maniera e giudizio e conoscenza di molte virtù.
Scongiurando la snaturata genitrice a non essere lei stessa il “macellaio” della propria figliola, Veronica descriveva la condizione di perenne pericolo e degradazione in cui viveva una prostituta: Troppo infelice cosa e troppo contraria al senso umano è l’obligar il corpo e l’industria di una tal servitù che spaventa solamente a pensarne. Darsi in preda di tanti, con rischio d’esser dispogliata, d’esser rubbata, d’esser uccisa, ch’un solo un dì ti tolga quanto con molti in molto tempo hai acquistato, con tant’altri pericoli e d’ingiurie e d’infermità contagiose e spaventose; mangiar con l’altrui bocca, dormir con gli occhi altrui, muoversi secondo l’altrui desiderio... qual maggior miseria?

Un destino che la Franco seppe accortamente evitare, amministrando con attenzione i propri beni, coltivando amicizie influenti e reagendo con coraggio a tutti i soprusi di cui fu vittima. Si difese abilmente davanti al tribunale del Santo Uffizio, ottenendone l’assoluzione da un’infamante accusa di stregoneria. Nonostante la sua biografia presenti luci e ombre, nonché diversi episodi poi risultati falsi, è indubitabile che Veronica mantenne per tutta la sua vita dignità e grande spirito d’indipendenza.

La sua fama di intellettuale fu pari a quella di cortigiana: nel 1580, ad esempio, pubblicò una raccolta di cinquanta Lettere familiari a diversi, che Montaigne, durante il suo viaggio in Italia, ricevette in dono e apprezzò. Il Tintoretto, poi, la ritrasse in un celebre dipinto (vedi sopra) e lei lo ringraziò con una cortese epistola.
La sua fortuna letteraria continuò anche dopo la morte, avvenuta nel 1591 all’età di 45 anni. Le sue poesie furono incluse, nei secoli successivi, in diverse raccolte di versi e nel Novecento Benedetto Croce fu artefice di una vera e propria riscoperta critica della poetessa veneziana.
*Fonte: Alessandro Peroni (Diogene,n°14)

Padrona del suo destino (Dangerosu Beauty, 1988), regia di Marshall Herskovitz
Nazione: USA - Produzione: Bedford Falls Productions, New Regency Pictures - Distribuzione: 20th Century Fox Italia, Warner Bros., - Soggetto: dalla biografia The Honest Courtesan di Margaret Rosenthal - Sceneggiatura: Jeannine Dominy - Fotografia: Bojan Bazelli - Montaggio: Arthur Coburn, Steven Rosenblum - Art Direction: Stefania Cella, Gianni Giovagnoni - Scenografia: Norman Garwood - Costumi: Gabriella Pescucci - Musiche: George Fenton - Durata: 111'. Cast: Catherine McCormack, Rufus Sewell, Jacqueline Bisset, Oliver Platt, Moira Kelly, Naomi Watts, Fred Ward.

Avete visto questo film sulla vita di Veronica Franco? Lasciate i vostri commenti.



12 commenti:

  1. Io questo film me lo sono perso, ma mi incuriosisce tantissimo. Lo cercherò! Grazie per avermelo fatto scoprire.

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  2. e' da vedere, assolutamente! bellissimo, conivolgente con costumi e scenografie curatissime e una storia d'amore appassionante!
    bello bello bello!

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  3. Ragazze, non so più dove cercarlo, mi date qualche suggerimento!!!!!
    Sono rimasta piacevolmente colpita da quelle poche scene viste:l'attore che interpreta Marco, penso sia lui, era l'antagonista de "Il destino di un cavaliere" Bruno con occhi chiari!!!!
    PATTY

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    1. Prova in biblioteca io l'ho appena prenotato.

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  4. Il film l'ho visto recentemente incuriosita dalle recensioni lette in giro.In breve posso dire che non mi è piaciuto per niente!Le storie sulle cortigiane, i loro comportamenti o i loro amori non mi hanno mai appassionata particolarmente ma in questo film pensavo di trovare una storia d'amore che non ho visto. Anche la scelta degli attori ha contribuito a renderlo poco avvincente per i miei gusti, soprattutto il protagonista maschile che sinceramente trovo davvero contro ogni tentazione con un'espressività paragonabile al pesce lesso.Forse l'unica cosa che, secondo me, si può salvare è il finale dove almeno qualche sentimento si fa vedere.

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  5. Io non faccio testo, a me è piaciuto molto, non tanto per la storia d'amore tra i due, ma sicuramente per la descrizione della vita di una cortingiana dell'epoca, forse tra le più famose.
    Sinceramente non so se è facile trovarlo in dvd attualmente, provate nei negozi o siti di dvd on line, ma sicuramente lo trovate da scaricare anche come torrent.
    Son contenta ogni tanto di aver tirato fuori qualcosa che poteva destare un pizzico di entusiasmo, mi sembrava che Francy non lo avesse ancora recensito.

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  6. De gustibus... tra tanti film in costume poco avvincenti, questo, assieme alle Relazioni Pericolose e Valmont(stessa trama, differente chiave di lettura) o L'età dell'innocenza, rappresenta uno dei miei must!
    E' vero peccato che sia snobbato... la scena della madre che spiega alla figlia mcome stimolare un uomo è incredibile, girata con garbo e grazia!
    Belloooooo!!

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  7. Ciao Patty! Se lo vuoi comprare ho visto che su IBS ce l'hanno in vendita a questo link (http://www.ibs.it/dvd/8010312071881/marshall-herskovitz/padrona-del-suo.html). Mentre se lo vuoi solo vedere forse puoi provare a vedere di affittarlo da Blockbuster se dove abiti tu c'è .

    Francy

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  8. Ho perso questo film e confesso che non m'ispira particolarmente anche se ne ho tanto sentito parlare. La figura della cortigiana non mi affascina molto.

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  9. Un film che mi è piaciuto moltissimo, sia per la scenografia fedele al periodo storico in cui su svolgono i fatti che per l' interpretazione dei personaggi. Il film, pur trattando un tema a volte scabroso, non trascende mai nella volgarità, nella violenza o nella morbosità. I due protagonisti, nella parte di Veronica Franco e Marco Venier, sono molto bravi come sanno esserlo certi attori inglesi. Bellissimo film !

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  10. ma... leggendo la biografia della poetessa mi sembra che non coincida esattamente con il film..

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  11. Ho visto ieri sera questo film. Molto appassionante.

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