ROBERTA CIUFFI, autrice di UNA MUSICA LONTANA ( seconda parte)

Ed ecco la seconda parte dell’intervista a Roberta Ciuffi, di cui proprio oggi esce per Harlequin Mondadori l’ultimo romanzo, UNA MUSICA LONTANA nella collana I Grandi Romanzi Storici (nr.716).

**Tra chi lascerà un commento, verrà estratto il nuovo romanzo di Roberta: con dedica!**

Per leggere la PRIMA PARTE di questa intervista –ancora grazie, Roberta!- andate qui.

LMBR: Come è mutato negli anni il tuo stile?

Roberta Ciuffi: Quando ho iniziato a scrivere era un po’ ridondante, ma mi sono corretta… Adesso comincio ad avere qualche dubbio, il timore di ripetermi, che però non sembra sfiorare le nostre colleghe anglofone.

LMBR: Come lavori? Metodica e per "scalette", magari partendo come si dovrebbe fare dalla ricerca storica, o parti da un'idea e poi vai via col vento? Ti è mai capitato di avere il famoso blocco dello scrittore, o di essere semplicemente stufa di scrivere?

Roberta Ciuffi: Hai presente come lavorano i traduttori simultanei? Cominciano ad annotare un paio di simboli, e poi via, senza paracadute. Io faccio lo stesso. Un esempio di nota: ‘Anziana signora si sente male, parenti parassiti… figlio marinaio. O nipote? Verificare se…’ Dopodiché scrivo Il Ritorno del Marinaio.

Le scalette mi annoiano. Se avessi dovuto seguire i consigli di certi siti di scrittura romance non avrei terminato neppure un libro.

Per contro, è vero, a volte mi blocco, ma in ogni caso stilare una scaletta dettagliata non servirebbe perché la storia mi trascina nella sua logica, che spesso è migliore di quella che avevo architettato io all’inizio. Quanto alle ricerche le faccio una volta che so di cosa voglio scrivere. Non avrebbe senso farle prima.

LMBR: A cosa stai lavorando, adesso?

Roberta Ciuffi: Un bel po’ di cose, ma spero di sfrondare presto per passare seriamente al prossimo romanzo.

LMBR: Reputi di aver già scritto il tuo libro perfetto?

Roberta Ciuffi:Non credo. Ce ne sono di migliori di altri, ma perfetto… non penso che ci arriverò mai!

LMBR: Credo che i tuoi romanzi storici siano tutti ambientati in Italia. Una scelta voluta o istintiva?

Roberta Ciuffi: No, non tutti. Ma prediligo l’ambientazione italiana perché mi permette di elaborare intrecci molto più variati e nuovi, rispetto ad una vittoriana o regency classica. C’è meno ‘schema’, meno stereotipo, meno rimasticature.

LMBR: Ma è possibile secondo te inventare qualcosa di nuovo nel romance, o tutto è già stato scritto?

Roberta Ciuffi:Tutto quello che è già stato scritto si può riscrivere. Bisogna vedere come. In definitiva la musica si basa su sole sette note. L’importante è appassionare e divertire. Inventare qualcosa di nuovo, credo di no. A meno di non snaturare il genere, che a quel punto sarà magari rinnovato ma… non più romance!

LMBR: Sei mai tentata dal contemporaneo, o da un altro genere? (se ne hai scritti, ti prego di scusare la mia ignoranza a proposito).Ci racconti qualcosa sul romanzo che dovrebbe uscire in estate per la Mondadori?

Roberta Ciuffi:Ho scritto dei contemporanei brevi, sulle 300.000 battute, per Quadratum. E poi mi piacciono le storie un po’ fantasy per ragazzi. Ne ho scritta una e un’altra è in fabbrica… da molto tempo!

Quanto al romanzo che uscirà in estate, si tratta di una storia molto semplice, a cominciare dal titolo! Infatti si chiama ‘La favola di Bella’. Di più preferirei non dire, ne parleremo a suo tempo.

LMBR: Lo so è stupido. Ma a volte me lo chiedo. Siamo adulte, emancipate, magari anche femministe inca...volate. Com'è, allora, che ci sciogliamo immergendoci in un romance? Com'è che adoriamo degli eroi che non sono propriamente politically correct? Cos'è questo romance effect che ci perseguita, nonostante sappiamo già come la storia andrà a finire? (tu sei laureata in psicologia, no?)

Roberta Ciuffi:Ragione ed emotività non si evolvono in modo omogeneo. Quando leggiamo o sogniamo, che sono poi due facce della stessa medaglia, permettiamo alla nostra parte emotiva più profonda, più ancestrale, di venire a galla e trovare una soddisfazione surrogata nella fantasia. Il genere di questa soddisfazione è personale, e magari talvolta inconfessabile. Ma difficilmente saremmo disposte a trasportare questi sogni nella realtà. Il maschio muscoloso e volitivo che ci sbattesse contro un muro e, fissandoci con occhi di fuoco, dicesse: ‘Lo sai che lo vuoi anche tu…’ probabilmente in risposta non riceverebbe un fremito di emozione, ma una ginocchiata in mezzo alle gambe! E, ad un bellicoso eroe barbaro, non preferiremmo un uomo che sapesse almeno come si riempie una lavastoviglie? (Perché mettono sempre le scodelle al posto dei piatti e viceversa?!)

LMBR: C'è un romanzo di un'altra autrice che avresti voluto scrivere tu?

Roberta Ciuffi:Sussurri in un giardino all’italiana’, di Judith Lennox. Toby doveva essere mio!

LMBR: E c'è una storia che ti ronza in testa da tanto tempo e che non sei ancora riuscita a scrivere? Se sì, perchè?

Roberta Ciuffi:È quella su cui sto lavorando adesso. È difficile per via dell’ambientazione iniziale, in Crimea. Ma ne verrò fuori! Magari con un trucco… Noi scrittori siamo anche un po’ prestigiatori, no?

LMBR: Hai mai pubblicato una serie, o hai in mente di farlo? Ormai le americane funzionano solo per serie, cosa che permette loro (e alle case editrici) di programmarsi direi in modo industriale.

Roberta Ciuffi: Il Ritorno del Marinaio e Complotto di Dame hanno la stessa ambientazione e quasi gli stessi personaggi. Il motivo è stata la mia riluttanza a lasciar andare la famiglia Bracci, che mi era tanto simpatica! Al punto che mi piacerebbe scrivere un terzo romanzo, o magari dei racconti su di loro.

LMBR: Cosa legge la Ciuffi e cosa fa quando non lavora (a parte volteggiare su FB)?

Roberta Ciuffi: Sono una lettrice disordinata. Leggo quello che attira la mia attenzione e decido se andare avanti nelle prime 30, 50 pagine. Poi, vado a fasi. Per un lungo periodo ho letto solo libri autobiografici. In seguito, solo libri su cani e gatti. In questo momento le mie letture sono un po’ più variate, ma sempre molto miste. Ho finito da poco un libro che consiglio: Le streghe di Smirne.

Mi occupo della mia famiglia, dei gatti, della casa. Incontro le mie amiche del patchwork e, un po’ di rado adesso, qualche volta riesco anche ad aprire la macchina da cucire e realizzare qualcosa. Se volete qualche esempio dei miei lavori cercateli sulla mia pagina FB.

LMBR: In Italia ci sono praticamente solo due (facciamo tre) editori importanti, e pubblicano più tradotto che originale. Molte autrici esordienti o pubblicano su internet sui blog o si rivolgono alla editoria on line, che spesso è a pagamento. Tu, se incominciassi adesso,come ti comporteresti?

Roberta Ciuffi: Esattamente come ho fatto, a costo di non venir pubblicata. Io temo che la pubblicazione su internet finisca per rendere le autrici autoreferenziali e acritiche. Invece bisogna passare per le forche caudine della critica dell’editoria vera e propria, non contentarsi dei giudizi delle amiche. Nel momento in cui la busta su cui avevi posto tante speranze torna indietro, occorre porsi qualche domanda, qualche dubbio. Purtroppo da noi non si usa fornire una motivazione del rifiuto: invece sarebbe un’abitudine molto costruttiva. Non si deve partire dall’ipotesi di essere sempre nell’errore e cambiare continuamente direzione. Ma neppure di essere sempre nel giusto, e che è il resto del mondo che non riesce a porsi al nostro livello! Se poi si pretende di far entrare un chiodo quadrato in un buco rotondo, allora bisogna accettarne le conseguenze ed andare avanti da sole.

E quanto al modo in cui sono stata pubblicata, ve lo spiego subito. Ho analizzato i romanzi che venivano pubblicati, a partire dal numero di battute e dal genere di storie e personaggi. Li ho reinterpretati a mio modo, scrivendo però qualcosa di molto semplice e lineare, curando soprattutto la scrittura e la caratterizzazione. Tagliando spietatamente tutto quello che piaceva a me, ma creava sbavature o pesantezze nella storia. Ho spedito e aspettato. E un giorno una gentile signora mi ha telefonato, dicendo: -Abbiamo letto il suo libro e ci è piaciuto.-

Io ho scelto di stare in un genere e ne ho accettato, almeno all’inizio, i limiti, i quali però mi hanno permesso di trovare uno spazio per essere letta. Se questi limiti danno fastidio, probabilmente bisogna rivolgersi ad un altro tipo di editoria.

Ringraziamo ROBERTA CIUFFI per averci concesso questa bella intervista in occasione dell'uscita del suo nuovo romanzo, che, siamo sicure, entusiasmerà con la sua insolita ambientazione, molte patite del genere ed le sue tante fans.


Vivienne


Fra chi lascerà un commento a questa intervista e/o eventuali domande all'autrice verrà estratta una fortunata che si aggiudicherà una copia di UNA MUSICA LONTANA con dedica autografa di ROBERTA CIUFFI. Partecipate!

7 commenti:

  1. Ancora una volta complimenti a Roberta, stavolta per i suoi preziosi consigli. Ha ragione quando dice che si dovrebbe uscire dagfli schemi e dai contatti per evitare di divenire autoreferenziali... è lo sforzo che, personalmente, cerco di fare perchè solo dal confronto e dalle critiche costruttive può giungere la crescita. E un altro consiglio mi è piaciuto: quello del "tagliare". E' una cosa sacrosanta!
    Grazieeee!!! per questa bellissima intervista e ancora auguri alla magnifica Roberta!
    stefi

    RispondiElimina
  2. Ciao,Roberta. Complimenti per l'intervista e in culo alla balena per "Una musica lontana"!
    Elisabetta

    RispondiElimina
  3. Allora, che dire...? Ho comprato il libro alle sette di sera... e TERMINATO alle 22.50.
    Questo qualcosa vorrà dire... e per me sinifica che è un grande, GRANDISSIMO libro. Sale in vetta alla classifica personale di Roberta a pari merito con Caterina... Chapeau, è splendiso. Tiene incollati dalla prima all'ultima pagina, la storia è bellissima, il tocco paranormale non è proprio un tocco ma di più(uaooooo), l'amore è delicato e per nulla "vischioso", i personaggi delineati benissimo... sopratutto quello di Allegra.Devi essere moooolto fiera di qusto libro, perchè è una delle cose migliori che hai scritto e uno dei volumi più belli pubblicati dalla Hm. Una storia perfetta, senza cali di tensione.
    BELLISSIMO!
    Stefi Auci

    RispondiElimina
  4. Georgette Grig02/02/10, 23:14

    Grazie a chi ha lasciato un commento e soprattutto grazie a Roberta Ciuffi per la sua cortesia e disponibilità. Cara Roberta, ci vedremo presto a La vie en rose. Porta la penna (per le dediche!).
    Con affetto
    Viv

    RispondiElimina
  5. CIAO PROPRIO STAMANE HO TROVATO UNA MUSICA LONTANA, NE AVREI UN'ALTRO DA LEGGERE, MA QUESTO MI INCURIOSISCE DI PIU'. COMPLIMENTI ANCHE PER L'INTERVISTA MOLTO UTILE.

    RispondiElimina
  6. Anche questa parte dell'intervista è interessantissima. Soprattutto ho trovato utili i consigli per le autrici esordienti. In sostanza penso anch'io che un po' di autocritica non faccia male e che, se si desidera davvero pubblicare un libro, sia necessario insistere e cercare di migliorarsi, accettando anche i rifiuti.
    Ringrazio di cuore l'autrice per averci dedicato un po' del suo tempo.

    RispondiElimina
  7. LadyAileen07/02/10, 00:00

    Complimenti per l'intervista. Ho appena terminato l'ultimo libro di Roberta Ciuffi: bello! ^_^

    RispondiElimina

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