VIVIENNE intervista...SERGIO ALTIERI !

Questo post inaugura una rubrica del blog intitolata VIVIENNE INTERVISTA... che vedrà Vivienne di volta in volta impegnata ad intervistare personaggi noti e meno noti della narrativa femminile e del mondo romance in generale, in Italia e non solo!

La sua prima intervista è un bel regalo che fa a questo blog, perchè Viv è riuscita ad intervistare nientemeno che SERGIO ALTIERI, deus ex machina dietro la pubblicazione di una buona parte di alcune collane rosa molto amate, come I Romanzi, I Romanzi Passione, I Romanzi Mystère e I Romanzi Oro.

Vivienne ha contattato SERGIO ALTIERI in occasione dell'uscita della traduzione italiana del romanzo di Elizabeth Hoyt, 'IL PRINCIPE E LA PREDA' e ALTIERI si è molto gentilmente prestato al fuoco delle sue domande di appassionata romance fan...Enjoy!

DIRETTORE, PERCHE' IL CORVO E' DIVENTATO UNA PREDA?

In occasione dell'uscita italiana di "The Raven Prince" ("Il principe e la preda"), abbiamo intervistato Sergio D. Altieri, dal 2006 direttore editoriale di varie collane Mondadori (Urania, I Gialli, Segretissimo), tra cui anche I Romanzi. Milanese, scrittore (è considerato il più "americano" fra gli italiani), traduttore dall'inglese, sceneggiatore. Tra i suoi libri più famosi ricordiamo "Città d'ombra", del 1992, e la trilogia di Magdeburg (L'eretico, La Furia, Il Demone), ambientata nella Germania del 1600. Come traduttore ha affrontato moltissime sfide, tra cui gli otto volumi de "Le Cronache del ghiaccio e del fuoco" di Gorge R.R.Martin , e due mostri sacri come Hammett e Chandler. Altieri ha accettato volentieri di fare due chiacchere con noi sul romance, e per questo lo ringraziamo molto, anche se ci ha confessato di essere il colpevole della scelta del titolo italiano di "The Raven Prince"……

In un mare vasto come quello del romance, con quali criteri scegliete i titoli da pubblicare?

Non è un’impresa facile, dal momento che la produzione anglosassone è davvero enorme. Sotanzialmente, seguiamo le piste degli editori, ma soprattutto quelle delle autrici, attraverso i blog e i loro siti. Sulla base della risposta del pubblico, quindi delle vendite, teniamo conto dell’andamento del romanzo nel paese di origine. Un altro criterio di scelta è quello delle serie, prediligiamo le autrici che lavorano in forma seriale. E se ci accorgiamo che in passato una data serie è rimasta incompiuta, tendiamo a finirla, pubblicando i titoli mancanti

Siete legati in particolare a qualche casa editrice straniera?

No, lavoriamo con tutte, ma il nostro canale privilegiato è quello degli agenti letterari italiani. Tutte le agenzie sono molto competenti e professionali nel passarci un flusso di materiale valido e continuo.

Perché pubblicate solo storici?

C’è una serie di considerazioni di natura editoriale della quale preferirei non parlare. Li abbiamo divisi in quattro collane per differenziarli: I Romanzi è la principale, che spazia in ogni periodo e direzione. I Mystère, sono legati al paranormale, e dal 2007 parlano sempre più spesso di vampiri e lupi mannari che stanno andando benissimo. I Passione, iniziata nel luglio del 2007, che comprende testi con una più alta componente erotica. E infine gli Oro, i più voluminosi, che sono delle riproposte.

A proposito del numero delle pagine…

In edicola dovrebbero essere distribuiti libri di 300 pagine circa, e quindi se ci arrivano testi da 400-450 pagine siamo costretti a fare delle riduzioni, che sono specificate contrattualmente e sottoscritte dalla controparte.

In realtà poi finite per ridurre più o meno sempre, dal momento che le edizioni originali dei romance superano quasi sempre le 400 pagine…

Sì, anche se il numero delle pagine dipende dalla gabbia di stampa, dall’interlinea e dalle dimensioni del carattere usati nell’edizione originale. In generale, comunque, tagliamo un 10-15%.

E i tagli, non sono a volte un po’ categorici? Spariscono spesso nei testi italiani pensieri e riflessioni dei protagonisti, per non parlare delle scene di sesso che vengono molto abbreviate e smussate…

No, non è vero. Questo noi non lo facciamo. Non lavoriamo con l’accetta,se è questo che pensi, ma col bisturi. Non è un taglio, il nostro, ma un’asciugatura del periodo. E non eliminiamo le pagine più esplicite, perché rispettiamo la scelta dell’autrice, perché fanno parte della sua proposta narrativa. Se un romanzo è particolarmente spinto, lo mettiamo nella collana Passione, come abbiamo fatto con The Raven Prince.

Parliamo del libro della Hoyt. Perché avete stravolto così il titolo, da “Il Principe Corvo” a “Il Principe e la Preda”?

Personalmente adoro i corvi, e li metto spesso anche nei miei libri, ma se avessimo mantenuto la traduzione letterale del titolo, “Il principe corvo”, il romanzo avrebbe potuto facilmente condurre il lettore a un altro genere narrativo e non al romance, essere scambiato per un fantasy. La mia direzione è da traduttore: ci tengo a mantenere quanto più possibile il titolo originale, tanto che in certi casi non lo cambio proprio. Se lo modifico drasticamente è perché, come in questo caso, esiste una ragione editoriale precisa. Per “The Raven Prince” ho insistito io per modificare il titolo: non per il piacere di snaturarlo, ma perché, ripeto, avrebbe fatto pensare ad una qualche situazione magica, a un fantasy.

Modificando il titolo, viene a cadere il contrasto tra Raven (corvo) e Wren, il cognome della protagonista, che in italiano vuole dire scricciolo…

Ripeto, la scelta si è resa necessaria per evitare di sviare le lettrici. Penso che ritornerò presto sull’ argomento tagli e titoli, poiché è stato di recente sollevato anche da una nostra lettrice, sul blog.

Dopo The Raven Prince (Il principe e la preda), pubblicherete anche gli altri due libri della trilogia, e modificherete anche gli altri due titoli, “The Leopard Prince” e”The Serpent Prince”?

Li pubblicheremo sicuramente, ma non so ancora con quale titolo. Affronteremo caso per caso, anche se per “Il principe Serpente”, qualche perplessità il titolo la evoca: non ti sembra il titolo di un romanzo erotico? Che ci sia nel racconto dell’erotismo non c’è dubbio, ma l’intenzione dell’autrice non si limita certo a quello, c’è molto di più, e un contorno estremamente romantico….

Pensate di pubblicare anche la serie successiva della Hoyt, The Legend of the Four Soldiers?

Per il momento non l’abbiamo ancora presa. Vedremo.

Autrici italiane?

Ne abbiamo molte, e sono tutte bravissime. Ornella Albanese, Paola Picasso, Roberta Ciuffi, Maria Teresa Casella. I loro libri non ci danno molto lavoro editoriale da fare. Sono signore a cui teniamo molto, e scrivono sia storie italiane che ambientate all’estero.

Attualmente stai scrivendo un romanzo?

Sto lavorando a due progetti simultaneamente. Uno è un romanzo, l’altro un racconto lungo. No, il romanzo non è il quarto della serie di Magdeburgo. Sono entrambi due progetti contemporary, non storici.

Quanti romanzi riesci a leggere in un anno?

Questa è la classica domanda da un milione di dollari! Tra i 70 e i 100, ma ne vedo molti di più, senza leggerli tutti cover to cover.

Prima di diventare direttore editoriale de I Romanzi, avevi mai preso in mano un romance, un romanzo rosa?

Domanda provocatoria! Sì, e ne avevo anche letti. E per un motivo preciso: per documentarmi sul dialogo di natura sentimentale. Ogni tanto anche nei miei libri c’è, senza esagerare, del sentimento. Io credo che le autrici dei romance siano in generale delle grandi professioniste e davvero straordinarie per quanto riguarda il controllo del dialogo. Sono bravissime a controllare ogni aspetto della narrazione, in realtà: struttura della storia, centratura dei personaggi, drammatizzazione, erotismo, e di fronte alla professionalità c’è sempre da inchinarsi. E’ stata una scoperta per me questo genere di narrativa, di letteratura arriverei a dire. Ci sono autrici fenomenali: Lysa Kleypas, Amanda Scott, Loretta Chase, Emma Holly, Madeleine Hunter, Mary Balogh. Sono tutte delle bravissime narratrici.

Hai imparato qualcosa, come scrittore, a leggerle?

Ho imparato molto, e continuerò a leggerle non solo per il mio lavoro alla Mondadori, ma per imparare. Per capire come riescano così bene a far crescere la tensione narrativa e la tensione sentimentale, o meglio erotica, fra i personaggi. Mi interessa capire anche come riescano a gestire, controllare, assemblare, smontare e riassemblare in modo estremamente efficace una manciata di elementi, perché poi alla fine gli elementi narrativi in un romance sono sempre quelli.

Ma sembrano sempre diversi.

Esattamente.





VIVIENNE

12 commenti:

  1. Interessante la nuova rubrica così come l'intervista.
    Ma Vivienne mi fa tornare in mente un libro della MacAlister... può essere?
    un bacione e buon fine settimana

    RispondiElimina
  2. Che bella intervista, brava Vivienne!
    Mi fa fatto piacere leggere qualcosa di piu' del sig, Altieri, a cui mando i miei saluti e che ho cercato di contattare per tanto tempo senza avere alcun riscontro.

    Bel lavoro, ragazze!

    Juneross
    www.junerossblog.com

    RispondiElimina
  3. Interessante questa intervista.
    Ho avuto modo di conoscere un pò di più il sig. Altieri.
    Grazie.
    Barbara

    RispondiElimina
  4. Vivienne è stata davvero brava, perchè non è così facile contattare 'il grande capo' Altieri. I complimenti, naturalmente, glieli faccio anch'io.

    Well done my dear friend!

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  5. Grazie ragazze, siamo molto fiere di questa nostra intervista che svela un po' il 'dietro le scene' della pubblicazione dei nostri amati romanzi!

    Francy

    RispondiElimina
  6. Grazie per i vostri commenti positive all'intervista. Mi hanno fatto molto piacere. Pensate che anni fa, almeno 15, avevo letto un ottimo romanzo di ALtieri (Città di ombre) credendolo uno scrittore americano (oltre ai romance, a me piacciono gli action thriller e le spy stories). Devo dire che Altieri è stato molto gentile e disponibile. In quanto alla Hoyt (aka Julia Harper), ho appena finito di leggere Hot, di cui spero di riuscire a parlarvi presto.
    Ciao e buona lettura a tutte.
    Per Veronica BENNET! (questo sì è un bel cognome)
    Vivienne ti fa tornare in mente un libro della MacAlister, nel senso che la protagonista si chiamava Vivienne? No. E' proprio il mio nome (o quasi). Ma se ti ricordi il titolo del libro, mi piacerebbe leggerlo. Non ho mai incontrato un'eroina Vivienne...
    Ciao

    RispondiElimina
  7. Effettivamente alcuni titoli suonano meglio in originale e talvolta rendono meglio in italiano se non tradotti letterlmente...quindi mi trovo d'accordo sulla traduzione del titolo.

    Mi fa piacere sapere che verrà pubblicata anche il resto della serie e apprezzo il fatto che nella collana *Passione* vengano pubblicate autrici *hot*,visto che per quanto riguarda il livello di sensualità le ultime uscite mi hanno un pò deluso,non i libri e le storie in sè,ma se un romanzo viene inserito in questa collana deve per forza esserci più Passione,no?

    Certo mi dispiace che i romanzi subiscano dei tagli e non sono sicura che ammontino solo ad un 10-15%.....
    La traduzione in italiano delle scene spinte....mmmhhh...non so,a volte sono molto assottigliate....

    Comunque ,in definitiva apprezzo molto il lavoro che sta dietro la pubblicazione dei miei adorati romanzi rosa,seppur con qualche riserva...

    Inoltre sono contentissima dei Mystère....pubblicate più vampiri...!!!

    Grazie Vivienne per quest'intervista e grazie al Signor Altieri per essersi così gentilmente prestato permettendoci di conoscere più approfonditamente alcuni aspetti del suo lavoro...!!!

    Ciao Mckayla...
    un salute a tutte...!!!

    RispondiElimina
  8. Il principe serpente! X°D Mio Dio...se usassero la traduzione letterale, associata ad una delle cover passione, saremmo proprio al limite...e ci troveremmo il libro nella sezione 'osè'. XD

    Carina l'intervista...complimenti a tutti ^_^

    ps: 10/15% SEMPRE? Questa cosa mi rattrista parecchio...me ne farò una ragione :(

    Miraphora

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  9. Sul problema dei tagli... non si potrebbe pubblicare l'edizione integrale, magari aumentando di qualche centesimo il prezzo del libro?

    Sulle serie da finire di pubblicare... qualche anno fa è uscito nei Romanzi Mondadori un romanzo molto bello di Suzanne Enoch, "Che mascalzone!", che fa parte di una serie.... sarà possibile poter leggere anche gli altri?

    Grazie dell'attenzione e complimenti per l'ottimo lavoro e per la varietà e la qualità delle pubblicazioni!

    RispondiElimina
  10. complimenti per l'intervista, davvero interessante!Mi unisco anch'io alla richiesta di continuare la pubblicazione di libri della Enoch, un'ottima scrittrice!

    RispondiElimina
  11. Interessante intervista, complimenti!
    Anche se ho un pò di dubbi sul 10% - 15% riguardo ai tagli e alle omissioni nelle storie.
    Sono convinta che molto dell'intensità delle emozioni perdano la loro forza in una cattiva traduzione o nell'elimazione (e non "nell'asciugatura") di una frase, lasciando, così, chi legge un senso di delusione o di frustrazione.
    Comunque, mi fa piacere leggere che questo genere non sia così sottovalutato e, per questo motivo, mi chiedo, non sarebbe più appropriato tradurre tutto e bene e spendere qualche euro in più, piuttosto che avere tra le mani una storia mal tradotta o tagliata per far sì che entri in un certo numero di pagine?
    Insomma, si potrebbe, anche, incominciare a pensare ad adottare una nuova regola di distribuzione.
    Saluti
    Maria

    RispondiElimina
  12. Cara Maria, purtroppo, vista anche l'attuale congiuntura economica, non penso proprio che prenderanno in considerazione la possibilità di aumentare ulteriormente il prezzo dei romanzi. I tagli a volte, sono daccordissimo con te, possono snaturare un romanzo e non è certo la prima volta che succede! proprio per questo mi sono comprata anche una copia del 'principe e la preda'...voglio proprio vedere dove sono stati fati i tagli!

    Cari saluti
    Francy

    RispondiElimina

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