BEAUTIFUL MISTAKE di Vi Keeland (Sperling Kupfer)

QUESTO NUOVO ROMANZO DI VI KEELAND E' STATO PUBBLICATO DA SPERLING E KUPFER A FINE GIUGNO. UNA BUONA OCCASIONE PER CHI ANCORA NON CONOSCESSE QUESTA AUTRICE DI LEGGERE UNA DELLE SUE STORIE SENSUALI E BRILLANTI. MEL L'HA LETTO PER NOI.


Autore:   Vi Keeland
Traduttrice: Rosa Prencipe
Genere:  Romance contemporaneo
Ambientazione:  USA
Pubblicazione:  Sperling & Kupfer  26 giugno 2018, pp 312, € 9,90
Livello sensualità:  ALTO
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook a  €6,99        

TRAMA: Quando Rachel incontra per caso, nel pub dove la sera lavora come cameriera, l'uomo che ha ammaliato la sua migliore amica senza confessarle di essere sposato, lei proprio non riesce a nascondere il suo disappunto. E così, quando lui, sentendosi osservato, le si avvicina, Rachel gli riversa addosso chiaramente quello che pensa di tutti gli uomini del suo genere: bugiardi, imbroglioni ed egocentrici. Peccato che ci sia stato un errore, e l'affascinante uomo in questione non sia quello giusto.
Rachel vorrebbe scomparire. Per fortuna, le probabilità di rivederlo sono pressoché nulle. In teoria. Perché, quando il mattino dopo Rachel arriva in università per affrontare la sua prima lezione come assistente del professor Caine West, beh, lui altri non è che la vittima della sua scenata.
Il primo sguardo tra i due, nell'aula gremita di studenti, è come una scarica elettrica. E, nonostante tutto, il professor West si ritroverà presto a infrangere tutte le regole del campus per lei.


Beautiful Mistake è il romanzo che non ti aspetti.
Tutto nasce con un equivoco nel pub dove Rachel lavora come cameriera. Convinta che Caine sia l’uomo che ha ingannato la sua amica, in preda alla rabbia gli urla contro quello che pensa dei bugiardi e infedeli come lui. Peccato però che Caine non sia l’ex fidanzato della
sua amica, ma il nuovo professore al quale dovrà fare da assistente il mattino dopo. Trovarselo davanti in aula è un grande shock per Rachel, è mortificata e spera che quanto accaduto non complichi il suo lavoro. Il professor Caine West è divertito dal loro strano incontro e, dopo la spiegazioni dovute, accantona l’accaduto con un sorriso, e che sorriso! Ebbene sì, il professor West è l’uomo più affascinante che Rachel abbia mai incontrato, un mix esplosivo tra una rock star e un intellettuale. La loro collaborazione comincia subito con frecciatine e commenti ironici, sono attratti l’uno dall’altra, è innegabile, ma devono mantenere le distanze ed essere professionali. Questo è quello che si raccontano, la loro attrazione è come un enorme elefante rosa confetto che gironzola per l’aula, certo possono impegnarsi e far finta di non vederlo , ma è sempre presente. All’inizio del romanzo pensavo di trovarmi davanti a una commedia brillante, i loro tira e molla alla voglio ma non posso, i dialoghi frizzanti e irriverenti, mi avevano dato l’impressione che avrei passato due ore di puro svago - certo non sono stata delusa- ma Beautiful Mistake, non è solo questo. Andando avanti con la lettura , il pov di Caine ci mostra ricordi del passato che l’hanno segnato, decisioni che, a distanza di anni, non riesce ancora a dimenticare né tanto meno a perdonarsi. Allo stesso
tempo, anche Rachel, all’apparenza così solare e piena di vita, ha un passato dal quale cerca di sfuggire. L’autrice scava nei loro ricordi e nelle loro emozioni, all’inizio mi sono chiesta quale fosse il nesso ,ma procedendo con la lettura, tutto diventa più chiaro. L’elemento che li accomuna e che fa da filo conduttore all’intera storia è la musica, l’àncora di salvezza alla quale entrambi si sono aggrappati per superare momenti difficili, il legame che li ha sempre uniti e che, alla fine, li ha fatti ritrovare. Rachel e Caine si aiuteranno a superare le loro paure, a perdonarsi, e regalarsi la possibilità di ricominciare insieme 
In questo libro la Keeland ha saputo trovare il giusto equilibrio per raccontare una storia divertente, passionale ed emozionante, con il suo stile ironico ci ha regalato una storia che consiglio di leggere assolutamente.













COME INIZIA IL ROMANZO...


Rachel 
DEVE esistere una correlazione scientifica tra essere geneticamente dotati e comportarsi da stronzi.
Diedi un’altra occhiata alla ragione dell’estasi della mia amica, fuori dal bagno degli uomini. Naturalmente, la fila per quello delle donne era interminabile, perché solo agli uomini era concesso liberarsi a proprio piacimento. Tizio Sposato era lì, intento a mandare sms – probabilmente mentendo ancora a una donna ignara. Gli osservai l’anulare mentre le dita digitavano furiosamente. Niente anello. Orripilante. Sono certa che una luccicante fascetta di metallo, simbolo di fedeltà eterna a un’altra persona, tenda a rendere più difficile la missione di far credere che sei single e alla ricerca della donna dei tuoi sogni.
Bleah. Che stronzo.
Volevo bene ad Ava, ma avrei diffidato di qualsiasi trentenne che dicesse quel genere di cazzate a un primo appuntamento.
I miei occhi passarono dalle mani di Tizio Sposato alla sua faccia proprio mentre lui alzava lo sguardo. Se solo fosse possibile pugnalare con gli occhi. Incenerii il bastardo. Non so bene perché rimasi sorpresa quando mi sorrise.
Cretino.
Probabilmente pensava che lo stessi controllando.Presi il cellulare dalla tasca per distrarmi e mi accinsi a rimettermi in pari con gli sms mentre aspettavo in coda. Solo che… non riuscivo a vedere quelle dannate lettere senza occhiali. Misi via il telefono. Mentre aspettavo pazientemente mi sentivo osservata, ma l’espressione accigliata coinvolge un numero di muscoli facciali maggiore rispetto a quella sorridente, e quel cretino non valeva una ruga.
Dopo aver usato la toilette ed essermi quasi ustionata le mani per lavarmele – il rubinetto dell’O’Leary ha solo una temperatura, più rovente dell’inferno – ero pronta per andare a casa. Il mio turno era finito un’ora prima e Ava stava da cani da quando il traditore era entrato nel locale, perciò dubitavo che avrebbe obiettato a mettere fine alla serata.
Un’intensa voce baritonale mi fermò mentre uscivo dalla toilette. «Ci siamo già conosciuti?»
Mi girai e vidi Tizio Sposato staccarsi dalla parete come se fosse rimasto lì ad aspettarmi. Ignoralo, Rachel. È uno spreco di tempo. Lo guardai negli occhi perché capisse che avevo sentito, poi voltai le spalle e mi avviai nel lungo corridoio verso il bar.
Non capì l’antifona. Mi raggiunse e cominciò a dirmi qualcosa, ma lo interruppi con decisione. «Sei un vero stronzo. Lo sai?»
Ebbe il coraggio di mostrarsi allibito. «Io? Allora ci conosciamo?»
«Conosco il genere.»
«Che diavolo significa?»
Alzai gli occhi al cielo. «Pensi di poter trattare di merda la gente solo perché sei bello, di potertela cavare con un sorriso. Be’, spero che un giorno il karma ti prenda a morsi le chiappe, che la tua bella mogliettina finisca per farsi mezza New York e ti passi una malattia venerea che ti faccia cascare i gioielli.»
Tirò su le mani. «Ascolta, dolcezza, non so per chi mi hai preso né cosa pensi che abbia fatto di male, ma sono certo che mi stai confondendo con un altro.»
La mia espressione gli disse di risparmiarsi le stronzate. «Sono qui con Ava.»
«Oh. Ava. Questo spiega tutto.»
Gli ringhiai, letteralmente. «Grrr… Be’, lo credo bene.»
Il cretino mi scoccò un sorriso a mille watt. «Sei carina quando ruggisci così.»
Per poco gli occhi non mi uscirono dalle orbite. «Ci stai provando con me?»
«Sarebbe sbagliato, vero? Considerando… sai… me e Ava e tutto quanto.»
«Che soggetto.» Feci per andarmene.
«Aspetta.» Mi afferrò per un braccio, fermandomi di nuovo. «Posso chiederti solo una cosa?»
«Cosa?»
«Chi è Ava?»
Allucinante. Uno come lui era possibile che non ricordasse il nome delle donne che fregava. Voglio dire, erano passate ben due settimane dall’ultima volta che erano andati a letto insieme. «Va’ a casa da tua moglie, Owen.»
Lasciai lo sposato Owen nel corridoio e tornai al tavolo dove Ava stava affogando il dolore nell’alcol.
«Ti va se ce ne andiamo? Sono stanca e domani mattina devo alzarmi presto.»
Pensai che non ci fosse bisogno di accennare al mio piccolo scontro con Owen. Avrebbe solo peggiorato le cose. Purtroppo Ava aveva già cominciato a innamorarsi dello stronzo. Nel mese in cui si erano frequentati, lui l’aveva mandata in estasi rifilandole baggianate su come vedeva il loro futuro con due figli e un carlino.
La cosa ironica è che aveva ragione. Il loro futuro comprendeva due figli e un carlino. Perché Owen teneva un guinzaglio mentre passeggiava con le due figliolette bionde quando lei l’aveva visto per caso al parco. Solo che aveva omesso di dire che, in questa versione del suo futuro, c’era anche sua moglie con in braccio il figlio di un mese.
Ava barcollò un pochino quando saltò giù dallo sgabello. «Dovrei salire su questo bancone e dire a ogni donna di stare attenta a quello stronzo.»
Normalmente, sarei stata d’accordo con lei. Ma quella sera ero convinta che una sua sortita sul bancone del bar si sarebbe conclusa con un viaggio al pronto soccorso.
«Non vale neanche la pena sprecare fiato per lui.» Presi la felpa dallo schienale dello sgabello e gliela porsi perché se la infilasse. Sospirò, e le prime due volte non ce la fece.
Dietro al bancone, Charlie – che ci aveva ascoltato per gran parte della serata – stava versando una birra. «Adesso basta. D’ora in poi voglio i nomi.» Sbatté il boccale pieno sul bancone di legno, schizzando birra ovunque. «Farò dei controlli su tutti gli stronzi con cui uscite.» Charlie O’Leary era il proprietario del pub di Brooklyn dove Ava e io lavoravamo. Era anche un poliziotto in pensione.
Sorrisi. «D’accordo. Ma lo sai che questo mi fa venire voglia di darti i nomi di sospetti serial killer, solo per guardare le tue orecchie assumere quella deliziosa sfumatura viola che ti viene quando sei arrabbiato.» Mi protesi sul bancone e lo baciai su una guancia. «’notte, Charlie-o.»Brontolò qualcosa riguardo al fatto di essere felice di non avere figlie femmine e mi mandò via con un cenno della mano.
«Possiamo uscire dal retro?» domandò Ava. «Non voglio passargli davanti.»
«Certo, nessun problema.»
La presi sottobraccio per assicurarmi che non perdesse l’equilibrio mentre camminavamo. Dopo qualche passo, alzai lo sguardo e vidi Tizio Sposato accanto all’uscita sul retro.
«Mmm… Ava, sarà meglio uscire dall’altra parte. Adesso si è spostato di qua.»
Lei si guardò attorno. «No, sta parlando all’ingresso con Sal, il nuovo cameriere.»
Era più sbronza di quanto pensassi. Accennai col mento verso l’uscita sul retro, puntando dritto verso Owen. «Quello è il retro, Ava.»
«Lo so. Owen è all’entrata principale.»
Aggrottai la fronte. «Quello non è Owen? Con la camicia blu?»
Lei sbuffò. «Ho detto che era quello bello in camicia blu, non il dio greco che la porta come un modello.»
Girai di scatto la testa verso la parte anteriore del locale. Vicino all’entrata c’era solo un uomo che non conoscevo, e stava parlando con Sal. «In questo momento, Owen sta parlando con il nuovo cameriere?»
Lei guardò di nuovo, poi sospirò e annuì. «Dovrei dire a Sal di prenderlo a pugni.»
«Ava, il tizio che sta parlando con Sal adesso, in questo momento, è Owen?»
«Sì.»
«La sua camicia è marrone, Ava, non blu.» Si voltò di nuovo verso l’entrata, strizzò gli occhi e si strinse nelle spalle. «Forse. Non ci vedo bene. Le lenti a contatto sono tutte sbavate di trucco e lacrime.»
Quando aveva detto che il suo ex era appena entrato nel pub e aveva fatto cenno in direzione dell’entrata, c’era solo un uomo con la camicia blu. 

Merda.
Me l’ero presa con il tizio sbagliato.
Visto che non potevo costringere Ava a uscire dalla porta dove si trovava il vero Owen, me ne feci una ragione. Naturalmente, Non Owen mi tenne gli occhi addosso, con un sorriso compiaciuto, per tutto il tragitto fino alla porta sul retro.
Annuì alla mia amica mentre passavamo. «Buonanotte, Ava. ’notte, peperino.»
Scelsi l’opzione codardia e guardai dritto davanti a me, evitando il contatto visivo con il tizio, finché non fummo fuori dalla porta.
Ava non ebbe altrettanta forza di volontà. Tenne la testa voltata per non perdere di vista Non Owen nemmeno mentre uscivamo nel vicolo. Poteva anche essere ubriaca e con le lenti a contatto sporche, ma non era cieca.
«Porca miseria. Hai visto quel tipo? E ha appena detto il mio nome?»
Mi voltai a guardare proprio mentre la porta si chiudeva. Non Owen fece ciao con la mano, sorridendo malizioso.
«Te lo sei immaginato.»
****
USCITE RECENTI DI VI KEELAND IN ITALIANO

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 SCRITTO IN COLLABORAZIONE CON PENELOPE WARD

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L'AUTRICE
Vi Keeland è un'autrice americana di romance con all'attivo milioni di libri venduti, presenti per oltre sessanta volte nelle principali classifiche dei best seller e tradotta in dodici lingue. Vive a New York con il marito e i loro tre figli, portando avanti il suo personale '...e vissero felici e contenti' con il ragazzo che ha incontrato a sei anni.

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VI KEELAND sarà fra le autrici ospiti al RARE di Roma il
28 settembre 2019... per sapere come partecipare all'evento cliccate QUI.



3 commenti:

  1. ho già letto un paio di romanzi di questa autrice e lo stile mi piace. ho già sul kindle "un perfetto bastardo" e i lista "the player". in lista pure questo

    RispondiElimina
  2. LI ho letti tutti!!! Ho iniziato proprio da "Beautiful mistake" e non mi sono più fermata. Ora la Keeland è la mia autrice preferita (sostituendo Kate Carlisle, che ha comunque uno stile narrativo molto diverso).

    RispondiElimina

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