MI CHIAMO BLOODY MARY di Emiliana de Vico - Recensione


    Autrice: Emiliana De Vico 
      Genere: Racconto Erotico/ Contemporaneo 
        Pubblicazione: Autopubblicato su Amazon.it, luglio 2014,pp.85
          Livello Sensualità: ALTO
            Disponibile SOLO in ebook

TRAMA: Alice guarda il mondo attraverso il cristallo di un calice sempre torbido. Giovane alcolista arranca tra serate di sballo fatte di sesso e alcol, e crolli emotivi. Solo quando viene costretta a frequentare un gruppo di terapia di alcolisti in trattamento si rende conto di quanto è profonda la sua dipendenza. Quello che non sa è l’importanza della condivisione, di avere una spalla a cui appoggiarsi. Trova un sostegno nello psichiatra che segue la terapia, fino a che la sua presenza non diventa qualcosa che va oltre il semplice aiuto. Alice sperimenta il senso di inadeguatezza, il sapore amaro delle ricadute e il sollievo della sobrietà. Il tutto attraverso gli occhi di Andrea. Scoprirà, così, qual è la sua vera dipendenza: l’amore.

    "Non baciarmi. Mi faresti male. Usa il mio corpo come hanno fatto in tanti, ma non baciarmi.
    Sono io ad annullare la distanza. Sono io che tocco la sua bocca. Sono io che ci sospiro sopra. E il suo sapore è la mia vita. Chiude gli occhi ma mi lascia fare. Lo bevo a piccoli sorsi in attesa del rifiuto che arriverà. E allora mi spezzerò, ma ora sono qui, e vivo di un momento rubato, capitato per caso. Ho baciato pochi uomini. Fottuto tanto, ma baciato niente. Non ho il coraggio di forzare le cose e accarezzarlo tutto, raggiungere il suo amico e rinsaldare una amicizia interrotta. Ci teniamo le mani e ci baciamo. Come adolescenti in cerca di sicurezza."
    La prima pagina di questo racconto ti colpisce come un pugno nello stomaco. Lo stile scarno, freddo, distaccato. Lo stesso freddo distacco con cui la protagonista, la ventisettenne Alice, conduce la sua vita. L'alcol per lei viene prima di tutto, la sua vita è di notte, di locale in locale, di bevuta in bevuta. Il sesso lo usa come palliativo dell'amore e lo fa ovunque e con chiunque, perchè l'alcol è l'unico vero amante che Alice ha, il resto, la ricerca  compulsiva di rapporti occasionali con uomini senza nome nè volto, è solo un modo per cercare di tappare il vuoto  senza fine che ha dentro. 
    MI CHIAMO BLOODY MARY mi ha coinvolta poco a poco, assolutamente diverso dalle storie romantiche che sono solita leggere, ma non per questo meno interessante. Mi ha tenuto legata a sè dalla prima all'ultima pagina.
    La narrazione è in prima persona e la De Vico, con uno stile che sembra tagliato con il coltello, soprattutto nella prima parte, riesce a rendere molto bene la condizione di dipendenza e di 'infelicità senza desideri' della protagonista. Alice è l'anima pulsante di questo racconto che prima di essere una storia d'amore e la storia di una rinascita. Una rinascita non facile, con ricadute, paure, ma anche crescita da parte di Alice che da donna-bambina imbottita di alcol alla ricerca di chissà cosa, diventa finalmente donna-adulta, ebbra di felicità e soddisfazione personale invece che di birra o whisky. 
    Alice sulle prime risulta insopportabile  a chi legge, non solo a chi le sta attorno ( perchè insopportabile  a se stessa) e poi, a poco a poco,  pur con le sue debolezze, iniziamo anche  noi a volerle bene, come succede a lei. Anche lo stile man mano che si procede con la narrazione si fa meno contratto, meno algido, essenziale. La trasformazione di Alice è rappresentata anche tramite l'uso di un linguaggio più rilassato e naturalmente meno sofferente.
    L'eroe, lo psicologo Andrea, è un personaggio un po' ambiguo, che ha un ruolo fondamentale nella rinascita di Alice, ma che è stato tracciato in modo un po' meno terso. Alla fine certi suoi comportamenti si arrivano a capire, ma il fatto che lui come operatore del gruppo di sostegno possa avere a che fare sentimentalmente/sessualmente con una paziente penso sia poco probabile
    nella vita di tutti i giorni , se non altro per deontologia professionale. In ogni caso non ho fatto fatica a sospendere l'incredulità per quanto riguarda l'affascinante psicologo, anche se, come ho detto, non mi ha colpita più di tanto, perchè è di Alice che mi interessava leggere, sopratutto. Andrea è importante in relazione ad Alice perchè lui, e l'amore per lui, sono la chiave che le apre la porta di una nuova vita.
      Tanto le prime pagine sono dure in questo racconto, quanto è dolce la fine. Romantica. Appagante. Un happy end che è più soddisfacente perchè raggiunto a fatica, scivolando lungo il percorso, rischiando spesso di ricadere nel baratro. L'amore entra finalmente nella vita di Alice e la riscalda, l'aiuta a trovare una ragione per vivere senza alcol, amore  che non è solo quello per Andrea ma in primis quello ( ritrovato) per se stessa. MI CHIAMO BLOODY MARY viene presentato come 'racconto erotico' ma personalmente non l'ho concepito come tale. Alice ha rapporti occasionali, quando beve, è sessualmente disinibita, a parole e a fatti, non mancano descrizioni crude e  ben dettagliate di questa sua vita sessuale senza calore, ma la parte interessante è che quando comincia a guarire, a riuscire a rimanere sobria, quando non ha più voglia di fare sesso come prima. Da sobria, riacquistata la consapevolezza di sè, Alice scopre la voglia di fare l'amore, in un letto, con l'uomo di cui è innamorata, abbracciata a lui, come i suoi genitori, che ancora, dopo anni di matrimonio, si addormentano uno nelle braccia dell'altro. Poi, una volta guarita e riguadagnata la fiducia in se stessa, ci sarà spazio per una sessualità più disinibita nella sua vita, perchè a quel punto il sesso non sarà più un modo per anestetizzare un vuoto senza fine, ma espressione di una relazione sessualmente vivace ed appagante. Consiglio a tutte MI CHIAMO BLOODY MARY, non solo perchè è scritto molto bene, ma perchè fa riflettere  su come l'amore, per noi stessi e per gli altri,  sia davvero la forza propulsiva della nostra esistenza. Trovarlo, a volte, può salvare davvero la vita.







ALTRI RACCONTI DA LEGGERE DI EMILIANA DE VICO

Incontri protetti (2013) - Delos Digital, collana Senza Sfumature (Romance erotico)
Zona d'ombra (2013) - Delos Digital, collana Senza Sfumature (Romance erotico)
Seta nera (2014) - Delos Digital, collana Senza Sfumature (Romance erotico)
Il braccialetto rosa (2014) - Delos Digital, collana Senza Sfumature (Romance erotico)




L'AUTRICE
Emiliana De Vico (1973) vive in un paesino nell'entroterra abruzzese, insieme al marito e ai due figli. Laureata in scienze sociali, lavora presso i Servizi Sociali di zona. Appassionata di romance, approccia questo filone dall'adolescenza. Alcuni suoi racconti sono contenuti in antologie della Delos Books a cura di Franco Forte (365 Storie d'amore; Speciale SF; il Magazzino dei Mondi 2).Vincitrice della terza edizione de "La vie en rose" 2012 con "Indaco". Il racconto "Rose sui tratturi" è stato segnalato dalla giuria del Premio Romance 2013 indetto da Mondadori. Per la collana Senza Sfumature ha già pubblicato racconti con protagonista Vivienne, come "Incontri protetti", "Zona d'ombra" e "Seta nera". “Mi chiamo Bloody Mary” è il primo tentativo in self publishing.

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3 commenti:

  1. l'ho trovato ben scritto con un linguaggio crudo e realista, una storia difficile da dimenticare per l'argomento trattato. Cominciato e letto tutto d'un fiato. Ciò dimostra che con la necessaria bravura anche temi scottanti e disturbanti possono entrare nel romance.

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    1. Esatto Keiko, non è cosa scrivi, molto spesso, ma come lo scrivi. Anche l'erotico, che spesso mi annoia, se scritto bene riesce a coinvolgermi.

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  2. Vi ringrazio per le belle parole. Mi fate camminare a un palmo da terra.

    RispondiElimina

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