PERCHE' I VAMPIRI hanno tutto questo successo?

L'uscita anche in Italia di Dark Lover (Mondolibri/Euroclub), primo volume della famosa saga romance sui vampiri della scrittrice americana JR Ward -- The Black Dagger Brotherhood -- ci è servita da spunto nel post precedente per un'indagine più generale sulle presenti fortune, soprattutto in terra americana, del sottogenere rosa Paranormale. Un genere che negli ultimi anni si è velocemente a sua volta ramificato in vari sotto-sotto generi, dei quali il ramo vampiresco è forse uno dei filoni più fortunati attualmente, anche se ben contrastato da quello del cosiddetto urban fantasy.

Dunque la Ward da scrittrice di romanzi rosa brevi a sfondo contemporaneo di medio successo (scritti come Beverly Bird) una volta intrapresa la strada del romanzo paranormale con il nuovo pseudonimo di JR Ward ha visto aumentare le vendite dei suoi romanzi in modo esponenziale. Nel giro di tre anni ( Dark Lover è uscito negli USA nel 2005) i suoi libri sono balzati in cima alle classifiche di vendita americane del genere e sembra ormai certo che nel 2009 il nuovo episodio della serie uscirà in prima istanza in hardback (cioè in brossura, edizione molto più costosa di quella in papaerback con cui è uscita fin ora ), onore riservato solo alle autrici più famose e da cui gli editori si aspettano grandi vendite, anche in edizioni più costose, proprio in ragione del loro grande seguito fra le lettrici. Come ha fatto la Beverly/Ward a passare da scrittrice di romance di media fama ad essere una stella nell'olimpo Romance in così poco tempo?
La risposta è che ce l'ha fatta grazie ai vampiri! E' chiaro che qualcosa di suo deve avercelo messo se i suoi romanzi stanno riscuotendo tanto successo, ma è anche indubbio che la Ward ha fatto la mossa di marketing giusta, abbracciando un genere in ascesa.
Perchè i vampiri fanno vendere!
A questo proposito è uscito qualche giorno fa sul Guardian Blog on Books, il blog letterario del quotidiano britannico The Guardian, un interessante articolo del blogger Will Davis che si interroga sulle ragioni di questo successo. Questo articolo cade, come si dice, proprio a fagiolo perchè indaga su un argomento che mi ha fatto venire l'idea del post precedente. E cioè: perchè così tante lettrici romance si sono innamorate di un genere di eroi che nell'immaginario collettivo dovrebbero essere delle figure poco raccomandabili, che suscitano timore, anche ribrezzo, ma non certo amore? Le ragioni possono essere varie, Davis nel suo articolo ne illustra alcune, eccole:

Dracula: mordi una volta e ti innamori per sempre.
Sono in giro sin dall'epoca in cui Tolstoj e Poe usavano penna e calamaio : perchè i vampiri hanno un fascino così duraturo?

Interview with Vampire

Da Dracula a Lestat e a Mona il Vampiro, la sete per i romanzi sui vampiri sembra non esaurirsi mai. Sono stati presi in esame da ogni possibile lato fino allo svenimento eppure la letteratura su di loro prolifera a una velocità maggiore di quanto i vampiri stessi possano mai sperare di andare. Cos' hanno questi libri che parlano di morti da affascinarci tanto?

I vampiri erano in giro ben da prima che diventassero soggetto di letteratura popolare ; le superstizioni su esseri demoniaci succhia sangue si trovano in molte culture in ogni epoca storica. E' però solo con l'ingresso, nel XIX° secolo, dei vampiri nel regno della narrativa che essi sono stati associati con la sessualità e il misticismo. Il padre di tutti i romanzi sui vampiri è naturalmente Dracula. Inizialmente di scarso successo, il romanzo di Bram Stoker è diventato l'archetipo di questo genere di romanzi. Ma di vampiri si era già i trattato in letteratura con Tolstoj, Poe e, più specificamente, nel romanzo lesbo-vampiresco Carmilla di Le Fanu e nel racconto Il Vampiro di John William Polidori del 1819.

Per gli standard contemporanei Dracula è però fuori moda. La narrativa moderna alza il livello di glamour dei vampiri e riduce il gusto gotico che caratterizava i primi romanzi. Si tende anche ad umanizzare il vampiro, presentandolo come capace di emozioni. Anche se Dracula contiene un bel po' di immagini a sfondo sadico sessuale, il suo protagonista è rappresentato come malvagio senza l'aggiunta di ulteriori complessità psicologiche. L'adattamento di Coppola rende uno splendido omaggio a Hammer, ma nonostante sia stato intitolato Dracula di Bram Stoker, in realtà ci ha ben poco a che fare. Cerca di spiegarlo come uomo , rappresentandolo traumatizzato dal suicidio della moglie. Il film di Coppola si ricollega all'evoluzione dei romanzi sui vampiri: non vogliamo più semplicemente osservare queste creature e spaventarci, vogliamo entrare nelle loro teste ed immaginare com'è essere loro.

Interview with the Vampire (Intervista con il Vampiro) è sicuramente, come direbbe Buffy, il 'sire', il signore di tutta la progenie contemporanea dei romanzi sui vampiri. I seguiti al classico del 1973 di Anne Rice vanno dalla trilogia trash ma coinvolgente della Queen of the Damned (La Regina dei Dannati) all'elegiaco Tale of the Body Snatcher (Racconto dell'Ultracorpo), ma nella mia mente L'Intervista rimane il romanzo più significativo ed originale della sua serie. Ambientato nella Francia del XVIII° secolo è incentrato su un giovane di nome Louis, che, sopraffatto dal dolore per la morte della sua famiglia accetta di diventare un vampiro. A questo fa seguito un tremendo senso di colpa e d'infelicità per i crimini che la sua nuova condizione gli fa commettere, così come pure profondi interrogativi sull'esistenza. Ilbprotagonista della Rice è allo stesso tempo umano e non umano, soprattutto ha una coscienza. Dal romanzo è stato tratto un film con Tom Cruise e anche se la stessa Rice ha ammesso che non era male, come molti adattamenti impallidisce davanti al romanzo. C'è qualcosa nei vampiri che i film, pur con tutti i loro effetti speciali, non sono proprio in grado di cogliere. Non importa quanto ben realizzato sia il film, prima o poi ci scorderemo di sospendere l'incredulità e saremo costretti a fare i conti con il fatto che stiamo vedendo il tipo di Top Gun con la parrucca e un sacco di cerone bianco. I romanzi, che non devono far recitare semplici mortali nella parte di vampiri, non sono così facilmente spoetizzanti.

Il fascino dei vampiri per gli adolescenti merita una considerazione speciale, visto che le saghe scritte per questo genere di lettori possono forse essere viste come l'ultima spiaggia per i romanzi vampireschi. In questi romanzi i vampiri non solo sono rappresentati come solitari sofisticati presi in giro dai compagni e tormentati dalla loro sete di sangue, ma, per chissà quale ragione, amano girare nelle scuole. Come nei libri della Rice e in The Last Vampire Chronicles (Cronache dell'Ultimo Vampiro) di Christopher Pike, i vampiri sono rappresentati con super poteri, virtualmente immortali e probabilmente capaci di dominare il mondo se volessero; un concetto affascinante, specialmente per un adolescente alienato.

Una cosa è certa sui vampiri: non importa in cui ci vengono serviti, il nostro appetito per loro non è destinato ad esaurirsi molto presto. Tuttavia ho il sospetto che la ragione per cui il romanzo sui vampiri cotinuerà a resistere è perchè le parole hanno il potere di catturare e sostenere il fascino e il misticismo che li circonda in un modo che i film, nonostante l'ausilio di elementi più istintivi come suono e immagine, non riescono a fare.

(Articolo apparso il 21 maggio 2008 sul book blog del Guardian. Se vuoi leggere l'articolo in versione originale vai qui.)

Questo argomento sembra aver interessato recentemente anche Candy, una delle redattrici del simpaticissimo blog Smart Bitches Trashy Books , che , nel modo ironico tipico di questo sito, analizza così le cause del grande successo dei romanzi paranormali e fa quest'osservazione che mi sembra illuminante:
Personalmente penso che l'attuale boom dei romanzi rosa paranormali sia diretta discendenza della serie di Anita Blake di Laurell K.Hamilton, che è più urban fantasy che il frutto di più antiche sensibiltà e mitologie vittoriane. Indipendentemente da quello che è diventata la serie di Anita Blake, e indipendentemente da quello che la gente possa pensare, la popolarità di questi romanzi e della sua indecente discendenza si basa su qualcosa di più dell'eccitazione che si può ricavare dal leggere di amplessi fra specie diverse che infrangono ogni tabù ; qualcuno nei commenti ha citato un commesso della Powell Books che ha definito il genere come quello di 'donne che commettono ogni tipo di atto sessuale e perversione immaginabile con vampiri, uomini lupo, demoni, stupratori tentacolari lovecraftiani, cioè ogni cosa immaginabile purchè non un uomo normale'. Questo mi ha fatto uscire un 'Aaah..' ma mi ha anche fatto pensare ' Oh, ma dai, non è giusto giudicare tutto il genere dei rosa paranormali solo perchè sei stata obbligata a leggerti le serie di Merry Gentry . Cioè, le scene di amplessi fra esseri di specie diverse che infrangono ogni taboo sono decisamente hot e sono indubbiamente un fattore determinate di successo (... ) ma dire ' E' per il sesso, stupida!' etichettando così l'intero fenomeno mi sembra semplicistico ed è alla stessa stregua del vecchio 'Bah, è porno, ecco perchè a loro piace!' che comprende tutto ma non spiega un bel niente.
La mia teoria è che sia anche dovuto alle donne, al fatto di dare alle donne il controllo e di come noi non ci sentiamo ancora abbastanza a nostro agio per inserirlo in un tipo di narrativa realistica, legata alla vita reale. Il picco nella domanda di donne in ruoli dominanti come cacciatrici, protettrici e guerriere è un po' che va avanti e penso che questo dica qualcosa di interessante su di noi e sul nostro livello di agio con e/o la nostra incapacità di sospendere l'incredulità con donne in possesso di un certo tipo di potere culturale , che la maggior parte delle scene di violenza avvengano nella Non-Terra e che molte delle eroine siano Non-del-tutto-umane. La produzione attuale di paranormal romance deve molto ad Anita Blake ma deve anche tanto a Buffy, L'Ammazza Vampiri.
Questo il punto di vista di alcuni blogger 'esperti' del settore, ma le lettrici che amano e seguono questo genere, e quindi anche loro esperte, come la pensano veramente? Dove sta il fascino di questi 'eroi paranormali'? Questi romanzi vengono davvero letti da molte solo per l'abbondanza di scene 'hot hot' ( non a caso l'Euroclub ha etichettato Dark Lover con la dicitura 'SOLO PER ADULTI'), cioè come se fossero in realtà erotica romances camuffati da paranormals , oppure per l'immagine di donna forte spesso data dalle eroine di queste storie o per cos'altro ancora? Quando inizierò a leggere i romanzi di JR Ward potrò aggiungere anche il mio punto di vista a riguardo e certamente lo farò. Per ora mi limito a meditare su quello che dice chi questi libri li legge e li conosce.


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3 commenti:

  1. Concordo su molti punti. In effetti credo che l'influenza del telefilm Buffy the vampire slayer sia stta determinante sia in talia che in America per il successo di questi romanzi, Ancora oggi, molte autrici come Meg Cabot, L. A. Banks e Colleen Gleason, basano le loro trame sul prototipo di quella di Buffy. Il fascino del vampiro è immortale e credo in parte drivi dalla sua bellezza e dalla sua sensualità, in parte dal fascino del male e dal fatto del loro bisogno. Cioè loro hanno bisogno del sangue delle loro vittime per vivere, e il bisogno di sentirsi desiderati è un tema ricorrente di questi libri, è ciò che spesso chi si innamora dei personaggi vampiri prova e ciò che di riflesso prova il lettore.

    Su Laurell K. Hamilton bisognerebbe, credo, fare un discorso a parte, in quanto crdo che negli ultimi anni viva di rendita, ciòè che i suoi fan continuino a comprare i suoi libri, ma sperino che torni al livello stilistico dei primi dieci libri (almeno io lo spero) perchè va bene il sesso, va bene orgie, ma Anita non può farsi in ogni libro venti o trenta persone! Le tame ormai sono quasi scomparse!

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  2. Posso parlare soltanto per me, come lettrice anche di questo genere di romanzi... a me le scene hot non interessano affatto, m'interessa il tema dell'immortalità, dell'amore che supera barriere e differenze, anche la stessa morte. Sentimenti intensi, profondi a volte struggenti.
    Ti ho appena mandato la mia lista di romance preferiti, come vedrai di romanzi hot non ce n'è, ci sono scene d'amore più o meno intense. La stessa Hamilton (che cito col suo primo romanzo su Anita Blake, Nodo di sangue), quando ha iniziato con l'infarcire i suoi libri di solo sesso, ha perso molti lettori o quantomeno li ha infastiditi! Io stessa non credo che continuerò ad acquistarli quando arriveranno in Italia...semplicemente perchè voglio leggere dei paranormali, non dei romanzi erotici mascherati!

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  3. Sinceramente avendo letto poco o nulla in merito non sono ancora riuscita a capire se mi piace o meno il genere. Confesso però di esserne incuriosita. :)

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