CHRISTMAS IN LOVE 2011: UN REGALO INASPETTATO di Laura Gay

Hampshire, Inghilterra, 1852
Sophie balzò in piedi, gli occhi spalancati per lo stupore e l’irritazione. Suo marito aveva avuto la faccia tosta di tornare a casa, dopo ben cinque anni di assenza, e senza farsi annunciare.
Non che fosse tenuto a farlo, ovviamente. Quella, in fondo, era anche casa sua.
Tuttavia, trovava di pessimo gusto la sua improvvisata, tanto più che era la vigilia di Natale e stava intrattenendo degli ospiti. L’indomani l’intera cittadina non avrebbe avuto altro di cui sparlare!
Afferrò nervosamente il ventaglio, nel tentativo di farsi aria. La sala da pranzo era affollata e un fuoco scoppiettante ardeva nel camino, forse era per questo che le sue guance erano così accaldate?
Lanciò un’occhiata sconcertata all’uomo che incedeva nella stanza con passi decisi, scambiando cenni di saluto e sorrisi di circostanza. Non era cambiato molto dall’ultima volta che lo aveva visto. Era sempre bello come un dio, con i lineamenti decisi del viso, gli occhi di un azzurro intenso e la mascella ben delineata. Alto più della maggior parte dei gentiluomini presenti, faceva la sua grandiosa figura mentre si avvicinava alla tavola imbandita.
Sophie notò che più di una delle donne presenti gli lanciava, in tralice, occhiate vogliose, alle quali lui rispondeva con un ghigno divertito.
La cosa non avrebbe dovuto toccarla. In fondo, non era mai stato un marito. L’aveva abbandonata in quella casa di campagna subito dopo le nozze e – dopo essersi preso il suo divertimento, togliendole la verginità – era approdato ad altri lidi, godendosi le feste londinesi, mentre lei marciva in quel paese dimenticato da tutti.
Da quel momento, tutto ciò che aveva avuto da lui erano state poche lettere e una rendita mensile. Il resto lo aveva saputo dai pettegolezzi che non risparmiavano nessuna delle sue avventure amorose e la informavano dettagliatamente sulle sue ultime conquiste.
Finalmente il suo sguardo si posò su di lei, trattenendosi solo il tempo necessario a rivolgerle un sorrisino ironico.
– Spero di non aver interrotto la vostra festa, mia cara – disse chinandosi sulla sua mano per baciarla con galanteria.
L’occhiata che lei gli lanciò avrebbe potuto incendiare l’intera casa, per la rabbia mal trattenuta.
– Ebbene sì, l’avete fatto. Qual buon vento vi porta qui, Lyndhurst? – si era volutamente rivolta a lui usando il titolo, invece del suo nome.
George Ernest Alexander Malory, conte di Lyndhurst, aggrottò la fronte. Evidentemente non si aspettava quell’ accoglienza da lei. Un tempo Sophie era stata la più dolce e sottomessa delle creature, sempre pronta ad assecondare ogni suo desiderio con un estatico sorriso.
Ma quei tempi erano ormai lontani per lei. Risalivano a quando era ancora stupidamente innamorata di quel libertino vanesio ed egoista.
Lo sguardo del conte tornò a posarsi su di lei, come per studiarla attentamente. Quel che vide lo lasciò senza fiato. Sophia non era più l’ingenua ragazzina che aveva sposato. Nei suoi occhi brillava una luce nuova che lo intrigava molto più di quanto avrebbe voluto ammettere.
– Vogliate scusarmi – disse infine, rivolto agli ospiti presenti. – Non vedo mia moglie da parecchio tempo e vi sarei infinitamente grato se voleste concedermi il piacere di trascorrere la vigilia di Natale da solo con lei.
Sophie trasalì  e cercò di obiettare, ma un’occhiata decisa del marito la dissuase dal provare ad opporsi alla sua decisione. Si ritrovò ad osservare i suoi invitati congedarsi, l’uno dopo l’altro, fra risatine e commenti fatti sottovoce.
Era evidente che immaginavano calde scene di letto e amplessi appassionati, ben lungi dal conoscere la triste realtà: suo marito non provava la benché minima attrazione nei suoi confronti e probabilmente li aveva allontanati solo per il piacere perverso di assistere alla sua ultima umiliazione.
Con gli occhi che le bruciavano di lacrime represse Sophie, appena rimasti soli, si avventò su di lui con un fiume di parole: – Come osi, lurido verme schifoso! – improvvisamente era passata a un tono molto più confidenziale, fatto che divertì assai il suo scaltro marito. – Pensi di poterti presentare alla mia porta, come se niente fosse, dopo ben cinque anni di assenza? E che io ti accolga come una mogliettina devota e paziente?
Ebbene sì. Era questo che si era aspettato da una donna come Sophie. E il suo cambiamento lo aveva, a dir poco, spiazzato.
Interessante.
Le guance di lei si erano tinte di un rosso acceso, mentre inveiva. Aveva un’aria deliziosamente indispettita e le lingue di fuoco che fuoriuscivano dai suoi occhi, pronte a incenerirlo, la rendevano davvero affascinante.
– Suvvia, è questo il modo di accogliere il proprio marito la sera della vigilia di Natale? – le disse ironico. Quel gioco cominciava a piacergli, dopotutto. – Perché non termini la tua cena mentre mi racconti qualcosa di te? Sono così curioso, tesoro!
– Mi è passata la fame. Tu puoi farti portare qualcosa, se vuoi, e spero ardentemente che ti vada di traverso. Io me ne andrò a letto.
Lo sguardo malizioso che seguì le sue parole la fecero arrossire ulteriormente. Vide il marito inarcare le sopracciglia e si sentì obbligata a precisare: – Da sola, ovviamente.
– Ovviamente.
Mentre gli voltava le spalle e si allontanava impettita si sentì osservata, ma non se ne curò. Che la guardasse pure, lei non sarebbe tornata sui suoi passi per servirlo e riverirlo come un tempo. Quella Sophie che lui ricordava non esisteva più.
******
Più tardi, nella solitudine della sua camera da letto, mentre si spazzolava i lunghi capelli castani, Sophie sentì dei passi nel corridoio. Avrebbe riconosciuto a occhi chiusi quell’andatura e istintivamente si volse verso la porta che, un attimo dopo, si aprì di scatto.
– Non ti hanno insegnato a bussare?
Lui si appoggiò  allo stipite della porta con aria indolente.
– Perché dovrei bussare? Questa è casa mia e tu sei mia moglie.
Sophie si lasciò  sfuggire uno sbuffo irritato. Avrebbe voluto cancellargli dalla faccia quel sorrisino soddisfatto. Tuttavia, preferì ignorarlo e tornò  a volgersi verso lo specchio, agitandosi sulla poltroncina su cui era seduta. Il mobile da toeletta di fronte a lei era pieno di bottigliette di profumo, nastri per capelli, gioielli e ninnoli vari. Quello era il suo regno e ben presto avrebbe fatto capire a quel presuntuoso che lì non era gradito.
Come se non si fosse reso conto del suo malumore, lui continuava a fissarla. Pareva seriamente intrigato da lei. Se solo non lo avesse ritenuto impossibile, Sophie avrebbe pensato che la stesse spogliando con gli occhi.
In realtà era proprio quel che stava facendo.
La sua dolce mogliettina indossava una camicia da notte talmente leggera da sembrare trasparente e, sotto di essa, le sue forme sinuose risplendevano ai bagliori della lampada a olio.
Deglutì, cercando di ignorare l’impennata del suo membro che dimostrava di gradire quello che aveva sotto gli occhi. Non se lo sarebbe mai aspettato. Non era tornato a casa per farsi sedurre da sua moglie. In realtà l’aveva fatto controvoglia, per puro senso del dovere. Aveva deciso che fosse giunto per lui il momento di avere un erede, ma non immaginava che portare a letto Sophie potesse piacergli.
L’atto consumato dopo il matrimonio era stato frettoloso e inappagante. Lei, come la maggior parte delle spose vergini, era rimasta ferma e immobile, aspettandosi che lui facesse quel che doveva, senza mostrare il minimo trasporto. Era stato come possedere un blocco di marmo.
Possibile che ora si fosse trasformata in una femmina ammaliatrice?
Innervosita dal suo silenzio, Sophie sbottò: – Dunque? Perché sei venuto?
– Per riscuotere il mio regalo di Natale, mia cara.
– Quale regalo? Non ti ho preso nessun regalo…
Ma non ebbe il tempo di terminare la frase che lui le si era avvicinato, inginocchiandosi di fronte a lei. In quella posizione i loro occhi erano alla stessa altezza e Sophie poté scorgere in quelli di lui una luce inqietante, quanto insolita. Era certa che non l’avesse mai guardata in quel modo.
– Mi riferivo a questo regalo – chiarì in un sussurro. Poi la sua mano destra le sfiorò la caviglia nuda, risalendo lungo il polpaccio, fino a sfiorarle il ginocchio.
Il respiro di lei accelerò  all’istante e una risatina nervosa la scosse. – Se pensi che verrò a letto con te perché è la vigilia di Natale, ti sbagli di grosso!
Il suo sorrisino ironico quasi l’abbagliò. Era dannatamente bello, mentre con la mano le accarezzava la coscia, senza staccare gli occhi dai suoi.
– Oh, no, tesoro. Tu non verrai a letto con me perché è la vigilia di Natale, ma perché sei mia moglie e sei tenuta a fare quello che ti chiedo.
George scorse nella sua espressione un bagliore omicida che lo eccitò. Se Sophie avesse messo un briciolo di quella passione nel loro amplesso, avrebbero fatto faville insieme.
– Sei un illuso! Non te la darò vinta!
– Ah, no?
La sua mano intanto si era insinuata più in alto e ora accarezzava la sua parte più  intima e segreta, in lenti cerchi che le strapparono un gemito. Un piacere devastante l’assalì all’improvviso, al punto che dimenticò ogni cosa. Persino il risentimento che nutriva nei confronti di quell’uomo egoista e assente svanì all’istante. – Oh, sì – si lasciò sfuggire in un sospiro.
Lui emise una risatina roca, di gola. Era decisamente eccitato da sua moglie. Talmente eccitato che si diede dello stupido per averla lasciata sola così a lungo. Sophie era una donna che meritava di essere baciata, accarezzata, assaggiata lentamente e più volte. Una donna da amare teneramente e appassionatamente per tutta la vita. Come aveva fatto a non capirlo prima?
Sì, quel Natale gli aveva portato un regalo inaspettato. Il più bello che potesse desiderare.
 

 


LAURA GAY nasce a Genova nel 1970. Esordisce come scrittrice nel 2008 con un romanzo storico: Edmond e Charlotte. Le scelte dell'amore, edito da Enrico Folci Editore, e da allora non si è più fermata. Ha pubblicato La figlia del re di Francia con la 0111 Edizioni e un time travel dal titolo Prigioniera del tempo, edito da Boopen. ( Lo trovate QUI)  .Sulla scia del successo ottenuto da questo suo romanzo, ha deciso di pubblicarne il seguito che è uscito di recente con il titolo Ovunque sarai ( Lo trovate QUI).
VISITA IL SUO SITO: http://www.lauragay.blogspot.com


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29 commenti:

  1. sarò tradizionalista, ma questo è il genere di racconto che prediligo. fabiola

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  2. Bello! Quanta passione in questo Natale! :)

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  3. Racconto molto ben scritto, mi è piaciuto!
    Lunaspi

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  4. io avrei trasformato questo racconto "passion" in un bel "giallo"...lei uccide lui...un pò scontato forse però con un tipo del genere che scompare per 5 anni e ritorna quando gli ormoni glielo chiedono non vedo alternative!!

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  5. shantimoon13/12/11, 16:35

    Il racconto è scritto bene ma l'ho trovato poco credibile (cinque anni son sempre cinque anni)e forse con i soliti clichè di genere letti ormai molte volte. Mi aspettavo anch'io un guizzo migliore di fantasia.

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  6. Laura non mi delude mai! Romantico, storico e ben scritto! Nessun appunto da fare...Brava cara!
    Simona

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  7. Romance classico, perfetto, il mio preferito. Però due schiaffi e un calcio ben assestato se li meritava eccome. Poi magari una doccia fredda. ANITA GAMBELLI.

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  8. Racconto ben scritto, atmosfera azzeccata ma dopo cinque anni per questo bellimbusto ci voleva una sacra settimana natalizia su una bella graticola accesa! E il resto... con l'Anno Nuovo!!!

    Brava comunque!

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  9. Bel racconto!!!
    Personaggi e atmosfera azzeccati....
    sarebbero due protagonisti eccellenti per un romanzo...
    Brava Laura!!!
    Juliet

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  10. Amo le atmosfere storiche e i toni del romance tradizionale, e in questo racconto, pur nella brevità che non permette un gran gioco di schermaglia, l'idea del "padrone" che finisce sedotto è resa bene.

    Patrizia

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. Che bello ritrovare il solito stile fresco e fluido di Laura. Bravissima.
    Certo lui avrebbe meritato di soffrire, e anche molto, ma comprendo bene che lo spazio tiranno non permetteva di tergiversare. Magari esplodendo il tutto in un romanzo ci sarebbe tempo e modo per tradirlo e anche picchiarlo. Così impara a non apprezzare la moglie ^_^
    Cert che se ci fa arrabbiare tanto Laura è stata proprio brava a delinearlo!
    Libera

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  13. Accipicchia, con che coraggio è tornato? E proprio a Natale, una bella sorpresa davvero, e pretende che lei lo accolga a braccia aperte. Che sfacciato presuntuoso!
    Se fosse accaduto l'incontrario, chissà se lui l'avrebbe aspettata...
    Comunque mi è piaciuto davvero molto, e' il mio genere. Complimenti a Laura.

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  14. Be', certo il buon vecchio romance storico ha un fascino intramontabile! In effetti lui sarebbe da prendere a mazzate sulla testa con un bel ramo grosso dell'albero di Natale, secondo la ns. mentalità. Il racconto, però, si svolge 150 anni fa e l'autrice, giustamente, si è adeguata alla sensibilità di allora, che avrebbe considerato il comportamento del marito un peccatuccio veniale e quello della moglie nn solo normale ma doveroso. Siete o nn siete contente di vivere nel XXI° secolo? Che poi, uno così, prima o poi lo si perdona anche volentieri, ma dopo avergli fatto vedere i sorci verdi. In qs. caso lo spazio è tiranno.

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  15. Davvero molto bello!! mi è piaciuto tantissimo,che brava questa scrittrice :)

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  16. Bè, almeno alla fine ha capito di essere stato uno stupido! Carino il personaggio di Sophie! Brava laura!

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  17. Un classico come personaggio e atmosfera, ma scritto in modo molto piacevole... e poi ragazze Laura ha chiuso il racconto con lei che raggiunge il piacere, ma chi ci dice che finito questo bel momento lui non abbia beccato un meritatissimo schiaffo per come si è comportato?!
    Cri

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  18. Lo stile mi è piaciuto molto, era veramente ben scritto,anche i personaggi erano ben delineati, lo si capiva anche da queste poche righe. Come trama, però, l'ho trovato molto simile ad Intime Promesse della Thomas... comunque molto appassionante.

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  19. Le storie che parlano di ritorni mi piacciono tantissimo e questa non fa eccezione. Complimenti a Laura Gay, mi sarebbe piaciuto proseguire la lettura di questo breve racconto per vedere cosa succedeva......
    Daisy

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  20. Mi piacciono molto le storie ambientate nell'Inghilterra ottocentesca e questa è ben scritta, scorrevole e accattivante, peccato solo per il finale, perchè anch'io (come tante lettrici) al posto di Sophie avrei fatto versare un po' di sangue a quella faccia tosta di suo marito. Vorrà dire che userò un po' d'immaginazione. ^_^

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  21. Racconto bello, affascinante e ... divertente.
    Una piacevolissima lettura: peccato sia così "sintetico". Ma, a ben pensarci, anche nella sua brevità sta parte del suo fascino.

    Micaela

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  22. Cara Micaelac la brevità non è una scelta dell'autrice ma una richiesta nostra. I racconti non dovevano andare oltre un certo numero di battute...anche se devo dire che per alcune abbiamodovuto chiudere un occhio...perchè hanno chiaramento sforato!
    Però un racconto è un racconto e la sua bellezza sta proprio nella sua brevità e la bravura dell'autore nel sapere sfruttare al meglio quella brevità!

    Francy

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  23. Molto bello, ma al posto di Sophie lo avrei fatto penare ancora(..il verme).

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  24. Devo dire, che è molto immediato e molto breve, ha calcato tutto sulla passionalità e l'erotismo, non c'è molta trama, ma il modo di scrivere coinvolge...

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  25. Ringrazio tutti per i commenti. Purtroppo, come ha già detto Francy, la brevità del racconto non è una mia scelta, ho cercato di rispettare il limite delle battute. Forse avrei potuto fare di più, sviluppare meglio la trama e magari rendere più vendicativa la protagonista (sicuramente lui avrebbe avuto bisogno di una bella lezione). Magari la prossima volta farò di meglio. Grazie ancora a coloro che hanno commentato.

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  26. brava questa scrittrice!
    le storie nel periodo dell'inghilterra ottocentesca hanno sempre un grande fascino

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  27. Laura Gay scrive molto bene, da professionista, accurata e precisa.
    Devo però dire che, personalmente, mi sono stufata di mariti che abbandonano le mogli per anni e poi tornano perché devono procreare e quelle sciocche cadono subito ai loro piedi!
    Sono sicura che Laura, usando questo racconto come partenza, gli farà pagare tutti i peccati!

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  28. @Lullibi: ti ringrazio per i complimenti sul mio modo di scrivere. Di sicuro, se questo fosse stato un romanzo invece di un racconto breve, avrei fatto tribolare non poco questo odioso marito egoista. Purtroppo lo spazio era poco e un romance si suppone che abbia un lieto fine, quindi non ho potuto dare ampio spazio alla vendetta della sua sposa. Però possiamo sempre immaginare che lei gli assesti un pugno sul naso, proprio sul più bello! :-)

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  29. Un bel racconto, non c'è che dire.
    La storia è un pò inverosimile ma si legge così bene...
    Brava Laura.

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