INFILTRATO PER AMORE di Mary Rotnan


Autrice: Mary Rotnan
Genere:   Contemporaneo, Romantic Suspense
Ambientazione:  New York (USA)
Pubblicazione : Mary Rotnan, 22 maggio 2018, pp.137
Parte di una serie: No
Livello sensualità:  BASSO
Disponibile SOLO in ebook a €2,99 (Kindle Unlimited)

TRAMA: Josh Miller è un tenente della polizia di New York, il suo compito è quello di proteggere Emily Susan Eaton, naturalmente senza che lei lo sappia. Si presenterà a lei come Lucas Parker, un dirigente della SE Corporation il cui proprietario è proprio il padre di Emily.
Emily è un viceprocuratore del Palazzo di Giustizia di New York, ed è alle prese con un caso che la metterà nel mirino di uno psicopatico che fa parte di una setta il cui capo deve essere processato per varie imputazioni. Il gravoso processo è tutto sulle spalle di Emily, che dovrà fare i conti anche con l'attrazione che proverà per Josh.

La scoperta di chi è realmente lui, complicherà la relazione appena nata.


“Infiltrato per amore” è un romanzo breve che sfiora il giallo, il poliziesco e il sentimentale approfondendo più quest’ultima linea rispetto alle altre.
I due protagonisti sono delle belle persone che si trovano a dover stare insieme perché Emily ha subito delle minacce.
Ma chi sono Emily e chi è l’infiltrato?
Emily Susan Eaton è uno dei viceprocuratori del tribunale di NewYork che sta istruendo un processo contro il capo di una setta che ha ucciso e torturato più persone e, avendo subito minacce di morte, deve essere messa sotto protezione anche contro la sua volontà.
E qui entra in gioco Josh Lucas Miller, tenente della polizia che da dieci anni lavora come infiltrato sempre con ottimi risultati. A lui viene ordinato di mettersi al fianco di Emily addirittura facendosi passare per il suo fidanzato con il beneplacito del di lei padre proprietario della SE Corporation e ricchissimo sostenitore delle forze di polizia newyorkesi.
…”-Il dipartimento di polizia non può farsi comandare da Simon Eaton ,per proteggere la sua principessa! Protestò lui alzandosi in piedi.-Invece può.-   Tuonò una voce alle sue spalle.  -Specie se Simon Eaton  versa nelle casse del dipartimento di polizia cinque milioni di dollari per tale protezione.”
Per avallare questa sua nuova identità, oltre ad un nuovo nome, Lucas Miller, a Josh viene fornito un ufficio a fianco di quello del proprietario e, avendo una laurea in giurisprudenza ottenuta a pieni voti, anche parecchio lavoro da svolgere. L’intento di Eaton padre è quello di far sì che i due, che ancora non si conoscono, si innamorino sul serio e lo rendano felicemente nonno.
…”Si prese un minuto per guardare  la donna che avanzava verso Eaton: alta snella, capelli castani con ciocche più chiare...Da dietro era uno schianto, sperava  anche davanti. Pensò Josh continuando a fissarla.  Solo quando parlò comprese che aveva di fronte la sua ignara fidanzata.Cazzo! L’aveva talmente imbambolato che non se ne era nemmeno accorto.-La lascio a sua figlia Eaton-   quel tono non sfuggi a Emily, doveva essere davvero in gamba perché suo padre gli lasciasse certe libertà.-Grazie Parker-Buona serata e buona cena-  esclamò guardando la ragazza negli occhi. Era alta ma lui la sovrastava di qualche centimetro. Meglio andarsene, l’incontro doveva apparire casuale.Simon lo richiamò mentre era sulla porta -Non dimentichi del gala di venerdì che ho sponsorizzato-  Gli ricordò con tono autoritario.-Non potrei- replicò , ma all’indirizzo di Emily, che si sentì percorrere da un brivido sconosciuto.”
Il “lavoro” per Josh diventa problematico quando si accorge di provare dei sentimenti per Emily soprattutto perché la minaccia per la vita della giovane continua e non si riesce a trovare il colpevole.
Anche Emily si sente attratta da lui ma  non sospetta  che l’uomo  le è accanto per  svolgere un lavoro …
“Josh si svegliò in preda ai rimorsi, stava ingannando quella donna , ma non poteva fare altrimenti; si sentiva diviso. Voltò lo sguardo e la vide riposare pacificamente, un braccio era abbandonato sul suo petto e il lieve respiro gli stava solleticando la pelle.”
Naturalmente l’inganno  viene alla luce a causa di un fatto grave ma tutto servirà finalmente a far luce su chi non vuole far arrivare la donna al processo.
Questo breve romanzo è stato abbastanza piacevole da leggere perché l’autrice ha mantenuto un tono  leggero per tutta la vicenda, arricchendola con una seconda storia d’ amore e ha tratteggiato molto bene i protagonisti senza dimenticare però i personaggi secondari che hanno un bel carattere. Purtroppo ne ha risentito la parte gialla che è stata poco esplicitata e la soluzione del mistero risolta in poche righe: un po’ più di approfondimento non mi sarebbe dispiaciuto.
Sarebbero state gradite, vista l’intensità dei protagonisti, delle scene d’amore più passionali  ma, dato che non conosco la scrittrice, posso ipotizzare che sia stata una sua libera scelta il mantenersi su livelli non particolarmente intensi.
La scrittura scorre ma  consiglierei di rivedere l’editing perché qualche errore non è stato corretto. In ogni caso una lettura discreta.








COME INIZIA IL ROMANZO...

1 
 Josh Miller si guardò attorno, l’austerità dell’ufficio avrebbe dovuto incutergli timore e sottomissione, ma a lui non faceva nessun effetto. Si mosse pesantemente, era scomodo su quella sedia troppo piccola per lui; per fortuna la porta si aprì in quel momento facendo entrare il capitano Kartell. «Tenente Miller, finalmente si fa vedere nel mio ufficio» l’apostrofò il suo superiore con tono ironico, gettando sulla scrivania alcuni fascicoli. «Mi ha cercato molte volte?» rispose Josh con lo stesso tono, ben conoscendo la verità. «Non faccia il furbo con me, Miller!» l’ammonì sedendosi e aprendo il
fascicolo che aveva davanti a lui. «Non dovrei essere qui, sto rischiando la mia copertura» protestò il tenente agitandosi leggermente e continuando a stare all’erta, mentre aspettava che il suo superiore gli dicesse il motivo di quella strana convocazione. «Non preoccuparti, Josh. Ti ho fatto venire a quest’ora perché non c’è quasi nessuno e sono sicuro che hai preso la strada meno visibile» ribatté l’amico passando al tono confidenziale che usavano di solito. Si conoscevano da dieci anni, avevano fatto l’accademia di Polizia assieme, ma Andrew Kartell aveva preferito fare carriera ed era diventato capitano della sezione investigativa del dipartimento di New York; mentre Joshua Lucas Miller aveva sempre amato il pericolo e l’adrenalina al massimo, così era diventato un agente infiltrato con tanto di fedina penale sporca. Quelle divisioni dei compiti stavano procedendo a gonfie vele da anni. Solo le alte sfere e Kartell erano a conoscenza di quali fossero i suoi ordini. Ogni giorno gli veniva comunicato il codice della giornata dettato da ogni capitano di distretto, mentre veniva svolto il briefing mattutino ai suoi colleghi; questo serviva in caso di retata da parte dei poliziotti, così gli agenti infiltrati potevano fornirlo per essere individuati come appartenenti alle forze dell’ordine in un eventuale arresto. Erano esattamente dieci anni che svolgeva il compito di agente sotto copertura per il dipartimento di Polizia della città.  Sei mesi prima, aveva concluso positivamente un caso che lo aveva visto impegnato come affiliato di una gang di strada che aveva commesso molti omicidi nelle zone del Bronx. Per quasi un anno, si era dovuto travestire, parlare e camminare come i componenti della banda; si era dovuto anche rasare i capelli a zero e portare il cappello di lana con il simbolo del clan anche d’estate, ed era risaputo che le estati a New York erano tremendamente afose. Per fortuna, il suo caso si era concluso in tempi rapidi, quando aveva trovato i responsabili dell’uccisione di due bambine e le prove che i capi della gang erano i mandanti degli omicidi. Dopo quell’indagine, era rimasto fermo per due mesi, nei quali, nel frattempo, gli erano ricresciuti i capelli con sommo piacere dei suoi genitori e anche la barba, che invece aveva urtato sua madre, ma era utile per non farsi riconoscere. Per quanto i suoi genitori conoscessero il suo lavoro, non aveva mai detto loro la reale  pericolosità. Aveva sempre minimizzato per non preoccuparli.  «Non credo che tu mi abbia chiamato per farmi i complimenti per come mi muovo» replicò con ironia. «In effetti, no» grugnì il capitano. «Guarda queste foto.» Gli passò il fascicolo aspettando che finisse la lettura, tamburellando le dita sulla vecchia scrivania.  Josh guardò l’intero dossier, sollevando qualche carata. «Lei lo sa?» «Non tutto.» Josh tornò a leggere i referti medici e guardò le foto. Riprendevano due scene di un omicidio, erano immagini crude e violente che fecero star male pure lui che era un poliziotto navigato. Sfogliò le altre pagine e trovò altre foto che riprendevano una giovane ragazza in vari momenti della giornata.  «Quando hai avuto queste?» chiese indicando quelle della donna che veniva fotografata nel momento in cui stava andando al lavoro, mentre prendeva un caffè e si trovava ad un galà. Le immagini erano in bianco e nero, come quella indicata con un dito da Josh, che ritraeva una giovane donna di profilo che saliva le scale di corsa. «Ieri, per quello ti ho chiamato. La ragazza non è una qualsiasi» lo informò indicando la bellezza. Il tenente continuò a leggere attentamente il fascicolo mentre, con occhio allenato, la rimirava: fisico tonico, capelli lunghi lasciati liberi, gambe da capogiro; peccato che non si vedesse bene il viso. «Ha un viso familiare… per quello che si vede» sbottò, cercando il nome della donna ritratta.  «È Emily Susan Eaton» esclamò l’amico, ben sapendo di far cadere una bomba. «Mi stai dicendo che questa è la figlia di Simon W. Eaton?» chiese incredulo, indicando con il dito la giovane. «Già» annuì, agitandosi sulla sedia. Avevano un bel problema e ancora Josh non ne capiva la portata o, se l’avesse compreso, stava cercando di scansarlo. «Allora hai davvero un grosso problema» ribatté Josh ridendo. «Auguri!» «Lo abbiamo» lo corresse Kartell. «Come potrai leggere, non vuole nessuna guardia del corpo. Si è rifiutata di farsi proteggere da qualsiasi uomo o donna poliziotto.» «Ripeto, hai un problema!» affermò con sicurezza. Aveva già capito dove volesse andare a parare il suo amico. «Io sono sotto
copertura, ricordi?» «Non più» disse Kartell, con un sorriso perfido facendo cadere la seconda bomba. «No! Non puoi chiedermi di investigare su questi omicidi per salvare il culo alla figlia di papà, anche se è il viceprocuratore!» «Il tuo lavoro sotto copertura era appena iniziato, un tuo collega ha già preso il tuo posto da…» disse guardando l’orologio, «due ore.» «Cazzo, Andy!» sbottò Josh alzandosi e facendo cadere la sedia. Non gli interessava fare quel genere di indagini e nemmeno sapere chi mandava lettere minatorie al viceprocuratore, anche se era una bellissima donna. «A dire il vero, il tuo compito è un altro» iniziò l’amico, cercando di trattenersi dal ridere, «dai siediti…» Il
tenente raccolse la sedia e si lasciò nuovamente cadere sopra. Quando il capitano vide che l’uomo era comodamente seduto, continuò. «Non devi investigare sugli omicidi, perché c’è già una task force che lo fa; diciamo che tu devi fare quello che sai fare meglio, cioè l’infiltrato.» «Vuoi dire che dovrò fare un lavoro d’ufficio al tribunale? Mi vedo in giacca e cravatta» grugnì con ironia, cercando nuovamente una posizione comoda su quella sedia. Quando all’improvviso Andy si mosse a disagio sulla sua, la cosa non piacque molto a Josh e, guardando negli occhi l’amico, capì che c’era qualcosa sotto.  Con un sospiro si appoggiò allo schienale della seduta «Sputa il rospo!» La rassegnazione prese il sopravvento. Sicuramente lo avrebbero spedito a farle da segretario o il porta borse. "Che cavolo di lavoro da infiltrato stava per iniziare?" pensò con stizza, sapeva che senza adrenalina non riusciva a stare, l’azione era nel suo sangue. «Sarai in giacca e cravatta, ma non lavorerai al palazzo» iniziò Andy e facendo sospirare di sollievo Josh. «Sarai il fidanzato di miss Eaton.»  Terza bomba sganciata che fece rompere il fiato al tenente. «Scusa?» domandò bianco in volto, forse aveva capito male. «Simon Eaton ti presenterà come il suo nuovo braccio destro. Il dipartimento si affida alla tua bella faccia e ai tuoi bei modi per conquistare la giovane ereditiera, così potrai sempre starle vicino. Essere il suo fidanzato è la migliore copertura che ci possa essere; logicamente lei non dovrà sapere nulla, questo è tassativo.» Kartell stava aspettando lo sfogo dell’amico con trepidante imbarazzo. Quando le alte sfere della polizia newyorkese e il governatore gli avevano ipotizzato quella copertura per Josh Miller, gli era venuto da ridere e aveva chiesto al suo superiore se per caso qualcuno fosse improvvisamente impazzito. Tutti conoscevano i metodi di Miller e solo un matto
avrebbe potuto affidargli un ruolo del genere, così estremamente delicato. Gli era stato risposto che era l’uomo giusto, che solo una cerchia ristretta avrebbe saputo del suo compito e gli era stato riferito che il Palazzo di Giustizia era escluso da quell’informazione, per evitare fughe di notizie. Josh fece un sorriso sornione «Voi credete che io riesca a conquistare una donna del genere? Grazie per la fiducia, ma è davvero mal riposta.» «Dovrai, invece. Suo padre è stato categorico, vuole che la sua principessa sia protetta e sorvegliata dal migliore… e quello sei tu, a detta di chi conosce il ruolo che avrai.» «Beh… bastava dargli un altro nome!» sbottò il tenente con impazienza. «C’è Brolin o Balducci» Il capitano fece cenno di “no” con la testa. «Lo sai che è un caso delicato» replicò Kartell con tono grave. «Anche io voglio il migliore e tu lo sei.»  
**** 
L'AUTRICE
Mary Rotnan è  vissuta per diversi anni a Roma, ora risiede nel Nord Italia. È stata titolare di una videoteca, di un bar e successivamente ha lavorato come web designer in uno studio di creazioni siti web. Attualmente lavora in un'azienda di consulenze come impiegata. Ha viaggiato molto, specie negli Stati Uniti dove ha molti amici.
VISITA IL SUO SITO: 
https://maryrotnan.blogspot.com/


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4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. come si fa a proporre un romanzo al vostro blog per farlo recensire?

    RispondiElimina
  3. Solo leggendo l'estratto l'avrei abbandonato, come si fa a dargli 3.5?

    RispondiElimina
  4. Io l’ho letto e gli darei 4, mi è piaciuto. Credo che il gusto nella lettura sia soggettivo.
    I personaggi sono ben descritti, forse manca una descrizione maggiore della città, dei luoghi...ma per il resto come storia è ben costruita e corre fluida.

    RispondiElimina

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