FOR THE LOVE OF ENGLISH di A.M.Hargrove (Quixote Edizioni)

Autrice:  A.M. Hargrove
Titolo originale: For the love of English
Traduttrice:  Sara Linda Benatti
Genere: Contemporaneo
Ambientazione:  USA
Pubbl.originale: LakeUnion Publishing, 2016, pp.372
Pubbl.italiana: Quixote Edizioni, 1 maggio 2018, pp.434, €15.60
Livello sensualità: ALTO
Parte di una serie:  No
Disponibile in ebook a  € 4,99

TRAMA:  Beckley Bridges, padre single, è sexy da far paura. Sul serio, è la cosa più bollente da quando è stato creato il sole, tanto che se gli rompi un uovo addosso, quello inizia a sfrigolare. Quindi qual è il problema? Che è anche uno stronzo colossale. Lo odio, quel bastardo. Cerco di evitarlo in ogni modo, ma per qualche motivo salta fuori ovunque io vada.
Il vero problema, però, è sua figlia, English. È un’adorabile, eccentrica bambina di prima elementare, e la cosa più dolce da quando hanno inventato il tè freddo. Ed è una dei miei scolari, ma è anche l'amore della sua vita. Perciò devo per forza avere a che fare con lui a livello professionale. Non è semplice. Su una scala che va da facile a difficile, avere a che fare con Beckley Bridges è come avere a che fare con delle unghie che grattano sulla lavagna.
Ma dato che la madre di English cerca di ottenere la custodia, dopo averla abbandonata sulla porta di Beckley quando era una neonata, lui è disposto a fare tutto il possibile per tenerla con sé.
È per questo che mi ha fatto la proposta.
E per quanto la cosa possa sembrare folle, mi sono ritrovata a pensarci su.


Trovare una neonata in una scatola sulla porta di casa spiazzerebbe chiunque e spiazzato rimane Berckley Bridges perché proprio questo succede a lui. La piccola è frutto di un rapporto di cui il
ragazzo, che ho dimenticato di dirvi che ha solo diciannove anni, non ha che ricordi confusi.  Quando la guarda  vede se stesso in miniatura perciò la accetta senza indugio anche perché  la madre naturale, Abby, gliel’ha affidata volontariamente con tanto di documenti legali di rinuncia alla patria potestà.
…”Allungo verso di lei le mie bracci tremanti, e la coperta rosa cade a rivelare un corpicino minuscolo infilato in una tutina rosa chiaro, e braccia e gambe che si agitano. La testolina è ricoperta di peluria chiara, e io ci strofino contro la guancia. E’ la cosa più morbida che abbia mai sentito, e non voglio lasciarla andare.”
Sono trascorsi sei anni, Beck, padre single,  è diventato un fotografo richiesto, ma si è preso cura della figlia aiutato dai suoi genitori quando deve lasciare Atlanta, la città in cui vivono, per lavoro.
Sheridan Monroe è un’insegnante elementare al suo primo giorno di scuola, ha una classe prima ed è anche la maestra di English.
…”E’ il primo giorno di scuola.  Il mio primo giorno in assoluto. Questo è il momento che ho aspettato e per cui ho lavorato per tutta la mia vita. D’accordo, magari non tutta la mia  vita, ma comunque.  Nel giro di pochi minuti ventidue bambini di sei anni entreranno correndo dalla porta, con menti come spugne, e se io non sono preparata per essere la miglior riempitrice di spugne del mondo distruggerò per sempre il loro amore e il loro entusiasmo per l’apprendimento. Melodrammatica? Forse.
…Comincio  a chiamare i nomi a voce alta e a far sedere i bambini. Quando sono più o meno a metà della seconda fila arrivo a un nome, English Bridges, e nessuno risponde, per cui vado avanti. Ho messo a sedere circa tre quarti degli alunni quando la porta si spalanca e una donna, che pare verso la cinquantina, compare con una bambina appresa al collo….
Vado in corridoio e Anna Bridges è lì, e tiene ancora  in braccio English.
-English sta bene? chiedo
Anna alza gli occhi al cielo. Ovviamente English non può vederla. Mi chiedo cosa stia succedendo
-Sta bene. Ha solo un caso di non-voglio-andare-a-scuola, ma le ho detto che se non fosse venuta, da grande sarebbe stata intellettualmente svantaggiata
Sento una voce attutita dire -Non sarei intellettualmente svantaggiata. Io sono in gamba. Lo hai detto tu. Posso imparare da tutti quei video scolastici che vedo un tv.
…-Sai che ti dico?  Perchè non provi per una settimana.  Poi puoi decidere se ti piace o no
La bambina solleva la testa e si volta a guardarmi. Vedo una testa di riccioli biondi e un paio di occhi verdazzurri si puntano su di me. Ma a catturare la mia attenzione è anche il fatto che sia vestita con un caleidoscopio di colori: leggins a righe e una maglietta con dei fiori, e in qualche modo addosso a lei vanno d’accordo. Questa qui mi avrà avvolto attorno al suo mignolo in meno di un secondo. Non sono sicura di chi insegnerà a chi.
-D’accordo ma lei mi promette che mi piacerà?
-Non posso fare una promessa del gente, English, ma farò  del mio meglio
Lei  si volta di nuovo a guardare la nonna e dice –Forza , andiamo.
-Oh tesoro, io ti lascio qui.
-Noo! non puoi lasciarmi  Banana!
-Banana?
La donna mi guarda con un sorriso
-Si, mi chiama banana. Un ottimo sostituto per Mia Nonna Anna, no?”
Chi è English? Ma è la figlia di Beck ed è una bambina particolare: intelligente, sincera, non incline ai capricci, riflessiva , sensibile ed estrosa.
Tutte queste qualità Sheridan le scopre pian piano e si affeziona talmente alla piccola, che la ricambia di uguale affetto, da indurla  quasi a non dare troppa importanza alla maleducazione del padre.
Ma Beck ha anche qualche sprazzo di comprensione e lo dimostra salvando la ragazza da una figuraccia quando entrambi si trovano nello stesso bar e la giovane è ubriaca.
…”Michelle attira la mia attenzione  tre file di distanza e vedo che dice. -Ce ne stiamo andando. Ti va  bene di restare da sola? Puoi  prendere un Uber con noi.
-No sono a posto, voi divertitevi.
Devo averlo gridato parecchio forte, perché  Mister muscolo mi guarda in maniera strana
Non mi voglio appiccicare a loro come una completa perdente.
-Perdente eh’?
Lo guardo  traballando.  La stanza si inclina un po’
Adesso quei drink stanno picchiando bene.
-Cosa intendi ?
-Ha detto che era una perdente e una tonta.
Resto a bocca spalancata, e me la copro con una mano.
-L’ho detto ad alta voce? Suona più come -l’hodeoalataoce-
Lui muove la testa su e giù
Adesso ho un problema enorme
-Oh fottimi e pure forte e in fretta!
-Prego?
Persa nel mio fiume  di merda, e senza una pagaia, non presto la minima attenzione a Mister Muscolo e continuo la tirata. - E adesso che faccio per tutti i cazzi marci, come ho fato a pigliarmela in culo così? Ma succhiami un cazzo gigante!
-C’è qualche problema , o questo è il modo in cui parla ai bambini del primo anno?
…-Sali in macchina”
I due iniziano a frequentarsi e quando la signorina Monroe,  invitata a casa dei nonni della piccola, porta dei biscotti particolarmente gustosi, sembra che Beck si lasci andare ad un sentimento di amicizia.
Ma qualcosa bolle in pentola e la scoperta di questa novità, oltre che essere spiacevole, porta anche ad una strana e inattesa proposta.
Sheridan la accetta e da qui ha origine la parte più interessante e realistica della storia.
Questo romanzo, a mio parere, va letto seguendo  due binari: quello del romanzo da intrattenimento e quello di testimonianza di una realtà (pur  se qui è romanzata) che vivono spesso i padri single o separati o divorziati.
E’ senza dubbio una bella storia, con dei personaggi indovinati anche se forse un po’ troppo dolciastra .
Sheridan (un nome che ho avuto difficoltà a ricordare) è piena di sacro fuoco per il suo lavoro, ha una direttrice materna, colleghe comprensive e alunni  senza problemi… e già qui c’è un po’ di incredibile perché , purtroppo, la scuola non è così ideale…e lo dico con cognizione di causa!
Mi è piaciuto invece il protagonista perché si è assunto le proprie responsabilità senza fare drammi e quando si trova in difficoltà cerca una soluzione anche sulla propria pelle.
Ma chi mi ha affascinata è la piccola English che vive nel suo mondo di colori e di arcobaleni e individua subito chi potrà far parte della sua luce  e chi invece starà nell’ombra.
L’ultima parte del libro è quella più realistica perché la questione dell’affido è un problema molto sentito e di difficile interpretazione  e qui è ben trattato.
Il romanzo  scorre velocemente con una piccolo episodio  di suspense  e,  con l’alternanza dei pov , fa partecipare chi legge alla vicenda anche se l’autrice calca la mano con un po’ di turpiloquio e qualche siparietto particolare durante le scene di sesso, ma forse sono io che non amo le esagerazioni.
Insomma un buon libro in cui l’inizio e la fine sono le parti più indovinate!









COME INIZIA IL ROMANZO...

Circa sei anni prima

Beck, farai meglio a venire qui.»
È ancora buio, ma in effetti è dicembre e il sole non sorge fino alle sette e mezza. Ma sono a casa per le vacanze di Natale, quindi perché mio padre mi sta svegliando così maledettamente presto?
«Che c'è?» borbotto.
«Tira il culo fuori dal letto e vieni qui. Subito.»
Quando usa quel tono so che non devo discutere. Così trascino il culo fuori dal mio letto caldo come un toast e arranco fino in cucina. I miei genitori sono in piedi accanto all’isola a guardare una grossa scatola di cartone, e mia madre mi ficca una lettera tra le mani.
«Che cos'è?» chiedo.
«Non lo so, ma stava in cima a quella.» Indica la scatola.
«Un regalo di Natale?» chiedo di nuovo. «È un po' in anticipo.»
«Io non direi che è in anticipo, se fossi in te,» risponde mio padre.
Strofinandomi gli occhi, cerco di schiarirmi le idee. Ho festeggiato parecchio, la notte scorsa. I ragazzi erano tutti riuniti, come succede di solito ogni volta che tutti tornano in città dal college. Mi ricordo a malapena a che ora sono arrivato a casa.
«Qualcuno mi può dire che cosa sta succedendo?»
All'improvviso un bambino si mette a piangere.Mia madre dice: «Beh, stavamo sperando che tu potessi fare un po' di luce.»«Di chi è il bambino?» domando io.
«Beck, leggi quella cazzo di lettera!» Mio padre ha esaurito la pazienza. «Era nella scatola con il bambino, nel portico. Sono uscito per prendere il giornale e stava lì. Adesso leggi quella lettera, così possiamo avere qualche risposta.»
Guardo la busta che ho in mano. Sicuro, c'è scarabocchiato sopra il mio nome. Strappo la chiusura e tiro fuori un pezzo di carta ripiegato, di quelli con le righe, tirato via da un taccuino a spirale. Passo le dita sulle piccole intaccature rimaste sul bordo perché all'improvviso sono spaventato, completamente in crisi. Non voglio leggere quello che c'è scritto su quel pezzo di carta.
Quando sollevo gli occhi, con gli sguardi d'accusa dei miei genitori che mi scavano dei buchi dentro, mi sento immediatamente come se avessi di nuovo cinque anni. Deglutisco, ma la mia saliva è andata a fare un'escursione in luoghi sconosciuti.
A bassa voce, mamma mi incita. «Beck.»
Annuendo, apro il foglio e leggo.
Beck,ci ho provato, ci ha provato davvero. Ma era troppo. Così la sto dando a te. Lei era molto di più di quello che mi stavo aspettando. Se non la vuoi puoi darla in adozione. Nella scatola, sotto le coperte, troverai i documenti legali, firmati da un avvocato e da me, che ti danno la completa custodia. Ho rinunciato a tutti i diritti legali su di lei. Se te lo stai chiedendo, è stata concepita in novembre, al primo anno, la sera del ballo, alla festa della confraternita. Dubito che te ne ricordi, visto che eravamo ubriachi tutti e due. Non ti sto biasimando, la colpa era mia quanto tua. Sui documenti troverai il mio nome. Sono sicura che provvederai al test del DNA, e ti incoraggio a farlo. Ma tu sei suo padre, dato che sei l'unico con cui sono stata. Nella busta con i documenti legali ho messo anche le informazioni mediche. È in buona salute, nel caso te lo stessi chiedendo. Non è per questo che la sto lasciando con te. Tanto perché tu lo sappia, non sono riuscita ad andare avanti con l'aborto per cui avevo preso appuntamento.Mi dispiace. Mi sa che non sono tagliata per fare la madre.Abby
Sono completamente stordito, gelato.
«Beh?» chiede pa'. Io gli consegno la lettera. E poi in qualche modo raccolgo il coraggio per sbirciare nella scatola per dare la prima occhiata a mia figlia… la figlia di cui non so nemmeno il nome. Gli occhi verdazzurri più profondi del mondo guardano nei miei, e per quella che  pare un'eternità non riesco a respirare. Perché sto guardando in uno specchio. Tutto quello che voglio fare è toccarla, ma sono spaventato a morte. Non ho mai tenuto in braccio un bambino prima. Le farò male? È fragile?«Forza. Prendila, Beck,» dice mamma.
Allungo verso di lei le mie braccia tremanti, e la coperta rosa cade a rivelare un corpicino minuscolo infilato in una tutina rosa chiaro, e braccia e gambe che si agitano. La testolina è ricoperta di peluria chiara, e io ci strofino contro la guancia. È la cosa più morbida che abbia mai sentito, e non voglio lasciarla andare.
«Beh, ragazzino, a quanto pare ti è toccata in sorte una figlia,» dice mio padre.
Mamma ridacchia e dice: «Pare che a te sia toccata in sorte una nipote.»
«Pa', hai letto la lettera?» chiedo.
«Sì.»
«Puoi controllare i dati medici? Voglio sapere il suo nome.»
Pa' scartabella un po' e alla fine dice: «Mmh. Si chiama English. English Beckley Bridges.»
«English.» Che diavolo faccio con una bebè?
All'improvviso le scappa un fortissimo prrrft e sento la vibrazione nella mano. La stanza si riempie di un odore tremendo.
«Ugh, che cos'è?» chiedo.
Pa' ride, rovista nella scatola e mi porge un involto di plastica. «Di sicuro so una delle cose che farai. Direi che stai per cambiare un pannolino. Diciamo pure pannolini, al plurale.» Lo sento ridere fino in fondo al corridoio.

****
L'AUTRICE
A. M. Hargrove, scrittrice romance di successo, un giorno sulla strada verso casa dopo una giornata di lavoro come manager addetta alle vendite, ha realizzato che la sua vita stava andando molto veloce e se non avesse fatto qualcosa subito, sarebbe stato troppo tardi per scrivere quel libro che sognava di scrivere da tutta la vita. Così prese la decisione di lasciare il lavoro e reinventarsi come autrice di romance. A.M.Hargrove si definisce... lettrice, scrittrice, proprietaria di un gattino di nome Walter, amante del cioccolato amaro, adoratrice del gelato, aficionada di Vodka, bevitrice di caffè, crede che il caffè e il gelato debbano essere aggiunti all'elenco dei cibi della salute. Se state vicino a lei per più di cinque minuti scoprirete che è una chiacchierona. A proposito, tutte le storie che racconto su se stessa sono vere.
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2 commenti:

  1. un'altra autrice di cui non ho letto nulla, per cui bisognerà porre rimedio e mettere in lista il romanzo!

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  2. Non sono d'accordo con le recensioni positive, un libro brutto e volgare, non sono queste le storie coinvolgenti che fanno sognare. Bocciato

    RispondiElimina

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