VIENI A VEDERE PERCHE' di Amabile Giusti



Autrice: Amabile Giusti
Genere: Contemporaneo/Chick-lit
Ambientazione: Roma, Italia
Pubblic. italiana: 
 Amabile Giusti, 19 marzo 2018, pp.244
Parte di una serie: 2° miniserie Trent'anni e...
Livello sensualità: MEDIA
Disponibile in ebook a € 3,99

TRAMA: Quando hai appena compiuto trent’anni, hai un lavoro che ti piace un sacco e un ragazzo terribilmente sexy, cosa puoi chiedere di più alla dea bendata? Che si tolga la benda, magari. Perché, mentre la fortuna è cieca, la sfortuna ci vede benissimo. Nell’arco di pochi giorni, infatti, Carlotta si ritrova a dover fare i conti coi dispetti della solita sfiga. Perde il lavoro, la sua strampalata famiglia torna a starle col fiato sul collo e il suo ragazzo, Luca, comincia a non raccontargliela giusta. Accidenti a lui: la sua agente letteraria è la versione in carne e ossa di Jessica Rabbit!
Torna la tenera e imbranata Carlotta, alle prese con nuove esilaranti avventure: la ricerca di un nuovo lavoro, una rivale in amore bellissima che non intende mollare l’osso, due amiche mezze matte e un esercito di parenti a dir poco originali.
Riuscirà l’amore a vincere sui dubbi e la gelosia? Di sicuro Carlotta è disposta a tirar fuori le unghie, in special modo adesso che a darle manforte c’è un’inaspettata complice.


Finalmente un romanzo in cui i protagonisti non sono perfetti, dove accadono cose normali, dove entrano in gioco sentimenti che sono comuni anche a tutte noi! Carlotta è tornata con  la gioia del suo mese d’amore con Luca e con le sue speranze per il futuro.
Amabile Giusti  dopo “Trent’anni e li dimostro” (vedi qui), con “Vieni a vedere perché” ci riporta a Roma, nel mondo incasinato della trentenne Carlotta, con una famiglia più pazza di lei e con delle amiche fuori di testa, la quale mentre fa l’amore con il suo "Uomo Magnifico", si lascia andare a pensieri poco adatti al momento:
…”Perché mi vuoi?- gli domando a bruciapelo.
Trasalisce per un istante, scuote leggermente la testa e strizza le palpebre.
-Eh?
- Perché  stai con me, perché fai l’amore con me, perché non stai con una Bratz?
-Una Bratz? Cos’è una Bratz?-
-Te lo spiego un’altra volta. Ma il punto è: cosa ci trovi di interessante in me?-
- E’ indispensabile discuterne ora? Ho una certa urgenza di..
- Lo so , lo vedo che “hai urgenza”, complimenti , ce l’hai di marmo, ma io voglio sapere perché?
- Perché ce l’ho di marmo?
-No! Cioè sì, in un certo senso, anche. Intendo, cosa ti attrae di me?”
Non è che queste domande siano totalmente prive di senso. Carlotta infatti teme che Luca , bello com’è, possa essere attratto da tutte le altre donne e in particolare dalla sua agente, Manuela ,  che lei immagina...
... ”alta, bionda, con le grinfie di un’arpia: la Immagina con le unghie lunghe, laccate di rosso, a punta come quelle delle stronze.
E poi, proprio nel giorno in cui ha perso il lavoro la vede.
“E’ una stronza , appunto!
Non è bionda, ma è alta, e non quanto un cipresso, un lampione, due scope impilate o una lunga e ridicola i maiuscola. Non è una pennellona  goffa e dinoccolata. E’ alta quanto una fottuta modella. Perfino più di  Erika e, per aggiungere la beffa al danno, sfoggia un fisico da pin-up.”
Queste paure rendono insicura Carlotta che, spinta dalle amiche che tanto  a posto non sono, si lascia convincere a cercare di ingelosire il compagno.
Trova un nuovo lavoro che le dà molta soddisfazione e conosce Etienne, il figlio del compagno della madre di Giovanna, una della amiche che ora sta con un tipo-mini- anziano che si chiama Ignazio ma si fa chiamare Massi….!  Il giovane  partecipa alla pre-produzione di un film e  ricerca luoghi per la location . Con lui va in giro per Roma alla scoperta di materiali e siti particolari.
…”-Etienne è ricco sfondato, e produce strane robe anticonformiste di cui non importa un cazzo a nessuno su cose come le affascinanti fogne delle grandi città, o i meravigliosi vecchi palazzi pieni di topi  morti. Dagli qualcosa di vecchio, rotto , flaccido e inguardabile, e ci va a nozze. Vedrai ti adorerà.-
-Perché sono vecchia, flaccida, inguardabile- mugugno.
-Ma no! Perché lo aiuterai davvero ad andare in cerca di fogne e di topi e, fra una latrina e un ratto, Luca avrà un’occasione di crepare di gelosia !-“
Effettivamente qualcosa c’è che bolle in pentola: Luca ha qualche problema, la famiglia della ragazza dà il meglio della sua pazzia, le amiche sono sul sentiero di guerra e Carlotta sclera definitivamente!
Insomma la fiducia va a farsi benedire e la coppia “scoppia” come si dice al giorno d’oggi.
L’autrice ha un modo di portare avanti la storia  che è perfetto: sembra sempre di essere su tacchi traballanti perché ne succedono di tutti i colori. E non è che tutto sia divertente, ci sono infatti momenti seri e di riflessione: la malattia della mamma di Luca, la rinnovata intesa con la sorella, il farsi un esame di coscienza…insomma c’è il serio, c’è l’ironico e c’è il faceto.
“-Quando perdi un grande amore, la tua vita diventa una specie di scatola da riempire di cose che non hanno alcun valore e significato!”
Ma anche:
…-Noi semplicemente ci amiamo,. Ci amiamo, siamo innamorati, interessati, complici, ci piacciamo, ci vogliamo bene, siamo amici e molto di più. Ogni sinonimo va bene, perché i nostri sentimenti li comprendono tutti.
…-Vorrei che la vita fosse così: un lungo cammino, e i nostri passi sempre affiancati!”
Se volete leggere una bella storia, moderna, gustosa e anche con un po’ di sano sesso, questa è la storia giusta.  Buon divertimento!







****

Il libro, in pratica, è il proseguimento di Trent'anni e li dimostro che è autoconclusivo, ma questo 2° volume è un approfondimento della storia che non mi ha convinto. Le sinossi dei due romanzi dicono che sono libri anche spassosi, ma non sono riuscita a capire dove sia il divertimento. Ciò che non mi ha fatto amare Carlotta è la continua lagna di se stessa. É una donna che non si ama, piena di paturnie, insicura e lo ripete dall'inizio alla fine. I personaggi con queste caratteristiche non li sopporto e quindi non mi fanno apprezzare le loro storie. É chiaro che è solo la mia opinione e non riesco a capire come questa autrice possa ideare protagonisti così particolari e nello stesso tempo scrivere romanzi storici, con uno pseudonimo (Virginia Dellamore) da me scoperto dopo aver letto un paio di suoi libri completamente diversi da quelli contemporanei, che mi sono piaciuti moltissimo. Voglio comunque provare a leggere un altro libro "moderno" e verificare se la protagonista è come Carlotta o diversa dalla persona che si autocommisera in continuazione.








COME INIZIA IL ROMANZO...
Non sono molte le cose che mi fanno paura. Insomma, non moltissime.
Da bambina avevo paura di perdere papà, sebbene non avessi ancora chiara l’idea della morte, così come non avevo inquadrato quella della nascita. Semplicemente, immaginavo la sua assenza, moltiplicando per mille la tristezza che provavo quando ero costretta a trascorrere del tempo in balìa della mamma e delle zie. Quella moltiplicazione mi affliggeva, mi faceva sentire come se vivessi in un mondo pieno di scarpette di vernice che non si dovevano sporcare, alberi sui quali non ci si poteva arrampicare, impossibili da modificare: la mamma e le zie sono come le montagne ma, a differenza loro, vanno fin troppo spesso a trovare Maometto.

meringhe tinte con l’alchermes che non era educato rifiutare, e sorelle portate ad esempio perfino a proposito del modo perfetto di fare pupù. Quando Erika stava sul vasino, benché fosse più piccola, l’intera parte femminile della famiglia, con l’aggiunta di qualche vicina di casa che non aveva niente di meglio da fare, mi sollecitava a guardarla, a imparare, come avrebbe fatto un’insegnante di danza bielorussa per far capire alle sue allieve l’esecuzione di un perfetto plié. Crescendo, quella paura è diventata più che altro una malinconia soffusa, un’emozione suscitata da un odore, quello delle meringhe in special modo. Le ho sempre odiate. Sono diventata via via più forte, più coriacea e, in un certo senso, mi sono rassegnata alla verità di alcune cose
Tuttavia adesso ho paura di perdere Luca. Non ho più sei anni, ma non posso fare a meno di provare uno smarrimento dal sapore antico.
Suppongo sia un timore intempestivo, considerato che stiamo insieme da poco più di un mese, trascorso in gran parte a fare sesso su ogni mobile di casa, compresi quelli dall’apparenza scomoda. Malgrado ciò, negli intervalli, quando un barlume di intelletto riaffiora dalla nebbia della passione, non riesco a impedire alla paura di aprirmi il cuore come una spada laser.
Lo amo troppo, un dannato troppo che mi fa sentire inerme. A volte lo guardo di nascosto, e soffro per un’assenza che non c’è, che è soltanto la paura di una matta. Come in questo momento, mentre facciamo l’amore e tiene gli occhi chiusi e mi sovrasta come un angelo statuario.
Ma è davvero mio? Quest’uomo magnifico è mio? Un impietoso “perché?” mi gira in testa, tra un sospiro e un gemito. Quando la zia Porzia ha saputo che stavamo insieme, si è lungamente interrogata sulla possibilità che Luca fosse cieco, affetto da qualche tipo di demenza precoce o intenzionato a fare un fioretto. Dopo trent’anni di lavaggio del cervello, non è facile sentirsi una delle sette meraviglie del mondo, quando sei cotta di qualcuno che è senz’altro l’ottava. Sono piccola e buffa, magra come un ferro da uncinetto, con le curve di una mensola e una foresta di capelli ricci. Non ne combino una giusta, barcollo sui tacchi alti, cucino malissimo e non sono neanche sicura di essere un drago a letto.

La femminista imperfetta che ho dentro, quella che brandisce bastoni da hockey coi quali frantumare gli zebedei dei fanatici della donna in grembiule e ramaiolo, mi strilla dietro parolacce e mi richiama all’ordine. Ciò che mi rende speciale è essere me stessa. Coi miei difetti che non sono difetti: sono caratteristiche. E se non so cucinare, chi se ne frega. E se i tacchi mi fanno venire la tendinite, chi se ne frega. E se a casa mia i moscerini possono usare la polvere per fare la settimana bianca, chi se ne frega. Io sono io, no?
Purtroppo, i discorsi razionali, equilibrati e maturi non tengono conto delle fragilità di una sfigata con una tale gavetta di fallimenti personali che non basta un unico successo per smantellarli tutti. Ci vorrà tempo ed esercizio. Per adesso, annaspo in un mondo intermedio, ovattato e insieme spinoso, fatto di Carlotte fiere di sé, che si guardano allo specchio e vedono eroine cazzute, e Carlotte che, in quello stesso specchio, sbriciano una tipa insicura e un po’ puerile che non ha affatto un culo come un mandolino di teak.
E se Luca si svegliasse domani, o magari fra un attimo, se rimettesse i piedi a terra e si domandasse chi gliel’ha fatto fare di impegnarsi con la sorella permanentata della puffetta quando potrebbe tranquillamente farsi tutte le Bratz? Così, in segreto, lo guardo, memorizzo l’arco delle sue palpebre, la curva del suo collo, le rughe d’espressione che gli cingono le labbra mentre posso finalmente ascoltare i suoi versi di piacere da vicino, e non dall’altra stanza. Lo guardo come se non ci fosse un domani, come se in questo momento, subito, dovessi impararne ogni millimetro per sopravvivere.
LA MINISERIE TRENT'ANNI E...

1. TRENT'ANNI E...LI DIMOSTRO (2014) - Leggi QUI la ns recensione
2. VIENI A VEDERE PERCHE' (2018) 

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L'AUTRICE
Amabile Giusti è calabrese. Fa l’avvocato ma non si sente avvocato. La sua vita è scrivere romanzi e, anche quando lavora, pensa a come concludere o iniziare una storia. Per farla felice, regalatele un saggio su Jane Austen, un ninnolo di ceramica blu, un manga giapponese, o una pianta grassa piena di spine. Spera di invecchiare lentamente (sembra sia l’unico modo per vivere a lungo) ma mai invecchiare dentro. Ascolta molto e parla poco, ma quando scrive non si ferma più...
Dal 2009 ha pubblicato numerosi romanzi: Non c’è niente che fa male così, Cuore nero, la serie di Odyssea (Oltre il varco incantato, Oltre le catene dell’orgoglio, Oltre i confini del tempo), L’orgoglio dei Richmond, e con Mondadori Trent’anni e li dimostro e La donna perfetta. Per Amazon Publishing ha scritto Tentare di non amarti (2015) e il sequel C’è qualcosa nei tuoi occhi (2016).
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3 commenti:

  1. ho già sul kindle "trentanni e li dimostro" e in lista questo seguito. la giusti mi piace molto ed ho letto un paio dei suoi romanzi per questo è diventata un'autrice che acquisto solitamente a scatola chiusa appena vedo il suo nome in classifica. speriamo che anche questa serie si al livello dei primi due.

    RispondiElimina
  2. Premetto che il libro mi è piaciuto, forse un filino meno del primo, ma Carlotta scusate è una vera rompi @@!
    Se non scappa a gambe levate il povero Luca, è perché ci deve essere il lieto fine come da prassi del genere ;)

    RispondiElimina
  3. Aggiungo anche che Amabile Giusti la preferisco in versione commedia

    RispondiElimina

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