PUNIZIONE DIVINA di Paola Chiozza

Autore: Paola Chiozza
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Montana, USA
Pubb. Italiana: P.Chiozza, 24 febbraio 2018, pp. 420, €11,88
Parte di una serie: No (per ora)
Disponibile in e-book a € 2,99 (Kindle Unlimited)

TRAMA: Cosa c'è di meglio di un paio di Jimmy Choo? Niente, almeno secondo Giuditta Moretti. Sa bene che non dovrebbe spendere tutti quei soldi, non con il tirocinio a New York alle porte. Ma nemmeno il santino di Giorgio Armani e l'apparizione mistica di Donatella Versace riescono a tenerla a bada.
Ha ceduto alla tentazione, e ora può solo sperare che il karma non le si rivolti contro… Speranza vana, ovviamente. Perché un errore di smistamento digitale (o punizione divina) ha dirottato il suo tirocinio. Non più un'esperienza di classe in un'importante agenzia finanziaria di Manhattan, ma un incubo in un inutile ranch sull'orlo del fallimento nel Montana. Cavalli (non lo stilista Roberto, purtroppo), tori, mucche e puzza di cacca. 
E Scott Sullivan, muscoloso e sexy cowboy amante dei rodei, arrogante, sporcaccione e pieno di sé. Un rubacuori da strapazzo che le ragazze di Whitefish venerano neanche fosse una divinità.
Tra figuracce imbarazzanti e cortocircuiti ormonali, riuscirà Giuditta a uscirne viva, terminare il tirocinio e laurearsi con il massimo dei voti?


Ho iniziato a leggere PUNIZIONE DIVINA con tutte le migliori intenzioni, perchè il successo su Amazon e il titolo accattivante, nonché la simpatica cover, mi avevano fatto pensare che fosse un contemporaneo divertente e il "campione" del primo capitolo che avevo letto, citazione esilarante di Stefano Benni all'inizio inclusa, mi avevano fatto sperare. Purtroppo, il mio interesse per questa storia è scemato man mano che mi addentravo nella lettura e confesso che quando il mio Kindle segnava il 20% ho gettato la spugna e deciso di dire adios a questo libro che non è proprio nelle mie corde. Per dirla tutta, dopo qualche ora, giusto per curiosità, sono tornata a leggere alcune pagine random del romanzo, finale incluso, per vedere se dal primo quarto all'ultima pagina fosse successa qualche magia che mi invogliasse a riprenderne la lettura. Purtroppo niente di quello che ho letto in più mi ha particolarmente invogliato a farlo.
Sono diverse le cose che non mi hanno convinto nelle parti che ho letto di questo romanzo. Dal punto di vista formale, niente da eccepire, la prosa è nel complesso corretta e scorrevole. La caratterizzazione dei personaggi, invece, a mio gusto è poco felice, soprattutto per quanto riguarda la protagonista. 
Il chick-lit, genere a cui questo romanzo ampiamente si ispira, a partire dalla passione di Giuditta per scarpe e vestiti firmati, ha spesso situazioni e personaggi un po' eccentrici,  ma in questo caso si è spinto un po' troppo il pedale dell'esagerazione, trasformando l'eroina in una macchietta, nemmeno troppo simpatica. Stessa cosa dicasi, purtroppo, dell'eroe, il cowboy fustacchione Scott, che sembra ragionare soprattutto con le parti basse, tanto da meritarsi il titolo di  "Serial tromber", non importa se "tromber" in inglese non vuol dire nulla. D'altra parte la verosimiglianza in questa storia non sta proprio di casa. A partire dal fatto che nulla ci può far credere che una come questa Giuditta  possa essere davvero la prima della classe in un corso di economia della Bocconi, o aspirare a lavorare come stagista in uno studio finanziario di New York! Qualche accenno di teoria economica lanciato  qui è là nel racconto non è sufficiente a renderla credibile, mi spiace. 
E poi, quando mai la Bocconi manderebbe una stagista a risolvere i problemi finanziari di un resort in uno sperduto villaggio del Montana? E  vogliamo parlare di quando arriva nell'ameno paesello che lei già odia con tutto il cuore e parla ai suoi ospiti come se l'inglese fosse la sua lingua madre, rivolgendosi loro con la stessa  poca educazione con cui si rivolgerebbe all'ultimo dei tirapiedi? E la sorellina del suddetto fustacchione/' serial tromber' che chiede a Giuditta, che è lì per studio/lavoro in teoria, di far cadere ai suoi piedi il fratello e di condannarlo allo stesso destino di poca considerazione  a cui sono regolarmente condannate le ragazze che spasimano per lui? Ma vi sembra plausibile che a una stagista possa venir richiesta una cosa del genere e dalla ragazzina di casa per giunta? Sì, va bè, lo sappiamo che nei romanzi spesso la credulità va sospesa, ma alle sciocchezze c'è sempre un limite! 
E io il mio limite l'ho raggiunto già al primo quarto di questo libro. Dopo di che ho deciso di abbandonare Judy e Scott al loro destino e di passare ad altro. (La lettura, in seconda seduta, di alcune pagine del romanzo mi ha confermato che i due alla fine si dichiareranno amore eterno dopo che lei riuscirà a capire che un bel paio di stivali da cowboy, in mezzo a terra e sterco di cavallo, forse sono meglio di un paio di eleganti Jimmy Choo -- In altre parole: non importa se lui fa il cowboy e abita fra cacche e bestiame, io lo lovvo lo stesso). 
 Le commedie romantiche, cosiddette 'leggere', sono solitamente difficili da scrivere perchè si basano su situazioni speso paradossali che stimolano in chi legge il divertimento,  però il loro equilibrio si regge sul filo del rasoio: l'esagerazione o il paradosso mal dosati  possono fa scadere la commedia in farsa. E' un po' quello che succede in questo libro. Non so come le vicende 'over the top' di Giuditta & C. in quel di Whitefish, Montana, abbiano potuto suscitare tali entusiasmi, per quanto mi riguarda sono passata oltre senza rimpianti. 





LEGGI UN ESTRATTO DEL ROMANZO...
 IL DEMONE DEL SESSO
L'idea di restare sola con Scott non mi consolava. Avevo lasciato la sala da pranzo senza riuscire a guardare la povera Stacy negli occhi. Insomma, le stavo portando via il fidanzato. Be', in teoria la stavo salvando da una grande delusione d'amore.
«Sto solo facendo un po' di beneficenza. Sto aiutando Cappuccetto Rosso a fuggire dalle grinfie del lupo cattivo. Sono come il cacciatore, no? Andrò in paradiso.»
Emmy mi guardò in tralice. «Non dirmi che ti senti in colpa, Judy. Sbrigati, Scott ti sta aspettando.»
«Stacy mi è sembrata una brava ragazza, anche se si veste da schifo.»
«Non ricominciare.»
Infilai gli stivali texani e rimisi nell'armadio il bell'abito a fiori che avevo indossato al pranzo. «Perché non ne parliamo con Stacy?»
«Ma l'hai vista? Pende dalla sua labbra!»
Non aveva senso discutere con la piccola, malefica Emmy. Osservai il suo sorrisetto compiaciuto e poi uscii dall'appartamento. Ero davvero disposta a spezzare il cuore di una ragazza per tornare a Milano con il massimo punteggio? Dov'era finita la mia morale? Ne avevo mai avuta una? Mentre scendevo le scale ricordai che Scott continuava a tenere i miei slip nella tasca dei pantaloni.
«Tuo fratello conserva le mie mutande come una reliquia. Le porta addirittura a spasso.»
Emmy mi diede una gomitata e ammiccò. «Metà del lavoro è già fatto. Lo hai conquistato sul piano fisico, adesso devi fare lo stesso con quello sentimentale.Mesi e mesi di puntate di Sex & The City guardate di nascosto con le amiche, se ti stai chiedendo dove una comune adolescente abbia imparato queste tattiche di seduzione.»
«Seduzione? Raggiro, vorrai dire.»
«Che ti prende? Sembravi convinta di volerlo fare.»
«Sono ancora convinta, ma dopo avere conosciuto Stacy mi sento una vera stronza.»
«Judy…»
«Che c'è?»
Emmy piantò le mani sui fianchi e mi guardò dritta negli occhi. La sua espressione seria faceva emergere la notevole somiglianza con i due fratelli. Era molto carina, oltre che furba come una volpe. «Non avrai paura di innamorarti di Scott, vero? Giuditta, promettilo: non ti innamorerai di Scott. Tu sei emancipata, alla moda, fashion, non c'entri niente con mio fratello. Lui spala la cacca dei cavalli, ricordalo. Cacca di cavallo.»
Annuii, anche se le mie certezze sembravano sgretolarsi ogni secondo che passava. Era ovvio che non mi sarei innamorata di Scott, perché io non mi innamoravo mai, ma come potevo resistere al richiamo dell'uomo selvaggio? Tutto in lui gridava “sesso, sesso, tanto sesso”.
Focalizzai il mio pensiero sulla cacca di cavallo, la stessa che aveva rovinato il favoloso paio di scarpe Manolo Blahnik. «Scott spala la cacca,» ripetei comeun mantra, «e io sono Giuditta Moretti. Troverò la concentrazione per sconfiggere il demone del sesso che alberga dentro di me. Non cederò alla tentazione. Cacca. Cacca di cavallo.»
«Anche di mucca.»
«Cacca di mucca.»
«Tu respingerai Scott finché non sembrerà un povero disperato, poi ti lascerai andare e infine lo pianterai in asso» concluse Emmy socchiudendo le palpebre. Aveva unito pollici e indici e si fingeva una santona. «Se per caso dovessi avere un istante di debolezza, penserai alla cacca di cavallo.»
Come no. La mia testa era già in viaggio verso gli sconosciuti meandri del piacere. Immaginai la mano di Scott che risaliva lungo la mia coscia, carezzando la pelle con quelle mani ruvide e possenti. «Non lascerò che la sua bocca morbida, carnosa, seducente…»
Emmy mi diede uno schiaffo sul braccio. «Cacca di cavallo! Cacca di mucca!»
«Oh mio dio! Che succede?» Spalancai le palpebre. «Che c'è?»
«Il demone del sesso stava rubando la tua anima. Ti ho risvegliata.»
«Devo proprio pensare alla cacca? Insomma, potrei pensare a Giorgio Armani.»
Quando scendemmo in salotto Emmy mi offrì una caramella. «Per il tuo morale.»Una sola? Ne presi una manciata dalla ciotola e le infilai in tasca. Sentivo già la voce di Sonia che mi rimproverava per avere superato il mio apporto calorico giornaliero. «Tuo fratello è…»
«Lì.»
Voltai il capo mentre ruminavo come una mucca. Scott era seduto sulla staccionata accanto alla fontana di legno. Per vincere la calura estiva si era tolto la camicia, che giaceva appallottolata accanto ai finimenti per i cavalli. Aveva passato la testa sotto l'acqua e tante piccole goccioline gli scivolavano lungo il petto. Perché? Perché la mia nemesi doveva avere quel corpo, quegli occhi e quelle labbra?
«Stai sbavando,» mormorò Emmy dandomi un pugno sulla spalla, «di nuovo.»
«Scusa, ma… è più forte di me, ok? I miei ormoni sono impazziti.»
«Cerca di controllarli.»
Le diedi una pacca amichevole sul capo. Povera, ingenua ragazzina. «Non puoi chiedere a una donna che non fa sesso da settimane di fare l'indifferente. Inizierò a recitare quando sarò uscita da questa porta.»
«Hai ancora dieci secondi per fare la radiografia a mio fratello, poi ti darò un calcio nel sedere e tornerai a essere la Judy che conosco.»
Emmy mi augurò buona fortuna. Raccolsi tutto il mio buonsenso e poi aprii la porta del Main Lodge.Non c'erano più le pareti di casa a separarmi da Scott. Avanzai con la testa chinata in avanti e pensai alla mia collezione di scarpe firmate. Raggiunsi la staccionata senza mai alzare gli occhi da terra. L'erba era verde, sottile ben curata. Una bella erba, davvero. L'erba migliore del mondo.
«Giuditta? Ti senti bene?»
«Eh?» D'istinto sollevai lo sguardo. «Come hai detto, scusa?»
Scott mi guardava con un sorriso divertito cucito in faccia. «Non ti ho vista così pallida nemmeno quando hai pestato quella cacca.»
«Grazie per avermi ricordato di avere rovinato un paio di Manolo Blahnik. Ogni volta che ci ripenso mi sento male.»
«Questione di priorità. Dunque, Giuditta, non che io abbia voglia di portarti a spasso per il ranch. Preferivo di gran lunga passare il pomeriggio con Stacy, quindi cerchiamo di rendere questa giornata piacevole per tutti e due, ok?»
Il suo tono di voce, il modo in cui pronunciava il mio nome e lo schiocco che faceva con la lingua tutte le volte in cui si voltava, erano per me motivo di imbarazzo. Non potevo lasciarmi andare. Lo avrei steso come una fetta di salmone su una colata di burro fuso.
*****
 DA LEGGERE DI PAOLA CROZZA

POLITICAMENTE SCORRETTO (pp.258)
Uno sfortunato e terribile momento. Così Viktoria Hartmann, ventidue anni e un discutibile look dark, definisce la prima volta in cui incontra Sebastian Schwarz. Potrebbe risolversi tutto con un semplice "a mai più rivederci", se solo non scoprisse che lui è il suo nuovo, perfettissimo capo.
Sebastian è arrogante e maschilista, convinto sostenitore degli ideali di destra e simpatizzante del partito conservatore austriaco. Viktoria invece è fissata con Karl Marx, il socialismo e le pari opportunità. Sebastian ascolta musica classica e gioca a golf al Country Club. Viktoria pensa che suonare la chitarra nella sua band "Le Vergini Suicide" sia pari a uno sport.
Impossibile trovare un punto d'incontro? Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.
*****
L'AUTRICE

Paola Chiozza è nata nel 1990. Da sempre amante della lettura, scrive il suo primo romanzo a soli diciassette anni. Nel 2010 vince un concorso letterario, nel 2013 si iscrive alla writing community Wattpad e inizia a condividere le proprie opere sul web. Il successo arriva con la trilogia Kajira, che ad oggi ha totalizzato oltre un milione e mezzo di letture. Nel 2015 è ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino. Attualmente vive in Emilia Romagna con il compagno e la figlia.
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4 commenti:

  1. E diciamolo finalmente che ai vertici delle classifiche amazon ci sono delle grandi schifezze salvo rare eccezioni!!!

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  2. avevo già letto la sinossi e già da lì la protagonista mi è stata subito antipatica. io adoro le commedie romantiche, ma quando hanno per personaggio principale una che ha uno stilista come santino e venera un paio di scarpe come una reliquia non può che palesarsi una figura assolutamente superficiale, arrogante e piena di sè. io ho letto moltissime autopubblicazioni, cercando di arrivare in fondo anche quando il romanzo era un disastro, ma ultimamente nemmeno più leggo le trame di libri scritti da autorici di cui non ho mai letto nulla, perchè spesso si sono rivelati dei disastri.

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    Risposte
    1. Come te. Ultimamente solo delusioni. Ora prendo solo autrici che conosco. Troppi self in giro spesso anche sgrammaticati. Uff.

      Elimina

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