EL DIABLO (The Devil vol.1) di M.Robinson (Quixote Edizioni)

Autrice: M.Robinson
Titolo originale: El Diablo
Traduttrice: Vanilla Harem’s Book
Genere:  Mafia romance, contemporaneo
Ambientazione: Usa
Pubbl. originale: M.Robinson, 2016, pp.469
Pubbl. italiana: Quixote edizioni, 14 febbraio 2018, pp.504, € 17,50
Parte di una serie: 1° serie The Devil (autoconclusivo)- spin-off serie Good Ol' Boys
Livello sensualità: MOLTO ALTO
Disponibile in ebook a  € 4,99

TRAMA: Ero spietato.
Ero temuto.
Avevo sacrificato me stesso.
Lei.
Ogni cosa…
Vivere in un mondo in cui valgo più da morto che da vivo è stata una mia scelta. Sono un uomo terribile, e non ho mai aspirato a essere nulla di diverso. Ho fatto cose di cui non sono fiero. Ho visto cose che non dovrebbero essere viste. Ho causato dolore a cui non posso rimediare.
È sempre stata una mia scelta.
Ogni decisione.
Ogni ordine.
Che fosse giusto o sbagliato, non aveva importanza.
Fino a lei. Era sotto la mia protezione, finché non è diventata la mia ossessione. Ma chi l’avrebbe salvata…
Da. Me. Stesso. Io, il diavolo. Il fato ci ha fatto incontrare. Il destino ci ha distrutti.

  
El Diablo è la storia di un uomo, Alejandro Martinez, un boss spietato, un fratello amato e un amante desiderato, tutte facce della stessa medaglia. L’autrice, con il suo stile crudo e incisivo ha saputo raccontarci, quasi fosse la sceneggiatura di un film, la sua vita nell’arco di cinquant’anni;
adolescenza, giovinezza ed età matura scanditi da ambizioni, passioni e tormenti di un uomo, un diavolo. Conosciamo un Alejandro quindicenne consapevole della vita che lo aspetta come figlio del boss; cresciuto per essere un capo forte che non mostra mai debolezze ai suoi nemici, diviso tra l’attrazione che esercita il potere e la paura di non essere ancora pronto a gestirlo. In questa parte del libro ci viene svelata la sua anima ancora pura, il rapporto con sua madre e sua sorella Amari, che rappresenta un’oasi di pace dalla dura oppressione paterna. Il legame che li unisce e il forte senso di protezione, ben presto lo portano ad impugnare un’arma per difendere l’onore e la vita di sua sorella e a segnare per sempre il suo destino. Un’esperienza dura e sconvolgente che lo mette davanti alla realtà, a cosa vuol dire essere un Martinez.
“Non sei stata l’unica a perdere l’innocenza quella notte, Amari. L’unica differenza è che tu puoi riaverla. Io no. “
In un momento così delicato, preda dei sensi di colpa, l’unica fonte di gioia è Sophia, la ragazzina che gironzola per casa con Amari e che l’ha conquistato con il suo sorriso. Un amore forte e intenso che spazza via tutte le remore di Alejandro a farla diventare parte della sua vita. Fino al momento in cui tutto crolla, la morte bussa alla sua porta portandogli via sua madre e come se non bastasse, insinuando il dubbio negli occhi di Sophia. La ragazza dolce che ha giurato di amarlo, capisce che non può far parte del suo mondo e lo lascia. Anche Amari gli volta le spalle in preda alla disperazione, non vuole subire le conseguenze di una vita che non ha scelto. Tradito e deluso, Alejandro si lascia sempre più coinvolgere dagli affari di famiglia, da quella vita che poco per volta gli sta divorando ogni briciolo di umanità, fino a renderlo El Diablo.
Passano gli anni e Alejandro è ormai a capo dell’organizzazione, diviso tra il ricordo del ragazzo che era e l’immagine che lo specchio gli restituisce ogni mattina, sempre più simile all’uomo al quale ha giurato di non assomigliare mai, suo padre. 
“ Vivevo ogni giorno ricordando costantemente gli errori e rimpiangendo cose che non avrei potuto cambiare…. Il passato. Il presente. Il futuro. Dopo. Ora. Per sempre. Una tortura incessante di amore e odio. “
A questo punto, alla narrazione unicamente dal punto di vista di Alejandro, si aggiunge Lexi, una ragazzina piena di sogni e in cerca d’affetto che nessuno sembra in grado di darl,e né sua madre persa nei suoi rimpianti, né tanto meno il suo patrigno, che dopo la morte di sua madre si trasformerà nel suo peggior incubo. L’unica consolazione per Lexi è rappresentata dalla danza, quel bozzolo caldo e protettivo nel quale si avvolge per non pensare, per non sentire. L’incontro tra Lexi e Alejandro segnerà per sempre le loro vite, due anime tormentate che si riconoscono .
“I nostri sguardi si incrociarono e nei suoi occhi verdi vidi qualcosa di familiare. Qualcosa che avevo sempre visto nei miei e che , per la prima volta, vedevo riflesso in quelli di un’altra persona. La solitudine. Un fuoco vivo e agonizzante divampava nel suo sguardo. Un dolore che nessun altro poteva capire o persino riconoscere, se non l’avesse vissuto. Una tacita connessione causata dall’oscurità . Dall’inferno. “ 
Questo incontro ci porta dritti alla terza parte del romanzo, il ritmo si fa più serrato e ci immergiamo in pieno nella loro storia. Lexi è una ballerina dell’ American Ballet Theatre di New York, ha lavorato tanto per vedere realizzati i suoi sogni, ha saputo riemergere dall’abisso di disperazione che la sua infanzia le ha regalato, con forza e tenacia si è lasciata tutto alle spalle. Alejandro è ormai un uomo nel pieno del suo fascino, un concentrato di testosterone, arroganza e carisma, che irrompe nella vita di Lexi come un angelo nero, pronto a tutto pur di difenderla. Ma chi difenderà Lexi dalla minaccia che Martinez rappresenta? Combattuto tra l’attrazione e la paura di coinvolgerla nel suo mondo fatto di violenza e perdizione , Alejandro fa di tutto per allontanarla, per dimostrarle che non può esistere un “noi”; ma se la mente si lascia guidare dalla logica , il corpo risponde solo al richiamo dei sensi. Scene cariche di passione, raccontate con perizia di particolari e una costante carica sensuale che aleggia in ogni sguardo, in ogni gesto, si susseguono in un ‘altalena emotiva che porta noi povere lettrici, in un vortice di passione, amore e odio.
Alejandro e Lexi si cercano e si desiderano in maniera quasi ossessiva, ma allo stesso modo si annientano colpo su colpo. Lexi è un osso duro, combatte per il suo amore, sa che dietro la fredda facciata e gli abiti costosi si cela un uomo con un grande cuore, l’unico in grado di capirla, l’unico in grado di proteggerla. Purtroppo però, non è abbastanza e tra scontri verbali e colpi di scena ci ritroviamo nell’ultima parte del romanzo, la più intensa, la più sofferta e lasciatemelo dire, la più mozzafiato. Sono passati dieci anni, scanditi da una lunga separazione, finalmente un incidente li riporta insieme; ma se pensate che adesso sarà tutto più facile, vi sbagliate di grosso...
Un romanzo forte, ricco di passione, di sentimenti contrastanti, per alcuni aspetti profondamente introspettivo, con due protagonisti caratterizzati alla perfezione, tanto da sembrare reali. Un viaggio attraverso il lato oscuro dell’animo umano, dove le zone di luce possono regalare sorprese inaspettate. Nel finale l’autrice è stata bravissima a rimettere insieme tutti i tasselli disseminati nel romanzo per regalarci un epilogo che vi lascerà senza fiato. Una cover da urlo (fedele all’originale) e una traduzione accurata lo rendono un romanzo da leggere assolutamente.







COME INIZIA IL ROMANZO...
PROLOGO
Martinez
 Mi appoggiai all'indietro e con nonchalance infilai le mani nelle tasche dei pantaloni, guardandola minacciosamente dall'alto in basso. «Non hai mai impugnato un'arma prima d'ora?» la canzonai, inclinando la testa di lato.«Ti prego... Martinez... per favore... basta...»Sorrisi sprezzante. Niente avrebbe potuto fermarmi. Fanculo, avevo appena iniziato.«Ti tremano le mani. Prima regola quando si impugna una pistola: non far mai capire ai tuoi nemici che hai paura. Sembreresti solo una cazzo di fighetta. Dunque, qual è la tua prossima mossa? Sono qui.» Misi le mani sui fianchi e spinsi il petto in fuori. «Questa è la tua occasione per sbarazzarti di me. Fallo! Premi quel fottuto grilletto. Fallo!» abbaiai con ferocia. Non me ne fregava più un cazzo.«Fermati! Per
favore! Fermati, cazzo!»«Sono un uomo malvagio. Ho fatto cose imperdonabili. Questa è la tua occasione. Coglila, dannazione! Spediscimi immediatamente all'inferno. Ora!»Ho sempre saputo che questo giorno sarebbe arrivato. Avevo fatto tanti errori nella vita, ma questo non lo sarebbe stato. Ho vissuto molto più a lungo di quanto avrei mai immaginato. Ho sempre sperato che avrei incontrato il Creatore grazie a una mano amorevole, ma non sempre otteniamo ciò che vogliamo.Avevo ucciso.Mi ero vendicato.Avevo amato.Avevo distrutto molte vite e ora era arrivato il momento di pagare per essere stato il Tristo Mietitore, per aver preso vite che non mi appartenevano. Non avevo mai pensato di poter morire in questo modo.Riverso in una pozza del mio sangue maledetto.Provocando il mio assassino per fargli premere il grilletto. 
PRIMA PARTE
Martinez
 «Andiamo, Martinez. Le ragazze ci stanno aspettando,» ripeté il mio amico Leo, per la decima volta.«D'accordo, chiudi quella cazzo di bocca. Sto arrivando. E poi, lo sai che ci aspetteranno tutta la notte,» risposi con un ghigno arrogante, avviandomi verso la porta sul retro e facendo attenzione che le guardie del corpo e le telecamere piazzate in tutta la casa non potessero vederci.«Alejandro! Non hai il permesso di uscire. Papà ti ha avvertito. Non gli piace che tu esca di casa quando loro non ci sono, soprattutto senza portare con te una guardia del corpo,» mi rimproverò Amari afferrandomi un braccio per fermarmi.Mia sorella maggiore Amari era sempre il piccolo angelo perfetto. Io, invece, ero il diavolo. Penso che mio padre fosse segretamente orgoglioso quando mi comportavo male, anche se non lo ha mai detto o dato a vedere, poiché era molto bravo a fingere. Da quando ero nato mi aveva cresciuto e plasmato per prendere in consegna il suo impero, come era capitato a tutti gli uomini Martinez che mi avevano preceduto. Avevo quattordici anni, quasi quindici, ma non mi ero mai potuto godere la mia adolescenza. Questo è il motivo per cui approfittavo di ogni occasione per fare tutto ciò che volevo, soprattutto quando non c'era qualcuno costantemente alle mie calcagna a dirmi che non potevo. Non me ne fregava un cazzo di essere punito. Ero consapevole che mi restavano solo pochi anni per vivere una vita quasi normale, per cui coglievo ogni opportunità.Amari era più grande di me di un anno e mezzo, anche se questo non era di nessuna importanza. Si comportava sempre come una ragazzina. Ricordo che sgattaiolava spesso nel mio letto, perché di notte era spaventata da ogni più piccolo rumore; io invece non mi ero mai permesso il lusso di avere paura. Non era contemplata nella vita che avrei dovuto condurre. E a breve sarei diventato il solo in grado di spaventare mia sorella.Proprio come mio padre. Lui lo chiamava rispetto, secondo me non era altro che intimidazione. Amari era sempre stata debole e questo infastidiva mio padre in modi indicibili.Dovevo proteggerla anche se ero più giovane.«Non voglio che ti cacci nei guai, Alejandro,» mormorò Sophia abbastanza forte da farsi sentire.Sorrisi. Distolsi la mia attenzione da Amari e guardai Sophia che si trovava alla fine del foyer.Sophia era la migliore amica di mia sorella. Ho sempre pensato che la loro amicizia fosse insolita, visto che aveva la mia età. I suoi luminosi occhi verdi, le labbra imbronciate e il profumo dei suoi lunghi capelli castano scuro mi avevano provocato delle sensazioni sin dalla prima volta che l'avevo vista, tanti anni prima. Si vociferava che provenisse dai bassifondi. Frequentava la nostra scuola privata a New York, grazie a una borsa di studio offerta a un numero selezionato di ragazzi con reddito basso e voti eccezionali. Mia sorella si era affezionata immediatamente a lei, dato che odiava gli stronzi arroganti della nostra scuola.

Questo ci accomunava.Leo e io eravamo amici fin dal primo giorno di liceo. Era un ragazzo un po' nerd che avevo scelto tra i miei cosiddetti amici. Un giorno eravamo tutti accanto ai nostri armadietti a cazzeggiare, prima che suonasse la campanella per andare in classe. I ragazzi stavano discutendo su chi fosse andato più a fondo con Catherine "Tettona" St. James. Io invece ero troppo concentrato a guardare Sophia che cercava di raggiungere il ripiano superiore del suo armadietto in fondo al corridoio, per prestare loro attenzione.«Bene, guardate cosa abbiamo qui, ragazzi,» annunciò Jimmy. Andavamo a scuola insieme da quando eravamo bambini.Mi voltai per vedere di chi stesse parlando. Cinque armadietti più in là, c'era un ragazzino magro con gli occhiali. Sembrava che non facesse parte della nostra scuola. Jimmy andò dritto da lui facendogli cadere i libri che teneva in mano.
«Ti sei perso? La scuola per i ragazzi poveri è dall'altra parte della città.»Leo lo ignorò, continuando a raccogliere i suoi libri.Il suono della campanella ci avvertì che era arrivato il momento di andare in classe. Jimmy e un paio di altri ragazzi spinsero Leo nel suo armadietto e lo chiusero dentro, prima di allontanarsi ridendo. È superfluo dire che Jimmy e i ragazzi non ridevano più all'uscita della scuola. Diedi loro una bella lezione e intimai di non rompergli più le palle o se la sarebbero vista con me. C'era qualcosa in quel ragazzo, e ancora oggi non so spiegare quale fosse il motivo che mi ha spinto a salvarlo.Da quel momento è diventato una presenza fissa nella mia vita. Restava sempre un secchione, ma questo non aveva più alcuna importanza. La mia amicizia era il suo scudo. Nessuno avrebbe più osato rompergli le palle. Anche a quell'età non andavo per il sottile. Ero schietto e non me ne pentivo. Non mi sono mai scusato per ciò che ero o per le mie azioni. La gente poteva accettarlo o meno. Non me ne fregava un cazzo. Ma questo mio menefreghismo spingeva gli altri a frequentarmi quando in realtà avrebbero dovuto starmi lontano il più possibile.Tutti sapevano chi fosse mio padre, e mi temevano a causa sua.Non mi sono mai approfittato delle persone deboli, forse perché vedevo la stessa caratteristica in mia sorella. Se fosse stato necessario, avrei rinunciato a tutto per proteggerla. Mio padre sapeva che Amari non era fatta della mia stessa pasta, perciò non mi permetteva di uscire quando loro non c'erano. Questo non aveva mai avuto alcun senso ai miei occhi. C'erano sempre guardie del corpo ovunque, pronte a premere il grilletto se fosse scoppiato il caos. Presumo che fossero pagate un mucchio di soldi per un lavoro che mio padre sembrava più incline ad affidare a me.«Amari, torneranno tardi. Forse non torneranno affatto. Sono a qualche inaugurazione o roba del genere,» risposi divincolandomi dalla sua presa.«Non sei stanco di essere sempre in punizione? Perché
non mi ascolti per una volta? Non è così difficile,» disse alzando le mani.«Tieni solo la bocca chiusa. Se tornano a casa, non mi hai visto.»«Sono una terribile bu…»«Carajo, Amari! Haga lo que le digo,» gridai. «Cazzo, Amari! Fa' come ti dico!» ripetei irritato per la sua fastidiosa insistenza.Sospirò e distolse lo sguardo.Odiava che le urlassi contro. Ci pensava già mio padre a farlo per tutti noi. Lui credeva nel "bastone e la carota". Abbracci e baci erano più unici che rari. Pochissime volte gli avevamo sentito dire "ti voglio bene". Nostra madre era l'unica che ci dimostrava amore, tenerezza e affetto.Mi avvicinai ad Amari e le afferrai il mento con delicatezza, costringendola a guardarmi di nuovo. Mi osservò da sotto le ciglia. Sapevo cosa stava pensando. Era preoccupata che potesse succedermi qualcosa. Si preoccupava sempre di tutto. Soprattutto di cosa potesse accaderle quando non c'ero.«Starò bene. Tu starai bene. Te lo prometto, ci sono i nuovi scagnozzi di papà. Non farò di nuovo tardi.»Le diedi un bacio sulla fronte e guardai per l'ultima volta Sophia, prima di voltarmi e uscire. Penso che volesse chiedermi dove stessi andando, ma lo sapeva bene. Le feci l'occhiolino e un sorriso furbo, e lei sorrise guardinga. Più tardi mi sarei pentito di essere uscito, e dall'espressione di Sophia si notava quello che mia sorella si era aspettata sin dall'inizio.
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L'AUTRICE
Monica Robinson , alias M.Robinson, ama leggere. Preferisce tutto ciò che ha dell’angst, i romanzi, i triangoli, i tradimenti, l’amore e, ovviamente, il sesso! Legge fin dal Club delle Babysitter e R.L. Stein. È nata nel New Jersey ma è cresciuta a Tampa, in Florida. Attualmente sta conseguendo il suo dottorato in psicologia e le mancano solo due anni al termine. È sposata con un uomo fantastico, che ama con tutto il cuore. Hanno due incroci di Pastore Tedesco e un gatto, Tabby. 
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