BLACK KISS di Raffaella V. Poggi (Newton Compton)

Autrice: Raffaella V.Poggi
Genere: 
Contemporaneo
Ambientazione: USA
Pubblicazione: Newton Compton, 3 febbraio 2018, pp.238
Livello sensualità: MOLTO ALTO
Parte di una serie: 1° serie Black Kiss
Disponibile in ebook a € 0,99

TRAMA: I Black Kiss sono una rock band. Irriverenti, ricchi, famosi e tatuati, sono abituati ad avere tutto ciò che desiderano. Paul Garrison, frontman e chitarrista, con la sua Gibson Les Paul incanta milioni di fan; è abituato a prendere tutto quello che vuole, quando vuole e come vuole. E adesso vuole Amy. Stephen Jensen, batterista e autore, ha il pallino dei felini… e non solo. Bobby Price... be’, lui è quasi normale, ed è il tastierista. E le loro ragazze? Nulla hanno da invidiare a quei “signori”, anzi. Non resta che leggere le loro storie e scoprire perché si chiamano Black Kiss…

Quando ho iniziato a leggere “Black Kiss” mi sono detta: No.... Il solito romanzo su un complesso di musicisti e sui loro eccessi!
Niente di più sbagliato! Ho trovato una bella storia corale con delle persone che, nonostante il loro lavoro e il successo, sono rimasti dei giovani che cercano di costruirsi una famiglia magari forzando un po’ la situazione ma sempre e comunque con passione e amore.
Paul Garrison, bellissimo e corteggiatissimo, rivede Amy ad un concerto e riesce a sedurla tanto da tenerla con sé nonostante la ragazza pensi di non avere alcune chance con quel giovane pieno di tatuaggi e di charme.
“Quest’uomo mi annienta, polverizza le mie difese.
Non so quanto durerà questa storia con Paul e non ci voglio pensare…ma per ora me la godo”
Stephen Jensen fa impazzire la sua assistente Nina “Stage” Woicik ma poi scopre il suo gioco con un raffinatissimo anello di Cartier e con una azione d’altri tempi.
“Ammutolisco e lo guardo. Lui si solleva a sedere, prende l’anello e me lo infila
-Che significa?
-Ho chiesto la mano a tuo padre.
-Come ti sei permesso!
-Sono un uomo all’antica.” 
Jason” Woody” Woods, l’agente del complesso, si riprende la ragazza che lui ha sempre considerato sua e che quattro anni prima aveva perso perché Barbra “Bonnie” Scott non si era sentita di volerlo sposare a Las Vegas davanti ad un celebrante vestito da Elvis.
“Tutta quella rabbia, il furore che mi mangiava il fegato si è sciolto l’altra notte come la neve non appena mi ha abbracciato.
-Rido.
-Quanto cazzo di tempo era che non ridevo ?
-Facile: quattro, fottuti ,anni!
E poi c’è Bobby, il più giovane del gruppo ma non il meno agguerrito che riesce nella difficile impresa di far capire ad Amanda che l’amore e il sesso possono essere una grande fonte di piacere.
“Proviamo!, mi dice, Proviamo amore!
-Mi ha chiamato amore ma io non posso anche se lo vorrei con tutto il cuore.
E Pamela l’unica donne del complesso ha poca stima di se stessa e cerca sempre di mimetizzarsi finchè un’azione drastica di J.J. non le fa prendere coscienza del suo essere bella e brava.
“Scrollo le spalle, non mi va di dirgli che mi sentirei un topo spelacchiato, davanti a tutti quelli che mi guardano.
Nemmeno il tempo di formulare il pensiero e JJ è di nuovo in camera mia, era andato a prender qualcosa, mi trascina in bagno e mi fa voltare di lato, davanti al lavandino!
Mi afferra la coda di cavallo e con un paio di forbici, prima che me ne renda conto, la taglia.”
Intorno a loro altri personaggi costituiscono un ensemble pienamente funzionale e capace di rendere questa lettura piacevolmente scorrevole e gratificante.
Ci sono naturalmente parecchie scene di sesso ma sono integrate con la narrazione e, anche qualche termine un po’ crudo, non dà assolutamente fastidio anzi è in carattere con il modo di fare della band.
Mi è piaciuto che l’autrice abbia scelto di non spezzettare le varie vicende ma ne abbia fatto un unico romanzo che è risultato molto ben amalgamato .
Il tocco divertente è il finale dove riappare tutta l’ironia e anche l’amore per ciò che Paul, ma non solo lui, sono riusciti a raggiungere:
“Che cosa pensi di fare?, mi domanda preoccupata.
-Che cosa penseranno?
-Pensino quello che vogliono Amy: io sono una rockstar!”








COME INIZIA IL ROMANZO...

Prologo

 St Louis, Missouri

18 ottobre

Il ragazzo suona alla porta, una villetta a tre piani dentro al campus, mattoni rossi e infissi bianchi. È un edificio austero e uguale a tanti altri, se non fosse per il grande logo nel timpano neoclassico di marmo bianco sopra l’entrata, ΝΔΥ, e il motto latino, Nihil
Difficile Volenti – nulla è difficile per chi vuole veramente, se non ricordo male – sede perfetta delle signorine di buona famiglia che hanno fatto la fila per entrare nella sorellanza della Ni Delta Ipsilon, le “gloriose” Delta, le popolari e stimate Delta…
L’uscio si apre e da uno spiraglio vedo il suo viso.
“È lei!”, mi dico.
La sua bocca generosa si schiude in un’espressione di stupore quando nota l’immenso cesto di rose rosse posato sullo zerbino. Il ragazzo delle consegne la guarda ammirato mentre le porge un portablocco. Lei prende la penna, firma veloce, e solleva il volto: si guarda intorno, alla ricerca di qualcosa, di qualcuno... si morde il labbro inferiore, pensierosa, leggendo il biglietto che accompagna il cesto, e sgrana gli occhi. Da qui, dal ciglio della strada dietro i grandi alberi del viale, posso distinguere ogni suo minimo gesto, ogni espressione. Rientra per un attimo, torna sulla soglia con il portamonete e dà una banconota al ragazzo, che sembra riluttante ad andarsene… posso capirlo.
Un’auto grigia si ferma qui davanti, limitandomi la visuale.
Mi accendo una sigaretta, faccio scudo alla fiamma con la mano per tirare la prima boccata, la più densa e potente. Sono abbastanza vicino e riesco a sentire il vociare
concitato che proviene da dentro: una ragazza allegra sbuca alle sue spalle. «Che belle!», esclama entusiasta afferrando il cesto di rose e, invadente, sbircia da sopra la spalla il biglietto che lei sta leggendo. «Uhm… “Per il tuo grande giorno”», strilla, voltando il capo all’indietro per comunicare il contenuto del messaggio a chi è dentro casa, «“P”!», e ripete in tono eloquente l’iniziale del mittente. «Possiamo immaginare chi te le ha mandate. Guardate, ragazze!». Ride e rientra con il cesto. Dall’auto in sosta, un’anonima berlina giapponese, sta scendendo un uomo: indossa una giacca di tweed sopra a un maglioncino a lupetto, il look del perfetto professore... Lei lo nota e cambia espressione. Lo attende sulla porta.
«Che cosa ci fai qui?», domanda incerta prima di farlo entrare.
Intanto la ragazza che ha portato dentro le rose ritorna sulla porta: «Buonasera, professor Palmer, le rose sono bellissime», ridacchia. «Benvenuto!».
«Sì, bellissime», risponde l’uomo, con un sorriso stiracchiato.
«Che cosa ci fai, qui?». La sua voce è più alta di un tono.
«Mi ha invitato Dana», e indica con un’alzata del mento la ragazza appena rientrata. «Che c’è di male? In fondo sono uno dei tuoi relatori».
«Sì, e oggi è il mio grande giorno!», risponde seccata. «È finita, Patrick. Non sarebbe dovuta cominciare, ma per fortuna è finita».
«L’ho lasciata».
«Non m’importa».
«L’ho lasciata davvero». Sembra che voglia farsi udire anche all’interno della casa e da tutto il quartiere.
«Permettimi di dubitarne», risponde lei stizzita, incrociando le braccia sul petto. Sbuffa e gira il volto di lato, nella mia direzione. Posso cogliere l’azzurro dei suoi occhi, un colore talmente intenso e chiaro che balugina fin qui.
«Senti, Patrick, non m’importa», continua più calma, «mi hai mentito una volta e una menzogna così è solo l’inizio di una lunga serie».
«Per favore…». Lo stronzo in tweed implora.Il cellulare mi vibra in tasca, segue il trillo della suoneria. Sfioro il display da dentro la tasca, non ho bisogno di estrarre lo smartphone per sbloccare e rispondere meccanicamente: la chatbot fa tutto da sé, domanda e risponde, è programmata apposta, una sequenza ossessivo-compulsiva… Nel
frattempo è tornata l’altra ragazza, Dana, se ho capito bene. «Venga dentro, professor Palmer, la festa sta per cominciare». Ride e strilla, allegra. Invasata. E io ne so qualcosa di invasate.
Lei tenta un’ultima volta di fermare l’uomo: «Non mi sembra il caso…», ma alla fine si fa da parte per farlo accomodare.
Resto qui ancora un attimo per finire la sigaretta, getto il mozzicone, prendo il casco che avevo appoggiato al serbatoio e smonto dalla moto con una falcata. Do ancora un’occhiata alla grande casa, alla porta d’ingresso, e mi dirigo all’entrata sul retro.
Anche io sono qui per la festa…
***** 
USCITE RECENTI DI RAFFAELLA V.POGGI

WEDDING GIRL 
Eric Nolan è un uomo molto sicuro di sé, convinto di avere tutti in pugno: dalle ceneri delle attività di famiglia ha creato la NETline, la nuova realtà nel mondo dell’intrattenimento digitale. Ora si trova in un momento delicato e non può permettere a nessuno di intromettersi nei suoi affari. L’imprevisto, tuttavia, è dietro l’angolo: si chiama Charlotte McGraw, bionda e bellissima tentazione peccaminosa, pronta a mandare a monte il matrimonio di suo fratello Noah con Jade Kanakis, figlia di un ricco finanziatore della NETline. Ma quando Eric cerca di togliere di mezzo Charlotte, ecco che i guai entrano nella sua vita… Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.


UPTOWN GIRL
Jackie è una ragazza del jet set americano, disposta a tutto pur di salvare il padre e quel che resta del suo impero. È per questo che non esita a prestarsi al gioco in cui la coinvolge un ricco e ambiguo finanziere, desideroso di sperimentare molto in fatto di sesso... Jackie cede al suo ricatto e, pur non dimostrandoglielo, è incredibilmente eccitata dai loro incontri, tanto da trasformarsi lentamente in una bambola nelle sue mani. Ma anche le bambole hanno un cuore e quello di Jackie pian piano torna a battere. Fino al giorno in cui il suo passato, che pensava di essersi lasciata alle spalle, non si ripresenta, gettando un’ombra scura sul suo futuro. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE
Raffaella V. Poggi , anche conosciuta come autrice di romance storici con lo pseudonimo Velonero, vive in Liguria, in un appartamento sui tetti davanti al mare, con il marito, due figlie, cinque computer e due gatte part-time della vicina. Studi classici, molti lavori e molte storie da raccontare. Che siano contemporanee o storiche, le sue storie hanno tutte in comune il lieto fine e la componente erotica. L'eros non manca mai: è parte integrante della storia. Per lei, la scena erotica non è fine a se stessa, è il modo per creare il legame fra i personaggi, spiega i protagonisti e le loro scelte. Il legame amoroso in una coppia avviene inevitabilmente attraverso l'eros. 
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4 commenti:

  1. adoro la Poggi, il suo stile fresco ma soprattutto ironico. L'ho prenotato ancora prima che uscisse ed è già sul mio kindle, non vedo l'ora, so già che sarà un altro bel romanzo perchè dalla sua penna non ci può aspettare altro!!!

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  2. Grazie Piera e grazie Francy e Bibliotecarie. Come dico io, i BK sono profondi quanto una pozzanghera ma spero vi cattureranno e vi faranno passare qualche ora spensierata... a tempo di rock. Oorata e felice che vi sia piaciuto. Vi bacio e vi abbraccio, Raffaella

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