LE NEMICHE di Carla Maria Russo (Piemme)


Autrice: Carla Maria Russo
Genere: Romanzo storico
Uscita: 17 ottobre 2017
Lunghezza: 353 pagine
Editore: Piemme
Parte di una serie: No
Livello sensualità: Basso
Disponibile in ebook a €9,99; in cartaceo a €18,50

TRAMA:Mantova, corte dei Gonzaga, giugno 1501. Quando Isabella d'Este scopre che suo padre, il duca di Ferrara Ercole I, ha scelto come moglie per l'erede al trono la donna più discussa della penisola, Lucrezia Borgia, figlia bastarda del papa, già sposa di due mariti, il primo ripudiato, il secondo ucciso in circostanze ambigue, il suo animo ne resta completamente sconvolto. La figlia di una tenutaria di bordello, come amava definirla, non può mischiare il suo sangue con quello purissimo e regale degli Este. Accolta con freddezza e disprezzo da tutti, Lucrezia, donna di fascino e di straordinaria bellezza, amante del lusso e del divertimento, riesce tuttavia a guadagnarsi i favori di almeno una parte della corte ferrarese, in particolare dei giovani e affascinanti fratelli di Isabella, attratti dalle feste memorabili e dalla folta schiera di damigelle di cui si circonda, fra le quali brilla l'astro della irresistibile Angela Borgia. Questo successo genera fra le due donne una ostilità ancora più marcata e nuovi e più accaniti contrasti, che culminano con il tentativo da parte di Lucrezia di umiliare la rivale nella sua femminilità, portandole via un affetto a lei molto caro. Ma la marchesa di Mantova, donna di impareggiabile classe, cultura e acume, abile e scaltra più delle sue stesse spie, non è persona da lasciare impuniti gli oltraggi subiti e la sua vendetta sarà feroce e implacabile. Intorno a queste due donne indimenticabili, gli intrighi, i tradimenti, le congiure che dilaniano due fra le più potenti corti del Rinascimento, ma anche gli amori travolgenti e impossibili, forieri di stragi e tragedie familiari. Il prezzo della sopravvivenza coincideva con la rinuncia definitiva al sogno di amare ed essere riamata. Questa, la vendetta di Isabella d'Este. Questo, l'amaro destino cui Lucrezia Borgia non sarebbe mai sfuggita.


Prima di scrivere questa recensione ho lasciato passare qualche giorno dopo averne terminato la lettura, per schiarirmi le idee e cercare di essere il più oggettiva possibile. Il romanzo in sé mi è piaciuto, anche se avendone letti altri della stessa autrice, mi aspettavo qualcosa in più. Ma andiamo con ordine.
La trama ricalca fatti accaduti realmente, la rivalità tra le due cognate: Lucrezia Borgia, moglie in terze nozze di Alfonso d’Este di Ferrara, e Isabella d’Este, sorella del duca e consorte di Francesco Gonzaga, signore di Mantova. La vicenda si svolge in un arco temporale delimitato (i primi dieci anni del 1500), tra le corti di Mantova e Ferrara. L’odio e i conseguenti sgarbi reciproci tra le due donne si
manifestano fin da subito e continuano per molti anni, fino al tradimento di Francesco Gonzaga proprio per la bella Lucrezia Borgia. Quando questo viene scoperto, però le vite dei due amanti prenderanno strade diverse. Al filone principale si aggiunge un altro, secondario: l’amore di una damigella di Lucrezia per Giulio, fratello solo per parte di padre, di Alfonso e Isabella. Amore che finisce in modo tragico per mano di un altro Este, il cardinale Ippolito.
L’ambientazione storica è puntigliosa e precisa. L’autrice ha fatto, come sempre, un grande lavoro di ricerca sulle fonti e si vede in ogni pagina del romanzo. I riferimenti storici sono appropriati e ben fatti e raccontati con un linguaggio attento alle sfumature di ogni termine.
Carla Maria Russo si serve dei personaggi per descrivere l’aspetto fisico e alcune sfaccettature del carattere delle persone che hanno a che fare con lei. Isabella, per esempio, nutre un odio profondo per Lucrezia, non solo per le sue origini, ma anche per il suo aspetto fisico, più giovanile e longilineo del proprio. Spesso nelle sue riflessioni questo cruccio viene messo in luce e mostrato con sgomento tutto femminile. Ho ravvisato invece il tocco da storica nella mancanza di gelosia della duchessa d’Este nei confronti delle numerose amanti del marito. Un fatto naturale per i signori del tempo e che se fosse mancato, avrebbe tolto un’importante nota storica.
Un personaggio maschile ben riuscito è Ippolito d’Este, cardinale potente e pretenzioso che decide i destini del ducato di Ferrara come se fosse di esclusiva proprietà, manipolando le persone a suo uso e consumo. Chi si mette contro di lui è destinato ad una fine terribile.
Ho però trovato meno suspense, meno coinvolgimento rispetto ad altri romanzi della stessa autrice e che ho letteralmente divorato. Forse anche questo aspetto è da inquadrare all’interno del tempo storico in cui il romanzo è ambientato, dove le passioni dei signori andavano comunque controllate e subordinate ad un ordine di valori che differisce da quello contemporaneo.
Consiglio la lettura a chi vuole perdersi tra crinoline, intrighi, castelli e, ovviamente, ama la storia.










USCITE RECENTI DI CARLA MARIA RUSSO

LA BASTARDA DEGLI SFORZA ( pp. 322 )
1463. In una Milano splendida e in subbuglio dopo l’ascesa al potere di Galeazzo Maria Sforza, tiranno crudele e spietato ma anche amante delle arti e della musica, nasce Caterina, figlia illegittima di Galeazzo, la quale fin da bambina dimostra qualità non comuni e uno spirito ribelle: impossibile imbrigliarla nell’educazione che sarebbe appropriata per una femmina, ama la caccia, la spada, la lotta.
Una sola regola sua nonna Bianca Maria riesce a inculcarle nell’animo: la necessità, per una nobildonna, di pagare il privilegio della sua nascita accettando il proprio destino, qualunque esso sia, per il bene del casato cui appartiene, anche a costo di tradire la propria natura. Per questo, quando è costretta a nozze forzate per salvare il ducato da una pericolosa guerra scatenata dal papa Sisto IV, Caterina subisce il matrimonio e, con esso, gli orrori perpetrati dal marito, che si rivela tanto violento quanto pavido e imbelle.
Quando però, dopo la morte improvvisa di Sisto IV, loro protettore, si troverà coinvolta in una serie di feroci scontri tra gruppi di potere e opposte fazioni, il suo palazzo assalito e distrutto, la vita sua e dei figli in gravissimo pericolo, ritroverà lo spirito battagliero e il coraggio indomabile di un tempo e combatterà come e meglio di un uomo, lasciando un segno così indelebile nella vita di chi la ama e di chi la odia da guadagnarsi l’appellativo di Tygre.
Sulla scia de La sposa normanna, il ritratto di una donna forte, guerriera e padrona del suo destino, l’affresco della Milano quattrocentesca negli anni dell’ascesa di Ludovico il Moro, la storia di un mondo del passato che ha inciso profondamente nel presente. Se ti interessa questo libro clicca Quihttp://amzn.to/2AqJgIs

I GIORNI DELL'AMORE E DELLA GUERRA (pp.274)
1488. Caterina Sforza, vedova di Girolamo Riario, signora di Forlì e Imola, non è una donna come le altre. Lo sanno bene i grandi signori d'Italia, da Lorenzo Medici a Ludovico il Moro, al papa in persona, i quali ne cercano l'alleanza non solo per la posizione delle sue terre ma anche per l'ingegno di colei che le possiede. Nessuno può credere, quindi, ricordando Caterina, sola, dopo l'assassinio del marito, capace di sacrificare i suoi stessi figli per difendere la rocca di Ravaldino in cui si è asserragliata, che possa perdere forza e scaltrezza per colpa di un uomo. 
Proprio nei giorni della rischiosissima lotta contro i nemici che hanno ucciso Girolamo Riario, infatti, Caterina incontra un uomo capace di suscitare in lei una passione così impetuosa da distoglierla dai suoi doveri e dalla sua inflessibilità. Si chiama Giacomo Feo ed è uno stalliere, un individuo indegno di lei, del suo rango, anche solo del suo interesse. Ma la Tygre, fin da bambina, ha dimostrato a tutti di avere un carattere indomito e in quella storia clandestina e pericolosa si lascia condurre con lo stesso furore che l'ha sempre sostenuta in battaglia. Accecata dall'amore, non si rende conto che in molti tramano nell'ombra per privarla della reggenza sulla signoria di Forlì. Spetterà a Caterina scegliere tra la vita che crede di meritare e il ruolo per cui è nata. E non sarà una scelta facile. 
Attraverso le vicende di Caterina Sforza, Carla Maria Russo ci regala un affresco magistrale dell'Italia tardo-quattrocentesca, epoca di donne e uomini mai dimenticati: da Leonardo da Vinci a Ludovico Sforza, dai Borgia a Beatrice d'Este. Se ti interessa questo libro clicca Qui

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L'AUTRICE
Carla Maria Russo è nata a Campobasso ma residente da molti anni a Milano, dove ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Lettere Moderne. Per alcuni anni ha insegnato lettere in un liceo, per poi dedicarsi completamente alla scrittura, iniziando con romanzi per ragazzi e approdando poi alla narrativa per adulti nel 2005, con il romanzo La sposa normanna (Piemme) che ha vinto il premio Città di Cuneo per il primo Romanzo e il premio Feudo di Maida. Il libro ha conosciuto ben presto un vasto successo, mai interrotto, passando attraverso numerose edizioni e tre diverse collane. Attualmente è pubblicato nei Best Sellers di Piemme. Sono seguiti Il cavaliere del giglio, L'amante del Doge e Lola nascerà a diciott'anni, vincitore del premio Fenice-Europa 2010, tradotto in inglese nel 2011 e pubblicato in formato e-book per la casa editrice Emmabooks con il titolo di Waiting for Lola. I suoi libri sono tradotti in inglese, tedesco ed altre lingue europee.
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