LE FRAGILITÀ DEL CUORE di Susan Eizabeth Phillips (Leggereditore)



Autrice: Susan Elizabeth Phillips
Titolo originale:  Heroes Are My Weakness
Traduttrice:  Mariarosaria Musco
Genere:  Contemporaneo
Ambientazione:  Peregrine Island - Maine
Pubblicazione: Leggereditore, 16 novembre 2017, pp. 309 , €16,00
Parte di una serie: No
Livello sensualità:  Medio
Disponibile in ebook a € 4,99


TRAMA: Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore... Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.



Dopo l’ultima deludente lettura avevo bisogno di un libro che mi riconciliasse con il mondo, ho deciso che la SEP sarebbe stata la scelta perfetta. La regina del romance è tornata a farci sognare con una nuova storia: "Le fragilità del cuore". Se vi aspettate uno stile inconfondibile, personaggi ben caratterizzati e una lettura che cattura fino all’ultima pagina, non rimarrete deluse; se invece siete in cerca di un romance leggero e divertente, allora avete sbagliato libro. Ebbene si , questa volta la Phillips ci ha regalato un romance insolito, cupo, ambiguo, dove niente è come sembra. 
Un alone di mistero avvolge i protagonisti e l’isola al largo delle coste del Maine, dove Anne si trasferisce dopo la morte di sua madre. Malata e senza un soldo, Annie decide di andare in cerca della sua eredità a Peregrine Island, dove ha passato le sue vacanze da adolescente, quando ancora sua madre era sposata con Elliot Harp. Tornare al cottage è come fare un salto indietro nel passato: le case, le aragostiere attraccate, villa Harp con i suoi gargoyle e le torrette in pietra, tutto ma proprio tutto, sembra essersi fermato nel tempo, questa è l’impressione iniziale di Annie. Le ci vorrà davvero poco per rendersi conto che -se i luoghi sembrano gli stessi- la gente invece è cambiata, primo fra tutti Theo Harp, il ragazzino problematico, smilzo e con i brufoli, che le ha fatto battere il cuore da adolescente, si è trasformato in un uomo affascinante, uno scrittore di successo. Theo ci viene presentato come l’anti eroe per eccellenza: brusco, sgarbato, insofferente alla compagnia e soprattutto pericoloso, sarà anche diventato un uomo attraente, ma Annie ricorda perfettamente quando ha cercato di ucciderla. Questa sua diffidenza la accompagnerà per buona parte del romanzo, la Phillips è stata bravissima nello smorzare la sensazione di paura della protagonista, contrapponendo le folli voci parlanti nella sua testa, i suoi amati burattini. All’inizio la loro presenza mi ha quasi disturbata ma continuando a leggere ho apprezzato il loro compito: sdrammatizzare
un’atmosfera altrimenti troppo cupa. Sarà dura per Annie vincere le sue paure, qualcuno sull’isola non gradisce la sua presenza e sta cercando di mandarla via, quale miglior sospettato di Theo? La realtà non è mai così chiara come appare e la forte attrazione che si crea, nonostante tutto, tra Annie e Theo, li aiuterà a scoprirsi veramente a capire che quel sentimento nato tanti anni prima, a dispetto di tutto, forse non è mai morto.
“ Lui era tutto ciò che un uomo avrebbe dovuto essere. Aveva una mente brillante e un bel carattere. Era un uomo con una coscienza. Affidabile , intelligente e premuroso. Talmente premuroso da farsi carico dei demoni altrui come se fossero suoi. E Annie lo amava per questo. Lo amava. Ecco la verità.”
Annie è una donna forte e coraggiosa, cresciuta da una mamma “ingombrante”, ha sempre pensato di voler diventare un’ attrice, sta imparando ad accettare che forse il suo sogno non si realizzerà ma con l’aiuto di Livia - una bambina dolcissima che a causa di un brutto trauma non parla più- e dei suoi burattini, capirà finalmente qual è la sua strada. Ho davvero adorato l’epilogo, un romanzo consigliatissimo.






Quando si nomina la SEP c'è intorno un'aria che pare voglia dire: guai a te, lettore, se dici qualcosa di negativo. Ho letto parecchi libri di quest'autrice, ma questa storia non mi è piaciuta molto. L'inizio è stato lento, arrancante, tanto da voler quasi soprassedere… poi per fortuna il tutto è migliorato e la vicenda si è fatta più interessante, merito anche delle descrizioni dell'isola di Peregrine Island che ha reso molto suggestiva l'ambientazione.
I protagonisti, ben caratterizzati, non li ho accettati subito, li ho apprezzati meglio man mano che la storia progrediva, ma comunque non mi hanno entusiasmato.
Si può dire che questa volta, secondo la mia opinione, la SEP ha toppato.
Aspetto il prossimo.





COME INIZIA IL ROMANZO...
1

Annie non parlava con la sua valigia di solito, ma non era propriamente in sé di recente. La luce degli abbaglianti penetrava a malapena il caos tetro e vorticoso della bufera di neve e i tergicristalli della sua obsoleta Kia non potevano nulla contro la furia della
tormenta che aveva colpito l’isola. «È solo un po’ di neve» disse Annie alla valigia voluminosa incastrata sul sedile del passeggero. «Okay, sembra la fine del mondo. Ma non vuol dire che lo sia.»
Sai che odio il freddo, rispose la valigia col tono lamentoso di una bambina che cerca di farsi valere sbattendo il piede a terra. Come hai potuto trascinarmi in questo posto orribile?
Annie non aveva avuto altra scelta.
Una sferzata gelida scosse l’auto, mentre i rami degli abeti vetusti che incombevano sulla strada sterrata flagellavano l’aria come i capelli di una strega. Chi credeva che l’inferno fosse una fornace ardente si sbagliava di grosso. Annie ne era convinta: l’inferno era quell’isola gelida e ostile.
Mai sentito parlare di Miami Beach?, rimbeccò Crumpet, la principessa viziata nella valigia. Ma no, tu dovevi proprio trascinarci in un’isola deserta nel mezzo del Nord Atlantico, dove probabilmente finiremo divorati dagli orsi polari!
Le marce grattavano mentre la Kia avanzava a fatica sulla strada stretta e scivolosa. Annie aveva mal di testa, le costole le dolevano per il troppo tossire e il semplice gesto di allungare il collo per guardare attraverso la porzione ancora limpida del parabrezza le faceva girare la testa. Era sola al mondo e l’unica cosa che la teneva ancorata alla realtà erano le voci immaginarie dei suoi pupazzi da ventriloqua. Per quanto stesse male fisicamente, l’ironia della situazione non le sfuggiva di certo.
Ripiegò sulla voce più rassicurante della controparte di Crumpet, l’assennata Dilly, riposta nella seconda valigia rossa adagiata sui sedili posteriori. Non siamo nel mezzo dell’Atlantico, disse la giudiziosa Dilly. Siamo su un’isola a sedici chilometri dalle coste del New England e, che io sappia, non ci sono orsi polari nel Maine. Inoltre, Peregrine Island non è deserta.
Dettagli. Se Crumpet fosse stata sul braccio di Annie, avrebbe alzato il nasino all’insù. La gente qui sopravvive a stento durante l’estate, figurarsi in inverno. Scommetto che si nutrono con la carne dei loro stessi morti.
L’auto sbandò leggermente. Annie riprese il controllo, serrando la presa delle sue mani guantate sul volante. Il climatizzatore funzionava a malapena, ma lei aveva iniziato a sudare sotto il giubbino.
Devi smetterla di lamentarti, Crumpet, disse Dilly, rimproverando la sua controparte irritabile. Peregrine Island è una famosa meta turistica estiva.
Non siamo in estate!, replicò Crumpet. È la prima settimana di febbraio, siamo appena sbarcati da un traghetto che mi ha fatto venire il mal di mare e ci saranno al massimo cinquanta persone su quest’isola. Cinquanta stupidissime persone!
Sai che Annie non aveva altra scelta, disse Dilly.
Perché è una fallita, sghignazzò una sgradevole voce maschile.
Leo aveva la brutta abitudine di dar voce alle paure più profonde di Annie ed era inevitabile che si insinuasse tra i suoi pensieri. Era il burattino che le piaceva di meno, ma ogni storia ha bisogno di un cattivo.
Molto scortese da parte tua, Leo, disse Dilly. Sebbene sia la verità.
La scontrosa Crumpet continuò a lamentarsi. Tu sei l’eroina, Dilly, tutto si risolve sempre per il meglio per te. Ma non per noi. Mai. Siamo spacciati! Spacciati, vi dico! Siamo per sempre...
La tosse di Annie interruppe le scenette teatrali interiori dei suoi pupazzi. Prima o poi, il suo corpo si sarebbe ripreso dai postumi persistenti della polmonite – o almeno era quello che sperava –, ma che ne sarebbe stato del resto di lei? Aveva perso fiducia in sé stessa e, all’età di trentatré anni, dubitava che i giorni migliori della sua vita dovessero ancora arrivare. Era fisicamente debole, emotivamente svuotata e alquanto terrorizzata: non proprio la condizione ideale per qualcuno costretto a trascorrere due mesi su un’isola sperduta del Maine.
Sono solo sessanta giorni, cercò di far presente Dilly. E poi, Annie, non hai dove altro andare.
Eccola. L’amara verità. Annie non aveva dove andare. Non aveva altro da fare se non cercare l’eredità che sua madre le aveva forse, o forse no, lasciato.
La Kia impattò un solco colmo di neve e la cintura di sicurezza si bloccò. La pressione sul petto indusse Annie a tossire. Se solo avesse potuto dormire al villaggio quella notte, ma l’Island Inn sarebbe rimasto chiuso fino a maggio. Non che lei potesse permettersi una camera, in ogni caso.
La macchina raggiunse a fatica la vetta della collina. Nel corso degli anni, Annie si era abituata ad affrontare qualsiasi tipo di clima insieme ai suoi pupazzi per raggiungere i luoghi più disparati in cui esibirsi, ma persino una guidatrice decente abituata alla neve come lei aveva un controllo limitato su una strada come quella, specialmente nella sua Kia. C’era un motivo per cui gli abitanti di Peregrine Island guidavano dei fuoristrada.
Va’ piano, le consigliò un’altra voce maschile proveniente dalla valigia sul sedile posteriore. Chi va piano va sano e va lontano. Peter, il pupazzo eroe, il suo cavaliere senza macchia e senza paura, era una voce di incoraggiamento, al contrario dell’ex ragazzo – barra amante – di Annie, che aveva incoraggiato sempre soltanto sé stesso.
Annie fermò l’auto, poi iniziò la lenta discesa. Fu a metà strada che successe.
L’apparizione si materializzò dal nulla.
In fondo alla discesa, un uomo vestito di nero sfrecciò sulla strada in groppa a un cavallo nero come la notte. Annie aveva sempre avuto una fervida immaginazione – come testimoniato dalle conversazioni interiori con i suoi pupazzi – e credette di star immaginando tutto. Ma la visione era reale. Cavallo e cavaliere saettavano tra la neve, l’uomo ricurvo sulla criniera fluente dell’animale. Erano creature demoniache, un destriero infernale e un folle che galoppavano nella furia della bufera.
Scomparvero con la stessa rapidità con cui erano apparsi, ma il piede di Annie pestò il freno istintivamente e l’auto iniziò a slittare. La Kia sbandò e finì nella cunetta piena di neve con un tonfo spaventoso.
Sei proprio una perdente, sogghignò Leo il cattivo.
Gli occhi di Annie si riempirono di lacrime di sfinimento. Le mani le tremavano. L’uomo e il suo cavallo erano stati reali o li aveva immaginati? Doveva concentrarsi. Inserì la retromarcia e cercò di sbloccare l’auto, ma gli pneumatici si infossarono nella neve. Abbandonò il capo sul poggiatesta del sedile. Se fosse rimasta lì abbastanza a lungo, qualcuno l’avrebbe trovata. Ma quando? C’erano solo il cottage e la casa padronale alla fine di quella strada.
Annie provò a ragionare. Il suo unico contatto sull’isola era l’uomo che si prendeva cura di entrambe le abitazioni, ma ci aveva parlato soltanto via email per comunicargli quando sarebbe arrivata e chiedergli di riattivare le utenze del cottage. Anche avendo il numero di telefono di quell’uomo – Will Shaw, ecco come si chiamava –, Annie dubitava che il cellulare avrebbe avuto campo lassù.
Perdente. Leo non parlava mai in tono normale. La sua voce era sempre distorta da un ghigno.
Annie afferrò un fazzoletto da un pacchetto spiegazzato ma, invece di ragionare sul suo dilemma, ripensò al destriero e al suo cavaliere. Che razza di matto usciva a cavalcare nel mezzo di una tormenta? Annie serrò le palpebre e si oppose a un’ondata di nausea. Se solo avesse potuto raggomitolarsi e dormire. Sarebbe stato tanto orribile ammettere che la vita aveva avuto la meglio su di lei?
USCITE RECENTI IN ITALIANO DI 
SUSAN ELIZABETH PHILLIPS

Serie Wynette,Texas
What I Did For Love (2009) ed. italiana: COSA HO FATTO PER AMORE, Leggereditore, agosto 2017 - Georgie York e Bramwell Shepard
Call Me Irresistible (2011)-ed. italiana: UNA SCELTA IMPOSSIBILELeggereditore, febbraio 2016 -  Ted Beaudine e Meg Koranda - LEGGI QUI la ns recensione
The Great Escape (2012)- ed. italiana: LA GRANDE FUGA, Leggereditore, ottobre 2016 - Lucy Yorik e Patrick Slade (Panda) - LEGGI QUI la ns recensione
***
Serie Chicago Stars
First Star I See tonight (2016)ed. italiana: LA PRIMA STELLA DELLA NOTTE  - febbraio 2016 - Leggereditore Coper Graham e Piper Dove  - LEGGI QUI la ns recensione

****
L'AUTRICE
Susan Elizabeth Phillips è una delle maestre del romanzo femminile internazionale. I suoi romanzi si sono posizionati ai vertici delle classifiche USA, conquistando anche quelle di Paesi come la Germania e il Regno Unito. Il segreto del suo successo è sia la capacità di cogliere con estrema delicatezza e con un tocco di ironia le sfumature dell'animo femminile, sia quella di dare vita a scene di grande sensualità e intensità. 
 VISITATE IL SUO SITO:  http://www.susanephillips.com/index.htm

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Grazie a chi condividerà il link a questa recensione su una delle sue pagine social.


4 commenti:

  1. mi piace quanto le recensioni sono così differenti tra loro. La SEP mi piace molto perchè i suoi personggi sono molto caratteristici.
    Qui a quanto pare parliamo più di un giallo che un romanzo d'amore, ma, adorando l'autrice, lo leggerò senz'altro perchè comunque sarà un romanzo scritto come si deve. l'ho già in lista da quando l'ho visto

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  2. Criticate la philips e idolatrate certe self che al suo confronto non sono niente. Sono basita.

    RispondiElimina
  3. Mi è piaciuto tanto proprio perché diverso dal solito, romance un po' thriller dalle tinte vagamente gotiche

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  4. Adoro la SEP in tutte le sue forme e neanche questo mi ha deluso. E' vero, è diverso dal solito, ma come non rimanere intrigata dalla storia gotica e di mistero che permea l'isola? Una chicca: l'incipit della storia con la protagonista che dialoga con i suoi burattini che le rispondono ognuno secondo la propria personalità. Sarebbe bastato questo per farmi amare il libro.

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