UN IMPREVISTO CHIAMATO AMORE di Anna Premoli (Newton Compton)


Autrice: Anna Premoli
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: New York
Pubblicazione: Newton Compton Editori, Aprile 2017, pp. 287, euro 9,90
Livello sensualità: BASSO
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook a 5,99

TRAMA: Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti negli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo …


Siamo a New York. Jordan, bellezza mozzafiato, si è appena trasferita in città e ha trovato lavoro come cameriera nella caffetteria di fronte al Presbyterian Weill Cornell. Niente di insolito direte voi – un lavoro come un altro- e invece no, è frutto di un’attenta ricerca …. Come può sperare di cavarsela  una ragazza bella, ma non particolarmente intelligente, con una madre malata e spese mediche in continuo aumento? Sposando un ricco dottore, ovvio! Ecco spiegato il motivo del suon nuovo impiego, quale miglior posto  per studiare la “fauna ospedaliera”?  Jordan ha pensato proprio a tutto, un bel chirurgo sulla cinquantina, impegnato sul lavoro e ormai disilluso dall’amore, alla ricerca di una compagna di vita e magari di una  seconda o terza  moglie. In cambio, con molta onestà, offre rispetto, compagnia, comprensione e fedeltà. Non importa l’aspetto fisico ne tanto meno l’amore, sono lussi che non può permettersi, con la nuova riforma sanitaria alla porte, basta solo che sia ricco, molto ricco e  chirurgo, come lei stessa afferma: “è gente che ha cose ben più importanti da fare che badare alla propria moglie”. Che vi dicevo? Una soluzione perfetta!
Ma cosa sarebbe un piano all’apparenza perfetto senza l’elemento che sovverte tutto, ecco che fa il suo ingresso Rory  Pittman, chirurgo specializzando che salva la nostra protagonista dopo un malore. Credo sia praticamente impossibile non simpatizzare per Jordan, una ragazza giovane ma molto provata dalla vita, che senza finzioni, con una sincerità spiazzante, chiede solo di  poter essere serena. Lei che non si piange mai addosso, che ha imparato ad aspettarsi sempre il peggio, accetta i suoi limiti e combatte con quello che ha a disposizione, se questo vuol dire mostrare il décolleté al padrone di casa pur di non pagare tre mesi di affitto anticipato, bè allora pazienza ... “la rettitudine è per gente che ha il pane in tavola.”
Poi c’è lui, Rory - unico difetto di quest’uomo è proprio il nom e- il bel dottorino dagli occhi blu, gentile sensibile intelligente e sexy da morire. Concentrato sulla sua carriera con un futuro già tutto programmato, ambizioso e perseverante. Insomma un altro pianeta. Nonostante le loro profonde differenze non potranno fare a meno di sentirsi attratti , tra dialoghi frizzanti e carichi di humor, quella che nasce come un’amicizia poco alla volta si trasformerà in un sentimento profondo. I protagonisti dovranno venire a patti con la realtà, Rory imparerà che amare significa anche accettare , Jordan invece, capirà che a volte l’unica cosa che una ragazza può fare è imparare a contare solo sulle proprie forze, seguendo il cuore.
Devo confessare che leggere un libro della Premoli per me è come farsi una coccola, al pari di una cioccolata con panna, con il valore aggiunto di zero calorie (da non sottovalutare).
Credo che approfondire il background dei protagonisti avrebbe fatto la differenza, ma anche così è un libro da leggere per regalarsi qualche ora di svago e relax con un sorriso sulle labbra.






COME INIZIA IL ROMANZO...
Jordan
Era se non altro comico che il dramma fosse dietro l’angolo, quando finalmente, e dico finalmente, avevo un piano.E per la prima volta nella mia vita, perché, in quanto a pianificazione, nessuno
nella mia famiglia pareva eccellere particolarmente. Discendo infatti da generazioni e generazioni di gente che si è sempre barcamenata come meglio – o forse sarebbe il caso di dire peggio – poteva, a tal punto che ero piuttosto stupita di essere anche solo riuscita a congegnare un progetto così ben definito. Io. Il fallimento fatto persona.Prediamo per esempio la caffetteria: la scelta era stata tutt’altro che casuale. Sì, cercavano una cameriera e sì, io di fatto ero solo capace di fare la cameriera, ma New York è piena di posti dove farsi assumere, se si è vagamente carine. E io non soltanto lo sono, ma in modo piuttosto spudorato.Perché non fingo maggiore modestia? Perché la bellezza esteriore è davvero l’unica cosa che possiedo e l’unica su cui ho potuto fare affidamento nella mia vita.Come mi ha ripetuto mia madre nei primi anni della sua malattia – quelli che all’epoca consideravo terribili, ma invece erano l’ultima boccata d’ossigeno dal momento che, se non altro, ancora riusciva a riconoscermi – la bellezza è una qualità destinata a svanire da un momento all’altro. Un attimo prima sei la donna più corteggiata e venerata dagli uomini e quello dopo solo una invecchiata male e presto. Pare, infatti, che la cronica mancanza di soldi prima o poi finisca con il segnare anche i lineamenti facciali. E no, non è la penuria di creme costose a base di collagene transgenico, ma le notti trascorse a rigirasi nel letto senza possibilità di chiudere occhio, corrucciando il volto per la preoccupazione. Mia madre, ex reginetta di bellezza e collezionista di corone senza arte né parte, lo sapeva meglio di chiunque altro perché c’era passata. E se mi ha insegnato qualcosa, è che gli uomini si interessano a te solo finché sei giovane e sorridente. Poi conta altro. Altro che nessuno, nella mia famiglia, ha mai avuto.Per esempio cervello.Oppure soldi.Ma sospetto che tra i due ci sia un legame molto stretto e che non sia un caso se nella nostra famiglia non si sia mai visto né l’uno né l’altro.Quindi, tornando al mio geniale piano, mi ero appena fatta assumere nella caffetteria di fronte al Presbyterian Weill Cornell Medical Center, luogo di pellegrinaggio di medici di ogni forma, colore e grado, tra un devastante turno e l’altro. Ospedali simili possiedono sempre una caffetteria interna, ma i medici, costretti a trascorrervi già buona parte della loro vita, sentono la necessità di tanto in tanto di fuggire dalle solite quattro mura. Non che vadano lontano, ovvio. Si accontentano di uscire e attraversare la strada. Per loro l’emergenza, si sa, è sempre dietro l’angolo.
Avevo svolto con sorprendente attenzione la mia ricerca e quindi sapevo che al Presbyterian, uno degli ospedali più grandi del Paese, finivano dottori brillanti usciti per lo più dalla Columbia o dalla Weill Cornell. Per la legge dei grandi numeri, prima o poi ero destinata a incontrare un chirurgo sulla cinquantina o anche sessantina, che fosse alla ricerca di una seconda, terza o quarta moglie, no? La parola magica è “moglie”, perché nella mia vita ho rivestito il ruolo di soggetto non meglio identificato, ragazza, fidanzata e amante di uomini con più o meno capacità. Meno che più, se vogliamo proprio essere sinceri. Ed ero stufa marcia. Marcia come la mela di Biancaneve, con cui per mia sfortuna non condivido alcun tipo di somiglianza: di principi azzurri, sempre che esistano, dalle mie parti se ne sono visti ben pochi. Prima o poi la bellezza sarebbe svanita e per allora era fondamentale che io fossi diventata a tutti gli effetti la signora moglie di un uomo molto ricco e rispettato. Anzi, di un medico molto ricco e rispettato. Ovviamente avevo preso in considerazione altre professioni, ma nessuna corrispondeva meglio ai miei bisogni di quella medica: i gestori di hedge fund o private equity sono gente completamente fuori controllo, esaltati di adrenalina, bastardi senza scrupoli e con infinite donne ai propri piedi; gli avvocati sono quasi peggio, con la loro capacità di spogliarti di ogni singolo avere in caso di divorzio. Ma i medici… Diciamo che i medici devono possedere o almeno aver posseduto qualche istinto benevolo verso il prossimo nel momento in cui hanno optato per una simile carriera. E poi, detto con grande franchezza, è gente che ha cose ben più importanti da fare che badare alla propria moglie…Insomma, professione perfetta. Offro una bellezza accecante e in cambio chiedo solo un po’ di quella sicurezza emotiva che non ho mai avuto. E soldi, perché non si vive di sola aria, nonostante mia madre abbia passato anni a illudersi che fosse possibile. Salvo fallire miseramente.Ecco perché, forte della mia meticolosa e insperata programmazione, ero del tutto impreparata al dramma. La vita non si dovrebbe accanire contro chi sguazza già nella melma, no? ...



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LIBRI RECENTI DI ANNA PREMOLI

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L'AUTRICE
Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata alla Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La scrittura è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza. Ti prego lasciati odiare è stato il libro fenomeno del 2013. Per mesi ai primi posti nella classifica, con i diritti cinematografici opzionati dalla Colorado Film, ha vinto il Premio Bancarella ed è stato tradotto in diversi Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato anche Come inciampare nel principe azzurro, Finché amore non ci separi, Tutti i difetti che amo di te, Un giorno perfetto per innamorarsi e L'amore non è mai una cosa semplice.


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