SEMPER FI di Keira Andrews (Triskell edizioni) -> Recensione

Autrice: Keira Andrews
Titolo originale: Semper Fi
Traduttore: Maria Sofia Buccaro
Genere: MM / storico
Ambientazione: USA / Giappone / Australia
Pubbl.italiana:  Triskell Edizioni, coll. Rainbowstorico, 11 novembre 2015, pp.319
Pubbl.originale:  KA Books 30 aprile 2015
Libello di sensualità: Medio / Alta
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook: solo in ebook, euro 4,49

TRAMA: Quando erano marines, Jim e Cal dipesero l’uno dall’altro per uscire vivi dalla carneficina e dalla disperazione nel Pacifico.
Sollevato di potersi lasciare alle spalle gli orrori della guerra, Jim è tornato al suo frutteto e alla vita tranquilla di padre di famiglia.
Consapevole che l’amico non avrebbe mai potuto ricambiare i suoi sentimenti proibiti, Cal spera che il tempo e l’oceano tra di loro attenui il desiderio che prova per lui.
Ma alla morte della moglie di Jim, Cal raggiunge l’amico per dargli una mano. Non sa nulla di mele né di bambini, ma vuole stargli vicino a tutti i costi, anche se la fiamma che lo tormenta si riaccende in lui.
Jim gli è grato per il sostegno che gli dà mentre lotta con i sentimenti repressi e i terribili ricordi della guerra.
Poi, quando inizia a vederlo con occhi diversi, il loro rapporto diventa intimo come mai avrebbero immaginato.
Riusciranno a costruirsi una vita insieme come una famiglia e a trovare la felicità in un mondo che li condanna?


From the Halls of Montezuma,
To the shores of Tripoli;
We fight our country's battles
In the air, on land, and sea;
First to fight for right and freedom
And to keep our honor clean;
We are proud to claim the title
Of United States Marine.

Ogni volta che leggo un libro che parla delle guerre mondiali, delle guerre in genere, mi rendo conto che gli orrori di cui sono testimoni i soldati nella fiction, sono pallide descrizione della realtà vera a propria. Questo non perché l’autore voglia edulcorare, ma perché lo strazio, il terrore, le carneficine sono così terrificanti che anche chi le ha vissute non le può descrivere a parole. Sono incubi eterni che odorano di morte e che albergano nella mente di chi ha combattuto, ha visto morire compagni, ha dovuto uccidere. Sia che si tratti delle guerre mondiali, sia che tratti della più vicina a noi come datazione, la Desert Storm, i Marines che hanno combattuto tornano a casa come uomini distrutti, con menti che vagano ancora nei campi di morte, con l’odore della carne bruciata attaccata alla pelle e che mai più torneranno a essere quelli di prima. Altra cosa che spicca tra i soldati è la fratellanza. La guerra fa cadere le barriere del pregiudizio, della razza, della religione, dello status sociale, tutto insomma. Nessuno è migliore di altri. Tutti sono soldati, tutti servono il loro paese, si coprono le spalle gli uni con gli altri e il concetto di amicizia va al di là del normale senso di comunione tra uomini, diventa una sorta di legame di sangue. La mia vita è la tua vita, Semper Fidelis, non solo allo Stato, ma anche ai compagni.
Jim e Cal si conoscono durante l’arruolamento, vengono addestrati assieme a Parris Island e per mano del destino combatteranno tutta la guerra contro i giapponesi sempre nello stesso squadrone, sempre compagni, sempre amici. Non potrebbero essere più diversi tra loro, ma instaurano un legame così forte che nulla riesce a spezzare. Jim è un agricoltore, sposato e padre di una bambina, Sophie, e l’unica cosa che vuole è prendersi cura della sua famiglia e del suo meleto. Cal è il figlio di un ricco banchiere newyorkese, arruolatosi per allontanarsi dal padre, è da sempre consapevole della sua omosessualità e la vive come si può presumere succedesse negli anni 40. Deve nascondere ciò che è il suo istinto.
Kiera Andrews ha scelto di narrare questa storia in modo particolare. Attraverso dei salti temporali all’interno di ogni capitolo, ci racconta del legame tra Cal e Jim durante tutta le guerra e allo stesso tempo la costruzione del loro nuovo rapporto una volta  tornati a casa. Jim adesso ha due figli ed è vedovo, sua moglie Ann è morta in un incidente sospetto e Cal si offre di aiutarlo col meleto ora che anche l’aiutante di Jim è sparito.
Nonostante il libro sia in terza persona e con narratore, la voce predominante è quella di Cal, che è anche quella della consapevolezza di ciò che davvero rappresenta il rapporto tra i due uomini. Mano a mano che i due commilitoni vivono giorno per giorno a stretto contatto, Cal capisce che si sta innamorando di Jim, tanto che alla fine della guerra si  tiene lontano di proposito perché non può pensare di vedere il suo amico felice nella sua famiglia. È geloso della moglie e, anche è consapevole dell’irrazionalità del sentimento, non può farne a meno. Quando però Ann muore e Jim ha bisogno di aiuto, Cal accorre subito anche se sa che sarà un tomento per lui vivere a stretto contatto con l’uomo che ama e che non può avere. All’inizio credevo mi avrebbero dato fastidio i salti temporali perché presumevo spezzassero la narrazione. Niente di più sbagliato. Se si confrontano le due storie si vede che il processo che ha subito Cal durante la guerra per arrivare a innamorarsi del suo amico, è lo stesso che subisce Jim in tempo di pace e le due situazioni sono raccontate in concomitanza. La differenza sta nell’accettazione di Jim. L’uomo sente l’eccitazione, la percepisce quando è vicino all’amico ma la vive con un pesante senso di colpa poiché un sentimento così forte e struggente non l’aveva mai provato per Ann.  C’è da dire poi che siamo alla fine degli anni '40 e l’omosessualità in una comunità fortemente religiosa era considerata il male assoluto, in più era reato punibile con la prigione. Jim stesso, una volta che scopre l’orientamento di Cal gli dice che è sbagliato, è male, è malattia, è contro la legge. Ma la forza che lo spinge verso l’amico è più forte di tutte le scuse che cerca di trovare, e non è solo il desiderio di toccarlo, di sentirlo, ma anche la presenza, il fatto che Cal sia vicino a lui, viva con lui, lavori con lui. Avere Cal in casa sua per Jim è sicurezza. La passione, la dolcezza, il desiderio, il sesso, sono un miscuglio di emozioni che, a un certo punto, gli scoppiano addosso e a cui non vuole e non può resistere. L’atto sessuale in sé, per quanto desiderato e passionale,  è solo la manifestazione fisica di un sentimento che è cresciuto negli anni, con consapevolezza in Cal, latente e non riconosciuto per quello che è in Jim.
Probabilmente, essendo abituate a un happy end alla luce del sole, qualcuno poteva aspettarsi che i due uomini sfilassero mano nella mano per le strade di Tivoli, ma ricordiamoci che siamo quasi negli anni '50, in un’America puritana e conservatrice, dove la legge punisce con la galera l’omosessualità, e anche se Jim e Cal non possono dormire assieme, essendoci due bambini piccoli in casa, non possono manifestare i loro sentimenti in pubblico e non possono dichiarare fieramente ciò che sono, si promettono l’un l’altro fedeltà, sostegno, fiducia, amore, e conservano nel loro cuore questi sentimenti, li custodiscono gelosamente, perché sono frutto di un percorso fatto di dolore, di strazio, di separazioni, di cadute, di recriminazioni e per questo preziosi come l’oro.
È un romanzo che fa riflettere su molte cose. A volte si pensa che un romance non sia altro che una storiella romanzata giusto per passare due ore spensierate. Ebbene, mentre cercavo la citazione d’apertura che è la prima strofa dell’inno dei Marines, mi sono imbattuta in queste parole:
L’efficacia dell’esercito è di fatto inscindibile dall'eventualità del suicidio: “non si possono modificare queste conseguenze senza alterare negativamente la capacità offensiva del nostro esercito. In altre parole il suicidio nell’esercito è una malattia del lavoro”.
Quando un autore decide di parlare di una storia d’amore che nasce e cresce nello sfondo di una guerra, decide di dare un’opportunità all’umanità, decide di dare un volto umano a un meccanismo di morte e distruzione quale è la guerra. Decide di parteggiare per la  Vita a qualunque costo.
Il fatto che Kiera Andrews abbia scelto di narrare le vicissitudini da Marines di Cal e Jim, senza risparmiare nulla ai due uomini, ma descrivendo anche le perdite più orribili e la decimazione del loro battaglione, merita considerazione. È bella la loro storia d’amore vissuta in tempo di pace, ma più bello ancora è sapere come è nata, da quali presupposti, e perché sia così solida e speciale. Questo è il motivo per cui do a questo romanzo  5 cuori. 











INTERESSANTE SAPERE CHE...

Lo United States Marine Corps, conosciuto in italiano come "Corpo dei marines"  è una delle forze armate degli Stati Uniti e costituisce la "fanteria di marina", cioè un corpo autonomo, anche se si appoggia largamente alla US Navy, ed è specializzato in operazioni anfibie e in veste di "expeditionary force".La sua  origine si fa risalire al 10 novembre 1775. 
Anche se nei primi anni dalla fondazione si occupava quasi esclusivamente di sicurezza sulle navi e di operazioni anfibie, il Corpo dei marines ha assunto nel tempo molteplici ruoli, che ne fanno un caso a parte nell'apparato militare degli Stati Uniti. Con 203.000 militari in servizio e 40.000 nella riserva (dati 2009) il Corpo dei marines è la seconda più piccola forza armata degli USA.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra del Pacifico fu la vera epopea dei Marine, essi furono infatti un elemento determinante della vittoria alleata; al conflitto parteciparono 669.000 uomini, di cui  19.733 morirono  e 67.207 rimasero feriti. I Marine uscirono dalla Seconda Guerra Mondiale coperti di gloria e circondati dall'affetto e dall'ammirazione del loro Paese, riuscendo ad evitare gli assalti di chi li avrebbe voluti incorporare nell'US Army o nell'US Navy. Il National Defense Act del 1947 stabilì che l'USMC avrebbe mantenuto il suo status autonomo pur nell'ambito della US Navy. In epoca più recente, i Marine hanno preso parte  alle guerre in Afghanistan, nel 2001, e in Iraq ,nel 2003, dove sono tuttora impiegati in missioni di "peacekeeping" e lotta al terrorismo . (* Fonte:Wikipedia)
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L'AUTRICE
Dopo aver scritto per anni senza mai trovare la giusta ispirazione, Keira Andrews ha trovato la sua vera 'voce' nel romance MM, che è presto diventato la sua passione. I suo romanzi  spaziano fra vari generi, dal contemporaneo allo storico, dal fantasy al paranormal e anche se ama le storie sofferte, crede fermamente nell'happy end finale. perchè, come disse Oscar Wilde : " I buoni ebbero il loro leito fine e i cattivi andarano a finire male. Qui sta la ragione del romanzo."  
VISITA IL SUO SITO: www.keiraandrews.com


TI INTERESSA QUESTO ROMANZO E TI PIACEREBBE LEGGERLO? L'HAI GIA' LETTO? COSA NE PENSI? A TUO PARERE LE STORIE AMBIENTATE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE SONO INTERESSANTI? PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE.

1 commento:

  1. Leggo raramente M/M, anche se sono abbastanza incuriosita dal genere e, in passato, sono stata favorevolmente colpita da alcune cose che mi è capitato quasi per caso di leggere.
    Per esempio, ritengo la scrittura di Erin Keller superiore a quella di moltissime altre scrittrici romance (in maniera trasversale, cioè non solo scrittrici M/M).
    Leggendo questa recensione di Alexandra sono spinta più che mai verso questa storia: considerando trama e recensione, non ho potuto fare a meno di pensare al famoso film de I Segreti di Brokeback Mountain, e al senso di emozione e disperazione che quella visione mi ha lasciato.

    RispondiElimina

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