ROMANCE HAPPY HOUR CON...PAOLA GIANINETTO



Benvenuta all'happy hour del nostro bar 
PAOLA GIANINETTO!

Prima di tutto cosa gradiresti bere mentre parliamo? Avrei proprio voglia di un mojito. Perchè sa di estate, la mia stagione preferita.

1) Presentati alle nostre lettrici.

Vivo a Torino con mio marito, mia figlia e il mio cane. Da quasi vent'anni adatto in italiano i dialoghi delle serie televisive: telefilm, soap opera, cartoni animati. Ho sempre saputo che quello che davvero volevo fare nella vita era scrivere, ma mi sono decisa a farlo seriamente solo qualche anno fa. Qualche volta mi sembra di aver sprecato tanto tempo, ma in realtà non è così: i miei romanzi sono nati da tutti quegli anni trascorsi a sognare le mie storie, a raccontarle a me stessa prima che agli altri. E poi, spesso penso che purtroppo non tutti arrivano a scoprire la loro grande passione e mi considero molto fortunata per esserci riuscita. Perchè è una cosa che ti cambia completamente la vita.

2) Quali sono i tre libri che porteresti con te su un'isola deserta e perché?
Il signore degli anelli, perchè non mi stanco mai di rileggerlo.
Un manuale di letteratura, perchè dentro c'è un po' di tutto e da sola su un'isola deserta avrei bisogno di quanti più stimoli possibile.
E infine uno dei miei, non perchè io sia autocelebrativa, ma perchè mi piace rileggere quello che scrivo. C'è dentro molto di me stessa.

3) Qual è il primo libro letto in vita tua?
Accidenti, questa è difficile. A parte le fiabe - che ancora oggi adoro - uno dei primi libri che ricordo di aver letto è Emil, di Astrid Lindgren, l'autrice di Pippi Calzelunghe. Mi è rimasto impresso quando il padre lo chiudeva in segheria per punirlo e lui intagliava statuette di legno: sognavo quel bellissimo bambino biondo e ribelle che intagliava il legno, serio e concentrato, e mi innamoravo di lui sempre di più.
4) Che libro hai adesso sul comodino in attesa di essere letto?
La casa del tempo sospeso, di Mariam Petrosjan. E' da un po' che voglio leggerlo, ma sono quasi mille pagine e aspetto sempre di avere un po' più di tempo, cosa che puntualmente non accade mai.
Questo per quanto riguarda "il libro sul comodino", perchè quelli che ho in attesa nell'e-reader neanche li conto. Il prossimo che leggerò spero sia il nuovo nato di J.R. Ward, The Shadows. Sempre che si sbrighi a uscire in digitale, ormai sono diventata pigra, mi sono abituata a comprare i libri con un click...

5) Un evento a cui avresti voluto assistere nel passato?
Ci sono talmente tante cose che avrei voluto vedere, epoche nelle quali vorrei sapere com'era vivere. Una cosa che mi ha sempre affascinato moltissimo sono le grandi opere del passato: cattedrali, monumenti... persino le piramidi. Mi viene sempre da chiedermi come cavolo abbiano fatto a costruirle. Ecco, vorrei spiare un antico cantiere, magari mentre posizionano l'ultima pietra.
E poi, se possedessi la macchina del tempo farei un salto a Parigi il 28 dicembre del 1895 per assistere alla prima proiezione dei fratelli Lumière.

6) Perché dovremmo leggere i tuoi libri?
Non è facile rispondere a questa domanda senza peccare di presunzione, ma credo che 
dovreste leggerli se da piccole amavate le fiabe e cercate delle storie che vi facciano provare le stesse emozioni che provavate allora, rivedute e corrette in versione "adulta". Se sapete che il Principe Azzurro non esiste, ma ogni tanto vi piace uscire dalla realtà, diventare protagoniste della fiaba e sentirvi come se invece esistesse davvero. Magari solo per voi.

7) Cosa è cambiato nel corso degli anni nella tua scrittura e nel tuo stile?
Credo di essere molto cresciuta da quando ho iniziato, d'altra parte è vero che saper scrivere è un dono, ma come ogni altra abilità anche questa migliora con l'impegno e l'esercizio costanti. Penso che lo stile sia rimasto più o meno lo stesso, quello che è cambiato è la capacità di tradurre in parole le immagini, le sensazioni, le atmosfere. Il mio obiettivo è quello di riuscire a far sentire le mie lettrici esattamente come mi sento io quando immagino le mie storie, i miei personaggi e quello che stanno provando. Di sicuro non smetterò mai di provarci.

8) Qual è il tuo libro preferito e il personaggio che hai amato di più?
ARAGORN
Ho amato profondamente molti libri, ognuno dei quali ha segnato e anche influenzato un'epoca, una fase della mia vita. Se dovessi sceglierne uno fra tutti sarebbe Il signore degli anelli. L'ho letto la prima volta a 19 anni e mi si è aperto un mondo, perchè questo è il miracolo che Tolkien è riuscito a fare: ha creato un mondo che prima non esisteva e che adesso fa parte dell'immaginario di tutti noi, persino, in qualche modo, di chi nemmeno l'ha letto. Il personaggio che ho amato di più, neanche a dirlo, è Aragorn: il misterioso re senza trono dal cuore nobile e puro, il guerriero forte e valoroso che rappresenta la speranza per l'intera razza umana. E scusate se è poco.

9) Esiste un personaggio, anche secondario che hai creato ispirandoti a un personaggio reale, famosa o meno?
Devo dire di no. I miei personaggi nascono dalla somma delle esperienze che ho vissuto, delle persone che ho conosciuto, dei libri che ho letto, dei film che ho visto e delle storie che ho sentito raccontare. Ma, soprattutto, dai sogni a occhi aperti che ho cominciato a fare fin da ragazzina, molti dei quali sono nitidi e precisi come dei libri o dei film. Suppongo non mi venga da ispirarmi a niente di reale perchè rovinerebbe la mia idea di perfezione visto che la realtà, per definizione, è imperfetta.

10) Hai un momento della giornata in particolare per scrivere? Uno per leggere?
Purtroppo non posso scrivere tutti i giorni, anche perchè per me è fuori discussione farlo nei ritagli di tempo, magari per un'ora o giù di lì. Quando scrivo, devo immergermi completamente nel mio mondo parallelo e per riuscirci ho bisogno di tempo e di pace. Per fortuna, lavorando come libera professionista, riesco a concentrare il lavoro in modo da tenermi almeno un giorno o due alla settimana da dedicare alla scrittura. Poi ci sono i periodi in cui il lavoro non c'è, magari per una settimana intera, e in quei casi il portafoglio piange e tutto il resto di me sprizza gioia da tutti i pori. Scrivere, per me, è come una droga: se sono costretta a stare lontana dai miei romanzi soffro e stringo i denti, con il pensiero fisso a quando potrò avere la prossima dose.
Per quanto riguarda leggere, invece, lo faccio in ogni momento: quando pranzo da sola, la sera dopo che ho messo a letto mia figlia, sul treno, mentre aspetto il mio turno in posta. Il tempo libero è così poco e leggere è così bello, che bisogna sfruttare ogni attimo disponibile.



Per Paola in arrivo un bel Mojito fresco
Rum bianco cubano (5cl.)
lime
2 cucchiaini di zucchero di canna raffinato bianco
un rametto di menta (6-8 foglie)
ghiaccio a cubetti
acqua gasata (o soda). Usare un bicchiere del tipo tumbler alto.

Si prepara ponendo sul fondo del bicchiere due cucchiaini di zucchero di canna bianco e il succo di mezzo lime. Gli ingredienti vanno amalgamati insieme e a questo punto si aggiunge la menta che non deve essere pestata ma solo leggermente premuta e mescolata insieme al succo e allo zucchero (questo accorgimento fa sì che dalla menta non si sprigionino le note amare), successivamente si unisce il ghiaccio, il rum bianco (o Havana Club 3 anni) e infine l'acqua gasata. Il composto ottenuto viene poi servito con una cannuccia e un rametto di menta decorativo. 
Esistono diverse teorie anche riguardo l'origine del termine "Mojito". Secondo alcuni, esso sarebbe legato al "mojo", un condimento tipico della cucina cubana a base di aglio e agrumi, usato per marinare. Un'altra teoria lo lega alla traduzione della parola spagnola mojadito, che significa "umido". Un'ultima ipotesi, considerata comunque la meno attendibile, fa risalire l'etimologia della parola al termine vudù mojo, che significa "incantesimo.

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USCITE RECENTI DI PAOLA GIANINETTO

KYLER - # 1  SERIE "Principi azzurro sangue"(Emma Books)
Quando Nia scopre che la sua migliore amica Beth è in realtà un vampiro, lo shock è terribile. Ma dopo lo spavento iniziale decide di accettarla per quel che è e di cominciare a conoscere il suo mondo, di cui fanno parte altri vampiri. Tra loro c’è anche Kyler: pericoloso, affascinante e tremendamente sensuale. E Nia non può far altro che abbandonarsi all’amore. Ma il pericolo incombe su questa passione appena divampata.Il primo libro della saga Principi Azzurro Sangue, con protagonisti i vampiri di Windhill, vi lascerà con il fiato sospeso, tra incontri travolgenti, imprese emozionanti e un alto tasso di sensualità. Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI.


PATRICK - # 2 SERIE "Principi azzurro sangue"(Emma Books)
Far innamorare un vampiro può essere pericoloso. Ne sa qualcosa Anita, antropologa italiana affascinata dal mondo degli immortali e decisa a raccogliere prove sulla loro esistenza. Quando la ragazza si ritrova, suo malgrado, oggetto del desiderio di un giovane e sprovveduto vampiro, viene convocato Patrick Moran, uno degli Antichi più temuti, il quale, rendendosi conto della minaccia, decide che c’è un’unica soluzione: uccidere Anita. Sì, perché Anita, in quanto Discendente, è in parte immune dalla manipolazione mentale che i vampiri sono soliti esercitare per controllare gli umani. Ma Patrick ha un cuore e non se la sente di eliminare un’innocente. Non solo. Con lei Patrick riscopre sentimenti umani che credeva ormai perduti. Ma il pericolo degli altri Antichi incombe su di loro.
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI.

LIAM - # 3 SERIE "Principi azzurro sangue"(Emma Books)
Elizabeth Hayes non è una ragazzina romantica, non sogna il grande amore e non è capace di piangere. Ha perso l’innocenza settant’anni fa, quando uno sconosciuto le ha succhiato via la vita su un marciapiede, trasformandola in qualcosa che lei non voleva essere. Beth ora è una vampira, una creatura forte e invincibile, e ha giurato che non permetterà più a nessuno di farle del male. Ha un unico punto debole, che tiene nascosto a chiunque: un disperato bisogno di provare delle emozioni, di lasciarsi andare, di perdere il ferreo controllo che esercita su se stessa e sugli altri.Quando incontra di nuovo Kevin, il dolce e coraggioso ragazzo pronto, per lei, a sfidare l’orrore, si illude di poter trovare un po’ di pace, ma Kevin non possiede quello di cui Beth ha bisogno. A differenza di Liam Blake, il crudele Antico dagli occhi viola ossessionato dal dolore e dal desiderio di vendetta.Ma, qualche volta, il rimedio può essere più pericoloso del male…
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI.

BLU OLTREMARE (Racconto - Emma Books)
All’improvviso, senza alcuna ragione apparente, Kevin Walker perde ogni interesse per la vita e lascia la propria casa, il lavoro e gli amici per rifugiarsi a Staten Island in un piccolo capanno di pesca in riva al mare. Con la sola compagnia di una rabbia profonda e devastante e del desiderio di trovare la fine, perché se persino l’oceano non continua all’infinito, prima o poi, da qualche parte, dovrà finire anche lui. Ma il destino ha altri programmi, è deciso a metterlo di fronte al suo incubo e a fargli incontrare, dall’altro lato del mare, l’unica persona in grado di aiutarlo a uscirne. Il destino o qualcosa di ancora più potente, che viene dritto da un oscuro passato che non gli appartiene più… La saga dei “Principi Azzurro Sangue” di Paola Gianinetto torna a far sognare i lettori con una nuova, appassionante novella. 
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI.

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CONOSCETE I LIBRI DI PAOLA GIANINETTO?   COSA VI PIACE DEL SUO STILE? SE POTESTE FARLE UNA DOMANDA, COSA LE CHIEDERESTE?

3 commenti:

  1. Devo dire che non conosco questa autrice, non ho letto nulla di suo soprattutto perché non ho mai letto niente di paranormal: vampiri, licantropi etc. non hanno mai esercitato troppo richiamo su di me, che preferisco quasi sempre storie reali.
    Però, leggendo l'intervista, rileggendo bene le trame dei suoi romanzi - che avevo visto di sfuggita sul sito della Emma Books - mi viene voglia di avventurarmi in questo mondo per me del tutto inesplorato.
    Confesso che la ritrosia a dedicarmi al paranormal deriva soprattutto dal fenomeno mediatico di "Twilight", combinato con il suo essere Young Adult (genere che assolutamente mi respinge). Però, probabilmente estendere il mio rifiuto a tutto il paranormal è stato solo un pregiudizio, infatti le pochissime cose che ho letto in rete (ad esempio i racconti di Anonima Strega qui sul blog) mi hanno inaspettatamente incuriosito. Comincerò allora con i romanzi di Paola... con la quale oltretutto condivido la viscerale, assoluta passione per il Signore degli Anelli! Non mi stanco mai di rileggerlo, ma se è vero che anch'io adoro Aragorn, il personaggio del mio cuore è Faramir: lui è il vero "unsaid hero", l'uomo dal cuore puro, dal coraggio cristallino, e dall'animo generoso, umile e silenzioso, così normale, e al tempo stesso raro ed eccezionale.

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    Risposte
    1. Ciao Eva! Mi fa un enorme piacere essere riuscita a incuriosirti!
      Il paranormal è un genere che ad alcune persone proprio non va giù e in quel caso non c'è niente da fare: i gusti sono gusti e su questo non ci piove. Ho una cara amica che adora il mio modo di scrivere, ma proprio non sopporta il paranormal. Divora i miei libri lo stesso, ma non fa altro che pregarmi di scrivere anche qualcosa di "normale":))
      Come in tutti i generi comunque, anche nel paranormal c'è dentro di questo e di quello, del bello e del... meno bello, tutto sta a saper scegliere, secondo me. Chissà che i miei vampiri non riescano a farti cambiare idea sulla categoria. Per me sarebbe una grande vittoria!
      Soprattutto con una sorella nell'amore per Il signore degli anelli!! Se hai intenzione di leggerli, mi permetto di consigliarti di prenderli entro l'8 novembre: fino a quella data sono in promozione a metà prezzo, in occasione di Halloween!
      E se ami Faramir (che tra l'altro anch'io adoro), credo che ti piacerà il mio Kevin, uno dei personaggi minori che salta fuori nel secondo libro, Patrick, e al quale ho poi dedicato una novella breve, Blu oltremare. Lui è proprio come hai detto tu: "così normale, e al tempo stesso raro ed eccezionale".
      Un abbraccio a te e a tutta LMBR, grazie per il mojito e per la bella chiacchierata!!

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  2. come ho scritto più volte il paranormal in qualche modo preferisco vederlo, e mi piace anche molto, piuttosto che leggerlo. io ho una lettura molto veloce e nel paranormal ci sono sempre tanti nomi difficili, tanti personaggi particolari e vicende complesse che per me è difficile riuscire a leggerlo velocemente.
    Però leggere queste interviste fa venir voglia di scoprire le autrici che non si conoscono anche se il genere non è il prediletto. in questo momento sicuramente no, ma in un futuro non si sa mai. una domanda però mi sorge spontanea: le copertine sono state volute proprio così? a me non piacciono molto e devo dire di averle già più volte intraviste, ma se la copertina non mi colpisce difficilmente vado a leggere la sinossi.... (non vuole essere una critica, ma ho voluto esprimere quello che provo io nell'osservare queste facciate)

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