ROMANCE HAPPY HOUR CON...VIVIANA GIORGI



Benvenuta all'happy hour del nostro bar VIVIANA GIORGI!



Prima di tutto cosa gradiresti bere mentre parliamo?
Mmmm. Visto che è tempo di happy hour, mi scolerei con una certa disinvoltura un margarita, magari anche due. Non che io beva abitualmente superalcolici, ma una chiacchierata fra amiche senza un margarita davanti, che chiacchierata è?

1) Presentati alle nostre lettrici.
Mi chiamo Giorgi, Viviana Giorgi. Non sono un agente segreto britannico, ma da qualche anno scrivo romance e, come James Bond, vivo tante avventure, anche se solo nella mia fantasia, avventure più colorate di rosa che di altri colori, per la verità. Vivo a Milano con mio figlio ventenne (ho già la sindrome del nido vuoto prima ancora che se ne sia andato), ho una famiglia affettuosa e molti amici, anche se poi va a finire che frequento sempre quelli che conosco da sempre (sono un’abitudinaria, lo ammetto). Sono single. A proposito: se conoscete un sosia di Harrison Ford, o uno scozzese tipo Sam Heughan, presentatemeli pure, lo apprezzerò. :) Adoro leggere, ovvio, andare al cinema (quando ero giovane ero un
vero topastro di cineteca), e vedere le serie in tv. Le mie letture oscillano soprattutto tra gli action thriller e i romance (preferisco quelli di autrici brillanti come la Quinn o Julie James), ma ogni tanto ritorno ai classici (i grandi romanzi del Sette/Ottocento), cosa che non guasta mai. Se leggo autori anglosassoni, li leggo in lingua originale. Non per snobismo, ma perché se li leggo in italiano  comincio a fare un editing mentale del romanzo e mi rovino la lettura. E poi, la scioltezza e la sintesi della lingua inglese hanno parecchio da insegnare a una scrittrice. Mi piace cucinare, sono disordinata come pochi, ciononostante sono decisamente rupofobica  e misofobica  (non vi dico cosa significano questi due paroloni, così solo chi ne cercherà il significato potrà darmi della pazza). Amo il punto croce, mi sforzo di andare in palestra (ho fatto danza per circa trent’anni, senza grandi risultati, ma divertendomi) e, naturalmente, amo gli animali che infatti spesso sono fra i protagonisti delle mie storie. Sono milanista (malgrado tutto).

2) Quali sono i tre libri che porteresti con te su un'isola deserta e perché?
“Guerra e pace”, perché è universale, da solo contiene tutte le storie e tutti i sentimenti, i dolori e le gioie dell’uomo. Insomma, dentro c’è tutto. “Orgoglio e pregiudizio”, perché non solo è la storia d’amore per eccellenza, ma perché è così ricco di ironia e di personaggi secondari fantastici che è sempre una grande lezione rileggerne dei brani. Ogni volta scopri cose che voi umani… Infine,  citerò “Echo 
Burning”, il quinto romanzo di Lee Child imperniato sulla figura di Jack Reacher, personaggio che ha secondo me rivoluzionato il genere action thriller e dato il via a parecchi cloni. Sì, sono una Jack Reacher dipendente (fra noi ci chiamiamo Reacher creatures), anche se non tutti i romanzi della serie sono dello stesso livello; e no, non mi è affatto piaciuto il piccoletto, Tom Cruise, nel ruolo di Jack al cinema. Ma sai che è difficile parlare di libri preferiti? Mi sono accorta di non aver citato un solo Dickens (gravissimo) e neppure “I duellanti” di Joseph Conrad. E neppure un Mark Twain o un racconto di Cecov o “La coscienza di Zeno”, di Svevo, che è per me un capolavoro assoluto.

3) Qual è il primo libro letto in vita tua?
E chi si ricorda? Ricordo che fra i primissimi libri ci furono “La piccola Dorrit” (finalmente ho citato Dickens), “Il giardino segreto”, e un libro su Davy Crocket e la battaglia di Alamo di cui non ricordo il titolo (mio padre era un fanatico dei western così a noi due figlie ci ha sempre regalato libri sul vecchio west, pistole e cappelli da cowboy). Li avevo tutti e tre in quelle edizioni cartonate per ragazzi, con dei bei disegni colorati in copertina e disegni in bianco e nero all’interno, qualcuno pure a colori, e il font grande, per bambini. Ce li ho ancora da qualche parte, reperti storici, oramai.

4) Che libro hai adesso sul comodino in attesa di essere letto?
Che libri  vorrai dire. Sono un’accumulatrice seriale, sia in cartaceo che in digitale. Non posso fare a meno di comprarne e comprarne. Te ne cito tre, due di carta, l’altro digitale. Cartacei, “The English girl”, uno spy thriller di Daniel Silva, e  “Slightly Dangerous” (“Il duca di ghiaccio), della Balogh, che voglio rileggere (Wulfric non è un personaggio
fantastico?). In digitale mi attende (insieme a un altro centinaio di titoli) un contemporaneo di cui ho sentito parlare benissimo, “Improper English”, di Katie Macalister.

5) Un evento a cui avresti voluto assistere nel passato?
E qui si capirà quanto la Viviana sia una donna frivola e innamorata della sua città. Vorrei rivivere una serata alla Scala, magari la prima di “Nabuccodonosor”, durante la dominazione austriaca; hai presente quel momento da brividi in cui il pubblico urlava W VERDI e buttava dal loggione volantini inneggianti alla unità d’Italia? Naturalmente avrei urlato anch’io W VERDI, dal loggione, ma la mia attenzione sarebbe stata distratta dal bellissimo e tenebroso nobile che sedeva più in basso in un palco  e che ogni tanto levava lo sguardo su di me; certo un patriota pronto a compiere qualche atto di eroismo in nome della libertà, oltre che a innamorarsi perdutamente di me. Ecco.

6) Perché dovremmo leggere i tuoi libri?
Come saprai già, una mia commedia romantica, Alta marea a Cape Love, ha vinto il premio Che Fisico, indetto dalla mia CE, Emma Books insieme a Mondolibri. Non sto a ripetere qui quanto sia felice di aver vinto e di poter tenere in mano l’edizione cartacea del romanzo, credo che si sia già capito da come ho rotto a tutti le scatole sul web; ma vorrei soffermarmi sulla motivazione della giuria che mi ha reso ancora più felice, perché
ha evidenziato in poche parole proprio quello che, forse inconsciamente, cerco di fare quando scrivo. Nella motivazione si legge: “Alta marea a Cape Love è un romanzo feel good scritto con maestria. L’autrice è riuscita a costruire una storia che rispetta gli archetipi del romance, in modo da soddisfare la lettrice appassionata di questo genere, aggiungendo al contempo elementi personali: lo humour, che pervade la narrazione senza appesantirla, e la caratterizzazione dei personaggi.” In questa motivazione, che ripeto mi fa gongolare, c’è tutto: regalare un po’ di feel good al lettore, un bel sorriso dall’inizio alla fine del libro, insomma; la rivisitazione di un genere (il romance) in chiave ironica e a volte umoristica; personaggi normali che potremmo incontrare anche qui, in questo momento. Certo, pigio un po’ sull’acceleratore quando si tratta dei protagonisti maschili (i miei adorati eroi da sballo), ma in fondo il mio motto è “se devi sognare, meglio farlo alla grande!”, ovvero Clooney è meglio di Woody Allen in camera da letto. La cosa bella è che scrivere romanzi feel good fa sentire anche la sottoscritta benissimo, insomma è quasi una terapia.

7) Cosa è cambiato nel corso degli anni nella tua scrittura e nel tuo stile?
Spero di essere più sintetica, di mostrare di più e descrivere di meno. Faccio sempre più affidamento sui dialoghi e sulle situazioni a volte un po’ paradossali, da sogno, per rendere la storia un po’ speciale anche nella normalità. La colonna sonora e i riferimenti a film, libri o serie tv che io amo, sono sempre più presenti. Inoltre, dopo Alta marea, ho cominciato a scrivere in terza persona, e non più in prima, cosa che per me è più complessa (in altre parole, ci metto molto più tempo), ma mi soddisfa maggiormente.

8) Qual è il tuo libro preferito e il personaggio che hai amato di più?
Parli dei miei libri? Sicuramente il libro che preferisco è “Tutta colpa del vento (e di un cowboy dagli occhi verdi)”. E non solo perché adoro gli States e i cowboys, ma perché credo che sia il più completo anche nella parte drammatica della storia (che comunque ci deve essere anche in un romanzo feel good). Il mio lui preferito è proprio Mitch, il mio cowboy dagli occhi verdi, mentre la mia eroina preferita è Camille Brontee, protagonista del mio storico “Un amore di fine secolo”. Senza false modeste, credo che sia un buon personaggio.

9) Esiste un personaggio, anche secondario che hai creato ispirandoti a un personaggio reale, famoso o meno?
Non mi sembra. Probabilmente tutti i personaggi traggono linfa da persone vere e reali, ma, nel mio caso almeno, se così accade è solo un fatto inconscio.

10) Hai un momento della giornata in particolare per scrivere? Uno per leggere?
Leggo dopo pranzo e a letto, prima di dormire. Spesso leggo anche di notte, perché soffro un po’ di insonnia. Scrivo soprattutto al pomeriggio e prima di coricarmi la sera dedico almeno un’oretta a rileggere il lavoro della giornata. Questo nelle intenzioni, almeno. In realtà scrivo non appena ho il tempo di farlo, ma cerco di farlo tutti i giorni. Magari solo dieci righe, magari correggo qualche pagina, ma vado avanti.

Grazie di cuore Sam per la bella chiacchierata e per il Margarita, che era squisito. Se ho detto qualche sciocchezza, be’, sappi che darò la colpa alla tequila.
Un grande sorriso a tutti.



A Viviana non possiamo che dedicare 
un Original Margarita
2/4 Tequila
¼ Triple sec (cointreau)
¼ succo di limone o lime
shakerare con molto ghiaccio e servire nell'apposita coppa con il bordo bagnato di limone e sale

Il Margarita è un cocktail la cui origine ha diverse teorie, ma la più accreditata è legata al nome di Daniel e David Negrete i quali aprirono un Bar presso il "Garci Crispo Hotel" e nell'occasione del matrimonio del fratello David con la cognata appunto "Margarita", Daniel diede vita a questo cocktail di Tequila, Triple Sec e succo di Lime non mescolati tra di loro e serviti con ghiaccio tritato, offrendolo alla sposa come regalo di nozze e coniandolo col suo stesso nome.
Il tutto accadeva negli anni tra il 1935 e 1940 e nelle sue sfumature e varianti rimane un cocktail di alto rango e richiamo negli ambienti del beverage.


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USCITE RECENTI DI VIVIANA GIORGI

ALTA MAREA A CAPE LOVE (Euroclub/ Emmabooks)
Gioia, milanese, illustratrice di libri per bambini, è invitata nel piccolo villaggio di Cape Love, sulla costa dorata del Maine, dalla folle e adorata zia Arianna, che la vuole come damigella d’onore alle sue (quinte!) nozze. Anche se zia Ari è sinonimo di guai, Gioia accetta senza sapere che, dopo le strampalate nozze della zia, rimarrà bloccata a Cape Love e dovrà occuparsi dei due cani di zietta (una terranova e un bassotto scatenati), del bookshop di famiglia e del piccolo Jimmy, il figlio del suo nuovo vicino di casa, Sean, uno che farebbe girare la testa anche a una santa. Peccato che Sean abbia già una fidanzata, Grace, tanto bella e famosa quanto detestabile. Se solo zia Ari fosse così gentile da tornarsene a casa sua (che, per la cronaca, è uno stupendo faro sulla scogliera), Gioia potrebbe ripartire per Milano e dimenticare una volta per tutte la notte bollente trascorsa insieme a Sean. O no?
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI ( in ebook).

VUOI VEDERE CHE E' PROPRIO AMORE? (Emmabooks)
È possibile che la vita viri dal grigio al rosso, passando per il rosa, nell’attimo di un respiro? A sentire Piera Aldobrandi, insegnante di inglese single, salutista e aspirante fotografa, la risposta è sì. Perché, quando incontra il cinico Jean, uno che segue le regole della statistica anche con le donne, l’amore esplode dentro di lei con il calore di una ballata irlandese, finendo per colpire, oltre la sua vita, anche il suo guardaroba che da grigio diventa rosso fuoco. Tutto inizia nel borgo milanese di Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso, ma poi la storia si sposta in un’Irlanda che più romantica di così non si può, punteggiata da un coro di personaggi divertenti e improbabili e dalle canzoni eterne dei Beatles. Il gatto rosso? C’è anche lui, e se la ride sotto i baffi. 

Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI ( in ebook).

TUTTA COLPA DEL VENTO ( E DI UN COWBOY DAGLI OCCHI VERDI)
Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione.La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto le mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? 
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI ( in ebook).

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CONOSCETE VIVIANA GIORGI? AVETE LETTO QUALCUNO DEI SUOI LIBRI? COSA VI PIACE DEL SUO STILE? SE POTESTE FARLE UNA DOMANDA, COSA LE CHIEDERESTE?


13 commenti:

  1. Mi sento un po' stalker con Viviana Giorgi, ma seguirla è un vero piacere. Io la adoro.

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    1. Altro che stalker, VeloNero, ti considero un'amica e per me è un onore che ti piacciano le mie cose.
      Un abbraccio grande
      Viv

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  2. Viv, sei una grande! Però Sam Heughan è mio, ricordalo. ;-)

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    Risposte
    1. Ehhhh! Si fa presto a dire mio!
      Grazie Laura, i tuoi complimenti mi lusingano (continua pure!!), perché ti stimo moltissimo come amica e come scrittrice.
      Un bacione
      Viv

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  3. io ho letto per il monento solo "vuoi vedere che è proprio amore?" e devo dire che mi sono divertita moltissimo ed è proprio questo che mi piace in un romance, amore, anche passione, ma soprattutto IRONIA e lo stile della Giorgi devo dire che lo ho apprezzato molto. ho altri dei suoi romanzi in wishing list, prima o poi ce la farò a portarmi in pari (speriamo....)

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  4. Sono felice Isabella che Vuoi vedere...? ti sia piaciuto. Spero che, se avrai la pazienza di leggere anche altri miei titoli, continuerai ad apprezzare la mia "ironia" senza la quale, anche nella vita di tutti i giorni, moriremmo tutti di noia.
    Fammi sapere, ti prego!
    Un caro saluto
    Viv

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  5. Grazie!!!!
    Il miglior Margarita della mia vita. care bibliotecarie. Ringrazio soprattutto Samantha per avermene preparato uno così speciale. Mi è piaciuto moltissimo e ora...sono pronta per un daiquiri. :)
    Praticamente sono quasi un'alcolista.
    Un abbraccio a tutte e in particolare alla mia barwoman preferita
    Grazie di cuore
    Viv

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    1. Il Daiquiri teniamolo per la prossima volta!

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  6. Sono una fan sfegatata del 'gatto rosso'! E del modo coinvolgente e divertente di scrivere di Viviana...

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  7. Accipicchia, avevo gia' nella mia wish list alcuni romnzi di Viviana Giorgi, dopo questa spiritosa intervista sono ancora piu' ansiosa di trovare il tempo per immergermi nella lettura!

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  8. Che bello vedere al nostro bar VIviana bellissima intervista, curiosissima di leggere i tuoi libri inizio da quello che ho vinto al give e poi avanti a spron battuto ahahah

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  9. Grazie Alessandra, Daniela e Stefania per le vostre gentilissime parole. Sono felice che i miei romanzi vi interessino e, spero, vi divertano.
    Fatemi sapere le vostre impressioni (in ogni caso!!!!).
    @Stefania, ti è arrivato il romanzo?
    Un abbraccio
    Viviana

    RispondiElimina

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