ROMANCE HAPPY HOUR CON...VELONERO



Benvenuta all'happy hour del nostro bar VELONERO!


Prima di tutto cosa gradiresti bere mentre parliamo?
Ciao Samantha, felice di essere qui con te. Vediamo… ti faccio faticare: un Martini, grazie. Con due olive.

1) Presentati alle nostre lettrici.
 Ciao Lettrici Romantiche, sono VeloNero.
Che cosa vi racconto?
Vuoto totale.
Mancanza d’ispirazione.
Mi metta pure impreparata, Prof, torno la prossima volta.
Che faccio, invento?
No, vabbè, vediamo un po’…
Sono nata da un bel pezzo. Ho un sacco di gente che mi vuol bene e mi sopporta, e non mi spiego il perché, visto che ho un carattere terribile e borbotto peggio di una pentola che bolle.
Misteri della vita…
Faccio finta di fare la mamma: i risultati sono buoni a dispetto della mia inesistente preparazione… O forse sto parlando della scrittura?
Sì, perché da circa due anni ho deciso di ammorbarvi con i miei racconti e con la mia presenza piuttosto ingombrante. Mi sono lanciata e ho cominciato a pubblicare tutto quello che avevo scritto e che mi passa per la testa.
Ecco, se devo svelare qualcosa di me, posso dire che sono una tuffatrice, cioè mi butto nelle cose a testa bassa senza pensare o programmare, insomma, sono un’incosciente. Poi, però, cerco di dare il meglio.


2) Quali sono i tre libri che porteresti con te su un'isola deserta e perché?
 “Orgoglio e pregiudizio”. Non mi stanco mai di rileggerlo. La storia d’amore per eccellenza, per me è la storia perfetta.
“Don Camillo”. Guareschi mi fa morire dal ridere. Amo lo spirito buono di un mondo ormai perduto e il suo modo di tratteggiare l’anima italiana.
“Ulisse”. Joice. Magari è la volta che finisco di leggerlo, mi mancano un centinaio di pagine che ho saltato qua e là. Poi è talmente che lungo che ho speranza che mi recuperino prima di averlo terminato. Scherzi a parte, mi piace moltissimo e amo acciuffare e raggomitolare il filo rosso di tutti quei pensieri che si rincorrono confusi. Affascinante.

3) Qual è il primo libro letto in vita tua?
 Non ricordo con esattezza, credo fosse “Emil”, di Astrid Lindgren.

4) Che libro hai adesso sul comodino in attesa di essere letto?
 “Dio di illusioni” di Donna Tartt. Troppo lungo in questo periodo, non mi decido a cominciare.

5) Un evento a cui avresti voluto assistere nel passato?
 La prima dell’Aida di Verdi al Cairo.

6) Perché dovremmo leggere i tuoi libri?
 Per passare due o tre ore al massimo. Non importa quanto tempo io impieghi a scrivere, chi legge deve correre, deve voler arrivare alla fine come bere un bicchier d’acqua se si ha sete. Se annoio, ho fallito.


7) Cosa è cambiato nel corso degli anni nella tua scrittura e nel tuo stile?
Quello che prima racchiudevo in poche parole e sottintendevo, ora lo scrivo, ma forse è solo la differenza fra romanzo e novella.
Ho sacrificato la capacità di sintesi per uno stile più prolisso, alla ricerca di ritmo narrativo che riprenda una cadenza musicale, un tentativo di metrica alla maniera classica basato sulla sillabazione. Ho deciso di condire tutto con tanti aggettivi e avverbi a iosa, giusto per spirito di contraddizione. Enfasi, barocco e frasi fatte, le mie nuove parole d’ordine.
Le virgole, invece, restano la mia passione, continuo a spargerle con ampi gesti delle braccia come i seminatori di D’Annunzio. 
Intanto poi ci sono gli editor armati di falcetto... 

8) Qual è il tuo libro preferito e il personaggio che hai amato di più?
 “Cronaca di una morte annunciata”. Penso sia questo il mio libro preferito: le tradizioni, il pettegolezzo, il mistero, il senso di rabbia e di impotenza, l’ineluttabilità, la scrittura… mi piace tutto di questo libro e di Marquez.
Il personaggio che amo di più? Direi Hercule Poirot.

9) Esiste un personaggio, anche secondario che hai creato ispirandoti a un personaggio reale, famosa o meno?
 Sì, Valéry, del fatale addio. Lei è la mia amica A., non è famosa, ma ho speranze che lo diventi, magari senza uccidere nessuno. Probabilmente la faranno santa.

10) Hai un momento della giornata in particolare per scrivere? Uno per leggere?
Io quando comincio a leggere non mi fermo, anzi mordo e abbaio se mi interrompono, per cui devo avere tempo a disposizione; leggo quando so di riuscire a finire. Diciamo che quando ho un libro in mano, sia esso cartaceo o digitale, un pc o tovagliolino di carta, divento una maratoneta.
Di solito scrivo la sera e la mattina rileggo e correggo; immancabilmente mi dico, sempre stupefatta: “Ma l’ho scritto io?”. Qualche rara, rarissima volta lo stupore nasce dalle parole penetranti, incisive e dalla trama machiavellica che vedo impresse sul foglio digitale… Assai più spesso mi metto le mani nei capelli e cerco di interpretare la lingua sconosciuta e torturata dal troll che si è impossessato di me la sera prima. 

Allora per Velonero prepariamo un Cocktail Martini, 
uno degli aperitivi più classici.
6 cl di Gin
1 cl di Martini dry
1 oliva verde
1 fettina di limone
Prendere una coppa da Martini e riempirla di cubetti di ghiaccio in modo da raffreddarne le pareti e farla restare molto fredda durante tutta la preparazione del cocktail, poi riempire anche un mixing glass di cubetti di ghiaccio. Eliminare l'acqua in eccesso dal mixing glass. Aromatizzare il ghiaccio aggiungendo 1 cl di Martini dry nel mixing glass, mescolando bene.Versare il vermut nella coppa martini filtrandolo dal ghiaccio. Ripetere l'aromatizzazione del ghiaccio rimasto nel mixing glass, questa volta con 6 cl di gin. Gettare via il Martini dry e il ghiaccio dalla coppetta.Versare il gin nella coppa martini, sempre filtrandolo dal ghiaccio. Spremere leggermente l'olio di un pezzo di scorza di limone sopra il cocktail. Aggiungere quale guarnizione un'oliva verde.

L'origine del nome è combattuta. Qualcuno dice sia il nome del barista italiano che per primo, nella New York del 1912, l'avrebbe preparato per John D. Rockefeller. Altri dicono derivi dal celebre cocktail di Jerry Thomas (detto the professor) il Martinez (1850), secondo altri il Martinez fu trasformato in Martini da Julio Richelieu nel 1870. Ernest Hemingway era un esperto di Martini Cocktail e riteneva che il migliore fosse quello servito al bar del Ritz di Parigi.

****
DA LEGGERE DI VELONERO

UN LUNGO FATALE ULTIMO ADDIO (Newton Compton)
Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carte. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l’acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altri che lo zio di Charles, il figlio del duca di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest’occasione che Valéry lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l’estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Sir Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valéry si complica terribilmente. I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere. Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton? Quel che Valéry pensa di lui corrisponde a verità?
Ti interessa questo romanzo? Lo puoi trovare QUI.

****
CONOSCETE VELONERO? AVETE LETTO IL SUO LIBRO O I SUOI RACCONTI?  COSA VI PIACE DEL SUO STILE? SE POTESTE FARLE UNA DOMANDA, COSA LE CHIEDERESTE?

11 commenti:

  1. Velo Nero mi piace moltissimo! Ho amato il suo racconto di Natale qui sul blog, Mille Piccole Luci, che ha vinto la rassegna in modo strameritato, e comunque la seguivo già dal suo primo racconto pubblicato qui sul blog, l'estate precedente, che mi aveva incuriosito e spinto a leggere di più . Mi piace molto anche quando scrive cose un po' più "forti", almeno per i miei standard da "puritana" (leggete sul suo blog "Hard Rock Band" e ditemi se non vi viene voglia di tornare ai vostri vent'anni per riviverli da "brave cattive ragazze" ;-) ) perché non perde mai il suo stile, secondo me molto elegante.
    Complimenti davvero.
    Una cosa che vorrei chiederle è: come mai hai scelto proprio questo nome d'arte, così misterioso? A cosa alludi, a cosa ti sei ispirata?
    Un abbraccio,
    Eva

    RispondiElimina
  2. Eccomi! Grazie Eva per la stima :* Ti rispondo subito, la scelta di usare VeloNero è stata dettata dal destino, da una coincidenza. Non volevo usare il mio nome, non per nascondermi ma per tutelare la mia famiglia (vivo in una piccola e particolare città). Usare un nome che non fosse il mio, non mi andava giù. Ho iniziato a scrivere in sordina, nascondendo tutto, come dietro un velo. Un velo nero. Era una cosa mia, e velo nero era anche una novella che letto e amato in gioventù. Quando mi è balenata l'idea di usare VeloNero sono andata a rileggermi la novella di Hawthorne, Il velo nero del pastore. Sapete come si chiama l'antagonista? Vicario di Westbury, e Westbury era il titolo del romanzo che stavo per pubblicare! Il mio destino era segnato.

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  3. anche io ho adorato il racconto di natale, proprio il genere che piace a me,
    romantico, divertente e contemporaneo. mi piace molto lo stile perchè non annoia e ti invoglia a vedere come va a finire. purtroppo non ho letto altro ancora, speriamo di poter recuperare, non so quanto presto visto che ho una lista di libri già in coda che è infinita, ma prima o poi ce la farò!!!!

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    Risposte
    1. Isabella, ricordo male, o non sei appassionata di storici? Se mi aspetti, prima o poi arrivo con un contemporaneo.

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    2. che memoria!!! non amo molto gli storici e preferisco decisamente i contemporanei e ti aspetto volentieri.

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  4. VeloNerom, sei sempre una garanzia di buonumore! Bellissima intervista. Un vero toccasana per le giornate pigre in cui hai bisogno di un bel ricostituente psicologico. Un abbraccio!!!!

    RispondiElimina
  5. Io adoro VeloNero. Non solo come scrittrice, ma anche come persona. È simpatica e con una grande energia addosso, che non si può non apprezzarla. E poi è tanto umile, cosa piuttosto rara di questi tempi in cui tutti si proclamano grandi scrittori. Ho avuto la fortuna di conoscerla di persona, alla scorsa edizione della VER, sebbene confusa dalle mille persone che si avvicinavano per chiedermi: "Ma tu sei Laura?", non abbia capito che era lei. Devo farmi perdonare e riuscire a incontrarla di nuovo. Magari potremmo organizzare un aperitivo nel tuo bar, Laura Grassi. Che ne dici? ;-)

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  6. Belle che siete Edy e Laura, e tanto care. Vi abbraccio, adesso solo virtualmente,ma prima o poi di persona. Baci.
    P.S. Ottima idea un'incursione nel bar di Laura Grassi

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  7. Mi sa che io e il VeloNero dovremo scappare sulla stessa isola deserta! Bella intervista, carissima e sempre interessanti e spiritose le tue risposte!

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  8. Scusa Velo, arrivo un po' in ritardo! Ho finito di leggere questa divertentissima intervista!! Sei un mito!! E' difficile essere autoironiche come te!! Un abbraccio e come sempre non vedo l'ora anch'io di leggere qualcos'altro di tuo!! :-)

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  9. Intervista davvero ironica e stuzzicante, ed interessanti anche i commenti di chi mi ha preceduta. Mi avete proprio incuriosita, adesso devo proprio leggere qualcuna delle opere di VeloNero!

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