Summer Loving: FINCHE' MORTE NON CI SEPARI di Regina Pozzati


ULTIMO STRALCIO D'AGOSTO... ULTIMO VENERDI' DEDICATO A UN NUOVO RACCONTO DI SUMMER LOVING. UN'ALTRA PIACEVOLE LETTURA PER SALUTARE IL MESE CON DOLCEZZA E PASSIONE.

FINCHE' MORTE NON CI SEPARI di REGINA POZZATI ci porta nella Scozia di primo Ottocento, dove la fiera Gartred in fuga da una vita che la sta soffocando, troverà durante la sua permanenza estiva in una dimora poco lontana da Edimburgo molto di più di quello che stava cercando...molto di più di una vendetta... Buona Lettura!

Loran (Scozia), inizio XIX° sec.

La libertà aveva il profumo dell’edera selvatica; un odore così intenso da pizzicare il naso e grattare la gola. Aveva le sembianze di una vecchia tenuta dai muri sbiaditi, avvolta dalle più diverse sfumature del verde, da quella più chiara dell’orzo dei campi, a quella più scura delle felci e a quella picchiettata dal giallo delle prime ginestre. La bella stagione era alle porte. Quel giorno la temperatura era insolitamente mite, ma nonostante questo, non appena scese dalla carrozza ed appoggiò i piedi a terra, Gartred avvertì comunque una sensazione di fastidio.
«Finalmente siamo arrivati» esclamò Margareth scendendo dietro di lei. Aveva aperto l’ombrellino per ripararsi dal sole. Si stava premendo un fazzoletto sul viso, forse per asciugare il sudore o magari per filtrare l’odore aspro dell’erba. «Questa è Loran. Non è splendida?»
«Così splendida da farmi rimanere senza parole, cognata» rispose educatamente, celando l’insoddisfazione e la rabbia dietro alla solita espressione imperturbabile.
Quando dopo numerose richieste suo marito le aveva concesso di trascorrere l’estate nella “meravigliosa” tenuta di campagna, Gartred non aveva esitato a partire, spinta dalla necessità di allontanarsi da lui e da Edimburgo. Non aveva considerato nemmeno per un istante il fatto che Loran avrebbe potuto essere davvero come le era stata descritta. Negli ultimi mesi aveva imparato a conoscere bene l’uomo che era stata costretta a sposare e aveva appreso che non era altro che un bugiardo e un arrivista. Harris le aveva mentito sempre, su tutto, incluso il giorno in cui le aveva rivolto i voti nuziali e le aveva giurato fedeltà e devozione.
Finché morte non ci separi.
Peccato che non avesse tenuto fede alle proprie promesse nemmeno per una settimana, e non soltanto perché era un uomo incapace di farsi bastare un’unica donna, ma perché le sue ambizioni e i suoi vizi non conoscevano limiti e perché, nel momento in cui Gartred aveva preteso il rispetto che le competeva, Harris aveva osato ancora di più e pur di farle capire chi comandava era arrivato a portare il tradimento di cui si era macchiato all’interno della loro stessa casa.
Era stato allora, umiliata più che mai, che Gartred aveva deciso di riprendere il controllo della propria vita e che aveva trovato nell’unico possedimento del marito – ovvero nella sperduta Loran – l’occasione perfetta per farlo. Aveva dovuto fingere malesseri per settimane per ottenere l’appoggio del medico di famiglia. Aveva dovuto accettare di partire insieme alla cognata che l’aveva seguita in vece del marito per controllarla, ma alla fine era riuscita ad andarsene. Sollevò l’orlo della gonna e salì i gradini situati davanti al portone senza alcuna esitazione. La speranza che l’interno fosse meglio di quanto aveva appena visto svanì non appena varcò la soglia e si ritrovò davanti ad un ambiente ampio, antiquato ed estremamente cupo.
«Chi si occupa di questa tenuta?»
Mentre il cocchiere scaricava i numerosi bagagli che le due donne avevano portato con loro, le si avvicinò un uomo piuttosto anziano che si piegò in un rozzo inchino.
«Lord Harris ha affidato alla mia famiglia l’incarico. Io e mia moglie abbiamo fatto del nostro meglio, ma…»
«Non è sufficiente» tagliò corto, incurante del fatto che due sole persone fossero del tutto inadeguate ad occuparsi di una tenuta così grande. Alle sue spalle Margareth trattenne a stento una risata.
Gartred raddrizzò la schiena in un moto d’orgoglio. La situazione le era ormai chiara: mandandola lì Harris aveva voluto punirla. Loran non era assolutamente un posto adatto a una giovane donna come lei, ma se sperava che la situazione di quella casa l’avrebbe dissuasa dal ricercare la propria indipendenza si sbagliava di grosso. C’era un motivo per il quale aveva insistito per sposarla, ovvero perché la sua famiglia possedeva un discreto patrimonio, che lei aveva appena deciso come usare.
Quello stesso pomeriggio, poco dopo il calare del sole, furono convocati a Loran tutti coloro che erano disposti a prestare i propri servigi per la stagione. Dall’alto della propria stanza, Gartred osservò con occhio critico la manciata di uomini e donne che si contendevano un posto ed il generoso salario offerto.
Fu allora che lo vide.
Il riscatto.
Una testa scura che sovrastava tutte le altre. Un paio di spalle larghe coperte da una camicia capace di evidenziare un corpo così ben definito da farla arrossire e da far nascere dentro di lei un desiderio imperdonabile. Lo guardò a lungo, sempre restando nascosta. Le labbra disegnate, il volto spigoloso, i capelli indomiti e quelle mani che parevano fatte apposta per stringere la carne… Il cuore le salì in gola. Il respiro le si fermò nel petto. Un’immagine che non avrebbe mai dovuto avere le sconvolse la mente insieme ad un pensiero altrettanto pericoloso.
Ripagare il torto subìto con la stessa moneta.
Una dolce, dolcissima vendetta. ....


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