ROMA 46 DC - VENDETTA di Adele Vieri Castellano è disponibile su Amazon e Kobo!

L'ATTESA E' FINITA! ROMA 46 DC - VENDETTA DI ADELE VIERI CASTELLANO IN VERSIONE EBOOK E' FINALMENTE DISPONIBILE SU AMAZON E KOBO! IL QUARTO CAPITOLO DELLA SPLENDIDA SERIE ROMA CAPUT MUNDI VI FARA' ANCORA UNA VOLTA VIVERE I FASTI E LA VITA QUOTIDIANA DELL'ANTICA ROMA. ANCORA UNA VOLTA ADELE CI FARA' STARE CON IL FIATO SOSPESO MENTRE DIPANA CON LA SUA SOLITA MAESTRIA LE SORTI DI UN CAST DI PERSONAGGI INDIMENTICABILI, DAL PRIMO ALL'ULTIMO. 
SE AVEVATE VOGLIA DI UN LIBRO CHE VI FACESSE BATTERE IL CUORE... L'AVETE TROVATO!


Titolo: Roma 46 d.C. Vendetta
Autrice: Adele Vieri Castellano
Genere: Romance Storico
Ambientazione: Roma antica
Pubblic. Italiana: AVC Historiae, 30 giugno 2015 - 260 pagg.
Parte di una serie: 4° serie Roma Caput Mundi
Livello sensualità: medio - alto
Disponibile in ebook: Solo in ebook, € 4,99
*Cartaceo in uscita il 15 luglio 2015* 

Trama: Contraccambiare il male ricevuto con il male peggiore. Questo è ciò che ha spinto un uomo misterioso a compiere l’atto più nefando. Marco Quinto Rufo questa volta non dovrà combattere guerre, né affrontare feroci barbari ai confini dell’Impero perché la vendetta ha bussato alla sua porta e pretende un tributo di sangue. Non il suo, né quello di sua moglie ma quello di un essere indifeso che il vile, oscuro, nemico gli ha sottratto. Lui che non teme nulla e nessuno dovrà affrontare il Male Supremo, faccia a faccia, in una partita a due che avrà un solo vincitore ma non un solo protagonista. Perché in quei giorni oscuri e terribili di sofferenza, l’amore riuscirà a sconfiggere l’odio e un suo germoglio nascerà nel cuore dell’arciere siriano Arash Tahmurat…

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LEGGI L'ESTRATTO DEL ROMANZO...
Dalla collina il mare era una distesa blu, che si confondeva con il cielo notturno. Marco uscì dall’immenso parco imboccando il viale di bossi, tagliati dai topiarii in forme geometriche.
Nell’aria percepì l’odore dei fulmini, dei pini frustati dal vento e del temporale, i cui bagliori persistevano all’orizzonte. Il loro incedere era come la marcia verso il nemico, musica per le sue orecchie; la torcia sospesa sul suo capo illuminò per un attimo le loriche squamate e i volti spettrali dei tre uomini che lo stavano seguendo. Ombre tra le ombre, addestrati per proteggere l’imperatore.
Di solito tornavano alle prime luci dell’alba ma quella notte, dopo essersi congedato e aver dato disposizioni severe, aveva sentito il bisogno quasi fisico di raggiungere Livia e Valeria nella grande villa sul litorale, per accertarsi che tutto andasse bene. Quando qualcuno gli si accostò, non ebbe bisogno di voltarsi per riconoscerlo.
«Un temporale violento e magnifico questa notte, Rufo.»
Marco sorrise nel buio.
«Sempre incantato dalla pioggia, Arash.»
Arash Tahmurat, prefetto degli ausiliari siriani della Legione XXII Primigenia quando erano in Germania, scrutò il cielo ancora scuro.
«L’acqua che scende dal cielo non è qualcosa che si vede tutti i giorni, nel mio paese. Sono devoto agli dèi del tuo popolo, che hanno deciso elargire ai mortali un simile miracolo.»
«Lo saresti meno se dovessi marciare per miglia e miglia nel fango, sotto la pioggia» intervenne Brinnone.
«Dimentichi che l’ho sempre fatto, ma non lo cambierei mai con una marcia sulla sabbia che cuoce le piante dei piedi e prosciuga i corpi come lino steso al sole.»
«Fango e acqua sono nemici dei soldati» borbottò il batavo che li seguiva, il cranio lucido e penetranti occhi azzurri
«Amico, tu ci sguazzi nel fango e ti piace pure.» Tantile, che da anni combatteva al fianco del germano dal cranio rasato, ridacchiò. «Mi ricordo bene l’ultima volta che hai seppellito la faccia di quel falsario sulla soglia della sua stessa casa. Pioveva a dirotto.»
Brinnone, al ricordo, centrò con un grumo di saliva una pozzanghera sul sentiero, che scendeva ripido verso il mare. Distratto, urtò la schiena di Rufo che si era immobilizzato.
Sotto di loro si vedeva la grande villa cui erano diretti. Non era immersa nel buio e nel silenzio come si sarebbero aspettati: numerose fiaccole si muovevano nel giardino, le finestre erano illuminate, si udivano voci e grida.
«Per gli dèi del deserto, cos’è tutto quel movimento?» sussurrò il siriano mentre le palpebre di Rufo si assottigliavano come lame.
Fu allora che udirono l’ansimare di qualcuno che stava risalendo il sentiero di corsa. Rufo sollevò la torcia e apparve lo schiavo tabellarius che, ignaro della loro presenza, spalancò gli occhi e fece un passo indietro.
«Attento,» gridò Tantile afferrandolo al volo «o finirai spiaccicato sugli scogli.»
Il giovane deglutì, ritrovò l’equilibrio e solo a quel punto il guerriero lo lasciò libero.
«Sesto,» gli chiese Rufo ancora fissando la villa illuminata «cosa ti porta a correre in questo modo?»
«Domine, n-non sto fuggendo» si difese. «Mi hanno mandato a cercarti.»
«Sai cos’è accaduto?»
«No, domine. Nerba mi ha detto di correre come il dio Mercurio alla villa dell’imperatore.»
Rufo fece un cenno e ricominciarono a camminare.
La villa era costruita intorno a una serie di giardini interni, sospesa su ampie terrazze che
digradavano fino al mare. Dal lato opposto c’era il muro che la separava dal bosco, su cui crescevano tralci d’edera e gelsomini.
Rufo e i suoi uomini attraversarono un ponticello che sovrastava una serie di vasche, in cui venivano allevate ostriche, orate e murene. Senza fermarsi né esitare, superarono le pregevoli fontane che diffondevano nell'aria notturna una sottile e spettrale foschia.
Quell’estate, nelle aiuole, c’erano stati fiori dai colori vivaci.
Tra i cespugli si erano mossi sgargianti pavoni, letargiche tartarughe e un brulicare di giardinieri che, come api affaccendate, avevano spazzato foglie, potato ramoscelli, sfoltito erbacce. Un impeccabile giardino che, in quel mese di settembre, aveva assunto uno splendore solitario, nostalgico.
Un buon numero di schiavi era radunato sotto il portico. Su tutti loro dominava la testa d’ebano di Nerba che, quando vide il padrone, terminò alla svelta le istruzioni e il gruppetto si disperse, ognuno conscio di dover portare a termine un compito importante.
Marco lo raggiunse e gli si fermò di fronte.
«Che cosa sta succedendo?»
Il fedele schiavo sbatté le palpebre, l’espressione grave.
«Domine, devi seguirmi» gli rispose e, senza dargli tempo di replicare, attraversò la sfilata di sale da ricevimento dai soffitti decorati, dagli stucchi così brillanti che, anche alla luce delle lampade, risultavano stupefacenti.
Guardiani discreti ora pattugliavano i colonnati, appostati con discrezione fra la collezione di statue elleniche e quella di divinità egizie. Finalmente Nerba si fermò davanti al tablinum.
«La domina ti aspetta» disse e si fece da parte per lasciarlo passare.
*
Quando Livia si voltò, un muto messaggio vibrò tra di loro. Capelli neri dalle sfumature ramate, grandi occhi verdi che sembrarono venirgli incontro. L’amò con quell’unico sguardo e, ancora una volta, rimase come trafitto, colpito da una folgore. Mia, pensò con il solito istinto di possesso. Mia moglie, così bella da togliere il fiato. Da quel giorno lontano nella Suburra, quando si erano incontrati per la prima volta, non aveva mai più visto niente di così bello. Entrambi avevano riempito i rispettivi universi e gli parve che tutti i suoi sensi venissero colmati, al punto che ogni altra cosa impallidì.
Tutto quello che avrebbe voluto fare davvero era allungare una mano e toccarla, ma non c’era sorriso sul volto di lei, la sua espressione era grave e in qualche modo, attraverso lo spazio che li separava, percepì tutta la sua sofferenza. Il suo cuore accelerò i battiti, il suo respiro si fece rapido così chiuse la porta, lasciandosi alle spalle il vocio, i bisbigli, tutto. Livia a quel punto si mosse e il movimento aggraziato ma nervoso, calamitò tutta la sua attenzione.
«Marco» sussurrò e quel sussurro gli provocò un lungo brivido. Allora aprì le braccia e lei vi si precipitò. La strinse a sé ritrovando con emozione il profumo, la consistenza di un corpo che mai avrebbe smesso di amare e attese, consapevole che era accaduto qualcosa di terribile. Le lasciò tutto il tempo, anche se avrebbe voluto gridare per la frustrazione di sapere ciò che la rendeva così disperata.
«Marco, nostra figlia è stata rapita» gli disse infine e il mondo intero crollò, intorno a lui.
*
Vedendolo irrompere di nuovo sotto il portico, gli schiavi si sparpagliarono e l’intera villa parve contrarsi su se stessa, tanto grave fu il silenzio che l’avvolse.
Marco appoggiò una mano al pilastro di marmo che sosteneva la volta ed ebbe l’impulso di sbriciolarlo, con un solo tocco. Era in preda a un tale tumulto che avrebbe potuto travolgere un’intera legione, ma si limitò a stringere i pugni e tornò, dopo un lungo respiro, padrone di sé.
Il mondo attorno a lui stava aspettando un suo gesto. Solo si udirono i passi di Berenice, la schiava personale di Livia, che aveva mandato a chiamare.
Non avrebbe mai dimenticato quel fuoco verde che lo aveva quasi bruciato, come a chiedergli giustizia. Così doveva essere stato lo sguardo della povera Temisto, quando aveva compreso di non aver ucciso i figli della rivale, ma i propri. Il sussurro di Livia era stato vento di settentrione, gelido come un sepolcro, inflessibile come lo scalpello che incide la pietra.
«Riportami mia figlia» aveva sussurrato. «Riporta qui Valeria, ti prego.»
 Era stato costretto ad aprirle le dita una a una, affinché lasciasse la fibula che stringeva con disperazione. L’aveva fatta sedere, maneggiandola come una coppa di fragile vetro di Puteoli, attento a non frantumarla. Fissò la macchia, il sangue di Livia che intaccava la candida perfezione della sua tunica di nobile romano e si strappò via l’oggetto. Il tessuto si lacerò, il silenzio fu spezzato dal tintinnare dell’oro sul mosaico che, come un tappeto, decorava il pavimento.
Sua figlia. Come aveva osato quella schiava, quella Larentia?
Ghermì il vuoto che lo circondava; tutto era fermo, immobile. Aspettavano un suo ordine e quell’ordine arrivò.
Morte. 



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Serie Roma Caput Mundi

1.Roma 40 DC - Destino d'amore ( 2012) - Leggereditore  ( Marco Quinto Rufo e Livia Urgulanilla) -   Leggi QUI nostra recensione
2. Roma 42 DC - Cuore nemico ( 2013) - Leggereditore  ( Quinto Decio Aquilato e Ishold di Gerlach)Leggi QUI nostra recensione
3. Roma 39 DC - Marco Quinto Rufo/ Il prequel ( 2013) - Leggereditore -- LEGGI QUI la ns. recensione
4. Roma 46 DC - Vendetta (2015) - AVC Historie -   Marco Quinto Rufo e Livia Urgulanilla, rash Tamurat

L'AUTRICE

Adele Vieri Castellano pubblica per Leggereditore il suo primo romanzo storico, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Nata a metà degli anni Sessanta, ha vissuto per anni in Francia e ha due punti ben saldi nella sua vita: la lettura e la scrittura. Vive a Milano, ha una figlia di diciannove anni, un compagno che si chiama come l'eroe del libro, tre gatti e un computer portatile. Nonostante le traduzioni, l'editing di libri, gli articoli e i romanzi che affollano le sue giornate, non dimentica mai le amiche. Perché senza di loro, il suo sogno non si sarebbe realizzato. La ricostruzione storica esatta e le atmosfere perfettamente rievocate permettono al lettore di tornare indietro nel tempo e di vivere un'esperienza unica accanto a personaggi verosimili e pieni di forza. 
VISITA IL SUO SITO: http://adeleviericastellano.blogspot.it/
E LA SUA PAGINA FACEBOOK: 

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VI INTERESSA QUESTO LIBRO? CONOSCETE QUESTA SERIE? QUAL E' IL LIBRO DELLA SERIE ROMA CAPUT MUNDI CHE FIN ORA VI E' PIACIUTO DI PIU'? QUALE DOMANDA VI PIACEREBBE FARE AD ADELE VIERI CASTELLANO SU QUESTO LIBRO O SU ALTRI DELLA SERIE?

6 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Grazie Francy, grazie al blog e alle sue meravigliose lettrici! Devo molto a tutte voi, siete nel mio cuore e spero di farvi sempre sognare come ho fatto finora! Un saluto speciale a tutte le amiche che rendono questo blog indispensabile e all'ideatrice e leader indiscussa, Francy della Rosa, un bacio grandissimo! Sappilo, è tutta colpa tua... e il video! Una sorpresa da infarto! KISS!!

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  3. Ora che ho letto quest' estratto ... sono ancor più impaziente di leggere questo nuovo romanzo !!! Colgo l' occasione per lasciare un suggerimento alle blogger : visto che già permettete di salvare su pinterest, create anche là una vostra pagina ;) Sarei la prima a seguirvi :)

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  4. Sono contenta di questa nuova uscita ma a essere sincera avrei preferito leggere la storia di Massimo o di Raganhar.....mi avrebbe incuriosito molto di più.

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  5. Per le loro storie Daisy, devi aspettare ancora qualche mese, le troverai nel prossimo romanzo...Adele ce le sta facendo un po' sospirare! ;)

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  6. Finito ieri sera che posso dire...
    Meraviglioso come del resto i primi tre!

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