L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI CRISTIAN GREI di Chiara Parenti (YouFeel) - Recensione e intervista all'autrice


UN LIBRO, DUE OPINIONI. ECCO LE NOSTRE RECENSIONI A CONFRONTO DELL'ULTIMO ROMANZO DI CHIARA PARENTI

Autrice: Chiara Parenti
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Italia, oggi
Pubblicazione: Rizzoli YouFeel, 17 Febbraio 2015
Parte di una serie: No
Livello sensualità: MEDIO
Disponibile in ebook? Solo in ebook,  € 2.45

TRAMA: Cristian Grei ha trentadue anni e una sola, acerrima nemica: E. L. James, che con le sue 50 Sfumature gli ha rovinato la vita. Tutte le donne, infatti, appena sentono il suo nome, vedono in lui un dominatore in 3D e l'incarnazione delle più proibite fantasie erotiche. Ma se vivi a Prato, fai il becchino nell’agenzia di onoranze funebri di famiglia e sei ipocondriaco, avere il nome "uguale" a quello del più grande amatore di tutti i tempi, che si sposta in elicottero ed è a capo di un’azienda leader mondiale, può creare una costante e fastidiosissima ansia da prestazione. Solo Antonella, l'amica di sempre, è in grado di divertirsi giocando con lui e tenere a bada le sue mille ansie, ma soprattutto è disposta ad amarlo per quello che è realmente. Cristian Grei riuscirà finalmente a capire che è lei la donna giusta? E soprattutto sarà “pronto a riceverla”?


Avevo già amato molto i precedenti libri di Chiara Parenti, e ho avuto modo di interagire con l'autrice, che è una persona molto simpatica, generosa e divertente. Non mi sono quindi lasciata sfuggire, pubblicato per la Rizzoli YouFeel, il suo nuovo lavoro.
Ancora una volta, Chiara è riuscita a farmi divertire di cuore, ridere a voce alta, emozionare e commuovere. Tutto insieme, tutto in una rocambolesca avventura con protagonisti due personaggi molto particolari e, al tempo stesso, realistici e normali.
Cristian è un ipocondriaco seriale, che però ha un'ottima ragione per esserlo, e lo scopriremo verso la fine del libro. Vive a Prato ed è impiegato nell'agenzia di pompe funebri della famiglia, e si porta dietro un dolore inespresso che condiziona tutta la sua vita "sospesa". La sua migliore amica è Antonella, detta Tony, un giovane medico che ha conosciuto Cristian proprio al pronto soccorso, dove lui si era precipitato per una delle sue tante crisi di panico. Tony è piccola, dolce, allegra, e ama disperatamente Cristian, ma tiene segreto questo suo sentimento profondo e fortissimo per più di quattro anni, pur di non perderlo, pur di non rinunciare ad avere almeno la sua amicizia, dato che crede di essergli completamente indifferente.
Tony vede Cristian prendersi sbandate per altre donne, lo ascolta confidarle problemi fisici (anche imbarazzanti) proprio come se fosse una sorella, un amico, un essere asessuato, e tuttavia, nonostante soffra molto, gli rimane sempre accanto. Le loro interazioni sono dolci e insieme davvero divertenti, tanto che spesso, durante la lettura, mi sono trovata a ridere di cuore, come nell'episodio in coda alla cassa dell'autogrill dietro un intero pullman di suore:
«Insomma, Cris, devi fare qualcosa per la tua disfunzione erettile!», sbotto alzando la voce. Le suore si voltano tutte in perfetta sincronia verso di noi e io mi sento avvampare.Cristian però non si scompone. Si guarda rapidamente intorno e poi, con la sua migliore faccia da schiaffi, mi fa, quasi gridando: «Sì, certo, tesoro, appena tu farai qualcosa per la tua clamidia!»Le suore ci scrutano inorridite, noi invece scoppiamo a ridere, una risata accecante, cristallina, di cuore. Lo stesso cuore che mio padre mi ha suggerito di seguire, lo stesso cuore che ogni volta prova ad allontanarsi ma che, alla fine, mi riporta sempre qui.
Cristian è ossessionato dalla paura di morire, terrorizzato dalla consapevolezza di non essere assolutamente all'altezza del suo nome-cognome (maledetta E.L. James e il suo miliardario sessuomane), e, senza capire fino in fondo la forza del suo sentimento per la sua migliore amica, è paralizzato dal terrore di perdere Tony, l'unico punto fermo della sua vita. Combina quindi un casino dopo l'altro, inciampa nelle occasioni di raddrizzare la sua esistenza (e regalare ad entrambi l'amore e la felicità che potrebbero avere) e non le vede, balbetta, esita, e rischia di lasciarsi sfuggire, insieme a Tony, anche la possibilità di diventare quello che è realmente dentro di sé.

Un gigantesco fraintendimento li ha allontanati come amanti per quattro anni, dando tuttavia loro l'occasione di avvicinarsi come mai avrebbero potuto. Sono stati il migliore amico l'uno dell'altra, amando l'uno l'altra senza saperlo, ma alla fine tutto si rompe e sembra troppo tardi per potersi riaggiustare. Tony fugge. Non può più essere la spalla di Cristian, la sua roccia, è lui che deve rinascere, da solo, cercando la forza per capire quello che vuole veramente.
Per fortuna, l'amore di Tony è talmente grande da irradiarsi, da scavalcare letteralmente continenti ed oceani per raggiungerlo anche se lei è lontana, e riesce lo stesso a dare a Cristian la giusta spinta per tornare ad essere vivo:
"Ti amo da quella notte in ospedale di quattro anni fa, quando nessuno credeva che stessi morendo, mentre io stavo davvero morendo dentro. E tu sei stata la sola ad averlo capito, la sola a salvarmi... Mi hai salvato, Antonella, due volte. Prima standomi vicino, e poi lasciandomi. Adesso ti chiedo di farlo ancora."
Una folla di personaggi secondari, le cui vicende si intrecciano tra risate, litigate e qualche lacrima, fa da cornice alla storia di Cristian e Tony, una storia d'amore dolce, divertente, commovente, come la vita.
 






Lo so, sono una tipa strana, a me solitamente non piace ciò che il resto del mondo adora. Sole cuore amore sono tre vocaboli che nel mio cervello non riescono a combinarsi nella stessa frase.
Non amo i film comici, i cinepanettoni o le trasmissioni in stile Zelig, semplicemente non mi fanno ridere, anzi riescono a provocarmi un senso di noia e disagio. Disagio perché per tutto il tempo, mentre le altre persone ridono a crepapelle, io continuo a guardarle attonita chiedendomi cosa ci sia di tanto spiritoso, oppure domandandomi perché io non lo riesca a cogliere. Problema mio? O problema loro? Non sono ancora arrivata a capirlo, chiedo venia.
Sono una voce fuori dal coro, sarò l'unica lo sento, ma a me questo romanzo breve ha fatto lo stesso effetto della corazzata kotiomkin di fantozziana memoria.
Innanzitutto ho sentito come un'abile manovra “commercialpubblicitaria” l'uscita di questo lavoro, quasi in contemporanea all'esordio nelle sale del film tratto dal primo libro, della ahimè famigerata e sopravvalutata trilogia, di cui mi rifiuto anche di fare il nome. In seconda analisi questa autrice ( la usa CE)  sfrutta per la seconda volta (forse terza) plot o titoli già scritti e conosciuti.
Ho trovato questa esigenza di far ridere il lettore a tutti costi forzata, esagerata, con situazioni assurde e troppo irreali. Neanche nel regency prima maniera due protagonisti restano vittime di un misunderstanding per quattro lunghi anni, figuriamoci in un romance contemporaneo con due personaggi più che adulti che si frequentano quotidianamente vivendo quasi in simbiosi.
Veniamo poi alle battute:
«Ciao, Little Tony!» mi saluta, allegro, sulla porta.
«Ciao, Mr Grei!»
«Dimmi che hai dei Fans, ti prego!» esordisce entrando in casa.
Aggrotto la fronte. «Non ...sono io che porto il nome del personaggio maschile più famoso del momento, credo che i Fans dovresti averli tu!»
«Ah-ah! Io intendevo i farmaci antinfiammatori non steroidei per la mia schiena rotta!» Fremo. Oddio, perché lo adoro anche quando chiama i farmaci solo con le denominazioni dei principi attivi?
***
«È chiaramente una emicrania a vigneto.»
«E cosa sarebbe?» domando.
«Una emicrania molto più forte di quella a grappolo» mi spiega Cristian.
«Capisco. E come funziona? Se ti soffi il naso esce del Brunello?»
«Sì, se abiti a Montalcino» annuisce convinto. «Altrimenti del Franciacorta o del Sangiovese. Dipende.»
«Ah, certo. E se abiti nel Salento ti esce il Negroamaro?» chiedo ancora.
«Sì, e cominci anche a cantare!» esclama, e scoppiamo a ridere»
Inutile non riesco neanche a sorridere!
Peccato veramente perché trovo che Chiara Parenti abbia un'ottima capacità di scrittura, un italiano fluido e corposo e una vena ironica notevole. Un consiglio che mi sentirei di darle è di smarcarsi da questo filone comico nazionalpopolare e puntare a un genere più maturo, prendere esempio dalle maestre della commedia romantica di oltreoceano come: Susan Elizabeth Phillips nel contemporaneo o Amanda Quick nello storico, pensare a trame inedite e più corpose, a personaggi psicologicamente più approfonditi, a tutto tondo.
Perchè è vero che “Vacanze di Natale” è un filone che ha fatto soldi a palate, ma a distanza di anni la gente ricorderà con piacere le commedie americane come “Operazione Sottoveste” con Cary Grant e Tony Curtis, “Appuntamento sotto il Letto” con Lucille Ball e Henry Fonda o il mitico “A Qualcuno piace Caldo” con Marilyn Monroe.








INTERVISTA ALL'AUTRICE DI EVA PALUMBO

Chiara Parenti
EVA PALUMBO: Nei tuoi romanzi, le ambientazioni sono sempre molto particolari: la Versilia, una Roma un po' periferica, Prato. Hai una predilezione particolare per gli ambienti un po' defilati, poco "glamour", ma sicuramente molto realistici?
CHIARA PARENTI: Credo di sì. Sarà che io stessa frequento poco ambientazioni “glamour” e quindi non sono molto avvezza a parlarne, ma mi piace che i miei personaggi si muovano sullo sfondo di città “a misura d’uomo”, diciamo. Scrivo di ragazzi normali con vite normali e mi piace pensare che quello che capita loro, potrebbe capitare a ciascuno di noi.
E.P.: Nei tuoi lavori il punto centrale è sicuramente la storia d'amore tra i protagonisti ma, come accade nella vita vera, oltre alle emozioni ci sono anche situazioni divertenti, a volte surreali. Il tuo stile mi ricorda un po' quello di una scrittrice americana che amo molto, Kristan Higgins, nelle cui storie l'amore si mescola a circostanze tristi oppure divertenti, come nella vita vera. C'è qualche scrittrice, italiana o straniera, a cui ti ispiri,  o che per lo meno ti piace tanto da poterla definire in qualche modo maestra di stile?
C.P.: Ho iniziato a scrivere ispirandomi a un’autrice italianissima, Federica Bosco. Sono rimasta subito affascinata, non solo dalle sue storie, ma anche dal suo carisma e dal percorso che ha fatto per arrivare dov’è. Oltre a lei, sono tanti gli autori e le autrici a cui mi ispiro: potenzialmente, di ogni libro che leggo e che
mi colpisce, mi rimane addosso qualcosa che cerco poi di ritrasmettere nelle mie storie, declinandolo secondo la mia sensibilità e il mio stile.
E.P.: Sei ormai al terzo romanzo pubblicato per la Rizzoli YouFeel. Scrivere è diventato per te un lavoro a tempo pieno? Come vivi questa tua nuova realtà, fatta di stesure, bozze, editing, promozione, ora che hai a che fare con un mondo che spesso si sogna soltanto, quando si scrivono storie?
C.P.:  Fare della scrittura un lavoro a tempo pieno sarebbe il mio sogno più grande, ma sono ancora moooolto lontana da ciò. Per adesso tento di conciliare il mio lavoro con la mia passione, cercando di combinare meno disastri possibile!
E.P.: Sempre a proposito delle tue pubblicazioni, la Rizzoli YouFeel ti ha pubblicato in digitale, la grande novità del momento (che poi novità non è più, visto che mi sembra piuttosto una realtà in crescita). Come ti approcci con la pubblicazione digitale? Hai qualche rimpianto nel non vedere il tuo libro stampato su carta e
messo in vendita sugli scaffali fisici di una libreria tradizionale?
C.P.:  Sarò sincera: sia come autrice che come lettrice, preferisco il cartaceo, anche se spesso finisce che leggo in ebook per una questione di praticità. Come autrice, inutile negare che preferirei  il cartaceo e che ogni notte nei miei sogni – ma anche di giorno, a dir la verità  ̶  immagini di approdare un giorno in libreria.
E.P.: Stai lavorando già a qualche nuovo progetto? Puoi anticiparci qualcosa?
C.P.:  Sì, sto lavorando a un nuovo progetto, non anticipo niente un po’ per scaramanzia, e un po’ perché non ho idea di cosa verrà fuori. Posso solo dire che è qualcosa di molto, molto diverso stavolta, che richiede più tempo e dedizione, ma che spero tanto vi piacerà.

****
L'AUTRICE
Chiara Parenti è laureata in Filosofia, è giornalista pubblicista e lavora nell’ambito dell’editoria e della comunicazione. Appassionata di scrittura creativa, è autrice di un manuale di scrittura e coautrice di diversi saggi. Il suo blog personale, Il giardino d’estate è online all’indirizzo chiaraparenti.blogspot.it. Per la collana Youfeel ha pubblicato anche "Tutta colpa del mare (e anche un po'  di un mojito)" e "Con un poco di zucchero".



AVETE LETTO LE NOSTRE OPINIONI A CONFRONTO. ADESSO TOCCA A VOI. VI PIACEREBBE LEGGERE QUESTO LIBRO? L'AVETE GIA' LETTO? COSA NE PENSATE? VI PIACE LO STILE DI CHIARA PARENTI? PARTECIPATE ALLA DISCUSSIONE.

6 commenti:

  1. Finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo che queste stupidaggini tolgono spazio al grande romance!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Ero curiosa di leggere qualcosa di Chiara Parenti perché avevo pescato su Facebook degli estratti molto simpatici dei suoi libri e casualmente ho scelto proprio questo per cominciare. Mi spiace dire che sono rimasta delusa. Nonostante le parti brillanti siano simpatiche e mi abbiano anche fatto sorridere, è la parte sentimentale che mi ha fatto storcere il naso. L'improponibile misunderstanding quadriennale è stato impossibile da digerire, come la virata sul patetico della seconda parte. No grazie, mi spiace perché ci vedevo molto potenziale, ma non ha fatto proprio per me. Mi sento più affine alla Morty questa volta!
    Marti

    RispondiElimina
  3. ladymortifera è troppo forte, io adoro le voci fuori dal coro.... come la capisco, nemmeno io riesco a ridere ai cinepanettoni, zelig, colorado, made in sud, ecc., a cui aggiungerei il classico fantozzi. mio marito lo adora, si piega in due dalle risate ogni volta che lo fanno e ha, ahimè contagiato pure ns.figlio piccolo.... mai capito cosa ci possa essere da ridere in un uomo che viene castrato 20 volte per film.... la recensione di eva però mi ha favorevolmente attirato verso questo libro, io amo ridere quando leggo d'amore e la SEP è proprio la mia icona da questo punto di vista, peccato che le battute effettivamente riportate da Lady non siano il massimo, freddure più che altro, ma soprattutto che sia un romanzo breve (preferisco i romanzi più lunghi perchè mi sembra che mi lascino più emozioni).... ci farò comunque un pensierino, anche se non so quando, perchè ho in elenco talmente tante autrici da scoprire, visto che sono neofita del romance, che ci vorrà comunque moltissimo tempo prima di riuscirci, credo.....

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  4. FioccodiNeve30/03/15, 13:38

    Adoro Lady Mortifera perché nessuno come lei riesce ad esprimere lo scontento e l’insoddisfazione che certi libri lasciano dietro di sé e molto spesso, mi ritrovo d’accordo con le sue considerazioni e anche questa volta condivido le sue perplessità: non amo questo tipo di storie che non mi lasciano niente e che leggendole mi danno la sensazione di sprecare tempo prezioso che potrei dedicare a letture di autrici che per me ormai sono una garanzia di qualità, anche se non sempre le loro storie mi piacciono al 100% .
    Detto questo , però, visto che l’autrice di questo libro ha, a suo vantaggio, la capacità di saper scrivere, aspetto determinante che va riconosciuto, spero che accolga in maniera costruttiva i commenti negativi che sta raccogliendo, perché tutto alla fine serve per migliorarsi e crescere professionalmente.
    In bocca al lupo !

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  5. Io condivido l'opinione e l'entusiasmo di Eva Palumbo!
    Il romanzo della Parenti, senza avere pretese di eternità, è fresco, divertente, romantico al punto giusto e, soprattutto, dissacrante l'evento dell'anno, ossia il famigerato e pluriosannato film a cui occhieggia ironicamente ( per me noiosissimo e penoso.....ma un fruttuosissimo business). Ciò non toglie che questo romanzo, come ogni cosa della vita, possa non incontrare il favore generale e su questo ritengo che nessun autore si illuda di fare il pienone di consensi. addirittura " scomodare" la grande letteratura romantica e non, mi veramente. Anch'io sono spesso critica e parlo liberamente di ciò che non mi piace, però senza farne un vanto o una nota di distinzione, che a volte, sembra davvero un pò una posa. Mi piace la Parenti perché è originale, cerca sempre una prospettiva particolare nelle cose e nei personaggi che rappresenta ed ha la capacità di scrivere divertendo e ritengo che non sia affatto facile. Le auspico un luminoso futuro e ciò se rimarrà concentrata, fuori dalle luci della ribalta che distolgono l'attenzione su ciò che veramente conta. Milena

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  6. La prima parte è davvero divertente e sarebbe stata un ottimo racconto. Poi senza dubbio la narrazione si disperde e diventa poco convincente. Bisogna dare il tempo all'autrice di crescere e trovare se stessa.

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