LA FIGLIA DEL MATEMATICO di Laura Kinsale (Mondadori) - Recensione


IN CONCOMITANZA CON L'USCITA NEI RM ORO DI QUESTO MESE DELLA FIGLIA DEL MATEMATICO (FLOWERS FROM THE STORM) DI LAURA KINSALE, UN ROMANCE STORICO DAVVERO UNICO NEL SUO GENERE, RIPUBBLICHIAMO LA RECENSIONE DEL ROMANZO, CON UN NUOVO COMMENTO  DI KEIKO, E COGLIAMO L'OCCASIONE PER FARLO ENTRARE NELLA NOSTRA HALL OF FAME DEI ROMANCE DA NON PERDERE!


Autrice: Laura Kinsale
Titolo originale: Flowers from the Storm
Traduttrici: Renata Curti, Valeria Cardano
Genere: Storico/ Regency
Ambientazione: Inghilterra
Pubblicazione: ed. Harper Collins, ottobre 1992, riedizione maggio 2003, pagg.471
Pubblicato in Italia: 1° ed.: con titolo Sull'Orlo dell'Abisso (1994) , Mondadori, collana I Romanzi Mondadori; 2° ed.: La Figlia del Matematico,Mondadori, Collana Oscar Bestsellers - Emozioni, 2007; 3° I Romanzi Oro Mondadori, marzo 2015, pp.402
Parte di una serie: No
Livello sensualità: MEDIO
Disponibile in ebook: sì, € 2,99


TRAMA: Archimedea Timms, detta Maddy, è una giovane riservata che dedica le sue giornate alle opere pie e ad aiutare il padre, insigne studioso di matematica. Christian Langland, duca di Jervaulx, è un dongiovanni e geniale scienziato amico del vecchio Timms. Potrà mai nascere l'amore tra due persone così diverse? Eppure, quando Maddy viene a sapere che Christian è morto in duello, viene colta da un dolore lancinante, inaspettato. Trasferitasi in campagna presso un cugino che dirige un manicomio, fra i ricoverati trova proprio Christian, fatto rinchiudere dalla famiglia. Ora tocca a Maddy, l'unica che sembra credere nella sua sanità, aiutarlo a dimostrare di non essere un pazzo. E scoprire con un brivido un modo nuovo, più pieno, di essere donna.


Questo famosissimo romanzo di Laura Kinsale, uscito per la prima volta nel 1992, è stato definito
"una delle storie d'amore più amate del secolo" e "probabilmente il miglior romanzo d'amore mai pubblicato", ma ci sono anche lettrici che l'hanno odiato di tutto cuore. Sono opposti stati d'animo che la dicono lunga su un libro che può piacere molto o per niente ma che non può in alcun caso lasciare indifferenti e questa è per me una delle sue principali qualità. 
Personalmente mi avvicino di più al secondo gruppo, visto che è uno dei rari romanzi di spessore che non sono riuscita a finire in prima istanza e che mi sono decisa a terminare solo recentemente perchè una mia amica aveva acquistato l'edizione italiana e voleva sapere la mia opinione a riguardo. La Kinsale, va detto, ha delle indubbie capacità narrative anche se a volte (almeno in inglese) la sua prosa è un po'troppo involuta.
Le premesse del romanzo sono affascinanti: due persone agli antipodi su tutto, ma veramente agli antipodi quanto possono esserlo un nobile libertino e una giovane quacchera abituata per i dettami della sua religione non curarsi delle differenze di classe, si incontrano e per un gioco del destino e finiscono per innamorarsi. Christian Langland, 'da normale' (cioè prima della malattia) probabilmente non avrebbe mai preso in considerazione l'eroina come oggetto delle sue attenzioni... anche perchè la timorata Maddy difficilmente l'avrebbe fatto avvicinare a più di un metro di distanza! Ma Christian si ammala e Maddy quando lo viene a sapere si sente in dovere, cristianamente, di aiutarlo, diventando la sua unica ancora di salvezza.
Cover edizione 2007
Il tema della malattia del protagonista (verosimilmente un ictus) è a mio parere una delle tematiche più interessanti e innovative di questo romanzo. In un'epoca in cui gli studi nel campo delle malattie celebrali erano praticamente inesistenti, la società trovava come unica soluzione quella di allontanare e rinchiudere le persone che ne venivano colpite (anche quelle altolocate) perchè del tutto impreparata a gestirle in modo diverso. Tutti i particolari dell'handicap di Christian e sul modo in cui Maddy riesce ad entrare in comunicazione con lui, salvandolo dal completo e drammatico oblio, e dalla pazzia vera, sono assolutamente affascinanti. 
Una buona parte della storia ruota attorno al caparbio lavoro di 'rieducazione' di Maddy, che, una volta resasi conto che Christian non è pazzo ma è semplicemente impossibilitato a comunicare con le normali modalità, non si darà per vinta fin quando non riuscirà a farlo tornare in parte alla vita e restituendogli la sua dignità di uomo che la società gli aveva tolto. Come può il protagonista davanti a tanta solerzia e nobiltà d'animo non innamorarsi di lei? Di lei che lo salva? Di lei che gli restituisce dignità e vita? Naturale conseguenza. E lei che si impegna anima e corpo per salvarlo? Alla fine che la carità cristiana si confonda con l'amore non è difficile da capire.
Cover 1^ ed.italiana 1994
Come romanzo in sè questo della Kinsale è notevole, ma come romance, come storia d'amore, non mi ha conquistata , perchè nonostante il soggetto da 'io ti salverò', non ho avvertito vere scintille fra i due protagonisti. Una storia lunga, spesso lenta e drammatica come questa , ha bisogno di essere infusa e sostenuta da una grande storia d'amore. Qui, invece, di vero amore o di vera passione c'è poco, a mio avviso.  Christian e Maddy sembrano stare insieme più per 'dipendenza reciproca' che per autentico trasporto e ognuno rimane sostanzialmente chiuso nel suo mondo. Lui, pur nella malattia, continua ad essere il nobile egocentrico ed egoista che è sempre stato e lei sembra legarsi a lui più per ragioni di etica religiosa che per amore. Maddy, inoltre, ha per quasi tutto il romanzo un atteggiamento da 'martire infilzata' che risulta francamente insopportabile e man mano che la narrazione evolve, il suo personaggio invece di evolvere con essa, diventando più maturo e consapevole, in qualche modo ha un'involuzione, diventando a tratti un po' insulso. Che la Kinsale lo abbia fatto di proposito per far apparire meglio Christian e farci 'scaldare' un po' di più nei confronti di un eroe che di qualità romantiche francamente ne ha pochine?
Tirando le somme: La figlia del matematico è un  romanzo di sostanza, ben costruito, con un grande lavoro di ricerca medica alle spalle, ma che dal punto di vista della storia d'amore non è riuscito a conquistarmi. Però la qualità di scrittura della Kinsale è indubbia e sono sicura che molte lettrici si appassioneranno a leggere questo libro che per la sua qualità ed originalità è entrato di diritto fra i 'classici' del genere.





*****


La figlia del matematico della Kinsale è uno di quei libri di cui chi è appassionato di romance ha sempre sentito parlare con connotazioni mitiche. Poi  leggendolo ho capito perchè. Questo libro è complesso, è un intreccio di romance, denuncia storica-sociale e narrativa. I due protagonisti il duca di Jervaulx e Archimedea Timms, detta Maddy, sono quanto più lontano ci possa essere dagli idealizzati  Personaggi improbabili, in cui nessuno potrebbe mai immedesimarsi o sognare di essere. La Kinsale ha creato da questi presupposti incredibili un romanzo originale ed indimenticabile.
personaggi di una storia d'amore. Lui libertino, geniale, scialacquatore rimane offeso da una malattia (un ictus ci pare di intuire) non diagnosticabile come tale in quei tempi e confusa per idiozia o pazzia. Lei, quacchera, dimessa, chiusa, rigida, per certi versi fuori dal mondo.
Non farò riferimento alla sinossi, ampiamente illustrata, vi parlerò  invece di emozioni. Questo romance proprio per le tematiche trattate, la malattia e le sue conseguenze (in un epoca in cui far rinchiudere in un istituto tutti coloro che potevano apparire fuori norma era la regola), i maltrattamenti, le privazioni,  ha suscitato in me  una miriade di sentimenti fortissimi. La Kinsale ci descrive, passo passo,  la discesa all'inferno del duca  dal passato glorioso fino ai più cupi abissi della disperazione, dove solo una donna minuta, ma testarda ed illuminata dalla “verità” saprà trovarlo, consolarlo ed aiutarlo a risalire faticosamente la china, sacrificando anche il suo culto religioso, il suo rigido codice di comportamento quacchero, quasi fino all'annullamento di ciò in cui ha sempre creduto.  
A ben vedere questo libro ha qualcosa delle atmosfere cupe della Bronte e del suo Jane Eyre , sofferenza individuale e crescita dell'amore sono strettamente collegateDue anime diversissime per retroterra, che solo il caso avrebbe mai potuto far incontrare, che si innamorano perdutamente, che si influenzano fino a cambiare e divenire ciò che potevano essere  in potenza ma che, senza i tragici  eventi, non sarebbero  mai sbocciate.
Prima cover del romanzo
La trama  è un'altalena di eventi che si susseguono vorticosi, non c'è di che annoiarsi, i colpi di scena  ci incalzano, ci fanno temere per la felicità dei nostri protagonisti dato che i nemici ordiscono di continuo le loro trame. É un romance che non ci fa mai sentire al sicuro, che minaccia costantemente quei pochi  fragili equilibri raggiunti.
Ho adorato e detestato ogni singolo minuto della lettura di questo libro, perchè ho incamerato  impotenza e rabbia quando venivo messa di fronte alla cattiveria umana verso i deboli, ho gioito per i progressi e le piccole vittorie che i nostri protagonisti ottenevano contro il destino avverso, ho sospirato e sognato nelle scene di loro due insieme, lievi e così evocative, provocanti anche per la  loro rarità ed originalità. Perchè questo è un romance duro e crudo ma anche sensuale, perchè due volontà forti e opposte cedono completamente al loro io erotico, qui tornano entrambi all'essenza, scevri dalla  corazza che mostrano al mondo. L'intreccio  è lungo e difficile , i protagonisti particolari, la storia a volte cupa, a volte commovente, gli altri personaggi assolutamente perfetti per il ruolo che ricoprono e per come sono delineati, ma se consiglio questo libro è perchè  quello che vi si respira  è amore, amore vero, quello  che cambia aiuta fortifica e sopratutto  perchè  la  Kinsale ha  dimostrato che il romance può essere  letteratura e diventare indimenticabile.





COSA DICE L'AUTRICE...

Laura Kinsale sul suo sito a proposito di questo romanzo ricorda:Cosa dire di Flowers From the Storm (La Figlia del Matematico)? A volte la musa colpisce nel segno. L'ispirazione originale per The Flowers, stranamente, mi venne da una mia prozia. Quando ero piccola , sui sette o otto anni, fu colpita da un ictus e perse la capacità di parola. Mia nonna, sua sorella, la portò a vivere a casa per i successivi dieci anni. Ricordo che veniva dietro a noi bambini, ci afferrava per i capelli o per le braccia e ci dava pizzicotti dolorosissimi urlando "No,no,no,no!". Io pensavo fosse matta. Perdonatemi, ero piccola ed avevo paura di lei. Mia nonna insisteva che lei riusciva a capire quello che le veniva detto e le stette vicino fino alla fine.
Molti anni più tardi, senza un vero motivo, mi venne in mente l'idea che che mia nonna
avesse ragione. Che la mia prozia fosse rimasta come intrappolata dietro ad un muro. Fu una considerazione che mi colpì molto.
Ho passato un periodo affascinante mentre facevo le mie ricerche sui danni celebrali per scrivere Flowers from the Storm. Sì, per quelle che se lo sono chiesto, Christian è stato colpito da un'emorragia celebrale. Una sanguinazione occasionale nel cervello causata da un vaso sangigno difettoso. Ma non ne ha mai più avuto un'altra, giuro. La scelta di renderlo mancino è stata voluta perchè i mancini hanno una disposizione atipica dei centri cerebrali della parola e spesso recuperano meglio dalle patologie afasiche. Ecco uno dei tanti fatti strani e fantastici di cui sono venuta per caso a conoscenza durante le mie ricerche sul cervello: lo sapevate che i marinai che passano lunghi periodi in mare, lontano dalle loro mogli, hanno una percentuale più alta del normale di figli mancini? Spiegatemi questo fatto.
DA LEGGERE IN ITALIANO DI LAURA KINSALE
THE HIDDEN HEART(1986) - Ed italiana: SOLO UNA PROMESSA, IRM, 2008

UNCERTAIN MAGIC (1987) -  Ed italiana: SARA' MAGIA, IRM Emozioni, 2010
MIDSUMMER MOON (1987)- Ed italiana: UN SOGNO CI SALVERA', IRM Classic, 2011
FLOWERS FROM THE STORM (1992)- Ed italiana: LA FIGLIA DEL MATEMATICO, IRM Emozioni, 2007 ; IRM Oro 2015


L'AUTRICE

Laura Kinsale ha iniziato a scrivere dopo aver lavorato sei anni come geologa, una carriera che prevedeva alzatacce nel cuore della notte, lunghe guide in solitaria attraverso il Texas fino ai pozzi di perforazione, indossare un casco di sicurezza e cercare di avere la meglio su un gruppo di maschi coperti di petrolio due volte la sua stazza. A un certo punto ne ha avuto abbastanza. Ha abbandonato tutto e ha scelto di sedersi su una sedia e guardare il vuoto per lunghi spazi di tempo nell'intento di immaginare "Cosa Succederà Dopo".  La Kinsale è oggi considerata una delle migliori scrittrici di romance, nota per la sua prosa elaborata e i personaggi tutt'altro che perfetti. Nel 2005 ha vinto con " Shadowheart" il Premio Rita come miglior romanzo storico dell'anno. Attualmente l'autrice divide il suo tempo con il marito  fra Santa Fe, New Mexico, e il Texas.

TI INTRIGA LA TRAMA DI QUESTO ROMANZO E TI PIACEREBBE LEGGERLO? HAI GIA' LETTO LA FIGLIA DEL MATEMATICO? COSA NE PENSI? CONDIVIDI LE NOSTRE OPINIONI SUL ROMANZO?



19 commenti:

  1. Teresa Siciliano27/03/15, 07:49

    Questa volta io mi schiero con gli entusiasti. La prima parte è indimenticabile, ma io ho apprezzato anche la seconda sulle tecniche politiche per riacquistare la capacità giuridica. Unico difetto la rigidità religiosa che Maddy supera solo nel finale.
    Curioso che qualche recensore accusi la scrittrice di incompetenza nella documentazione.

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  2. Ho adorato, adoro e adorerò per sempre questa storia. Indimenticabile anche per me!

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  3. Libro meraviglioso. Io ce l'ho nell'edizione della Mondadori del 2007, e da allora lo leggo e lo rileggo continuamente, anche solo parzialmente, perché è una storia che mi è entrata nel cuore. E' un romanzo lungo, la storia si svolge lenta e drammatica ma al tempo stesso ha una trama densa di vicende, ricca di personaggi secondari e colpi di scena, e ha il merito di non essere solo una storia d'amore. Dentro c'è tutto: c'è sofferenza, c'è la Storia (quella con la S maiuscola), ci sono due personaggi tormentati e difficili, c'è rimpianto e dolore. Come la vita, insomma.
    Nella mia personale Hall of Fame. Indimenticabile anche per me.
    Curiosa coincidenza: quando l'ho acquistato, circa sette anni fa, l'ho comprato per puro caso, non essendo ancora appassionata al genere romance. L'ho comprato attratta dalla trama e dall'idea di leggere una storia non contemporanea. E, del tutto casualmente, senza sapere niente nè delle autrici nè dei romanzi specifici, l'ho comprato insieme ad altri due libri, letti poi in rapida successione: nientemeno che "Un'estate da ricordare", di Mary Balogh, e "Sognando te", di Lisa Kleypas! Altri due indimenticabili, altri due da Hall of Fame! Ebbene sì, proprio questo trittico eccezionale è stato, del tutto casualmente, l'inizio del mio viaggio nel mondo romance!

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    1. Sicuramente un giorno di shopping fortunatissimo quello Eva!

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    2. Beh, cominciare così... ha anche un lato negativo :-)... perché poi è difficile andare in crescendo. Si può solo sperare di restare al passo, o quantomeno non arretrare troppo con la qualità delle letture, almeno nello storico!
      OT: "Un'estate da ricordare" rimane tuttora la più bella storia d'amore che abbia mai letto, e Kit... Kit è nel mio cuore!

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    3. Che coincidenza curiosa, anch'io lessi questo libro nel 2007 insieme a "Un'estate da ricordare" e "Sognando te" ed in seguito cominciai a leggere libri romance. Per me resta un capolavoro del genere, descrive benissimo la drammatica storia di un uomo arrogante, superficiale, che con la malattia diventa debole, dipendente dagli altri, ed è commovente la storia d'amore con Maddy, l'unica che lo aiuta a riappropriarsi della sua vita e dignità.
      Isa

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  4. Alessandra27/03/15, 09:37

    Anche io come Eva P. ho comprato l'edizione 2007 perchè usciva in contemporanea con i due della Balogh e Kleypas, ma sono d'accordo con la recensione di Francy. Non l'ho amato, ho continuato a leggerlo sperando che la storia d'amore decolasse, che potessi affezionarmi ad almeno uno dei due protagonisti e invece sono arrivata alla fine senza che questo succedesse. Il fatto che sono trascorsi sette anni da quella lettura ed altri innumerevoli libri, soprattutto romance, e che non abbia dimenticato quanto questo libro mi abbia deluso, vuol dire tanto. Voglio specificare, proprio come Francy, che non parliamo di un brutto libro illeggibile, anzi, l'accuratezza dell'ambiente quacchero, della morale sociale dell'epoca e non meno la documentazione medica, fanno di questo libro un vero saggio, ma quando i protagonisti non mi fanno innamorare (che è il vero motivo del perchè leggo romance) allora resta solo un libro interessante. Per fare una battuta, passatemela con un sorriso, è stato un libro indimenticabile per la delusione che mi ha dato!

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  5. sono pienamente d'accordo con Alessandra, i protagonisti ti devono far innamorare,
    sognare, se questo non avviene il libro non mi potrà mai conquistare. io non l'ho letto
    e non andrà ad allungare la mia lista. e' storico, per cui già il mio interesse è ridotto,
    ma poi i temi sono troppo difficili e pesanti per me. a me piace l'amore vero,
    ma deve essere sempre accompagnato da qualche sorriso....

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  6. p.s. copertina come al solito insulsa..... poi non capisco sempre nemmeno l'esigenza di cambiare il titolo rispetto al romanzo originale. E' molto pià romantico e suggestivo Flowers from the storm (fiori dalla tempesta), piuttosto che "la figlia del matematico"

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  7. Che meraviglia di libro.. è stato protagonista di una lettura di gruppo indimenticabile! L' aspetto chi mi ha colpita in particolare è stata la caratterizzazione di un uomo orgoglioso e superficiale che attraversa la malattia, il pregiudizio, la paura, l' incapacità di parlare mutando le sue convinzioni e il suo modo di essere. La recensione mi sta facendo tornare alla mente tutti i particolari... quasi quasi lo rileggo!

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  8. per me uno dei romanzi INDIMENTICABILE!!!!!!!!!bellissimo e commovente

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  9. Ho letto questo libro qualche anno fa e mi è bastato. Vedo che ancora oggi è una storia molto amata ma a me purtroppo non è piaciuta perché non ho percepito amore ma solo amicizia, mentre lo leggevo in testa mi veniva l'idea di un'infermiera particolarmente sensibile che aiuta un paziente in grandi difficoltà in tutti i modi in cui riesce. Ma amore no, io non sono riuscita a leggerlo tra le righe.

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  10. Per prima cosa complimenti a Francy e Keiko per le loro bene recensioni che mettono in luce tutte le ragioni che portano ad amare o no questo libro che in ogni caso rimane, secondo me, una storia originale che si contraddistingue nel panorama del romance perché, se la memoria non mi tradisce, non mi sembra che si possano ritrovare storici che abbiano affrontato in modo così serio una malattia come quella del protagonista, che all’epoca veniva classificata in modo semplicistico come pazzia.
    L’ho letto molti anni fa, e devo dire che nella prima parte avevo fatto fatica ad entrare nella storia anche se poco a poco sono stata sempre più coinvolta dalle vicende dei protagonisti, anche se mai in modo totale. Ammetto di essere rimasta un po’ spiazzata proprio dalla gravità dell’argomento della malattia che occupa una larga parte del libro rubando spazio alla storia d’amore . Questo per dire che la mia posizione sta a metà dei “ due schieramenti” perché alla fine comunque ho trovato il libro molto bello anche se per me la storia d’amore manca di quella passione che avrebbe completato la complessa e profonda storia .

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  11. Ho letto l'edizione del 2007, il romanzo mi è piaciuto talmente tanto che... non l'ho più riletto. Non scherzo, è così, non so perché ma lo tengo lì come un cimelio, voi mi fate venire voglia di riprenderlo ma resisto alla tentazione, lo lascio per il giorno in cui il romance comincierà ad annoiarmi, così ritroverò l'amore per il genere :)

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    1. Che bello questo tuo commento Silvia: " lo lascio per il giorno in cui il romance comincerà ad annoiarmi..." hai ragione, a volte sono i libri che ci sono piaciuti di più a sostenere il nostro amore per un genere letterario e guai se non ci fossero. Ultimamente mi sto dedicando a diverse riletture...sarà perchè le uscite del momento non sempre mi soddisfano?

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    2. Francy, per fortuna è subentrato il genere M/M che io amo alla follia, perché nello storico già da tempo ho cominciato a dedicarmi alle riletture: Garwood, Kleypas, Robards, McNaught, "erano" autrici che curavano le trame in modo esemplare, c'erano delle vere storie da leggere fra una scena di sesso e l'altra, ora, purtroppo, avviene il contrario, le scene hot sono il perno intorno al quale viene costruita la trama, non che io non apprezzi una bella scena bollente, ma deve esserci molto altro per dare 5 stelle a un romanzo e ultimamente sono rare le scrittrici che riescono a conquistarmi, forse la Holly, la Dodd e poche altre.
      Quando sono un po' scoraggiata riprendo la Garwood e ritrovo l'amore per questi romanzi, era fantastica, le sue eroine erano un po' scemarelle e ottuse e grazie a loro mi sono divertita.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Anche io l'ho adorato....semplicemente perfetto !!!

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