Forze Speciali, queste sconosciute

I romanzi RS hanno spesso eroi appartenenti a qualche corpo d'elite, super addestrato. Di solito siamo abituate a leggere di SEALs, agenti CIA, FBI e via dicendo. Grazie alle recenti uscite in Emma Books, si aggiungono anche un corpo italiano, i NOCS, uno inglese i SAS e la francesissima Legione Straniera. Insomma, chi l'ha detto che questi tipi di eroei possono solo essere americani? 

NOCS - Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza
Motto: Sicut nox silentes (Silenziosi come la notte).  

Appartengono alla Polizia di Stato italiana e sono sempre pronti all’azione. Giorno e notte, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno. Quando non sono in servizio, si addestrano in una ‘shooting house’ proprio come le truppe d’assalto americane: sagome che sbucano all’improvviso, trappole e tranelli che mantengono il corpo allenato e i riflessi all’erta. 
Sono specializzati in incursioni, scorte, salvataggi e si allenano per essere operativi anche nelle condizioni più estreme. Quando le cose si mettono male, i NOCS intervengono. Partono dalla base operativa di Roma e raggiungono qualunque angolo dell’Italia e anche oltre. Le loro azioni spesso non sono note, anche se sono centinaia all’anno; nessuno li inquadra, li intervista, e la loro identità è segreta. Quando sfilano con le altre forze di polizia, non lo fanno con la divisa di gala ma con quella da irruzione. Indossano il ‘mefisto’, il tradizionale passamontagna che copre tutta la faccia eccetto gli occhi e la bocca.
Per superare le selezioni devono essere prima di tutto uomini ‘degni’, della divisa e del contrassegno. Devono aver già vinto il concorso per entrare in polizia e aver servito nel corpo per almeno quattro anni con uno stato di servizio irreprensibile. La finestra di accesso al corso di addestramento è dai 23 ai 28 anni, se superano i test psico-attitudinali. 
Devono essere in grado di sostenere l’addestramento: tiro con la pistola a quindici e venticinque metri, nella corsa devono fare cinquemila metri in venti minuti, cento metri in quattordici secondi. E poi nuoto, salto in alto e in lungo, salita alla fune con la sola forza delle braccia… per questo, per chi è stato nelle Fiamme Oro, è più facile diventare un NOCS. Un ex atleta è abituato agli allenamenti estenuanti, al sacrificio, al raggiungimento di un obiettivo che è sempre il più alto. Dopo tutto questo, la media degli accessi al corpo è due su dieci. I NOCS eseguono anche addestramenti congiunti con altri corpi speciali come l'Hostage Rescue Team dell'FBI americana, gli YAMAM israeliani, i tedeschi GSG-9 e SEK, i francesi RAID e molti altri.
 

Estratto da "Riflessi" di Elena T. Dardi
"La CIA, nientemeno. Nico aveva l’impressione che i polmoni dovessero scoppiargli nel petto da un momento all’altro, ma non gli avrebbe dato la soddisfazione di mollare prima di lui. Sicut nox silentes. Che non c’entrava un cazzo, ma pensare al motto dei NOCS lo aiutava a non sentire la milza e il fegato andare in pappa. Stava per rischiare l’iperventilazione quando - Dio, grazie! - arrivarono al limite estremo dell’aeroporto. Oltrepassarono le barriere luminose ma restarono tra le sterpaglie procedendo di blocco in blocco mantenendosi bassi. A pochi metri da loro c’era lo svincolo della Interstate 5, a quell’ora praticamente priva di traffico. Con il solo asfalto che gli americani avevano impiegato per quel raccordo, gli italiani probabilmente avrebbero fatto l’intera terza corsia della Milano-Roma, ammesso e non concesso che avessero trovato lo spazio."

SAS – Special Air Service   
Motto: Who dares win (Chi osa vince)   

Who dares win, chi osa vince. E’ il motto dello Special Air Service, corpo speciale dell’esercito di Sua Maestà. Meno conosciuti dei Navy Seals o dei Marines ma altrettanto tosti, dediti soprattutto a compiti antiterroristici ma non solo. Il nucleo originario nasce durante la seconda guerra mondiale, voluto da Daniel Stirling per agire dietro alle linee nemiche in Nord Africa. I troopers SAS dovevano poter essere autonomi a lungo raggio, in grado di coprire lunghe distanze senza supporto, senza altro orientamento o difesa se non loro stessi e i loro compagni di pattuglia. Addentrarsi in territorio nemico, colpire, rientrare. Possibilmente portando a casa la pelle.
Con i suoi tre reggimenti, uno attivo e due di riserva, lo Special Air Service rimane nell’ombra fino al 1980, quando il suo ruolo nella famosa “Operation Nimrod” lo porta all’attenzione del pubblico internazionale. Durante l’assedio all’ambasciata iraniana a Londra, in 17 minuti un’unità di SAS salva 24 dei 25 ostaggi uccidendo 5 dei 6 terroristi senza perdere un solo uomo. Undici anni più tardi, durante la prima guerra del Golfo, un’altra pattuglia di SAS passa alla storia: è la “Bravo Two Zero”, incaricata di azioni di raccolta informazioni (c’è chi dice anche della distruzione dei lanciamissili SCUD) oltre le linee nemiche. Le imprese della pattuglia sono state raccontate da due suoi membri, tutt’oggi autori di thriller militari con gli pseudonimi di Andy McNab e Chris Ryan.
Oltre a Londra e all’Iraq, il corpo speciale è stato impegnato in Kosovo, Sierra Leone e in Afghanistan, solo per citare i principali scenari ufficiali. Spesso, infatti, la presenza o il coinvolgimento degli uomini dello Special Air Service non è ufficiale, non è dichiarata. Difficile trovare foto, se non con le facce oscurate, di questi uomini che operano sempre dietro le quinte, lontani dai riflettori. Caparbi ed efficaci come missili che puntano al bersaglio e che nulla può distogliere dal loro obiettivo. Addestrati a resistere anche quando si sono esaurite le forze fisiche e mentali, a trovare in se stessi risorse che pochi esseri umani sono consapevoli di avere. Decisi a spendere tali risorse al servizio di chi tutta questa forza non ce l’ha. Determinati a osare per vincere.

Estratto da "Vertigo" di Monica Lombardi
«Come mai hai lasciato le forze speciali?»  
Non c’era molta gente attorno a loro, era troppo presto ed erano troppo lontani dal Pier e dal centro di Brighton per trovarsi attorniati da turisti. Quello era il tratto di spiaggia riservato ai jogger e alle passeggiate dei locali, con o senza cani. Il cielo era grigio ma non carico di nubi. Né sole né pioggia in quella giornata di maggio, pensò Alex, e l’aria profumava di mare ancor più che a Saint-Tropez.  
«Non è una vita che puoi fare per molto tempo, anche se hai la fortuna di portare a casa la pelle.»  
Doveva essere la risposta pronta che dava a tutti. Alex pensò che non sarebbe andato oltre. Si sbagliava.  
«Sai che cosa è successo a Marrakech?» le chiese. Alex annuì. Non aveva senso mentire e non voleva farlo.  
«Chi osa vince» gli ricordò. «Non è questo il vostro motto?» Il motto degli SAS.  
«È vero. Quando lo fai tuo, pensi che oserai in prima persona, rischiando la tua vita. Quello che non sai e che scopri solo dopo, è che facendolo finirai con il mettere sul piatto anche la vita di altre persone. Pensi che un tuo errore possa significare che non tornerai a casa, in realtà significa che altri non vi faranno ritorno.»  
«Non hai sbagliato nulla, a Marrakech.» Buck scosse la testa, come lei si era aspettata.
«Ho sottovalutato la situazione. Forse abbiamo osato ma non abbiamo certo vinto.» 



Legione Straniera   
Motto: Legio Patria Nostra (la legione è la nostra patria)


"Arruolati nella Legione Straniera, avrai ogni giorno un'avventura diversa." Questo l'invito che trovate sul sito del famoso corpo d'armata fondato da Luigi Filippo di Borbone duca d'Orléans (1773-1850) per dare supporto alla guerra in Algeria e arruolare così tutti gli stranieri che avessero voluto firmare un ingaggio. Il primo scontro a fuoco fu sostenuto a Maison Carré e il reggiemento si comportò così bene da meritare le spalline rosse e verdi dei Granatieri e il Tricolore francese. La Legione partecipò alla guerra di Crimea, fu alleata dei piemontesi a Sebastopoli e combatté a Magenta, Solferino e Montebello contro gli austriaci.

I legionari sono oggi presenti nei conflitti in ogni parte del mondo con compiti di assistenza umanitaria, protezione delle popolazioni, mantenimento della pace e talvolta di supporto ai governi stranieri alleati con la Francia. Sebbene non esistano disposizioni che vietino il reclutamento femminile, la Legione è per ora escluzivamente maschile. L'aspirante legionario ha ancora la possibilità di arruolarsi con una identità fittizia, anche se non vengono più accettati i condannati per reati gravi. Tutto ciò ha contribuito a creare l'alone di mistero che avvolge questo corpo di armata. Tagliare i ponti con il passato, iniziare una nuova vita, in una nuova casa (la caserma) e con una nuova famiglia (i compagni).
Dopo una rigorosa selezione di carattere fisico e psicoattitudinale (in media si accetta un candidato su sei) che si svolge a Aubagne in Francia,l'aspirante legionario viene inviato a Castelnaudary dove dovrà sottoporsi al duro corso di addestramento della durata di quattro mesi. Al termine del primo mese l'arruolato ottiene la qualifica di "legionario", con la consegna del tradizionale copricapo, il Kepì Blanc. La durata della ferma è di cinque anni, prorogabili di sei mesi in sei mesi o di anno in anno. L'età valida per l'arruolamento è compresa tra i diciassette e i quarant'anni. Dopo la ferma obbligatoria, l'ex-legionario ha la possibilità di diventare cittadino francese privilegiato, di riappropriarsi della vecchia identità e di essere collocato di nuovo nel mondo del lavoro.

Estratto da "Implacabile" di Adele Vieri Castellano

Il Tiger HAP Corsaire sorvolò la giungla a poche decine di metri e il manto verde fu scosso, appiattito dallo spostamento d’aria. Il pilota urlò, un urlo che gli salì dai polmoni, dalla gola. Gioia pura.

Il compagno, il fucile d’assalto FAMAS tra le braccia e i piedi penzoloni dalla carlinga, si afferrò a uno dei supporti di acciaio laterali del portello un istante prima di scivolare fuori.

«’Fanculo, testa di cazzo, riportalo in quota!» urlò ma sapeva che l’altro non lo avrebbe udito, non con le cuffie sulle orecchie.

Ivan era riuscito a mettere le mani sulla maledetta libellula di metallo, che si librò sfiorando una dannatissima… che diavolo era? Una protuberanza vegetale che sbucava dalla giungla come una lancia. Sfiorata per un pelo.

I motori ruggirono, il muso si impennò e a lui salì la bile in gola.

Riccardo Gardini, caporal maggiore del 3° reggimento fanteria della Legione Straniera di stanza in Guyana Francese, giurò a qualche dio pagano che, appena rimessi gli anfibi sulla fanghiglia della base, gli avrebbe dato una bella ripassata.



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QUALE COPRO D'ELITE VI ATTIRA DI PIU'? VI PIACE L'IDEA DI UN EROE RS NON NECESSARIAMENTE AMERICANO? 

4 commenti:

  1. Piacevolissimo post. Complimenti.

    RispondiElimina
  2. Mi piacciono molti i libri che raccontano le gesta di questi uomini, quali che siano i loro corpi di appartenenza.
    Amo da morire l'uomo in divisa :-)

    RispondiElimina
  3. Grazie Annamaria :)

    Luisa, in effetti conosco poche donne che rimangono indifferenti al fascino dell'uomo in divisa, per questo mi stupisco che questo genere in Italia non sia popolare come nei paesi anglosassoni e, credo (Adele Vieri Castellano che legge in francese potrà confermarcelo), anche in Francia.
    Oltre tutto, tutte le lettrici donne che conosco nella vita reale apprezzano gialli e mystery, e quasi tutte apprezzano i romance. Un mix tra i due dovrebbe dunque essere ancora più allettante... o no?

    Qualcuna ha qualche pensiero al riguardo?

    RispondiElimina
  4. Adele Vieri Castellano21/06/14, 10:34

    Confermo Monica: in Francia il RS è molto apprezzato, ogni mese escono almeno due o tre libri con autrici di cui in Italia non si sente neppure parlare. Eppure sono bravissime e le loro storie avvincenti e intriganti. Forse In Italia siamo state, per troppi anni, abituate solo a un genere, lo storico. Ricordiamoci che se non fosse nata la Leggereditore, il dominio totale del Romance sarebbe ancora e solo nelle mani di Harmony e I Romanzi Mondadori. Anch'io scrivo di vicende ambientate in epoche passate, ma vi dico: c'è tutto un mondo da scoprire intorno a noi, perché non farlo accompagnate da un affascinante e coraggioso uomo in divisa?

    RispondiElimina

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