INTENZIONI PERICOLOSE di Lora Leigh (I Romanzi Mondadori - Extra Passion)

 Autrice:      Lora Leigh
Titolo originale:  Killer Secrets
Genere:  Erotico contemporaneo
Ambientazione:    Stati Uniti
Pubblic.  originale: St. Martins, 2008, 384pages
Pubblicato in Italia:  I Romanzi Mondadori, collana Extra Passion, nr.20, agosto 2012
Parte di una serie: 3° della serie Tempting Seals
Livello sensualità:  MOLTO ALTA
Disponibile in ebook? Sì, prossimamente

TRAMA
Figlio illegittimo del narcotrafficante Diego Fuentes, Ian Richards deve guardarsi continuamente le spalle. Nessuno sa da che parte realmente stia, né suo padre né i suoi compagni Navy Seal. Ma è così che deve condurre il gioco… almeno fino a quando entra in scena Kira Porter. Agente sotto copertura, Kira ha il compito di tallonarlo per scoprire le sue vere intenzioni: proteggere il cartello dai terroristi francesi o spedire suo padre in galera? Ma Ian è impossibile da decifrare, e l’unica certezza di Kira è che la bollente attrazione che provano l’uno per l’altra è una bomba che aspetta solo di esplodere. E che rischia di mettere in pericolo le loro vite.
 
Terzo e ultimo (immagino, visto che è stato pubblicato in patria nel 2006) romanzo della serie Tempting Seals di Lora Leigh, cronologicamente successivo anche a due delle tre novelle della serie, “Intenzioni pericolose”, che ho letto nella sua versione originale, “Killer secrets” (Segreti che uccidono), è senz’altro il più virato al suspense dei tre, il più intriso di azione, la storia più esplicitamente ambientata sul campo.
Per il mio gusto personale, questo è senz’altro un punto a suo favore, perché crea maggiore equilibrio tra componente erotica/romance e componente suspense e dà spessore e interesse alla trama, che risulta più complessa e coinvolgente. Ciò nonostante, neanche questa volta la Leigh riesce a convincermi del tutto, nel modo in cui gestisce il lato suspense di questa serie. D’accordo, lo usa solo come ambientazione, come sfondo, come creatore di tensioni e situazioni di pericolo, ma cade comunque, e anche in modo piuttosto ingenuo, in alcune trappole che le autrici che ben si muovono nel genere (romantic suspense in generale ma anche, nello specifico, erotic suspense, vedi una Lisa Marie Rice) sanno bene evitare. Nelle sue trame, anche in questa, rimangono dei punti nebulosi, soprattutto all’inizio, in cui si fa fatica a capire who’s who; e rimangono, soprattutto, degli snodi che non convincono, in questo caso soprattutto alla fine, quando l’intero impianto di sospetto che regge la storia e la tensione narrativa viene smontato in poche frasi rivelandoci che uno dei personaggi in realtà sapeva già tutto dall’inizio (mesi di operazione sotto copertura allora... per che cosa? Mah).

Veniamo ai personaggi. Nonostante il velo di mistero enfatizzato nella sinossi italiana, il lettore scopre quasi subito che Ian ex Richards ora Fuentes è ancora un agente americano impegnato in una pericolosa azione sotto copertura e non un traditore come l’opinione pubblica e forse anche i suoi ex compagni d’armi pensano, tanto che si chiede come mai sembri non dubitarne mai il cattivo di turno, Diego Fuentes. Quel Diego Fuentes il cui nome aleggiava minaccioso già nei romanzi precedenti, e che è davvero un mostro come l’autrice ribadisce in più punti perché ha l’arroganza dei patron d’altri tempi, quelli che stanno arroccati nel loro maniero e sono gli altri che devono venire da loro, mai il contrario, quelli che sparano senza fare e farsi domande non appena avvertono puzza di tradimento; quelli insomma che hanno una morale e un codice d’onore tutto loro, e ben distorto. Ma non ha, non riesce ad avere, quell’aura di malvagità e di pericolo che ci saremmo aspettati da lui, anzi, soprattutto nei colloqui con il figliol prodigo è più irritante che minaccioso con le sue ripetute lamentele (Ian si ostina a fare di testa sua e, cosa ben peggiore, non si decide a chiamarlo papà!).
Ian non è un troglodita come il buon Clint (ve lo ricordate Clint? Qui lo ritroviamo in una scena e no, neanche vestito e armato di tutto punto è riuscito a farmi dimenticare che ha un piercing lì, ma proprio lì!]) ma è comunque un maschilista dichiarato. Dominante, amante (anche lui!!! solo il buon Kell si salva) degli scapaccioni, del lato B e delle manette, è indurito (in senso figurato oltre che fisico) da questa operazione che lo presenta al mondo come un disertore che ha ceduto al lato oscuro della forza e lo costringe a vivere sotto lo stesso tetto con monster-daddy, ed è coerente nei suoi umori tetri e nella sua aggressività ma anche un po’ monocromatico.
Kira Porter è un mistero. Personaggio femminile (“con le palle”, verrebbe da dire) che ha tutte le carte in regola per camminare al fianco di un alpha-alpha come Ian, gli risponde a tono e gli tiene testa nella maggior parte delle situazioni, continua a ripetere di non essere una sottomessa, però alle manette alla fine non sa dire di no. E’ un messaggio alla fine anche un po’ pericoloso, quello della Leigh: la donna può anche essere una donna alpha, ma davanti all’uomo alpha si piegherà sempre. Lora Leigh sembra proprio allergica al concetto di donna che riesce a spuntarla con il suo uomo, come se la femminilità vera fosse intrinsecamente legata, in definitiva, alla sottomissione. Tanto che in questo romanzo solo perché ammanettata Kira riesce a confessare per la prima volta il suo amore a Ian (fanciulle, provate le manette e poi vedrete come saprete esternare i vostri sentimenti!). Solo se ammanetta o comunque sottomette l’uomo alpha leighiano riesce ad accedere al fulcro più intimo e vero della sua donna. Sono l’unica che si ribella a questo concetto? E non ne faccio un discorso femministico ma più semplicemente psicologico.
La Leigh non ama (o non sa?) descrivere il momento dell’innamoramento. Tutti i personaggi di questa serie, novelle incluse, si presentano alla prima pagina già innamorati (più spesso ossessionati) l’uno dell’altra. Lo fa per poter arrivare prima al letto? Per partire da un livello di temperatura già altissimo? Certo, meglio così che non due protagonisti che si vedono una volta e già si dichiarano amore eterno, ma personalmente preferisco le autrici che offrono più varietà – di situazioni, nelle tipologie di personaggi e sì, anche nelle abitudini sessuali. Perché la Durango Team, care ragazze, a eccezione del buon Kell che manco a dirlo rimane il mio preferito, è una squadra di sculacciatori.

In conclusione, un romanzo che piacerà credo molto alle fan della Leigh e di questa serie, leggibile e in alcuni punti godibile (in altri divertente, come quando i cattivi si imbarcano su uno yacht a Parigi per attraversare l’Atlantico e sbarcare ad Aruba, Colombia) per chi ha voluto seguirla fino in fondo senza riuscire a trovare questa autrice davvero convincente, come la sottoscritta. Che quando la legge si trova decisamente con troppi punti in cui la sospensione dell’incredulità viene meno e anche, un pochino, annoiata da situazioni psicologiche ed erotiche ripetitive e alquanto forzate.
 



DA LEGGERE NELLA SERIE TEMPTING SEALS
Honk If You Love Real MenDangerous GamesReal Men Do It BetterHidden Agendas
Killer SecretsRescue Me
1. Reno's Chance [short story] (2005) (in Honk If You Love Real Men)
2. Dangerous Games (2007) - Ed . italiana: GIOCHI PERICOLOSI, I Romanzi Mondadori, coll. Extra Passion, nr. 12, febbraio 2012 - LEGGI QUI  la nostra recensione
3. For Maggie's Sake (2007) (in Real Men Do It Better) - inedito in Italia
4. Hidden Agendas (2007) - Ed . italiana: SEGRETI PERICOLOSI, I Romanzi Mondadori, coll. Extra Passion, nr. 14, giugno 2012 - LEGGI QUI  la nostra recensione
5. Killer Secrets (2008) - di prossima pubblicazione - Ed . italiana: INTENZIONI  PERICOLOSE, I Romanzi Mondadori, coll. Extra Passion, nr. 20, agosto 2012
6. Atlanta Heat (2008) (in Rescue Me) - inedito in Italia

AVETE LETTO QUESTO ROMANZO? VI PIACE LO STILE DELLA LEIGH E LA SUA SERIE DEI NAVY SEALS? VI PIACEREBBE LEGGERE ALTRI ROMANZI CON NAVY SEALS COME EROI ROMANTICI? 

4 commenti:

  1. Monica concordo su tutto! voglio solo aggiungere una cosa, che mi ha stupito positivamente: in mezzo a tutti gli ormai classici cliché della Leigh sono rimasta piacevolmente colpita dallo "spessore" che riesce a dare a Diego Fuentes: è un mostro, ma è anche un padre addolorato, che nel suo modo malato cerca di recuperare il rapporto con il figlio, non mi aspettavo questa capacità di dare sfaccettature ad un personaggio dalla Leigh, che di solito non cerca di certo l'introspezione!

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  2. Non sono riuscita a leggere nessun libro di questa serie!!!
    spero di farlo al più presto!!!
    ho letto altri libri della Leigh, che mi sono piaciuti!!

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  3. Complimenti per la recensione Monica.Devo dire,che anche il mio preferito rimane Kell,sempre molto protettivo e con più spessore degli altri.

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  4. Cristina M.10/08/12, 20:28

    beh Mony..., come non essere d'accordo con te? Precisa come sempre nel catturare i punti salienti.
    Devo dire che come serie mi è piaciuta abbastanza. Spero che possa aprire la strada anche ad altri romanzi del genere, magari con più suspense.

    RispondiElimina

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