AL LUPO ! AL LUPO !

Intorno a me le ombre degli alberi si allungano. La foresta palpita e respira come una creatura vivente. Fa freddo, ho il fiatone e un brivido mi attraversa la pelle. Alzo gli occhi. Lassù, nitida tra le cime degli alberi, ecco la sfera tonda e magnifica della luna piena. Luna piena? Acc… all’improvviso mi blocco a metà di un passo. Ascolto ogni rumore, ogni fruscio, ogni canto notturno.

«AWOOOOOOUUUUUUUUU...!!!»

Per la miseria, lo sapevo! Sono la solita sfigata. Possibile che tra tutte le creature che popolano il bosco, dovevo proprio incappare in un licantropo? 


Il termine deriva dal greco lykos (lupo) e anthropos (uomo) ed è sinonimo di un essere malvagio e feroce, di una realtà negativa. Anche se negli ultimi tempi il trend sembra essere profondamente cambiato, nel panorama letterario mondiale. La leggenda continua e non ha ancora finito di stupirci.

Il lupo ha sempre avuto un valore simbolico ambivalente: predatore per eccellenza, ritenuto in certe popolazioni il protettore della tribù, è anche minaccia per coloro che sono divenuti agricoltori e allevatori e le storie sugli uomini che si trasformano in lupi o viceversa risalgono all’antichità ancestrale dell’umanità. Ben prima dei vampiri. Siamo infatti nell’età del Bronzo, quando gli uomini si aggiravano coperti di pelli e armati di lance di selce, lungo la fredda e inospitale Europa.

Il cliché classico vuole che, nelle notti di luna piena, l’uomo affetto da licantropia si trasformi in lupo aumentando così le proprie facoltà: potenza muscolare, agilità, furbizia e ferocia. Caccia e attacca le sue vittime senza tregua, per squartarle e divorarle scevro di ogni umanità.
Grande, possente, col muso di lupo e affilate zanne, il corpo coperto di ispidi peli, con coda e spaventosi artigli. Cammina e corre sulle zampe posteriori molto sviluppate, ed è questo che lo rende impressionante. Umano e allo stesso tempo bestia. Forse quel luccichio degli occhi, il loro colore… no! Niente da fare care mie, i canoni di bellezza che tanto piacciono a noi femminucce ebbene, scordateveli.

Per lungo tempo il lupo mannaro è stato associato al vampiro, suo lontano cugino. Del resto qualche punto in comune ce l’hanno: cacciano di notte, uccidono le loro vittime con un morso, la metamorfosi li trasforma in animali. Già lo storico greco Erodoto (V secolo a.C.) ci parla di una popolazione che abitava sulle rive del Mar Nero. Maghi così potenti che potevano trasformarsi a loro piacimento in lupi in modo da poter soddisfare i loro appetiti selvaggi.
Hendrick Goltzius, «Zeus trasforma licaone in lupo», 1589

Il primo uomo lupo ufficiale della storia sembra fu Licaone (i licaoni oggi sono dei simpatici canidi che popolano la savana africana). Ce lo racconta il solito Ovidio nelle sue Metamorfosi. Molte le varianti del mito, questa la più comune: Licaone era re di Arcadia, grande blasfemo e uomo empio, che Zeus pensò bene di punire per le sue malefatte. Travestito da mendicante il re degli dèi si presentò alla sua corte. Per smascherare il dio in incognito, il furbo Licaone gli serve la carne di un fanciullo ucciso, complici i suoi cinquanta figlioli. Zeus, da quel furbone che è, scopre l’inganno e disgustato rovescia la tavola, fulmina tutti i pargoletti tranne Nittimo il più piccolo, solo perché Gea, bontà sua, glielo impedisce. E Licaone? E' trasformato in un lupo e proprio da questa leggenda questo splendido animale ha preso il suo nome. Nittimo, il figlio superstite salì al trono al posto del padre ma durante il suo regno ci fu un disastroso diluvio (LOL), causato dall'empietà della sua discendenza.

Gruppo di vexillifer in via dei Fori Imperiali, Roma 2004

Gli antichi romani, popolo dal pugno di ferro, di poche parole e molti fatti non vedevano il lupo con sospetto. Anzi, era un simbolo di forza, potenza e astuzia. I vexillifer, ufficiali investiti dal grande onore di recare l’insegna della legione, indossavano una pelle di lupo che copriva l'elmo, le spalle e parte della lorica. Il licantropo veniva chiamato versipellis. Essi immaginavano che la pelliccia di lupo fosse celata sotto la pelle e, all’occorrenza, si sostituisse a quest’ultima. Un po’ come rivoltare una toga, insomma. Il messaggio è chiaro: la natura umana nasconde sotto un aspetto dimesso una creatura imprevedibile e pericolosa, spietata anche contro i propri simili.

Petronio, nel Satyricon, per bocca del liberto Nicerate ci racconta la prima trasformazione di un uomo in licantropo. Il nostro protagonista è in cammino per raggiungere, a suo dire, una bella figliola che lo aspetta in campagna. Lo accompagna un amico, un soldato forte e robusto:
Joe Manganiello in True Blood
“alzammo le chiappe al primo canto del gallo, con una luna così chiara che sembrava di essere di giorno...” racconta il buon Nicerate. Attenzione al dettaglio della luna: per la prima volta, Petronio inserisce l’elemento capace di risvegliare la natura ferina del licantropo, la luna piena.

Bene: nelle vicinanze di un cimitero, il soldato si apparta per i bisogni e Nicerate che canticchia sereno ad un certo punto si gira: per Giove! Il compagno si sta spogliando e, nudo, prima orina sulle vesti e poi si trasforma in un lupo, svanendo nel bosco. Nicerate, stravolto dal terrore, torna a casa di gran carriera e cosa scopre? Che un lupo si è introdotto nel suo casolare e ha fatto strage di pecore. Non vi è dubbio: quell’uomo è un versipellis, un lupo mannaro. D’ora in poi il buon liberto non si avventurerà più a cuor leggero nei boschi.

A partire dall’Alto medio evo (476-1066) il mito si trasforma in superstizione religiosa e in maledizione satanica. Effetti del cristianesimo e del rigore dei lunghi inverni, delle carestie e della paura delle creature selvagge che, in quei secoli bui, popolavano le foreste europee. E che dire del famoso episodio di S. Francesco che ammansisce il lupo, trasmessoci dall’iconografia cattolica nei toni rassicuranti di una fiaba? In realtà potrebbe essere stato un esorcismo, operato dal Santo nei confronti di un posseduto. Sarebbe l’unico caso documentato di liberazione di un lupo mannaro senza la sua violenta dipartita per mezzo dell’argento, dell’acqua pura o dello zolfo. 

La Bestia del Gévaudan
Ed eccoci nel secolo dei Lumi: una delle storie più celebri è quella della bestia del Gévaudan (siamo nel 1764-67, centro-sud della Francia, dipartimento della Languedoc-Rouissillon). Un centinaio le sue vittime tra donne, vecchi e bambini. La bestia cammina sulle zampe posteriori, ha le fauci di un leone ma sono solo vaghe testimonianze: il grosso problema è che chi la vede, non va più in giro a raccontarlo.

Nonostante l’esecuzione di numerosi lupi (non c’era il W.W.F.), gli attacchi continuarono. Castigo di Dio per punire gli uomini dei loro peccati, la bestia incarnò per anni le più oscure paure e un’atmosfera sinistra regnava sovrana in tutta la regione. Il re inviò il Grand Louvetier (ufficiale reale incaricato della caccia ai lupi) ma il mostro, malgrado periodi di calma, continuò le sue scorrerie in lungo e in largo. Alla fine ci pensò un certo Antoine Chastel. Il cacciatore, benedetto dall'acqua santa, incontrò la bestia sul far della sera (chissà se c’era la luna…), imbracciò il fucile, sparò e... fine del cattivo.

Jean Chastel pensò che fosse necessario far vedere l'orrenda creatura al re, farla esaminare da qualche esimio studioso. Quindi ne collocò i resti in una cassa e se ne tornò a Parigi. Ma era agosto, faceva caldo e quando arrivò a destinazione, c’era ben poco da esaminare. Rimase dunque il mistero e le leggende si sa, hanno la pelle dura.
La storia della bestia del Gévaudan ha lasciato un’impronta insanguinata che ha fatto e fa rabbrividire ancora nelle lunghe e fredde sere d’inverno. Un’astuta mossa per incrementare l’isteria collettiva che ogni tanto, nei secoli successivi, è riemersa? Forse è proprio così se nel 2001 Christophe Gans gira un film, con un discreto successo: Le pacte des loups, co-produzione franco-tedesca con la coppia Vincent Cassel - Monica Bellucci, un affascinante Samuel Le Bihan e un Mark Alan Dacascos, stuntman statunitense di origine hawaiana, in ottima forma fisica. Guardare per credere.



Ma come difenderci, come individuare questo mostro che si cela con successo tra i nostri simili? Imperativo guardarsi da chi ha sopracciglia troppo folte o unite al centro, o ha tratti ferini o i canini troppo affilati. Se è pelosissimo è un grosso problema, vi avverto. E se ha il dito indice più lungo del medio, siete fritte: è un sicuro indizio di licantropia.

Se poi ha un insano appetito per la carne cruda, prima della luna piena fate le valigie, il pieno alla macchina e imboccate la più vicina autostrada. Sospettate anche di coloro che sono troppo in forma e muscolosi, pur non vedendoli mai nutrirsi in vostra presenza. Quasi di sicuro avete a che fare con un licantropo che uccide la notte e divora le sue vittime di nascosto. Una sola fiammella illumina il nostro triste destino: la trasmissione della licantropia per mezzo del morso è pura invenzione del cinema americano, per avvicinarlo ulteriormente al mito del vampiro. Almeno da questo punto siamo in una botte di ferro.

«Awooooooooouuuuu.»
Oddio, eccolo che arriva!... Cosa dite, ragazze? Gli controllo l’indice o gli faccio una visita odontoiatrica?






ALLORA...QUESTI  LICANTROPI O LUPIMANNARI CHE SIANO , VI AFFASCINANO O VI SPAVENTANO?


11 commenti:

  1. Che lunedi entusiasmante , accendi il portatile e ti trovi davanti questo post quanto mai esaustivo e come al solito pennellato di leggera ironia qua e là....
    Adoro i lupi, dai cani lupo, agli askie intelligentissimi che trainano slitte, ai bellissimi cani lupo della Cecoslovacchia dagli occhi gialli e fieri come pochi.l'animale in sè è straordinario per intelligenza, poi sono monogami, meglio di tanti "uomini che vagano in giro" poco fedeli, per non dire altro. ed i libri che parlano di "Lycos", sono da me molto graditi.
    Non ho paura di lor, anche se arruffano il pelo e sono fortissimi, sono ferocemente protettori ed amano completamente, appassionatamente e per sempre. E poi sono sexy da far schifo i nostri LUPI ALPHA.
    Fantastici i Lycos e complimenti per il post .
    Ti abbraccio.
    MariaT.

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  2. Che sorpresa!Complimenti alla bravissima Adele, e non poteva che essere così, per questo articolo veramente esaustivo su un argomento che non conoscevo molto...Mi ha fatto venire voglia di documentarmi meglio!

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  3. cara Adele
    credo proprio che fai la domanda alla persona giusta...
    ho sempre adorato queste figure mostruosamente bestiali e, seconde solo ai vampiri, per me hanno grandissimo fascino e mistero ...
    infatti ogni giovedì sera seguo la serie fox dalle tinte rosa (nonostante si pratichi il parkour) con il simpatico ragazzo romantico di una delle tue foto nel post ;-)
    buon inizio settimana

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  4. Un bellissimo post! Interessante e ironico
    Serena

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  5. Bellissimo post Adele!!
    Molto divertente e interessante :d
    Juliet

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  6. Mi affascinano i lupi, meno i licantropi, di cui avrei sincera paura. Non è un licantropo, ma è comunque un lupo, Jacob della saga di Twilight, e non capisco ancora come faccia Bella a preferirgli Edward. Tra gli ultimi lupi rinvenuti in tivù che mi sono piaciuti ci sono i metalupi della famiglia Stark ne Il trono di spade: fantastici animali! Ricordo Le pacte des loups, mi era piaciuto nonostante l'ansia che mi trasmettono certi film. ANITA G.

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  7. Adele V. Castellano30/01/12, 18:56

    Carissime "lupette" grazie per i complimenti ma anch'io sono una fans dei lupi, piuttosto che dei pippistrelli.
    Gli incontrastati signori della foresta sono animali splendidi e conservano un fascino intramontabile ed ancestrale. E concordo con Pupottina e Anita: piuttosto che essere inseguita da un vampiro preferisco di gran lunga un licantropo. A buon intenditor...

    Un abbraccio a tutte!

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  8. Wow....che bel post interessante!
    Complimenti Adele!

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  9. Che bel post!
    I licantropi mi affascinano molto e nella mia classifica di gradimento delle creature fantasy sono secondi (ma di poco) solo ai vampiri. =)

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  10. Ciao Adele, davvero interessante e ben scritto qs post, complimenti! Mi attrae molto la figura mitologica e fantasy del licantropo, secondo me è intrigante come il vampiro, con in più quel tocco di ferinità selvaggia che nn guasta. La prima foto del lupo in mezzo alla foresta mi ha fatto venire in mente i lupi cecoslovacchi, cani che assomigliano tantissimo ai lupi, che mi affascinano e allo stesso tempo mi fanno un po' paura, a volte penso che mi piacerebbe averne uno. Quand'ero piccola mio nonno aveva un pastore tedesco e ci amavamo alla follia, quand'è morto ho pianto tutte le mie lacrime. :-(

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  11. Il lupo per me è un simbolo di libertà. Al contrario del cane che si è sottomesso all'uomo, lui è sempre rimasto indipendente e ha pagato a caro prezzo questa sua caratteristica subendo una persecuzione spietata.
    La coppia dei lupi, una volta formata, rimane insieme per tutta la vita. Non possiamo dire altrettanto degli uomini.
    Secondo me il licantropo piace perchè racchiude il lato oscuro che è in ognuno di noi e che viene fuori di tanto in tanto.
    Infine, cara Adele, e se invece che fare le valigie e correre lontano, imparassimo a correre coi lupi?
    Baci
    Liliana

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