IL MITO DI LADY OSCAR


Alzi la mano chi di voi non ha visto almeno una volta nella sua vita un episodio del mitico cartone animato LADY OSCAR , chi non ne ha canticchiato almeno una volta l'altrettanto famosa sigla! Tutte ci ricordiamo di Oscar,di Andrè, del bellissimo conte di Fersen e di Maria Antonietta.
Come dimenticarsene? Si tratta di una storia avvincente, romantica e drammatica al tempo stesso, un vero evergreen, che ha tenuto incollati allo schermo generazioni di spettatori. Così ho chiesto a Elena Romanello, del blog Il mondo di Elena , appassionata di cartoni animati e fumetti giapponesi , più propriamente anime e manga, di ripercorrerne per noi il mito...

Il 5 giugno scorso, a Novello, in provincia di Cuneo, il festival letterario Collisioni è stato invaso da ragazze e donne di varie età, tutte accomunate da un desiderio: poter finalmente conoscere Riyoko Ikeda, autrice di manga e tra le più popolari autrici di fumetti tout court, creatrice ormai nel lontano 1972 di un personaggio che è entrato nell'immaginario di più di una generazione: Lady Oscar, La rosa di Versailles, protagonista tra le più amate di fumetti e cartoni animati giapponesi, anche da chi poi non ha seguito questo mondo diventando otaku.
In Italia arrivò prima il cartone animato, anzi usando il termine tecnico giapponese l'anime, nel 1982, riuscendo sulla neonata Italia 1, ancora appartenente alla Rusconi, a fare concorrenza al Tg1. Il manga arrivò alcuni mesi dopo, in una versione colorizzata e censurata sulle pagine del settimanale Candy Candy del gruppo editoriale Fabbri, che tentò per primo di proporre al pubblico nostrano i variegati ed interessanti shojo manga, i fumetti per ragazze. Nei decenni successivi Lady Oscar è stato oggetto di altre repliche, di uscite in vhs e dvd, di ristampe in versione fedele all'originale del manga, di celebrazioni ed eventi cosplay, fino ad arrivare all'evento dell'inizio di questo mese a Novello, in cui fan di ambo i sessi hanno potuto finalmente conoscere l'autrice di tutto.
L'animazione giapponese è stata per decenni considerata mal fatta, sciatta, violenta, diseducativa e poco incisiva, senza considerare il fatto che nel Paese del Sol levante è considerata una forma espressiva al pari del cinema e della letteratura, e per questo motivo esistono storie con toni diversi, con pubblici diversi e di qualità diversa. Lady Oscar però ha saputo unire ed interessare anche un pubblico esterno agli aficionados del made in Japan, cresciuti comunque di anno in anno, diventando un punto di riferimento non solo per chi segue manga ed anime.

Tutto cominciò appunto con il manga, pubblicato a partire dal 1972 sulla rivista Margareth Comics da parte di Riyoko Ikeda, ex studentes
sa di filosofia, femminista, amante della storia europea e desiderosa di creare un'opera e un personaggio diversi dagli stereotipi di un genere che era allora molto infantile. La Ikeda ha raccontato a Collisioni le resistenze a proporre una storia che parlava di Storia, di identità di genere, di donne che cercavano affermazioni in un mondo fatto a misura d'uomo: ovviamente, la sua scommessa è stata vincente, e non solo per l'icona che ha creato con Oscar, ma per l'arricchimento che ha portato al mondo degli shojo, il settore più interessante della produzione fumettistica giapponese, ricco di storie di tutti i generi, dallo storico alla cronaca scolastica, dall'horror alle tematiche omosessuali.
L'anime, amatissimo subito nel nostro Paese, ma anche in Medio Oriente, in Cina, in Francia, in Spagna e in America latina, non piacque invece particolarmente in Giappone, malgrado l'ottima fattura e realizzazione, tra cui spiccano i disegni di Shingo Araki e Michi Himeno e l'ottima colonna sonora classicheggiante di Koji Magaino, e infatti rispetto al manga semplifica molto la trama, pur essendo godibilissimo e rispettando le tematiche del fumetto, a cominciare dall'incrocio tra la grande Storia reale e la storia inventata e romanzata di Oscar, eroina femminista, combattiva, androgina, ambigua, coraggiosa e tragica, costretta dal padre a travestirsi da uomo.
Intorno al mondo di Lady Oscar esiste anche un recital proposto dalla compagnia del Takarazuka, formata da ragazze che sostengono tutti i ruoli, che fu scelto tra gli spettacoli di festeggiamento in Francia per il bicentenario della Rivoluzione e poi c'è anche un dimenticabile film del 1978, diretto da Jacques Demy senza ispirazione, e non sarebbe male se qualcuno pensasse ad un remake cinematografico.

Lady Oscar o Versailles no Bara è tante cose: un romanzo storico sentimentale, una drammatica storia d'amore, un manifesto protofemminista e un dramma romantico. A distanza di anni, il personaggio che ovviamente resta più nell'immaginario è proprio la protagonista Oscar, a metà strada tra androginìa e femminilità. Oscar vive le sue storie d'amore platoniche o non con uomini (il favorito di Maria Antonietta Fersen e il suo scudiero André, protagonista con lei di due delle scene più hard degli anime dell'epoca, rimaste nell'immaginario dei fan come ha confessato lo scrittore Antonio Scutari), è diventata anche un'icona gay e ha saputo far appassionare tantissime persone alla storia di Francia, tant'è che Riyoko Ikeda è stata insignita un paio d'anni fa della Legion d'Onore in Francia perché ha contribuito a far amare la storia francese e i suoi protagonisti.
Oscar si inserisce inoltre come figura nella tradizione di donne guerriere dell'animazione giapponese, dove, a far quasi da contraltare ad una cultura in cui l'altra metà del cielo è relegata in luoghi di impiegata decorativa e poi casalinga (disperata) a tempo pieno, nei fumetti e nei cartoni animati le ragazze sono protagoniste della loro vita e spesso combattono, come si vedeva già in alcuni cartoni animati robottici, a cominciare da Ufo robot Goldrake, dove la timida Venusia diventava intrepida combattente al fianco dell'eroe di turno per difendere la Terra dagli alieni di Vega.
Per vedere ragazze simili ad Oscar e socie nei comics americani, nel cinema occidentale e nei telefilm abbiamo dovuto aspettare gli anni Novanta, con le varie Emma Frost, Witchblade, Xena, Buffy, Scully. L'archetipo della donna guerriera risale all'antichità classica in Occidente, ha trovato in Giovanna d'Arco e nelle piratesse settecentesche Anne Bonny e Mary Read esempi emblematici e tragici, ma in realtà le tradizioni sia occidentali che orientali sono piene di leggende a cui fanno riscontro verità di giovani donne che hanno scelto di nascondere il loro sesso per vivere una vita di lotte o comunque più interessante di quella entro gli schemi di moglie, concubina o monaca che veniva loro proposta, l'ultima di questa lunga serie è Giovanna, protagonista del film appena uscito La papessa, ispirato ad una storia vera, che getta la luce su un fenomeno che era diffuso più di quanto la Storia ufficiale ci ha raccontato.
Lady Oscar continua ad essere oggi amata e citata nell'immaginario non solo nipponico: a lei si sono ispirati molti cantanti del filone J-rock, ragazzi che si travestono da donna guerriera alla Oscar settecentesca, come il complesso La Reine e il cantante Yoshiki, a lei si ispira molto dell'immaginario delle Gothic Lolita, fanciulle in costume ottocentesco in giro per fiere e strade, con lei fa i conti ogni storia ambientata nel Settecento francese, dai romanzi storici al film di Sofia Coppola su Maria Antonietta.
Tra amore e morte, tra femminismo e omosessualità, tra romanticismo e storia, tra romanzesco alla Dumas e mitologia: ogni fan ha saputo trovare in Oscar qualcosa da amare, tra duelli, sentimenti, eventi, fatti, a dimostrare che non ci sono mezzi privilegiati per raccontare una storia interessante e valida, dimostranto le potenzialità di un genere soltanto recentemente rivalutato come l'animazione giapponese.

Elena


La mitica sigla del cartone animato...



VI RICORDATE LA STORIA?

La storia di LADY OSCAR narra le vicende di Oscar Francois de Jarjayes ultima di cinque figlie del Generale Jarjayes che, volendo un erede maschio, decide che quest'ultima figlia che chiamerà Oscar, un nome maschile, crescerà come un maschio per poi da adulta intraprendere la carriera militare.
Giovanissima diventa Capitano delle Guardie a Versailles e da qui incomincia a entrare negli ambienti aristocratici di cui Oscar fa già parte ma che non ha mai frequentato perché impegnata a studiare nella sua casa nella provincia parigina.
Soprattutto Oscar deve assolvere il delicato compito di proteggere la futura Regina di Francia, Maria Antonietta d'Austria con la quale stringerà un'amicizia affettuosa.
Oscar è sempre seguita dall'amico attendente Andrè Grandier, con il quale è cresciuta per volere del padre che voleva accanto ad Oscar qualcuno che la proteggesse sempre.
Andrè da sempre segretamente innamorato di Oscar avrà una parte fondamentale in tutta la vita e quindi nelle vicende di Oscar che si intrecceranno drammaticamente, utilizzando la storia come pretesto per intramare tra loro vite, passioni, drammi e morte.
La storia di Oscar si incontrerà con quelle di Maria Antonietta e del suo amore per il Conte Hans Axel di Fersen, suo amante, del quale Oscar si invaghirà. Storie che finiranno male: Maria Antonietta morta decapitata e Fersen ucciso in un agguato nel suo paese.
Si intreccerà con le vicende di Rosalie che Oscar ospiterà nella sua casa e con la sorella di questa, Jeanne Balau, una nobile che cercherà di entrare alla corte di Versailles tentando, anche in accordo con il Cardinale Richelieu, di screditare la Regina Maria Antonietta e che morirà, facendo esplodere il castello in cui si rifugiava insieme al marito braccata dalle guardie reali capitanate da Oscar. Con quella di Girodel che chiederà in sposa Oscar ma verrà rifiutato.
Andrè dopo aver sempre nascosto il suo amore per Oscar lo dichiarerà in maniera violenta (scena censurata già nella seconda edizione del cartone animato) quando ancora Oscar era innamoratissima di Fersen partito per la guerra e che causerà tra i due una profonda frattura tanto che Oscar decide che da lì in poi le loro strade dovranno separarsi. Sarà la caparbietà di Andrè che la seguirà con discrezione ovunque a far comprendere ad Oscar il suo amore.
Infatti Oscar solo molto più avanti nella storia dichiarerà ad Andrè di amarlo, forse di averlo sempre amato e con la loro unione la storia si avvierà al suo epilogo, purtroppo tragico. Essi infatti moriranno di lì a poco coinvolti nel turbine della Rivoluzione : Andrè sarà colpito da una pallottola vagante il 13 luglio, mentre Oscar cadrà durante i tumulti dell'assalto alla Bastiglia ( 14 luglio 1789).

Nel manga ci sono scene che nell'anime sono state omesse, insieme alle scene che in Italia sono state censurate, perchè il manga è un tipo di pubblicazione rivolta a un pubblico più maturo. Ad esempio.
Nel manga Oscar ed Andrè hanno un rapporto sessuale a letto (vedi qui sotto) mentre nell'anime sarà in mezzo al bosco.



LADY OSCAR fu trasmesso per la prima volta in Italia su Italia1 il 10 ottobre 1979 e durò fino al 3 settembre 1980, diviso in 41 episodi. L'anime originale fu in parte adattato e censurato per permettere la visione ai più piccoli. La scena di sesso fra Oscar e Andrè (per altro molto casta) fu trasmessa infatti solo nella prima edizione e successivamente tolta.Anche le successive repliche ottennero sempre vasto favore di pubblico. L'ultima replica fu nel 2002.

Per chi avesse voglia di rivederlo, la De Agostini propone tutti gli episodi di Lady Oscar in 5 DVD (9,90 euro ciascuno). Vedi QUI il sito dedicato.

*Fonti: Wikipedia e fuoripsazio.it

LADY OSCAR E ANDRE'...




Nonostante il finale tragico, che ha comunque il suo perchè, la storia di LADY OSCAR è ricca di colpi di scena e di romanticismo ed è uno splendido connubbio fra fiction e storia reale della Francia pre rivoluzionaria Sei anche tu fra le fan? Lascia un commento.

26 commenti:

  1. quanti ricordi. era uno dei miei cartoni preferiti

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  2. Concordo con Weirde, peccato per il finale, dato che nella storia della rivoluzione francese Oscar e Andrè erano personaggi di fantasia potevano fare il lieto fine..sigh.. ciao a tutti

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    1. Il lieto fine non avrebbe avuto alcun senso: Oscar e Andrè facevano parte dell'antico mondo feudale e anche se alla fine l'hanno combattuto il "destino" ha riservato il futuro a chi ha avuto umili origini.

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  3. La adoro..Ho studiato la storia francese con una passione fuori misura. A scuola ero la più brava..da grande ho fatto ricerche su ricerche per poi iniziare a scrivere...dopo aver letto ogni possibile biografia su MARIA ANTONIETTA.....l'ipoteti padre di Lady Oscar è il tenete che ha aiutato i sovrani nel fallito tentativo di fuga!!

    Samanta

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    1. Eri la più brava in storia ma non andavi forte in italiano, sbaglio? xD

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  4. Penso che Lady Oscar abbia segnato l'inizio dell'amore per la storia di molte ragazze della mia generazione. E non solo per la storia, ma anche per la narrazione di trame ricche, complesse, non banali... Cartoni animati come L.O. o Candy Candy... beh, erano molto più che intrattenimento per bambini, in un certo senso erano educativi, e non solo per la Storia, ma perché ti "insegnavano" a sognare, a spronare la fantasia, a mettere in moto il cervello per seguire la trama ecc. Ancora oggi mi capita spesso, quando penso ai miei romanzi, di scoprire nei miei personaggi gli archetipi di Terence, di Rosalie, di André... insomma.... che nostalgia!!!! Peccato che non arrivino più cartoni così ricchi di sfaccettature, di chiavi di lettura, di colpi di scena, di personaggi.... veri e propri fuilleton per bimbi (e non).

    Non concordo sul giudizio riguardo al finale. E' bellissimo così. Sullo sfondo di un'epoca tanto tragica, tanto dura e inclemente, non poteva essere diverso. Soprattutto, Oscar e André appartenevano sostanzialmente all'epoca della corte di Versailles e sarebbe stato stonato "farli andare avanti" in un mondo che non era più il loro. Rosalie, cresciuta nel "popolo", infatti è l'unica che può ricostruirsi una vita...
    SylviaZ.

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    1. concordo pienamente con tè, è molto triste a tutti dispiace che Oscar muoia , dopo aver sofferto, avuto privazioni, solitudini e amarezze , (dopotutto stiamo parlando del passato di più di duecento anni fa e la sua condizione sarebbe stata proprio difficilissima e anche umiliante) ed odio un sequel però è bello pensare che oscar sta in paradiso con Andrè , me li immagino che vivono i loro momenti spensierati in un piccolo ritaglio di paradiso dove c'è la loro casa , la campagna gli alberi e lo stagno. Si addestrano con la stada, Oscar suona il pianoforte e parla e scherza con Andrè davanti al camino.

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    2. Concordo sul finale, anche se c'è da dire che non "si salva" solo Rosalie ma anche Alain de Soissons e Bernard Chatelet. La trama è più complessa della storia di Rosalie la frignona, guardati bene l'ultima puntata, per la seconda parte ci metti 10 minuti, ciao ciao.

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  5. Lady Oscar è stato uno dei primi cartoni giapponesi che ho visto per intero (ma confesso di aver visto anche tutto Candy Candy!). Mi colpiva e stupiva, perchè era chiaramente un prodotto per adulti. E difatti, ricordo le madri che parlando tra loro si raccontavano gli episodi, seguiti assieme ai figlie, e che commentavano con soddisfazione: 'Finalmente un cartone istruttivo!'. Ma anche appassionante, perchè fosse stato solo quello non sarebbe rimasto nel nostro cuore e nella nostra fantasia, assieme alla nostalgia dei tempi andati.
    Complimenti, Elena, per questo bell'articolo, anch'esso appassionante e istruttivo!
    Roberta Ciuffi

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  6. Questo è certamente il mio cartone animato preferito. Ricordo di aver pianto come una disperata per le ultime due puntate, ed ancora adesso a ripensarci mi si stringe il cuore. Lady Oscar mi ha fatto sognare mi ha avvicinato alle storie in costume dalla tenera età di dieci anni. Indimenticabile.

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  7. Bello, bellissimo!
    Il mio preferito assieme a Candy Candy...ed è un peccato che per quest'ultimo, non abbiano mai fatto la vendita di dvd in edicola come per Lady Oscar.....
    morena

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  8. E' una delle storie che amo di più. Ho visto il cartone animato, il film e ho collezionato l'intero fumetto. Penso che la mia passione per la storia francese sia nata da lì ed ecco perché spesso ambiento i miei romanzi in quel particolare periodo storico! :-)

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  9. Io adoro tuttora questo anime, a 36 anni suonati! Ho dei vhs con registrate le puntate (non tutte purtroppo), e i miei colleghi mi hanno regalato i dvd delle prime 10 puntate per il mio compleanno XD

    Ah, a Novello a vedere dal vivo la Ikeda c'ero anch'io....

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  10. Lady Oscar è un cartone mitico, indimenticabile, una storia che mi ha fatto sognare, mi ha fatto innamorare e che mi ha colpito al cuore, come anche Candy Candy. Ricordo l'ansia con cui aspettavo di vedere gli episodi, la meraviglia per la storia fantastica che mi affascinava e intrigava e per la storia reale. Il batticuore che provavo per i conte di Fersen, ma sotto sotto facevo il tifo per Andrè. Che dire di più ha segnato un'epoca!!!
    Ciao Manuela

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  11. Ringrazio tutte per i commenti di approvazione al mio articolo.
    Spero che anche le prossime cose che scriverò saranno così apprezzate.
    Riguardo a Candy, a cui mi dedicherò prossimamente, purtroppo è tutto bloccato causa lite tra le due autrici, Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi.
    C'ero anch'io a vedere Riyoko a Novello, con un piede mezzo scassato e a 41 anni abbondanti (mi hanno già definita una donna di mezza età) continuo a collezionare materiale su Oscar e a conservare reliquie di anni fa, come i mitici romanzi della Fabbri editore.

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  12. Concordo con il commento di Anna. Quanti ricordi.
    Complimenti per il post. ^_^

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  13. è un bellissimo cartone... troppo bello... e ti fa ricordare la bellissima storia della francia e della propria popolazione!!!! ciao da Ana

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  14. e' 1 storia belissima ke tutt'ora mi fa sognare. la fine benke' triste non poteva essere diversa... sarebbe stato meglio se fossero riusciti a sopravvivere e magari ad avere 1 figlio ma cosi' rimangono immortali nell'immaginario collettivo

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  15. io AMO lady oscar

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  16. la mia oscar... quanti ricordi... e quante lacrime! resterà per sempre nel mio cuore ^-^ @---)---

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  17. quanti ricordi, quanti sogni e...........lacrime! un cartone senza uguali, un mito per tutte le bambine, adolescenti degli anni '80!! rivedo gli episodi con piacere...........anche se mi piacerebbe vederlo senza censure, un manga per adulti :-)

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  18. Io lo sto seguendo ancora alla tv.. nonostante abbia dvd e manga.. e 31 anni suonati!!
    La storia è bellissima, trovo che l'anime sia più "semplice" ma con una vena più romantica. Tutte le volte che lo trasmettono non posso fare a meno di guardarlo.. e tutte le volte, quando la fine si avvicina, mi ritrovo con le lacrime agli occhi e un certo turbamento, coinvolta fino in fondo dalla storia e, soprattutto, dal personaggio di Lady Oscar (quasi fosse una persona vera). Che dire?! Grazie Riyoko per aver creato un'opera così bella!

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  19. Ragazzi/e oltre a Riyoko è stata perfetta nella realizzazione di Lady Oscar, ma vorrei portare alla Vostra attenzione un nome KOJI MAKAINO, cioè dell'autore di tutte le colonne sonore dell'anime che, secondo me è un capolavoro anche per questo! Le musiche mettono i brividi!
    Gianni

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    1. Per gli anni 70/80 assolutamente sì, però sono molto ripetitive, inutile negarlo. Esempio spicciolo: la solita canzone che suona l'orchestra per i balli o i galà... ma che cavolo? Per fare una buona canzone un artista di quel calibro non ci mette più di una settimana, evidentemente la produzione avrà avuto paura di sganciare ulteriormente.

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  20. Io ho rivisto da poco tutte le puntate di Lady Oscar. Anke se ho perso alcuni pezzi perché su internet non davano tutto, è stato emozionante ho pianto ho pianto tantissimo.. è vero che con la morte di Oscar e André finiva diciamo così un epoca, ma io avrei comunque preferito vedere un po dell'agoniata felicità tra i due innamorati, erano sempre in missione a dare la vita per la regina.. la cosa che mi ha stupito di più adesso che aono grande è stato il coraggio e la saggezza di una ragazza che tentava di essere accettata non per il suo titolo ma per qll che valeva davvero... cmq è stato un cartone animato molto molto costruttivo seppure i 2 personaggi ( però Jarjayes era un personaggio davvero esistito che ha aiutato Maria Antonietta) sono morti.. Bellooo

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  21. Io so di una persona che aveva fatto un sequel a parte, lo avevano anche publicato, peccato che me lo sia fatto sfuggire. Non era la scrittrice originale ma era fedelmente disegnato bene.

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