INTERVISTA A DAMON SUEDE AUTORE DI 'TESTA CALDA' - di Regin La Radiosa


*La versione originale, in inglese, di quest'intervista la potete trovare qui.*
*You can read this interview in English HERE*

REGIN: Ciao Damon, grazie per avermi concesso del tempo! Sei uno dei miei autori preferiti in assoluto e “Testa calda” mi è entrato nel cuore! Ringrazio la Dreamspinner Press Italia per averlo tradotto! Ho letto che hai fatto tantissimi lavori e hai girato il mondo. Sei sempre stato interessato alla scrittura? E’ una tua passione?”
Damon Suede
DAMON: Scrivo sceneggiature per vivere: cinema e teatro per lo più, sebbene abbia fatto un po’ di TV (per i miei peccati). Scrivo dall’adolescenza e racconto storie da quando sono in grado di parlare. E 'molto di quello che sono e quello che amo. :) Emily Dickinson ha scritto una poesia a cui penso sempre quando la gente mi chiede perché la scrittura è così importante per me:"Gli oli vitali - si spremono -l'essenza della rosanon è cavata dal sole - unicamente -essa è dono del torchio -"(Traduzione di Massimo Bacigalupo)
Credo che la scrittura sia un "dono del torchio". In realtà, qualsiasi forma d'arte cerca di spremere la bellezza, la forza e il significato dal folle, brutto e bizzarro mondo che ci circonda, soprattutto nei momenti in cui il senso e la bellezza sono difficili da trovare. L'arte ci permette di condividere l'uno con l'altro quegli istanti unici ed è per questo che faccio lo scrittore. Spremo tutto ciò che posso da ogni attimo che vivo. E il Romance (in particolare) è stata una sorta di "laguna esotica" per la mia Musa! Posso giocare e sognare e prendermi in giro senza sentirmi giudicato.
REGIN: " Com'è nata l'idea del tuo primo romanzo?"
DAMON: Ah! Domanda difficile. Per amore della semplicità mi focalizzo sul romance. Il mio primo romanzo, “Testa calda”, è stato ispirato da una storia vera che non riuscivo a togliermi dalla testa.
Tra i miei amici più cari c'è un'impetuosa e simpatica signora che per sette anni ha intrecciato relazioni con affascinanti - e sposati - vigili del fuoco.
Erano tutti rapporti in 'stile Puccini': urla e sangue e grandi mazzi di rose a stelo lungo. In questi anni, ho passato un sacco di tempo ad ascoltare storie di Vigili del Fuoco sexy e depressi e irrimediabilmente dipendenti dal pericolo e dalla sofferenza, anche la propria.  
Una notte, sto bevendo del whisky con questo gigantesco pompiere con le braccia piene di cicatrici (e due ex-mogli), raccontando stupide storie di sesso nel tentativo di disgustarci a vicenda. È tardi e il mio amico ha sonno. E' un po' ubriaco, e mi dice che sono piuttosto carino per essere un ragazzo gay e in generale molto sensibile e trendy. Più o meno a metà della bottiglia di whisky, tace per qualche istante... Immagino che sia stanco e ubriaco, e sto per suggerire di andare a dormire, quando dice: "Mi sono innamorato di un tipo, una volta." Rimango in silenzio e mi spiega di essersi preso una cotta per il suo migliore amico che lavorava per un'altra caserma di pompieri. Nessuno di loro due era gay. A letto condividevano le ragazze e si conoscevano fin dalle superiori. Nell'estate del 2001 litigarono per una cosa a tre in cui questo tizio si era comportato in modo 'strano' ma non riuscì a confessare al suo amico che la stranezza fosse l’amore. E poi il World Trade Center è crollato e il suo migliore amico è morto nelle torri. Erano corsi entrambi a sud di Manhattan per portare aiuto, ma soltanto quest'uomo ne è uscito vivo. 
Attacco alle Torri Gemelle  l'11/9/01
Finché vivrò, non dimenticherò mai l'agonia sul suo volto, il dolore e la delusione si portava ancora dentro e il grande amore per il suo amico morto - un amore senza speranza. Tanta sopportazione, tanta sofferenza, e questo segreto impossibile, soffocante, che non ha mai potuto condividere con nessuno...tranne che con un tizio che conosceva appena, perché sperava che avrebbe capito. E io l'ho capito, davvero. “Testa calda” è nato dalla tragedia e dal desiderio che ho visto quella notte. L'ho scritto per tirare fuori il suo amico dalle Torri Gemelle, vivo, e per dare a quei due pompieri il loro lieto fine, come avrebbe dovuto essere.
REGIN: "In che modo i fatti dell 11 settembre hanno influenzato la tua storia? Pensi che raccontare quell'evento ti abbia in quelche modo aiutato a superare la tragedia?"
DAMON: Assolutamente. Sono un newyorkese e ho visto gli attacchi da vicino, quindi non ho potuto ignorare l'orrore perché i miei eroi sono due vigili del fuoco. In un certo senso l'intero romanzo è una lettera d'amore per il coraggio di New York e per il modo in cui la città è sopravvissuta ed è cresciuta di fronte alla tragedia. Tante supposizioni e abitudini sono state distrutte assieme al World Trade Center. Quell'evento ci ha cambiati e “Testa calda” riflette un sacco di esperienze che ho vissuto e di cui sono stato testimone. Ho anche fatto un sacco di ricerche sugli attacchi e le loro conseguenze, e ho scoperto cose di cui non sapevo nulla. Quindi, in un certo senso “Testa calda” mi ha anche fatto elaborare la tragedia in maniera più completa. Ho visitato ospedali e caserme di pompieri, camminato nel quartiere intorno a Ground Zero, intervistato pompieri e poliziotti, e trascorso un sacco di tempo nei locali del FDNY (Dipartimento Vigili del Fuoco di New York) ascoltando aneddoti personali. Grazie al mio amico che ha frequentato tanti pompieri, ho conosciuto un sacco di ragazzi di stanza 
al Pit e anche poliziotti, perché il mio ragazzo ha lavorato sulla scena del crimine come agente federale.
REGIN: "C'è una parte di te stesso in Dante e Griff?"
DAMON: Sì e no. Penso che ci sia una parte di me in tutti i miei personaggi. I frammenti della mia vita sono sempre presenti nelle figure che creo. Quando leggo un libro, voglio che ogni storia mi stupisca e mi coinvolga. Voglio sentire di avere passato del tempo con dei veri esseri umani. Quindi tendo a strutturare i miei personaggi con quest’obbiettivo in mente, lasciando che si rivelino da soli, lentamente e profondamente. Hitchcock ha detto una volta che il film è "la vita con le parti noiose tagliate." E penso che sia vero anche per la narrativa. Tutti abbiamo degli elementi eroici e drammatici dentro di noi... e la scrittura ci permette di guardare l'incredibile potenziale di ogni persona. Quando posso, cerco sempre di trovare quei dettagli. E' una specie di gioco. Anche se sto facendo qualcosa di incredibilmente banale, cerco l'esile filo del melodramma operistico che lo rende favoloso e affascinante. Quei fili emozionanti sono poi intrecciati nelle storie. Storie che dovrebbero trasformare i personaggi e i lettori. Così sfrutto la mia vita e quella di tutti coloro che mi circondano... in cerca dei dettagli alchemici, sia potenziali che cinetici.
C'è un po' di me stesso nel personaggio di Griff, così come nei personaggi di Dante, Nicole, Loretta, Tommy e Alek ... Tutti conservano una parte di me, eppure nessuno di loro è me, se
capisci cosa intendo. Anche se non descrivo esattamente le mie bravate quotidiane, i miei scritti riflettono la mia personalità e la mie prospettiva. Come potrebbe non essere così? Tutta l'arte riflette il punto di vista del creatore. I miei desideri e i miei interessi ed esperienze filtrano attraverso tutto ciò che scrivo.
REGIN:“Sono personaggi di fantasia o davvero esistono pompieri così?”
DAMON: Alcune delle mie lettere preferite dei fan vengono proprio dai vigili del fuoco! All'inizio non lo sapevo, ma molti dei primi soccorritori (vigili del fuoco, paramedici, poliziotti) si sono passati “Testa calda” perché pensavano che fosse una storia davvero autentica. Nella prima lettera che ho ricevuto da uno di loro, il mittente ha insistito dicendomi che dovevo per forza essere un vigile del fuoco anch'io, altrimenti come avrei potuto conoscere quei dettagli? E poi, stranamente, anche i pompieri etero sono diventati miei fan, soprattutto attraverso le loro fidanzate. Le signore leggono il libro, lo amano, e i fidanzati si incuriosiscono e così si crea il passaparola. E’ una cosa pazzesca e bellissima! “Testa calda” è letto dai pompieri in tutti gli Stati Uniti.
REGIN:“Sono affascinata dal tuo modo di rendere così reali i personaggi, così veri e profondi. Da amica di diversi scrittori emergenti, che consiglio daresti loro?”
DAMON: La specificità è il seme segreto di ogni grande opera di scrittura. Essere generici e usare i luoghi comuni è la MORTE. Bisogna prestare attenzione al mondo intero alimentando l’immaginazione con grande arte, grandi emozioni, grandi amici e bei posti. Buttare via il televisore. Le cose di noi che irritano le persone sono spesso le cose che gli altri ammirano: è una spada a doppio taglio. Bisogna conoscersi bene e mettere se stessi nella pagina.
Abbastanza buono, non esiste. Bisogna sfidare se stessi ogni giorno, e sfidare i tuoi limiti con ogni nuovo progetto. Se si scrive per soldi o per l’attenzione, si è infelici, perché sono le ricompense più misere nella vita di uno scrittore. Bisogna scrivere di ciò che interessa, perché interessi ancora di più. Leggere libri che diano un calcio in culo e cercare di imparare da loro. Avere grandi occhi, la pelle dura e un cuore pieno. Sorridere. Ascoltare. Scoprire come strutturare le storie e cosa mantiene viva l’attenzione del lettore. Avere qualcosa da dire, e poi dirlo nel modo migliore possibile. Migliorare ogni volta.
Si deve scrivere ogni giorno. Entrare nella routine quotidiana dell’articolazione. E’ una dote difficile da coltivare e si affina solo con l’esercizio e la diligenza. E ricordate: digitare su una tastiera non significa scrivere. Ho scritto a livello professionale per oltre 25 anni e il miglior consiglio che chiunque mi abbia mai dato è stato quello di sedermi e mettere le parole sulla pagina, in qualsiasi circostanza, ogni giorno, senza eccezioni. È la cosa più semplice e la più difficile e vi aiuterà più di qualsiasi altro suggerimento io possa darvi. Non bisogna giustificarsi o concedersi tregua quando si tratta di articolare le cose.
REGIN:“Che effetto ti fa sapere di avere un pubblico così vasto e vario? E’ emozionante?”
DAMON: Sì! L'incredibile entusiasmo con cui sono stati accolti i miei libri ha letteralmente trasformato la mia vita. Ho fatto il regista e l'autore di teatro negli ultimi 20 anni e la narrativa è arrivata per gioco. La passione e la fantasia dei miei fan hanno cambiato l’obiettivo di tutta la mia
carriera. Adesso scrivere storie d'amore e costruire questi libri è diventata una parte importante del mio stile di vita e sono infinitamente grato per la possibilità di raccontare queste storie.
Ricevere i commenti dei fan è stata una delle più grandi benedizioni della narrativa. Dopo decenni di lavoro nel cinema, dove gli scrittori sono quasi invisibili, l'opportunità di discutere temi e personaggi con bibliofili appassionati solleva il morale e mi dà lo stimolo a impegnarmi. L’incontro con i lettori è decisamente la parte preferita del mio lavoro di scrittore di romanzi... è per questo che vado a tante convention sulla narrativa di genere.
Il mio nuovo libro (“Bad Idea”, uscirà il prossimo ottobre) è ispirato a un aneddoto causale di due fan intorno a un tavolo, durante una cena. Mi piace questa cosa! Le storie riguardano innanzitutto la comunicazione, il potere della mente che si incontrano da luoghi lontanissimi. Ehi, guarda me e te! Siamo in due continenti diversi, eppure insieme. L’E-publishing ha cambiato il corso della storia della letteratura, e questo è solo l'inizio. Stiamo cambiando il mondo e le storie che vengono raccontate. Più la scrittura è fresca, potente, in grado di trovare alloggio presso i lettori più esigenti, più ogni genere cresce e fiorisce.
REGIN: “Ho visto su Facebook che hai scritto una nuova novella paranormal. Puoi dirmi qualcosa a riguardo? Come mai questo nuovo genere?”
DAMON: “Horn Gate” parla di un incubo, un demone sessuale di nome Scratch che sarà liberato dalla prigionia da un tranquillo bibliotecario che finisce per scoprire una segreta cospirazione magica nascosta nelle ombre di New York. E' molto simile a un fumetto occulto (à la Promethea, Vampirella, o Hellblazer) e il primo di una serie paranormale che ho programmato sulle avventure di Scratch. In realtà, ho un nuovo romanzo contemporaneo in uscita in autunno, “Bad Idea": parla di un disegnatore di fumetti che si innamora di un makeup artist dei mostri nei film. “Horn Gate” è stato "scritto" dal personaggio principale, quindi è in realtà una storia nella storia che i due amanti creano in collaborazione. Così “Horn Gate” è in realtà il fumetto creato durante “Bad Idea” dall'eroe, che gli permette di esplorare i suoi sentimenti per il suo fidanzato "ad effetti speciali" in termini paranormali.
Certo, so che qualcuno legge solo il genere paranormal oppure soltanto il genere contemporaneo, quindi si possono leggere separatamente, ma per chi vuole leggere sia paranormale che contemporaneo, ci sono delle tematiche che risuonano e si incrociano in modo molto interessante, tra il "fumetto" di “Horn Gate” e i creatori in “Bad Idea”.
Ho scelto il tema del paranormale perché l'artista del mio fumetto amava i graphic novel dell'occulto, nei quali trovava un rifugio per riflettere sulle sue ansie e sulle sue speranze per la relazione che stava nascendo...con un uomo che lavorava nel mondo dei mostri del cinema. Credo che il paranormale consenta agli autori di esasperare i conflitti e i dilemmi esterni, altrimenti destinati a restare sepolti nelle farneticazioni psicologiche. E dal momento che i protagonisti di “Bad Idea” hanno dei problemi di comunicazione, “Horn Gate” (come il fumetto su cui collaborano) consente loro di essere più onesti e coraggiosi di quanto non sarebbero altrimenti.
REGIN:“Hai mai pensato di fare un film tratto da “Testa calda”? Non amo molto i film tratti dai libri ma penso che un film su Dante e Griff sarebbe meraviglioso!"
DAMON: Ho avuto tre studio che mi hanno chiesto i diritti per “Testa calda”. E (dato che conosco il mondo del cinema), non credo se ne farà niente, a causa dei costi delle scene d'azione. Bruciare un grande edificio è troppo costoso per qualsiasi società cinematografica che pure fosse disposta a considerare la storia d'amore di un pompiere gay. Ironicamente, quando ho scritto “Testa calda” ho immaginato scene costose di proposito, perché quando scrivo una sceneggiatura NON POSSO bruciare edifici per paura di far saltare il bilancio. In un romanzo, scene d'azione non costano centinaia di milioni di dollari. Anche se mi piacerebbe vederlo e nonostante gli executive abbiano più volte contattato il mio agente e il mio avvocato, non penso che ci sia qualcuno disposto a produrre un film simile. Forse un giorno, chissà, anche se portare la scena del divano sullo schermo potrebbe farci arrestare tutti quanti in un paio di paesi!
REGIN:“Sei mai andato a lavorare su un sito porno per aiutare l’amore della tua vita? Come ti è venuta in mente quest’idea per il libro?”
DAMON: Se non avessi avuto altra scelta lo avrei fatto, ma non riesco a immaginare una situazione priva di una scelta migliore per me. Non c'è molto che non farei per amore, ma conosco abbastanza l'ambiente della pornografia per entrarci senza un profondo scetticismo. Non ho fatto questo tipo di lavoro personalmente, ma quando avevo vent'anni ho (stranamente) conosciuto diverse persone che lavoravano nell'industria del porno. E' un'attività strana, solitaria e per nulla sexy. Poiché conosco molti ragazzi che fanno questo tipo di lavoro, anche adesso, ne so abbastanza da capire quanto seducente e pericoloso quel denaro diventerebbe per qualcuno come Dante, bello e disperato. Gli elementi porno in “Testa calda” provenivano da quella familiarità e dal diffondersi del porno online negli anni 2000. Come è successo per le forze dell'ordine e di pronto intervento, il porno è sempre stato un polo di attrazione per i veterani dell'esercito. Molte persone di talento: giovani, ben fatti, volenterosi e stanchi del continuo avvicendamento. Tutti i più grandi siti porno (etero o gay) operano virtualmente nel raggio di trenta minuti da una base militare. “Testa calda” parlava di pompieri. I ragazzi del FDNY che conosco consumano grandi quantità di porno, amore porno, discussioni porno .... e scherzano sull'argomento. Pochissimi di loro sopravvivono con i loro salari, quindi hanno tutti un lavoro part-time come buttafuori e
muratori (come i militari, in realtà). Inoltre, come i militari, i vigili del fuoco hanno un debole per i ragazzi sexy/sottopagati/spavaldi/senza pudore. Il porno è la conseguenza logica.  Sapevo anche di un pompiere del FDNY, Michael Biserta , e del suo enorme (a quanto si diceva) pene che lo mise nei guai: il calendario annuale del FDNY fu chiuso quando comparve in un video/scandalo pornografico. Per qualche ragione l'evento fu vissuto come una "vergogna" per l'intera comunità dei pompieri. Bizzarro. In ogni modo, tutti questi particolari confluirono nella creazione di HotHead.com ... un sito porno di New York che paga gli uomini in uniforme per spogliarsi: vigili del fuoco, poliziotti, paramedici. E quale pompiere rischierebbe una simile esposizione? Dante, il più "hot" tra le teste calde.
REGIN:“Dopo aver scritto “Testa calda”, capita anche a te di non guardare i pompieri più allo stesso modo?”
DAMON: Assolutamente. Capisco meglio il lavoro, i suoi aspetti positivi e negativi. Sono maledettamente eroici, ma anche pazzi. Da un lato sono trattati come dei semi-dèi, dall'altro sono pagati e respinti come dei bidelli. E' un ecosistema molto strano. Il lavoro al FDNY è ampiamente
ereditario, quindi esistono intere famiglie che firmano per rischiare la vita, perché i genitori e i fratelli se lo aspettano.  Penso che “Testa calda” mi abbia aiutato a empatizzare con loro in un modo specifico. Sono intrappolati, ma la pressione sociale, la mutevole moralità e la persistenza delle catastrofi li àncorano al passato. Sono gli ultimi "cavalieri bianchi", simili ai guerrieri medievali. Grandi, forti, impavidi, tormentati. E questo è di per sé fortemente romantico. Allo stesso tempo, però, sono anacronistici, hanno pregiudizi e non stanno al passo con i tempi, cosa che li allontana dalle comunità in cui lavorano. Il FDNY sta migliorando, ma a un ritmo lentissimo. Più che altro vedo il cambiamento che è avvenuto e il cambiamento che ancora deve accadere. Io rispetto il coraggio e mi congratulo con chiunque nel sistema sia disposto a lottare per l'uguaglianza. QUELLO è eroico!
REGIN: “Scrivi quando ti capita seguendo l’ispirazione del momento o ti dedichi del tempo apposito?”

DAMON: Vedi sopra! Scrivo tutti i giorni, a volte perfino 18 ore al giorno. L'ispirazione è una cosa meravigliosa, ma se arriva quando sto camminando per strada o sono seduto al parco, non è così facile precipitarmi al computer o al notebook per fissare le idee. Preferirei mille volte avere gli strumenti a portata di mano per raccontare la storia. E insegnando alla mia Musa che gli strumenti sono a disposizione ogni giorno solo a certi orari, ho scoperto che l'ispirazione tende ad arrivare molto più spesso quando sono al computer... Certo, ancora ho i momenti di illuminazione sotto la doccia, ma in misura minore che se me ne andassi in giro a "catturare" l'ispirazione come una farfalla impazzita. Il fatto è che le idee escono come le gocce di sudore e faccio il possibile per fissarle e poi passare a una nuova fonte di ispirazione. Non ho mai capito come la gente possa dire di essere a corto di idee, perché il mondo è gonfio di personaggi e istanti e scoperte che devono essere condivisi. Raccontare le storie, incontrare i personaggi, e produrre le parole che i lettori possano comprendere è il lavoro più bello del mondo. Sapete cosa ricordiamo delle culture più antiche? Le storie. Le storie colmano i vuoti, attraversano il tempo e lo spazio. La narrativa ci offre il contesto e l'impalcatura nel corso della nostra vita.Perciò, appena posso sono alla tastiera e cerco di mettere insieme le parole, e le parole formano le frasi che porteranno la mia mente a contatto con quella degli altri. Il rigore, la forza...sono qualità da coltivare. Le idee sono la parte più semplice. La tecnica e la diligenza necessarie a costruire qualcosa sulla base delle idee sono più rare e conquistate con più fatica. Perciò, sì, amo l'ispirazione, ma scrivo ogni giorno senza eccezioni e spero che l'ispirazione arrivi quando sono seduto davanti al computer!
REGIN:“Pensi che scriverai un seguito?”

DAMON: In realtà questa è una domanda che mi fanno moltissime persone ogni giorno. Vi assicuro che il sequel di “Testa calda” sarà scritto ... Il titolo è “Testa dura”, ed è la storia di Tommy. In verità è già stato scritto, fin troppo. Nel 2012, ho prodotto 258 mila parole ma non hanno né la struttura né il ritmo corretti, quindi non sono affatto pubblicabili. Tommy era un personaggio insidioso da trattare, così buio e tormentato, ed è stata una vera sfida dal punto di vista creativo. Sono letteralmente impazzito sulla sua personalità e sul suo percorso. La sua storia mi ha ossessionato e mi ha torturato perché voglio scriverla bene ed è risultato così difficile... come catturare una lucciola in un barattolo. Ho dovuto mettere da parte lui (e “Testa Dura”) per conservare la mia sanità mentale! Lo concluderò, ma sto cercando di essere ragionevole e di lasciare che il libro maturi con i suoi tempi. Ho trascorso tutto il 2012 nel tentativo di finirlo e a stento ne sono uscito vivo! Non scherzo: ho smesso di mangiare e di dormire per diversi mesi perché ero troppo legato ai personaggi e alla sfida di trasferirli sulla pagina in modo da rendere onore al mondo e raccontare la loro storia in modo completo.La parte oscura di Tommy e la sua tendenza all'autodistruzione sono state dure per me, perché volevo aiutarlo a trovare la sua redenzione e lui ha combattuto per renderla impossibile. Amo troppo questi personaggi per scrivere questo romanzo nel modo sbagliato. Griff e Dante sono una parte importante della vita di Tommy, quindi torneranno a loro volta... e gli altri Hot Hookers. L'esperienza è stata davvero umiliante, lo confesso! Mi ha insegnato però che libri diversi hanno bisogno di tempi diversi per maturare. La storia di “Testa Dura” aveva bisogno di tempo per miscelarsi e spumeggiare prima che io potessi costringerla ad assumere la forma di un libro. Ma prometto di concludere il romanzo quando Tommy mi darà il permesso. Si merita un libro che racconti bene la sua storia e ho intenzione di farlo!
REGIN:  “Grazie davvero. Sono onorata di poterti annoverare tra le mie interviste, significa moltissimo per me.”
DAMON:  Grazie per le tue domande profonde e interessanti. Mi hai fatto venire voglia di rimettermi a scrivere! Grazie mille, tesoro!
 P.S. :Dovete sapere che io non ho un buon rapporto con l'inglese. In questa bellissima esperienza che è stata l'intervista a Damon, ho ricevuto un grande aiuto dalle mie amiche e, soprattutto, per quanto riguarda la traduzione delle risposte, ringrazio infinitamente Ilenia Provenzi, bravissima editor, nonchè scrittrice per Giunti Editore.Grazie a tutte, ragazze!



REGIN LA RADIOSA 



Potete trovare la  recensione a TESTA CALDA di Adele V. Castellano QUI.



EBOOK ROMANCE M/M  IN INGLESE E ITALIANO DI DAMON SUEDE




VI E' PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? CONOSCETE I LIBRI DI DAMON SUEDE? AVETE LETTO 'TESTA CALDA'? COSA VI HA COLPITO PARTICOLARMENTE DI QUEL LIBRO?


1 commento:

  1. Bella intervista davvero!
    Tra l’altro sono totalmente d’accordo quando dice “Non ho mai capito come la gente possa dire di essere a corto di idee, perché il mondo è gonfio di personaggi e istanti e scoperte che devono essere condivisi”.

    RispondiElimina

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