LA RAGAZZA CHE HAI SPOSATO di Alafair Burke (Piemme)



QUELLO DI OGGI È UN THRILLER CON SFUMATURE ROSA EDITO DA PIEMME E FIRMATO DA ALAFAIR BURKE. DA QUESTO LIBRO AMAZON STUDIOS REALIZZERA' UN FILM, LA CUI SCENEGGIATURA SARA' SCRITTA DALLA STESSA BURKE.  IAIA L'HA LETTO PER NOI.

Autrice: Alafair Burke
Titolo originale: The Wife
Traduttrice: Rachele Salerno
Genere: Thriller
Ambientazione: New York (USA)
Pubbl. originale: Harper Collins, gennaio 2018, pp.340
Pubbl.italiana: Piemme, 13 marzo 2018, pp. 358, € 19,50
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook a €9,99

TRAMA: Le donne pensano che gli uomini siano creature fin troppo prevedibili. E se non fosse poi così vero? Quando incontra Jason Powell, Angela non immagina che il loro flirt possa diventare qualcosa di serio: gli uomini li conosce, e non si aspetta molto da questo professore di Economia della New York University, corteggiatissimo e con una brillante carriera davanti a sé. Eppure, pochi anni dopo, eccoli sposati, con un figlio da crescere. Quando però Jason viene accusato da una studentessa di averla molestata, e poco dopo un'altra donna avanza accuse simili, tutto sembra sul punto di spezzarsi e Angela è costretta a guardare da vicino la persona che ha accanto, divisa tra l'istinto di proteggere la sua famiglia, e la sensazione di essere vittima di un terribile tradimento. Divisa tra la giovane poliziotta idealista che vuole aprirle gli occhi nei confronti del marito, e l'avvocatessa di Jason determinata a portare a casa una vittoria… Eppure chi è lei per giudicare? Perché anche Angela, la moglie perfetta, ha un segreto. Un segreto che nessuna donna sposata dovrebbe nascondere al proprio marito. Un segreto che potrebbe rovinare per sempre la sua vita, e quella della sua famiglia. E che a maggior ragione non deve venir fuori adesso… 


Un giallo, di cui non mi cimento a fare una sinossi, per timore di scrivere cose che potrebbero anticipare vicende che possono togliere il suspense che un libro del genere crea.
L'ho letto molto volentieri, la trama è un po' intricata e i protagonisti, Angela e Jason, sono particolari. Non sono riuscita a inquadrarli bene. Quello che mi colpiva nella lettura era che non riuscivo a provare per Angela quella simpatia che in genere il personaggio principale dovrebbe suscitare. La stessa cosa vale anche per Jason che avrebbe dovuto rendere il personaggio un po' antipatico e invece è stato, per me, un povero diavolo. Un personaggio che mi è piaciuto molto è Corinne Duncan, la poliziotta che si dà da fare per risolvere l'ingarbugliata matassa.
Il finale non mi ha soddisfatto quasi per niente. Mi sono rimasti interrogativi e alcune risposte ricevute hanno creato ulteriori domande, quindi a causa di ciò non posso annoverare questo thriller tra quelli che preferisco. Se il mio punteggio è così così è dovuto alle spiegazioni mancate.









COME INIZIA IL ROMANZO...
È bastato un istante per trasformarmi davvero nella donna che tutti pensavano che fossi fin dall’inizio: la moglie che dice bugie per proteggere suo marito.
Quando bussarono alla porta d’ingresso, lo sentii appena. Avevo rimosso il battente d’ottone dodici giorni prima, nella vana speranza di scoraggiare l’ennesimo giornalista dal presentarsi a casa nostra senza preavviso. Quando capii che c’era qualcuno alla porta mi alzai dal letto e schiacciai il tasto “mute” sul telecomando.Lottando contro l’istinto che mi suggeriva di non fare proprio nulla, mi costrinsi a sbirciare fuori dalla finestra. Scostai leggermente la tenda, strizzando gli occhi contro la luce pomeridiana.Intravidi una corta capigliatura nera, e una figura in piedi sui gradini dell’ingresso. La Chevrolet Impala parcheggiata davanti all’idrante dall’altro lato della strada aveva tutta l’aria di essere un’auto civetta. Era la stessa detective, di nuovo. Avevo ancora il suo biglietto da visita nascosto nella borsa, dove sapevo che Jason non lo avrebbe trovato. Continuò a bussare e io continuai a guardarla bussare, finché non si sedette per terra e iniziò a leggere il mio giornale.
Mi gettai una felpa sui pantaloni del pigiama e mi avviai verso l’ingresso.
«L’ho svegliata?» Mi stava giudicando, era ovvio. «Sono le tre del pomeriggio.»
Avrei voluto risponderle che non dovevo giustificarmi se avevo voglia di poltrire a casa mia. Invece mi ritrovai a farfugliare di avere un’emicrania. Bugia numero uno. Piccola, ma pur sempre una bugia.
«Dovrebbe provare con aceto e miele. Funziona sempre.»
«Forse preferisco il mal di testa. Se vuole parlare con Jason può chiamare il nostro avvocato.»
«Gliel’ho già detto, Olivia Randall non è il suo avvocato. È l’avvocato del signor Powell.»
Tentai di chiudere la porta, ma la detective riuscì a infilare un braccio. «Il processo di suo marito sarà anche stato sospeso, ma io posso ancora portare avanti le indagini, soprattutto se ci sono nuovi capi di imputazione.»
Avrei dovuto sbatterle la porta in faccia, ma era riuscita ad attirare la mia attenzione con la minaccia dialtre granate in arrivo. E preferivo affrontarle subito invece di aspettare che mi colpissero alle spalle.«Cos’altro può esserci adesso?»
«Devo sapere dove si trovava suo marito ieri sera.»
Tra tutte le notti possibili, perché proprio quella? Avrei potuto dare una risposta sincera per qualunque altro giorno dei nostri sei anni di matrimonio.
Sapevo già dall’avvocato di Jason che quel genere di informazioni non era coperto dal segreto coniugale. Potevano trascinarmi davanti a un gran giurì e usare la mia reticenza nel rispondere come prova del fatto che stessi nascondendo qualcosa. E dire che la domanda della poliziotta, in fondo, era piuttosto semplice: dove si trovava mio marito la sera prima?
«Era qui con me.» Erano passati dodici anni dall’ultima volta in cui un agente di polizia mi aveva rivolto una domanda diretta, ma il mio primo istinto era ancora quello di mentire.
«Per tutto il tempo?»
«Sì, un nostro amico ci ha portato abbastanza cibo da permetterci di non uscire di casa. Di questi tempi non è molto divertente farsi vedere in giro.»
«Quale amico?»
«Colin Harris. Ha ordinato da asporto da Gotham, se vuole può chiamare il ristorante.»
«Qualcun altro può confermare che suo marito si trovava con lei?»
«Mio figlio, Spencer. Ha chiamato dal campo estivo intorno alle sette e mezza e ha parlato con entrambi.» Le parole continuavano a sfuggirmi di bocca, ogni frase resa necessaria dalla precedente. «Se non mi crede, può controllare i tabulati telefonici.
Adesso, per favore, mi dica di cosa si tratta.»
«Kerry Lynch è scomparsa.»
Messe l’una dopo l’altra, quelle parole suonavano quasi comiche. Kerry Lynch è scomparsa. La donna all’origine di tutti i nostri guai era sparita di punto in bianco, come un calzino nella lavatrice.Ma certo, era ovvio che si trattava di lei: da due settimane la nostra vita non ruotava che attorno a quella donna. Le mie labbra continuarono a muoversi. Dissi alla detective che avevamo guardato La La Land in streaming prima di addormentarci, anche se in realtà lo avevo visto da sola. Un fiume in piena di dettagli che mi scappavano di bocca.
Decisi di passare al contrattacco. Puntualizzai di ritenermi offesa che la polizia fosse venuta direttamente alla nostra porta, quando Kerry poteva essere ovunque.
Anche se i miei pensieri si rincorrevano come impazziti, suggerii persino alla detective, con aria indignata, di entrare in casa e dare pure un’occhiata in giro. Cercai di farmi forza pensando che Jason non avrebbe avuto difficoltà a rispondere a eventuali domande sul film. In fondo, lo aveva guardato in aereo durante il suo ultimo volo di ritorno da Londra. E se invece avessero chiesto a Spencer della telefonata?
Com’era prevedibile, la detective rimase impassibile davanti alla mia esasperazione. «Quanto pensa di conoscere davvero suo marito, Angela?»
«So che è innocente.»
«Lei è più di una semplice testimone. Lo sta coprendo, e se diventa sua complice io non potrò più aiutarla. Non lasci che Jason trascini lei e Spencer nel baratro.»
Aspettai che l’Impala si fosse allontanata prima di prendere il cellulare. Quando finalmente chiamai l’ufficio di Jason, lui era impegnato in una riunione, ma me lo passarono subito. La sera prima gli avevo detto che preferivo non parlargli finché non avessi preso alcune decisioni. «Sono contento che tu abbia chiamato.»Era bastata una sola stupida conversazione per farmi aderire perfettamente allo stereotipo. Adesso ero una complice. C’ero dentro fino al collo.
«Jason, Kerry Lynch è scomparsa. Per favore, dimmi che non l’hai fatto per me.»
****
ALTRE PUBBLICAZIONI DI ALAFAIR BURKE 
IN ITALIANO 

Quando Olivia Randall, avvocato newyorchese, viene svegliata da una telefonata, non ha idea di chi sia la ragazzina che, dall'altro lato della cornetta, la implora di aiutarla. Ma basta un nome a farle capire. Jack Harris. Il famoso scrittore, padre della ragazzina, accusato di omicidio e ora in cella, in attesa di processo. Jack Harris è un nome che dice troppe cose a Olivia: perché Jack e Olivia hanno un passato. Un vecchio amore finito male vent'anni prima. Un amore di cui lei porta ancora dentro i segni e forse la colpa di aver lasciato che le cose andassero come sono andate. Di fronte alla richiesta della figlia di Jack, Olivia sa che non ha altra scelta. Aiuterà Jack. A costo di lasciare che lui dia sfogo a una vendetta tenuta a bada per tutti questi anni. Jack non ha un alibi, non ha testimoni, e non ha un motivo plausibile per essere dov'era quando qualcuno ha fatto fuoco nel parco, ammazzando tre persone. E ben presto Olivia sarà costretta a chiedersi se Jack sia davvero innocente, e non la stia manipolando...  Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino…
In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE
Alafair Burke, americana, classe 1968, è autrice de La ragazza nel parco, bestseller pubblicato in Italia da Piemme, è un avvocato penalista, con una grande esperienza di processi. I suoi romanzi, sia crime che thriller psicologici, sono bestseller del New York Times, elogiati da autori come Michael Connelly e Dennis Lehane.

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