UN BACIO SOLTANTO di Mary Balogh (Mondadori)


Autore: Mary Balogh
Titolo originale: Only A Kiss
Traduttrice: Diana Fonticoli
Genere: Storico
Ambientazione:  Inghilterra, 
Pubblicazione: Mondadori, coll. I Romanzi Mondadori Classic, maggio 2018,  pp. 307,
Livello sensualità: BASSO
Parte di una serie: 6° serie Survivors’ Club
Disponibile in ebook a € 3,99

TRAMA: Percival Hayes, conte di Hardford, ha ricchezza, fascino e donne, ma la sua vita lo annoia. La notte del suo trentesimo compleanno, annebbiato dall'alcol, decide di lasciare Londra per recarsi nella sua tenuta in Cornovaglia. Solo al suo arrivo scopre che la casa è popolata da lontane parenti, cani, gatti e soprattutto da lady Imogen, vedova del figlio del suo predecessore. Imogen, dopo la terrificante esperienza della guerra durante la quale ha assistito alla morte del marito, si è rifugiata a Hardford Hall e certo non si aspetta l'arrivo di un uomo capace di turbare la sua tranquillità…

Percival Hayes conte di Hardford si annoia! Beh, posso dire che è una sensazione che ho provato anch’io leggendo “Un bacio soltanto,” che è l’ultimo libro uscito della serie I Sopravvissuti, almeno nelle prime quaranta pagine della storia.
Come mai, qualcuno potrebbe chiedermi, dato che l’autrice Mary Balogh è una Signora dei Romance?
Perché, pagine e pagine di descrizioni di quanto sia fortunato questo giovane che, nel giorno in cui compie trent’anni, pur sapendo di avere avuto una vita, dei parenti, un’istruzione, una ricchezza e amici invidiabili, si rende conto di non avere in realtà nulla, stancano e rendono la storia quasi immobile. Poi però Percy prende una decisione drastica (è anche mezzo ubriaco perché ha festeggiato il compleanno con gli amici rischiando di essere cacciati tutti dal White Club di Londra) e comunica, agli altrettanto sbronzi compagni di baldorie, che si recherà in Cornovaglia a prendere finalmente possesso della sua residenza e della sue terre.
Il nostro eroe non sa che quella che dovrebbe essere la vera protagonista del romanzo, Lady Imogen, vedova del figlio del predecessore di Percy, vive nella suddetta residenza e poco prima dell’arrivo del proprietario, sta risalendo la  scarpata che porta nel parco, dopo aver fatto una salutare e stancante passeggiata che viene descritta in tutti i suoi particolari per un altro certo numero di pagine!
Eppure Imogen che è la sola donna dei Sopravvissuti e che si reca a Penderris annualmente per  ritrovare i compagni reduci di  guerra, avrebbe dovuto dare una spinta alla narrazione sia per le sue vicende personali, sia  perché l’incontro/scontro tra i due fa ben sperare.
…”Mentre attraversava il prato , Imogen notò uno stalliere che stava portando un cavallo nella stalla. Non l’aveva mai visto prima. Era uno splendido sauro.
- Chi era arrivato?
Il conte forse.
Nell’atrio trovò il maggiordomo, imperturbabile come sempre. C’era un uomo con lui alto e dal fisico atletico, sprigionava energia e vitalità.
…Aveva l’aria impaziente e insopportabilmente arrogante.
…Lui si voltò a guardarla, poi spostò lo sguardo sulla porta che Imogen si era chiusa alle spalle, infine lo riporto su di lei
-E voi chi diavolo siete? Le domandò inarcando le sopracciglia.”
La donna che reca in sé ancora i ricordi drammatici dell’esperienza della prigionia e della morte del giovane marito, si è momentaneamente trasferita ad Hardford Castle perché la dependance in cui vive ha un danno parecchio grave al tetto e chi dovrebbe sistemare la copertura è “uccel di bosco”.
Percy che pensava ad un tranquillo soggiorno nella proprietà che ha però un inconveniente non da poco, è quasi a picco sul mare, si ritrova invece con altre due donne in casa, a cui, naturalmente , da giovane educato, mostra il suo apprezzamento e la contentezza di avere compagnia.
Ma non ha ancora visto tutto: maggiordomo, servitù e amministratore sono o d’epoca o con qualche problema fisico e, ulteriore fonte di stupore, la casa è un rifugio di cani e gatti naturalmente randagi!
…”Imogen stava per servire il tè , quando ad un tratto il salotto fu invaso da un’orda di cani abbaianti, ansimanti e scodinzolanti, tutti irresistibilmente attratti dal profumo degli scones. Come se non bastasse arrivarono anche i gatti.”
Percy viene adottato da Ettore un cane spelacchiato e tutt’ossa che sembra capire il senso di smarrimento del conte e che diventa pian piano colui al quale quest’ultimo confessa i suoi dubbi e le sue indecisioni.
…”Il guaio è Ettore, disse lui sottovoce nel timore di svegliare qulcuno  - che non sono abituato a comportarmi in modo responsabile. Sarebbe ora che imparassi, non ti pare?
Il cane lo fissava perplesso, agitando quella sottospecie di coda
-Si vero ? Temevo che me lo confermassi.
Accidenti stava parlando con un cane e non era nemmeno sbronzo!”
Tra un ricevimento, alcuni piccoli incidenti, l'invasione di tutta la sua famiglia allargata, che è veramente numerosa, Percy scopre sia che il contrabbando ha come base proprio casa sua e sia che Imogen non è insensibile come vorrebbe apparire e quando sorride gli fa venire strani pensieri. Poiché entrambi sono sulla stessa lunghezza d’onda, si concretizza una relazione che dovrebbe essere solo di sesso ma che poi prenderà altre strade.
…”-Credo di essere venuto in Cornovaglia nella speranza di ritrovare me stesso.
Potrei rifugiarmi qui da voi, di tanto in tanto ?
Vi vorrei come amante e, se non fosse possibile, come amica.
-Un rapporto di amicizia mi sembra improbabile ma non impossibile-  aveva risposto Imogen. -Quanto all’altra opzione, non saprei-  aveva aggiunto”
Purtroppo Imogen non riesce a confidarsi completamente con Percy perché i suoi segreti sono pesanti e dolorosi e le fanno ritenere di non essere più degna di felicità.
Mentre il giovane conte matura e si prende delle responsabilità, la donna, aiutata dai suoi amici di Pendennis , riesce a capire che non può crogiolarsi nel rammarico e forse potrebbe darsi una nuova possibilità di essere felice.
…” -Ti abbiamo mai dato dei consigli non richiesti- domandò Vincent
-No mai. Ma sono io che te lo chiedo. Che cosa volevi dirmi?
-Secondo me, ognuno ha il diritto di essere infelice, se è ciò che desidera .Ma non abbiamo in diritto di rendere infelici gli altri. In fondo siamo tutti nella sessa barca”
Come ho già detto, questo romanzo è statico, si svolge quasi del tutto in Cornovaglia e ogni volta che accade qualcosa non riesce a catalizzare l’interesse che per poco. Persino il ritrovare tutti i protagonisti delle vicende precedenti a Pendennis è stato solo un elencare nomi che , dato il tempo intercorso tra un libro e il successivo, si fatica a ricordare.
Anche il sesso, e noi sappiamo quanto la Balogh sia parca di parole in queste scene, è monotono e non dà brividi…è come se fossero sposati da anni e concludessero la faccenda velocemente per poi riposare o bere tè e quietamente chiacchierare spizzicando biscottini.
La suspence relativa al contrabbando viene risolta velocemente, senza scene d'azione e il “segreto” che Imogen custodisce gelosamente alla fine  mi ha fatto pensare più alla stoltezza del marito che si fa accompagnare in guerra dalla moglie  che a ciò che è accaduto.
Insomma, "Un bacio soltanto" è’ un romanzo che si legge sempre con la speranza di qualche sussulto d’interesse ( che non arriva mai veramente) . Alla fine la cosa che mi è piaciuta di più sono stati gli intermezzi cane/padrone e le esibizioni nobiliari di Percy che hanno dato un tocco d’ironia insolita  e che lo hanno reso il vero protagonista!









COME INIZIA IL ROMANZO...

1
Percival William Henry Hayes, conte di Hardford, visconte Barclay, era fortemente, enormemente, terribilmente annoiato. Tre avverbi per rafforzare lo stesso concetto, e cioè che il conte era annoiato fino al midollo. Lo era a tal punto da non aver voglia di alzarsi dalla poltrona e andare all’altro lato della stanza a riempirsi il bicchiere. O forse non si alzava perché era troppo ubriaco, oppure per entrambe le ragioni. Di sicuro aveva bevuto troppo. Era così che stava festeggiando o, più precisamente, aveva festeggiato il suo trentesimo compleanno. Ormai doveva essere mezzanotte passata, quindi oltre al compleanno si era lasciato alle spalle anche i suoi vent’anni.
Era seduto sulla sua poltrona di cuoio preferita, a lato del camino, nella biblioteca della casa di città. Non era solo, come invece avrebbe dovuto essere a quell’ora della notte. Attraverso la nebbia che gli ottenebrava il cervello gli pareva di ricordare di aver festeggiato l’evento al White Club con un folto gruppo di amici, sebbene i primi giorni di febbraio non fossero il periodo ideale da trascorrere a Londra.
Al club lui e gli amici avevano fatto un gran baccano, tanto che i soci più anziani, quei vecchi fossili, li avevano guardati con palese disappunto e persino i camerieri, generalmente compassati, avevano dato segni di tensione. D’altronde era impensabile cacciare dal club quella banda di aristocratici, sia pure ubriachi, senza offenderli e rischiare di essere maledetti fino alla quarta generazione. Ma era altrettanto rischioso sopportare le loro intemperanze perché, così facendo, sarebbero incorsi nelle ire dei vecchi ruderi, anche loro di nobile lignaggio.
Alla fine dovevano aver trovato una soluzione pacifica, infatti ora Percy si trovava a casa sua con gli amici più cari. Probabilmente il resto della banda era andato a fare baldoria da qualche altra parte, oppure a dormire.
— Sid — disse, girandosi verso l’amico senza staccare il capo dal poggiatesta — secondo te è possibile che questa sera abbia bevuto così tanto da prosciugare l’oceano? Chissà, forse c’era in ballo una scommessa.— No, non puoi averlo prosciugato — lo rassicurò l’onorevole Sidney Welby, fissando il fuoco nel camino, o meglio ciò che ne restava, dato che nessuno si era preso la briga di aggiungere del carbone o di chiamare un domestico a ravvivare le fiamme. — Lo escludo nella maniera più assoluta, Percy — aggiunse dopo aver riflettuto. — Nell’oceano affluiscono di continuo fiumi, fiumiciattoli e ruscelli, perciò non si svuota mai.
— Per non parlare delle piogge — osservò Cyril Eldridge. — Tranquillo, la tua è solo un’impressione e comunque, semmai l’oceano fosse rimasto a secco, considerando che non piove da un bel po’, avremmo contribuito tutti a prosciugarlo. Domattina mi sembrerà di avere la testa almeno il doppio più pesante del solito e purtroppo mi pare di aver promesso alle mie sorelle di accompagnarle in biblioteca o da qualche altra parte. Come ben sai, Percy, mia madre non permette loro di uscire solo con la cameriera. Come se non bastasse, hanno la fissa di alzarsi all’alba, quasi temessero che altri, arrivando prima, facessero incetta dei libri più interessanti. Che, a parer mio, sono ben pochi. Chissà cosa ci stanno a fare in città in pieno inverno. Beth debutterà in società dopo Pasqua, e non credo che abbia bisogno di molti abiti nuovi. D’altronde, che può saperne un fratello di queste cose? Niente di niente, secondo loro.
Cyril era uno dei tanti cugini di Percy. Dodici dal lato paterno, figlie e figli delle quattro sorelle del padre, e almeno ventitré cugini da parte di madre, a cui forse stava per aggiungersene un altro perché, se ben ricordava, la madre gli aveva detto che zia Doris, la più giovane delle sorelle, era in dolce attesa per la dodicesima volta. Era lazia che aveva dato il maggior contributo all’incremento della famiglia. Tutti i cugini erano simpatici, tutti gli volevano bene e lui ricambiava il loro affetto. Anche per gli zii e le zie, naturalmente. Non esisteva famiglia più unita della loro, sia dal lato paterno che da quello materno. Era un privilegiato, disse Percy a se stesso.
— In effetti, Percy — intervenne Arnold Biggs, visconte Marwood — hai scommesso con Jonesey che avrebbe retto l’alcol meno di te e che prima di mezzanotte sarebbe crollato. Cosa che è accaduta. Mancavano dieci minuti a mezzanotte quando è finito sotto il tavolo. Russava così forte che abbiamo deciso di andarcene dal club. Era troppo fastidioso.
— Sì, hai ragione — convenne Percy sbadigliando. Almeno su un punto avevano fatto chiarezza. Prese il suo bicchiere, si ricordò che era vuoto e tornò a posarlo sul tavolino. — Per la miseria, la vita è diventata di una noia mortale.
— Vedrai che domani, passato lo shock di aver compiuto trent’anni, ti sentirai meglio — dichiarò Arnold. — Ma forse dovrei dire oggi — si corresse. — L’orologio sulla mensola del camino segna le tre. Le tre di notte, direi, dato che è buio pesto. Anche se in questa stagione è come se fosse sempre notte.
— Come mai ti annoi, Percy? — domandò Cyril in tono afflitto. — Hai tutto ciò che un uomo può desiderare. Proprio tutto. Percy meditò sui propri privilegi. Cyril aveva ragioni da vendere, non poteva negarlo. Oltre alla grande famiglia di cui si è detto sopra, era cresciuto con un padre e una madre che adoravano il loro unico figlio, anche se in seguito di tentativi per regalargli fratelli e sorelle in abbondanza ne avevano fatti molti. Gli avevano dato, oltre al necessario, tutto ciò che desiderava, ed essendo facoltosi l’avevano fatto in grande stile.
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LA SERIE SURVIVORS' CLUB
1. The Proposal (2012) - ed. italiana: LA PROPOSTA,  Mondadori, I Romanzi Emozioni, nr 17, agosto 2013 Hugo Emes, Lord Trentham e Gwen, Lady Muir LEGGI QUI la ns recensione
1.50.The Suitor (2013) - novella solo in ebook -  Philippa Dean e Julian Crabbe inedita
2. The Arrangement (2013) -ed. italiana: LA LUCE DELL'AMORE,  Mondadori, I Romanzi Emozioni, nr 31, ottobre 2014 - Vincent Hunt, Visconte di Darleigh e Sophia Fry - LEGGI QUI la ns recensione
3. The Escape (2014) - ed. italiana: DUE CUORI IN FUGA,  Mondadori, I Romanzi Emozioni, nr 39, giugno 2015 -  Sir Benedict Harper e Samantha McKay - LEGGI QUI la ns recensione
4. Only Enchanting (2014) - ed. italiana: PURO INCANTO,  Mondadori, I Romanzi Classic, luglio 2016 -  Flavian, Visconte di  Ponsonby e Agnes Keeping - LEGGI QUI la ns recensione
5. Only a Promise (2015) - ed. italiana: UNA PROMESSA SOLTANTO,  Mondadori, I Romanzi Classic, gennaio 2018 -Ralph Stockwood e Chloe Muirhead - LEGGI QUI la ns recensione
6. Only a Kiss (2015) - ed. italiana: UN BACIO SOLTANTO,  Mondadori, I Romanzi Classic, maggio 2018 -Lady Imogen Barclay e Percival Hayes, Conte di Hardford
7. Only Beloved (2016) - George, Duca di Stanbrook e Dora Debbins

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L'AUTRICE
Mary Balogh, una delle più acclamate e premiate autrici contemporanee del genere storico/regency, è nata a Swansea, nel Galles, terra di mare e montagne,canzoni e leggende. Un bagaglio di emozioni che l'autrice ha portato con sè quando decise di trasferirsi in Canada con un contratto di tre mesi come insegnante. Quella che doveva essere un'esperienza temporanea si è però trasformata in una nuova vita, perchè in Canada Mary ha incontrato Robert che ha sposato e con il quale ha avuto tre figli. In Canada Mary ha anche iniziato la sua carriera di scrittrice, pur continuando a fare l'insegnante a tempo pieno. Il suo primo successo, A Masked Deception, scritto a mano nei ritagli di tempo sul tavolo della cucina, uscì nel 1985 e vinse in quell'anno il premio della rivista Romantic Times come miglior opera prima nel genere regency. Molti romanzi e racconti hanno seguito negli anni quel primo successo e oggi Mary Balogh è una scrittrice romance a tempo pieno e ogni suo libro è atteso con impazienza da milioni di fedeli lettrici in tutto il mondo.
VISITA IL SUO SITO: 
http://www.marybalogh.com/

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2 commenti:

  1. Concordo pienamente con la recensione scritta da Piera, anche io ho trovato il romanzo statico e noioso, eppure mi aspettavo molto su questa figura femminile. Peccato la Balogh mi piace molto.

    RispondiElimina
  2. Diecimila volte meglio la Balogh di qualsiasi altra schifezza che gira ai primi posti delle classifiche amazon salvo rarissime eccezioni.
    Sembra che ormai se non scrivi di amplessi dettagliati tutto sia noioso.
    Ripigliatevi!!!!!!!!!

    RispondiElimina

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