EMME di Emiliana De Vico (Elit)

IL ROMANZO DI CUI VI PARLIAMO OGGI È FIRMATO DA EMILIANA DE VICO, AUTRICE CHE CI HA ABITUATE A STORIE DECISAMENTE FUORI DALL'ORDINARIO. ANCHE QUANDO SI CIMENTA CON LO STORICO, COME IN QUESTO CASO, LA SUA VOGLIA DI SONDARE LE PIEGHE PIU' NASCOSTE DELL'ANIMO UMANO È SEMPRE LA STESSA. L'AMBIENTAZIONE ITALIANA E LA COLLOCAZIONE STORICA INUSUALE SONO LE CILIEGINE SULLA TORTA.

Autore: Emiliana De Vico
Genere: Storico
Ambientazione: Lombardia, XVI secolo
Pubblicazione: Harper Collins, collana digitale Elit, 26 ottobre 2018 , pp.195
Parte di una serie: No
Livello di sensualità: MEDIO
Disponibile SOLO  in e-book a € 3,99  

TRAMA: Milano, seconda metà del XVI secolo .Mentre Milano vive una epoca di grandi trasformazioni, segnata dalla dominazione spagnola e dalla guida spirituale dell'arcivescovo Borromeo, Camille Legrand prova sulla sua giovane pelle i primi turbamenti d'amore, per un uomo che le è precluso. Pur cresciuta da prostitute e costretta a indossare la mantella col cappuccio a forma di emme che le contraddistingue, Camille non è una di loro e non sembra neppure destinata a seguire quella strada, perché la sua maman ha giurato di ottenere per lei un futuro rispettabile. Ma la vita di Camille, agli occhi di tutti, è lo stesso macchiata dal peccato e i suoi sogni d'amore sembrano destinati a infrangersi contro una realtà tanto dura quanto ingiusta. 

Camille Legrand è una giovane ragazza che vive a Milano in una zona dove sono state confinate le prostitute. Nonostante lei non lo sia, è costretta ad indossare, quando esce, la mantella tipica di chi esercita la triste professione. É innamorata del guardiano, Lorenzo, che sta attento alle persone che entrano ed escono da quelle case e più di una volta l'uomo l'ha salvata da situazioni a volte pericolose.
Il libro è uno spaccato di una realtà del XVI secolo, nel periodo in cui l'Arcivescovo Borromeo ha dichiarato guerra al mestiere più antico del mondo.
Non è certo un libro allegro, è scritto bene, e per fortuna c'è anche un epilogo rosa, ma leggere e immaginare che le vicende descritte siano vere mi ha turbato parecchio. La prostituzione è qualcosa che nei secoli passati si è sempre cercato di estirparla e le persone, che nelle varie epoche si sono date da fare verso questa direzione, non sempre si sono comportate come esternamente hanno voluto far credere All'apparenza buone, ma dentro marce. La situazione, oggi, non è molto diversa.
Direi quindi che è una storia realistica, lenta, interessante, da leggere un po' distaccati per non farsi coinvolgere troppo emotivamente.












ALCUNE ALTRE USCITE DI
EMILIANA DE VICO

LA DAMA E IL LEOPARDO ( Elit, marzo 2018)
La Rocca, 1474 - Nicoletta Piccolomini Todeschini sa che le sue origini sono avvolte nel mistero, ma conosce anche le dicerie che le servette sussurravano su di lei, per questo ha sempre sognato che il destino la portasse a Napoli, alla corte di re Ferrante. Il suo padre adottivo ha invece scelto altro per lei, un marito catalano e una fortezza arroccata su un monte, lontano da tutto e da tutti. E benché il rigido insegnamento cortese l'abbia preparata a essere una figlia e una moglie consenziente, in qualunque circostanza, il futuro che ha davanti agli occhi è inaccettabile: lei non ha alcuna intenzione di diventare la signora dei falchi, tantomeno di sposare un leopardo spagnolo. L'unica soluzione potrebbe essere la fuga... Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI!

SENZA VERGOGNA (2016)
Martina ha sposato l’uomo sbagliato. Lei ama suo cognato e ne desidera i baci, la vicinanza, il corpo, così intensamente da volere che sia lui, e solo lui, a riempirle la vita. La presenza dell’uomo però è sbagliata, e questo le provoca sensi di colpa che dovrebbe riuscire a gestire, tuttavia non è in grado di ascoltare la sua coscienza.
Senza vergogna si appropria di un amore che non le spetta e se ne nutre, lo usa a suo piacimento, lo alimenta con costante passione fino a diventarne dipendente. Daniele, da cognato, si trasforma in amante, amico e i pensieri, quando si fermano su di lui, divengono lussuriosi e teneri.
Agli occhi del mondo, Martina è una donna che ha conosciuto due fratelli, lei è la moglie di uno, l’amante dell’altro. Come può essere giudicata una simile mancanza di morale? Come può lei gestire un sentimento così forte da travolgerla? Nessuno può dire cosa sia giusto o sbagliato, soltanto il cuore. . Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI!

NON LASCIARMI MAI INDIETRO ( Vol. 1 "Anime in gioco", 2015)
Lorenza Garbi non è pronta per incontrare Davide Riva. Non ha la necessaria esperienza per comprendere un uomo complesso come lui. Non sa trovare il modo giusto per averne l’alleanza che tanto le serve per un progetto di lavoro. Non sa neanche spiegarsi perché la tratti con freddezza. Lorenza non è la donna giusta per avvicinarsi a lui. Sa irritarlo, portarlo al limite, e con un semplice sguardo riesce a insultarlo.
Davide Riva è un ex giocatore di basket, ex campione della nazionale italiana, ex uomo dal futuro brillante. L’incidente sportivo di cui è stato vittima gli ha tolto tutto, riuscendo a piegarlo. Il Davide Riva che Lorenza incontra è ormai un uomo sul punto di spezzarsi. Eppure sa blandirla, disorientarla, sconvolgerla ed è l’unico che può aiutarla. Posso combattersi, ignorarsi, fuggire e lasciarsi indietro, ma potranno mai amarsi completamente due persone tanto diverse tra loro?  Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI!
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L'AUTRICE
EMILIANA DE VICO (1973) vive in un paesino nell’entroterra abruzzese, insieme al marito e ai due figli. Laureata in scienze sociali, lavora presso i Servizi Sociali di zona. Appassionata di romance, approccia questo filone dall’adolescenza. Alcuni suoi racconti sono contenuti in antologie della Delos Books a cura di Franco Forte (365 Storie d’amoreSpeciale SFIl Magazzino dei Mondi 2).Vincitrice della terza edizione di “La vie en rose” 2012 con Indaco. Il racconto Rose sui tratturi è stato segnalato dalla giuria del Premio Romance 2013 indetto da Mondadori. Ha scritto diversi racconti per la collana Senza Sfumature di Delos Digital e per Sperling Privè e ha partecipato ad alcune rassegne su questo blog.

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DEATHLESS - UN LORD DAL CUORE DI GHIACCIO di M.P.Black (Dri Editore)


LA DRI EDITORE CONTINUA LE SUE PUBBLICAZIONI DI ROMANCE REGENCY CON QUESTO NUOVO TITOLO FIRMATO DA M.P. BLACK, SECONDO VOLUME DELLA SAGA DEATHLESS, CHE È DISPONIBILE IN EBOOK DA OGGI IN TUTTE LE LIBRERIE ONLINE.

Autrice: M.P.BLACK
Genere: Storico / Regency
Ambientazione: Londra, 1819
Pubblicazione: Dri Editore, collana Regency; 18 dicembre 2018; € 13,90, pp.215
Parte di una serie: 2° serie Deathless (autoconclusivo)
Disponibile in ebook a € 2,99 
( in bundle con primo volume della serie a € 4,99)

TRAMA: Emily Sarah Walker giunge a Londra dalle lontane Americhe, ospite dello zio, il Conte Barnaby Spencer. Emily, di carattere ribelle e indipendente, è costretta a convolare a nozze con Alastair Gordon, un Laird Scozzese affascinante, arrivato a Londra, in compagnia dell’amico Jason MacDonald, per aiutare il governo inglese a sventare un attentato contro il Reggente.
Emily, seppur provando attrazione per Alastair, viene catturata fin da subito dal fascino tenebroso di Jason, che però si dimostra gelido e distaccato nei suoi confronti. Dopo aver saputo che Lord MacDonald è rimasto vedovo da poco, e che ha deciso di chiudere il suo cuore all’amore, Emily decide di scalfire il muro che lui ha innalzato dinanzi a sé, per aiutarlo a superare il lutto che lo ha devastato.
Mentre i rivoluzionari si organizzano per eliminare il Reggente, tra Emily e Jason si accende la passione. Un amore altalenante, che rischierà di bruciare entrambi. E che li condurrà sino al colpo di scena finale, tra momenti d’amore intenso, pericoli, intrighi e sotterfugi.





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LEGGI UN ESTRATTO DEL ROMANZO...
(N.B.: l'impaginatura "compatta" dell'estratto qui sotto non è quella originale del romanzo)
1.
Scozia, Inveraray. Novembre 1819. 
Un vento gelido, proveniente dalle alte montagne delle Highlands, che circondavano la cittadina di Inveraray, si abbatté con impeto contro le mura del castello del Duca, Lord Ian Brown, per poi scivolare ribelle sull porta, nel timore di interrompere una discussione importante. Ian e Jason, infatti, si erano chiusi nello studio da almeno due ore e non ne erano ancora usciti. Inoltre, parlavano a voce bassa, come se condividessero segreti
inconfessabili, da proteggere a ogni costo. “Avanti!” La voce baritonale di Ian la prese alla sprovvista. Rosemary aprì lentamente l’uscio e si affacciò nella stanza, accennando un sorriso che apparve comunque tirato, sia per l’imbarazzo, che per la fatica di aver sceso le scale. Quando Ian la vide, scattò in piedi dietro alla robusta scrivania di legno scuro, e si precipitò verso di lei. Jason, che si trovava invece di fronte a una delle due ampie finestre, si voltò semplicemente verso Rosemary, guardandola con apprensione. “Rose, dannazione, non potete girovagare da sola per il castello!” tuonò Ian, passandole un braccio attorno alla vita per condurla con delicatezza verso una delle due poltrone, site dinanzi alla scrivania. “Il medico è stato molto chiaro, su questo punto” continuò lui, mentre l’aiutava a sedersi. “Non dovete affaticarvi e comunque siete obbligata a farvi accompagnare o da vostra madre, o da Miss Clara.” Aggiunse poi in tono di dolce rimprovero, per mascherare la preoccupazione. Le depositò infine, come a farsi perdonare, un bacio delicato e pieno d’amore sulla fronte, mentre lei sospirava, accarezzandosi la pancia. “Vi preoccupate troppo per me, mio caro marito” sussurrò Rosemary. “Sono assolutamente in grado di badare a me stessa.” Ian, dopo quelle parole, schioccò la lingua, si inginocchiò dinanzi a lei e le poggiò una mano sul ventre, fissandolo per qualche istante. Quindi sollevò il viso e sprofondò i suoi occhi verdi su quelli color ghiaccio della moglie. “Portate in grembo mio figlio, o mia figlia, e siete affaticata. Ovvio che mi preoccupi per voi. Lo sono sempre. Giorno e notte.” Sentendosi in colpa, Rosemary si morse un labbro. Non era sua intenzione mettere in agitazione il marito, però non le pareva educato starsene chiusa in camera, senza scendere a salutare Lord Jason MacDonald, che era davvero un amico prezioso per il Duca di Argyll. “Mi dispiace” sussurrò rivolgendo al marito uno sguardo carico di sincero pentimento, mentre gli accarezzava i lunghi capelli castani. Lui allora sospirò, le afferrò la mano, scostandola dal suo capo, e ne baciò il dorso, socchiudendo gli occhi. Rosemary si sentì perduta. Non giaceva col marito da mesi, a causa della gravidanza difficile, e non passava secondo che non lo desiderasse con tutta se stessa. Avvampò e, per cercare di sviare la propria mente su pensieri più leggeri, rivolse finalmente la sua attenzione a Lord MacDonald che, in piedi dinanzi a lei, la fissava con apprensione e con le sopracciglia corrugate. Rosemary lo squadrò con attenzione da cima a piedi. Jason era un uomo alquanto affascinante. Alto più di Lord Brown, possedeva un fisico longilineo avvolto da un completo elegante composto dalla giacca color crema, bordata di finimenti dorati, e dai pantaloni neri, infilati dentro stivali scuri che gli sfioravano le ginocchia. Portava i lunghi capelli biondi sciolti morbidamente, a sfiorargli le spalle. Il viso, dai lineamenti eleganti, era cosparso di lentiggini dorate, simili al colore dei suoi occhi, sottili e allungati. Rosemary notò che, anche quel giorno, gli occhi affascinanti dell’amico erano offuscati da un sottile velo di malinconia che lui non era ancora riuscito a scacciare dopo la perdita, un anno prima, dell’adorata moglie Emma. “Vi rivedo con immenso piacere, mio caro Lord MacDonald”
disse infine lei, con un filo di voce. “Spero che abbiate fatto buon viaggio. So, da quanto mi ha raccontato Ian, che la strada da Inverness a qui è lunga e perigliosa. Mi auguro che non vi abbia affaticato troppo.” Jason allargò le labbra in un ampio sorriso e Rosemary, a quella vista, si trovò a pensare che il Laird di Inverness era ancora più affascinante, nei rari momenti in cui consentiva a un piccolo soffio di gioia di cancellare la profonda malinconia che lo attanagliava. “Il viaggio è andato bene, mia cara. Non dovete preoccuparvi per me, ma solo per la creatura che portate in grembo e che presto vedrà la luce.” La voce di Jason, calda e suadente come morbido velluto, le scese fino in fondo al cuore, rassicurandola e convincendola che la gravidanza sarebbe arrivata al suo termine naturale, senza alcun problema. “Siete un amico sincero” si limitò a dire Rosemary, inspirando una lunga boccata d’aria. All'improvviso, una contrazione violenta le tolse il respiro. Per non far preoccupare troppo il marito, si limitò a mordersi un labbro e a chiudere gli occhi. Ma lui la conosceva fin troppo bene. Scattò in piedi, correndo verso la porta dello studio. La spalancò quasi con rabbia, gettandosi a capofitto nell’ampio corridoio del castello. E, così facendo, andò a sbattere proprio contro Miss Clara Orwell, la severa istitutrice di Rosemary, che stava camminando mentre leggeva un libro, a testa bassa. “Oh! Mi dispiace, accidenti a me!” esclamò, afferrando la donna per un braccio, prima che potesse precipitare a terra. La fissò con attenzione mentre si sistemava sul naso gli occhialini rotondi che aveva iniziato a indossare da poco. Miss Clara era una donna alta di statura e dal fisico asciutto. Possedeva un portamento elegante, ma non era
certo dotata di grande fascino. Dopo essersi ufficialmente fidanzata con Mr. Glenn Anderson, un Highlander alto e robusto al servizio del Duca, l’istitutrice di Rosemary aveva iniziato a curare meglio il proprio aspetto preferendo, agli abiti scuri che era sempre stata solita indossare, vestiti dai colori sgargianti, abbinati ai nastri con i quali abbelliva i capelli castani. “Che succede, Lord Brown?” chiese, sospettando che potesse trattarsi della sua protetta. “Rose non si sente bene” rispose Ian, passandosi nervosamente le mani tra i capelli. “Potete riaccompagnarla in camera e aiutarla a stendersi sul letto?” A quelle parole, Miss Clara assunse la sua usuale aria fredda e professionale, prendendo subito in mano la situazione. “Lo farò immediatamente.” Fece per raggiungere la porta dello studio, mentre poggiava il libro su uno dei mobili del corridoio, quando decise di voltarsi verso il Duca, sorridendogli. L’uomo rimase un attimo interdetto, rendendosi conto che era davvero difficile vedere quella donna sorridere. ...
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LA SERIE DEATHLESS
1. IL SEGRETO DI LORD BROWN ( maggio, 2018)
Scozia, 16 aprile 1746. Battaglia di Culloden. 
Lord Robert Brown perde la vita durante la sanguinosa battaglia avvenuta nella piana di Culloden. Quasi tutti i clan scozzesi vengono eliminati dalla supremazia della forza inglese.
Periferia di Londra, aprile 1819. 
Lady Rosemary Cecilia Cavendish, figlia del Visconte di Cavendish, è promessa sposa al Marchese di Scott. Ma il destino sta per cambiare le sue carte. Durante il ballo organizzato dal padre per la “Stagione”, giunge inaspettatamente dalla Scozia Lord Ian Brown, Duca della contea di Argyll, che pretende la mano di Rosemary. Così, la ragazza parte in fretta per la cittadina di Inveraray, in Scozia, per diventare la moglie del Duca. Lord Brown è un uomo affascinante, a volte misterioso e brutale, a volte passionale. Rosemary ne è attratta e terrorizzata nello stesso tempo. Nel castello del Duca, iniziano presto ad accadere fatti inquietanti, che cambieranno per sempre la vita di Rosemary. Ti interessa leggere questo libro? Lo puoi trovare QUI.
2. UN LORD DA CONQUISTARE ( dicembre 2018) 
- Jason MacDonald e Emily Sarah Walker 
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L'AUTRICE
M.P. Black, al secolo Paola De Pizzol, vive nelle dolci colline venete. Sognatrice incallita, ha scritto fantasy per ragazzi, per adulti e romance storici e contemporanei, ricevendo parecchi premi e riconoscimenti nell’ambito di vari concorsi letterari. Il suo motto è “Vivi ogni giorno una nuova avventura.” Dopo il grande successo di “Deathless – il segreto di Lord Brown”, arrivato ai vertici della classifica nazionale Amazon, ritorna con un nuovo romanzo storico per condurre ancora una volta i lettori nelle sfarzose e emozionanti atmosfere del periodo Regency.


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AWAY di Laura Nottari


FINE SETTIMANA CON UNO ROMANCE DIVERSO DAL SOLITO FIRMATO DA LAURA NOTARI CHE SIAMO SICURE POTRA' TROVARE DIVERSE ESTIMATRICI. PIERA E IAIA L'HANNO LETTO PER NOI. 

Autore: Laura Notari
Genere: Contemporaneo/medievale, fantastico
Ambientazione: New York / Regno di Aishtale
Pubblicazione: L.Notari,  novembre 2018, pp.406, € 13
Parte di una serie: 1° serie Away
Livello sensualità: DISCRETO
Disponibile in ebook a €1,99 ( anche con Kindle Unlimited)

TRAMA: Alla ventitreenne newyorchese Hayley Jones non sembra mancare nulla: bellezza, soldi, vestiti costosi, studi brillanti e uno spazioso loft nell'Upper East Side. È tutto lì, racchiuso in lussuose mura insieme ai suoi hobby preferiti: serie tv, margarita e videogiochi. Dopo la morte dei genitori, però, Hayley si chiude in se stessa. La sua ossessione diventa Il regno di Aishtale, un videogioco GdR scovato online, nel quale si isola per mesi, costruendosi una vita alternativa lontana dal dolore, dalle responsabilità e soprattutto dalla realtà. Tutto questo, però, non può durare, ed è il gioco stesso a ricordarglielo. Per la triste gamer è giunto il momento di aprire gli occhi e crescere, e quale miglior modo per farlo se non in un altro, di mondo? Risvegliata nelle lande del videogame, Hayley si farà strada in una società medievale scandita da regole, usi e costumi incomprensibili. Inaccettabili per una donna di altri, futuri tempi. Il destino e i sentimenti della ragazza di New York si intrecceranno con quelli di Clarence, un umile fabbro. Questi, prendendola sotto la sua ala protettrice, la introdurrà nel borgo di Levongrest, un luogo agli antipodi rispetto a New York ma che, nel bene e nel male, diventerà una nuova casa. Fato e amore, fuga o accettazione, passato e futuro, si ricongiungeranno nel destino di un regno all'apparenza inesistente. La guerra, presto, busserà alle porte del regno di Aishtale. Un altro mondo, un'altra realtà, un amore in cambio di una vita e di un'identità riscritte completamente da zero.


Laura Nottari mi ha lasciato col fiato sospeso e parecchia ansia sul prosieguo di questa avventura  della protagonista di Away, un time-travel fantasy che è abbastanza intrigante.
In un mondo con caratteristiche medievali ma non situato temporalmente né fisicamente, c'è un regno, Aishtale, dove, nel villaggio di Levongrest, nel castello omonimo, vivono persone di diversa estrazione sociale tra cui Clarence il fabbro, Bren un vigoroso soldato, Martin un giovane nobile e tanti altri personaggi che completano la vita del borgo.
In questo luogo si  ritrova, per un violento corto circuito del pc che sta usando, Hayley, una modernissima ragazza  newyorkese  dell'Upper East Side, che ha fatto di un gioco GdR trovato online, il suo quasi unico compagno dopo che i suoi genitori adottivi sono morti.
Questo gioco racconta proprio la vita del paese immaginario di Levongrest di cui la ragazza conosce ogni angolo e che considera un po' come un luogo reale.
Hayley è abituata a vivere bene, non si nega abiti firmati e accessori di grido, mangia piatti di alta cucina e ha una vera e propria mania per la pulizia personale.
Immaginatevi cosa voglia dire essere catapultata in un ambiente sconosciuto, sporco, violento, dove tutto racconta di un'epoca in cui i forestieri vengono trattati con sospetto, soprattutto per una donna che parla in maniera sboccata e che veste in modo strano e non certo femminile: camicia sciolta, pantaloni e anfibi!
Per fortuna c'è chi la tiene d'occhio pur sapendo che la ragazza nasconde tante cose e che sebbene con qualche ammaccatura la salva dalla morte.
Il problema è che Hayley  pensa che sia tutto un gioco finchè non si rende conto che quella che sta vivendo è una realtà che può far male.
...”-Non dite niente di quello che avete detto a me. Non fate niente di cui potreste pentirvene, ve ne prego.- sussurrò il cavaliere , prima di rivolgersi ai compagni
-La signora ha battuto la testa, non è in sé.
- Sono perfettamente in me, razza di idiota-  battibeccò acidamente Hayley
-Moderate  le vostre parole femmina, siete al cospetto di tre soldati del baronato di Levongrest..”
Il suo angelo custode è il fabbro del castello, Clarence,un giovane uomo che ha una nobiltà innata e che non è solo ciò che appare.
C'è un sentimento che nasce tra i due  ma che la ragazza non vuole ammettere perchè significherebbe anche ammettere che il suo mondo non c'è più e che lei sarà costretta a vivere in un passato in cui non riesce ad integrarsi.
Ci sono scene ironiche e altre molto crude, momenti di tenerezza e altri di passione, personaggi violenti e altri che poi rivelano bontà inaspettate, avvenimenti quasi normali e altri invece che lasciano con il cuore che batte forte.
I due protagonisti non potrebbero essere più diversi: Clarence si adatta, cerca di vivere senza troppo pensare a ciò che avrebbe potuto essere e che non lo è più. 
 E' severo con il giovane che addestra ma riconosce anche il suo valore.
 Tratta Bren come un fratello e si fida di lui ciecamente.
Si innamora subito di Hayley nonostante da lei venga ferito,  ha la pazienza di aspettare che la giovane capisca e riconosca i suoi sentimenti ed è pronto a dare la vita perchè lei sia in salvo.
….”La paura che Clarence stava provando in quel momento era qualcosa di nuovo, soverchiante, primitiva e incontrollabile, ed era tutta unicamente per la sua Hayley.
 Paura per ciò che le sarebbe potuto accadere se...era un terrore così destabilizzante da avergli mozzato il fiato in gola e fatto perdere la concentrazione. 
Era la prima volta che combatteva per qualcuno oltre se stesso, una donna che aveva desiderato fin da subito  e che adesso amava sempre  più respiro dopo respiro.
Una donna per la quale avrebbe dato la vita in quel preciso istante. Era nato per lei, esisteva per lei , la sua vita con tutte le sue difficoltà e i suoi dolori, non aveva trovato senso o giustificazione  fino a quando non vi era entrata Hayley Jones.”
Hayley ha faticato a piacermi, sia per l'eccessiva libertà di parola, sia perchè è il tipo che non riflette e
continua per la sua strada pur sapendo di danneggiare se stessa e chi vuole proteggerla.
Continua a rimpiangere di non poter avere più i suoi capi firmati, il cibo più raffinato e costoso, piuttosto snobba ciò che le viene dato invece di accettarlo come inevitabile.
...”I milkshake di Starbucks, il caffè la mattina, la musica appena sveglia, il rock. Il bagnoschiuma, il balsamo per i capelli, il dentifricio, la carta igienica, i tampax. I  vestiti firmati, le borse Prada, il tacco dodici, la minigonna.
Era un modo per non perdere se stessa , per non dimenticare chi fosse in realtà sotto la maschera che Levongrest l'aveva costretta ad indossare.”
Solo dopo mesi capisce che se vuole sopravvivere deve concedere qualcosa al nuovo ambiente.
Mi piacciono le protagoniste di carattere ma qualche volta occorre anche cedere un po' soprattutto se non si capisce ciò che sta succedendo.
Bella  l'ambientazione a tratti molto “visibile”e ben descritti i personaggi...peccato , ma questo è un dato sia positivo che negativo, il finale da choc che mi fa desiderare una subitanea lettura del seguito: spero nell'autrice!







*****

Hayley Jones, appassionata di video games, tornando a casa da una serata di baldoria, si mette davanti al PC per giocare, ma nel mettere a posto un filo scoperto prende la scossa, sviene e quando si riprende si ritrova nel regno di Aishtale. Crede di star sognando e man mano che la storia prosegue capisce che New York deve dimenticarla e uniformarsi alla vita di quella terra intrisa di medioevo. Conosce Clarence Huxley e pian piano se ne innamora .
A dire il vero non sono stata molto colpita dalla sinossi, ma ho voluto iniziare la lettura.
Purtroppo non sono stata soddisfatta per vari motivi. Primo fra tutti il libro non è autoconclusivo e non mi sembra che ci sia, da parte dell'autrice, l'avvertimento che il romanzo intero è a puntate, quindi penso che prima di proseguire questa avventura devo digerire bene il primo impatto che mi ha deluso e non mi ha lasciato la curiosità di proseguire, causa lo smacco del racconto non concluso.
Altra cosa che non mi è piaciuta è che negli ultimi 3/4 capitoli, alternativamente si è andati molto indietro nelle vicende. Ad esempio: un capitolo riguarda il decorso di una battaglia e il capitolo successivo si parla di un incontro avvenuto tra il protagonista ed un suo fraterno amico prima del viaggio che li porterà a combattere in un campo a loro sconosciuto: il mare. Non ho capito a cosa sia servito questo salto temporale. Se fosse stato impaginato al momento giusto avrebbe avuto un senso, ma così, secondo me, è sembrato qualcosa per allungare la storia, in alcuni tratti la stesura mi è sembrata lenta.
A chi piace il fantasy e i romanzi a puntate auguro loro buona lettura, altrimenti aspettate che il romanzo sia completo.











COME INIZIA IL ROMANZO...

1
Svegliati. Adesso!Tuonò la voce dentro la testa. Una voce talmente familiare che la riconobbe al volo. Come non avrebbe potuto? Era la sua.
Hayley le obbedì subito, aprendo gli occhi. Dal petto le risalì un profondo respiro, i muscoli del ventre e quelli che fasciavano le costole le lanciarono fitte come coltellate, lacrime le offuscarono la vista. Faticò nel prendere aria ma si sforzò di farlo: doveva, se non voleva soffocare.
Sentì il cuore battere irregolare, veloce e insicuro.
Quel piccolo e vitale muscolo aveva perso il suo naturale ritmo, ma stava testardamente cercando di ritrovarlo, riuscendoci poco dopo. Venne scossa da tremori sui quali non ebbe alcun controllo; crampi simili a frustate le attraversarono ogni muscolo, rendendoli duri come pietra.
Hayley urlò per il dolore, o almeno era quello che avrebbe voluto fare, ma dalla bocca irrigidita dagli spasmi, uscì solo un rantolo.
Studiava medicina da anni, le nozioni conosciute bastarono per farle capire ciò che le stava succedendo: elettrocuzione meglio conosciuta come 'folgorazione'. In parole povere aveva preso la scossa per colpa di un maledetto cavo scoperto, del suo stramaledetto computer.
Non era stato particolarmente doloroso. In realtà, quando era accaduto, lei era così ubriaca da non essersi resa conto di nulla, neanche aveva urlato. Ma al di là del fatto assurdo, incredibile e fortunato che ne era sopravvissuta, al di là del dolore, che sapeva che presto sarebbe sparito, portando con sé anche gli spasmi, al di là del fatto che il cuore già stava riprendendo il suo normale battito; la cosa che preoccupò maggiormente Hayley in quel preciso istante, fu il sole a picco sulla sua testa.
Le tre e un quarto, questa era l'ora in cui era avvenuto l'incidente. Hayley ne era certissima, perché ubriachezza a parte si ricordava di aver controllato la sveglia sul comodino, appena rientrata in camera.
Le tre di notte, non le tre di pomeriggio. Ed era stata colpita in casa dentro la sua stanza, non all'aria aperta o su un terrazzo che tra le altre cose neanche aveva. Inoltre ricordava di essere crollata a terra, accanto al suo letto.
Se la fortuna non l'aveva abbandonata, l'incidente non le avrebbe fatto riportare danni neurologici, ma sapeva di doversi recare in ospedale il prima possibile.
Cercò di mantenere la calma. Agitarsi in questi casi era inutile, quindi chiuse gli occhi, fermamente decisa ad attendere che i dolori le passassero, che il formicolio agli arti facesse il suo decorso, e che il suo corpo scombussolato riacquistasse coscienza di sé.
Una brezza leggera però, venne a istigarla accarezzandole il viso, e il tocco esile di fili d'erba le fece compagnia, solleticandole le guance. In un attimo tutte le sue promesse di stare calma, di non agitarsi e respirare, andarono a puttane. Io in casa ho il parquet, che sta succedendo?” pensò riaprendo gli occhi, riuscendo finalmente a voltare la testa.
Erba.
Era distesa in un campo di stramaledetta e fittissima erba alta, e non aveva idea del perché, o di come ci fosse arrivata. Il canto delle cicale le inondò lentamente orecchie, prendendo il posto del fischio sordo di cui erano ovattate.
Fastidiosi e schifosi insetti pensò di nuovo, muovendo finalmente braccia e gambe, riacquistando lentamente il controllo del suo corpo. Decise di provare ad alzarsi lentamente, d'altro canto non poteva certo rimanere lì: ovunque si trovasse in quel momento, avrebbe dovuto chiamare un'ambulanza. Forse era stesa proprio nel bel mezzo di Central Park.
Barcollando, Hayley riuscì nel suo intento, ma si tenne in piedi per puro miracolo. Era come una giraffa appena nata che stava facendo i primi passi nella savana, sghemba e scoordinata.
Abbassò la testa, scostando i lisci e lunghi capelli corvini, e si rese conto di avere ancora indosso i vestiti che aveva scelto per la serata; la camicia bianca di Prada, i pantaloni di pelle nera e un paio di anfibi alti. La borsa MiuMiu nera, a tracolla sulla spalla. Non se l'era tolta quando era rientrata in casa e lei, da brava borsa preferita, l'aveva accompagnata fin lì.
Ma fin lì dove?
Si guardò attorno stordita e confusa, si dovette tenere la testa con una mano perché le girava ancora come una giostra impazzita. Gli effetti dell'alcool, trangugiato almeno in teoria poche ore prima, non erano ancora del tutto spariti, ma la confusione era dovuta per lo più all'incidente.
Il livello di sobrietà, fu purtroppo abbastanza elevato da farle capire che non si trovava affatto in un luogo familiare. Altro che Central Park; non c'erano grattacieli attorno a lei. Si trovava nel bel mezzo del niente, circondata da erba alta e cicale, cicale che cantavano nascoste, cacofoniche e stressanti.
Girò più volte su se stessa, rischiando di finire a terra.
Erba, erba, erba.
Una gigantesca, collinosa distesa di erba alta fino alle ginocchia. Steli che si muovevano ondeggiando dolcemente sotto il soffio del vento, come un immenso e coordinato mare. In lontananza a centinaia di metri, si stagliava un vasto, uniforme e fitto bosco di alberi dalla scura chioma.
«Ehiii!» urlò più volte a gran voce, ma nessuno le rispose. Nessuno a parte il sordo silenzio, e il frusciare quieto di quel verde oceano.
Capì di essere sola, sola con le cicale e il sole che picchiava sulla testa, sola nel mezzo del nulla più sconfinato.
«Porca puttana,» mormorò passandosi una mano sulla bocca, sbavando il rossetto Dior che si era passata sulle labbra prima di uscire.
Quando lo sguardo le cadde sul palmo, si accorse della bruciatura che il cavo del computer le aveva lasciato come ricordo. Era un segno rosso e poco profondo, sulla sua pelle diafana, tuttavia, risaltava come un neon acceso.
Frugò subito nella borsa in cerca di un fazzoletto, trovandolo insieme alla boccetta di disinfettante per mani; il Santo Graal di ogni newyorchese che si rispetti.
Hayley spruzzò con soddisfazione tutto il cristallino liquido sul palmo, strofinò la ferita, poi tornò di nuovo alla borsa, stavolta in cerca del cellulare. Non trovandolo si guardò attorno, lo scovò per terra a pochi passi, lo raccolse, ma era stranamente spento. Pigiò a fondo il pulsante di accensione, aspettandosi di veder comparire il suo volto sorridente, stretto accanto a quello dei genitori Margareth e Jack, in quella spensierata foto che avevano scattato insieme durante la vacanza alle Seychelles, la scorsa estate. Due settimane meravigliose, da sogno. Esattamente quello in cui si erano trasformati i suoi genitori: sogno e ricordo.
Il display però non ne volle sapere di illuminarsi. Rimase spento, morto, defunto, kaputt. Hayley premette il tasto più e più volte, con crescente disappunto, ma quell'aggeggio non diede alcun segno di vita.
«Ma come è possibile?» bofonchiò inebetita, tornando a guardarsi attorno, come se tra i fili di erba potesse miracolosamente trovare la risposta al suo smarrimento. Di casi simili al suo ne aveva studiati e letti a dozzine: gente affetta da sonnambulismo che si ritrovava a vagare dispersa fuori casa in pigiama o mutande, per risvegliarsi poi a isolati o miglia di distanza. Racconti per spaventare i bambini più che verità scientifiche fondate: cazzate. Lei non soffriva di sonnambulismo, lei era stata colpita da una scarica elettrica, lo ricordava chiaramente. E per fortuna era ben vestita, non in pigiama.
Hayley ricordava il blackout, esattamente come ricordava ogni momento della giornata appena trascorsa.
Non che avesse fatto molto, dato che l'aveva passata mangiando cibo spazzatura, e friggendosi gli occhi davanti al suo dannato videogioco. In pratica la solita routine che conduceva da mesi: reclusa in casa come una reietta.
Dopo cena però, diversamente dal solito, si era preparata per uscire. Seppur controvoglia, avrebbe dovuto raggiungere le sue amiche Bettany e Claire in un pub al Greenwich Village. Aveva cercato di dissuadere più e più volte Bettany a lasciarla stare, ma quella aveva insistito fino alla nausea.
«Non puoi chiuderti anche stasera su quel fottuto computer!» le aveva urlato al cellulare. «Basta! La tua vagina si seccherà e cadrà, se non ti deciderai a darla a qualcun altro!»
Come no. Come se il problema fosse Stephan, il suo ex che aveva fatto le valigie un mese prima, mollandola a un passo dalla laurea, prima dell'ultimo esame. Quel bastardo, lui e i suoi riccioli biondi da cuoco fallito.
Bettany era stata comunque così stracciapalle e insistente, che alla fine lei aveva ceduto. Sarebbe uscita per poche ore facendo felice quella mangia uomini, ma sapendo già che sarebbe rientrata poche ore dopo, magari fingendo di rimorchiare qualcuno per non destare attenzione. Avrebbe preso un taxi, e una volta in casa si sarebbe infilata il pigiama, e avrebbe continuato a giocare indisturbata al computer. Non si era ancora staccata da quel videogioco che già le mancava, era una droga. E il suo un ottimo piano, infallibile. E infatti aveva funzionato, forse anche troppo.
Sotto sotto, Hayley sapeva che le sue amiche avevano ragione. Dopo la morte dei suoi genitori, da ragazza solare e vispa, lei si era chiusa sempre più in se stessa diventando cinica, scorbutica e scontrosa, la brutta copia di quello che era un tempo.
Margareth e Jack non erano i suoi genitori biologici. Lei era figlia di una madre e di un padre spariti nel nulla. Due medici affermati l'avevano adottata, crescendola nel miglio e dei modi con amore e dedizione, e insieme avevano creato una famiglia.
Appena finito il college Hayley era andata a vivere da sola, a New York. La sua eccellente media scolastica le aveva garantito un posto alla NYU, avrebbe studiato medicina e sarebbe diventata un dottore, esattamente come i suoi.
Trasferirsi nella Grande Mela era stata una separazione dolorosa ma necessaria, così suo padre le aveva lasciato il lussuosissimo loft nell'Upper East Side, quello che usava quando si recava in città. Hayley in cambio tornava a trovare entrambi a ogni festività e in ogni weekend libero dagli studi. Poi tutto era finito di colpo. A gennaio, un giorno freddo, un giorno qualunque. Due poliziotti le avevano detto ciò che una figlia unica non vorrebbe mai sentirsi dire: che c'era stato un incidente, che da quel momento era sola al mondo. Sola. Come non lo era mai stata in tutta la sua vita. Quel giorno, insieme a Margareth e Jack morì anche il desiderio di studiare, di diventare qualcuno, di aiutare il prossimo. Poter seguire le orme dei genitori era sempre stato motivo di vanto per Hayley, mentre ora provava solo pena. Pena per loro, pena per se stessa.
Aveva smesso così di uscire, e ridotto al minimo le frequentazioni con le sue amiche, il suo umore era peggiorato almeno tanto quanto il suo carattere. Stephan non aveva retto e l'aveva mollata, lasciandola sola in quell'immenso loft, sola con la sua acredine, con la sua reclusione, con il suo alcool, serie tv e cibo da asporto.
L'incontro avvenne in un pomeriggio piovoso di metà marzo. Con un bicchiere di vino di troppo, e una buona dose di noia in corpo, Hayley si era trovata a gironzolare su Facebook e l'occhio le era caduto su una pubblicità banner. Una di quelle che normalmente non si notano mai, una che sponsorizzava in maniera triste e priva di entusiasmo un videogioco RPG* gratuito.
Aveva cliccato su quel link senza neanche rendersene conto, e si era ritrovata subito a scaricare un gioco che prometteva in maniera poco originale:
'Un'avventura incredibile in una terra sconosciuta!
Costruisci il tuo eroe e vivi una vita in un mondo medievale fedelmente ricreato nei singoli dettagli.
Perditi nella vastità delle foreste della Contea di Rovshire, ammira i tramonti dai bastioni di Levongrest.
Crea, allena, forgia il tuo eroe! Preparalo ad affrontare temibili nemici, intrighi e giochi di potere. Salva il Regno di Aisthale dalla minaccia incombente, sii il faro che riporterà la luce in queste terre! Pegi 18'Si doveva trattare dell'ennesimo giochino di bassa lega, pieno di bug e caricamenti decennali. Le immagini di repertorio sembravano belle, ma lei sapeva che il gioco stesso sarebbe stato un altro paio di maniche, e non si era sbagliata poi di molto. Il Regno di Aishtale, questo era il poco fantasioso titolo, non aveva niente a che vedere con opere come 'The Witcher' o 'Skyrim'**, non c'era niente della qualità grafica di quei titoloni. Ma da subito, non appena creato il personaggio e mosso i primi passi in quel regno dai pixel esageratamente sgranati, Hayley si era innamorata perdutamente di lui. Amore forse era esagerato. Non esagerato anzi, poco esatto: Hayley si ossessionò così tanto con quel videogioco, le creò così tanta dipendenza da non lasciarla uscire di casa per giorni.
Mangiò a malapena, e rispose il minimo indispensabile al telefono, tutto pur di non staccarsi dal suo pc e dal suo eroe.
Quel gioco era grezzo, semplice ed elementare, non spiccava certo per grafica o intelligenza, anzi a tratti era a dir poco imbarazzante. Le missioni erano così semplici che praticamente si risolvevano da sole, i nemici erano stupidi e prevedibili, il livello di difficoltà una bazzecola, dialoghi, grafica, era tutto abbozzato. L'ingenuità di quel titolo era disarmante, pessima. Il comparto audio sembrava uscito dal peggior incubo elettronico anni '90, una roba cacofonica e spesso soggetta a blocchi e imprecisioni. Hayley non capiva come qualcuno fosse stato così coraggioso da mettere online un gioco simile, proprio non se ne capacitò.
Così come non riusciva a comprendere come mai non poteva staccarsene neanche per un giorno. ...

****
L'AUTRICE
Laura Nottari vive a  Roma, è gastronoma  e nel tempo libero legge e scrive. Laura  non si arrende a vivere in un solo mondo. Away, primo volume di una breve serie ambientata in un un medioevo fantastico,  è il suo  primo romanzo. 
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FORGIATO NELL'ACCIAIO (# 7 serie KGI ) di Maya Banks (Leggereditore)

LEGGEREDITORE PUBBLICA IN EBOOK UN NUOVO ROMANZO DELLA SERIE ROMANTIC SUSPENSE DI MAYA BANKS . IL CARTACEO USCIRA' IL 2 GENNAIO. LE  FAN DEL RM RINGRAZIANO E CORRONO A LEGGERLO! 


Autrice:  MAYA BANKS
Genere: Contemporaneo, Romantic Suspense
Ambientazione: Costa Rica, Tennessee (USA), Kosovo (Serbia)
Pubblicazione: Leggereditore, ebook: 12 dicembre 2018; 
cartaceo: 2 gennaio 2019 ;  pp.352, €14,45
Parte di una serie: 7° serie KGI
Disponibile in ebook a € 4,99

TRAMA: Jackson Steele, leader di un team del KGI, soprannominato Uomo di ghiaccio, è un enigma che nemmeno i suoi compagni di squadra riescono a sciogliere. Le sue emozioni sono bloccate e nulla e nessuno sembra in grado di scalfirne il carattere gelido e duro come l’acciaio. Nessuno tranne Maren Scofield, dottoressa che collabora col KGI e unica donna in grado di abbattere le sue difese, minacciando di rompere quel freddo imperturbabile per cui Steele è leggendario. Lui è determinato a non permetterglielo, ma quando Maren è in pericolo, rapita da un pazzo ossessionato da lei, Uomo di ghiaccio non può lasciare a nessun altro il compito di proteggerla e metterla al sicuro. Tra loro sta nascendo qualcosa, ne è sicuro, eppure sente di non essere ancora pronto a svelarle i suoi segreti e ad accettare i cambiamenti che questo comporterebbe. Steele ha una decisione da prendere, forse la più difficile della sua vita: rinunciare a Maren oppure affrontare ciò che più lo spaventa: l’amore.


****
COME INIZIA IL ROMANZO...
1
«Aggiornami» disse Steele sottovoce.
La ricetrasmittente gracchiò nell’orecchio di Steele e la risposta di P.J. Rutherford non si fece attendere.

«Visuale ostruita. Ripeto, visuale ostruita. Dammi due minuti per riposizionarmi.»
Steele osservò con impazienza le torrette di guardia. Erano in ritardo di quindici minuti e ne mancavano solo quarantacinque all’arrivo dell’elicottero. Non restava più molto tempo per fare irruzione e prendere la ragazza.
Non era del tutto convinto che la ragazza volesse essere liberata, ma i genitori avevano pagato una fortuna affinché il kgi la strappasse dalle grinfie di Matteo Garza. Nei tre giorni di stretta sorveglianza, Christina Westlake non gli era sembrata molto angosciata. Non aveva fatto altro che gironzolare mezza nuda su un paio di tacchi vertiginosi, dispensando sorrisi e guardandosi attorno con aria compiaciuta. Steele pregò che almeno quel giorno la ragazza indossasse delle scarpe comode, perché correre su quei tacchi a spillo sarebbe stato un bel problema.
«Datti una mossa, P.J.!» brontolò Steele. «Abbiamo una tabella di marcia da rispettare.»«Rilassati capo,» disse Cole strascicando le parole «la mia ragazza finirà il lavoro.»Steele alzò gli occhi al cielo, sapendo fin troppo bene che in quel momento anche P.J. stava facendo lo stesso. Era certo che al termine della missione avrebbe dovuto sorbirsi un altro battibecco tra i due neosposini, perché senza dubbio P.J. avrebbe fatto Cole a pezzi per quel commento.
«Nessuna traccia del nostro obiettivo?» irruppe Dolphin. «Non vedo la ragazza da almeno trenta minuti. A quest’ora non avrebbe dovuto prendere il sole?»
Miss Westlake era un’abitudinaria, di questo Steele ne era certo. Dolphin, Baker e Renshaw avevano accettato con entusiasmo di svolgere i turni di appostamento pomeridiani solo per poter ammirare quella bionda tutta gambe in perizoma. Inutile dire che la ragazza era solita prendere il sole in topless.
Era senza dubbio uno schianto, ma a Steele non suscitava alcun interesse.
«È in ritardo,» mormorò Baker «il che significa che saremo costretti ad andarla a cercare una volta dentro.»

«Posso sacrificarmi io» disse Renshaw con tono allusivo.
«Silenzio!» ordinò Steele. «Esigo silenzio radio fino a nuovo ordine. P.J., acquisisci quel

maledetto bersaglio. Stiamo aspettando solo che tu faccia fuori le guardie per dare inizio alle danze.» «Fuori uno... e due» disse P.J. con tono secco. «Entrambe le torri di guardia sono libere. Forza, cowboy! Imbrigliamo la puledra e torniamocene a casa...»La risatina di Cole risuonò nell’orecchio di Steele. «Questa sì che è la mia ragazza!»
«Muoviamoci» tuonò Steele. «Voglio un lavoro rapido e pulito.»
Steele scivolò fuori dal nascondiglio che aveva costruito, imbracciò il fucile e strisciò tra i fitti cespugli che circondavano la sontuosa abitazione.
Di solito in questi casi Steele avrebbe atteso il favore del buio per fare irruzione, ma Garza aveva raddoppiato la sicurezza durante la notte, quasi come avesse previsto un’incursione notturna. Durante il giorno invece le poche guardie in servizio erano pigre e distratte. Sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Forse. ...
****
DA LEGGERE NELLA SERIE KGI/
THE KELLY GROUP INTERNATIONAL

1.The Darkest Hour (2010) - ed.italiana: L'ORA DELLA VERITA', Leggereditore, gennaio 2014 - Ethan Kelly e sua moglie Rachel -VEDI QUI la ns. recensione
2. No Place to Run (2010) - ed.italiana: NESSUNA VIA DI FUGA, Leggereditore, giugno 2014 - Sam Kelly e Sophie Lundgren -VEDI QUI la ns. recensione
3. Hidden Away ( 2011) - ed.italiana: NASCOSTI NELL'OMBRA, Leggereditore, maggio 2015 Garrett Kelly e Sarah Daniels -VEDI QUI la ns. recensione
4.Whispers in the Dark (2012)  - ed.italiana: SOSPIRI NEL BUIO, Leggereditore, gennaio 2016 Nathan Kelly e Shea -VEDI QUI la ns. recensione
5. Echoes at Dawn (2012)  - ed.italiana: ORIZZONTI SCONOSCIUTI, Leggereditore, giugno 2017 - Rio e Grace Peterson -VEDI QUI la ns. recensione
5.5. Softly at Sunrise, (2012) - novella  - ed.italiana: ALBA DI FUOCO, Leggereditore, luglio 2018 - Rachel Kelly e suo marito Ethan
6. Shades of Gray (2012)  - ed.italiana: DESIDERIO DI VENDETTA, Leggereditore, LUGLIO 2017P.J. e Cole  -VEDI QUI la ns. recensione
7. Forged in Steele (2013) - ed.italiana: FORGIATO NELL'ACCIAIO, Leggereditore,  dicembre 2018 - Steele e Maren Scolfield
8. After the Storm (2014)  - Donovan Kelly e Eve
9. When Day Breaks ( 2014) - Daryl Swonson 'Swonny' e  Eden  Sinclair
10. Darkest Before Dawn (2015) Hancock' e Honor
11. Brighter Than The Sun (2017) Joe Kelly e  Zoe
12. Wherever You Are (2019) Skylar Watkins e ......



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L'AUTRICE

Maya Banks  è il nom de plume di Sharon Long. L'autrice vive in Texas con il marito , i tre figli e un assortimento di gatti. Quando non scrive, alla Banks piace andare a caccia, a pesca o giocare  a poker. Vera 'figlia del Sud', ama proporre nei sui libri personaggi e ambienti del sud degli Stati Uniti. Oltre alla serie Romantic Suspense  KGI, l a Banks ha anche scritto storici e ha da poco pubblicato una serie erotica tradotta anche in italiano.

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