SOTTO IL KILT...NIENTE di Giuditta Ross (Triskell Edizioni)

Autore:  Giuditta Ross
Genere:  Contemporaneo
Ambientazione:  Scozia, Edimburgo
Pubblicazione:  Triskell Edizioni, 8 febbraio 2018, pp 177, € 11,00
Livello sensualità :  MEDIO
Disponibile in ebook a  €  2,99

TRAMA  A volte ci sono proposte che non si possono davvero rifiutare. Quando il suo più caro amico ed ex coinquilino dei tempi dell’accademia le chiede di raggiungerlo a Edimburgo, come supporto all’equipe di restauro del Museo Nazionale di Scozia, Amalia Rossetti capisce che è proprio una di quelle occasioni. L’accoglienza in Scozia non è delle migliori ma, finché può passare le sue giornate in laboratorio con i suoi preziosi reperti, Amalia è nel suo elemento. Non teme il clima e neppure i colleghi saccenti e pusillanimi da rimettere al proprio posto. Solo una cosa non ha considerato: il capo della sicurezza MacLeod.

Iain MacLeod prende molto sul serio il suo ruolo di capo della sicurezza. Dopo che al museo si è verificata un’esplosione la cui natura resta ancora tutta da definire, gli viene affidato il compito di tenere tutto sotto controllo. E tenere le cose sotto controllo, è proprio quello in cui eccelle.

Nascosto nel suo ufficio bunker, esce solo per intimorire, con la sua stazza considerevole e la sua collaudata espressione da osso duro, le frotte di turisti troppo chiassosi che sciamano nelle sale. Fare rispettare le regole sembrerebbe la sua ragione di vita.
Solo una cosa non ha considerato: la dottoressa Amalia Rossetti.


Avete presente quei periodi incasinati in cui ti senti sopraffatta da persone e situazioni? Bene, in quei momenti, per me, è di vitale importanza scegliere il romanzo giusto. La mia povera testolina non può reggere storie pesanti, complesse, sofferte; ha bisogno di leggerezza , brio, qualcosa che mi faccia fare pace con il mondo, mentre cerco di rilassarmi a letto. Questo romanzo è capitato in uno di quei momenti e l’ho praticamente divorato. "Sotto il kilt niente" è un mix di umorismo e simpatia che ti conquista fin dalle prime pagine, anche il tocco suspence, ben inserito nella trama, mi ha convinta. 
Amalia Rossetti, esperta restauratrice, dopo aver subito un ridimensionamento del budget per il suo nuovo progetto di ricerca, (purtroppo da questo punto di vista non si può sognare neanche nei romance) accetta di affiancare il suo amico Sean, nel recupero di alcuni manufatti danneggiati dopo un’esplosione al Museo Nazionale di Scozia. Appena arrivata a Edimburgo, la prima persona in cui si imbatte è Ian MacLeod, capo della sicurezza, un colosso d’uomo con profondi occhi azzurri e capelli scuri con bagliori rossicci, sexy come il peccato. Ian è il sogno di ogni donna: una notevole distesa di muscoli su un metro e novanta di adone, affascinante, sicuro di sé e soprattutto protettivo, per certi versi mi ha ricordato un po’ gli uomini della Rice. Amelia, è un osso duro nella sua professione, non si ferma davanti a niente e nessuno sicura della sua competenza; nella vita privata, però, è davvero una frana. Totalmente incapace di empatia con gli altri e insofferente alle più comuni regole sociali, vive la sua vita dedicandosi anima e corpo al lavoro, convinta, da passate esperienze, di essere frigida . Completamente disinteressata a qualunque rapporto con l’altro sesso, cambierà presto idea  (chi non lo farebbe!) , e dopo una serie di botta e risposta davvero spassosi, si lascerà andare. Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e incuriosiscono, spero di poter leggere presto le loro storie. Un romanzo che mi ha conquistata e mi ha lasciata con il sorriso sulle labbra, non potevo chiedere di più. 







LEGGI UN ESTRATTO ...

[...] Come direttore dell’equipe di restauratori, Sean aveva ricevuto l’ordine di mettere insieme una squadra in grado di rimettere in sesto il museo e riportare a nuova vita i preziosissimi pezzi che si erano salvati dal disastro. In poche parole, l’amico le aveva fatto una proposta che non poteva rifiutare, soprattutto alla luce delle scarse possibilità che aveva in patria. Si era fatta due conti, aveva indetto una riunione con i ragazzi, esposto i fatti e prenotato il volo per lei e due dei suoi collaboratori che non stavano già più nella pelle.
Così, ad appena una settimana da quella fatidica telefonata, Amalia marciava trafelata nei corridoi del National
Museum of Scotland, alla ricerca dell’archivio generale. La borsa che portava a tracolla pesava come un carico di mattoni, la camicetta azzurra che indossava aveva già perso un bottone, mentre la giacca blu scuro, che aveva messo per
smorzare l’effetto poco professionale dei jeans scoloriti, l’unica concessione che aveva intenzione di fare a Sean, era irrimediabilmente sgualcita. Del resto, appena sistemati i documenti, si sarebbe seppellita in laboratorio, avrebbe indossato il suo camice e delegato qualunque ruolo istituzionale a Francesca o Pietro. Senza dubbio molto più qualificati di lei in termini di… interazioni con i propri simili. Non che lei non ci sapesse fare con le persone, no, certo, solo non ne aveva la pazienza, così come non possedeva neppure un briciolo di sopportazione per i giri di parole. Pietro sosteneva che fosse quel suo lato poco diplomatico a frenare irrimediabilmente la sua brillante carriera. Quello che gli aveva risposto il giorno che lui gliel’aveva fatto notare le era costato una settimana di musi lunghi e occhiatacce. Amalia sospirò, probabilmente il suo amico aveva ragione. Lei era più adatta a interagire con gli oggetti inanimati: i fregi, le icone e i reperti scovati dagli archeologi nei loro buchi polverosi. L’umidità che aveva raccolto lungo il tragitto dal suo appartamento al museo le aveva incollato sulla nuca alcune ciocche sfuggite al disastroso chignon che aveva improvvisato. Non le dispiaceva il clima uggioso del nord, ma quello era decisamente un colpo basso alla sua già precaria serenità mentale. Dove diavolo era il dannato archivio? Amalia sistemò sotto un braccio il fascio di documenti e si tolse gli occhiali per asciugare le lenti appannate, senza rallentare di un decimo la propria andatura. Aveva solo venti minuti prima della riunione e Sean tendeva a essere irritabile di primo mattino.  Era lì da tre giorni e lo aveva sentito solo per telefono: come la sera prima, quando, al termine dell’ennesima chiamata, le aveva intimato di essere puntuale per la riunione dello staff operativo. Dannazione, perché non le lasciavano semplicemente svolgere il suo lavoro e basta. Magari avrebbe potuto mandarci Pietro alla maledetta riunione. Tre o quattro mesi prima, Campbell si era fatto prestare uno dei suoi ragazzi per sovrintendere ad alcuni allestimenti nell’area espositiva e Pietro era stato il prescelto. Ancora meglio, avrebbe potuto incaricare Francesca: sapeva il fatto suo e poi aveva una cotta per Campbell. Amalia era certa che qualche moina della giovane avrebbe risollevato il morale di Sean e così, forse, lui avrebbe addirittura lasciato correre. Già, e lei si sarebbe potuta godere una
bella tazza di caffè e organizzare gli interventi più urgenti. Più ci pensava, più quell’idea sembrava perfetta, meravigliosa, addirittura geniale. Le mani le prudevano se solo ripensava al reliquiario che aveva disimballato la sera prima. Era un reperto antichissimo, inestimabile. Si era salvato per miracolo dall’esplosione, riportando solo pochi danni strutturali; era necessario intervenire per eliminare alcune schegge dalla parte frontale, mentre gli intarsi metallici andavano consolidati ma, tutto sommato, l’integrità di quel favoloso manufatto era stata compromessa in modo minimo. Stava ripassando mentalmente il disegno complesso dei fregi, quando andò a sbattere violentemente contro un muro. Gli occhiali le sfuggirono di mano mentre, con un tonfo, finiva col didietro sul pavimento. Amalia e il muro imprecarono all’unisono, anche se in lingue diverse. Vedendo muoversi la grossa sagoma scura, dovette ricredersi: non era affatto un muro, ma un armadio ambulante, quello sì. L’armadio in questione si chinò su di lei e con gesti precisi le inforcò gli occhiali dalla spessa montatura, meravigliosamente intonsi. Attraverso le lenti Amalia vide che l’armadio era, più precisamente, un esemplare di essere umano, un maschio, con qualche gene in comune con la razza dei giganti descritta nelle leggende locali. Nessun mistero che da quelle parti ci credessero davvero, quasi quasi se ne stava convincendo anche lei. Amalia accettò la mano che il gigante le porgeva e squittì appena quando lui la proiettò verso l’alto con un po’ troppa forza, tanto da farsela rimbalzare sul torace granitico. Il tutto eseguito con un’espressione impassibile e severa sul volto ben rasato. Il gigante la scrutò con interesse: i suoi occhi da falco erano di un azzurro chiarissimo, mentre i capelli scuri mandavano bagliori rossicci sotto le luci del soffitto. Amalia si rese conto di tre cose che avvennero nel giro di pochi istanti: il fermaglio che aveva appuntato con tanta perizia aveva perso la lotta contro i suoi capelli e le ciocche selvagge si riversarono scomposte sulle sue spalle; la tracolla si ruppe e la sua borsa cadde con un tonfo sonoro ai suoi piedi e, giusto per non farsi mancare nulla, un altro bottone della camicia si arrese. L’espressione del signor gigante non mutò di una virgola.
I suoi occhi dardeggiarono brevemente sul suo petto vergognosamente esposto, ma solo per soffermarsi sul badge fissato al risvolto della giacca e poi sul suo viso arrossato.

«Dottoressa… Rosseti?» pronunciò con voce grave, appena arrochita.
«Rossetti,» scandì lei senza fiato.
«Amalia Rossetti,» precisò poi, guardando con una certa diffidenza la manona che lui le porgeva.
«MacLeod…» Amalia fissò l’uomo gigantesco e il suo sguardo troppo intenso. Non si sarebbe lasciata intimorire.
«Oddio non me lo dica: Duncan MacLeod, del clan MacLeod?» Il gigante aggrottò le sopracciglia e incrociò le braccia sul petto.
«No, miss Rossetti, Iain MacLeod. Capo della sicurezza.
***** 
L'AUTRICE DICE DI SE'...
Giuditta Ross è, prima di qualsiasi altra cosa, una sognatrice, un’irriducibile latitante della realtà. Giuditta è una lettrice affamata, una divoratrice di emozioni.
A tenerla con i piedi per terra ci sono un marito, una figlia e una gatta che fanno a turno per reclamarla al presente.
I suoi pensieri, preda di ispirazioni improvvise, vagano fin troppo spesso tra le faccende quotidiane e qualche scena di quel libro che piano sta prendendo forma, con risultati spesso improbabili. È una seguace dell’immaginazione, una schiava della fantasia, un’adepta del sogno a occhi aperti. 
Ecco spiegata la nascita di questo romanzo: in fondo, Giuditta, non è che il frutto di un sogno che incredibilmente si avvera. 
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7 commenti:

  1. Grazie per la meravigliosa recensione. Sapere di aver strappato un sorriso e aver portato qualche ora di spensierato relax è per me una grandissima soddisfazione. Il libro di Eric è in stesura e... <3
    Ross

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  2. Cosa può fare una bella recensione!!!!! Grazie mille! Avevo visto sto libro ma scartato all'istante perché dalla copertina mi aveva dato un'altra impressione. Ora lo prendo subito perché non vedo l'ora di divertirmi anch'io!! Grazie!

    RispondiElimina
  3. Ok mi hai convinto Mel, anche io avevo scartato il libro vista la copertina e il titolo, pensavo al solito eroticone 3 2 1 si tromba!
    Gli darò una chance :)

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  4. Sono contenta di avervi aiutato nella scelta. Niente eroticone, andate tranquille😉

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  5. Devo essere sincera, di solito sono d'accordo con le tue recensioni ma in questo caso no: avevo già letto questo libro prima che uscisse l'articolo e, onestamente, l'ho trovato noioso, piatto e in alcuni punti quasi ridicolo. Ovvio, poi sono gusti personali ma personalmente avrei preferito non buttare due ore della mia vita per leggerlo.
    In ogni caso complimenti per il sito, leggo le tue recensioni sempre con molto piacere.

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    Risposte
    1. Grazie Shira per i complimenti.Mi fa piacere che tu legga ilnostro blog con piacere. Non si può essere sempre d'accordo sui libri, questo è un dato assodato. Pensa che io o riletto libri per i quali stravedevo qualche anno fa che adesso mi hanno lasciata freddina... de gustibus e tutto quello che segue! ;-)

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  6. Bello bello bello e divertente non vedo l'ora di poter leggere il seguito . Si sa già quando uscirà?

    RispondiElimina

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