IL QUADRO DI LILY di Sarah McLean (Harper Collins)

Autrice: Sarah MacLean
Titolo originale: A Scot in the Dark
Traduzione: Rossana Lanfredi
Genere: Storico
Ambientazione : Inghilterra, 1829
Pubbl. Originale: Avon, 2
016, pp. 342 (cartaceo)/pp.392 (ebook)
Pubbl. Italiana : Harper Collins,  coll. IGRSS, aprile 2018, pp.350 ,€6,90
Parte di una serie: 2° serie Scandali e guai
Livello Sensualità : BASSO
Disponibile in Ebook a €5,99

TRAMA: Londra, 1834 - A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l'aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d'Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c'è qualcosa che gli piace... anche troppo!


Siamo a Londra, nel 1834 e Alec di Warmick, ha ereditato il  ducato dopo che in pochissimo tempo i diciassette precedenti duchi sono defunti nelle maniere più strane. Non per nulla viene chiamato “Il Duca Annacquato”.  Ah! dimenticavo: lui è scozzese, odia Londra e siccome insieme al ducato ha
ereditato anche una pupilla, deve recarsi nella capitale perché la signorina si è messa in un grosso pasticcio, risolto il qual , lui si augura in una decina di giorni, potrà ritornare nella sua amata Scozia e dalla giovanissima sorellastra.
…” Accidenti a sua sorella.
-Una protetta!-  aveva gracchiato Catherine quando lo aveva saputo  - Che cosa eccitante! Credi che sarà  bella e affascinante?-
E quando poi lui le aveva detto che secondo la sua esperienza, la bellezza era la causa di quasi tutti gli scandali e che non aveva interesse alcuno ad affrontare quello scandalo in particolare, la sorella aveva immediatamente insistito affinchè  facesse i bagagli .Quella  piccola strega era riuscita a manipolarlo, con notevole abilità.
- E se le toccasse subire la malignità della società? E se fosse  stata tutta sola? E se avesse disperatamente bisogno di un amico?  O di un paladino? -   Si era fermata, aveva sbattuto quegli enormi occhi azzurri e aveva aggiunto: - E se ci fossi io al suo posto?
Ormai era chiaro :le sorelle erano il castigo per malefatte commesse in vite precedenti .
E in quelle  attuali.”
Ma tra  il dire e il fare si mette di mezzo proprio l'imprudente ragazza, Lilian Hargrove che, povera lei, ha posato nuda per un artista, tale Derek Hawkins, di infausta nomea,  già trovato nel primo libro della serie sempre in situazioni negative quella volta con una delle  sorelle Talbot.
Questo  borioso e smisuratamente egocentrico pittore vuole esporre il quadro in una pubblica mostra, dopo aver promesso il contrario alla giovane, rovinandola per sempre agli occhi della società.
..” –Oh, Lily…voi eravate la mia musa. Mi dispiace che abbiate frainteso il vostro ruolo. Voi eravate il mezzo attraverso il quale si esprimeva la mia arte. Siete il contenitore nel quale il mondo vedrà  il mio valore senza tempo. Quel ritratto è la mia Madonna con bambino. La mia Creazione dell’uomo. Per i secoli a venire la gente verrà a vederlo  e sussurrerà il mio nome con riverente meraviglia-
 Fece una pausa ad effetto, poi provò il sussurro in questione.
 –Derek Hawkins. “
Lilian è cresciuta in solitudine, affidata dal padre prima di morire al ducato, e quindi al seguito dei vari eredi, che l’hanno mantenuta ma mai fatta sentire parte della famiglia. Ecco perché ha dato fiducia al pittore convinta di aver trovato l’amore e di esserne ricambiata. Alec arriva in città e si trova davanti ad una giovane donna bellissima ma anche molto cocciuta: lui vuole farla sposare in fretta e lei vuole solo fuggire.
…”Credo che dovreste andarvene.
Lui restò immobile a lungo, poi disse:
-Sono qui per aiutarvi.
Lily rise, una risata, la sua, senza allegria.
-E’ impressionante Vostra Grazia, con quanta abilità riusciate a sembrare un tutore premuroso.
-Sono venuto appena   ho saputo della vostra situazione.”
E così tra un malinteso ed un altro la storia prosegue e sorpresa…tornano le Spudorate S. che prendono sotto la loro ala protettrice la povera Lily.
Ci sono fughe, scazzottate, ritorni di vecchie fiamme e intanto i due protagonisti si scoprono sempre meno nemici e più desiderosi di stare insieme. Finalmente dopo trecentocinquanta  pagine tutti si risolve per il meglio.
Ora qualcuno potrà dirmi che non sono tante per un bel romance! Concorderei con voi se la metà di questo romanzone non fosse dedicato ad elucubrazioni mentali dei due protagonisti.
 “ Sono troppo grosso e non sono adeguato ad una donna come compagno per la vita…però la vorrei anche se non la merito.  Mi chiamano “La Bestia” e hanno ragione ! Sono alto sei piedi e mezzo e peso più di trecento libbre: quale donna mi vorrebbe! “
Questo da parte di Alec.
         Lei non è da meno.
“... lo vorrei ma sono rovinata quindi è meglio che io fugga.  Però magari lascio qualche indizio così mi ritrova e mi porta con sé anche se non lo merito perché non sono più una ragazza da sposare! “
E quando finalmente si lasciano andare al richiamo naturale del loro desiderio  c’è di nuovo un ripensamento! Uffa! Ad un certo punto ho pensato non finisse più e cominciavo ad annoiarmi.
Lilian è una delle protagoniste meno simpatiche di cui ho letto, pur con tutta la comprensione per la sua situazione che proprio così brutta non era: invece di piangersi addosso avrebbe potuto sfruttare le possibilità dell’essere a carico dei duchi scegliendosi un’accompagnatrice  e vivere in altra maniera.
Alec ha qualche ombra nel passato giovanile ma nulla di così grave da isolarsi e diventare tanto  insofferente: va bene è grande e grosso ma non ha niente che sia fuori posto!
…”Ieri vi siete offerto di sposarmi.
E lo avrebbe fatto. Lo avrebbe fatto anche ora. Se soltanto...
-Io non sono abbastanza per voi!”
Insomma due vittime di loro stessi!
Intendiamoci, non è una brutta lettura, ma non scorre e solo quando intervengono personaggi già conosciuti in altri libri, il romanzo prende vita. Secondo me l’autrice avrebbe potuto farci leggere qualche scena d’amore in più e la storia ne avrebbe guadagnato. Ecco, perché il finale mi è così piaciuto! Comunque devo complimentarmi con lei per aver dato vita ad un personaggio come Hawkins che è miciadialmente odioso: un pallone gonfiato all’inverosimile!










COME INIZIA IL ROMANZO...
PROLOGO
DEVASTAZIONE DUCALE!
DODICI GIORNI DI OSCURITÀ E TRAGEDIA
Marzo 1829Bernard era Bernard Settlesworth, avvocato, riteneva che il nome di un uomo indicasse il suo destino e in verità, essendo lui terzo di una stirpe di giuristi al servizio dell'aristocrazia, era difficile non crederlo. Bernard era immensamente orgoglioso della
professione che esercitava con precisione quasi ogni giorno dell'anno. Dopotutto, diceva a se stesso, l'aristocrazia britannica si reggeva sul duro lavoro di uomini come lui. Senza i Bernard Settlesworth del mondo, che con maestria tenevano i libri mastri e con altrettanta maestria amministravano enormi proprietà, la Camera dei Lord sarebbe crollata, lasciando soltanto la polvere di antichi titoli e patrimoni nobiliari.
Lui faceva il lavoro dei gentiluomini, assicurandosi che l'aristocrazia restasse in piedi. E in soddisfacenti condizioni finanziarie.
E nonostante lo inorgoglissero tutti gli aspetti della sua professione, non c'era nulla che trovasse più gratificante che incontrare nuovi eredi, poiché era in quei frangenti che il nome Settlesworth esprimeva al meglio il suo significato letterale: settle, ossia sistemare, e worth, ciò che ha valore. Sistemare beni di valore, appunto.
O, per meglio dire, Bernard aveva trovato gratificante quell'aspetto fino a quando la tragedia non si era abbattuta sul Ducato di Warnick.
Due marchesi. Sei, tra conti e baronetti. Un proprietario terriero e i suoi tre figli. Un sacerdote. Un comandante di nave. Un cappellaio. Un allevatore di cavalli. E un duca.
Un diluvio di tragedie che aveva compreso una disgrazia in carrozza, un incidente di caccia, una rapina finita male, un annegamento nel Tamigi, lo sfortunato esito di un'influenza e un problema davvero sconvolgente con un cormorano. E l'elenco non finiva qui.Diciassette duchi... tutti morti. E nello spazio di due settimane.
Era stato un evento, anzi erano stati diciassette eventi senza precedenti nella storia britannica. Ma Bernard era un tipo zelante e dedito al suo lavoro, ancor più quando gli capitava di dover interpretare il ruolo di protettore di un titolo tanto antico e venerabile, nonché delle vaste terre (rese ancora più vaste dal rapido susseguirsi della morte di diciassette uomini, molti dei quali deceduti senza lasciare discendenti) e dei cospicui patrimoni (diventati ancora più cospicui per lo stesso motivo) a esso connessi.
E così accadde che si ritrovò nel grande ingresso in pietra di Dunworthy Castle, nella fredda, ventosa, selvaggia Scozia, faccia a faccia con Alec Stuart, un tempo diciassettesimo nella linea di successione del Ducato di Warnick e ora ultimo erede conosciuto del titolo.
Dire faccia a faccia, tuttavia, non era preciso. Dopo essere stato accolto da una graziosa giovane donna, infatti, Bernard era stato lasciato in quell'ingresso ad aspettare, circondato da imponenti arazzi e da una manciata di armi antiche che sembravano essere state appese a casaccio al muro. Così aspettò.E aspettò.
Dopo tre quarti d'ora comparvero due grossi cani, i più grandi che avesse mai visto, grigi e selvatici. Gli si avvicinarono, i movimenti ingannevolmente pigri, e Bernard si schiacciò contro il muro di pietra, pregando che decidessero di andarsi a cercare un'altra, più appetitosa vittima. Invece quelli si sedettero ai suoi piedi, le teste ispide che gli arrivavano quasi al petto, fissandolo con un sogghigno e senza dubbio pensando che dovesse essere molto gustoso.
Bernard li ignorò e, per la prima volta in tutta la sua carriera, gli venne il dubbio che quella di avvocato non fosse una professione così divertente.
Poi arrivò l'uomo, che aveva un aspetto ancor più selvaggio di quello dei suoi cani. Era scuro di capelli e grosso come una casa. Bernard non aveva mai visto un uomo tanto grosso... doveva essere alto più di sei piedi e mezzo, con una corporatura possente, muscolosa, e senza un'ombra di grasso. Bernard lo poté affermare con precisione poiché l'uomo non indossava la camicia.
A dire il vero non indossava nemmeno i pantaloni.
Portava il kilt. E una grossa spada.

****
LA SERIE SCADALI E GUAI
1. The Rogue Not Taken (2015) - ed.italiana: UNA GENTILDONNA IN CERCA DI GUAI, Harper Collins, luglio 2017 - Sophie Talbot e Marchese di Eversley - VEDI QUI la ns recensione
2. A Scot in the Dark (2016) 
- ed.italiana: IL QUADRO DI LILY, Harper Collins, aprile 2018 - Lilian Hargrove e Duca di Warnick
3. The Day of the Duchess (2017) -
 Seraphina Talbot e Duca di Haven

*****
L'AUTRICE
Sarah MacLean, di origine italiana (vero cognome Trabucchi) è cresciuta nel Rhode Island, letteralmente ossessionata dai romance storici e convinta di essere nata nell’epoca sbagliata. Il suo amore per la storia l’ha portata prima a laurearsi a Harvard e poi a prendere finalmente in mano una penna e scrivere il suo primo romanzo. Vive a New York con il marito, i loro cani e un’impressionante collezione di romanzi rosa. 

VISITA IL SUO SITO: 

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