IL SEGRETO DI EVA di Amy Harmon (Newton Compton)

Autrice:  Amy Harmon
Titolo originale: Fron Sand and Ash
Traduttrice:  Marialuisa Amodio
Genere: Storico/ Contemporaneo
Ambientazione:  Italia
Pubbl.originale: LakeUnion Publishing, 2016, pp.372
Pubbl.italiana:  Newton Compton, marzo 2018, pp.380, €10
Livello sensualità: MEDIO
Parte di una serie:  No
Disponibile in ebook a  € 5,99

TRAMA: 1943. La Germania occupa gran parte dell’Italia e le deportazioni degli ebrei aumentano di giorno in giorno. Fin da bambini Eva Rosselli e Angelo Bianco sono cresciuti come una famiglia, divisi solo dalla religione. Con il passare degli anni si sono innamorati, ma per Angelo è arrivata la vocazione e, nonostante i suoi profondi sentimenti per Eva, ha preso i voti. Adesso, più di dieci anni dopo, Angelo è un prete cattolico ed Eva è una donna ebrea che rischia la deportazione. Con la minaccia della Gestapo in avvicinamento, Angelo nasconde Eva tra le mura di un convento, dove Eva scopre di essere solo una dei tanti ebrei protetti dalla Chiesa. Ma la ragazza non riesce proprio a stare nascosta, in attesa della liberazione, mentre Angelo rischia la vita per salvarla. Con il mondo in guerra e le persone ridotte allo stremo, Angelo ed Eva affrontano sfida dopo sfida, scelta dopo scelta, fino a che il destino e la fortuna non decideranno di incontrarsi, lasciandoli stremati davanti alla decisione più difficile di tutte.Una storia d'amore nascosta sotto le macerie della seconda guerra mondiale


Angelo Bianco è cattolico, con una protesi alla gamba, nato in America e mandato in Italia all'età di 11 anni a vivere coi nonni che sono a servizio della famiglia Rosselli di religione ebraica.
Eva Rosselli, 9 anni, bella, brava e vissuta in una famiglia benestante in cui tutti i componenti si danno sempre da fare per stare insieme ed essere il più possibile sereni.
Il destino di Angelo è segnato: dovrà farsi prete e nonostante i due ragazzi crescano come fratello e sorella, sanno che quello che provano, una volta diventati adulti, è un sentimento profondo che il protagonista combatterà in ogni modo.
Sopraggiunge la guerra, l'occupazione tedesca, le deportazioni degli ebrei e tutto ciò di terribile che la storia ci ha insegnato e che moltissimi hanno vissuto.
A dir la verità quando ho capito che il libro verteva sull'amore di questa coppia in un periodo così tragico e pericoloso, mi era balenato per la mente di non proseguire. Leggere fatti veri mi faceva intristire e riflettere sull'incapacità umana di coloro che ambiscono solo al potere e alla loro bestialità, (non voglio offendere gli animali) arroganza, cattiveria e frustrazione che esercitavano su esseri indifesi, ma non ho potuto fare a meno di proseguire, perché anche se c'erano rabbia, tristezza, impotenza per i fatti veramente accaduti, l'esposizione è stata tale che ho voluto andare fino in fondo.
L'epilogo roseo c'è, ma la bravura dell'autrice, secondo me, non sta tanto nell'aver inventato una storia d'amore tra Angelo ed Eva, quanto la capacità di amalgamare la vicenda nella Storia e nei personaggi reali.
É chiaro che le brutture, come le Fosse Ardeatine, o la caccia all'oro che i tedeschi hanno perpetrato casa per casa ti lasciano sgomenta, non per questo si deve ignorare ciò che è capitato davvero.
Un libro che ho iniziato a leggere un po' restia, ma che poi mi ha conquistato del tutto.








COME INIZIA IL ROMANZO...
24 marzo 1944
Angelo dormiva già da un po’ sull’erba bagnata accanto alla strada, ma quella notte faceva freddo e lui indossava solo una tonaca leggera, perciò si svegliò scosso dai
brividi. Bastò quel piccolo movimento a strappargli un gemito, ma almeno il dolore al fianco destro servì a rianimarlo. Non vedeva niente e aveva la bocca così secca che leccò la rugiada sull’erba accanto al viso. Doveva muoversi per scaldarsi e doveva muoversi per trovare dell’acqua. Doveva muoversi per trovare Eva.Si sforzò di alzarsi e mosse un passo, poi un altro, cercando di convincersi che camminando avrebbe sentito meno dolore che restando sdraiato. Ogni respiro bruciava ed era sicuro di avere qualche costola rotta. Il buio e la gamba ferita rendevano ogni passo precario, ma trovò la postura meno dolorosa e si diede un ritmo, zoppicando sulla via Ardeatina verso Roma. Per lo meno sperava di essere diretto a Roma. Che Dio l’aiutasse, se stava tornando indietro. Riusciva a malapena a vedere con l’occhio destro, il sinistro era chiuso da tanto era gonfio e il naso era rotto. Non la riteneva una gran perdita. Dopotutto, non era mai stata la sua parte migliore. Gli mancavano tre unghie della mano destra e il mignolo della sinistra era spezzato. A un certo punto inciampò e cadde, appoggiandosi sul mignolo storto per riprendere l’equilibrio. Il dolore atroce gli fece girare la testa e lottò per rimanere cosciente. Si mise in ginocchio, con cautela, per gemere una preghiera alla Madonna, implorandola di aiutarlo ancora. Fu accontentato e si rimise in marcia.
Non doveva essere molto lontano dalla chiesa di Santa Cecilia in Trastevere. Otto chilometri, forse? Ma procedeva così lentamente che ci avrebbe messo ore ad arrivarci e non sapeva quanto mancasse all’alba. Le tenebre erano benvenute, se lo tenevano nascosto. Tutti lo davano per morto ed era più sicuro se avessero continuato a crederlo. Pensò all’aspetto che doveva avere: i capelli impiastricciati di sangue e sporcizia, la tonaca sudicia e puzzolente di sudore e morte. La indossava da tre giorni. Sembrava un messaggero dell’inferno anziché un soldato dell’esercito di Dio.
Sapeva che c’era un’altra chiesa lungo la strada. Tutte le strade di Roma ne avevano almeno una. Cercò di ricordare il nome del prete, ma non ci riuscì. Nei pressi c’era anche un monastero, e una scuola. Vi aveva sistemato alcuni profughi. Bambini. Ebrei. Ma la strada era tranquilla. Non aveva visto un’anima da quando erano passate rombando le camionette cariche di soldati tedeschi, armi ancora calde e casse di cognac vuote, lasciandosi alle spalle le antiche cave e le catacombe. Ospitavano nuovi morti adesso. I vecchi fantasmi erano stati sfrattati dalle Fosse Ardeatine.
Ci mise una dolorosa eternità a raggiungere la chiesa, ma affrettò il passo quando vide la fontana. Ci cadde praticamente dentro, di faccia, rischiando di affogare quando emise un rantolo di dolore e inalò l’acqua anziché inghiottirla. Era salmastra e probabilmente l’avrebbe fatto ammalare, ma era la cosa migliore che avesse mai assaggiato. Bevve a
sazietà e si rialzò, cercando di non urlare quando sfiorò la superficie ghiacciata con le dita massacrate. Si lavò meglio che poté, pulendo il sangue e il fango dai capelli e dalla pelle. Se non fosse arrivato a destinazione prima dell’alba, voleva almeno rendersi presentabile; inoltre l’acqua gli diede una sferzata di vita.
Trasalì per lo spavento quando scorse un’ombra incombere su di lui, ma si accorse subito che era solo un uomo di pietra. Una statua. La statua lo guardava con raggelata compassione, tendeva le mani, ma non poteva aiutarlo. Angelo non conosceva il nome del santo né il significato di quella statua – gli sfuggiva anche il nome della chiesa – ma qualcosa in essa, la solennità dell’espressione, la malinconica accettazione espressa dalla postura, gli ricordarono il San Giorgio di Donatello e il giorno in cui aveva ricevuto la vocazione.
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USCITE RECENTI DI AMY HARMON IN ITALIANO

Hai cambiato la mia vita (2017)
Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

Sei il mio sole anche di notte (2015)
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d’amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all’altezza di un ragazzo del genere… Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell’anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé? Leggi QUI la ns recensione. Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE

Amy Harmon sapeva già da piccola che scrivere era qualcosa che avrebbe voluto fare nella vita e crescendo si è dedicata alla scrittura di canzoni e racconti. Essendo cresciuta in campagna senza televisione, con solo i suoi libri e i suoi fratelli con cui intrattenersi, Amy ha sviluppato un sesto senso per ciò che rende buona una storia. Nella sua vita l'autrice è stata speaker motivazionale, insegnate di scuola media, mamma/insegnate a casa e membro del coro Saints Unified Voices, diretto da Gladys Knight, vincitore di un Grammy Award. Nel 2007 ha pubblicato un CD intotolato What I Know e ha scritto cinque romanzi.

VISITA IL SUO SITO: http://authoramyharmon.com/



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2 commenti:

  1. mi piace la harmon ed ho letto sia "hai cambiato la mia vita" che "sei il mio sole anche di notte", che mi sono piaciuti molto, ma non amo la guerra nè il periodo nazista,
    per cui non acquisterò questo romanzo anche se sarà senz'altro molto bello, ma il contesto mi mette troppa ansia e tristezza. non guardo mai nemmeno film di quel periodo, che mostrano come la cattiveria umana non ha limiti.

    RispondiElimina
  2. Adoro romanzi, saggi e film che parlano della Shoa, delle persecuzioni e del nazismo, ma poi inevitabilmente sto male. Il libro ce l'ho ma ancora non sono riuscita a iniziarlo.

    RispondiElimina

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