HONOR (#1 Breaking Poit series) di Jay Crownover (Newton Compton)

Autrice: Jay Crownover
Titolo Originale: Honor
Traduzione: Elena Paganelli
Genere: Contemporaneo, Young Adult
Ambientazione: Denver, USA
Pubblicazione originale: William Morrow, 2016, pp.368
Pubblicazione italiana: Newton Compton, 22 febbraio 2018, pp.315 , cartaceo € 10
Livello di sensualità: MOLTO ALTO
Parte di una serie: 1° serie Breaking Point
Disponibile in e-book a € 1,99

TRAMA: Non farti ingannare. Non cercare giustificazioni per me. Non sono un uomo per bene. Ho visto cose che non avrei dovuto vedere, fatto cose di cui nessuno dovrebbe parlare. Nella mia vita non c’è posto per onore e coscienza. Ma ho combattuto e sono sopravvissuto. Ho dovuto farlo. Quando l’ho vista ballare in uno strip club, ho sentito il cuore battere per la prima volta. Keelyn Foster era troppo giovane, troppo piena di vita per quel posto, e mi sono reso conto in un istante che doveva essere mia. Ma prima di averla, sarei dovuto diventare l’uomo più temuto di The Point. Per avere qualcosa di decente da offrirle. Adesso è così. I soldi non sono più un problema e non c’è niente che io non possa ottenere. Eccetto lei. È scomparsa, introvabile. Ma non intendo arrendermi. La troverò e la reclamerò. Sarà mia. Perché, come ho detto, non devi farti ingannare. Non sono un diavolo sotto mentite spoglie... Sono un diavolo che padroneggia la scena.


Non ho letto i precedenti romanzi della Crownover dedicati a The Point, perciò questo “Honor” ha faticato un po’ a farsi capire. Scritto con i capitoli alternati tra i due protagonisti, parte con una presentazione molto personale che Nassir Gates fa di se stesso prima di essere finalmente arrivato nel luogo che tutti nominano come se fosse “la meta”, che ognuno sogna se vuole diventare ricco e non ha  remore a sporcarsi le mani.
Nel locale più malmesso Nassir vede ballare quasi nuda sul palco, una giovanissima donna che salva dall’aggressione di un cliente . Lei si presenta come Keelyn Foster o meglio come Honor. Nassir è quasi fulminato dalla ragazza e capisce che non potrà più dimenticarla e che le darà il tempo di crescere e di capire che sarà la sua donna.
Questo è l’antefatto…perché ora siamo a Denver dove, scappata da The Point, Keelyn si è rifugiata e dove serve ai tavoli in una trattoria. Un sesto senso le fa tremare le gambe perché sente che i guai sono in arrivo: Nassir infatti l’ha trovata.
…”-Che ci fai qui , Nassir?-
Nassir Gates, per metà uomo, per metà mostro. Era letale e nocivo, celava tutta la sua bellezza sinistra dentro un completo incredibilmente costoso che lo faceva sembrare elegante e all’apparenza
civilizzato.
-Tu sei qui , Key. Dove altro dovrei essere?
-Ho una proposta d’affari per te Key. Voglio che tu torni a casa.”
 E la rivuole con sé ma lei lo rifiuta e lo allontana.
Dopo averci riflettuto, a causa anche di un piccolo tranello che Nassir le ha giocato, finalmente si decide a ritornare a The Point e ad accettare l’offerta che Nassir le fa di diventare socia in un nuovo locale. Lei si scopre anche desiderosa di conquistare sessualmente l’uomo e non si accorge che lui è innamorato da anni di lei ma le ha voluto concedere lo spazio per maturare e diventare forte e indipendente.
…”-Quanto dovrò andare avanti prima che tu ti innamori di me?
Sorrise e mi posizionò sulle sue gambe in modo che potessi sentire l’erezione nascosta nei pantaloni su misura.
-Mi piace quando cerchi di sedurmi Key, anche se vuoi respingermi. Voglio dire sei qui e stai lottando. Contro di me o contro te stessa,  non ha importanza.-  Mi rivolse un sorriso malizioso e il mio cuore fece una capriola.- Mi sono innamorato di te molto tempo fa, quindi ormai non posso più andare da nessuna parte-“
Vivendo nella sua casa, i sentimenti che Keelyn continua a negare emergono prepotentemente e la spingono a fare la prima mossa alla conquista del cuore di Nassir.
Il rapporto che si apprestano a vivere non è né semplice affettivamente, né facile lavorativamente perché sono molti i nemici del passato e del presente che ricompaiono o che nascono a causa dell’attività del giovane. Ci sono risse, sparatorie, uccisioni, vendette in questo storia, ma c’è anche amicizia, rispetto e amore, in un continuo interscambio  così da rendere la lettura una continua novità.
…“Per tutto quel tempo insieme avevamo combattuto, eravamo quasi morti, avevamo contrattato e alla fine l’avevamo conquistato. Avevo dovuto lottare per stare con lei, e apprezzavo ogni secondo trascorso in sua compagnia…e lei, persino di più..
Mi strinsi alla vita di Nassir e gli appoggiai il viso contro il collo. –Ti amo quando ti comporti da bambino vero.
Le sue labbra mi sfiorarono la testa-  Sei tu che mi rendi tale-“
Mi è piaciuto sentire la storia raccontata da entrambi i protagonisti perché mi ha permesso di entrare nella loro mente e nel loro cuore molto più in profondità rispetto ad una narratore esterno. Alla ”semplicità” affettiva del dolce Nassir, fa da contrasto la paura  di Keelyn che teme , nel rapporto sentimentale, di perdere la propria individualità… chissà perché la ragazza fa diventare tutto più complicato, quando sarebbe bastato parlare, ma allo stesso tempo non esita a voler mostrare tutta la sua possessività quando qualcuna mette gli occhi sul giovane.
E’ proprio questa doppiezza che non mi è piaciuta di lei, anche se alla fine l’amore ha vinto sulle insicurezze.
…”Sospirai felice, adoravo essere la sua coscienza, la sua parte migliore.  Amavo il fatto che il nostro amore lo tenesse ancorato alla sua umanità e a quel poco di moralità che gli era rimasta dopo quanto gli era accaduto in passato.Avrei passato ogni secondo di ogni giorno che avremmo trascorso insieme rendendolo felice.”
L’ambientazione è quasi visibile e i personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti sono tutti particolari e non stancano proprio grazie a come l'autrice è riuscita  a caratterizzarli.
Ci sono parecchie scene bollenti ma ce n’è anche qualcuna che fa pensare che non siamo tanto lontani dalla realtà di una certa zona del mondo.
Nel complesso "Honor" è una buona lettura, nonostante l’incertezza iniziale, e  mi è un po’ dispiaciuto, alla fine, dover abbandonare  questi protagonisti,  soprattutto Nassir!









JAY CROWNOVER PRESENTA IL LIBRO...
Ho la sensazione che questo libro si rivelerà più difficile da leggere che da scrivere. L’ho steso come un’indemoniata, il che è prevedibile visto che ho portato in vita il diavolo. Ma se vi siete inoltrati fino a questo punto nel mondo di The Point, sappiamo entrambi che avete la scorza bella dura, siete aperti all’avventura e siete disposti a leggere una storia che potrebbe fare un po’ male prima di arrivare all’ultima pagina.
Come tutti i miei libri ambientati a The Point, anche questo prevede momenti di splendida esagerazione e porta la situazione al limite, ma, a differenza del resto della serie, comincia in un posto di gran lunga peggiore di The Point e racconta il passato del nostro demonio, il quale, purtroppo, è fin troppo reale.
Quando ho introdotto Nassir in Bad Love, sapevo di voler raccontare la sua storia e che sarebbe stato il vero super cattivo di The Point. Man mano che il mondo di The Point cresceva con lui al centro, diventava impossibile ignorarne l’astuzia e la placida brutalità. Ero altrettanto consapevole del fatto che Nassir, imperturbabile e impassibile di fronte all’oscurità e alla carneficina circostante, potesse esistere nel mondo che stavo creando solo se fosse stato originario di un luogo che avrebbe fatto sembrare The Point l’equivalente di Disneyland. Purtroppo, ci sono moltissimi posti al mondo da troppo tempo in guerra tra loro, a prescindere dall’innocenza e dal costo di vite umane. Data la freddezza e la calma mostrate nei libri in cui è apparso, ero certa che Nassir dovesse provenire da un luogo da sempre contrassegnato dalla tensione e dai disordini, perciò ho scelto quella parte del Medio Oriente che non ha mai conosciuto la pace.
Ricordo di aver letto della Cisgiordania alle medie e di aver sentito parlare della crisi della regione alle superiori; al college ho conosciuto ragazzi della mia età che erano originari di quell’area del mondo e mi è dispiaciuto tantissimo per loro: non avrebbero mai trovato pace dato che la loro terra natia non era mai

sicura. È stato tragico allora, ed è tragico adesso. La Cisgiordania si è sempre trovata in uno stato di agitazione sull’orlo di precipitare da un momento all’altro. Affinché ciò che accade a The Point non avesse alcun peso, Nassir doveva essere un uomo nato in un tale clima di violenza.Volevo che questo libro fosse sia attuale che pertinente, e lo è, ma è anche dolorosamente romantico e sorprendentemente commovente. Il nostro diavolo è pieno di sorprese, e non vedo l’ora che tutti scoprano cosa fa scoppiare l’uomo di The Point che non si sconvolge mai.
Bentornati… abbiamo bussato abbastanza alla porta del diavolo… finalmente si è deciso a farci entrare. 
Baci baci
Jay 
*****
COME INIZIA IL ROMANZO...  
Ero un uomo nato durante una guerra incomprensibile, combattuta per cose che per me non hanno mai avuto alcun valore, neanche quando sono diventato adulto. Denaro, petrolio, terra, potere, prestigio, la religione giusta, il credo corretto… erano solo parole. Erano il grido di battaglia che irrompeva dalle mie labbra prima ancora che sapessi formulare frasi di senso compiuto.
Ero un uomo che era stato dato alla luce da una donna alimentata dalla furia e dalla rabbia, in un luogo che non si nutriva d’altro. La sua causa divenne la mia, volevo renderla orgogliosa, essere un figlio modello, perciò permisi agli ideali di cui era pregna di tracimare e contagiarmi. Vissi immerso nel suo odio e nella sua ostilità per così tanto tempo da non vedere altro. Mi dedicai alla sua stessa causa, ma non ottenni mai l’approvazione e l’adorazione di mia madre. Non fui mai cullato né coccolato, ma lavorato e plasmato finché in me non rimase alcun briciolo di umanità. L’infanzia mi fu negata, frequentai soltanto la scuola della rivalsa e della vendetta. Per mia madre, solo così onoravo lei e il mio defunto padre. Era in questo modo che mi obbligava a onorare una causa che non fu mai mia. Mia madre era vedova e io ero un ragazzino orfano di padre incastrato tra culture diverse, che cercava vendetta per azioni che nemmeno capiva. Non ero che uno strumento di distruzione, spesso utilizzato per annientare cose che non comprendeva, che non significavano nulla agli occhi di un ragazzo, o di qualunque bambino. Mia madre sapeva tutto ciò che c’era da sapere, e io la seguivo ciecamente. Non mi furono mai concesse né un’infanzia, né una parvenza di vita famigliare felice e salutare. Vivevamo in una zona di guerra e casa nostra faceva parte del campo di battaglia. Eravamo soldati, non una famiglia. Giocavo con le armi, non con i bambini della mia età. Assimilai tattiche di guerra e imparai a maneggiare gli esplosivi prima di saper leggere e scrivere.
Non avevo la barba e non ero ancora cresciuto del tutto, ma già avevo visto e fatto più di quanto un bambino – o in generale, una persona – dovrebbe. E dopo ogni nuovo atto di violenza commesso, sempre più cruento e pericoloso, dopo l’ennesima violazione della mia giovane anima, credevo che avrei finalmente reso fiera mia madre. Nella mia giovane mente inesperta, credevo scioccamente che, una volta che l’avessi resa orgogliosa, una volta che il suo bruciante desiderio di vendetta si fosse placato, sarei stato libero. Una volta vinta la guerra, sarei potuto tornare a essere un ragazzino normale. Era un pensiero ingenuo in un luogo storicamente instabile e impregnato di sangue innocente.
La fine delle ostilità non si profilava all’orizzonte, ma, crescendo, divenni più abile, mentre mia madre era sempre più temuta e feroce. La sua anima sembrava farsi più avida e assetata di sangue; presto non le bastò più prendersela con le persone, con gli uomini che credeva le avessero fatto un torto, con i rappresentanti del governo che le avevano portato via mio padre. No, lei voleva far collassare l’intera infrastruttura. Voleva condurre una guerra su una terra antica, dove ogni singolo granello di sabbia dell’ostile
panorama desertico era imbevuto di conflitto. Era del tutto inutile, ma lei non volle sentire le ragioni e le suppliche di suo figlio, spaventato e profondamente segnato. Mi consegnò a uomini che continuarono a usarmi per uccidere e distruggere, prima ancora che avessi dato il mio primo bacio. Mia madre non mi disse mai addio, né mi spiegò dove ero diretto. Mai, neanche una volta, mi fece credere di essere stato all’altezza delle sue aspettative e nemmeno mi permise di illudermi di essere riuscito a onorare la memoria di mio padre.
Il resto del mondo sentiva parole come “guerra santa”, “striscia di Gaza”, “Terra promessa”, “terrorismo fondamentalista”, “conflitti interni”, “genocidio”, e poteva accendere la cnn o cliccare su un link per vedere l’immagine sgranata di una bomba sganciata nel deserto, ma per me era la quotidianità. Non facevo solamente parte della guerra… ero io la guerra.
***** 
SERIE WELCOME (TO THE POINT)
1. Better When He's Bad (2014) - ed.italiana: BAD LOVE, Newton Compton, febbraio 2017 - Shane Baxter e Dovie Pryce
2. Better When He's Bold (2015)  - ed.italiana: BIG LOVE, Newton Compton, agosto 2017- Race Hartman e Brysen Carter
3. Better When He's Brave (2015)-
ed.italiana: LOVE FOREVER , Newton Compton, novembre 2017 - Titus King e Reeve Black
SERIE BREAKING POINT
1. Honor (2016) - ed.italiana: HONOR, Newton Compton, febbraio 2018 - Nassir Gates e Keelyn Foster
2. Dignity (2017) -  Snowden Stark e Noe Lee


*** 
L'AUTRICE
Jay Crownover è originaria del Colorado (USA) e orgogliosa di esserlo ecco perchè ha ambientato tutti i suoi libri nei luoghi che ama e conosce. E siccome le pIace scrivere di cose che conosce, ecco anche perchè c'è molto rock and roll  e molti tatuaggi e piercing nelle sue storie.  Jay fa la barista dai tempi del college, passando anche quaranta ore a settimana a vedere come donne e uomini interagiscono fra loro. Questo lavoro le ha offerto l'opportunità di farsi un'idea piuttosto approfondita dei meccanismi delle relazioni uomo/donna, come iniziano e come si evolvono in un contesto sociale. Le piace scrivere storie New Adult perchè si ricorda come ci si sente a vent'anni, quando pensi di aver capito tutto della vita  per poi essere smentito più volte. Quando si guarda indietro, sa che sono stati quelli gli anni che hanno definito quello che lei è oggi e nel bene e nel male sono state le decisioni prese allora che hanno segnato la strada che sta percorrendo oggi.
VISITA IL SUO SITO:
   http://www.jaycrownover.com/

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2 commenti:

  1. di the point ho letto solo il primo, ma decisamente sono di stile completamente diverso dalla serie tatoo, ma l'autrice mi piace molto anche in questa versione un po' più noir. l'autrice la compro a scatola chiusa, e honor è già sul mio kindle.

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  2. Come la lettrice qui sopra anche io compro la Crownover a scatola chiusa, grazie per la recensione. Patrizia.

    RispondiElimina

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