LA STRADA PER LA FELICITA' di Silvia Mango

Autore: Silvia Mango
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Piemonte/Puglia
Pubb. Italiana: Silvia Mango, 20 febbraio 2018, pp. 584,  8,99 
Parte di una serie: No
Livello di sensualità: BASSO
Disponibile in e-book a € 2,99

TRAMA: Superati i trent'anni, Magnolia ha smesso di sognare. Anche se vive in un quartiere residenziale di Torino con un marito ricco e famoso, la sua vita è completamente infelice.Alice, la loro bimba di sei anni presenta una grave forma di disabilità degenerativa agli arti inferiori e Alberto è freddo, cinico ed egocentrico. Dopo l’ennesimo litigio, la donna decide che è arrivato il momento di prendere in mano le redini della sua vita e parte insieme ad Alice alla volta del Salento, dove esiste una tenuta in cui si pratica l’ippoterapia, preziosa per la malattia della bambina.
Qui Magnolia ritrova Ettore: lui è il suo primo amore, l’uomo che le ha fatto scoprire l’amore: quello vero e mai sopito. Tra i due pulsa ancora qualcosa di molto forte, ma non sarà affatto semplice ricucire uno strappo profondo durato vent'anni e affrontare un marito che non accetta di essere stato lasciato da sua moglie.

 Non conoscevo questa autrice ed è stata per me una vera rivelazione. Il suo stile è fluido e scorrevole, la trama avvincente… lo confesso, il suo romanzo mi ha rapito! In certi punti mi sono ritrovata con le lacrime agli occhi e ultimamente è raro che un romanzo mi prenda così tanto.
La strada per la felicità è una storia di rinascita, di rivincita e di seconde possibilità. La storia di Magnolia, una donna con un passato traumatico alle spalle e un presente difficile: sua figlia è affetta da una grave malattia agli arti inferiori che non le permette di camminare e correre come i suoi coetanei. Come se non bastasse, il marito, Alberto, è un essere insensibile, preoccupato solo per la propria carriera. Per lui la moglie è come un oggetto di cui disporre a proprio piacimento, non una persona in carne e ossa, con dei sentimenti, delle paure, delle speranze. E proprio quando Alberto tenterà di intralciare i piani di Magnolia che lotta disperatamente per dare alla figlia una vita normale, comincerà per la protagonista un percorso di crescita e maturazione che la porterà a liberarsi delle catene che la imprigionano e a intraprendere, appunto, la sua strada verso la felicità.
È questo un romanzo intenso, di sentimenti, lacrime, sconfitte, ma anche di grandi vittorie e teneri ricordi.
Insieme a Magnolia, che è la voce narrante, torniamo indietro negli anni e ripercorriamo la sua sofferta storia d’amore con Ettore, conosciuto in Puglia durante una vacanza al mare. I flashback sono numerosi, ma mai pesanti. Tutt’altro. Conoscere la protagonista quando era appena un’adolescente mi ha emozionato moltissimo, forse perché mi ha ricordato molto della mia adolescenza: il rapporto burrascoso con la madre, le paure, la voglia di innamorarsi… penso che molte di voi si riconosceranno in questo personaggio e si commuoveranno per le sue dolorose vicissitudini.
Non aspettatevi però un romanzetto leggero, divertente… La strada per la felicità è una storia sofferta, a tratti dura e spietata. Non mancano tuttavia i momenti romantici che faranno battere il cuore alle lettrici: sebbene le scene di sesso siano praticamente assenti, la tensione erotica tra i protagonisti è palpabile e ci accompagna pagina dopo pagina.
Ettore è un personaggio molto affascinante nella sua normalità. Sì, perché per una volta non abbiamo davanti a noi un miliardario arrogante o un maschio alfa. Ettore è una persona semplice, un uomo che potremmo tranquillamente incontrare per strada (magari!). Quindi, se siete alla ricerca di un po’ di normalità, di una storia basata sui sentimenti, questo è il libro che fa per voi. Io mi sento di consigliarlo e spero di poter leggere altro di questa brava autrice italiana.
 








COME INIZIA IL ROMANZO...
Non ho mai creduto all’esistenza degli angeli custodi sino a quando non ho incontrato il mio. È biondo, si chiama Andrea e parla con un irresistibile accento carioca; ci vediamo regolarmente ogni mercoledì pomeriggio a casa sua e nessuno sa dei nostri incontri.
Basterebbe questo a rendere il tutto giusto "un tantino" compromettente per me che sono una trentacinquenne, sposata, ho una figlia di sei anni con un’infermità alle gambe e mi sto trascinando in un rapporto difficile, caratterizzato da tanti miei silenzi e troppe recriminazioni di mio marito. Attualmente mi sento infelice, spenta, sbagliata come una macchia d’unto su una camicia appena stirata. Nella pozzanghera di sofferenze in cui sguazzo ormai da anni, Andrea mi aiuta a sentirmi meglio con me stessa.
Badate bene: non c’è nulla di pruriginoso in tutto questo. Tanto per cominciare, Andrea lo fa per lavoro e so benissimo a cosa state pensando, ma non è così perché Andrea è la mia vitale, gioiosa, solare life coach. In pratica, vado da lei per fare il “punto della situazione.” Le racconto come sto, come ho trascorso la settimana e lei mi ascolta pazientemente; poi mi fornisce quelli che chiama “gli strumenti”, che a volte sono esercizi veri e propri da fare a casa — i famosi homework —  altre volte semplici consigli per vivere meglio. E io prendo nota di tutto.
            Ho conosciuto Andrea qualche mese fa grazie a Carlotta, la mia migliore amica, con la quale passo ore al telefono: quelle che perdo imbottigliata nel traffico per andare al lavoro. È il nostro appuntamento quotidiano fin dai tempi dell’università e, il più delle volte, ci tiriamo su di morale scherzando sulle rispettive sfortune. Una mattina, però, lei mi ha sorpreso raccontandomi che aveva gettato nella tazza del water tutte le pastiglie per dormire. Un gesto teatrale, ma conoscendola avevo capito subito che era vero. Dopo tre anni di frequentazione assidua con un uomo che le prometteva di lasciare la moglie per vivere per sempre con lei — senza avere alcuna intenzione di farlo sul serio —  era stata lei, Carlotta, a rompere per sempre.
Ho capito che non scherzava quando aveva aggiunto che si era licenziata dal posto di lavoro.
Lui era il suo capo.
            La forza per rivoluzionare la sua vita era arrivata da Andrea.
            All’inizio non avevo le idee chiare su cosa facesse esattamente una life coach. Immaginavo fosse una via di mezzo tra un guru delle diete ipervitaminiche e una patita del fitness, tipo quelle ragazzone con fisici pazzeschi che aiutano i divi di Hollywood a perdere quaranta chili o altri a candidarsi in politica. I miei problemi erano di natura ben diversa, ma l’esperienza di Carlotta era stata abbastanza convincente da valere almeno un tentativo, così le ho scritto una e-mail. Avevo ben poche speranze sulla possibilità di migliorare la mia vita: era stagnante, con così scarsi margini di miglioramento che mi auguravo che Andrea avesse, come minimo, una bacchetta magica. Questo è stato il senso della mia lettera.           
Lei mi ha risposto per le rime: dipendeva tutto da me. Era il momento di cercare la serenità e la pace che solo una vita felice poteva regalarmi… Tante belle parole… Ma io, avrei avuto il coraggio di impegnarmi a ritrovare me stessa? Come poteva anche solo pensare che avrei potuto essere di nuovo felice? Dovevo prima raccontarle della malattia di Alice, mia figlia, e del carattere di Alberto, suo padre, del lavoro che non faceva per me e che insieme agli anni mi portava via anche valanghe di succhi gastrici.
            Ma no. No e poi no!
            Non ne avevo il tempo. Non avevo il tempo per niente. Men che meno per ragionare su me stessa con una life coach brasiliana che già sapevo essere la copia di Gisele Bundchen.
            A ogni modo e con il tempo, Andrea e io siamo diventate ottime amiche. Mi ha rivoltato come un calzino, sa tutto di me e la sensazione di libertà che adesso provo, l'essere di nuovo completamente me stessa, è impagabile. Posso piangere, ridere,
lamentarmi, posso puntare il dito contro il mondo; per lei va sempre bene.
            Tranne oggi.
            Oggi che mi trovo a milletrecento chilometri di distanza da casa. Oggi che sono angosciata dal timore di aver fatto una cazzata. Oggi che Alice non smette di guardarmi come se fossi diventata pazza.
            Oggi, Andrea mi ascolta come sempre, ma per la prima volta il suo sguardo è severo. Non c’entra che per motivi logistici il nostro appuntamento sia via Skype, che ci parliamo attraverso uno schermo e che la connessione vada e venga perché mi ritrovo in una masseria sperduta nel Salento.
****
L'AUTRICE
Silvia Mango è lo pseudonimo di Silvia Bardesono, avvocato torinese specializzata in diritto di famiglia e minorile, impegnata nella lotta alla violenza contro le donne. Il suo primo romanzo, Tre cuori e un bebè, nel giro di pochi mesi ha scalato la classifica di vendita di Amazon arrivando ai primi posti. Alcuni suoi racconti sono inclusi nelle raccolte La cucina dei giovani Holden, a cura di Stefania Bertola, e 100 storie per quando è veramente troppo tardi. Nella collana Youfeel di Rizzoli  ha pubblicato il romanzo Lovangeles (2014) e Il mio nome è Patty Boom Boom.

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3 commenti:

  1. i temi trattai sono molto forti, solitamente scelgo romanzi d'amore molto leggeri perchè preferisco sorridere mentre leggo, ma qui sicuramente sarei in lacrime dall'inzio alla fine. lo metto comunque in lista, perchè ogni tanto è anche giusto immergersi nella vita reale, che non è fatta solo di sorrisi, ma di difficoltà da affrontare

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    Risposte
    1. storia molto sofferta di una donna che finalmente apre gli occhi e decide che è ora di non sottomettersi più ad un marito che non fa altro che umigliarla. sembra tutto un po' forzato, ma le cronache dimostrano che putroppo succede sempre più spesso e questo romanzo è una bella sferzata di fiducia per tutte quelle donne che non hanno il coraggio di fare un cambiamento nella loro vita fatta di sofferenze, magari non fisiche, ma non per questo meno dolorose.
      il rapporto di magnolia con il suo primo amore è molto delicata e romantica, amore sopravvissuto a 20 anni di lontananza ma mai dimenticato. anche la disabilità della figlia è affrontata in modo non eccessivamente pesante ed in maniera positiva. l'epilogo mi ha commosso.

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  2. Grazie per la bellissima recensione! Sono davvero tanto felice che il romanzo sia piaciuto e soprattutto che sia riuscito a emozionare leggendolo! Questo era il mio intento! ;-)
    Cara Isabella ti ringazio per il commento e per la fiducia a me e alla nostra Magnolia! Mi auguro ti piaccia e se vorrai darmi il tuo parere ne sarei felice. Un abbraccione! Silvia Mango

    RispondiElimina

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