IL DIAVOLO E LA ROSA di Virginia Dellamore


DEDICHIAMO LA NOSTRA PRIMA DOPPIA RECENSIONE DEL 2018 AL NUOVO LIBRO DI VIRGINIA DELLAMORE, CHE PER NOI E' ORMAI UNA GARANZIA DI ROMANCE STORICO BEN SCRITTO E COINVOLGENTE.

Autrice:  Virginia Dellamore
Genere:  Romance storico
Ambientazione:  Yorkshire, Inghilterra, 1836
Pubblicazione:  V. Dellamore,  26 dicembre 2017,pp. 254, cartaceo a € 12,99
Livello sensualità:  MEDIO
Disponibile in ebook a €0,99.

TRAMA: Yorkshire, Inghilterra, 1836. La vita è stata generosa e allo stesso tempo avara con Rosalynn. Le ha donato la bellezza ma l’ha privata dell’affetto di una famiglia. Da ventun anni, infatti, vive nello stesso orfanotrofio nel quale è stata abbandonata quando era piccolissima, e la sua esistenza è tutto fuorché idilliaca. La perfida direttrice dell’istituto, che nutre verso di lei una particolare antipatia, l’ha relegata ai compiti più faticosi e miserabili. Rosalynn trascorre le sue giornate lavorando e coltivando sogni segreti alimentati dai libri che legge. Libri che si procura di nascosto: al calar della sera, mentre le ombre dilagano nella brughiera, sgattaiola dal convitto e raggiunge il castello di Harwood a poche miglia di distanza. Il maniero è disabitato, ma lei ha scovato un’imposta rotta ed è riuscita a entrare. Ogni giorno, attraversando un dedalo di grandi sale ricoperte di polvere e detriti, raggiunge l'immensa biblioteca ancora piena di volumi. Non ha mai incontrato nessuno, muovendosi sempre indisturbata.
Una sera, tuttavia, la solitudine dei luoghi subisce una brusca interruzione. All’improvviso, Rosalynn ode dei passi umani e si scontra con un uomo che afferma d’essere Lord Beaumont Harwood, proprietario del castello e di tutto ciò che esso contiene. Benché coraggiosa, non può fare a meno di esserne intimorita: il conte non è soltanto un uomo dai modi scortesi, ma è anche l’individuo più spaventoso sul quale abbia mai posato lo sguardo. Il suo volto è ricoperto di ustioni e cicatrici ed è privo di una gamba al posto della quale indossa un terrificante arto finto. In più, la accusa di essere una ladra e minaccia di condurla in prigione per averlo derubato. 
Rosalynn si trova costretta ad andare a vivere al maniero, assunta come domestica, per ripagare il furto commesso.

La vita al castello è più dura del previsto. Se ciò non bastasse, Lord Harwood non è affatto un gentiluomo: la gente del villaggio lo ha soprannominato “la Bestia” a causa del suo aspetto e dei suoi modi.

Per forza di cose, vivendo sotto lo stesso tetto, Rosalynn comincia a conoscerlo meglio, scoprendo che dietro la sua apparenza intrattabile si cela un uomo ferito dalla vita, trafitto dal peso di tragiche colpe passate e ormai rassegnato a vivere nascosto. 
Nel contempo, i segreti riguardanti le origini di Rosalynn e l’identità dei suoi genitori si rivelano non meno misteriosi e tragici, e tutto sembra precipitare verso un epilogo drammatico...

Sullo sfondo della cupa brughiera inglese, un romanzo liberamente ispirato alla favola della Bella e la Bestia. La storia di una passione tormentata e di un sentimento purissimo capace di guardare oltre l’apparenza, sgretolare i pregiudizi e dimostrare che la vera bellezza non ha a che fare con la perfezione del corpo ma con l’armonia dell’anima.


Questo è stato il mio primo acquisto  del nuovo anno, mi piace la Dellamore e ho letto tutti i suoi romanzi. Se siete delle inguaribili romantiche , se amate le favole dove i buoni vincono sempre sui cattivi, se, un protagonista tormentato e un’eroina forte e coraggiosa, accendono la vostra curiosità, questo libro fa per voi. 
Beaumont Harwood, il protagonista, non è certo un uomo in grado di suscitare l’ammirazione di nessuno; un tempo bello come un angelo, dopo il grave incidente di cui è stato vittima, è rimasto terribilmente  sfigurato. Il suo aspetto, purtroppo, rispecchia fedelmente la sua anima. Figlio  di una locandiera e un signorotto di campagna -imparentato alla lontana con il conte di Harwood- è stato cresciuto nella convinzione di meritare di meglio, schiavo della sua avvenenza, ha vissuto la sua vita con egoismo, sfruttando gli altri e pensando solo a se stesso. Per una strana beffa del destino, adesso che ha perso la sua bellezza, ha ereditato  il titolo di conte e con esso, un castello nello Yorkshire ormai in rovina. Sarà proprio nella biblioteca del castello che incontrerà  Rosalynn, una ragazza cresciuta nell’orfanotrofio vicino - bella come una dea – tenace e  coraggiosa. Nonostante sia  sempre stata vittima della cattiveria della direttrice Miss Finnigan, Rosalynn non ha mai perso il suo animo buono e il suo incrollabile ottimismo. Poco alla volta, la sua forza, il suo coraggio e la sua purezza saranno in grado far emergere nel conte, sentimenti nuovi, capaci di trasformare la “bestia” in un uomo degno d’amore.
Mi hai rapito l’anima con un potere cui non posso resistere, eppure potei resistere finché non ti vidi; e anche dopo averti veduta mi sforzai spesso di ragionare contro le ragioni del mio amore. Ora non  ne sono più capace. Sarebbe una pena troppo grande. Il mio amore è egoista. Non posso respirare senza di te. “
Con questa poesia di Keats, il conte dichiara finalmente il suo amore Roslynn, davvero romantico. Non credo sia il caso di dilungarsi troppo sulla trama, la sinossi del libro è già abbastanza corposa. La narrazione si divide in due punti di vista, il racconto in prima persona da parte del conte e quello in terza persona incentrato su Rosalynn. Alcuni episodi vengono raccontati da entrambi i punti di vista, e sebbene a volte questo espediente, possa non incontrare il favore del lettore, trovo che l’autrice abbia fatto un ottimo lavoro. Il linguaggio ricercato ma allo stesso tempo fluido , insieme alla perfetta caratterizzazione dei personaggi sono gli elementi forti del romanzo. Anche le scene d’amore, seppur sempre caste -in pieno stile Dellamore - in questo libro mi sono sembrate particolarmente ricche di desiderio, un aspetto che ho apprezzato. Insomma un libro capace di emozionare e far sognare ad occhi aperti, lo consiglio davvero. Ultimo appunto, la cover, questa volta semplicemente perfetta!
 


  

 *****
 “Sta per arrivare la pioggia”
…Al diavolo il cielo nero, il vento affilato e la nebbia …Non desiderava altro che percorrere le due miglia che la separavano da quella che ormai definiva ”la sua grotta di Alì Babà”. Un luogo pieno di tesori.
Siamo nello Yorkshire, e Rosalynn , la protagonista di “Il Diavolo e la Rosa”, non è una giovane fortunata ma ha trovato un tesoro che nessuno sapeva esistere. In realtà è una vecchia biblioteca, con tantissimi  libri rovinati dal tempo e dall’incuria in cui è stato lasciato il castello in cui si trova.
Assetata di conoscenze, la ragazza, che è sfruttata come serva nella scuola di miss Finnegan, durante il poco tempo libero, legge, prendendo dalla sala abbandonata, libri ancora in buono stato.
Purtroppo le sue incursioni hanno una fine...Il proprietario del castello ha preso possesso della sua fatiscente eredità e non ha alcuna intenzione di permetterle di continuare ad appropriarsi dei suoi libri. Definendola una  ladra, le fa una proposta in alternativa alla denuncia allo Squire della contea: lei, Rosalynn, andrà a lavorare come domestica al suo  maniero perché lui è Lord Beaumont conte di Hartwood.
Beau è segnato profondamente nel corpo tanto da essere definito “La Bestia” e il suo carattere è altrettanto cattivo. Rosalynn però non lo teme ricordando sempre le parole di Dorcas, una vecchia serva della scuola, un po’ svanita.
“…Pugni stretti e schiena dritta. Non farti schiacciare da nessuno ”e così, comincia pian piano a comprendere che forse un piccolo fondo di umanità è rimasto nel suo cuore.
La storia dei due  giovani prosegue con dolore ma anche con una nuova consapevolezza: in entrambi sta nascendo un sentimento che da un lato è passione e dall’altro è già amore.
Purtroppo ci sono cose ancora da scoprire e da chiarire e qualche persona interferisce pensando di fare il bene di Rosalynn.Ma l’amore riesce a unire queste due anime che hanno conosciuto per tanto tempo sofferenza e rifiuto e quando lui ha ancora delle remore ad accettare l’amore di Rosalynn, lei lo invita ad andare oltre e a perdonarsi.
…”Perdonati Beaumont, te ne prego. Non guardare le tue ferite come segno di un dolore che ti sei meritato, ma come testimonianze della tua umanità!..”
Questo romanzo della Dellamore mi è piaciuto parecchio perché ha sì delle similitudini con “La Bella e la Bestia”, come l’autrice spiega nella sua sinossi, ma se ne discosta perché l’ambientazione , i personaggi, il modo di vivere e di comportarsi, ha una realtà che la Fiaba non poteva avere.
La narrazione con i due pov alternati ha , per forza di cose, della ripetitività, ma non disturba, perché le sensazioni e i pensieri dei protagonisti servono a portare avanti il loro processo di maturazione e di  presa di coscienza e di conoscenza dei loro sentimenti.
L’atmosfera è cupa ed è talmente resa ad effetto, che mi sembrava di vederla uscire dalle pagine del libro. Al contrario del suo solito, forse ad eccezione di “Non posso esistere senza di te”, qui c’è, pur in maniera soffusa, una discreta carica sensuale e qualche scena di violenza che la  accentua  senza però  esagerare.
Mi è piaciuto l’approfondimento dei personaggi, da Rosalynn e Beaumont, fino a quelli che fanno loro corona mentre non mi ha convinta la ritrovata parentela di Rosalynn…da romantica quale sono, mi sarebbe piaciuto rimanesse quale era all’inizio del romanzo: senza storia! Ma questo è un parere personale che non influisce sul mio giudizio finale.
Come suo solito la scrittura è fluida ma anche piena ed elegante: è stato un piacere per me leggere questo romanzo che insieme a quello che ho già citato, è quello che preferisco tra quelli scritti dalla Dellamore.









COME INIZIA IL ROMANZO...
1
LE INTENZIONI DEL DIAVOLO
«Sta per arrivare la pioggia.»Lo disse a se stessa, col tono di chi notasse qualcosa di non più significativo della qualità di un taglio di stoffa rivelatosi meno eccellente di quanto fosse apparso in negozio. Il suo viso color dell’avorio affiorò tra le pieghe del cappuccio, mentre scrutava il cielo. Benché il crepuscolo fosse ancora lontano, il giorno pareva giunto al suo epilogo, ammesso che fosse iniziato davvero. Nel cuore dello Yorkshire, a un passo dall’inverno, non si era mai del tutto sicuri che il sole non fosse il protagonista di un poema epico, più improbabile di un unicorno.  Di sicuro, in quello specifico inverno, il sole era stato un brigante alla macchia. Rosalynn non rammentava un sol giorno in cui il cielo non avesse esibito il colore del piombo. Perfino i galli erano dubbiosi riguardo al proprio istinto di cantare al mattino.Un’altra ragazza non avrebbe scelto quel giorno – né qualsiasi altro, a dirla tutta – per percorrere due miglia a piedi in mezzo alla brughiera, ma Rosalynn non era una ragazza qualsiasi: conosceva ogni anfratto, ogni colore, ogni odore di quella terra selvaggia. Non ne temeva i tranelli nello stesso modo in cui non avrebbe avuto paura di percorrere a occhi bendati le stanze di una casa familiare, in cui le fosse nota la posizione di ogni oggetto e perfino il peso dell’ombra di questo o quel mobile. Per uno spirito avventuroso come il suo, anzi, quel sovrapporsi di oscurità era piacevole e perfino esaltante.
Non era dato sapere se la sua indole fosse stata sempre così temeraria, o se avesse deciso di coltivare delle bizzarrie per crearsi un’esistenza colorata che contrastasse col grigio che la circondava. Se vivi in mezzo al nulla e hai meno di nulla, o ti trasformi in uno spirito rassegnato o scateni il matto che hai dentro.Lei aveva scatenato la sua anima stravagante. Aveva compiuto da poco ventun anni, era alta e snella ma piacevolmente formosa, con due grandi occhi azzurri che non guardavano solo il mondo ma lo divoravano fra le ciglia, labbra disegnate dal dio delle rose e lunghi capelli d’un biondo ramato che illuminava la notte. Non che guardandosi allo specchio fosse prodiga di altrettante metafore. Vuoi perché ciascuno è il peggior critico di se stesso, vuoi perché la sua attenzione era carpita da compiti più prosaici, Rosalynn non si vedeva bella: anzi, non si vedeva proprio. Al mattino notava distrattamente, con la stessa noncuranza di chi coglie il passaggio di un’ombra dietro le spalle, una sagoma infagottata in un abito brutto, i capelli raccolti in una cuffia da anziana signora, le guance pallide per natura e per stanchezza. Quella sagoma fuggiva subito via, e non c’era tempo per accorgersi di altro.Quando, nel pomeriggio, era più libera dalle mille incombenze che costituivano l’ossatura della sua giornata, invece di concedersi un sacrosanto riposo si avvolgeva nel mantello e usciva con qualsiasi tempo.Come quel giorno, e al diavolo il cielo nero, il vento affilato e la nebbia ingombrante come una cosa. Non desiderava altro che percorrere le due miglia che la separavano da quella che ormai definiva “la sua grotta di Alì Babà”. Un luogo pieno di tesori.Dopo qualche minuto abbandonò la via principale nel solito punto, dove una quercia secca, simile a una grossa mano adunca, pareva indicare il percorso con le sue dita di legno. La salita era ripida ma Rosalynn era abituata a percorrerla e non le parve una scalata gravosa, lungo un sentiero non battuto che era più un acquitrino che un sentiero, ma una via lastricata d’oro. 
Come sempre, il palazzo apparve proprio alla fine, quasi restasse celato dietro la sommità del crinale per palesarsi in un momento preciso, né prima né dopo. Per quanto Rosalynn fosse pronta a scontrarsi con quella spettrale visione, ogni volta tratteneva il fiato. Per un attimo, riprovò la stessa meravigliosa inquietudine di quando, alcuni anni prima, arrampicandosi lungo quella cresta contro ogni regola di prudenza, il castello degli Harwood si era materializzato all’improvviso bloccandole il cuore come un pendolo stretto in un pugno.Era un palazzo maestoso e maestosamente decrepito. Rosalynn aveva sempre avuto la sensazione che respirasse come un uomo vecchio e spezzato ma non ancora morto. Eppure, non poteva esserci edificio più morto di quello. Non c’era più alcun Harwood vivente, e la proprietà, già trascurata per decenni dai suoi proprietari, era andata definitivamente in rovina. Nessuno si avvicinava, nel timore che le zone paludose che cingevano il palazzo inghiottissero cavalli, calessi e pedoni. Così, poiché bonificare la terra sarebbe stato costoso, e i racconti di fantasmi che circolavano erano particolarmente inquietanti, la gente del villaggio si teneva a distanza da quel rudere pericolante. Rosalynn, invece, ne era attratta. Più le giungevano dicerie a proposito della maledizione che aveva colpito il casato degli Harwood, più ne era incuriosita. Si era avvicinata un passo alla volta, saggiando il terreno e scegliendo il percorso meno insidioso. Una volta giunta in cima, aveva ricevuto il suo premio. Quasi ogni ingresso del palazzo era serrato da assi, catene, e grovigli di arbusti più impenetrabili di tutte le catene del mondo ma, dopo aver girato a lungo intorno al perimetro, aveva scovato un varco in una finestra. Lo stesso varco che raggiunse quel giorno, di corsa, oltrepassandolo con agilità nonostante il mantello. Come accadeva sempre, quel mondo nel mondo la avvolse. Era fatto di vegetazione imperiosa, infiltratasi ovunque come un esercito ostile, e di odori altrettanto tirannici: pietra striata dai licheni, legno marcio, e qualcosa di indefinito che per Rosalynn era l’odore della vita trascorsa fra quelle mura. Ormai non si faceva fuorviare da quell’apparente devastazione: non vedeva più qualcosa che stava per crollare ma qualcosa che un tempo era stato bellissimo. 
*****
L'AUTRICE

Virginia Dellamore è il nom de plume di un'autrice italiana che si è fatta conoscere scrivendo romance contemporaneo pubblicato da case editrici con il suo vero nome e che ha deciso di prendere un'altra identità e di autopubblicarsi per i romance storici. Amante dei classici della Austen e della Heyer, ama ambientare le sue storie romantiche nel periodo della Reggenza inglese.
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3 commenti:

  1. Belle recensioni,cercherò il libro.

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  2. Sto leggendo della stessa autrice "Un lord da conquistare" e mi divertono parecchio i battibecchi tra i protagonisti. E' il primo romanzo che leggo di Virginia Dellamore e continuerò con altri suoi romance e Il diavolo e la rosa sarà il prossimo. Scrive molto bene. Grazie per la recensione. Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Micaela,vedrai che ti piacerà sicuramente anche "Il diavolo e la rosa". :-)

      Elimina

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