SEX TOYS E MUCHO AMOR di Manuela Chiarottino

Autrice: Manuela Chiarottino
Genere:  Contemporaneo
Ambientazione: Torino, Italia
Pubblicazione: M.Chiarottino, novembre 2017, pp. 184, € 8,98
Disponibile in ebook a € 1,99

TRAMA: Serena è la classica ragazza della porta accanto, che vedi raramente, che si intabarra in casa, sommersa di libri e circondata di miagolii indistinti. A differenza della dolce fanciulla acqua e sapone che immagini, però, Serena nasconde un’identità segreta: la scrittrice di racconti erotici. Sotto le mentite spoglie di una semplice giornalista, infatti, Serena trascorre ore al computer a elaborare torride relazioni d’amore, da cui talvolta la sua vicina prende spunto per rendere pepato un matrimonio in disuso. Ma non crediate che sia tutta rose e fiori, la sua vita… Con una storia fallimentare alle spalle che non vuole neanche ricordare di striscio, infatti, Serena è perennemente in bolletta e trovare un lavoro stabile è ciò che la pungola da mattina a sera. L’unica cosa che la fa desistere dallo strangolare qualcuno è la presenza di Flor, la sua migliore amica, ma la disperazione è alle porte e Serena non sa più dove sbattere la testa. Almeno finché Alejandro, il cugino di Flor, non piomba a Torino per delle vacanze e non travolge la sua vita a ritmo di tango e sguardi calienti, tocchi sensuali e allusioni per niente velate. Con un’allegria insospettabile, lo spagnolo irrompe nella sua vita e segna il via a un domino di novità che Serena non si sarebbe neanche lontanamente sognata… o forse sì? Dall’autrice di Ancora prima di Incontrarti e Un perfetto vestito portafortuna, una storia frizzante, allegra, hot. Perché se è vero che l’amore riscalda i cuori, nel frattempo un sex toy può aiutare!

QUESTO LIBRO POTREBBE PIACERTI SE...

...Ti piacciono le storie leggere, raccontate in prima persona.
Serena è una ragazza che dopo aver perso il lavoro e chiuso una storia che l'ha segnata, si sta arrabattando per sopravvivere. Scrive storie erotiche e vende dei sex toys per arrivare a fine mese. Conosce Alejandro, cugino della sua cara amica Flor, spagnolo, che viene a Torino per trascorrere le feste natalizie. Tra i due scocca la scintilla…
É una storia divertente e carina, ma non mi ha coinvolto.
La scelta dell'autrice di scrivere in prima persona non mi piace. Non digerisco assolutamente le storie raccontate da un singolo personaggio, perché mi fanno conoscere solo il suo pensiero e visto che in una vicenda ci sono vari personaggi, o per lo meno un altro protagonista, leggere ciò che passa per la testa, anche le cose più strampalate, di un singolo individuo non mi appassiona, anzi ne sono quasi infastidita. 
La mia valutazione, quindi, riflette il mio gusto, è una considerazione personale, probabilmente non condivisibile da altre lettrici. La scelta di questo punto di vista narrativo ha fatto sì che io non sia riuscita ad apprezzare il romanzo che però sono convinta altre lettrici abituate alla narrazione in prima persona potrebbero gradire. Giudizio: 2/5 . Cha fatica arrivare alla fine!





COME INIZIA IL ROMANZO...
1
“Era in paradiso. Persa in un avvolgente bacio, dove il desiderio e l’eccitazione si univano facendo fremere il suo corpo di brividi di piacere, e…” A proposito di brividi, possibile che qui faccia così dannatamente freddo? E dire che ho ben tre strati di maglie felpose. Tanto vale che metta la sciarpa e infili dei mammut pelosi… Sì, e poi potrei partire per una spedizione in Groenlandia! Inutile tornare a protestare dal signor Tuttini, il proprietario del condominio: ormai la caldaia è ferma da una settimana e ancora non si è deciso a provvedere. Peccato che, nel frattempo, sia iniziato il regno dell’inverno. Ieri mi è sembrato addirittura di vedere dei pinguini passeggiare in fila indiana lungo la via… Ho deciso: mi faccio una cioccolata calda. Ho le mani così congelate che anche volendo non riuscirei più a digitare sulla tastiera. Metto il bricco sul fuoco mentre osservo Paco che se la dorme beato, completamente arrotolato su se stesso come una ciambella. Come
vorrei essere un gatto! Tutto il giorno a dormire, servito e riverito da qualcuno che si preoccupa per te, ti sfama, ti coccola… Il suono del campanello mi distoglie da queste fantasie feline. Corro ad aprire mentre spero di trovarmi davanti il signor Tuttini, con quei suoi occhiali tondi sempre sulla punta del naso, che annuncia: “Finalmente habemus caldaia riparata!”. «Hola, Serena, Oye, ven acà... ¿Tu no sientes frìo? Ah! Este maldito cabrón, hijo de puta…» Ok, no, non è il padrone di casa, ma Flor: la mia vicina spagnola. Trasferitasi in Italia qualche tempo fa per amore, è stata piantata dall’ex dopo pochi mesi dal suo arrivo. Eppure lei, caparbia e risoluta, ha deciso comunque di fermarsi qui. Ha trovato un lavoro come cameriera in un ristorante, che era poi lo stesso mestiere che svolgeva in Spagna, e ora arrotonda dando lezioni di spagnolo ad alcuni studenti, me compresa, ma nel mio caso solo per amicizia.  Devo ammettere che sono una vera frana come allieva, e ormai mi reputo più una studentessa fuori corso che altro, convinta di apprendere per empatia e senza la minima voglia di fare esercizio. Da quando Flor si è trasferita nel condominio, però, siamo diventate subito amiche, cementando l’unione con una sonora sbronza attraverso la quale entrambe abbiamo cercato di cancellare dai nostri cuori le rispettive pene d’amore. In realtà, la sera in questione, abbiamo progettato anche svariati modi per cancellarli per sempre dalla faccia della Terra, i nostri ex: dal mandare loro un fattorino con una torta inzuppata di lassativo, al rapirli e spedirli con un razzo su Marte. Ammetto che quest’ultima soluzione è arrivata quando la bottiglia era ormai prosciugata, ma non era così malvagia, no? Non si dice che gli uomini arrivino proprio da lì? «Di solito bussi» le dico, sorpresa. «E poi cosa hai detto? Parli troppo in fretta, per me, lo sai.» «Ho le dita congelate anche per bussare!» esclama strofinandosi i palmi l’uno contro l’altro. «Frìo… Hace frìo… Quel cabrón del padrone di casa non ha ancora
aggiustato la caldaia. Ma dovrà vedersela con me, quel maldito hijo de…» «Vieni,
adesso calmati, ci prendiamo una bella cioccolata calda» la interrompo rientrando in casa. Flor mi segue nel cucinino e nel mentre anche Paco si srotola, allungando languidamente le zampe anteriori, prima di saltarle in grembo nella perenne ricerca di carezze da chiunque gli capiti a tiro. L’unico a cui non si avvicina e, anzi, da cui fugge nascondendosi sotto al divano, è proprio il signor Tuttini. «Gato mimoso…» bisbiglia Flor mentre poso sul tavolo due tazze fumanti. «Entonces, Serena, como va la tua novela erótica?» mi chiede poi, piantandomi addosso quei suoi occhi neri come la pece. La osservo per un momento e mi trovo a pensare per l’ennesima volta che è bellissima. Al suo confronto sembro una mozzarella, e non solo per gli occhi verde pisello, ma anche per la pelle bianca e delicata e la chioma che va dalla foglia ramata d’autunno a una… carota. Flor dice che i miei capelli sono di un “rojo sensual”, ma lei è mia amica e, anche se in fondo anche diversi uomini hanno apprezzato il mio stile irlandese, stupendosi poi della mia origine del tutto italiana, non so se crederle davvero.  «Un po’ a rilento, in realtà. Non riesco a trovare la giusta ispirazione, e poi» aggiungo mentre cerco di scaldarmi le mani stringendo la tazza bollente «fa troppo freddo per immaginare cose hot.» «Ma che… Necesitas un hombre! Un hombre, entiendes? Un uomo!» Già, un uomo… Da quando ho rotto con Marco è passato quasi un anno e non sono più riuscita ad avere uno straccio di relazione, nessuno mi ha più suscitato alcun interesse. Devo anche ammettere che sono mesi che non metto il naso fuori di casa, troppo impegnata a
piangermi addosso, all’inizio, e a cercare di ricostruirmi una vita, adesso. Sì, perché quel viscido essere di nome Marco – adesso è viscido, lo riconosco - era anche il mio capoufficio, nonché un uomo indissolubilmente sposato! No, no, un attimo: io non lo sapevo. Nessuno in ufficio lo sapeva. Il bastardo aveva nascosto a tutti il fatto di avere una dolce mogliettina che lo aspettava a Roma. Certo, tutto sembrava, tranne che un perfetto e riuscitissimo matrimonio, dal momento che nessuno ne aveva mai sentito parlare, ma quella rimaneva pur sempre sua moglie. D’altra parte Marco si comportava come fosse davvero il mio integerrimo fidanzato. Almeno con me. Il fatto che ogni tanto sparisse nel week end per convegni di lavoro, corsi, riunioni e chissà che altro, lasciandomi sola senza tante spiegazioni, o che in ufficio mi avesse chiesto di non lasciare ancora trapelare la nostra relazione per evitare i soliti pettegolezzi, gelosie e, soprattutto, per far sì che nessuno sospettasse che volessi fare carriera - cosa che tra l’altro non avevo mai fatto - non faceva che aumentare la mia ammirazione nei suoi confronti. Povero amore, quanto era dedito al lavoro, quanti sacrifici per costruirsi una carriera per il suo futuro, anzi: il nostro futuro… E com’era sensibile e attento nei miei confronti, nel suo intento di difendermi dalle malignità sul posto di lavoro! Povera stupida innamorata, con gli occhi ricoperti, non da una, ma da ben tre spesse fette di prosciutto! Io lo guardavo con gli occhi da triglia e mi commuovevo per quell’accortezza; sembrava così sincero e appassionato… Non sospettavo assolutamente nulla. Sono andata avanti così, quindi, cullandomi nella mia zuccherosa illusione dell’amore e nel mio sogno di un futuro in una casetta di marzapane in cui vivere insieme. Almeno fino a quando la mogliettina, stanca di fare shopping per le vie della capitale, o di 9 prendere il tè al circolo del tennis, da sola, è piombata a Torino reclamando maggiore attenzione. Quella sera ho aperto la porta e l’ho visto davanti a me, pallido come un lenzuolo stinto, a cercare di balbettare mille infantili scuse per giustificare che sì, lui mi amava, ma loro erano sposati da anni, lei era sempre stata paziente con lui, quasi devota, e soprattutto, lei era la figlia di colui che l’aveva messo su quella poltrona di vera pelle nelle vesti di direttore del giornale. Risultato? Mi ha gentilmente proposto un trasferimento in qualche luogo lontano come inviata, arrivando quasi a ricattarmi con il mio contratto a tempo determinato. In fondo lui mi stava facendo un favore, non licenziandomi in tronco. Posso solo dire che quella sera è tornato a casa zoppicando e con una scodella ripiena di caciucco sulla testa. Il giorno dopo mi sono presentata, impettita come un generale, a gettare la mia lettera di dimissioni sulla sua
scrivania, lanciandogli un ultimo e inequivocabile sguardo di disprezzo. Cosa mi aspettavo con quel gesto? Nel mio cuore in preda al delirio, pensavo e speravo che lui capisse come non poteva più vivere senza di me, e che tornasse strisciando e con la lettera dell’avvocato per chiedere il divorzio. Avevo anche fantasticato che a quel punto non ci saremmo più nascosti neppure in ufficio e che io avrei finalmente avuto la promozione che aspettavo. Diciamo che non è andata proprio così. Lui è rimasto quieto con la mogliettina, senza quasi accorgersi della mia assenza, e io mi sono trovata da un giorno all’altro senza lavoro. In più, come se non bastasse, la nostra rottura è capitata proprio in prossimità del Natale. Ero stupidamente convinta che lo avremmo passato insieme e, per fargli una sorpresa, avevo addobbato la casa e comprato un alberello nuovo. Poi in un attimo di rabbia ho dato un calcio all’abete finto e quello… ha preso fuoco. Sì, ha preso proprio fuoco! Un finale tragicomico per una storia che era stata tutta una grande enorme illusione. Tutto in cenere: il mio amore e i rami di plastica, con le luci taroccate della serie: “Mi incendio facile”.
***** 
USCITE RECENTI DI MANUELA CHIAROTTINO

A NUDO ( pp.300)
Recitare, sorridere, dimenticare. Queste sono tre parole che Alex Bohlen ha imparato bene e, all’alba del suo nuovo film, sembra non esserci altro che questo mantra. E l’alcool: la panacea per tutti i suoi mali. Un passato da cancellare, un futuro ancora troppo nebuloso e una sessualità da tenere nascosta, per non perdere la fama ottenuta, sono tutto ciò che caratterizza la sua vita. Almeno finché non gli viene messo alle calcagna il giovane Niyol, assistente dalle origini navajo, assunto dal suo agente per non permettere ad Alex di eccedere nel bere e portare a termine le riprese del nuovo film. 
Ma Niyol è troppo serio, troppo ligio al dovere: troppo bello. Una tentazione continua che rischia di far esplodere ogni sicurezza, ogni punto certo. Se un punto certo è mai esistito prima di lui… Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.

UN GANCIO AL CUORE (pp.256)
Tirare pugni a un sacco, sfogando tutto ciò che ha dentro, è per Byron l’unica maniera di dimenticare. Dimenticare un passato solitario, un presente in cui arranca, un futuro grigio e piatto che gli sta piombando addosso senza freni. Non c’è carriera, per lui, né nobiltà alcuna nel pugilato, bensì una scappatoia, una via per guadagnare il necessario utile a lui e sua nonna per abbandonare la povertà. E sua madre… be’, lei continua ad andare e venire dalla casa del suo “fidanzato” e per Byron è meglio non pensarci. Tutto sembra destinato a rimanere così, quindi, statico e deprimente, fino a quando nella palestra di John non entra Brandon, l’angelo nero, un ex pugile dallo sguardo enigmatico e il sorriso irriverente. Per Byron è il cataclisma, ma non è l’unico a sentirsi trasportato dagli eventi: Brandon rimane folgorato dal ragazzo ancor prima di averlo messo a fuoco. Può l’amore cambiare del tutto le carte in tavola? Possono i vinti diventare vincitori, se ci credono davvero? E i colpi della vita possono fare male più di quelli ricevuti in pieno viso? Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI. 


UNA NOTTE DA RICORDARE (pp.148)
Mark si risveglia nella sua camera da letto con un feroce mal di testa e una voragine al posto della memoria: cos’è accaduto la notte precedente? Possibile che si sia ubriacato così tanto da non ricordare assolutamente nulla? Cercando di far chiarezza, si guarda intorno, e gli unici indizi che trova sono un’orrenda maglietta con il personaggio di un cartone animato, e una macchia di sangue che spicca, inquietante e pericolosa. Intenzionato a capire in cosa si sia andato a cacciare, Mark inizia a cercare lo sconosciuto con il quale ha trascorso una notte… indimenticabile? Non è possibile! Non dopo una sola notte. Non per una persona come lui, anaffettiva e votata solo al sesso. E cos’è tutto il trambusto che sente nel cuore, allora, non appena i suoi occhi ritrovano, finalmente, quelli di Joshua? Joshua, che è nei guai fino al collo e che ha tutta l’aria di volerlo trascinare con sé… Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.
***** 
L'AUTRICE
Manuela Chiarottino, è nata e vive in provincia di Torino. Ama pasticciare con il cernit, dipingere su ceramica o legno, e creare quadri di sabbia, uno dei quali è diventato la cover del suo primo romanzo autopubblicato Arriveranno le farfalle. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Melodie del cuore (2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli 2015), La sposa felice (Delos 2015), Non ditelo a Ella (Delos 2015), L'uomo perfetto (Delos 2015).
VISITA LA SUA PAGINA FACEBOOK: 
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3 commenti:

  1. Grazie per la recensione Mi spiace non sia piaciuto, ma la prima persona è proprio una caratteristica del genere chick-lit.

    RispondiElimina
  2. Non sapevo che questo genere volesse la prima persona. Nel mondo dell'editoria ci sono regole che non conosco e che non gradisco. Sarà che i paletti non mi sono mai piaciuti. Alla prossima, Manuela

    RispondiElimina
  3. ho trovato l'inizio del romanzo molto divertente e lo stile dell'autrice mi piace. metto subito il lista

    RispondiElimina

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