LA PICCOLA CASA DEI RICORDI PERDUTI di Helen Pollard (Newton Compton)

Autrice: Helen Pollard
Titolo originale: The Little French Guesthouse
Traduttrice: Tessa Bernardi
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: Francia
Pubblicazione originale: Bookuture, 2016, pp.342
Pubblicazione italiana: Newton Compton , giugno 2017,  pp. 338, €7,90
Parte di una serie: 1° serie I ricordi perduti
Disponibile in ebook a € 0,99

TRAMA: Emmy Jamieson arriva a La Cour des Roses, una bella pensione nella campagna francese, con l’intenzione di trascorrere due settimane di relax in compagnia di Nathan, il suo fidanzato. Tra loro c’è qualche problema, ma Emmy è certa che questa vacanza risolverà tutto. Si sbaglia… Neanche il tempo di disfare le valigie e Nathan se l’è già svignata con Gloria, la moglie di Rupert, il proprietario della pensione. L’uomo è scioccato ed Emmy, sentendosi in parte responsabile dell’accaduto, si offre di aiutarlo a gestire la pensione. Emmy ha il cuore a pezzi, ma si trova all’improvviso in una dimensione nuova, circondata da tanti amici. E anche da qualche uomo interessante: Ryan, il provocante giardiniere, e Alain, il ragazzo che si occupa dell’amministrazione, irritante ma bellissimo. Mentre Emmy si riappropria del proprio tempo e del contatto con la natura comincia a sentirsi a casa. Ma sarebbe una follia lasciare amici, famiglia e tutto ciò per cui ha sempre lavorato… O no?


La sinossi è proprio giusta, rende bene l'idea di tutta la vicenda.
Il libro non è solo una storia d'amore finita, ma la capacità di Emmy di trovare le forze per riappropriarsi della sua vita. Fare un rendiconto di quello che finora ha vissuto e riuscire a rinnovare la sua esistenza in un ambiente a lei consono. Tutti i personaggi che si incontrano, leggendo questo romanzo, circolano intorno
a lei e da ognuno Emmy riceve simpatia, affetto, allegria, conforto e lei stessa ricambia con semplicità questi sentimenti che nascono spontaneamente.
Un libro scritto bene (tranne un paio di congiuntivi sbagliati dopo il "se" - ma questo è dovuto alla traduzione), che si legge con molto piacere. E' pulito, lineare, allegro, triste, e tutto è narrato dalla protagonista. La bravura dell'autrice, che ha utilizzato la 1^ persona, sta nel fatto che l'esposizione del pensiero di Emmy comprenda anche i sentimenti degli altri personaggi, facendo arrivare al lettore ciò che i vari personaggi provano, attraverso i dialoghi, che non sono sempre stringati, ma ricchi di parole che esternano il loro pensiero.
Mi è piaciuto molto. Una cosa non l'ho capita: il titolo. Se qualcuno ha letto questo libro, può darmi una sua interpretazione? [Il titolo originale tradotto è 'la piccola pensione francese']






COME INIZIA IL ROMANZO...
Capitolo 1
Vorrei poterti dire che è andata come in un film. Conosci il genere. L’eroina si erge fiera di sé, trasudando tutta la propria furia repressa. La soddisfazione del pubblico quando spedisce un vibrante ceffone in faccia al compagno. La drammatica ma dignitosa uscita di scena.Credimi, non ci fu niente di dignitoso. L’unica cosa che feci fu restarmene lì a tremare, con la rabbia e l’adrenalina che 
mi scorrevano in corpo come cani rabbiosi, aprendo e chiudendo la bocca nel tentativo di trovare le parole. Anzi, una parola qualsiasi. Sarebbe bastato persino un banale sbuffo scandalizzato, invece tutto ciò che mi riuscì fu un patetico pigolio.«Emmy, non è come sembra», si affrettò a dire Nathan, ma era ovvio che non potesse esserci altra spiegazione. Quando incespicai oltre la porta, la scena a cui dovetti assistere fu di una vivida ovvietà. Provò di nuovo a parlare, annaspando alla ricerca della dignità e della cintura. «Stavamo… Cioè, non mi aspettavo che tu…».Mi lanciai in una perfetta invettiva da donna ferita, neanche mi avessero passato il copione di una pessima telenovela.«No, ci scommetto che non te l’aspettavi…». Nella mia mente risuonò un flebile campanello d’allarme. «Come hai potuto? Bastardo, traditore! Non riesco a credere che tu…». Il tintinnio divenne più forte, più insistente, e si spostò verso la parte cosciente della mia mente. «Merda!». Con un sussulto colpevole, ricordai perché avessi fatto tutta quella strada fin lassù. «Gloria, devi chiamare un’ambulanza. Penso che Rupert stia avendo un attacco cardiaco».«Cosa?». Aggiustandosi il vestito, Gloria accolse con sconcerto l’improvviso cambiamento di discorso.«Rupert. Tuo marito, ricordi? Attacco cardiaco. Ambulanza». Le diedi una gomitata al braccio coperto di braccialetti per capire se il suo cervello stesse funzionando ancora o se il sesso fatto col mio ragazzo fosse più stupefacente di quanto io potessi riconoscergli.«Ommioddio. Ommioddio». Alla fine, i suoi neuroni storditi dalla lussuria recepirono il messaggio.«In cucina». Mi incamminai verso le scale. Per fortuna, la mia mente era tornata a concentrarsi sull’imminente emergenza e aveva accantonato l’immagine di Nathan e Gloria che ci davano dentro sulla terrazza sopra il tetto. Per il momento, stranamente, c’erano cose più importanti di cui preoccuparsi.«Che vuol dire, un attacco cardiaco?», mi gridò dietro Gloria. «Perché diavolo non l’hai chiamata tu l’ambulanza?»«Ci ho provato, ma poi mi sono resa conto che non sapevo il numero e, inoltre, il mio francese non è abbastanza buono», risposi, dandole le spalle. «Pensavo che avremmo fatto prima se l’avessi chiamata tu. Non avevo idea che fossi tanto occupata».«Ommioddio, Emmy. A quest’ora potrebbe essere morto!». Aveva ragione – a quell’ora poteva essere morto – ma, per mio immenso sollievo, quando raggiungemmo la cucina, Rupert era ancora in sé e se ne stava accasciato contro la parete, proprio come l’avevo lasciato. Avevo fatto del mio meglio, ma non mi ero aspettata di perdere istanti preziosi a causa del melodramma che si sarebbe svolto al piano di sopra. Non riuscivo a immaginare come mi sarei potuta sentire se avesse smesso di respirare.Mentre io e Nathan osservavamo l’ambulanza che si allontanava, il senso di panico si placò e le immagini che avevo accantonato tornarono ad affollarmi la mente con dettagli vividi e sgraditi.La cena alla pensione, noi quattro che ridevamo. Gloria che si assenta per “fare una telefonata”. Nathan che fa «solo un salto al gabinetto. Scusatemi, ho lo stomaco un po’ sottosopra». Discutere i pregi dei miei film preferiti con Rupert davanti a un bicchiere di vino. Il suo viso che diventava pallido e cereo mentre si sforzava di respirare, le vene che gli si gonfiavano sul dorso della mano mentre si stringeva il petto. Il modo in cui si era piegato ed era caduto dall’alto sgabello sul pavimento in pietra della cucina. Il mio cuore che batteva all’impazzata mentre rastrellavo la memoria in cerca di qualche nozione di primo soccorso, sbuffando e ansimando mentre lo spostavo 
per metterlo in quella che speravo fosse la posizione corretta per una vittima di infarto.E poi l’attimo tremendo in cui avevo afferrato il telefono, solo per rendermi conto che non avevo la più pallida idea di quale fosse il numero da comporre per chiamare l’ambulanza e che il mio francese scolastico da tempo dimenticato non mi permetteva di sollecitarne l’intervento. Urlare all’indirizzo di Gloria. Il silenzio in risposta. Nessuna replica dalla sua stanza. Correre di sopra, superare il pianerottolo, uscire sulla terrazza sul tetto nell’eventualità stranamente intuitiva che potesse aver fatto la sua telefonata al fresco… E poi quella scena da incubo. Le gambe di Gloria allacciate attorno alla vita di Nathan. Il tradimento peggiore.Eravamo solo al quarto giorno di vacanza, il nostro anfitrione era stato portato via di corsa in ambulanza e io avevo sorpreso il mio ragazzo in sconveniente intimità con la padrona di casa. ...



LA SERIE DEI RICORDI PERDUTI 
1. The Little French Guesthouse (2016) - ED.ITALIANA: LA PICCOLA CASA DEI ROCORDI PERDUTI, Newton Compton, 2017
2. Return to the Little French Guesthouse (2016)
3. Summer at the Little French Guesthouse (2017)

*****
L'AUTRICE
Helen Pollard scrive sin da quando era bambina e da sempre preferisce le storie dei romanzi alla vita reale. Pensa che la chiave per un libro di successo sia creare buoni personaggi. Le piace tratteggiarli, attraverso la sua scrittura, in un modo ironico e che li renda cari al lettore. Helen è membro della Romantic Novelists’ Association e della Society of Authors. La piccola casa dei ricordi perduti è il primo della serie dei Ricordi perduti. 

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3 commenti:

  1. lo metto subito il lista, è una bella storia di rinascita e da speranza che anche se difficile la vita ti può riservare delle belle sorprese.

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  2. Avevo già im mente di leggere il libro e la tua recensione mi ha convinto. Credo che ne valga la pena! Grazie.

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  3. Se avessero dato come titolo la traduzione dell'originale, sarebbe stato meglio.

    RispondiElimina

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