Summer in Love: " MI FAI VOLARE" di Samantha L'Ile


INIZIO SETTIMANA CON I FIOCCHI CON UN NUOVO RACCONTO  DI SUMMER IL LOVE 2017. CI STATE SEGUENDO IN TANTE, GRAZIE ANCHE DA PARTE DELLE NOSTRE BRAVE AUTRICI. E GRAZIE A CHI DI VOI COMMENTERA' I RACCONTI E LI SEGNALERA' SUI PROPRI SPAZI SOCIAL .
LA STORIA DI OGGI E' MOLTO ESTIVA E HA COME SFONDO LA SPLENDIDA SARDEGNA. E CI SONO ANCHE DUE CANI ADORABILI. LO FIRMA SAMANTHA L'ILE. BUONA LETTURA!

Uno

Il mare era increspato da una leggera brezza e luccicava per i raggi del sole, appena sorto in un cielo limpido e senza nuvole. I piedi, bagnati dalla schiuma bianca delle onde, affondavano nella sabbia mista a sassolini e il silenzio imperava nella piccola mezzaluna di Cala Liberotto. Erano solo le sei del mattino, ma le abitudini erano dure a morire e le palpebre si spalancavano all’alba, anche senza il trillo della sveglia.
Melissa chiuse gli occhi per godere appieno del momento: pace, voleva solo un po’ di pace per spazzar via lo stress dell’ultimo anno, il più schifoso dei trentasei vissuti fino ad allora. Sarebbero stati trentasette il primo ottobre, tra meno di due mesi. Quello era un pensiero decisamente stressante quindi spalancò gli occhi e si chinò ad accarezzare Kiki che le leccava il polpaccio salato. Il pelo nero tra le orecchie era morbidissimo e le regalava sempre una meravigliosa sensazione di tranquillità.
«Grazie dolcezza, sono pulitissima adesso.»
Non avrebbe mai creduto di diventare la padrona di un cane, infatti, era accaduto in un momento di pazzia e per vendetta contro Cristiano, che l’aveva scaricata dopo undici anni di fidanzamento. Quando si erano messi insieme aveva aspettato che lui terminasse l’università e la specializzazione in pediatria, poi erano arrivati i turni in ospedale e praticamente non si vedevano mai. Melissa aveva pazientato, fiduciosa in un futuro insieme con due o tre bambini, finché sette mesi prima lui se ne era andato all’estero con un’associazione umanitaria. Per tutti era un eroe da rispettare, per lei il bastardo che le aveva fatto sprecare più di un decennio. Melissa lo aveva accontentato in tutto, ma aveva detto no al suo desiderio di avere un cane, pensando al loro bel divano di pelle bianca e ai mobili nuovi. Dopo la separazione aveva letto un annuncio in cui si regalava una cucciola di Labrador di un anno e si era ritrovata a pensare “perché no?”. Non si era mai pentita di quella decisione impulsiva perché Kiki era mille volte più intelligente, affidabile e affettuosa di qualsiasi uomo. E non era nemmeno mai salita su quello che era diventato il suo divano di pelle bianca.
«Vuoi giocare?» Si guardò intorno e appena trovò un legnetto Kiki andò in visibilio. Lo lanciò lungo il bagnasciuga e iniziò il loro gioco preferito. «Brava, adesso riportamelo!»
Kiki si faceva sempre pregare prima di mollare il trofeo, era davvero buffa e stava rendendo più facile la sua vacanza da single. Anche quel viaggio era stato un impulso e dopo anni di vacanze in montagna, perché Cristiano al mare si annoiava, Melissa aveva fatto delle ricerche e trovato quella caletta dal nome profetico: a cala “Liberotto” si sarebbe liberata dal suo passato con un botto.
Era arrivata sei giorni prima e tutto era stato perfetto. Quasi tutto, se evitava di pensare all’incontro surreale con il padrone della villa che aveva affittato. Porzione di villa, ad essere precisi, la metà rivolta ad est e confinante con quella di Zeno. Quando le aveva aperto la porta, indossando solo un paio di boxer neri attillati, il cuore di Melissa aveva sussultato facendola sentire subito molto accaldata. Aveva pensato che forse quella vacanza le avrebbe riservato una bella, appassionata, sorpresa ed era arrossita come una ragazzina. Poi lui aveva grugnito parole incomprensibili e le aveva quasi tirato addosso le chiavi per scacciarla e tornare a dormire. In effetti era arrivata prima del previsto, ma erano comunque le nove di mattina, non l’alba, e si era aspettata un cortese benvenuto, considerando il costo esorbitante dell’affitto per una sola settimana. Per fortuna dopo quell’incontro l’uomo scorbutico era andato via e la villa era rimasta a sua completa disposizione.
«Kiki, vieni bella! Torniamo a casa per colazione.»
La cucciola ubbidiva ogni volta che sentiva una parola che aveva a che fare con il cibo. Melissa si incamminò a passo svelto per poi ricordarsi che era in vacanza, senza impegni né orari da rispettare. Rallentò e curiosò in giro: la pineta silenziosa, che più tardi si sarebbe riempita di automobili e ambulanti con le loro merci da vendere, le case lungo la spiaggia, le rocce affioranti in mezzo a quella distesa di acqua cristallina che la lasciava ancora senza parole. Il suo umore gioioso subì però un crollo verticale nei pressi della villa.
«Oh no, è tornato il capellone antipatico!» Sbuffò, ma Kiki la ignorò e corse verso la casa per salutare un altro cane. Doveva essere di Zeno e gli somigliava pure, con tutto quel pelo lungo e arruffato. Lui indossava una maglietta azzurra sopra i pantaloncini del costume e i ricci castano scuro erano trattenuti da una fascia nera, apparendo meno spettinati di quando l’aveva visto la prima volta.

PER CONTINUARE A LEGGERE 
IL RACCONTO 

IL PROSSIMO RACCONTO DI SUMMER IN LOVE 2017 SARA' PUBBLICATO 
VENERDI' 4/8. 
VI ASPETTIAMO!

2 commenti:

  1. Simpatico, una lettura veramente piacevole.

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  2. Racconto veramente carino!

    RispondiElimina

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