LA STELLA DI GIADA di Stefania Bernardo (ED Dreams)

Autrice: Stefania Bernardo
Genere: Storico
Pubblicazione: SB Dream; 2 edizione, 19 giugno 2017, pp. 356
Parte di una serie: No
Disponibile solo in ebook a € 1,60

TRAMA: Giamaica, 1720 Fuggire, lasciarsi alle spalle tutto il dolore, i giudizi di una vita piena di errori e trovare un nuovo lavoro come domestica. Con questi unici desideri in tasca, Scarlett Baker decide di imbarcarsi per Londra, ma l’oceano sa essere spietato tanto quanto il destino. Giovane e indomita, perderà ogni speranza quando verrà catturata dalla ciurma della Stella di Giada. Finita in un inferno di lame e crudeltà comandato dal capitano Shiver, un pirata considerato il diavolo in terra, Scarlett sarà costretta a prendere decisioni difficili e inaspettate che la trascineranno su una rotta carica di passione, pericoli e combattimenti sanguinosi. Un romanzo d’amore e d’avventura, sullo sfondo dei Caraibi del XVIII secolo, dove libertà, giustizia e odio si confondono all’orizzonte, tra i profumi dei tropici e i colpi delle sciabole.


E' la storia di Scarlett Baker, una donna con un carattere ribelle che vive in Giamaica e che stanca della vita che sta conducendo, vuole andare a Londra sperando di trovare lavoro come domestica presso una famiglia nobile. Si imbarca, ma la sua esistenza è stravolta. Siamo nel 1720 e navigare è pericoloso, il mare è infestato dai pirati e quando il suo veliero è attaccato dal capitano Jhonny Shiver, soprannominato "il diavolo", si ritroverà prigioniera su La stella di Giada.
Qui inizia il vero dramma/avventura. Scarlett vedrà di tutto, ma saprà anche farsi apprezzare dalla ciurma che l'aveva accolta con ostilità.
Un libro che mi ha affascinato, incuriosito, che mi ha fatto trepidare nei momenti pulsanti degli avvenimenti che si susseguono incalzanti, ma che alla fine mi ha anche lasciato un po' di amarezza.
L'epilogo della storia d'amore è positivo, ma in questo romanzo non c'è solo quello.
Ho fatto, nella mia mente, un piccolo paragone tra Shiver e Dantes, il Conte di Montecristo, perché tra di loro c'è un legame che li accomuna. Sono finiti in galera perché traditi da "amici" e tutto si ferma lì. La conseguenza di questo tradimento è completamente diversa tra i due personaggi.
Un libro piacevole, in certi momenti ci sono cose portate un po' all'esasperazione, ma le amanti dei romanzi sui pirati troveranno di che godere con questa avventura.






COME INIZIA IL ROMANZO...

PROLOGO
Bahamas, Nassau, 23 marzo 1720 
La prua fendeva l’acqua con delicatezza. Lo sciabordio era l’unico rumore di quella notte ormai stanca, prossima alla fine. Nassau veniva loro incontro con le luci delle taverne ancora accese e i velieri ormeggiati in fila, sloop e piccoli pescherecci che parevano tanti sudditi inchinati di fronte alla Delicia, la nave del governatore. Poco più in là, il forte
gettava uno strano senso di ordine e di giustizia sull’isola dove tanti anni prima lui stesso si era lasciato andare agli istinti più sfrenati. Richard Lesley assaporò l’odore delle Bahamas, un puzzo indistinto di umori che un tempo erano stati il simbolo di una libertà senza confini. Si chiese perché fosse stato di nuovo assegnato alle Indie Occidentali. Avrebbe fatto a meno di tornare in quel pezzo di mondo vestito di paradiso, che nascondeva l’inferno più infame. La Lyonesse fu ormeggiata mentre l’alba irrompeva, il sole strisciava sull’oceano e già prometteva di mordere la pelle senza alcuna pietà. Qualche ora dopo fu introdotto nella casa del governatore. «Capitano Lesley. Venite, entrate.» Woodes Rogers gli sorrise, mettendo in mostra la piccola eppure profonda cicatrice sullo zigomo, retaggio della spedizione intorno al mondo che aveva reso quell’uomo un eroe nazionale. «È un onore potervi rincontrare, Eccellenza.» Entrò, abbassando il capo con deferenza. Provava rispetto per Rogers, corsaro e politico dalle capacità indiscusse, che era stato in grado di riportare sotto la bandiera inglese le Bahamas, con in tasca solo il perdono reale per i pirati e una buona dose di spregiudicatezza e diplomazia. «Prego, servitevi pure.» Il governatore gli indicò il tavolo imbandito. Dalla finestra si poteva intravedere il mare azzurro e Nassau invadeva la stanza con la voce dei mercanti, il martello dei carpentieri, il chiacchiericcio delle donne. Lesley bevve il rum migliore della sua vita e assaporò frutti di cui non ricordava più il sapore. Parlarono di cose futili, di Londra e della guerra appena conclusa con la Spagna. Per tutto il tempo Rogers aveva tenuto gli occhi distanti, persi in qualcosa di molto più serio dei pettegolezzi d’oltreoceano. Le labbra serrate promettevano guai. Lesley se ne era accorto da un po’. «Capitano, vi ho chiamato per una questione di massima delicatezza.» D’improvviso persino il tempo oltre la finestra sembrò adombrarsi. Posò il bicchiere. «Ho ripulito Nassau dai pirati, ma le acque ancora sono infestate. Soprattutto da un capitano.» Il nome non serviva. Bastava solo pensare a Johnny Shiver per avvertire un brivido strisciare intorno a sé , sentire gli echi delle grida e percepire l’ombra del pirata che aveva ricoperto i Caraibi con un sudario fatto di sangue. Una paura palpabile persino lì, nello studio dell’uomo più potente delle Indie Occidentali. Rogers toccò il bicchiere per la prima volta. «Ed è una guerra, questa, che non riesco a vincere.» Giocherellò con il calice. «Ma voi, forse, potreste darci una mano.» «Io?» La sillaba uscì smozzicata dalle labbra. Woodes Rogers gli passò un plico di lettere. Alcune erano giallognole e sbiadite dal tempo, altre erano vergate di fresco, una fine ricostruzione di un passato lontano, che credeva sepolto per sempre. Dovette fare uno sforzo per non spargere i fogli sul pavimento. Li poggiò sul tavolo con la gola secca e il cuore agitato. «Come avete fatto?» Rogers gli sorrise. «Non sono finito qui per caso. Dovreste saperlo che sono bravo a scavare nel torbido.» Lesley cercò di calmarsi.
«Ma non vedo come questa storia…» «Il segreto che vi portate con voi, mio caro Richard, può liberare queste acque da due demoni.» «Due?» «Sì. Se voi mi confesserete ciò che sapete, il mondo si libererà una volta per sempre di Shiver e dell’ammiraglio Jacobson, un uomo ormai scomodo a molti, soprattutto a Londra.» Richard Lesley fece un sospiro. «Avevo promesso di portare questo segreto con me all’altro mondo.» «Non siate stupido, capitano. Sapete da voi cosa può capitare a uomini innocenti che intralciano il volere di Sua Maestà.» Una minaccia chiara passò negli occhi di Rogers. «E va bene.» Agguantò il bicchiere per farsi coraggio. Il rum bruciò la gola e scavò in fondo al cuore, là dove aveva nascosto l’illusione di un amore non corrisposto e il segreto di una tomba anonima in un cimitero di Londra.



ALTRI ROMANZI DI STEFANIA BERNARDO

Royal Fortune è un romanzo su John "Bartholomew" Roberts, pirata realmente esistito che ha predato oltre quattrocento navi. 
Fare il pirata equivale a mendicare, e rischiare il cappio per rubare spiccioli e pezzi di ricambio non è affatto un buon affare. Questa è l’idea che John Roberts ha della pirateria. Quando però, per uno scherzo del destino, si ritrova al comando della ciurma di Howell Davis, tutto cambia. Con il potere fra le mani e il Jolly Roger sul parrocchetto ogni cosa diventa possibile. Può dare sfogo alle ambizioni, ai desideri più peccaminosi e alle passioni più violente. Un nome, il suo, destinato a imprimersi nella leggenda fra gli applausi della ciurma e la disperazione delle vittime.
Il capitano di marina Chaloner Ogle, invece, continua a cadere in un abisso infernale fatto di debiti di gioco e problemi di alcol. I vertici dell’ammiragliato lo considerano un uomo debole a cui affidare missioni di poco conto. Un’esistenza senza gloria pronta ad essere dimenticata dalla storia. Luci e ombre, passioni e tradimenti di due capitani che sono l’uno l’opposto dell’altro. Due esistenze collegate, inconsapevolmente, da Cathelin Hayes. Una donna dal viso d’angelo e dalle mille sfaccettature che, sensuale e pericolosa, balla sul cuore di Chaloner e John, pronta a spostare la rotta dei loro destini. Ti interessa questo libro? Lo  puoi trovare QUI.

Londra,1720 - La principessa Leila Kalifa è stata da poco liberata dalle mani del pirata Evry e una volta giunta a Londra viene usata come pedina per ristabilire l’alleanza tra suo padre, il sultano, e l’Inghilterra. È quindi costretta a sposare il duca di Groundale, un uomo di spada, enigmatico e affascinante, che dietro al sorriso irriverente nasconde più di un segreto.
La vita da duchessa inglese si rivelerà densa di sorprese e di nuovi travolgenti sentimenti, ma sarà presto minacciata dalla lotta intestina che sconvolge l’Inghilterra. Il regno degli Hannover è ancora instabile e gli Stuart sembrano disposti a tutto pur di riconquistare il trono.
Un romanzo d’intrigo e di passione, di duelli e di fughe rocambolesche, che vi terrà con il fiato sospeso e il cuore in tumulto. Ti interessa questo libro? Lo  puoi trovare QUI.

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L'AUTRICE
Stefania Bernardo nasce a Ivrea il 17 dicembre 1985. È autrice di romance storici e d’avventura.Dopo aver seguito studi tecnici nel campo del diritto e dell’economia, decide di pubblicare il suo prima romanzo.

Dal 2016, dopo aver seguito corsi specializzati, è editor e correttrice di bozze. Sul suo blog si occupa di approfondimenti storici e da spazio ad altri autori emergenti con interviste e presentazioni. Con altre tre autrici, è amministratrice del gruppo facebook, “Io leggo il romanzo storico”.
VISITA IL SUO SITO: 


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1 commento:

  1. Non ho mai letto nulla di questa autrice, ne di storie di pirati. Confesso che la Stella di Giada e Scura come la notte mi ispirano parecchio. Grazie come sempre.

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