BASTARDO FINO IN FONDO di P. Ward e V.Keeland (Newton Compton)


Autrici: Penelope Ward e Vi Keeland
Titolo originale: Cocky Bastard
Traduttrice: Brunella Palatella
Genere: Contemporaneo
Ambientazione: USA
Pubblicazione originale: P.Ward,Vi Keeland, agosto 2015, pp.336
Pubblicazione italiana: Newton Compton, 13 luglio 2017, pp. 282, € 9,90
Parte di una serie: No
Livello sensualità: ALTO
Disponibile in ebook a € 5,99

TRAMA: Un australiano sexy e arrogante di nome Chance. Era davvero l’ultima persona in cui mi aspettavo di imbattermi nel mio viaggio attraverso il Paese. Quando la mia macchina si è rotta, abbiamo fatto un accordo: niente programmi, saremmo andati avanti per miglia e miglia passando notti sfrenate in motel sconosciuti senza limiti e senza una meta precisa. E così quello che doveva essere un normale viaggio si è trasformato nell’avventura della vita. Ed è stato tutto davvero incredibile finché le cose non sono diventate serie. Lo desideravo, ma Chance non si esponeva. Pensavo che mi volesse anche lui, invece qualcosa sembrava trattenerlo. Non avevo intenzione di perdere la testa per quel bastardo arrogante, soprattutto da quando avevo saputo che le nostre strade stavano per dividersi. D’altra parte si dice che tutte le cose belle prima o poi finiscono, o no? Forse è così, o forse ero io che non volevo vedere la fine della nostra storia...

QUESTO LIBRO VI PIACERA' SE...


...amate le storie leggere ma ben scritte, romantiche e hot allo stesso tempo.

BASTARDO FINO IN FONDO è un romance divertente, molto adatto a una lettura estiva. La storia è raccontata un po' dal punto di vista di lei, Aubrey, e un po' da quello di lui, Chance. La prima parte 'on the road', dal Nebraska dove si incontrano, fino in California, con una divertente sosta a Las Vegas, è davvero spassosa. I botta e risposta fra il sexy australiano e l'americana tutto pepe sono ironici e divertenti. La seconda è più romantica, un po' agro-dolce, soprattutto perché si scopre che il 'cocky bastard' (il bastardo impertinente) in realtà bastardo non lo è per niente e farà di tutto per conquistare l'eroina (ma lei, per una ragione che per non spoilerare non vi rivelo, penserà che lui lo sia al quadrato).  Io, però, ho preferito di gran lunga le avventure e i buffi  botta e risposta della prima parte.

Come ho detto, è un libro ben scritto, molto scorrevole, anche se i personaggi  mancano un po' di spessore. Chance, a un certo punto,  vive un'esperienza molto tosta che le autrici liquidano in poche pagine come fosse una passeggiata. Probabilmente per non far prendere alla storia una piega troppo drammatica. In più, le scene di sesso a mio gusto, mancano un po' di pathos,  sembrano essere appiccicate lì per soddisfatte le lettrici. Tirando le somme, BASTARDO FINO IN FONDO è una  storia d'amore giusta giusta per queste giornate torride, come un piacevole long drink dissetante. Molto carino, ve lo consiglio.

Ho letto l'edizione italiana del romanzo: non è tradotta male, ma ha due o tre errori grossolani nell'uso dei tempi verbali che si sarebbero potuti facilmente evitare.
P.S.: La cover originale qui su a destra ricorda l'immagine per cui Chance può vivere praticamente di rendita (capirete cosa intendo), in cui si intravede il suo bel fondo schiena! 


COME INIZIA IL ROMANZO...
Capitolo 1
Chissà se le vibrazioni avrebbero avuto un effetto piacevole tra le mie gambe…La Harley-Davidson cromata, parcheggiata poco più avanti, brillava sotto il sole afoso di mezzogiorno. Mentre aspettavo che terminasse la canzone dei Maroon 5 alla radio, osservavo quel giocattolino maschile a due ruote e rovistavo nella borsa in cerca del mio cellulare. La moto era semplice, nero lucido e argento splendente, sacche di pelle consunta con un teschio inciso sotto le iniziali “C.B.”.Quanto sarebbe stato bello salirci sopra. Il vento che soffia tra i miei lunghi capelli, le braccia strette attorno a un uomo con un soprannome da duro, il motore rombante tra le cosce fasciate nei jeans. Horse? Drifter? Guns? Aspetta. No. Pres. Il mio motociclista immaginario si chiamava sicuramente Pres. E assomigliava a Charlie Hunnam.
Sull’iPhone trovai almeno sei nuovi messaggi di Harrison. Feci un sorrisetto tra me e me: di sicuro nessun Harrison aveva mai guidato una Harley. Misi il telefono nella borsa, spensi il motore della BMW strapiena e lanciai un’occhiata al sedile posteriore. Le scatole impilate fino al tettuccio iniziavano a rendere claustrofobica la mia auto full-size.Un autobus di turisti si fermò all’autogrill. Fantastico. Avrei fatto meglio a entrare subito a comprare da mangiare, o non me ne sarei mai andata di lì. Dopo dieci ore di guida attraverso il Paese, da Chicago a Temecula, in California, mi trovavo da qualche parte in Nebraska, con almeno altre venti ore di viaggio davanti.Dopo aver aspettato quindici minuti per una Pepsi e delle crocchette di pollo fritto che avevo intenzione di mangiare in macchina, mi fermai nel piccolo negozio di souvenir. Ero stanchissima e non avevo voglia di guidare altre cinque ore prima di trovare un posto in cui passare la notte. Assonnata, diedi un’occhiata in giro per qualche minuto. Tra i vari oggettini esposti scelsi un pupazzetto di Barack Obama con la parte superiore mobile e lo agitai stupidamente, guardando quel sorriso maniacale mentre la testa sballonzolava avanti e indietro.«Prendilo. Si vede che lo vuoi», disse una voce profonda e rauca alle mie spalle che mi spaventò. Il pupazzetto mi cadde
dalle mani e la testa rotolò via.La donna alla cassa urlò: «Mi dispiace, signorina. Deve pagarlo. 20 dollari».«Maledizione!», esclamai. Mi chinai per prendere ciò che restava di quel souvenir e sentii di nuovo la voce dietro di me.«E pensare che per molti è uno con la testa sulle spalle». L’accento sembrava australiano.«Credi sia divertente, coglione?», domandai prima di girarmi a guardare per la prima volta chi mi aveva rivolto la parola.Rimasi di stucco.Oh, merda.
«Non c’è bisogno di fare la stronza». La sua bocca si curvò in un sorrisetto malizioso quando mi passò la parte inferiore di Obama. «E per la cronaca, sì, per me è stato molto divertente».Mi sembrò di aver perso la capacità di parlare mentre osservavo l’Adone di fronte a me. Avrei voluto togliergli quel sorriso arrogante dal viso – un viso splendido, squadrato e vissuto, incorniciato da folti capelli ramati. Cazzo. Quell’uomo era incredibilmente sexy, non certo il tipo che ti aspetteresti di incontrare in un posto simile. Ero nel bel mezzo del nulla negli Stati Uniti, non nell’entroterra australiano.Mi schiarii la voce. «Be’, per me non lo è per niente».«Allora dovresti toglierti la scopa dal culo e rilassarti un po’». Tese la mano e disse: «Dallo a me, principessa. Lo pago io». Prima che potessi rispondere prese i due pezzi e un brivido mi corse lungo la schiena quando la sua mano sfiorò per un attimo la mia. Aveva anche un profumo fantastico, ovviamente.Lo seguii alla cassa e rovistai nel caos della mia borsa per cercare i soldi, ma lui era stato più veloce e aveva già pagato.Mi diede il sacchetto di plastica con il pupazzetto rotto. «Il resto è qui dentro. Comprati un po’ di senso dell’umorismo».Oddio, quell’accento.Spalancai la bocca mentre lo seguii con lo sguardo uscire dal negozio.Che culo.Aveva proprio un bel fondoschiena. Un culo sodo, sexy, tondo su cui aderivano i jeans. Dio, avevo davvero bisogno di scopare, perché, anche se quel tizio mi aveva appena insultata, le mie mutandine erano praticamente zuppe.Dopo aver fissato nel vuoto per diversi minuti una mensola con le magliette dei Nebraska Cornhuskers, provai a
riprendermi. Era evidente che la stanchezza stava avendo la meglio su di me. Di solito non ero così irascibile. Dovevo dimenticare quello strano incontro e rimettermi in marcia. Lo stomaco brontolava e non vedevo l’ora di mangiare il pollo fritto una volta ripreso il viaggio. Ne presi un pezzo dalla confezione che avevo in borsa, uscendo dall’edificio. Ma smisi di masticare quando lo vidi fermo, poco oltre la mia auto, seduto sulla moto che mi aveva fatto fantasticare poco prima.Avvicinandomi lentamente alla mia macchina sperai che non si accorgesse di me, ma non fu così. Anzi, quando mi vide, mi rivolse un sorriso smagliante e mi salutò con la mano.Mentre cercavo affannosamente le chiavi, alzai gli occhi al cielo e mormorai: «Ancora tu».Lui ridacchiò. «Sei riuscita a trovare un po’ di umorismo?»«Ho usato il resto per comprarti delle buone maniere».Divertito, scosse il capo. Si passò una mano tra i capelli, infilò il casco nero lucido e mise in moto la Harley. Il rombo mi scosse dentro.Entrai in macchina sbattendo lo sportello e lanciai un’ultima occhiata a quell’uomo che non avrei mai più rivisto. Lui mi fece l’occhiolino da sotto la visiera e il mio patetico cuore iniziò a palpitare. ...



LIBRI SCRITTI IN COLLABORAZIONE DA 
PENELOPE WARD E VI KEELAND
Cocky Bastard (2015) - Ed.italiana: BASTARDO FINO IN FONDO,Newton Compton, giugno 2017
Stuck-Up Suit (2016) - prossima pubblicazione
Playboy Pilot (2016) - prossima pubblicazione
Mister Moneybags (2017) 
Dear Bridget, I Want You (2017) 

****
LE AUTRICI

Penelope Ward
È un’autrice bestseller del «New York Times», di «USA Today» e del «Wall Street Journal». 
È cresciuta a Boston con cinque fratelli più grandi e ha lavorato come giornalista prima di diventare una scrittrice. Vive nel Rhode Island con il marito e due figli.
VISITA IL SUO SITO: www.penelopewardauthor.com/

Vi Keeland
Con più di un milione di libri venduti, Vi Keeland si è affermata come una delle autrici di maggiore successo della sua generazione e i suoi romanzi sono tradotti in dodici lingue. Vive a New York con il marito, che ha incontrato all’età di sei anni, e i loro tre figli.
VISITA IL SUO SITO: www.vikeeland.com/


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4 commenti:

  1. l'ho già acquistato la settimana scorsa. adoro le commedie romantiche e dall'estratto si capisce che saranno scintille.

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  2. Ho acquistato ma nn ancora letto, de o dire che comunque il titolo attira!!!
    Vi lascerò il mio commento appena finito!

    RispondiElimina
  3. Preso la settimana scorsa e letto in baleno. Davvero carino! Condivido ogni sillaba della recensione. Un binomio vincente queste due autrici, piacerebbe leggere altro scritto da loro.

    RispondiElimina
  4. Meglio la prima parte che la seconda, cmq leggero carino e senza impegno.

    RispondiElimina

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