LA MALEDIZIONE DELLA FAMIGLIA DE ROSE di Noemi Bardella

Autrice: Noemi Bardella
Genere: Contemporaneo,Paranormal,erotico
Pubblicazione: Noemi Bardella, ebook: 30 maggio 2017, cartaceo su Amazon: 31 maggio 2017, pp. 2010
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook? Sì, € 4,90

TRAMA: Anne de Rose è una ragazza francese intraprendente, che per scappare dalla madre che la opprime fugge a Londra, cambia cognome e si rifà una vita. Poi, quando ormai pensa che il passato sia alle spalle, riceve una lettera da sua madre che la costringe a ritornare al paese natale. Qui dovrà fare i conti con la perdita di qualcuno di molto importante, con dei vecchi scandali di famiglia, con il suo ex e il suo nuovo fidanzato e, ciliegina sulla torta, la scoperta di un mortale male di famiglia. Con una guida piuttosto particolare al suo fianco, deve riuscire a spezzare il maleficio prima che questo abbia gravi conseguenze: sarà in grado di sconfiggere la Maledizione della Famiglia De Rose, prima che questo le porti via le persone a lei più care?


Leggendo la sinossi non è chiarissimo che si tratti di un libro che ha un velo di paranormal e che sia anche un rosa con ménage a tre. Le scene di sesso che si leggono nell'ultima parte del libro non sono volgari o troppo esplicite, ma rendono bene l'idea. Purtroppo questo genere di storia non mi è mai piaciuto e pertanto non sono soddisfatta. Ma la mia insoddisfazione non è stata causata solo da questo. Sono arrivata fino alla fine, imponendomi di leggere tutto il romanzo, per vedere anche se nel finale il racconto dipanava i grovigli che ho incontrato sin dall'inizio e se la confusione trovata dipendeva dalla mia incapacità di capire cosa volesse dire l'autrice.

A parte le tante domande che mi sono posta nei primi 6 capitoli, tanto è vero che ho dovuto rileggerli un paio di volte per vedere cosa mi sfuggisse per intendere bene ciò che c'era scritto, ho trovato tanti refusi. Forse alcuni errori sono dovuti al formato PDF, che trasferito sul mio lettore digitale ha modificato la scrittura. Per esempio: i verbi al passato remoto che terminano con doppia i, tipo riuscii, è stato stampato in riuscì. Sono cose che mi infastidiscono, ma non so se questo è da attribuire all'autrice. A parte questo, ci sono altri refusi. Al posto dell'apostrofo ho trovato le virgolette, a volte i pronomi erano errati, ad alcune parole mancava una sillaba al centro o alla fine.
Poi, secondo il mio parere, l'esposizione non era chiara, specialmente nella prima parte del romanzo, e ho notato che gli approfondimenti sono stati superficiali. Secondo me l'autrice doveva impegnarsi maggiormente a spiegare certi avvenimenti strani, piuttosto che dedicare al sesso gli ultimi capitoli del libro. Insomma, questo romanzo non mi è piaciuto per niente, ho faticato ad arrivare alla fine e consiglierei all'autrice (che è al suo libro d'esordio) di rivedere  forma e costrutto della sua storia.





COME INIZIA IL ROMANZO...
Capitolo 1 Mancava poco all'inizio di novembre e a Londra si stava bene: almeno, Anne non poteva proprio lamentarsi. Era arrivata lì nemmeno un anno prima, in fuga dalla sua famiglia tutta segreti e responsabilità da perfetto romanzo rosa, per rifarsi una vita e mostrare al mondo che non aveva bisogno di loro per farcela. Fino a quel momento tutto stava funzionando alla grande: aveva trovato un lavoro, forse non quello dei suoi sogni, ma comunque abbastanza da potersi mantenere, e insieme con quello era arrivato un delizioso monolocale appena sopra il bar, dove faceva la cameriera, e un ragazzo fantastico con cui si cominciava a parlare di una futura convivenza. C‟era qualche dettaglio ancora da sistemare: non ultimo quello del rivelare al suo ragazzo, Daniel, il suo vero cognome. E lui avrebbe dovuto rivelare a lei il suo: ma a parte quello, andava tutto bene. Avrebbe dovuto saperlo che non poteva durare ancora a lungo. Era appena tornata dall'appuntamento sul London Eye, la grande ruota panoramica di Londra, dove aveva festeggiato con Daniel i loro primi sei mesi, quando vide
la lettera che avrebbe messo fine alla sua pace per un bel po', nonché sconvolto la sua vita per sempre. Firmata da sua madre Sabine, con tanto di timbro di ceralacca - nel secolo di Internet quella donna non era ancora in grado di chiamarla al telefono - nella lettera, spedita meno di una settimana prima, sua madre sollecitava un ritorno a Parigi per discutere del suo lascito. La malattia che affliggeva Sabine stava per compiere il suo ciclo, ed era tempo che Anne accogliesse la sua eredità. Se sua madre non avesse fatto accenno al male, Anne non avrebbe nemmeno preso in considerazione l'idea di tornare nella sua vecchia casa. Aveva già provato a riportarla a Parigi in diverse maniere, ma non aveva mai tirato in ballo quello. Se era riuscita a parlarne in una lettera – di solito cercava di ignorare quella “incombenza”, come la definiva lei, come se soffrire di cuore fosse un'inezia – era perché le cose erano molto serie. Ecco perché, dopo averci pensato per tutta la notte e il giorno seguente, si trovava sotto casa di Daniel, quella fredda sera di ottobre. Non avevano in programma di vedersi, quel giorno, ma non sapeva ancora come prendere la notizia e cosa fare, e voleva andare da lui per un consiglio. Aprì il portone con le chiavi che il suo ragazzo le aveva dato giusto ventiquattro ore prima, e salì le scale. L'appartamento di Daniel era al quarto piano, abbastanza in alto da avere una piacevole vista su Primrose Hill. Avrebbe potuto anche aprirlo da sé, ma suonò il campanello. Daniel le aprì, e sul suo volto Anne vide la sorpresa mischiarsi alla preoccupazione. Gli occhi verdi erano così espressivi che si poteva leggere tutto quello che gli passava per la testa. Era straordinario che dopo solo sei mesi assieme riuscissero già a leggersi l'un l'altro come libri aperti. Era una delle cose che le piaceva di più della loro relazione. A volte non c'era nemmeno bisogno di parlare, bastava uno sguardo per capirsi. Daniel la fece entrare, per poi chiudere la porta, e appena si girò, Anne fu tra le sue braccia. Aveva bisogno di quel conforto. Daniel la strinse a sé per dei lunghi momenti, prima di prenderle il volto tra le mani. “Cos'è successo Anne?”, le chiese senza giri di parole. Ecco un'altra cosa che adorava di lui. Il poter parlare in maniera sincera e immediata: niente trucchi, niente mezze verità; e soprattutto, niente segreti. Anne prese un respiro profondo. Non poteva dire di odiare sua madre, anche se alle volte le sarebbe piaciuto. Era proprio il fatto di non odiarla che rendeva tutto più difficile. Prese le mani di Daniel dal suo viso e le strinse tra le sue. “Andiamo a sederci, ti spiegherò tutto”. 




*****
L'AUTRICE
Noemi Bardella, 30 anni il 30 maggio, scrive da quando aveva 12 anni, anche se ha capito che voleva fare la scrittrice solo qualche anno dopo. La Maledizione della Famiglia De Rose è il suo romanzo d’esordio. Quando non scrive, studia Sviluppo Sostenibile, oppure guarda serie tv.
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1 commento:

  1. Ciao Iaia,
    grazie per la recensione (e la critica).
    Per i refusi, posso sicuramente rimediare.
    Mi piacerebbe sapere, però, quali sono gli avvenimenti strani che non hanno trovato spiegazione, così da migliorare con i prossimi romanzi che ho in cantiere.
    Ti ringrazio qualora tu volessi ricontattarmi, e ancora grazie della critica.
    Noemi

    RispondiElimina

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