EMILIANA DE VICO PRESENTA..."LA DAMA E IL LEOPARDO"(ELit-Harper Collins)



EMILIANA DE VICO, SCRITTRICE CONOSCIUTA E APPREZZATA SUL NOSTRO BLOG, HA DA POCO PUBBLICATO CON LA COLLANA DI EBOOK DI HARPER COLLINS, ELIT, UN SUO ROMANZO STORICO, LA DAMA E IL LEOPARDO, CHE CI FA PIACERE PORTARE ALLA VOSTRA ATTENZIONE. LE ABBIAMO CHIESTO DI PRESENTARLO.
LA DAMA E IL LEOPARDO
Autrice: Emiliana De vico
Genere: 
Storico
Ambientazione: Italia,1471
Pubblicazione: Harper Collins, coll. ELit, 31 marzo 2017, pp.169
Parte di una serie: No
Disponibile in ebook? Solo in ebook € 3,99

TRAMA: La Rocca, 1474 - Nicoletta Piccolomini Todeschini sa che le sue origini sono avvolte nel mistero, ma conosce anche le dicerie che le servette sussurravano su di lei, per questo ha sempre sognato che il destino la portasse a Napoli, alla corte di re Ferrante. Il suo padre adottivo ha invece scelto altro per lei, un marito catalano e una fortezza arroccata su un monte, lontano da tutto e da tutti. E benché il rigido insegnamento cortese l'abbia preparata a essere una figlia e una moglie consenziente, in qualunque circostanza, il futuro che ha davanti agli occhi è inaccettabile: lei non ha alcuna intenzione di diventare la signora dei falchi, tantomeno di sposare un leopardo spagnolo. L'unica soluzione potrebbe essere la fuga...
****
Nicoletta Piccolomini Todeschini ha un solo sogno: entrare a far parte del seguito del re Ferrante I. Ha tutte le qualità che servono. È la figlia adottiva di un nobile importante; è bella tanto da far girare più di una testa maschile; è forte abbastanza da superare le ipocrisie della corte. Allora perché i suoi genitori si rifiutano di mandarla? Abituata da sempre a obbedire, Nicoletta si trova presto a dover assecondare le richieste del regnante, ma sposare un catalano è davvero chiederle troppo. Un marito non voluto e un castello in cima a un monte è ciò che le riserva il destino. E lei non vuole piegarsi.
 «Sarò la signora della Rocca. Comanderò sui corvi e sulle poiane. Sui lupi e sulle
volpi. E sui cinghiali.»
Joan Barrat è stato cacciato dalla catalogna ed è sceso in Italia al seguito del re. Ma nella sua terra ha lasciato il cuore e le speranze. Dover sposare una nobildonna non lo entusiasma ma lui ha voglia di trovare un posto dove fermarsi, un luogo e una donna a cui appartenere. Una vale l’altra e Nicoletta le viene affidata direttamente da Ferrante I, quindi acconsente a sposarla.
 Il mantello gli copriva il corpo ma non era freddo quello che Joan sentiva. Il suo carattere era sempre stato caparbio, volontà e perseveranza le cicatrici che portava sul petto. E obbedienza. Al suo re che l'aveva accolto e con cui aveva combattuto fianco a fianco. Ora quel re combattente e bastardo gli donava l'opportunità di un comando, di trovare un terreno dove mettere radici. Un terreno di cui disporre con una donna arrogante, che lui non sapeva come affrontare.
     La vide uscire con l'aria da padrona che sembrava appartenerle. La osservò in silenzio, rubando l'immagine della bellezza che si mescolava all'alterigia. Ah, ma avrebbe combattuto per la propria libertà. In fondo, un uomo restava libero anche con una donna al seguito. E lui trovava sempre il modo per sopravvivere, così come faceva sulle piramidi umane tipiche della sua terra, che potevano raggiungere una altezza di addirittura dieci persone.
     «Tu non sai che io ero il bambino prescelto per scalare la piramide e da lassù... oh, che vista da lassù. Sulle spalle dei miei compagni guardavo in basso, nessuno avrebbe potuto buttarmi a terra. Non lo farai neanche tu, Piccolomini.»
 La Rocca è il luogo che li ospiterà, ma mai castello è stato più freddo e inospitale. Ottimo punto di osservazione e segnalazione, ma poco casa per i due sposi. Eppure sa accogliere Nicoletta offrendole spettacoli meravigliosi: la vallata ampia e spaziosa con i pascoli in fermento, la purezza della neve e del vento, la vista del mare Adriatico. Forse, La Rocca saprà trovare il modo per unire i corpi e i cuori di chi vi abita.
Celano era un luogo facile da abitare ma La Rocca era montagna. Era pietra. Era freddo. Era delusione.
Emiliana De Vico


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LEGGI UN ESTRATTO...
«Mandate qualcuno a chiamarmi.» Non era indecente che si spogliasse davanti a lei? Un nobile non l'avrebbe mai fatto, ma lui era catalano e chissà quali modi avevano di vivere il matrimonio in quella terra lontana. Quel leopardo non aveva un grammo di raffinatezza, non... Invece le linee delle spalle erano ben modellate, le braccia nervose e muscolose. Spada, cavalli e vita da soldato lo avevano plasmato. Si stava lavando e i capelli lunghi gli si erano appiccicati alla fronte e al collo. Nicoletta strinse il sacchettino di erbe magiche che portava legato alla cinta. Ne sentì i semini e le schegge di legno tra i polpastrelli, e continuò a guardare. Un telo piegato e ricamato venne usato per asciugare il sudore spagnolo, di un uomo che l'aveva allontanata dai suoi sogni. Gli stivali e i gambali vennero slacciati e Nicoletta tornò a voltarsi verso la valle, dove uomini e prostitute stavano festeggiando il loro primo giorno nella terra acquisita da Barrat. «Vi siete reso conto che è stato un grosso errore venire qui? Siete stato raggirato. Se vi aspettavate una terra facile ora avete le prove che così non sarà. È solo l'inizio dell'autunno e già le notti sono fredde. L'inverno sarà lungo quanto un anno intero.» Parole pacate e occhi fermi a guardare fuori, mentre all'interno si udiva ancora rumore di acqua. «Sapevo cosa mi aspettava. Il sovrano mi aveva informato.» «Cosa? E avete accettato nonostante tutto?» Non riuscì a restare voltata e nel movimento la sua veste si allargò per poi richiudersi sulle gambe.
«Ho un compito. Da questa posizione possiamo mandare dei segnali luminosi e avvisare tutte le terre di frontiera in una sola mezza giornata. Per percorrere tutto il perimetro a cavallo ci vorrebbe una settimana. Anche se gli angioini sono stati sconfitti, è meglio mantenere alta l'attenzione.» Joan era a piedi nudi sul pavimento di legno. C'era un camino nella stanza, ma chissà se era pe-ricoloso rimetterlo in funzione. L'avrebbe scoperto l'indomani. Lui si avvicinò alla feritoia e Nicoletta fece un passo di lato per non rischiare di sfiorarlo. «Non so quale sia la vostra intenzione, Baronessa Barrat, ma io resterò qui. E mi farò piacere l'inverno lungo un anno. Vi consiglio di venire a letto. È davvero fresco.» Si era infilato sotto la bella coperta malva, sulle lenzuola che lei aveva ricamato insieme alle dame di Celano. Le sue uniche cose attorno allo spagnolo, al leopardo, a volte segugio, molte altre to-po. «Dormirete qui?» Il sacchetto portafortuna si sarebbe sfilato se lei avesse continuato a torturarlo con le dita. «Mi avevate detto che non vi piacciono i muri e i soffitti ma preferite il bivacco con i vostri uomini.» Lui si era sdraiato tenendo solo le brache e alzò la
testa per guardarla. «È la verità, ma posso scegliere dove alloggiare e con chi dormire. Questa sarà anche la mia stanza, ma state tranquilla, non mi piace importunare le donne che non gradiscono il mio spirito catalano, anche se questa donna in particolare l'ho sposata.» Nicoletta strinse nel palmo l'intero sacchetto; le essenze avrebbero dovuto darle vigore, invece sentiva di avere perso una battaglia. «Potrei dormire con Rosella di sotto e lasciarvi la stanza.» «Rosella è stata ospitata al borgo. Tornerà domattina.» «No, lei deve stare con me. Io ho bisogno di averla accanto. Non mi sono ancora spogliata e...» «Avete bisogno che vi slacci la veste?» le propose, e Nicoletta si affrettò a sedersi sullo sgabello libero. «Faccio da sola.» La Rocca le aveva tolto anche il calore dell'abitudine. Quando restò in sottoveste, si rese conto di non avere alcuna scusa per non andare a letto. Joan non si muoveva e lei attraversò lo spazio che la divideva da lui in punta di piedi. Scivolò sotto le coperte tenendosi sul bordo. Era strano, scomodo, sconosciuto ma la stanchezza del viaggio e dell'arrivo non si poteva ignorare. Appena il suo corpo cominciò a scaldarsi gli occhi si chiusero.




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L'AUTRICE
Emiliana De Vico (1973) vive in un paesino nell’entroterra abruzzese insieme al marito e ai due figli. Laureata in scienze sociali ha lavorato per anni presso i Servizi di Zona. Da sempre è appassionata di romance in tutte le sue declinazioni. Numerosi racconti di vario genere sono stati raccolti nelle antologie della Delos Books per la quale ha scritto anche alcuni romanzi storici, erotici e contemporanei. Ha pubblicato una miniserie “Villa Eden” per la casa editrice Rizzoli (Collana Youfeel) e per la Sperling & Kupfer (Collana Privé). Altri suoi romanzi sono reperibili in self publishing.
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