UN LORD DA CONQUISTARE di Virginia Dellamore

Autrice: Virginia Dellamore
Genere:  Storico-Regency
Ambientazione:  Inghilterra, 1814
Pubblicazione: Virginia Dellamore, febbraio 2017,pp.364, cartaceo:€12,99
Livello sensualità:  BASSO
Disponibile in ebook: sì,€0,99

TRAMA: Londra, 1814. Althea Hope è tutto fuorché un’eroina romantica: ha quasi trent’anni, porta gli occhiali, e il suo guardaroba non contiene un solo abito che non sia terribilmente fuori moda. In più, ricopre la classica professione delle zitelle senza speranza: fa l’istitutrice e la chaperon di una ragazza alla sua prima Stagione. Il suo compito è quello di accompagnare la ricchissima e bellissima Greta agli eventi mondani, tenendola sotto controllo ma rimanendo sullo sfondo come una severa tappezzeria.
Anche Lord William Warwick non è il protagonista perfetto di una storia d’amore: è misogino e scontroso, e i modi villani che sfoggia anche nei migliori salotti gli vengono perdonati soltanto perché è più ricco di Creso. È giunto a Londra per cercare moglie: perfino lui, che preferisce concedersi dei rapporti fugaci e considera con orrore la sola idea del matrimonio, si rende conto che a trentacinque anni è venuto il momento di dare un erede legittimo al casato.
Di sicuro, William non è l’uomo ideale di Althea.
Di sicuro Althea non è la donna ideale di William.
Eppure, loro malgrado, finiscono con l’incontrarsi fin troppo spesso e chissà che quelle apparenti scintille d’odio e ripicca non celino ben altri tipi di fiamme...

Come sempre mi ritrovo alla ricerca di nuovi romanzi storici, in questo panorama editoriale sempre più scarso di letture che gratifichino la mia fame atavica di lettrice vorace e compulsiva.
Avevo già letto in precedenza altre opere di Virginia Dellamore, uno pseudonimo dietro il quale a mio parere si cela un’autrice non di certo alle prime armi. Erano storie scorrevoli, ben scritte che però non mi avevano particolarmente colpita. Partivo forse un poco prevenuta, ma mi sono dovuta ricredere.
La trama di "Un Lord da ricordare" riprende un archetipo frequente del romanzo storico ambientato nell’Inghilterra del XIX secolo, partendo da Charlotte Bronte con il suo “Jane Eyre”, fino ad arrivare per esempio, ad Anne Stuart con “il Walzer del Diavolo” e cioè la coppia formata da un uomo ricco, nobile, con un carattere burbero e scontroso e una governante non bella, ma arguta e intelligente.
Althea è una donna di rispettabili natali rimasta sola al mondo, che si ritrova per necessità a istruire una ragazza figlia di una famiglia borghese, ricca ma senza la necessaria educazione utile per debuttare nella famosa Season londinese, con lo scopo neanche tanto nascosto, di accalappiare un marito titolato disposto per denaro a sorvolare sulla sua non cristallina ascendenza.
Durante il primo ballo da Almack’s Althea e la sua protetta conosceranno due fra gli scapoli più contesi del Ton: William Norbert Pawlett, marchese di Warwick, conte di Wiltshire e barone St John, ricchissimo, ma famoso per il suo pessimo carattere e suo nipote Leonard, Visconte Audley, un giovane amabile e gioviale. Il lieto fine trionferà, ma sarà bello leggere come l’autrice sia riuscita a portare a compimento la storia senza risultare assurda o improbabile.                                                  
Il punto di forza di questa storia a mio parere, sono i battibecchi arguti e pungenti tra la nostra intelligente zitella e lo scontroso Marchese che tanto indifferente verso questa improbabile donna, proprio non appare.
Una parte molto importante nel raggiungimento dell’agognato lieto fine l’avrà un personaggio storico realmente esistito, perfettamente calato nel contesto, Lord George Bryan Brummel, il dandy per antonomasia, una delle figure più influenti nello stile del primo Ottocento,che prenderà la nostra Althea sotto la sua ala protettrice, rendendola preda ambita da tutti gli emulatori del Beau e accendendo la gelosia nel nostro protagonista.
Mi è parso molto bello e accurato il fatto che l’autrice abbia approfondito il background famigliare e anche la psicologia dei protagonisti, rendendoli non solo figure di una storia, ma personaggi a tutto tondo con pregi, difetti e sentimenti che non mancheranno di emozionare fino all’ultima pagina chi vorrà cimentarsi nella lettura di questo romanzo. Anche i personaggi di contorno partecipano con le loro interazioni e i dialoghi a volte veramente esilaranti, a rendere questo libro vivo e sfaccettato.
Se proprio devo trovare dei difetti in questo romance posso dire che non mi è piaciuta molto l’ultima complicazione che si frapporrà tra William Althea e il loro lieto fine, mi è sembrata avulsa dal resto della narrazione, quasi forzata, con un personaggio che nulla aggiunge al contesto della storia.
«Il matrimonio! Il marchese di Warwick deve sposarsi con una cerimonia solenne, all’Abbazia di Westminster! Non sono cose che si possano predisporre in pochi giorni!»
Perdonatemi l’eccessiva pignoleria, ma Westminster Abbey non è mai stata la chiesa degli sposalizi del Ton e della nobiltà in genere, essendo di fatto una delle cappelle reali della monarchia britannica. I matrimoni regency più in vista e alla moda venivano celebrati nella chiesa di St. George in Hannover Square, nell'elegante ed esclusivo quartiere londinese di Mayfair, mi dispiace per la sorella di William che quindi si dovrà rassegnare a non sposarsi lì. Una svista che si perdona volentieri all’autrice, vista la bella storia che ci ha saputo regalare.





LEGGI L'ESTRATTO...
Chi diamine era quella donna? Se l’era ritrovata in un salotto deserto, pronta a inventarsi chissà quale vergognosa scusa per incastrarlo, e poi l’aveva rivista nella sala da ballo, insieme a una ragazzetta graziosa ma chiaramente sciocca che tentava di ammaliare Leonard. Adesso non doveva stare attento solo alle opportuniste che avevano lui come bersaglio, ma anche a quelle che provavano a sedurre suo nipote? A dire la verità, non è che gli importasse granché di ciò che combinava il ragazzo. Non aveva le manie di grandezza di Alexandra: lui sparava a zero contro le meschine calcolatrici allo stesso modo, che fossero nobili o borghesi, ricche o povere. Per quanto lo riguardava, dunque, Leonard avrebbe anche potuto corteggiare una ballerina e sposare una sarta. Il vero problema, la cosa che più lo irritava, era che l’artefice di quelle tattiche scaltre fosse la sconosciuta che aveva osato tendergli una trappola e poi rispondergli a tono.Mentre si avvicinava con passo marziale alle due manipolatrici e a Leonard che esibiva lo sguardo di un allocco ubriaco, udì una voce che lo apostrofava.«Mio caro Warwick, la vostra presenza qui mi sorprende tanto quanto mi sorprenderebbe la mia in una stalla», gli disse Brummell con tono pigro. «O, senza diventare tanto pedestre, poiché la sola parola stalla rischia di inzaccherarmi gli orli delle brache e di spiegazzarmi la cravatta, quanto mi sorprenderebbe il mio rimanere in un luogo qualsiasi per più di mezz’ora.»William non poté fare a meno di fermarsi. George Brummell era una delle poche persone che non gli dispiacesse incrociare. Affermare che gli piacesse sarebbe stato eccessivo, ma almeno non gli si torcevano le budella se si imbatteva in lui in uno dei tanti salotti che il dandy frequentava per scelta e il marchese per obbligo. Si erano incontrati per la prima volta a Piccadilly, da Hatchard’s: il marchese era entrato nella libreria per seminare l’inseguimento di una matrona che gli era stata presentata la sera prima da sua sorella, mentre il dandy stava acquistando una raccolta dei primi canti de Il pellegrinaggio del giovane Aroldo di Byron. Brummell era un tipo originale, e di lui Warwick apprezzava lo stile sobrio, il non vestirsi come un pagliaccio, e quell’insieme di raffinatezza e impertinenza che lo caratterizzavano. Inoltre, gli era grato perché quella mattina a Piccadilly, dopo aver notato con divertimento i suoi tentativi di distanziare la matrona più che decisa a invitarlo a cena, l’aveva distratta con un commento talmente caustico a proposito del suo cappello, che la povera donna aveva interrotto il pedinamento ed era fuggita per tornare a casa a togliersi le orribili piume di pavone che aveva in testa. L’opinione di Brummell era considerata fondamentale in molti campi, ma quando si trattava di moda quell’opinione diventava verbo.
Warwick apprezzava che Brummell non lo adulasse, non lo importunasse e non si sognasse di chiedergli favori, e Brummell apprezzava esattamente le stesse cose. Nessuno aveva bisogno dell’altro, ed erano troppo diversi per essere rivali: un modo perfetto per cominciare, se non un’amicizia, almeno una cordiale conoscenza.
«Il fatto che siate sorpreso mi conferma che non siete un imbecille», osservò Lord Warwick. «Credo che imiterò al più presto la vostra usanza di non rimanere a lungo a un ricevimento.» «Fate bene, più ci si fa desiderare più si è desiderati. Centellinare le visite crea aspettativa: dieci minuti in un luogo, cinque in un altro, qualche saluto e qualche baciamano, un paio di sguardi ammirati e un paio di sguardi orripilati, e uno ha fatto il proprio dovere. Stavo notando la vostra cravatta: è l’apoteosi della sublime semplicità. È un nodo irlandese? E la giacca è di Weston? Riconosco lo stile del bavero. Ma forse vi sto trattenendo? Con chi ce l’avete? Se posso esservi utile... Mi basta inarcare un sopracciglio per stabilire un precedente.» William, che non aveva perso di vista il nipote e ribolliva di collera nel notare il progressivo avanzare della sua stupidità – non che prima fosse un genio – al cospetto della giovane dai capelli color ambra e soprattutto di quell’orribile vecchia zitella, non poté non attirare lo sguardo di Brummell nella stessa direzione.«Ce l’avete con quelle signore? Le conoscete?» domandò quest’ultimo, osservandole attraverso un monocolo prontamente posizionato nell’incavo di un occhio.«Non ho la più pallida idea di chi siano, né intendo scoprirlo. Desidero soltanto sottrarre mio nipote alle loro grinfie.»



ALTRI ROMANZI DI VIRGINIA DELL'AMORE
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Londra, età della Reggenza. Annis è una ragazza simpatica ed eccentrica, che vive in un verdeggiante paesino del Sussex. Il suo più grande desiderio è viaggiare e vivere avventure straordinarie, come i protagonisti dei romanzi che legge avidamente. Quando è invitata a trascorrere due mesi a Londra per la Stagione, accetta con entusiasmo: non certo per trovare marito, ma per conoscere il mondo e divertirsi. A Londra incontra Guiscard, bellissimo, insolente, senza regole, anche lui tutt’altro che favorevole al matrimonio. Chi meglio di un affascinante scapestrato che conosce i luoghi più spassosi della città può farle trascorrere una Stagione indimenticabile? Quale amicizia è più sicura di quella fra due persone che hanno messo subito in chiaro di non piacersi?...Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.


Inghilterra, 1814. È una gelida notte di novembre, nel Northumberland, quando Ophelia Northon, sedici anni, lunghi capelli rossi, un’aria da folletto e un’anima romantica, sgattaiola fuori dalla sua camera in segreto. Il batticuore del primo amore la accompagna mentre raggiunge Joshua, il ragazzo dei suoi sogni, in procinto di partire per un paese lontano. Intende fargli un giuramento, assicurargli che lo aspetterà fino al suo ritorno, e donargli se stessa come pegno della propria promessa. 
Purtroppo non arriva a destinazione: lungo la strada, un incidente imprevisto infrange ogni suo sogno, trasformando le speranze in chimere. Per giunta, il responsabile della sciagura che si abbatte sulla sua vita è qualcuno che lei già detesta: Lord Philip Percy, nipote ed erede del conte di Alnwick, un ragazzo arrogante, superbo e scontroso. ...Ti interessa questo libro? Lo puoi trovare QUI.


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L'AUTRICE
Di Virginia Dellamore, scrittrice apparentemente esordiente, si sa poco o nulla. Trattasi chiaramente di un nom de plum dietro cui si nasconde, ne siamo quasi certe, un'autrice affermata in altro genere che preferisce non farsi 'sgamare' quando autopubblica i suoi divertissements storici.

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10 commenti:

  1. Ho davvero apprezzato lady Opaline. E nonostante l'invitante recensione di SLR, non è scattata la scintilla dell'interesse. Mi sembrano sempre trame già lette, personaggi conosciuti, luoghi ricorrenti... Gli storici mi hanno sempre appassionata, ma forse è il momento di staccare un pochino...

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  2. Tanti colori tanti gusti: io con Lady Opaline mi ero annoiata

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  3. Condivido pienamente il giudizio di Samanthala rossa. Bello, intrigante, spumeggiante ed anche divertente. Unica pecca nessuna nota hot, perfettamente in linea con la natura veemente dei protagonisti. Milena

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  4. Sono un paio di giorni che cercando uno storico da leggere mi imbatto in questa autrice. Ho letto tantissime recensioni positive ma l'unica cosa che mi trattiene dall'acquistare i suoi e-book è la mancanza di scene d'amore.Volevo sapere Samantha se a tuo parere non se ne sente la mancanza perché secondo me un romance che si rispetti qualche momento intenso lo deve avere...niente di volgare o sfrontato ovviamente!

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  5. Guarda anche a me piacciono le scene un po' più hot nei romance, questo è un libro più in stile Heyer o Cartland, ben scritto, scorrevole, ma senza sesso. Tanta tensione tra i due però.

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    1. Se cara Samantha tu lo hai giudicato interessante allora proverò a leggerlo anche io dato che nel corso di questi anni i tuoi giudizi hanno combaciato perfettamente con i miei! Per caso hai letto anche 'non posso esistere senza di te'? Mi sa che anche in questo manca la passione

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  6. Sarei invogliata ad acquistarlo ma non ho letto neppure gli altri di questa Autrice anch'io preferisco in aggiunta un po' di fuoco almeno come quelli della Grande Balogh che c'è tensione approfondimento dei personaggi e dei luoghi storici e quel pizzico di passione che a mio parere non deve mai mancare in un romance storico contemporaneo anche se i romanzi della Heyer ne ho letti molti e non mi sono dispiaciuti ci penserò..grazie per la recensione e spero nei prossimi giorni altre novità storiche!!!


    ma se devo proprio scegliere preferisco un livello diciamo per esempio classic passione come in genere gli storici più contemporanei ci penserò...grazie per la recensione spero in altre uscite più vicine ai miei gusti.

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  7. Scusate un po' di pasticcio l'ultima parte è da eliminare!

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  8. Ho acquistato l'ebook perchè mi erano piaciuti molto altri due romanzi dell'autrice che ho letto. Apprezzo come viene impostata solitamente la storia cioè con i due punti di vista alternati e anche i dialoghi trovo che siano un punto di forza. Ancora non ho letto questo ma sono quasi sicura che mi piacerà tanto quanto i precedenti.Non ho letto Opaline e neppure penso di acquistarlo perchè la trama non mi attira i due letti sono gli altri.

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  9. Leggo romance storici da anni, con passione e voracità. Ho scoperto questa autrice solo recentemente e devo dire che mi piace molto. Forse manca la parte hot ma senza dubbio non mancano la passione e il romanticismo. Da leggere

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