SCRIVERE REGENCY ... NON E' SOLO UN'ETICHETTA!


NEGLI ULTIMI TEMPI NOI BIBLIOTECARIE ROMANTICHE CI SIAMO SPESSO RITROVATE A DISCUTERE SU ROMANZI DI AMBIENTAZIONE REGENCY PERCHE' ALCUNE USCITE RECENTI O CI SONO PIACIUTE PARTICOLARMENTE O CI HANNO COLPITO PER IL MODO SCIATTO IN CUI SONO STATI SCRITTE. IL PROBLEMA E' CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE LETTRICI CHE AMANO QUESTO GENERE SONO PIUTTOSTO PIGNOLE SUGLI ASPETTI STORICI E L'ETICHETTA SOCIALE DELL'EPOCA E NON RITROVARLI IN UN LIBRO CHE E' STATO AMBIENTATO NEL PERIODO DELLA REGGENZA INGLESE, PUO' SUSCITARE GIUDIZI NEGATIVI, AL DI LA' DELLA STORIA RACCONTATA.

AVETE VOGLIA DI SCRIVERE UN ROMANZO REGENCY? ALLORA CI SENTIAMO DI DARVI QUALCHE DRITTA...

COSA S'INTENDE PER EPOCA REGENCY?
Il periodo della 'Reggenza' inglese comprende storicamente un breve lasso di tempo che va dal 1811 al 1821, quando re Giorgio III fu dichiarato incapace di regnare (a causa di una malattia mentale) e il governo del regno venne affidato al principe ereditario,chiamato anche lui Giorgio, che assunse il compito di Principe Reggente. In molti però considerano quello della Reggenza un periodo più lungo, facendola andare dal 1795 al 1837, considerandola un'epoca transitoria fra il periodo Georgiano e quello Vittoriano.

A CHE MODELLO SI ISPIRA?
Il Regency romance è di fatto stato 'inventato' da Georgette Heyer, la quale fu a sua volta influenzata dai romanzi di Jane Austen, perciò chi vuole scrivere Regency e sa nulla o poco di queste due autrici, forse dovrebbe scegliere un altro genere. 
Analogamente, leggere autrici Regency contemporanee di successo, aiuterà a capire più da vicino il mondo che si vuole rappresentare. E' il vero Regency quello raccontato nei loro libri? Bè, sì e noQuello che leggiamo nei romanzi di Georgette Heyer, ad esempio, è un mondo in cui sono stati tolti i toni più tragici e che si basa essenzialmente sulla leggerezza e sul divertimento. Non possiamo dire, in realtà, che un'epoca costellata dalle guerre napoleoniche fosse un'epoca gioiosa. Eppure è così che l'ha immaginata la Heyer e con lei molte delle autrici che ne hanno seguito l'esempio. Perciò, quando anche si faccia accenno alla guerra, nei romanzi Regency, essa rimane quasi sempre ai margini, perchè il Regency tradizionale è sinonimo di levità, situazioni divertenti e dialoghi brillanti. Se si amano il dramma e le situazioni a fosche tinte, meglio rivolgersi all'epoca Vittoriana o Edoardiana.

LE 'REGOLE' DEL REGENCY
Seguendo la storica tradizione della 'comedy of manners' inglese, la materia di interesse del Regency romance è la società. Di conseguenza, i personaggi di questi romanzi devono rispettare regole e comportamenti sociali vigenti nei primi decenni
dell'Ottocento,  parlare in modo per quanto si può consono all'epoca e seguire i dettami della moda della Reggenza. Se si decide di far comportare un personaggio non in linea con i dettami della società del periodo, dovrà esserci un perchè, una buona motivazione dietro tali comportamenti. Se la buona motivazione non c'è, al di là della scarsa preparazione in materia di chi scrive il libro, si corre il rischio di essere accusati di aver scritto un contemporaneo mascherato da storico.
Prima di parlare di duchi o conti, insomma, è buona regola informarsi bene sul 'peerage' inglese. Un duca, ad esempio, non veniva mai chiamato con il nome proprio da chi non fosse della sua famiglia e non ci si riferiva a lui con il termine di Lord ma se mai di "Sua Grazia" (vedi qui). 
A proposito del legame fra Regency romance e società trovo particolarmente interessanti queste considerazioni dell'autrice Monica Fairview:
Un'eroina moderna che si aggirasse all'interno di un set Regency si comporterebbe come se fosse libera di interagire con l'eroe in qualsiasi modo le piacesse. Il conflitto nel romanzo sarebbe ristretto solo a loro due, il mondo esterno sarebbe mandato a quel paese. Ma in un buon romanzo Regency, la Società è il terzo elemento del triangolo. L'eroina Regency oltre ad avere conflitti con l'eroe dovrà anche vedersela con la Società. Nel momento in cui un'eroina appare sulla scena senza aver la minima idea che la Società sarà la sua avversaria più temibile, si deve aspettare una bella sorpresa, oppure la lettrice esperta smetterà di leggere quel libro.

Se pensate ad alcuni dei migliori Regency che avete letto, notate quanti di loro riportano stralci dai giornali scandalistici o fanno riferimenti a scandali. Viene subito in mente Julia Quinn, con i suoi stralci dai Society Papers di Lady Whistledown (serie Bridegerton). L'esigenza di includere la Società come 'carattere' a volte diventa talmente cruciale che l'autrice arriva a creare un personaggio - come Lady Whistledown - o un gruppo di signore che ne siano la personificazione. Il confine fra conflitto interiore e conflitto esteriore in queste situazioni è piuttosto sfumato, perchè la Società è parte integrante della protagonista.

Non sempre è solo questione di scandali. La Società può intervenire fra eroe ed eroina in molti modi diversi. Nel mio romanzo, An Improper Suitor (Un corteggiatore inappropriato), per esempio, la protagonista è un'intellettuale pressata dalla Società, rappresentata inaspettatamente da sua nonna, a sposarsi non con un intellettuale come lei (sempre che ci fossero gentiluomini  intellettuali) ma con un libertino, e più tardi lei si sentirà costretta a fidanzarsi con lui quando pensa di essere stata compromessa da un bacio. Lei e sua nonna consulteranno i Society papers per vedere se sarà costretta a portare avanti il fidanzamento o no.

Se non volete che le ruote del vostro phaeton  si incaglino in uno di quei punti dissestati della strada così cari agli intrecci Regency, ricordatevi che l'onnipresente Ton non è semplicemente un fondale di cartone, un'occasione per mostrare i costumi dell'epoca o descrivere un ballo, ma una delle vostre principali fonti di conflitto nel romanzo.

A proposito di regole, penso che molte troveranno utile questo elenco di 'society rules', stilato dal blog Austenised e tratte dal libro Georgette Heyer’s Regency World, scritto da Jennifer Kloester. Anche se l'autrice scrive con riferimento specifico ai romanzi delle Heyer, va da sè che sia un libro ugualmente utile come guida al mondo di Jane Austen in generale. 

Ecco alcune regole di 'etichetta Regency' tratte dal capitolo 8:

  • I legami sociali avvenivano solitamente attraverso una serie di incontri, che iniziavano di norma con i cosiddetti 'morning calls', cioè le viste mattutine a casa di chi contasse in società.
  • Le 'visite mattutine' erano solitamente fatte di pomeriggio.
  • Una 'visita mattutina' non eccedeva di norma la mezz'ora. 
  • A Londra una donna faceva visite mattutine a persone del suo rango o di rango inferiore ma non a persone di rango superiore, a meno che queste non le avessero a loro volta già fatto visita o lasciato il loro biglietto.
  • Una persona nuova in città o in campagna aspettava le fossero fatte visite formali
    da parte di persone già stabilite nella zona, prima di iniziare a fare visite per conto  proprio.
  • In campagna era accettabile per un uomo far visita o lasciare il proprio biglietto a qualcuno di rango superiore se questi erano nuovi arrivati nel vicinato.
  • Un gentiluomo in vista a una famiglia chiedeva della padrona di casa, se si trattava di una visita sociale, e del padrone di casa se si trattava di una visita di affari.
  • Se la padrona di casa non poteva ricevere per indisposizione o era fuori casa,
    veniva lasciato un biglietto da visita. Era accettabile per un gentiluomo far visita a una delle figlie della casa se questa era ben al di sopra dell'età da matrimonio o se si trattava di un'amica di lunga data.
  • I visitatori venivano accolti dagli uomini nei loro studi o nella biblioteca di casa, dalle donne in soggiorno e in salotto.
  • Una signora, che fosse sposata o meno, non faceva mai visita all'alloggio di  un uomo.
  • A una signora era permesso guidare il proprio calesse da sola nella tenuta di famiglia, o scortata da uno stalliere in città. 
  • Una signora non guidava mai il calesse su strade extra urbane e non  prendeva mai parte a corse di cavalli pubbliche o a gare.
  • Era socialmente accettabile per una signora uscire in calesse o  a cavallo con un uomo senza chaperone se si trattava di un parente o di un amico stretto di famiglia.
  • Andare al galoppo in Hyde Park era proibito.
  • Durante la 'stagione' era essenziale 'farsi vedere' a  Hyde Park durante l'ora del passeggio, che andava dalle 5 alle 6 del pomeriggio.
  • Personale di servizio e chi apparteneva a classi sociali inferiori era sempre tenuto a dovuta distanza ma senza arroganza, orgoglio o distacco.
  • Al personale di servizio ci si rivolgeva con il giusto livello di educazione e mai con la casuale informalità con cui una persona poteva parlare con qualcuno del proprio rango.
  • Nè una signora , nè un gentiluomo discutevano mai di affari privati in presenza
    della servitù. 
  • Il personale di servizio veniva di solito ignorato durante i pasti.
  • Era obbligatorio  vestirsi appositamente per la cena.
  • Quando si andava a cena, il padrone di casa scortava verso la tavola la signora di rango più alto fra le presenti. I resto degli ospiti, si univano a loro volta in coppie ed entravano nella sala da pranzo per ordine di rango. 
  • A cena gli invitati sedevano a tavola secondo il loro rango, con la signora di rango
    più elevato seduta alla destra del padrone di casa, che sedeva sempre a capotavola. 
  • Durante le cene informali era accettato che gli invitati parlassero fra loro anche se seduti dall'altra parte del tavolo. 
  • Alle cene formali la conversazione era confinata solo  con chi era  seduto alla propria destra o alla propri sinistra.
  • Le signore dovevano ritirarsi in un tinello dopo la cena e lasciare gli uomini al loro porto e alle loro chiacchiere 'da uomini'.
  • La padrona di casa non doveva mai dare il segnale di alzarsi da tavola finchè l'ultimo invitato non avesse finito di mangiare.
  • Era accettabile offrire il proprio porta tabacco quando si era in compagnia, ma non chiedere un pizzico di tabacco da quello di un altro.
  • Manifestare in pubblico i propri sentimenti era solitamente considerato maleducato. 
  • Le risate erano di solito moderate quando si era in compagnia di altre persone, soprattutto fra donne. 
  • Gli uomini potevano abbandonarsi ad aperte  manifestazioni di ilarità solo se in compagnia di altri uomini o di donne poco rispettabili.
  • Le persone di buona educazione mantenevano il controllo sui tratti del proprio viso, sulle parti del proprio corpo e sul  proprio modo di parlare quando si trovavano in compagnia.
  • Una signora parlava, stava seduta e si muoveva sempre con eleganza e decoro.
  • Ci si inchinava sempre quando si incontravano o si parlava con i membri della famiglia reale.
  • I figli si inchinavano sempre quando vedevano i propri genitori per la prima volta al mattino. 
  • Un inchino più o meno profondo si faceva in base allo status sociale e al tipo di
    relazione con la persona incontrata e con riguardo alla circostanza particolare. 
  • Ci si inchinava anche quando si si entrava o si usciva da una stanza, all'inizio o alla fine di un ballo o quando si incontrava qualsiasi persona a cui si desiderava parlare.
  • Le debuttanti non potevano fare più di due balli dietro fila con lo stesso partner. 
  • Solo le giovani già presentate in società potevano ballare il valzer e solo con un partner accettabile, di solito qualcuno che già conoscevano o a cui erano già state formalmente presentate.
  • Si indossava l'abito nero a lutto per un determinato periodo di tempo, che poteva variare a seconda del livello di rapporto che si aveva con la persona deceduta. Non si usciva in società quando  si portava il lutto completo.  L'abito da ' mezzo lutto' (di soli grigio o lilla) si poteva indossare dopo che fosse trascorso un periodo di lutto accettabile e si poteva iniziare di nuovo ad apparire in società, ma non a pieno ritmo.
  • Essere considerata 'leggera' o mostrare  una mancanza di decoro era il marchio d'infamia peggiore per una donna.
  • Una signora non si sforzava mai di farsi notare da un gentiluomo. 
  • Una  signora non si faceva mai vedere a guidare un calesse o a camminare lungo  St James's Street , dove si trovavano i principale club per gentiluomini.
  • Nessuna signora camminava o guidava il calesse non accompagnata lungo Piccadilly.
  • Nessuna donna poteva far riferimento a qualsiasi genere di attività maschili che una signora doveva fingere di non sapere.
  • Un marito doveva tenere le sue attività 'indecorose' e le sue amicizie di basso profilo separate dal proprio matrimonio. 
  • Una moglie doveva far finta di non sapere delle relazioni extraconiugali del marito. 
  • Una donna sposata poteva prendersi un' amante dopo che avesse partorito un
    erede legittimo al marito e fin tanto che fosse discreta con le sue relazioni extraconiugali. 
  • Le donne dovevano mostrarsi ignoranti rispetto a ogni tipo di sfida a duello. 
  • Una signora non si  impegnava mai in nessun genere di attività che potesse dare adito a chiacchiere. 
  • Argomenti di natura intima come la nascita di un bambino non venivano mai
    discussi pubblicamente. 
  • Quando una ragazza di alto rango aveva fatto il suo ingresso in società non
    indossava mai uno scialle per scaldarsi, non importa quanto fosse freddo. 
  • Un gentiluomo doveva pagare sempre prontamente i propri debiti  di gioco o qualsiasi debito d'onore. 
  • Non era considerato socialmente accettabile dovere soldi a un estraneo. 
  • Era invece socialmente accettabile dovere soldi a un commerciante /artigiano. 
  • Era considerato poco elegante farsi prestare soldi da una donna. 
  • Una donna non si impegnava in un'attività finanziaria o commerciale se aveva un uomo, marito, padre o fratello, che potevano farlo per lei.
  • Una signora non faceva mai visita a usurai o a banchi dei pegni.  
  • Manifestare forti emozioni in pubblico era considerato disdicevole, sebbene fosse accettabile per una donna avere attacchi di panico o isterici e  svenire davanti a scene volgari o poco piacevoli. 
  • Una persona ben educata si comportava con cortese dignità sia davanti a persone
    conosciute che a estranei, ma teneva a debita distanza chiunque mostrasse troppa familiarità. Una glaciale cortesia era l'arma migliore  di ogni uomo o donna di buona educazione per mettere al proprio posto la gente volgare.
  • Una persona ben educata manteneva eleganza di modi e portamento. 
  • Una persona bene ducata camminava diritta, stava in piedi  e si muoveva con  calma e grazia.
  • Una persona ben educata non era mai sgraziata nei modi o nei comportamenti e sapeva comportarsi in ogni situazione sociale  con calma e sicurezza.
  • Una persona ben educata non era mai pretenziosa o ostentatrice. 
  • La volgarità era inaccettabile in ogni sua forma e la si doveva costantemente controllare . 
  • Comportamenti indiscreti o stravaganti e relazioni  amorose erano perdonabili ma la volgarità non lo era mai.

In conclusione, chi decide di scrivere un romance storico e ambientarlo in epoca Regency non è naturalmente obbligato a far seguire ai suoi personaggi le regole del tempo, a vestirli secondo la moda vigente e a farli parlare diversamente da come siamo abituati a parlare oggi; si possono scrivere storici senza badare all'accuratezza storica e farli gradire comunque a molte lettrici, su questo non ci piove. Dipende dall'autore. Solo, chi decide di intraprendere questa strada, non badando alle convenzione del genere,  dovrà aspettarsi di essere criticato da chi il Regency ha imparato ad amarlo proprio per tutta quella serie di regole e comportamenti così diversi da quelli odierni, che resero famosi sin dall'inizio i romanzi della regina ed iniziatrice del genere, Georgette Heyer e che continuano a essere per molte di noi parte integrante del fascino di questi romanzi.

*****

LEGGETE E VI PIACE IL GENERE REGENCY? QUAL E' IL VOSTRO ATTEGGIAMENTO RISPETTO A ERRORI DI AMBIENTAZIONE IN QUESTO TIPO DI ROMANZI? QUALI PERDONATE? QUALI NON RIUSCITE A  PERDONARE? PARTECIPATE ALLA DISCUSSIONE. 
Grazie a chi condivderà il link di questo post nelle sue pagine social.


6 commenti:

  1. non amo particolarmente gli storici, ma per il regency ho proprio un'avversione. mi ritengo fortunata a non essere nata in questo periodo. tutte queste regole ed etichette mi provocano l'orticaria e capisco bene che scrivere un romanzo di questo genere sia tutt'altro che facile, perchè sono veramente troppe. Ammiro di cuore le autrici che si cimentano in un impresa tanto ardua!!!.se dovessi leggere un romanzo del genere non mi accorgerei di eventuali errori di ambientazione, ma certo capisco che per chi ama questo periodo strideranno le orecchie quando qualcosa risulta fuori dal contesto.

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  2. È davvero così scrivere Regency non è semplice anzi ,Io amando tutti gli storici compreso questo periodo pretendo l'attenzione da parte dell'Autrice,naturalmente amo di più lo storico scritto da Autrici diciamo così "moderne"i primi romanzi letti sono della grande Woodiwiss e tantissime altre a venire,ho letto però anche i grandi classici storici del passato,poi quelli della brava Heyer,in conclusione bisogna sempre cercare di fare il possibile, per scrivere una storia di qualita,bella scorrevole coinvolgente con tutto un insieme di mix che troviamo in questo genere,più informarsi prima molto bene del periodo,storia costumi regole dell'epoca,per ottenere il massimo,questo per Me rappresenta serietà e bravura da parte dell'Autrice per noi Lettrici..Purtroppo come per tutto chiunque con leggerezza pensa di improvvisare qualunque professione,ma non è così poi si vedono i risultati..questo indica il poco riconoscimento in questo caso nuovamente per questo genere..non si comprende che decidiamo Noi cosa acquistate al dì l'ha dei gusti personali se è scadente il romanzo rimarrà invenduto..Complimenti per l'articolo davvero interessantissimo!!!:)

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  3. Ho trovato veramente interessante queste delucidazioni sul Regency, confesso di aver imparato cose nuove e ho ampliato delle conoscenze che nel mio caso erano approssimative. Non scrivo Regency, ma ogni tanto leggo volentieri uno storico ambientato in quell'epoca. Ora leggerò in modo più critico e apprezzerò maggiormente la qualità di un libro del genere. Grazie Francy.

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  4. Articolo istruttivo e interessantissimo.....grazie eccezionali come sempre
    Youngmamyx4(Valy)

    RispondiElimina
  5. Scrivere uno storico non è affatto semplice. Richiede un impegno non indifferente dato dallo studio, dalla documentazione, dalla ricerca accurata e dalla capacità poi di rendere il tutto credibile e godibile. Per questo motivo amo particolarmente i romanzi storici e apprezzo moltissimo le autrici e gli autori che sanno dipingere quel dato periodo con scrupolosità e verosimiglianza. E leggere diventa così un'esperienza meravigliosa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Lady la penso esattamente come te. Quando gli storici sono curati è come fare un affascinante viaggio nel passato.

      Elimina

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