I PIRATI DEL LAGO di Mariangela Camocardi - Recensione di Adele Vieri Castellano

I Pirati del Lago
Autore: Mariangela Camocardi
Genere: storico, Italia 1412
Casa editrice: AmazonEncore - self-publishing, pp. 330, ebook € 4,99; cartaceo: € 9,99
Data di uscita: 29 novembre 2016
Livello di sensualità: Medio

TRAMA: Milano, 1412. Cristiana è giovane, bella, sola e circondata da nemici, finché non incontra gli splendidi occhi azzurri del capitano di ventura Fabrizio. Lo fa quando tutto sembra perduto: il padre Jacopo è morto, il fratello Mattia è lontano e la madre Ippolita è succube del nuovo marito, Arrigo, che l’ha sposata solo per la sua ricchezza e sta cercando, aiutato dalla figlia Clarice, un modo per impadronirsi definitivamente delle fortune della famiglia. Nel momento in cui Ippolita viene uccisa e la colpa ricade su Cristiana, il piano diabolico dei due sembra avere successo. È però solo l’inizio di una vicenda che ci trascinerà nel cuore della Milano dei Visconti, fra intrighi, congiure, tradimenti, ma anche amori inaspettati e bruciante desiderio. Perché ci sono incontri che non si possono evitare, e quello con Fabrizio sembra scritto nel destino: il suo è uno sguardo che scalda, rassicura, fa battere forte il cuore di Cristiana. Basterà – quello sguardo – a placare la sua sete di giustizia e di amore?



Prima edizione 
Qualcuno mi ha detto che i romanzi sugli scaffali di una libreria hanno una vita brevissima, non più di tre mesi. Anche allora, cinque anni fa,  mi parve molto triste, com’era possibile? Io che amo la lettura, non smetto mai di far rivivere un libro nella mia mente, nel mio cuore e nei miei ricordi. Ci sono libri che restano impressi, che lasciano un’impronta, non so dirvi il perché.  

Il romance di Mariangela Camocardi di cui vi parlo oggi è uno di questi. Lo lessi tanti anni fa, nella sua prima edizione de I Romanzi Mondadori e potrei raccontarvi la trama anche senza rileggerlo. Potrei dirvi di Cristiana, la protagonista, della sua angoscia, delle sue paure ma anche del suo coraggio e potrei raccontarvi di Fabrizio, un uomo pieno di risorse, risoluto e testardo soprattutto quando capisce di aver trovato l’amore. 

La Rocca di Angera
Potrei parlarvi dei cattivi, i Mazzarditi, della perfida coppia che trama contro Cristiana, dei paesaggi e delle descrizioni precise e accurate di un’autrice che mi ha insegnato molto, anche solo leggendo le sue righe.  

Potrei, ma non lo faccio.  

Una recensione non è il riassunto di una trama, né il racconto pedissequo e a volte noioso delle proprie, più intime impressioni, o del proprio personale sentire.  

Una recensione è, come dice la parola latina da cui deriva, rĕcensēre, e significa esaminare, passare in rassegna, riflettere. Quindi il mio compito verso i potenziali lettori di questo romance storico è quello di aiutarli a decidere se leggerlo, parlando loro del suo contenuto e sulla sua qualità. 

Quindi, Castellano?!?


Ebbene, non abbiate dubbi e sappiate che questo romance ha tutti gli ingredienti per farvi sognare: avvincente, ricco di passione, azione, momenti d’amore e di commozione. È pieno di umanità, di quei sentimenti che ci fanno vibrare il cuore e l’anima, che ci fanno identificare nei personaggi e ci trascinano nella storia, questo romanzo è vivo e attuale anche oggi.  
Il tempo non ha lasciato alcuna traccia tra queste pagine, perché la buona scrittura, il mestiere e la capacità di raccontare storie non ha tempo, né età. Dalla penna di Mariangela, oggi come ieri, nascono e prendono forma vicende umane capaci di farci innamorare, restare con il fiato sospeso con le lacrime agli occhi o un sorriso sulle labbra e di restarci nel cuore.

Cristiana sarete voi, sarete disperate, stupite, vi rapiranno i pirati, vi porteranno in un luogo magico e spaventoso, su un lago fiabesco ma dai contorni oscuri. Sarete anche Fabrizio, col suo coraggio e la sua concretezza e perché no, riuscirete anche a essere Arrigo, con la sua scaltrezza e la sua mente perfida e fredda o l'algida Clarice, rosa dal risentimento. Sarete tutti e nessuno, anche un lettore incapace di staccarsi dal fascino intrigante di quelle pagine.

Questo è quello che posso dirvi su questo libro, che ritorna più avvincente di prima. Ritorna dal passato per essere ancora attuale, per farci sognare ancora. 

Perché ora lo so, certi libri non diventeranno mai vecchi, né si potranno mai dimenticare.  

Grazie Mariangela di avercelo regalato di nuovo e ad AmazonEncore per queste nuove, seconde, imperdibili occasioni.










LEGGI L'ESTRATTO...
Fu un tocco leggero sul suo seno – quanto tempo dopo?– che la ridestò di soprassalto. Sollevò a fatica la folta frangia delle ciglia e, intorpidita, si chiese che 
cosa l’avesse disturbata.
La carezza, delicata e dolcissima, si ripeté, allontanando da lei ogni residuo di sonno. Sentendosi rimescolare, Cristiana spostò lo sguardo sul suo occasionale vicino, convinta che l’avesse urtata persbaglio, forse rigirandosi nel sonno.
Scoprì che era sveglio. Si era messo su un fianco e, puntellandosi sul gomito, la fissava con occhi offuscati. Quello sguardo intenso penetrò profondamente nel suo, gettandola nella confusione. Nessun uomo l’aveva mai guardata così.
Stava per invitarlo a farsi un poco più in là, ma, prima ancora che potesse formulare la richiesta, le labbra di lui la bloccarono schiudendosi sulle sue.
Fu un bacio tenero, all’inizio, ma senza che nessuno dei due lo avesse previsto si trasformò presto in qualcosa di assolutamente sconvolgente, qualcosa che li scosse entrambi come la furia di un uragano.

Da quel primo bacio scaturì un abbraccio appassionato.
Totalmente immemori di essere due sconosciuti che si erano imbattuti per caso l’uno nell’altra, si trovarono a baciarsi come se questa fosse per loro un’amata consuetudine. Poi i baci non bastarono più. Quella specie di frenesia che sembrava essersi impadronita dei loro corpi e delle loro menti pretese una soddisfazione maggiore da parte di entrambi.
Si avvinghiarono l’uno all’altra, incapaci di comportarsi altrimenti. Né lei sapeva spiegarsi quel suo abbandono. Sapeva solo che non poteva tirarsi indietro. Né voleva che lo facesse lui, chiunque egli fosse.
Un’infuocata emozione si sprigionava tra loro, e quella tenerezza nei suoi confronti era un balsamo che leniva le sue ferite. Quel volto virile e intenso proteso verso il suo scioglieva a uno a uno i nodi della sofferenza, rigenerando la sua anima calpestata.
L’angosciante vuoto che era in lei, causato dalla prigionia, chiedeva di venire colmato e quei baci e le carezze, erano tutto quanto domandava al presente.
Le pareva di fluttuare in un sogno meraviglioso e struggente.
Era una rinascita del suo spirito a lungo mortificato. Quell’uomo sconosciuto, come un abile chirurgo, ricuciva i lembi lacerati del suo essere, suturando ferite che difficilmente si sarebbero rimarginate.
Oh, le cicatrici che le solcavano l’anima avrebbero richiesto più tempo per scomparire; ma sarebbero sbiadite, e con loro, forse, anche quei ricordi terribili. Non pensò al futuro. Né alle conseguenze. Non pensò più a nulla. Come un fuscello alla deriva si aggrappò a quelle larghe spalle e si lasciò guidare dall’istinto.
Anche lui, come avvertisse di trovarsi di fronte una donna innocente, si muoveva con la delicatezza di un innamorato.
Seguitò a baciarla piano sul collo, sugli zigomi, sulla bocca finché non avvertì il corpo di lei farsi languido e arrendevole.
Mani gentili la liberarono delle sue vesti maschili.
Mani esitanti indugiarono sui suoi seni, sfiorando con tocchi leggeri i capezzoli inturgiditi.
Cristiana si lasciò sfuggire un mugolio di piacere. Un piacere senza nome del quale scopriva l’essenza.
La bocca ardente dell’uomo scese a baciare dove le dita l’avevano solleticata, indugiando tentatrice sul turgore dei seni; e ancora più giù, posandosi calda sul ventre piatto. Lei si stupì di non provare repulsione o paura.
Il corpo di lui sferzava i suoi sensi, facendola reagire con pari intensità. Forse, passata quell’ora di follia, avrebbe provato vergogna ma in quell’istante fermarsi le risultava impossibile, né voleva si fermasse l’altro: tutto in lei si ribellava all’idea di resistergli.
Non c’era traccia, in lui, della volgare lussuria di Arrigo; né dell’oscena brutalità del
comandante. Sembrava compiere con lei un rito magico e, come sapesse d’iniziare una neofita alla voluttà e all’erotismo, la introduceva gradatamente agli sconosciuti piaceri dell’amore, facendo nascere dentro istinti che non era in grado di tenere a freno. E nuovamente quelle labbra brucianti si unirono alle sue in un gioco eccitante che li lasciò senza fiato.
L’arrendevolezza di Cristiana spinse l’uomo a osare di più. Con le ginocchia la indusse a schiudere le sue, e baciandola profondamente, così come profondo e inarrestabile era ormai il loro desiderio, entrò piano in lei.
Cristiana spalancò gli occhi nel buio, ed ebbe un moto di panico che la fece irrigidire. Lui si fermò subito e le sfiorò le labbra, chiedendole  in un sussurro basso e concitato di non aver timore, di fidarsi.
Lei gli obbedì, calmandosi.
Allorché ripresero a muoversi lo fecero insieme, e all’unisono sussultarono negli spasmi di un intenso rapimento fisico che li estenuò, defluendo dai loro corpi lentamente. Poi rimasero stretti in un abbraccio che si rivelò più dolce della passione che li aveva appena consumati: quietata l’urgenza della carne restava, intatta, la tenerezza. 




L'AUTRICE

Mariangela Camocardi ha pubblicato circa 50 tra romanzi e racconti. Ama spaziare tra generi molto diversi, con una predilezione per lo storico. Ha scritto storie horror, women’s fiction, steampunk, favole e commedie romantiche. Tra i titoli più apprezzati “Tempesta d’amore”, “Sogni di vetro”, “Il talismano della dea”, “La vita che ho sognato”, “Lo scorpione d’oro”, “Ciribalà”, “Un segreto tra noi”, “Nessuna più”. Quest’ultimo libro è un’antologia contro il femminicidio edita da Elliot, il cui ricavato è stato interamente devoluto a Telefono Rosa per aiutare le donne vittime di violenza. L’autrice è stata anche direttore della rivista Romance Magazine. È una delle socie fondatrici di EWWA. 

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5 commenti:

  1. Anch'io lessi i pirati del lago tanti anni fa/maricofdo ancora che era un edizione che mi parve sontuosa perché c'era anche un altroromanzo della Camocardi.La leggevo per la prima volta e mi piacque moltissimo.Sopratutto mi colpi l'ambientazione sia storica che geografica perché avevo era motivi di lavoro vissuto un anno a Canneto. Poi avrei imparato che diversi ramanzina della Camocardi si svolgono sul lago Maggiore

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  2. Carissima Adele, grazie per questa tua recensione: fatta da qualcuno che scrive, e tu eccelli nella scrittura di qualità, il romanzo acquisisce un valore più significativo, oltre che una garanzia per chi vorrà leggerlo. I libri devono resistere al tempo per poter raccontare le nostre radici.
    Grazie Francy per avermi accolta ancora una volta nella tua bella Biblioteca Romantica.

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    Risposte
    1. Quando un libro ti resta nel cuore, è facile e piacevole parlarne. Ho detto solo la verità, Mariangela. Ho fatto un salto nel passato per scoprire che il tuo libro è... sempre giovane, attuale e romantico, proprio come allora! Un abbraccio e grazie a te per avermi fatto sognare, sappi che è anche un po' colpa tua se scrivo romance!

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  3. Caspita! Che dire, la tua recensione fa venire proprio voglia di leggere questo romanzo!
    Il fatto poi che sia ambientato "dalle mie parti" me lo rende più intrigante anche se trovo a dir poco inverosimile l'estratto che hai pubblicato. Però... forse in fondo è proprio l'impossibile magia dell'innamoramento che ci fa tanto sognare con questo tipo di romanzi!

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  4. ho letto lo stralcio del tuo romanzo.Mi sembra bello e vorrei leggerlo quanto prima grazie di esistere e di donarci tanti belle storie.Elisabetta

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